Rifiuti: Cgil-Legambiente, a Roma non c’è spazio per inceneritore

Rifiuti: Cgil-Legambiente, a Roma non c’è spazio per inceneritore
Rifiuti: Cgil-Legambiente, a Roma non c’è spazio per inceneritore Meno spazzatura, differenziata al 72%, e una multiutility dell’economia circolare

Il documento – messo a punto con un lavoro comune in queste settimane – racconta della necessità di partire da una riduzione del 12% di produzione totale rifiuti, di un Piano per la raccolta differenziata al 72%, implementazione dei circuiti dei Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), del tessile, del recupero delle terre di spazzamento, di una nuova filiera per le plastiche miste e del recupero di scarti da edilizia.

 “Un percorso serio per la gestione dei rifiuti, saldamente centrato sull’economia circolare e nel solco della transizione ecologica, dove non ha spazio alcun nuovo inceneritore”. Questo il pensiero di Cgil e Legambiente sulla gestione della spazzatura a Roma che oggi a Roma hanno presentato ‘Roma Capitale circolare – le proposte per la chiusura del ciclo dei rifiuti di Roma’.
   Il documento – messo a punto con un lavoro comune in queste settimane – racconta della necessità di partire da una riduzione del 12% di produzione totale rifiuti, di un Piano per la raccolta differenziata al 72%, implementazione dei circuiti dei Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), del tessile, del recupero delle terre di spazzamento, di una nuova filiera per le plastiche miste e del recupero di scarti da edilizia.
   In questo modo – mette in evidenza l’analisi – si arriva “a contenere i rifiuti indifferenziati residui in appena 228.589 tonnellate all’anno, da gestire con gli impianti in esercizio e con le nuove e future tecnologie”. E, “per gestire al meglio il medio periodo, la costituzione di una grande multiutility dell’economia circolare regionale”; i benefici ricadrebbero anche “sulla creazione di lavoro”, con “la nuova occupazione attivabile pari a 386 posti di lavoro ogni 10mila tonnellate di rifiuti sottratti all’incenerimento”.
   “Con le proposte per la chiusura del ciclo dei rifiuti a Roma, la Cgil di Roma e Lazio e Legambiente Lazio danno un contributo utile, concreto e fondato su numeri e tecnologie esistenti per progettare una risposta efficace e in linea con le indicazioni europee per la gestione del ciclo dei rifiuti – osserva la deputata di FacciamoECO Rossella Muroni – una risposta credibile e coerente con il paradigma dell’economia circolare, capace di creare lavoro e sviluppare filiere industriali sul territorio”.
   “In tema di gestione dei rifiuti l’amministrazione capitolina – rileva Muroni – dovrebbe puntare e investire prioritariamente su riduzione e prevenzione della formazione dei rifiuti, raccolta differenziata estesa e di qualità, recupero dei materiali, riuso, riciclo e su una virtuosa filiera dell’economia circolare. La soluzione ai problemi della capitale, infatti, non è il mega-inceneritore annunciato dal sindaco, ma impianti adeguati a una gestione corretta e sostenibile del ciclo dei rifiuti”.
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