Energia, T&E: tassonomia Ue enorme favore a Putin

Energia, T&E: tassonomia Ue enorme favore a Putin

“Sconcertante che Roma abbia avallato la scelta”, dice Luca Bonaccorsi, direttore della Finanza sostenibile della Federazione

Con la conferma, da parte della commissione Ue, di gas e nucleare nella tassonomia Ue viene fatto “da Bruxelles un enorme favore a Putin”, e “dal governo italiano un grave danno ai propri cittadini”. Questa la presa di posizione della Federazione europea ‘Trasporti e ambiente’ – T&E (Transport & Environment) – sull’inserimento del gas e del nucleare tra le fonti energetiche ritenute pulite.
“La norma – spiega Luca Bonaccorsi, direttore della Finanza sostenibile di T&E, e membro del ‘Platform for sustainable finance’ (il gruppo di esperti istituito dalla commissione Europea con il compito di fissare la tassonomia delle fonti energetiche verdi che, tra l’altro, aveva bocciato pochi giorni fa l’ipotesi di etichettare come green il gas e il nucleare) – è un assist alla Russia in un momento di grave tensione internazionale e un regalo alla lobby del gas ma renderà impossibile rispettare gli obiettivi del Green deal Ue. Sconcertante che Roma abbia avallato la scelta. Letta e Conte che intendono fare?”.
“La scelta della commissione Europea di inserire il gas fossile tra le fonti energetiche verdi non è solo sbagliata dal punto di vista ambientale – afferma T&E – è anche un enorme favore a Putin, soprattutto in un momento di profonda tensione internazionale. Permette infatti alla Russia di consolidare la propria morsa sulle forniture di gas, aumenta la nostra dipendenza da questo tipo di fonte energetica, danneggiando al tempo stesso il clima e le tasche dei cittadini europei”.
“La scelta di Bruxelles è completamente folle – continua – incoraggia un’ondata di investimenti nel gas fossile e mina il passaggio all’energia pulita. La commissione ha così ignorato gli scienziati, il suo stesso gruppo di esperti e gli investitori che detengono 50 trilioni di attività solo per compiacere la lobby del gas”.
“Le disposizioni consentono infatti a tutti i nuovi impianti di gas di essere etichettati come verdi a condizione che vengano utilizzati ‘con parsimonia’ – dice – e poi, dal 2036, richiedono il passaggio al gas a basse emissioni di carbonio. Ciò porterà a un aumento della produzione di biometano da colture agricole con conseguenze catastrofiche sull’uso del suolo e sulla salute dell’ambiente. Come per i biocarburanti, il massiccio aumento delle ‘colture per il gas’ alimenterà la perdita di biodiversità e distruggerà gli ecosistemi, ponendosi in competizione con l’agricoltura per scopi alimentari”.
Ma, “nella scelta della commissione Ue un ruolo negativo lo ha giocato anche il governo italiano che ha avallato tale decisione: l’Italia, con il ministro Cingolani e il commissario Gentiloni, ha sostenuto la ‘legge truffa’ che classifica gas e nucleare come le rinnovabili. Facendo ciò, ha creato un danno enorme agli Italiani. Come è possibile che ciò sia avvenuto, visto che platealmente ciò viola quanto a più riprese affermato dal Partito democratico e dal Movimento 5 stelle. A Enrico Letta e a Giuseppe Conte chiediamo: questa posizione vi rappresenta? Quali azioni avete intenzione di intraprendere a questo punto per fermare questa assurdità?”.
“La battaglia contro la scelta pro-gas e nucleare si sposta ora al Parlamento europeo, che dovrà decidere se ratificare la legge o, invece, bocciarla. Non ci rimane altro – conclude T&E – che lanciare una campagna con le associazioni ambientaliste e con le moltissime imprese che verranno danneggiate da questa decisione per arrivare alla bocciatura del provvedimento in fase di discussione parlamentare. Ne va del nostro futuro e della possibilità reale di centrare gli obiettivi posti dalla stessa Ue nel suo Green deal. Se si continua su questa strada raggiungerli sarà semplicemente impossibile”.

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