Indagine Ipsos per Legambiente: per il 77% degli intervistati l'energia solare è la migliore per una produzione su larga scala

Gli italiani hanno sempre più familiarità con la sostenibilità. Un concetto al quale si sentono vicini otto italiani su 10, con il 62% dei cittadini che ritiene di avere anche un buon livello di conoscenza delle energie rinnovabili; mentre per il 77% l’energia solare è quella migliore per una produzione su larga scala, anche se cresce l’attenzione su eolico offshore e geotermia. E sul rincaro delle bollette, la colpa è a carico dei produttori di combustibili fossili. Questo il bilancio di un’indagine ‘Gli italiani e l’energia’ dell’Ipsos realizzata per Legambiente, e presentata al Forum nazionale ‘QualEnergia’, organizzato dall’associazione ambientalista, La Nuova Ecologia, Kyoto club, in partnership con Cobat, e il patrocinio del ministero della Transizione ecologica.

L’analisi cerca di capire qualcosa di più su come la pensano gli italiani su sostenibilità, fonti rinnovabili, risparmio energetico, transizione ecologica.

In tutto questo, sul tema dei rincari delle bollette il 47% degli intervistati ritiene che le motivazioni siano da attribuire “ai Paesi produttori di combustibili fossili e alle logiche geo-politiche correlate; il 37% imputa gli aumenti a una tardiva presa di coscienza del problema e al ritardo negli investimenti sulle fonti rinnovabili; appena il 16%, invece, ritiene che il rincaro sia dovuto a una transizione ecologica costosa”.

Tra i settori che potrebbero favorire uno sviluppo sostenibile, quello energetico viene riconosciuto come trainante: il 38% lo cita al primo posto; in aumento l’importanza attribuita al settore dei trasporti e alla logistica, in crescita anche in modo significativo quella riconosciuta al settore automobilistico. Sulla transizione energetica c’è una spaccatura: “oltre la metà della popolazione”, pari al 52%, pensa che “i suoi costi saranno convenienti”; mentre “per il 48% della popolazione i costi della transizione saranno alti”. Il giudizio sulla Cop26, il vertice delle Nazioni Unite di Glasgow, è eterogeneo ma quello che emerge parla “per lo più un’occasione non sfruttata appieno, quando non persa”.

Secondo il vicepresidente del Kyoto club Francesco Ferrante dai risultati del sondaggio viene confermato che “gli italiani sono sempre più attenti al tema della sostenibilità in tutte le sue accezioni. Ed è interessante, per esempio, la nuova sensibilità che emerge sul tema dei trasporti verso forme di mobilità più sostenibili. Particolarmente rilevante il fatto che in larga maggioranza siano consapevoli che anche gli attuali aumenti delle bollette energetiche non sono certo dovuti alla transizione ecologica e alle rinnovabili, ma piuttosto a una lentezza eccessiva nella fuoriuscita dall’economia basata sui fossili”.

Tra le azioni che gli italiani sono pronti ad adottare per salvaguardare l’ambiente, al primo posto la scelta di energia da fonti rinnovabili; segue la sostituzione degli elettrodomestici per acquistarne altri a ridotto consumo energetico, e l’utilizzo di mezzi meno inquinanti anche se in pochi guardano al trasporto pubblico e ai mezzi di sharing mobility.

L’indagine – dichiara il direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti – rivela “una crescente familiarità degli italiani con i temi della sostenibilità e dell’energia” e allo stesso tempo “una conoscenza ancora insufficiente del mondo delle rinnovabili e del ruolo che l’Italia gioca nel settore: quasi un italiano su due percepisce, infatti, che il nostro Paese sia rimasto indietro sul tema, sebbene risulti in linea con la media europea”. E’ poi “rilevante il fatto che oltre la metà della popolazione reputi il ruolo delle rinnovabili positivo in relazione ai costi della transizione energetica”.

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