Legambiente: In Italia ci sono 11 milioni di ettari di foreste

Legambiente: In Italia ci sono 11 milioni di ettari di foreste
Belgio, la meravigliosa foresta blu di Halle

Lo dice il rapporto ‘Foreste 2021’

Le foreste “rappresentano l’infrastruttura verde più importante d’Italia con i loro quasi 11 milioni di ettari, pari a un terzo dell’intero territorio nazionale, una straordinaria ricchezza ambientale e naturalistica che cresce in termini di superficie occupata e valore ecologico”. Così il nuovo rapporto ‘Foreste 2021’ di Legambiente presentato al IV Forum nazionale ‘La bioeconomia delle foreste: conservare, ricostruire, rigenerare’, organizzato per discutere della necessità di una strategia efficace per proteggere e valorizzare gli ecosistemi forestali. “Negli ultimi dieci anni – continua Legambiente – la superficie boschiva in Italia sia aumentata di circa 587mila ettari, e oggi ammonti a oltre 11 milioni di ettari, così come la CO2 assorbita dalle nostre foreste che ha visto un incremento di 290 milioni di tonnellate”. Sul tavolo due i temi centrali: il ruolo strategico che nuove foreste (urbane e non) possono ricoprire nel contrasto alla crisi climatica e una gestione forestale sostenibile che tenga conto della multifunzionalità del nostro patrimonio naturale. Legambiente lancia anche una serie di proposte per “conservare, ricostruire, e rigenerare le foreste d’Italia”.

I nuovi Forest reference levels – osserva Legambiente – adottati dalla commissione Europea prevedono che mantenendo invariate le attuali modalità di gestione forestale tra il 2021 e il 2025 la quantità di CO2 assorbita nelle foreste e nei prodotti legnosi in Italia si ridurrà di circa il 7% rispetto al periodo di riferimento 2000-2009. Sono 10 le proposte elaborate da Legambiente: mantenere gli ecosistemi sani e le foreste resilienti per frenare gli effetti del climate change; incrementare il territorio protetto e creare la rete nazionale delle foreste primarie e vetuste; realizzare un sistema di monitoraggio, ricerca e conoscenza degli ecosistemi forestali; prevenire i rischi naturali e ridurre le minacce per le foreste; creare foreste urbane per rigenerare le città e combattere la crisi climatica; garantire la diffusione della pianificazione e della certificazione forestale; realizzare il cluster del legno nazionale per sostenere il made in Italy e supportare le filiere forestali locali sostenibili; aumentare l’uso del legno nei processi produttivi e l’uso a cascata ai fini energetici; sostenere la bioeconomia circolare e finanziare la biodiversità e le infrastrutture verdi; contrastare il commercio illegale del legno e dei prodotti di origine forestale.

In questo scenario – viene spiegato – “a giocare un ruolo strategico saranno anche e soprattutto le città, dove gli alberi risultano fondamentali per incrementare la permeabilizzazione del suolo, dare rifugio alla fauna, trattenere gli inquinanti atmosferici, attutire i rumori e stemperare gli effetti termici. Nonostante queste evidenze, le aree verdi presenti nelle zone costruite nel nostro Paese rappresentano appena il 7,8% e gli ultimi dati Istat sul verde pubblico in Italia rivelano una sostanziale stasi dei suoi valori d’incidenza nei Comuni capoluoghi di provincia, con una media nazionale che si attesta intorno al 3%. Appena 8 su 109 (il 7%) i capoluoghi italiani che dichiarano di avere elaborato un Piano del verde”. Per l’associazione “la corretta pianificazione e gestione del verde pubblico in Italia rimanga ancora troppo spesso sottovalutata, complici una scarsa conoscenza del patrimonio arboreo, una sottovalutazione delle specie piantate e una gestione delle alberature fatta senza criteri selvicolturali e senza l’ausilio di tecnici esperti”. 

 

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