Ceuta, Feijóo chiede lockdown per infetti: per Madrid “irresponsabile”

Ceuta, Feijóo chiede lockdown per infetti: per Madrid “irresponsabile”
Migranti sulla spiaggia a Ceuta (Foto AP)

Riunione d’emergenza per donazione vaccini

La crisi nella città autonoma di Ceuta continua ad essere al centro del dibattito politico in Spagna. A scatenare una nuova polemica tra il governo di Pedro Sanchez e l’opposizione, è stato il rilevamento di casi di scabbia e tubercolosi. Nel fine settimana il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha chiesto che venga disposto un lockdown delle persone infette a causa del “rischio sanitario”. La portavoce del governo, Elma Saiz, intervistata dalla tv pubblica spagnola, Tve, ha affermato che le dichiarazioni di Feijóo sono una “grave irresponsabilità“. “Ceuta non ha bisogno di generare ansia e paura. Feijóo non è venuto a proporre soluzioni, ma piuttosto a diffondere ansia”, ha detto la portavoce, “non c’è rischio di contagio. Ciò che è contagioso è la xenofobia”.

La ministra della Sanità spagnola Monica Garcia, ieri ha contestato le parole di Feijóo, affermando che le questioni di salute pubblica a Ceuta sono di competenza delle autorità locali e che un lockdown per gli infetti sarebbe sproporzionato e ingiustificato. Garcia, di Sumar, ha affermato che di tubercolosi ci sono tre casi confermati di cui uno era già in cura e non contagioso, un altro non è contagioso e il terzo riguarda una persona che si trovava a Ceuta da tempo. Di varicella sono stati rilevati tre casi sospetti non correlati alla popolazione migrante arrivata il 30 e 31 luglio. Riguardo alla scabbia, la ministra ha rimarcato che “l’individuazione e il controllo dei casi, così come l’indagine sui focolai che non richiedono ospedalizzazione o quarantena, sono gestiti dalle autorità di Ceuta”, che è governata dal Partito popolare di Feijóo. Ha inoltre citato uno studio pubblicato nel 2025 su Eurosurveillance secondo cui la scabbia in Spagna è molto più diffusa di quanto si pensasse in precedenza, risultando più prevalente nelle aree con programmi di individuazione più efficaci. Tra il 2021 e il 2023, ad esempio, sono stati rilevati 1.529 focolai, per un totale di 11.301 casi in Spagna, ha scritto la ministra su X. Di gastroenterite sono stati segnalati 450 casi che sono “sotto controllo” e legati al “consumo di acqua non sicura a Ceuta”. “In altre parole, si tratta di malattie presenti nel nostro ambiente e i relativi sistemi di sorveglianza sono sempre attivi, soprattutto in una situazione come questa”, “il compito più cruciale e urgente in questo caso è fornire alloggio e servizi igienico-sanitari di base, garantendo l’accesso all’acqua potabile, ai prodotti per l’igiene e a cibo adeguato. In questo modo, la stragrande maggioranza dei fattori di rischio per la diffusione di focolai verrebbe tenuta sotto controllo”, ha sostenuto Garcia.

Garcia ha poi sostenuto che “la popolazione migrante e la popolazione di Ceuta non condividono gli stessi spazi, nemmeno nella maggior parte delle procedure sanitarie, e le eventuali brevi interazioni che possono verificarsi in luoghi pubblici non dovrebbero costituire un rischio per la salute pubblica”. “Esistono protocolli per gli operatori sanitari che entrano in contatto con pazienti potenzialmente affetti da malattie infettive; questi protocolli non sono né nuovi né specifici di questa crisi”, ha rimarcato, affermando poi che la valutazione rapida del rischio, elaborata dal Centro di coordinamento per gli avvisi e le emergenze sanitarie, afferma che: “il rischio di trasmissione di malattie trasmissibili tra la popolazione migrante è considerato moderato, a causa del sovraffollamento, della mancanza di una dimora fissa e del limitato accesso a misure igieniche e alimentari adeguate. Il rischio di malattie non trasmissibili immediatamente all’arrivo è considerato moderato, principalmente a causa delle necessità sanitarie derivanti da lesioni subite durante il viaggio; successivamente, il rischio è basso. Il rischio di un aumento delle malattie trasmissibili e non trasmissibili per la popolazione residente di Ceuta a seguito di questo evento è considerato basso”. “Dichiarare il confinamento di uno specifico gruppo di popolazione, come tutti coloro che sono arrivati a Ceuta tra il 30 e il 31, appare ingiustificato e del tutto sproporzionato, se la giustificazione addotta è la salute pubblica”, ha sostenuto la ministra.

La scorsa settimana l’Esercito spagnolo ha riferito di un totale di 24 casi di scabbia tra i soldati dispiegati a Ceuta. Lo stesso Esercito ha però specificato che due casi sono precedenti all’arrivo in massa di migranti dal Marocco e che l’infezione non è correlata ad alcun contatto che i soldati possano aver avuto con i migranti.

Riunione d’emergenza per donazione vaccini a Ceuta

La Commissione di Sanità Pubblica del ministero della Salute spagnolo ha intanto convocato per oggi una riunione d’emergenza con i rappresentanti delle Regioni per facilitare le donazioni di vaccini nella città autonoma di Ceuta a seguito del massiccio afflusso di migranti avvenuto a fine luglio. Tra i vaccini più richiesti, da somministrare ai migranti, ci sono quelli contro morbillo, parotite e rosolia, varicella, poliomielite, tetano e difterite, come riportano i media iberici. Oggi poi torna a Ceuta il segretario di Stato per la Salute, Javier Padilla, per analizzare la situazione nella città autonoma, dove gli operatori sanitari segnalano un’eccessiva pressione. L’Ordine dei Medici, i sindacati e le organizzazioni professionali avvertono che la pressione derivante dal massiccio afflusso di migranti ha spinto al limite il personale, già sovraccarico per problemi strutturali.

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