Per la nona notte consecutiva, gli Stati Uniti hanno colpito l’Iran. Tra le città colpite ci sarebbero Sirik, Jask, Tabriz e Chabahar e, secondo il Comando centrale americano (Centcom) sarebbero stati presi di mira siti di difesa aerea e di sorveglianza costiera, oltre alle capacità marittime della Repubblica Islamica. L’obiettivo resta “ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di attaccare navi commerciali e marinai civili che transitano nello Stretto di Hormuz“, si legge in un post su X.
CENTCOM began conducting a new wave of strikes against Iran at 7 p.m. ET today for the ninth consecutive night. The strikes will continue degrading Iranian military capabilities used to attack commercial vessels and civilian mariners transiting the Strait of Hormuz.
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 19, 2026
Il presidente Donald Trump ha affermato che le ultime operazioni sono state condotte in onore dei militari americani uccisi nei giorni scorsi, mentre il segretario di Stato Marco Rubio è tornato a ribadire che Teheran “sta usando lo Stretto di Hormuz come leva contro il resto del mondo“. Da parte loro, i Pasdaran hanno dichiarato di aver colpito due petroliere nel braccio di mare conteso e hanno rivendicano gli attacchi sferrati contro una base militare in Kuwait.
Punti chiave
- Ukmto: "Attaccata seconda nave in Stretto Hormuz, al largo Emirati"
- Trump: "Per ogni soldato Usa ucciso pagherà molte volte"
- Ghalibaf: "Usa continuano a inviare nuove attrezzature militari in regione"
- Media, mediatori propongono tregua 10 giorni per salvare accordo Usa-Teheran
- Nyt: "Decine soldati Usa feriti in attacco Teheran in Giordania"
- Houthi annunciano blocco marittimo contro Arabia Saudita
- Attacchi a sistemi navigazione aerea del Bahrein
- Hamas: "Khalil al-Hayya nominato nuovo leader"
- Usa rendono noti i nomi dei soldati caduti in Giordania
- Netanyahu convoca per stasera riunione di gabinetto
Una seconda nave è stata attaccata nello Stretto di Hormuz, questa volta al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti. Lo riferisce il centro Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations) dell’esercito britannico. Precedentemente lo stesso Ukmto aveva riferito che una nave aveva preso fuoco nello Stretto di Hormuz dopo essere stata colpita da un proiettile nei pressi della costa dell’Oman; aveva aggiunto che l’equipaggio aveva abbandonato la nave, che ore dopo era ancora alla deriva e in fiamme. La rotta che circonda l’Oman è quella che le forze armate statunitensi hanno incoraggiato le navi a percorrere per evitare il controllo dell’Iran.
“Ogni volta che l’Iran ucciderà un soldato americano, pagherà per quell’omicidio molte volte! Questa direttiva è stata trasmessa al segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al capo di Stato maggiore congiunto, Daniel Caine, e a tutti i vertici delle forze armate”. Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth.
“Gli americani continuano a inviare nuove attrezzature militari nella regione e sostengono di voler porre fine alla guerra. Hanno sottovalutato la nostra intelligenza”. È quanto scrive in un post sul social X il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. “Abbiamo raggiunto la massima padronanza nel comprendere questi giochi degli americani e, su questa base, siamo pronti”, ha aggiunto, “le azioni devono confermare le affermazioni, non contraddirle”.
L’Iran ha ricevuto dai mediatori una proposta per un cessate il fuoco di 10 giorni nel tentativo di salvare l’accordo provvisorio con gli Usa. Lo riporta Reuters sul suo sito citando un alto funzionario iraniano. La stessa agenzia aggiunge che due fonti del governo pakistano hanno riferito che il ministro dell’Interno iraniano Eskandar Momeni, alla sua seconda visita a Islamabad in meno di una settimana, ha chiesto al Pakistan di riprendere il proprio ruolo di mediazione nel conflitto fra l’Iran e gli Stati Uniti.
Il New York Times ha riferito, citando un funzionario militare americano, che decine di soldati sono rimasti feriti e diversi elicotteri sono stati danneggiati negli attacchi iraniani contro una base militare statunitense in Giordania la scorsa settimana. Il funzionario militare statunitense, che ha parlato a condizione di anonimato, ha affermato che il Comando Centrale degli Stati Uniti non è tenuto a divulgare informazioni sui soldati feriti, soprattutto quando questi rientrano in servizio rapidamente. La fonte militare ha aggiunto che altri tre attacchi simili si erano verificati prima dell’attacco iraniano di venerdì, in cui sono rimasti uccisi tre soldati degli Stati Uniti.
I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno annunciato un embargo marittimo contro l’Arabia Saudita, dopo che la scorsa settimana le due parti si sono scambiate colpi d’arma da fuoco per la prima volta da anni. I ribelli “dichiarano un embargo marittimo contro il criminale nemico saudita, basato sul principio ‘occhio per occhio’, con effetto immediato a partire dalla pubblicazione di questa dichiarazione”, ha affermato il portavoce militare Yahya Saree. Lo riporta Al Jazeera.
L’Iran ha attaccato i sistemi di navigazione aerea civile del Bahrein, ma l’attacco non ha interrotto le operazioni né ha influito sul traffico aereo. Lo ha dichiarato l’Autorità per l’aviazione civile del Bahrein, che aggiunge che i voli da e per il Bahrein, così come gli aeromobili che transitano nel suo spazio aereo, continuano a operare regolarmente.
Khalil al-Hayya è stato nominato nuovo leader di Hamas. Lo annuncia l’organizzazione in una dichiarazione ripresa dai media israeliani. Al-Hayya, che in precedenza ha ricoperto il ruolo di capo dell’ufficio politico di Hamas a Gaza, è stato eletto nuovo leader nelle elezioni interne. L’alto funzionario era il capo negoziatore di Hamas durante i colloqui per il cessate il fuoco volti a porre fine alla guerra a Gaza, iniziati dopo l’attacco del 7 ottobre
L’amministrazione Trump ha reso noti i nomi dei due soldati caduti in azione la scorsa settimana nel contesto del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Il Dipartimento della Difesa ha dichiarato in un comunicato che il primo tenente Tyler James Feehan, 25 anni, di Ewa Beach, nelle Hawaii, e la soldatessa Isabella Gonzales, 19 anni, di Carrollton, in Texas, sono stati uccisi in Giordania, dove stavano fornendo supporto a una missione statunitense contro l’Isis. L’esercito statunitense ha dichiarato che il numero totale delle vittime nella guerra con l’Iran è pari a 17.
Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu convocherà per stasera il gabinetto ridotto a causa delle preoccupazioni per la continua escalation con l’Iran. Lo riporta Ynet.
Se verrà raggiunto un accordo e sarà istituita una missione internazionale nello Stretto di Hormuz, “la Marina italiana potrà partecipare sotto l’egida dell’Unione europea o delle Nazioni Unite”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervistato dal quotidiano spagnolo El Mundo. “L’Italia è un Paese esportatore e la sicurezza delle rotte marittime come il Mar Rosso e lo Stretto di Hormuz è fondamentale”, ha aggiunto il titolare della Farnesina.
Secondo la polizia del Sistan e Belucistan, in Iran, questa mattina “individui armati non identificati” hanno assassinato Mawlawi Mohammad Anwar Rigi, l’imam sunnita di Mirjaveh. La polizia ha dichiarato nel suo comunicato che gli aggressori “sono fuggiti dalla scena con le armi da fuoco” subito dopo la sparatoria. Il centro operativo di polizia è intervenuto immediatamente sul luogo della sparatoria nei pressi della Grande Moschea di Mirjaveh, ma Mawlawi Mohammad Anwar Rigi è deceduto “a causa della gravità delle ferite riportate”. Lo riporta Bbc persian.
Gli attacchi lanciati dagli Stati Uniti in Iran “ricordano il comportamento di gruppi terroristici come l’Isis”. Lo ha affermato in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei. “Prendere di mira una torre di guardia a Chabahar e poi vantarsi di quest’azione, trasmetterne le immagini, minacciare apertamente di far saltare in aria ponti e centrali elettriche iraniane, questo non è assolutamente compatibile con nessuno degli standard del diritto internazionale, né con nessuno degli standard di ciò che loro stessi definiscono esseri umani civili”, ha aggiunto. Lo riporta l’agenzia Irna.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha confermato di aver ricevuto suggerimenti e idee da alcuni mediatori per ridurre le tensioni. “L’apparato diplomatico sta svolgendo i suoi compiti parallelamente alle azioni delle forze armate e la Repubblica Islamica dell’Iran non risparmierà alcuno sforzo per fermare i crimini degli Stati Uniti”, ha affermato, come riporta l’agenzia Irna. “I mediatori stanno lavorando e cercando di prevenire un’escalation”, ha detto Baghaei, “le proposte formulate tramite i mediatori ci sono state comunicate e le abbiamo ricevute, ma per ora non entrerò nei dettagli. Tuttavia, il punto principale, ovvero che l’apparato diplomatico è stato attivo in questi giorni e che alcune idee sono state trasmesse alla Repubblica Islamica dell’Iran tramite alcuni mediatori, è confermato”.
Una fonte iraniana aveva dichiarato all’agenzia Tass che il primo contatto internazionale della Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei avrebbe potuto essere una conversazione telefonica o un incontro con il presidente della Russia Vladimir Putin. “Non ci sono ancora accordi concreti riguardo a questa telefonata. Pertanto, non possiamo dire nulla di specifico al riguardo. Ma, naturalmente, il presidente Putin è aperto a tali contatti”, ha commentato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
L’equipaggio della nave in fiamme al largo dell’Oman è stato evacuato. L’incendio a bordo non è stato spento e l’imbarcazione è alla deriva, ha dichiarato l’agenzia per la sicurezza marittima britannica Ukmto. La nave è stata colpita da un proiettile non identificato a circa otto miglia nautiche a nord-ovest di Kumzar, in Oman.
Secondo un funzionario provinciale iraniano, un attacco degli Stati Uniti ha colpito un’area vicino al distretto di Silvaneh, alla periferia di Urmia, nel nord-ovest dell’Iran. Diverse persone sono rimaste ferite. Il direttore generale della gestione delle crisi nella provincia dell’Azerbaigian Occidentale ha dichiarato che l’attacco ha colpito una località vicino a Silvaneh nelle prime ore di oggi. Lo riporta Iran International.
Ehsan Jahanian, vice governatore per gli affari di sicurezza nella provincia di Bushehr, ha affermato all’agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che gli attacchi aerei degli Stati Uniti hanno colpito due postazioni militari a Khormoj, nella provincia di Bushehr. “Gli attacchi hanno causato interruzioni di corrente in alcune zone della città di Khormoj”, ha affermato Jahanian.
Mohammad Javad Zarif, ex ministro degli Esteri iraniano che ha contribuito all’elezione del presidente riformista Masoud Pezeshkian, ha riconosciuto in un saggio pubblicato oggi da Foreign Policy che “se l’Iran dovesse minacciare ripetutamente il traffico marittimo, potrebbe mettere gran parte del mondo contro di sé”. “L’accordo non potrebbe mai sopravvivere a una tale dissonanza” sullo Stretto di Hormuz, ha spiegato. “Come dimostra chiaramente l’attuale conflitto, Washington non può eliminare il governo iraniano”, ha scritto Zarif, “solo la diplomazia, un nuovo accordo di pace e un nuovo quadro di sicurezza elaborato dagli Stati della regione e per gli Stati della regione consentiranno agli Stati Uniti di rivolgere la propria attenzione altrove”.
Questa mattina presto una nave ha preso fuoco nello Stretto di Hormuz, vicino alla costa dell’Oman. Lo ha riferito l’esercito del Regno Unito. Non è chiaro cosa abbia provocato l’incendio lungo la rotta che l’esercito degli Stati Uniti ha consigliato alle navi di percorrere per evitare il controllo iraniano. I pasdaran hanno successivamente affermato di aver preso di mira petroliere nello Stretto.
L’agenzia di stampa statale iraniana Irna ha riferito che gli attacchi degli Stati Uniti hanno causato la morte di almeno una persona nei pressi di Tabriz, una città nel nord-ovest del Paese a circa 520 chilometri dalla capitale, Teheran. Si ritiene che Tabriz ospiti basi missilistiche sotterranee gestite dalle Guardie Rivoluzionarie, forza paramilitare iraniana. Sempre secondo l’Irna, gli attacchi statunitensi avrebbero colpito anche Bandar Imam Khomeini nella provincia del Khuzestan, Sirik e Jask nella provincia dell’Hormozgan e Konarak e Chahbahar nella provincia del Sistan e Baluchistan.
Secondo l’agenzia di stampa iraniana Mehr, il governatore della provincia sud-occidentale di Bushehr ha dichiarato che diverse località del suo capoluogo, anch’esso chiamato Bushehr, sono state colpite da un attacco lanciato dagli Stati Uniti. Bushehr è sede di una centrale nucleare. Il funzionario ha aggiunto che la portata e l’entità degli attacchi sono oggetto di indagine.
Il ministero dell’Interno del Bahrein ha comunicato che le sirene antiaeree sono scattate per possibili attacchi iraniani. “È suonata la sirena”, si legge in un comunicato pubblicato su X. “Si invitano i cittadini e i residenti a mantenere la calma e a dirigersi verso il luogo sicuro più vicino”.
Due palestinesi, di 26 e 52 anni, sono stati uccisi nella notte dal fuoco delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) durante gli scontri scoppiati nel villaggio di Deir Jarir, vicino a Ramallah, secondo quanto riportato dai media palestinesi. Diversi altri residenti sono rimasti feriti. Lo riporta Times of Israel. Secondo la Mezzaluna Rossa Palestinese, un uomo è stato gravemente ferito all’addome in un attacco dei coloni. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver inviato truppe nella zona di Deir Jarir in seguito a segnalazioni secondo cui civili israeliani sarebbero entrati nel villaggio per recuperare del bestiame di loro proprietà. Secondo quanto riferito dai militari, le truppe sono entrate nel villaggio per prevenire scontri ed evacuare i civili israeliani. Le forze hanno poi messo in sicurezza un piccolo numero di civili israeliani mentre cercavano il bestiame, identificandolo tramite segni distintivi che ne indicavano la proprietà. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) aggiungono che “nella zona si è scatenata una violenta rivolta, durante la quale i terroristi hanno iniziato a lanciare pietre e blocchi di cemento contro le forze dell’ordine. Di conseguenza, due membri del personale di sicurezza sono rimasti feriti e hanno ricevuto cure mediche sul posto. Le forze hanno risposto con colpi d’arma da fuoco per neutralizzare la minaccia”.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che l’Iran sta usando lo Stretto di Hormuz come leva nel conflitto in corso in Medio Oriente, aggiungendo che altri Paesi devono intensificare la pressione per proteggere la navigazione globale. “È chiaro che l’Iran, o almeno una parte della popolazione iraniana, vuole controllare lo stretto e usarlo come leva contro il resto del mondo”, ha dichiarato Rubio ai giornalisti prima di recarsi nelle Filippine per una riunione dei ministri degli esteri dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico. “Gli Stati Uniti faranno e continueranno a fare tutto il necessario per proteggere il trasporto marittimo globale, ma gli altri Paesi devono iniziare a farsi avanti e a fornire, che si tratti di mezzi o di risorse finanziarie, per contribuire a sostenere questo onere”, aggiunge. Rubio ha precisato che gli Stati Uniti sono ancora disponibili a negoziare con l’Iran, ma che “deve essere un processo concreto”. “Continueremo a reagire. Se si aprirà una porta alla diplomazia, se coloro che vogliono fare qualcosa di produttivo per l’Iran avranno la meglio e assumeranno il controllo di quel sistema, o prenderanno il controllo dei negoziati, sarà uno sviluppo molto positivo”, ha affermato, “purtroppo, non siamo ancora a quel punto”.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che due petroliere sono state fatte saltare in aria da mine mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz durante la notte, e hanno avvertito che la rotta non sarà sicura per le spedizioni di petrolio e gas finché continueranno le azioni statunitensi. L’affermazione dell’Iran secondo cui due petroliere sarebbero state distrutte da mine nello Stretto di Hormuz segna una significativa escalation, passando da attacchi e blocco navale a sabotaggi diretti di navi che tentano il transito. Questi nuivi sviluppi rischiano di essere interpretati dai mercati petroliferi come una conferma che il passaggio sicuro attraverso lo stretto non può più essere dato per scontato.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Irgc) ha affermato di aver preso di mira “installazioni militari statunitensi” presso la base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, nell’ultima ondata delle sue operazioni. Secondo una dichiarazione diffusa dall’emittente Irib, l’Irgc ha affermato che un attacco con droni ha distrutto un sistema radar di allerta precoce e che attacchi separati hanno colpito un magazzino di equipaggiamento aeronautico e un hangar che ospitava droni statunitensi MQ-9, incendiando diversi velivoli. Il Ministero dell’Interno del Bahrein ha comunicato l’attivazione delle sirene d’allarme e ha esortato cittadini e residenti a mantenere la calma, a recarsi nel luogo sicuro più vicino e a seguire gli aggiornamenti attraverso i canali ufficiali.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump afferma che gli ultimi attacchi militari contro l’Iran vengono effettuati in onore dei militari americani uccisi nei giorni scorsi. “Li abbiamo colpiti di nuovo duramente e lo abbiamo fatto in onore dei, probabilmente tre, probabilmente tre grandi patrioti”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di ritorno a Washington dopo la finale dei Mondiali. Trump ha detto “siamo molto dispiaciuti” quando gli è stato chiesto delle vittime militari, aggiungendo che coloro che sono morti combattevano affinché “l’Iran non possa dotarsi di un’arma nucleare”.
Gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi contro l’Iran per la nona notte consecutiva, e i media iraniani hanno riportato esplosioni in diverse città, tra cui Sirik, Jask, Tabriz e Chabahar. Gli attacchi di lunedì sono avvenuti mentre l’esercito statunitense annunciava la morte di un terzo soldato negli ultimi giorni e mentre l’accordo di cessate il fuoco, in vigore da un mese tra Teheran e Washington, si sgretolava a causa della lotta per il controllo dello Stretto di Hormuz. In una dichiarazione, l’esercito statunitense ha affermato che gli ultimi attacchi miravano a “indebolire le capacità militari iraniane utilizzate per attaccare navi commerciali e marinai che transitano nello Stretto di Hormuz”. “Le risorse del Centcom hanno preso di mira i centri di comando militare iraniani, i siti di difesa aerea e di sorveglianza costiera, le capacità marittime, i siti di lancio di missili e droni e le reti di comunicazione, al fine di ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di attaccare navi commerciali e marinai civili che transitano nello Stretto di Hormuz”, si legge sulla piattaforma di social media statunitense X. “Le forze armate statunitensi stanno chiedendo conto all’Iran delle sue azioni, su indicazione del Comandante in Capo. Le forze del Centcom rimangono estremamente vigili, concentrate, letali e pronte”, ha aggiunto.L’emittente statale iraniana IRIB ha riferito di aver udito diverse esplosioni nelle città portuali di Mahshahr e Imam Khomeini, nella provincia sud-occidentale del Khuzestan. Ha inoltre segnalato ulteriori esplosioni vicino alle città di Sirik e Jask, nella provincia di Hormozgan, sulla costa meridionale dell’Iran, e nei pressi della città di Khvormuj, nella provincia di Bushehr.Secondo l’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars, tre esplosioni sono state udite anche vicino alla città di Tabriz, nell’Iran nord-occidentale, mentre le difese aeree sono state attivate nelle città sud-orientali di Konarak e Chabahar, nella provincia del Sistan e Baluchistan.Anche la parte iraniana parla di attacchi di rappresaglia, e i media iraniani riportano una nuova ondata di missili provenienti dalla provincia del Lorestan, diretti contro obiettivi militari statunitensi in tutta la regione.

