Punti chiave
- Comando Usa: "Lanciati attacchi in risposta ad azioni dell'Iran nello Stretto di Hormuz"
- Tajani alla riunione dei ministri degli Esteri, focus su Ucraina e Medio Oriente
- Meloni: "Come è andata con Trump? Rapporti cordiali"
- Tajani: "Ad Ankara per difendere gli interessi dell'Italia nell'Alleanza"
- Sanchez: "Rispetteremo gli impegni senza tagliare il welfare "
- Meloni arriva in ritardo a cena leader, Erdogan poco prima via con Trump
- Trump è arrivato alla cena dei leader
- Incontro fra Tajani e Rubio a margine vertice Ankara
- I leader arrivano alla cena con Erdogan
- Greonlandia, Frederiksen risponde a Trump: "Non è in vendita"
Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno iniziato a sferrare “una serie di potenti attacchi contro l’Iran per imporre un prezzo elevato in risposta al fatto di aver preso di mira e attaccato navi commerciali con equipaggi composti da civili innocenti in acque internazionali”. Lo annuncia il Centcom con un post su X. “Gli attacchi statunitensi giungono in risposta alle azioni iraniane contro tre navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz. L’aggressione dimostrata dall’Iran è stata ingiustificata, pericolosa e ha rappresentato una palese violazione del cessate il fuoco”, scrive il Comando centrale.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato ad Ankara alla riunione dei ministri degli Esteri della Nato e ha convocato, insieme al ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, una riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi E5 (Francia, Germania, Italia, Polonia, Regno Unito) assieme a Turchia e Ue. Lo rende noto la Farnesina. In ogni incontro – viene spiegato – si è lavorato a promuovere il coordinamento delle posizioni sui temi dell’architettura di sicurezza europea, con un focus su Ucraina e Medioriente. Sul sostegno a Kiev, Tajani ha sottolineato come un approccio euro-atlantico coordinato sia fondamentale, in chiave di sostegno alle proposte che potranno favorire un dialogo diretto tra Ucraina e Russia, e di una partecipazione attiva degli Stati Uniti e dell’Europa.
Tajani fra l’altro ha illustrato ai suoi colleghi Nato l’operazione di sicurezza con cui l’intelligence e i Carabinieri italiani hanno individuato alcuni agenti russi attivi in Italia. “Ci prepariamo a intraprendere i passi necessari a difendere la nostra sicurezza: questo è un ennesimo segnale della minaccia che continua ad arrivare dalla Federazione Russa alle nostre istituzioni, alla nostra sicurezza, alle aziende e al sistema industriale. L’Italia contrasta con forza queste ingerenze e lo farà senza esitazione. Vogliamo continuare a farlo insieme a tutti i nostri Alleati della Nato, ho condiviso le informazioni su questo caso perché un attacco a un paese alleato è un attacco a tutti noi”, ha indicato il ministro.
Il titolare della Farnesina – infine – ha ringraziato la Turchia per l’importante lavoro svolto per garantire, nei lavori ad Ankara, una forte attenzione al Fianco Sud dell’Alleanza. Il ministro ha anche ribadito l’importanza di sostenere il dialogo tra Stati Uniti e Iran e l’attuazione dell’accordo tra Israele e Libano, senza dimenticare l’Africa e le sfide alla sicurezza poste da migrazioni, terrorismo e traffici illeciti.
“Come è andata con Trump? Rapporti cordiali”. Lo ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rientrando in hotel ad Ankara dopo la cena con i leader della Nato. Meloni era al tavolo oltre che con lo stesso Donald Trump, con il padrone di casa Recep Tayyip Erdogan, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco, Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer. “Se c’è stato un chiarimento? Vi ho già risposto”, ha aggiunto Meloni.
“Ad Ankara a difendere gli interessi dell’Italia all’interno della Nato e per rafforzare anche i legami con i Paesi del Golfo. Legami che, ahimé, erano stata distrutti dal Movimento Cinque Stelle quando era al governo. Al lavoro ancora per rafforzare la nostra credibilità come dimostra la decisione di Usa, Israele e Libano di organizzare a Roma il vertice per concludere un accordo di pace che riporti stabilità nell’area del Medioriente. Tutto quello che noi stiamo facendo dimostra che c’è grande interesse nei confronti dell’Italia, altro che con il cappello in mano”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un video suoi social.
“E poi basta con questa storiella del cappello in mano – ha aggiunto – era stato un regalo che era stato fatto a tutte le delegazioni che partecipavano all’incontro (del Board of Peace, ndr) e quel cappello è rimasto lì. Non l’ho mai messo in testa e sta lì. Quindi basta chiacchiere”. “Ben diverso – ha concluso Tajani – l’atteggiamento di altri che andavano in ginocchio dalla Merkel, che andavano in ginocchio da Trump che si facevano chiamare ‘Giuseppi’ e che svendevano gli interessi italiani ai cinesi. Noi con la Cina abbiamo sempre trattato da pari a pari, siamo usciti dalla Via della Seta per tutelare gli interessi dell’Italia”.
“Già ad Ankara per partecipare al vertice della Nato. Con la certezza che la sicurezza europea si fonda sull’unità dei suoi alleati e che la Spagna continuerà a garantire le capacità richieste dall’Alleanza senza tagliare di un solo centimetro il nostro welfare state. Sicurezza e prosperità. Entrambe possono e devono andare di pari passo”. Lo ha scritto su X il premier spagnolo Pedro Sanchez, in Turchia per il vertice della Nato, pubblicando una foto che lo ritrae con gli altri leader alla cena offerta dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata al complesso presidenziale situato nel quartiere Bestepe di Ankara per partecipare alla cena per i capi di Stato e di governo della Nato offerta da Recep Tayyip Erdogan. La premier – secondo quanto si è visto nelle immagini diffuse dalla presidenza turca – è giunta per ultima e, a differenza degli altri leader, non è stata accolta da Erdogan. Il leader turco, infatti, dopo l’arrivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, pochi minuti prima, è entrato assieme al tycoon nel palazzo dove si terrà la cena. L’avvio dei lavori del vertice è invece previsto per domani mattina.
La Motorcade del presidente Trump è arrivata al Complesso Presidenziale di Ankara, dove a breve avrà inizio la cena dei leader Nato. Al suo arrivo, Trump è stato accolto dal presidente Erdogan e dalla first lady turca Emine.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha incontrato il Segretario di Stato Usa Marco Rubio a margine del vertice Nato di Ankara. I due si sono appartati per pochi minuti e si rivedranno alla cena in programma stasera.
I leader della Nato stanno arrivando al Palazzo presidenziale turco di Ankara per partecipare alla cena offerta dal presidente Recep Tayyip Erdogan. Gli ospiti percorrono un tappeto turchese, affiancati da soldati in uniformi militari storiche, prima di salire la scalinata d’ingresso dove vengono accolti da Erdogan e dalla moglie Emine.
“La Groenlandia non è in vendita. Lo abbiamo chiarito fin dall’inizio”. Lo ha affermato la premier danese Mette Frederiksen rispondendo alle ultime esternazioni di Donald Trump. “Mi aspetto che tutti rispettino la nostra sovranità”, ha aggiunto parlando a margine del vertice Nato di Ankara citata dai media danesi.
La Germania ha comunicato alla Nato una spesa per la difesa pari a 124,7 miliardi di euro per il 2026, il livello più alto mai registrato dal Paese. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Alleanza all’apertura del vertice di Ankara, come riportato dai media tedeschi. Secondo le stime della Nato, Berlino destinerà quest’anno alla difesa il 2,69% del Pil, ancora al di sotto del nuovo obiettivo del 3,5% fissato dagli alleati entro il 2035 per le spese strettamente militari. Nel 2026 saranno cinque i Paesi dell’Alleanza già in linea con il nuovo target: Lituania (5,33% del Pil), Estonia (5,10%), Lettonia (4,92%), Polonia (4,68%) e Grecia (3,65%). Gli Stati Uniti si attestano al 3,17%, mentre la media dei membri europei della Nato e del Canada è prevista al 2,53%. Al vertice dell’Aia dello scorso anno i leader dell’Alleanza avevano concordato di portare entro il 2035 la spesa militare al 3,5% del Pil, affiancandovi un ulteriore 1,5% destinato a settori collegati alla difesa, come la cybersicurezza e le infrastrutture strategiche. La revisione degli obiettivi è stata sostenuta anche dalle pressioni del presidente statunitense Donald Trump per un aumento degli investimenti degli alleati europei.
Il vertice della Nato “è un evento “che sta suscitando grande interesse, anche da parte nostra. Naturalmente, seguiremo con attenzione tutte le notizie e le informazioni provenienti da Ankara”. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Lo riporta Interfax. “Nel contesto dei preparativi per questo vertice, abbiamo ascoltato molte dichiarazioni riguardanti il ??nostro Paese. Purtroppo, non si trattava di dichiarazioni di interazione e dialogo costruttivi, bensì di dichiarazioni di natura conflittuale”, ha sottolineato Peskov. “Vedremo in quali documenti si tradurrà tutto questo, quali dichiarazioni verranno rilasciate, quali documenti verranno firmati, cosa verrà detto negli incontri bilaterali che si terranno a margine”, ha aggiunto il portavoce del presidente russo.
In occasione del Vertice Nato di Ankara, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato a un incontro dei Ministri degli Esteri Nato con i Paesi Partner dell’Iniziativa di Cooperazione di Istanbul (ICI) – Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar – un incontro fortemente richiesto dall’Italia. L’agenda della riunione – si legge in una nota della Farnesina – ha previsto uno scambio sugli sviluppi nel Golfo e sul quadro di sicurezza regionale, e sulle possibilità di rafforzamento dei partenariati tra la Nato e i Paesi dell’area. Ricordando la necessità di riportare l’attenzione sul Fianco Sud dell’Alleanza, il ministro Tajani – viene spiegato – ha confermato come l’Italia promuova una cooperazione più strategica con i partner del Golfo a tutti i livelli, dalla sicurezza marittima alle materie prime critiche fino ai corridoi strategici come l’Imec, come discusso anche nel suo incontro lunedì con il Segretario Generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo. In questo contesto – si legge – il titolare della Farnesina ha ricordato l’importanza del Centro Regionale Nato-Ici in Kuwait, auspicandone un rafforzamento. Inoltre, è stato da poco aperto l’ufficio di collegamento Nato ad Amman in Giordania, ospitato presso l’Ambasciata italiana. Tajani infine si è infine soffermato sul sostegno dell’Italia al Libano e sui prossimi negoziati tra Libano e Israele mediati dagli Usa che saranno ospitati a Roma, ringraziando i Paesi del Golfo per il loro contributo agli sforzi di mediazione.
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto è giunto ad Ankara, in Turchia, per prendere parte al summit Nato e per effettuare una serie di incontri istituzionali. Lo rende noto la Difesa postando sui social due immagini dell’arrivo del ministro.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez è atterrato ad Ankara dove parteciperà al vertice della Nato. Il leader socialista non è accompagnato dalla moglie Begoña Gómez, che non è stata autorizzata dal giudice a recarsi in Turchia. La first lady, che è stata rinviata a giudizio per presunti reati di traffico di influenze, corruzione, malversazione e appropriazione indebita, è sottoposta a misure cautelari tra cui il ritiro del passaporto e il divieto di lasciare il territorio nazionale per un presunto pericolo di fuga. Nei giorni scorsi aveva chiesto il permesso di viaggiare in Turchia e Regno Unito per accompagnare il marito al vertice Nato e partecipare alla laurea della figlia a Londra. Ieri il tribunale di istruzione n. 41 di Madrid ha dato il permesso a Gomez di recarsi nella capitale britannica ma non ad Ankara, affermando che, mentre con il Regno Unito la Spagna ha un ottimo rapporto di cooperazione giudiziaria, anche dopo la Brexit, la Turchia “non appartiene allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia dell’Unione Europea, dove la cooperazione tra polizia e magistratura in materia penale è agevolata dalla sua struttura istituzionale”.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è da poco decollata da Roma verso Ankara per partecipare al vertice della Nato. La premier è attesa in serata alla cena dei leader offerta dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, alla quale sarà presente anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
“Ci sono dei programmi in corso e dei programmi attesi che sono rilevanti per tutta l’industria. Ci aspettiamo un riscontro sul come e quando questi programmi potranno essere avviati e potranno essere confermati”. Lo afferma l’amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero parlando – a margine dell’assemblea di Assonave, oggi a Roma – delle aspettative che si muovono intorno ai risultati del vertice Nato dedicato al settore della Difesa, in corso ad Ankara in Turchia.
“Insieme ai nostri amici del Golfo, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar, lavoriamo al vertice Nato per rafforzare la stabilità nel nostro vicinato sud. La Spagna rimane fermamente impegnata nei confronti di tutti i suoi partner nella regione”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares che si trova ad Ankara per il summit dell’Alleanza atlantica. Albares ha in programma la riunione ministeriale con i partner dell’Iniziativa di cooperazione di Istanbul (ovvero Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar).
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha espresso durante un incontro ad Ankara con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump la speranza che gli Stati Uniti vendano caccia F-35 alla Turchia, sottolineando che il presidente americano mantiene sempre la parola data. Nel corso di una conferenza stampa congiunta con Trump, Erdogan ha anche detto che i due leader avrebbero affrontato a margine del vertice della Nato la questione della vendita di motori a reazione per alimentare i caccia Kaan di produzione nazionale turca. Ha precisato che la Turchia si aspetta che Trump “ripeta le notizie positive” che aveva già dato in precedenza riguardo al sostegno ai progetti di difesa turchi.
“La Toyota si sta trasferendo dal Messico agli Stati Uniti (in Texas!). Una cosa davvero importante. Gli effetti dei dazi!”. Lo scrive Donald Trump in un post su Truth Social, senza fornire ulteriori dettagli.
La Groenlandia “dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, non dalla Danimarca”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un incontro bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in vista del vertice Nato ad Ankara. “La Groenlandia non aiuta la Danimarca, la Danimarca non spende soldi per aiutare davvero la Groenlandia, ma è una parte importante per gli Stati Uniti, ed è circondata da navi cinesi e russe”, ha aggiunto Trump.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato durante un incontro bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in vista del vertice Nato ad Ankara di pensare che la guerra tra Russia e Ucraina si risolverà “si spera presto”. Al leader statunitense è stato chiesto del suo incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, previsto per domani a margine del vertice Nato, e ha risposto affermando di aver avuto di recente ottime conversazioni telefoniche sia con il presidente ucraino che con il presidente russo Vladimir Putin. “Entrambi vogliono risolvere la questione presto”, ha detto, aggiungendo che Erdogan “ci sta aiutando a risolvere la questione”.
La premier Giorgia Meloni “è una brava persona” ma i rapporti con gli Stati Uniti “si sono incrinati” e “si sono un po’ deteriorati”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un incontro bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in vista del vertice Nato ad Ankara. “Credo che abbia commesso un errore … Non era presente per noi, e questo non mi ha fatto piacere”, ha aggiunto.
Durante l’incontro bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in vista del vertice Nato ad Ankara, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di aver messo alla prova gli alleati europei quando ha chiesto loro aiuto nella guerra contro l’Iran. “L’Italia ci ha detto di no, la Germania ci ha detto di no e la Francia ci ha detto di no”, ha ricordato Trump, “e va bene così”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è rifiutato di dire se intende annunciare ulteriori riduzioni delle truppe statunitensi in Europa, affermando ai giornalisti: “Vedremo”. “Beh, vedremo”, ha detto Trump quando gli è stato chiesto se fosse probabile che annunciasse ulteriori riduzioni delle forze statunitensi in Europa durante un incontro bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in vista del vertice Nato ad Ankara. Lo riporta la Cnn.
“Sono rimasto molto deluso dalla Nato e, francamente, se non si fosse tenuta in Turchia, dove un mio amico è un leader molto forte, una persona molto forte, probabilmente non avrei partecipato. Sentivo di dover partecipare perché so che si è impegnato al massimo”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante un incontro bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in vista del vertice Nato ad Ankara. Lo riporta la Cnn.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha elogiato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, affermando che tra loro c’è una “relazione molto speciale” che avvantaggia entrambi i Paesi. Interrogato su cosa renda così forte il loro rapporto, Trump ha risposto che c’è “un’alchimia che funziona tra di noi”. “A volte si va d’accordo con le persone più dure, come lui”, ha detto Trump, indicando Erdogan, “a volte non si va d’accordo con le persone più deboli e patetiche”.
Le vendita di caccia F-35 da parte degli Stati Uniti alla Turchia è “qualcosa che certamente prendiamo in considerazione”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incontrando ad Ankara il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. “Abbiamo un rapporto migliore con la Turchia e la Turchia si è dimostrata per molti aspetti molto più leale di altri Paesi che riteniamo leali”, ha affermato Trump. “È un aereo fantastico, è il migliore, attualmente di gran lunga il migliore, e sicuramente lo prenderemo in considerazione”, ha aggiunto, riferendosi agli F-35.
Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan ha accolto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al suo arrivo ad Ankara, in occasione del vertice della Nato. Si sono stretti la mano e Trump ha stretto la spalla di Erdogan. Il leader turco indossava occhiali da sole mentre posava per le foto sotto il sole splendente. Insieme hanno poi ispezionato le truppe turche presenti, con Erdogan che guidava per un braccio Trump.
L’Ucraina ha aumentato la propria percentuale di intercettazione dei droni russi a oltre il 90% e “con tutto il rispetto, nessun altro Paese ha la capacità di difendersi dagli attacchi dei droni su questa scala”, “la realtà di questa guerra ci ha costretti a sviluppare questa capacità e oggi respingiamo centinaia di attacchi con i droni, ogni giorno e ogni notte” e l’adesione dell’Ucraina alla Nato “ha senso”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, parlando al summit della Nato ad Ankara, in Turchia. “Ci consideriamo già partner affidabili, e sarebbe semplicemente naturale entrare a far parte di un’unica comunità di sicurezza comune”, ha affermato Zelensky, sottolineando che “l’Ucraina nella Nato rappresenta una fonte di straordinaria capacità difensiva”. “Il fatto è che rimarremo a lungo vicini alla fonte del problema: la Russia”, ha dichiarato. “Mentre difendiamo le nostre postazioni, immaginiamo circa 30mila soldati” russi “ogni mese, “a giugno sono stati eliminati circa 28mila soldati russi, la maggior parte dei quali colpiti da droni. Non ne andiamo fieri”, ha detto ancora Zelensky, evidenziando che si tratta di una guerra difensiva ma sottolineando le capacità delle forze ucraine con i droni
“La Russia non riuscirà a vincere la guerra contro l’Ucraina né a raggiungere i propri obiettivi militari. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz alla vigilia del vertice Nato di Ankara. “Al Cremlino dovrebbe ormai essere chiaro che la Russia non prevarrà in questa guerra e non realizzerà i suoi obiettivi”, ha affermato Merz prima della partenza per la Turchia, ribadendo l’invito a Mosca a porre fine al conflitto. Il cancelliere ha sottolineato la necessità di rafforzare ulteriormente il sostegno a Kiev, ricordando che gli alleati europei della Nato e il Canada prevedono di fornire all’Ucraina aiuti militari per 70 miliardi di euro nel 2026 e altri 70 miliardi nel 2027, impegno che dovrebbe essere formalizzato durante il vertice. Merz ha comunque avvertito che la Russia resta “una seria minaccia” per la sicurezza europea e ha auspicato che il summit di Ankara consolidi l’unità dell’Alleanza e rafforzi la cooperazione transatlantica con un pilastro europeo più forte.
“Secondo le nostre proiezioni, entro l’anno prossimo gli alleati saranno capaci di produrre circa 4 milioni di proiettili di artiglieria all’anno”. Lo ha detto il Segretario generale della Nato Mark Rutte nel suo discorso di apertura del vertice di Ankara. “Abbiamo fatto grandi progressi, ci stiamo muovendo nella giusta direzione”, ha aggiunto Rutte.
La Russia stia “investendo quasi metà del suo bilancio nazionale nella sua macchina da guerra”, mentre la Cina “continua a modernizzare le sue forze armate e a espandere le sue capacità nucleari senza trasparenza”, mentre la “Corea del Nord espande il suo arsenale nucleare”. Lo ha detto il Segretario generale della Nato Mark Rutte nel suo discorso di apertura del vertice di Ankara. “Dobbiamo rimanere vigili. Questi Paesi collaborano sempre più, e questo dovrebbe preoccupare tutti noi, perché vi assicuro che non hanno a cuore i nostri interessi”, ha avvertito Rutte.
La Nato ha bisogno di “una rivoluzione industriale transatlantica della difesa”. Lo ha detto il Segretario generale della Nato Mark Rutte nel suo discorso di apertura del vertice di Ankara. “Il ronzio dei macchinari deve trasformarsi in un ruggito”, ha aggiunto, “sembra una cosa esagerata, ma si può fare”. “La strategia è chiara, ma la partita è tutt’altro che finita e, per vincerla, abbiamo bisogno che tutti i membri della squadra diano il massimo, facciano di più, più velocemente e insieme. Non abbiamo tempo da perdere”, ha proseguito Rutte.
Quando i nostri attacchi in profondità non raggiungevano Mosca e San Pietroburgo, Putin non ci faceva molto caso. Capiva che la guerra era lontana dal Cremlino. Naturalmente, non appena percepirà ciò che sta accadendo a Mosca, inizierà a comprendere cosa sta succedendo nelle regioni di Kursk, Belgorod e Bryansk. Comincerà a cogliere la realtà della situazione. Quando non cento, ma mille droni inizieranno a raggiungere Mosca, e quando lo percepirà e lo vedrà con i propri occhi, gli verrà consigliato di spostarsi da qualche parte oltre gli Urali. Quello sarà il momento che aprirà un nuovo capitolo nel percorso verso la fine della guerra. Più Putin sarà lontano da Mosca, più vicina sarà la fine della guerra e l’arrivo della pace”. Lo scrive su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, rilanciando un’intervista rilasciata al Financial Times (FT). Putin “teme per la propria vita. E poi ci sono le élite. Dove vivono le élite russe? A Mosca e a San Pietroburgo – le due città principali. Quei luoghi saranno colpiti, perché è lì che prendono le decisioni per ucciderci”, ha aggiunto Zelensky. “Ecco perché gli attacchi in profondità hanno avuto, e continuano ad avere, un impatto enorme. Dobbiamo continuare a lavorare su questo. È un lavoro costante, difficile e quotidiano. Dobbiamo tutti rimanere concentrati e pieni di energia. Gli eroi sono quelli in prima linea. E tutti noi, l’intero Stato, dobbiamo continuare a fornire loro le munizioni. Se lo faremo, porteremo una pace giusta e solida all’Ucraina. Questo è ciò che la vittoria significa per noi”, ha concluso.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è arrivato ad Ankara, in Turchia, per il summit della Nato. “Ad Ankara ci aspetta un lavoro importante. Ci aspettiamo un vertice Nato forte e produttivo”, ha scritto in un post su X al quale ha allegato un video che mostra il suo arrivo. “Continueremo a lavorare per rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina. Nuovi sistemi, missili per questi sistemi e la questione delle licenze di produzione: tutto questo è la nostra priorità. Siamo grati a tutti coloro che stanno aiutando l’Ucraina con azioni concrete”, ha scritto Zelensky. E ancora: “Ora sono necessarie decisioni che garantiscano una maggiore protezione ai nostri cittadini, maggiori capacità per la nostra difesa e una cooperazione in materia di sicurezza ancora più solida tra l’Ucraina, l’Europa e gli Stati Uniti”.
Fra i nuovi investimenti annunciati dalla Nato stamattina al Defence Industry Forum, cioè il Forum sull’industria della Difesa che è in corso nell’ambito del summit della Nato di oggi e domani ad Ankara, ce n’è uno da 40 miliardi di dollari per le capacità anti-drone. Lo ha annunciato il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Ha inoltre annunciato che l’Alleanza acquisterà fino a 10 velivoli di sorveglianza Saab GlobalEye per sostituire la propria flotta obsoleta di aerei di allerta precoce AWACS, una scelta che è stata accolta dal premier svedese Ulf Kristersson come “un giorno fantastico per la Nato, per Saab e per la Svezia”. È stato poi annunciato l’acquisto di fino a 5 droni di sorveglianza di alta quota Northrop Grumman MQ-4C Triton (Norvegia, Finlandia, Germania e Danimarca hanno firmato una lettera di intenti per l’acquisto).
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha affermato che Madrid parteciperà al vertice della Nato ad Ankara con tre priorità precise: preservare l’unità transatlantica, rafforzare il pilastro europeo dell’Alleanza e mantenere alta l’attenzione sul fianco Sud. “La Spagna desidera tre cose da questo vertice”, ha detto il capo della diplomazia iberica in un’intervista alla radio nazionale Rne, “primo, un messaggio di unità transatlantica. Secondo, un rafforzamento del pilastro europeo della Nato. E terzo, un’attenzione al vicinato meridionale”. “Sebbene la minaccia maggiore provenga da est, esistono anche altre minacce di diversa natura che interessano il nostro vicinato”, ha proseguito Albares sottolineando che lo svolgimento del vertice in Turchia consentirà di affrontare le sfide provenienti dal Mediterraneo. Interrogato sulla contraddizione tra difendere l’unità con gli Stati Uniti e promuovere una maggiore autonomia strategica in Europa, in un contesto caratterizzato dalle richieste del presidente Donald Trump di aumentare la spesa per la difesa al 5% del Pil, Albares ha negato l’incompatibilità tra i due obiettivi. “L’unità ha dimostrato che una solida relazione transatlantica è positiva per la stabilità”, ha affermato. Tuttavia, ha riconosciuto che “i nostri amici americani ci stanno spingendo verso una migliore condivisione degli oneri”, sostenendo che la guerra in Ucraina dimostra che l’Europa deve essere in grado di garantire la propria sicurezza. “Dobbiamo garantire la deterrenza per proteggere i nostri cittadini. Per questo dobbiamo portare avanti il pilastro europeo della Nato. La sicurezza comune europea giova all’Alleanza stessa. Lavoreremo per l’unità e per la sicurezza comune europea”, ha detto.
In vista del vertice Nato di Ankara, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha difeso la spesa tedesca per la difesa dalle critiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Guardiamo i dati e questi mostrano un trend al rialzo”, ha dichiarato Wadephul alla radio Deutschlandfunk, ricordando che la Germania raggiungerà l’obiettivo del 3,5 per cento del prodotto interno lordo destinato alla difesa entro la fine del decennio. “Superiamo molti dei nostri partner in termini di spesa”, ha affermato Wadephul, aggiungendo che “anche a Washington si nota ciò che sta facendo la Germania”. Prima del vertice Nato di due giorni ad Ankara, Trump aveva nuovamente criticato l’entità delle spese per la difesa dei grandi partner europei come Germania, Francia e Gran Bretagna. Trump ha definito “ridicolo” anche il contributo della Germania alla Nato.
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha annunciato che nel corso della giornata verranno firmati ad Ankara progetti della Difesa per miliardi di dollari. Rutte ha preso la parola aprendo l’Allies and Industry at the Defence Industry Forum, cioè il Forum sull’industria della Difesa, che si tiene nell’ambito del summit della Nato di oggi e domani in Turchia. Si tratta di annunci di capability che sono stati soprannominati ‘Big reveal’, cioè ‘Grande rivelazione’. La Nato presenta questa serie di nuovi progetti militari anche nel tentativo di convincere il presidente Usa Donald Trump che gli Alleati stanno aumentando la spesa per la difesa e trasformando gli investimenti in potenza di fuoco reale.

