Un nuovo attacco dell’Iran nei confronti di Israele nella serata di domenica ha nuovamente fatto crescere la tensione in Medioriente. I Pasdaran hanno affermato che si è trattata di una ritorsione in seguito all’attacco di Tel Aviv su Beirut. La Repubblica islamica ha lanciato una decina di missili, “tutti intercettati” secondo l’Idf. Donald Trump ha subito cercato di fermare l’escalation, invitando Teheran a fermare i raid e tornare ai negoziati e chiedendo, durante un colloquio telefonico, a Benjamin Netanyahu di evitare una risposta militare per alcuni giorni. Tuttavia, nella notte, l’Idf ha dichiarato di aver colpito “obiettivi militari”.
Iran fired missiles at Israel last night & early today. The missile alerts sounded at 6am in Jerusalem. They were intercepted thank God! Iran & its proxy agents of evil want to incinerate America & Israel. Mothership of Satan is in Tehran.
— Ambassador Mike Huckabee (@GovMikeHuckabee) June 8, 2026
Punti chiave
- Tump a Axios: "A Bibi ho detto, 'attento o ti ritroverai da solo'"
- Teheran: "Abbiamo mostrato nuovo livello di deterrenza"
- Teheran; "No problemi a negoziare con Usa ma atteggiamento deve cambiare"
- Trump a Netanyahu: "Rischi di restare da solo contro Teheran"
- Teheran riapre lo spazio aereo
- Israele riapre valichi con Gaza a partire da domani
- Per compagnie aeree Usa aumenti di carburante del 78% rispetto a un anno fa
- Idf revoca restrizioni, scuole aperte domani in Israele
- Petroliera in fiamme al largo dell'Oman, equipaggio evacuato
- Libano, media: salgono a cinque i morti nel raid israeliano a Tiro
Israele avrebbe avvisato gli Stati Uniti “molto in ritardo” degli attacchi che stava per lanciare contro l’Iran in risposta ai lanci di missili iraniani. Lo ha riferito Donald Trump in un’intervista a Axios, nella quale ha dato conto di quanto avvenuto nel corso degli ultimi due giorni. “Erano già in corso. Ma alla fine ho fatto in modo che (l’attacco israeliano) fosse limitato”, ha detto il presidente Usa, preoccupato che la reazione israeliana avrebbe potuto fare naufragare le trattative con l’Iran. “Ho detto: ‘Bibi, faresti meglio a stare attento, altrimenti ti ritroverai da solo molto presto’”, ha riferito Trump della sua telefonata con il premier Netanyahu.
Il vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref ha dichiarato che Israele è stato “costretto a implorare ancora una volta” un cessate il fuoco dopo aver subito gli ultimi attacchi iraniani. “Abbiamo mostrato un nuovo livello di deterrenza da parte del potente Iran. Non cerchiamo la guerra, ma nel difendere il nostro territorio e i nostri valori, non esiteremo un solo istante.”, ha affermato in un post su X.
Il massimo funzionario iraniano Ebrahim Azizi ha dichiarato alla Cnn che Teheran non ha “alcun problema” a proseguire i colloqui di pace con gli Stati Uniti in linea di principio, a patto che l’Iran sia fiducioso nell’onestà e nella sincerità della parte americana. Parlando dei punti critici ancora presenti nei colloqui mediati, Azizi ha affermato che l’Iran “non vede una seria volontà di raggiungere un quadro che possa effettivamente attuare tale piano”. Il funzionario iraniano ha affermato che gli Stati Uniti avevano inizialmente acconsentito allo sblocco dei beni iraniani congelati all’estero “fin dall’inizio”, ma Teheran non ha finora riscontrato alcuna volontà da parte di Washington di farlo. Ha inoltre ribadito che i negoziati in corso non riguardano questioni relative al programma nucleare iraniano, che Teheran ha sempre sostenuto essere destinato esclusivamente a scopi pacifici. Interrogato sulla possibilità di un eventuale accordo di pace tra Stati Uniti e Iran, Azizi ha risposto che ciò dipende dai “comportamenti che osserviamo dall’altra parte”.
Il presidente americano Donald Trump ha affermato a Channel 12 che nella sua ultima conversazione con Benjamin Netanyahu ha detto al premier israeliano di “stare molto attento a quello che fai” perché “potresti ritrovarti presto da solo contro l’Iran”.
Trump ha anche rivelato che “cinque paesi della regione” coinvolti negli sforzi di mediazione tra Stati Uniti e Iran gli hanno chiesto di fare pressione su Netanyahu affinché interrompesse gli attacchi. “Stamattina gli iraniani ci hanno contattato dicendo che non avrebbero più effettuato attacchi contro Israele. Ci hanno chiesto di dire a Israele di smettere di attaccare. Ho chiamato Bibi e gli ho fatto fermare gli attacchi”, ha detto il presidente americano.
L’Iran ha ufficialmente dichiarato il proprio spazio aereo completamente sicuro e lo ha riaperto a tutti i voli nazionali e internazionali. Lo riportano i media di Teheran. “A seguito delle dichiarazioni delle autorità competenti che annunciavano la conclusione delle operazioni militari, e alla luce del coordinamento completato, lo spazio aereo del Paese è tornato alla normalità”, ha affermato Abouzar Ghorban Shiroodi, capo dell’Organizzazione per l’aviazione civile iraniana.
Dopo la chiusura odienra dovuta al lancio di missili da parte dell’Iran, le autorità israeliane hanno annunciato la riapertura dei valichi con la Striscia di Gaza a partire da domani. “In seguito alla valutazione della situazione operativa e alla rimozione delle restrizioni di sicurezza in Israele, è stato deciso di riaprire il valico di Kerem Shalom a partire da domani per consentire l’ingresso graduale degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza”, ha dichiarato il Coordinatore delle attività governative nei territori (Cogat). Il Cogat afferma che anche il valico di Rafah, tra Gaza e l’Egitto, “riaprirà per la circolazione limitata di persone in entrambe le direzioni”.
Mentre la guerra in Iran supera la soglia dei 100 giorni, i costi per il settore aereo statunitense continuano a salire. The Hill riferisce che un rapporto del Bureau of Transportation Statistics (Bts) ha rivelato che, nel mese di aprile, le compagnie aeree Usa hanno sostenuto spese per il carburante pari a quasi 6,5 miliardi di dollari. Questa cifra rappresenta un aumento di oltre il 26% rispetto a marzo e del 78% rispetto all’aprile 2025. Il costo al gallone (3,78 litri) del carburante per aerei ad aprile è stato di 4,11 dollari, con un incremento di 94 centesimi rispetto a marzo e di 1,81 dollari rispetto all’anno precedente.
L’aumento dei costi del carburante sta incidendo pesantemente sui margini delle compagnie aeree. Un rapporto pubblicato domenica dalla International Air Transport Association (Iata) indica che il gruppo prevede per le compagnie aeree un utile netto complessivo di 23 miliardi di dollari per quest’anno, una cifra inferiore di 18 miliardi rispetto alle stime precedenti.
La Iata, che rappresenta oltre 370 compagnie aeree negli Stati Uniti e nel resto del mondo, ha dichiarato di prevedere una riduzione dell’utile netto per passeggero, che passerà dai 9,10 dollari del 2025 ai 4,50 dollari di quest’anno. Negli Stati Uniti, i vettori passeggeri hanno trasferito sui clienti l’aumento dei costi del carburante sotto forma di tariffe più elevate per il trasporto dei bagagli.
L’Idf ha annunciato la revoca delle restrizioni imposte a seguito dell’ultima escalation dei combattimenti con l’Iran, consentendo la riapertura delle scuole in tutto il Paese. Lo riportano i media israeliani. A partire dalle ore 6 di domani – viene spiegato – le attività didattiche saranno consentite in tutto il Paese, sebbene nelle comunità vicine al confine con il Libano debbano svolgersi in un edificio o in prossimità di un rifugio antiaereo. Secondo le linee guida, anche gli assembramenti nelle aree vicine al confine con il Libano sono limitati a 100 persone all’aperto e 400 al chiuso.
Secondo quanto riportato dall’UK Maritime Trade Operations (UKMTO), una petroliera ha preso fuoco al largo della costa a nord-est di Masirah, in Oman, costringendo l’equipaggio all’evacuazione. Non sono ancora note le cause dell’incendio e “al momento non risultano danni ambientali”, ha dichiarato l’UKMTO in un post su X. “Si consiglia alle navi di procedere con cautela e di segnalare qualsiasi attività sospetta all’UKMTO mentre le autorità stanno indagando sull’accaduto”, scrive l’organizzazione.
Secondo quanto riportato da media libanesi, il bilancio delle vittime dell’attentato con un drone israeliano che avrebbe colpito un’auto nella città costiera di Tiro, nel sud del Libano, è salito a cinque.
“L’Iran e Hezbollah sono più deboli che mai, e noi siamo più forti che mai, ma la lotta non è finita”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.
“Se il regime terroristico commetterà un errore e ci attaccherà di nuovo, risponderemo con forza”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in riferimento all’Iran.
L’esercito israeliano continuerà a operare contro Hezbollah in Libano e a colpire Beirut se l’organizzazione sciita libanese attaccherà Israele. Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ribadendo che “qualsiasi attacco alle comunità del nord porterà a un attacco a Dahiyeh”, quartiere di Beirut considerato la roccaforte di Hezbollah. Katz ha aggiunto che Israele “respinge categoricamente le minacce dell’Iran”. “Qualsiasi tentativo iraniano di collegare il Libano e l’Iran e di attaccare Israele incontrerà una forte reazione, come è accaduto ieri”, ha spiegato.
Gli attacchi israeliani contro l’Iran di oggi hanno ferito almeno 15 persone, secondo quanto affermato dall’Organizzazione nazionale per le emergenze mediche in un comunicato pubblicato dall’agenzia di stampa ufficiale iraniana. Finora non sono stati segnalati decessi, afferma l’organizzazione. Il comunicato non specifica se i feriti siano civili o militari, ma indica che 14 dei feriti provengono da Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, mentre un’altra persona è di Teheran.
Tutti i voli da e per gli aeroporti iraniani sono stati cancellati fino a nuovo avviso. Lo riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. Una fonte di sicurezza anonima citata da Israel Hayom afferma che l’Iran ha preso questa decisione poiché Israele non ha ancora annunciato formalmente la cessazione degli attacchi contro l’Iran.
“La recente escalation di violenza in Medioriente è un crudo monito sui pericoli di un cessate il fuoco fragile e sulle conseguenze intollerabili che esso può comportare. Mentre lavoriamo con impegno e dedizione, insieme ai nostri fratelli e partner, per trovare una soluzione diplomatica pacifica al conflitto, e soprattutto ora che l’obiettivo finale è sul punto di essere raggiunto, esortiamo sinceramente tutte le parti a esercitare moderazione e a dare alla pace un’ulteriore possibilità”. Lo ha scritto su X il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. “Continuiamo a percorrere la via della pace e della diplomazia, che offre brillanti prospettive di successo, anziché quella della violenza e della distruzione”, ha aggiunto.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, avrebbe ordinato di interrompere i preparativi per un nuovo attacco sull’Iran previsto per oggi. La decisione arriverebbe in seguito alle pressioni da parte del presidente americano Donald Trump. Lo riferiscono due funzionari militari israeliani al New York Times.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Nna, Israele ha colpito il Libano meridionale, meno di un’ora dopo che l’Iran aveva annunciato la sospensione delle operazioni militari contro Israele a condizione della cessazione degli attacchi, compresi quelli contro il Libano. Israele ha colpito i villaggi di Az-Zrariyah e Arabsalim, nel distretto di Nabatieh, nella parte meridionale del Libano, e Kfar Tebnit. Secondo le Forze di Difesa Israeliane (IDF), le sirene d’allarme sono risuonate anche nel nord di Israele, e tre proiettili sono stati sparati contro le forze israeliane nel sud del Libano.
Scuole chiuse in Israele anche domani, per il secondo giorno consecutivo. Lo ha annunciato su X il ministro dell’Istruzione israeliano Yoav Kisch. Domenica sera l’esercito israeliano aveva aggiornato le proprie linee guida per i civili, limitando i grandi assembramenti e sospendendo le lezioni in tutto il Paese per la prima volta dalla precedente ondata di scontri con l’Iran avvenuta ad aprile. Kisch ha affermato che il ,inistero dell’Istruzione punta a riaprire le aule mercoledì, nel rispetto di linee guida volte a garantire agli studenti l’accesso a rifugi vicini.
Un funzionario di Israele ha riferito che il round di escalation con l’Iran è terminato. Lo riporta Al-Arabiya.
“Su richiesta di Trump, Israele sta interrompendo gli attacchi contro l’Iran” ma “gli attacchi contro il Libano meridionale proseguiranno con piena intensità nei prossimi giorni” e “bombarderemo anche Dahiye se gli attacchi contro le nostre comunità e i nostri cittadini continueranno”. Lo ha detto un funzionario israeliano citato dall’emittente israeliana Channel 12, dopo il nuovo colloquio telefonico fra il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
“La diplomazia e la difesa sono le due ali del potere nazionale; non abbiamo abbandonato né il campo di battaglia né il tavolo dei negoziati”. Lo ha scritto su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. “La nostra priorità è la sicurezza nazionale e la pace del nostro popolo. Difenderemo i diritti della nazione con autorità e non ci ritireremo di fronte a nessuna minaccia”, ha scritto ancora. “Se Dio vorrà, con unità e razionalità, l’Iran uscirà trionfante anche da questa prova”, ha concluso.
“Il primo ministro” Benjamin Netanyahu “ha avuto una conversazione positiva con il presidente Trump”. È quanto ha detto una fonte israeliana a Channel 14. “Siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Anche se nelle ultime 24 ore abbiamo agito due volte in contrasto con la sua posizione pubblica, sia nell’attacco a Beirut che nella risposta all’Iran, abbiamo dimostrato la nostra capacità di difendere il nostro diritto all’autodifesa anche contro il presidente, ma senza rompere il rapporto e mantenendo la partnership strategica”, ha dichiarato la fonte a Channel 14. E ancora: “Proseguiremo in Libano, anche a Dahiye, qualora dovessero sparare contro le nostre comunità”, ha aggiunto la fonte.
L’Autorità per l’Aviazione Civile irachena ha annunciato che lo spazio aereo dell’Iraq è stato riaperto. Precedentemente l’ente aveva comunicato una chiusura di 72 ore a seguito degli scambi di attacchi fra Israele e Iran.
Il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu hanno parlato al telefono poco fa. Lo riporta Al Arabiya.
Il comando centrale militare iraniano, il quartier generale di Khatam al-Anbiya, ha annunciato in un comunicato la fine delle sue operazioni contro Israele iniziate ieri sera con alcuni lanci di missili contro il nord dello Stato ebraico.
Il comunicato afferma che la ragione degli attacchi iraniani era da attribuire ai continui attacchi israeliani “nel Libano meridionale e nella regione di Dahiye”, quartiere nella periferia sud di Beirut. Teheran ha aggiunto di aver dato una “risposta dolorosa” a Israele a sostegno del popolo oppresso del Libano e che, “sulla base di ciò, viene annunciata la cessazione delle operazioni delle forze armate”. Il comunicato avverte che, se gli attacchi fossero continuati, “sarebbero state adottate misure molto più severe e repressive”. Lo riporta Bbc Persian.
Il ministero dell’Economia e dell’Energia tedesco sta seguendo con preoccupazione l’escalation in Medioriente, ma non ha riscontrato alcun problema di approvvigionamento. “Al momento non abbiamo ricevuto segnalazioni di carenze fisiche in Europa. La situazione non cambierà a breve termine”, ha dichiarato un portavoce in conferenza stampa. “Siamo in stretto contatto con le aziende e le associazioni. Tuttavia, al momento le aziende non ci segnalano alcuna carenza di cherosene”, ha aggiunto.
“Entrambe le parti, Israele e l’Iran, stanno cercando di raggiungere un cessate il fuoco immediato! I negoziati finali sulla ‘pace’ stanno procedendo, a meno che l’ignoranza o la stupidità non vi si mettano di mezzo”. È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Il blocco rimarrà in vigore, con piena efficacia, fino al raggiungimento di un accordo definitivo”, ha aggiunto, “le cose dovrebbero evolversi rapidamente”.
“Il governo federale sostiene gli sforzi per un accordo. Invitiamo l’Iran a interrompere gli attacchi e a negoziare seriamente. Israele ha naturalmente il diritto all’autodifesa contro gli attacchi, ma allo stesso tempo vale l’appello a tutte le parti ad una de-escalation e a portare avanti la soluzione diplomatica, che in realtà è già da tempo oggetto di negoziati”. Lo ha detto il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, chiarendo la posizione di Berlino sulla recente escalation in Medioriente. Alla richiesta di chiarire se l’appello alla moderazione valga anche per Israele, Kornelius ha risposto in modo esplicito: “Il governo federale invita tutte le parti coinvolte alla de-escalation”. E ha concluso: “In questo Israele è naturalmente incluso”.
“La libertà di navigazione è sottoposta a forti pressioni a livello globale, in modo particolarmente acuto dallo Stretto di Hormuz. Teheran ha attivamente e di fatto chiuso lo stretto e i suoi droni continuano a minacciare il traffico marittimo. I ministri hanno chiarito oggi che le azioni dell’Iran sono inaccettabili”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa in occasione del Consiglio informale Difesa a Cipro.
“Israele e Iran si sono attaccati nella notte. La regione è bloccata in fasi di colloqui di pace e fragili cessate il fuoco. Un ritorno a una guerra su vasta scala avrebbe un costo enorme per l’intera regione. Tutte le parti devono tornare al tavolo dei negoziati”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Consiglio informale Difesa a Cipro.
I mediatori guidati dal Pakistan sono furiosi per l’attacco israeliano di ieri alla periferia meridionale di Beirut, avvenuto mentre il ministro dell’Interno pakistano si trovava a Teheran in un nuovo tentativo di far progredire i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Lo riferisce un funzionario regionale, coinvolto negli sforzi di mediazione fra Iran e Stati Uniti che proseguono oggi nel tentativo di salvare il cessate il fuoco. I mediatori hanno fatto sapere all’amministrazione Usa che l’attacco israeliano a Beirut mirava a “ostacolare i nostri sforzi per raggiungere un accordo” e che “Trump deve porre fine alle manovre avventate di Netanyahu”. Secondo quanto riferito da due fonti regionali, sforzi diplomatici concertati sono in corso oggi nel tentativo di salvare l’accordo di cessate il fuoco; in particolare, funzionari provenienti da Egitto, Arabia Saudita, Turchia, Pakistan e Qatar hanno esortato l’amministrazione Usa a esercitare pressioni su Israele affinché freni i propri attacchi contro l’Iran e Beirut e al tempo stesso hanno esortato l’Iran a cessare gli attacchi contro Israele.
Sforzi diplomatici concertati sono in corso oggi nel tentativo di salvare l’accordo di cessate il fuoco fra Iran e Stati Uniti, a seguito dello scambio di attacchi fra Israele e Iran. Lo riferiscono due fonti regionali, spiegando che funzionari provenienti da Egitto, Arabia Saudita, Turchia, Pakistan e Qatar hanno esortato l’amministrazione Usa a esercitare pressioni su Israele affinché freni i propri attacchi contro l’Iran e Beirut e al tempo stesso hanno esortato l’Iran a cessare gli attacchi contro Israele, hanno affermato.
L’Iraq chiude lo spazio aereo per 72 ore. L’Autorità per l’aviazione civile irachena ha dichiarato che la chiusura costituisce una “misura precauzionale” volta a garantire la sicurezza dell’aviazione civile e ha aggiunto che la decisione sarà oggetto di costante revisione e rivalutazione e le compagnie aeree e le parti interessate saranno informate di eventuali nuovi sviluppi.
“Israele e l’Iran devono smettere immediatamente di ‘sparare’”. Lo scrive il presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth.
Le comunicazioni fra il leader supremo dell’Iran Mojtaba Khamenei e i funzionari iraniani sono interrotte da domenica sera. È quanto riporta Iran International citando una fonte a conoscenza degli ultimi sviluppi, secondo cui gli attacchi missilistici di lunedì contro Israele sono stati probabilmente effettuati secondo protocolli militari prestabiliti, senza alcun coordinamento con l’ufficio della Guida suprema. La fonte ha aggiunto che la risposta dei Pasdaran all’attacco israeliano contro la periferia sud di Beirut è apparsa troppo rapida per essere stata preceduta da uno scambio di messaggi con Mojtaba Khamenei.
La Siria ha chiuso temporaneamente l’aeroporto di Damasco alla luce dello scambio di attacchi fra Israele e Iran. A farlo sapere l’Autorità generale per l’aviazione civile siriana ha chiuso lo spazio aereo meridionale del Paese, che comprende Damasco, precisando appunto che la misura è legata all’ultimo scontro a fuoco tra Iran e Israele.
I Guardiani della rivoluzione hanno lanciato un monito avvertendo che Israele ha dato il via a una pericolosa escalation e ha aggiunto che l’Iran ha reagito a quello che definisce l’attacco di Usa e Israele contro uno dei suoi impianti petrolchimici colpendo con missili obiettivi industriali simili ad Haifa. “Agendo contro obiettivi civili e prendendo di mira le industrie petrolifere, il nemico sionista ha dato il via a un gioco pericoloso, la cui portata comprenderà tutti gli obiettivi energetici della regione, e le cui conseguenze per l’economia globale sono responsabilità del principale piromane in questo campo: gli Stati Uniti”, hanno dichiarato i Pasdaran.
Diverse esplosioni sono state udite a Teheran. Secondo Nournews, media legato al Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano, citato da Iran International, un’esplosione è stata udita nella zona occidentale di Teheran e in alcune zone della città sono state attivate le batterie di difesa aerea. Altri media iraniani riferiscono inoltre di esplosioni udite nella zona est e sud di Teheran.
L’esercito israeliano (Idf) ha dichiarato che durante gli attacchi che ha lanciato contro l’Iran ha preso di mira lanciamissili terra-aria montati su camion. Secondo l’Idf, l’Iran aveva dispiegato tali sistemi in tutto il Paese nel tentativo di ripristinare le proprie capacità che erano state compromesse nella guerra.
“Nessuno crede che il regime israeliano intraprenderebbe alcuna azione senza un coordinamento con gli Stati Uniti” e gli Usa sono “responsabili delle conseguenze di qualsiasi escalation” in Medioriente causata da Israele. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, parlando in conferenza tampa a Teheran. “Gli Stati Uniti portano la responsabilità dell’aggressione del regime israeliano e saranno anche responsabili delle conseguenze di qualsiasi escalation delle tensioni”, ha aggiunto il portavoce.
L’amministrazione Trump non aveva dato “luce verde” all’attacco di Israele a Beirut, a seguito del quale l’Iran ha lanciato ieri sera un attacco contro Israele. Lo ha riferito un alto funzionario Usa alla testata Axios. Israele ha poi nuovamente risposto all’Iran lanciando un attacco stanotte; questo nonostante, secondo quanto riferito da fonti Usa e israeliane, in una telefonata il presidente Usa Donald Trump avesse chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di non rispondere all’attacco missilistico iraniano e lasciare più spazio per la diplomazia. Secondo un funzionario Usa citato da Axios, Trump avrebbe detto a Netanyahu di astenersi dall’agire perché “siamo vicini a ottenere qualcosa di positivo in termini di accordo”.
L’Iran ha minacciato di bloccare lo Stretto di Bab al-Mandab, altro corridoio marittimo cruciale in Medioriente oltre a quello di Hormuz, qualora Israele intensificasse i propri attacchi. Lo hanno riferito i media di Stato iraniani citando un consigliere di alto livello della Guida Suprema iraniana, Ali Velayati, secondo quanto riporta la Cnn. Situato fra Yemen, Gibuti ed Eritrea, lo Stretto di Bab al-Mandab è un’altra arteria vitale che collega le principali rotte commerciali fra Europa, Asia e mondo arabo. “L’attuale situazione di sicurezza a Bab al-Mandab non dovrebbe indurre il nemico a commettere errori di valutazione”, ha dichiarato Velayati al canale satellitare iraniano Press tv. “La scelta spetta a voi: porre fine a questa follia o entrare in un’equazione equilibrata per disciplinare i due stretti”, ha aggiunto. L’Iran potrebbe orchestrare la chiusura dello Stretto di Bab al-Mandab attivando gli Houthi nello Yemen.
L’esercito israeliano (Idf) ha avvertito che è in arrivo una terza raffica di missili dall’Iran e ha esortato la popolazione a mettersi al riparo. Il Times of Israel riporta che è atteso che le sirene anti-aeree suonino a breve nel centro e nel nord di Israele.
I ribelli Houthi dello Yemen sostenuti dall’Iran hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele e affermano che le navi affiliate a Israele sono nuovamente un obiettivo nel Mar Rosso. La dichiarazione del generale di brigata Yahya Saree è stata trasmessa dal canale televisivo satellitare degli Houthi, al-Masirah. Si tratta di un’ulteriore escalation, mentre il cessate il fuoco nominale nella guerra con l’Iran viene messo a dura prova dagli scontri a fuoco fra Israele e l’Iran.
I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele. La dichiarazione del generale di brigata Yahya Saree è stata trasmessa dal canale televisivo satellitare degli Houthi, al-Masirah. Qualche ora fa Israele aveva annunciato di avere rilevato il lancio di un missile contro il suo territorio proveniente dallo Yemen.
I Guardiani della rivoluzione dell’Iran hanno rivendicato che i loro missili hanno preso di mira due basi militari aeree in Israele, di Nevatim e Tel Nof. La forza paramilitare ha definito l’attacco come parte dell’Operazione Nasr, cioè ‘Vittoria’. Secondo quanto riferito dai Pasdaran, i missili sono stati lanciati dopo che Israele aveva preso di mira alcune postazioni radar in tre zone dell’Iran. Non sono stati forniti altri dettagli.
“Siamo in contatto con entrambe le parti per trasmettere loro il messaggio che il cessate il fuoco è molto atteso: fermare questa guerra ora, aprire lo Stretto di Hormuz e poi usare il tempo per discussioni più lunghe su argomenti più difficili come il nucleare e altre questioni critiche. Ma possiamo fare solo fino a un certo punto, quindi stiamo cercando di trasmettere questi messaggi”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas arrivando al Consiglio informale Difesa a Cipro. “Quando si tratta dello Stretto di Hormuz, ad esempio, l’Iran e gli Stati Uniti devono trovare un accordo. Deve esserci una soluzione diplomatica e devono sedersi attorno a un tavolo e trovare un accordo. Noi possiamo aiutare, dopo il cessate il fuoco, anche scortando le navi, e ne discuteremo oggi, ma il primo punto è davvero il cessate il fuoco”, aggiunge.
L’esercito israeliano (Idf) ha annunciato di aver colpito un complesso petrolchimico a Mahshahr, nel sud-ovest dell’Iran. Non sono stati forniti dettagli sull’attacco. Precedentemente le agenzie di stampa iraniane Fars e Mehr avevano riferito che gli attacchi israeliani avevano colpito uno stabilimento petrolchimico nella città di Mahshahr, nella provincia del Khuzestan, senza fornire dettagli sui danni causati.
Israele ha annunciato il cessato allarme dopo che aveva avvertito di una seconda ondata di missili in arrivo dall’Iran. Il fuoco iraniano arriva dopo che Israele ha lanciato attacchi contro l’Iran nella notte, il più grave scambio di attacchi dall’8 aprile, quando era stato raggiunto il cessate il fuoco nella guerra in Iran.
Per quanto riguarda l’Iran e lo stretto di Hormuz, “nella notte abbiamo assistito a una nuova escalation. Credo che la regione non abbia bisogno di un’escalation, ma piuttosto che le parti si siedano al tavolo delle trattative e raggiungano un accordo”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera arrivando al Consiglio informale Difesa a Cipro. “Naturalmente faremo riferimento alla nostra operazione Aspides e che altro contributo possiamo dare nella regione. A a proposito, oggi sarà anche la prima volta che le sanzioni sulla libertà di navigazione verranno applicate all’Iran”, aggiunge.
Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu terrà una riunione del gabinetto di sicurezza alle 11 del mattino (le 10 in Italia), nel contesto della ripresa degli scontri con l’Iran, secondo quanto riferito da un funzionario israeliano al Times of Israel. Saranno presenti solo pochi ministri chiave.
Poche ore dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato che avrebbe esortato Israele a non reagire a un attacco missilistico iraniano, l’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee ha affermato che Teheran vuole “incenerire l’America e Israele”. “L’Iran ha lanciato missili contro Israele la scorsa notte e stamattina presto. Gli allarmi missilistici sono scattati alle 6 del mattino a Gerusalemme. Sono stati intercettati, grazie a Dio!”, è il suo post su X “L’Iran e i suoi agenti del male vogliono incenerire l’America e Israele. La patria di Satana si trova a Teheran”, scrive Huckabee.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che un’altra ondata di missili iraniani è stata lanciata verso Israele. In una dichiarazione, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che i sistemi di difesa “stanno lavorando per intercettare la minaccia”.Si raccomanda alla popolazione di cercare riparo in caso di ricezione di un allarme.Le sirene risuonano in vaste aree del Paese, tra cui Gerusalemme, Beersheba e l’aeroporto Ben Gurion, vicino a Tel Aviv.
I media locali iraniani riferiscono che le aree urbane di Teheran non sono state colpite dagli attacchi israeliani contro l’Iran centrale e occidentale. Citando i vigili del fuoco di Teheran hanno riferito che almeno due esplosioni sono state udite nelle zone occidentali della capitale iraniana nelle prime ore di lunedì mattina. In precedenza avevano segnalato che diverse esplosioni erano state udite anche nelle città di Tabriz, Isfahan e nei pressi di Karaj. L’entità dei danni non è ancora chiara.Stando ai media statali, le autorità locali di Isfahan avrebbero affermato che non ci sono state vittime.
Alla riapertura dei mercati i prezzi del petrolio greggio sono aumentati di oltre il 3%, dopo che i nuovi scontri in Medio Oriente hanno riacceso le preoccupazioni per l’approvvigionamento energetico globale e hanno infranto le speranze di un imminente accordo di pace tra Iran e Stati Uniti.Il petrolio Brent è salito del 3,45% a 96,30 dollari al barile, mentre il benchmark statunitense WTI è aumentato del 3,41% a 93,63 dollari al barile nelle contrattazioni. Il forte rimbalzo ha annullato gran parte delle perdite di venerdì, quando i prezzi del petrolio erano scesi sulla scia delle speranze che gli sforzi diplomatici potessero allentare le tensioni nella regione.L’ultima ondata di proteste è arrivata dopo che Israele ha lanciato nuovi attacchi contro il Libano, nonostante la tregua in vigore, provocando la reazione dell’Iran con attacchi missilistici contro Israele. Il rinnovato conflitto ha riacceso i timori che lo Stretto di Hormuz, una delle rotte di transito petrolifero più importanti al mondo, possa rimanere interrotto più a lungo.
Iran chiude lo spazio aereo intorno all’aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran, il principale scalo aereo del paese, in seguito agli attacchi israeliani.Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che la loro aviazione ha colpito obiettivi nell’Iran centrale e occidentale, poche ore dopo che l’Iran aveva lanciato una serie di missili balistici contro il nord di Israele.
Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver rilevato il lancio di un missile dallo Yemen verso il territorio israeliano. Si legge nel comunicato, “i sistemi di difesa aerea sono operativi per intercettare la minaccia”. Il Times of Israel riporta che le sirene d’allarme stanno suonando in tutta Tel Aviv, Gerusalemme e nelle zone circostanti del centro di Israele.
La televisione di stato iraniana segnala esplosioni in tre città dopo che Israele ha affermato che la sua aviazione ha colpito obiettivi militari nell’Iran centrale e occidentale. “Diverse esplosioni sono state udite a Teheran, Tabriz e Isfahan”, ha scritto la televisione di stato su Telegram. Sono state inoltre udite delle esplosioni nei pressi della città centrale di Karaj.
Israele afferma di aver colpito obiettivi militari nell’Iran occidentale e centrale. “Poco fa, l’aeronautica israeliana ha colpito obiettivi militari appartenenti al regime terroristico iraniano nell’Iran occidentale e centrale”, hanno scritto le Forze di Difesa Israeliane (Idf) su Telegram. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle vittime o sull’esatta ubicazione degli attacchi.Secondo quanto riferito da un funzionario statunitense, l’esercito americano non avrebbe preso parte agli attacchi israeliani contro l’Iran avvenuti nella notte. Il sito di notizie Axios cita un funzionario della difesa statunitense che afferma anch’egli che gli attacchi israeliani sono stati “relativamente limitati”. Donald Trump nelle scorse ore aveva detto a Benjamin Netanyahu di non reagire all’attacco missilistico iraniano. Lo avevano riferito un funzionario americano e una fonte israeliana ad Axios che aveva già anticipato il messaggio del presidente Usa al premier israeliano. Il presidente degli Stati Uniti aveva ribadito tale messaggio al canale televisivo israeliano Channel 12, affermando di non voler assistere a “un ulteriore attacco”, secondo quanto riportato dal Times of Israel. “Gli attacchi iraniani non hanno fatto male a nessuno. Ognuno si è divertito. Israele ha attaccato e l’Iran ha attaccato. Non ne abbiamo bisogno”, ha sottolineato aggiungendo che avrebbe chiamato Netanyahu “subito per dirgli di non reagire”. In precedenza Trump al Financial Times aveva affermato che Netanyahu non avrebbe avuto “altra scelta” se non quella di accettare un accordo con l’Iran. Axios ha riportato che il premier israeliano aveva “pseudo-accettato” la richiesta. Trump ha affermato che gli attacchi iraniani non hanno modificato la sua volontà di concludere i negoziati tra Stati Uniti e Iran. “Non avranno alcun impatto sull’accordo”, ha dichiarato al Financial Times. “Vedremo come andrà a finire. Ma questi attacchi missilistici contro Israele non hanno avuto alcun effetto. È una di quelle cose che va avanti da 3.000 anni, o 47 anni, a seconda di come si contano”. Trump ha dichiarato che gli attacchi dell’Iran non hanno modificato la sua volontà di concludere i negoziati.

