Iran: “A Hormuz non imporremo pedaggi ma tariffe per servizi”. Mosca: “Usa non sanno come uscire dalla guerra” – la diretta

Iran: “A Hormuz non imporremo pedaggi ma tariffe per servizi”. Mosca: “Usa non sanno come uscire dalla guerra” – la diretta

La Cnn: “Israele ha schierato truppe in Azerbaigian durante la guerra”

L’Iran ha dichiarato che cercherà di imporre tariffe di servizio per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz in cambio della garanzia della sicurezza delle imbarcazioni, anziché pedaggi. Teheran “non intende riscuotere tasse di passaggio, dazi di transito o pagamenti per i diritti di transito”, ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi in un’intervista all’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr. L’Iran, ha aggiunto, richiederà invece un risarcimento per i servizi prestati a fianco dell’Oman, tra cui assistenza alla navigazione, ricerca e soccorso, servizi di sicurezza e protezione, e servizi di bonifica ambientale in caso di inquinamento. 

Guerra in Iran – la diretta
Inizio diretta: 05/06/26 09:00
Fine diretta: 06/06/26 00:00
Trump: "Abbiamo spento un incendio e abbiamo finito"

“Abbiamo dovuto spegnere un incendio”. Così Donald Trump, parlando ad un gruppo di agricoltori a Chippewa Falls, in Wisconsin, ha illustrato le ragioni della guerra contro l’Iran. “Abbiamo dovuto estinguere un Paese molto capace che stava per avere un’arma nucleare” e “abbiamo ampiamente finito”, ha detto il presidente. “In un modo o nell’altro è finita, o con un pezzo di carta o nel modo più difficile, anche se si può dire che è il più facile”, ha aggiunto il presidente.

Teheran: accordo se Usa sblocca 24 miliardi di beni congelati

Mohsen Rezaei, assistente militare della Guida Suprema iraniana, ha dichiarato alla Cnn che qualsiasi accordo di pace tra Stati Uniti e Iran dipende dallo sblocco da parte di Washington di 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati. “Se lui (Trump) vuole raggiungere un accordo con l’Iran, questi 24 miliardi di dollari sono una prova di fiducia che l’Iran vuole avere con Trump: è una prova che l’America deve superare e la strada sarà aperta”, ha affermato nell’intervista alla Cnn, “questi sono i nostri soldi, non i soldi dell’America”.

Axios, inviati Trump incontrano esperti nucleare per accordo con Teheran

Gli inviati del presidente Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, si sono recati ieri al laboratorio nazionale di Oak Ridge, nel Tennessee, per consultazioni con un team di esperti tecnici che potrebbero svolgere un ruolo nei negoziati sul nucleare con l’Iran. Lo riferisce Axios. “Questo incontro a Oak Ridge non significa che si arriverà a un accordo, ma è un segnale che i negoziati sono in una fase molto seria e che ci sono buone possibilità di raggiungere un’intesa, e noi vogliamo essere preparati”, ha affermato un funzionario statunitense citato da Axios. Alcuni dei massimi esperti Usa nel trattamento dell’uranio e nella tecnologia centrifuga hanno sede presso l’Oak Ridge National Laboratory e il complesso di sicurezza nazionale Y-12.

Putin: "La Russia non ha fornito armi a Teheran durante la guerra"

“Per quanto riguarda le armi, l’Iran non ci ha chiesto nulla al riguardo e noi non abbiamo fornito armi all’Iran” durante la guerra. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin durante la sessione plenaria del Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF). Lo riporta l’agenzia Tass. 

Capo Aiea: "Teheran e Usa vicini a raggiungere accordo quadro su nucleare"

Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), ha affermato che l’Iran e gli Stati Uniti sono vicini a un accordo su un quadro nucleare, che darebbe a entrambe le parti il tempo di affrontare le questioni ancora in sospeso. “Abbiamo l’impressione che siano piuttosto vicini a raggiungere un accordo su quello che definirei, per quanto riguarda il nucleare, una sorta di quadro di riferimento, una struttura organizzativa che dia loro il tempo di esaminare i diversi problemi”, ha detto Grossi al termine di una riunione d’emergenza del Consiglio dei governatori dell’Aiea a Vienna, in Austria. Lo riporta Al Jazeera. 

Usa annunciano nuove sanzioni contro il contrabbando di petrolio di Teheran

Gli Stati Uniti annunciano nuove sanzioni contro “una rete sofisticata che ha contrabbandato gas di petrolio liquefatto iraniano per un valore di centinaia di milioni di dollari verso i mercati dell’Asia meridionale e orientale”. Questa rete, afferma il dipartimento di Stato in una nota, si è avvalsa di “società di facciata” negli Emirati Arabi Uniti e in Cina, nonché della “flotta ombra” di navi iraniane, per occultare la provenienza del carburante e aggirare le sanzioni statunitensi. Washington annuncia inoltre sanzioni contro una società di cambio valuta iraniana che “collabora con altri soggetti per agevolare transazioni finanziarie illecite dell’Iran per miliardi di dollari”. 

Libano, Tajani: "L'Onu ha ignorato più volte gli allarmi Unifil"

Sull’Unifil “sono stati commessi anche degli errori, perché i militari italiani per più volte hanno inviato rapporti alle Nazioni Unite a New York dicendo quello che stava facendo Hezbollah”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo al 55esimo Convegno dei Giovani Imprenditori in corso a Rapallo. “È rimasto lettera morta il messaggio italiano che dicevano ‘attenzione , si stanno armando, stanno facendo i tunnel’”, ha aggiunto Tajani.

“Noi però, se crediamo che Hezbollah debba essere disarmato, che è l’unica cosa giusta da fare, dobbiamo rinforzare l’esercito libanese”, ha continuato il titolare della Farnesina. “Noi possiamo partecipare a questa formazione con numeri superiori a quelli che abbiamo oggi, e siamo pronti a fare la nostra parte. In Libano credo che l’Italia da sola possa giocare un ruolo da protagonista”, ha concluso. 

Tajani: "Italia è media potenza, può essere protagonista in azioni di pace"

“Noi possiamo essere portatori di pace e svolgere insieme all’Unione europea un ruolo. L’Italia è una media potenza, ma non siamo Stati Uniti, Cina o Russia. Possiamo però essere all’interno dell’Unione europea protagonisti di alcune azioni a favore della pace”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo al 55esimo Convegno dei Giovani Imprenditori in corso a Rapallo. “Non abbiamo sostenuto la guerra in Iran. Abbiamo dato disponibilità allo sminamento di Hormuz, cioè a partecipare ad una missione militare internazionale sotto l’egida dell’Onu, dell’Unione europea o di qualche altro accordo internazionale, per garantire la libertà di navigazione, cosa che stiamo già facendo con la missione Aspides nel Mar Rosso”, ha aggiunto il ministro.

Centcom smentisce Teheran: "Nessuno sparo contro navi Usa"

“Le forze iraniane non hanno attaccato né aperto il fuoco contro navi da guerra della Marina degli Stati Uniti”. È quanto scrive in un post sul social X il Comando centrale degli Stati Uniti, o Centcom. “Una simile azione costituirebbe una grave violazione del cessate il fuoco”, si legge nel post, “le forze statunitensi continuano a operare liberamente nelle acque regionali, applicando nel contempo con rigore il blocco in corso contro l’Iran”. 

Inviati di Iran, Cina e Russia incontrano il capo dell'Aiea

Oggi a Ginevra, gli ambasciatori di Iran, Cina e Russia presso l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) hanno tenuto un incontro congiunto con il direttore generale Rafael Grossi, per discutere l’ordine del giorno della prossima riunione del Consiglio dei Governatori dell’agenzia. Secondo l’agenzia di stampa statale iraniana Mehr, i rappresentanti Reza Najafi (Iran), Li Song (Cina) e Mikhail Ulyanov (Russia) hanno esaminato le questioni che si prevede saranno sollevate durante la sessione del consiglio. 

Libano, Aoun: "Iran ci usa come merce di scambio, è inaccettabile"
Beirut - Joseph Aoun passa in rassegna la guardia d'onore prima di prestare giuramento come nuovo presidente

La Guardie rivoluzionarie iraniane “stanno usando il Libano come merce di scambio nei negoziati con gli Stati Uniti. È inaccettabile”. È quanto ha affermato il presidente libanese Joseph Aoun in un’intervista alla Cnn. Rivolgendosi all’Iran, ha aggiunto: “Non state cercando di aiutarci… il popolo libanese sta pagando il prezzo… per il bene dei vostri interessi”. “I nostri interessi… non coincidono con i vostri. Non è il vostro Paese, è il nostro Paese”, ha concluso. 

Berlino sconsiglia viaggi in Kuwait e Bahrein, rischio escalation

Il ministero degli Esteri tedesco ha emesso un avviso di viaggio per il Kuwait e sconsiglia vivamente i viaggi in Bahrein. “La situazione della sicurezza nella regione rimane estremamente instabile; non si può escludere un’ulteriore escalation della situazione della sicurezza, comprese significative restrizioni al traffico aereo”, ha dichiarato il ministero citando gli attacchi aerei iraniani del 3 giugno, che hanno colpito una base militare statunitense in Bahrein e danneggiato l’aeroporto internazionale del Kuwait.

Media pasdaran: "Nessun trasferimento concordato per uranio arricchito"

Una fonte vicina al team negoziale iraniano ha respinto la notizia secondo cui Teheran avrebbe accettato di trasferire parte delle sue scorte di uranio arricchito in un paese terzo, definendola inesatta. La fonte ha dichiarato all’agenzia di stampa Fars che non è stato raggiunto alcun accordo sul trasferimento all’estero di alcuna parte delle scorte di uranio arricchito dell’Iran. In precedenza Al Arabiya aveva riferito che l’Iran aveva informato il Pakistan di essere pronto a trasferire parte delle sue scorte di uranio a un paese terzo. La fonte che ha parlato all’agenzia Fars ha definito la notizia come falsa

Teheran: "Marina ha costretto navi Usa a lasciare il Golfo di Oman"

La Marina dell’esercito iraniano, “lanciando missili e droni di avvertimento, ha costetto i cacciatorpediniere e le portaerei americane a fuggire dal Golfo di Oman verso l’Oceano Indiano”. Lo scrive l’agenzia semiufficiale iraniana Tasnim, legata ai Pasdaran.

Tajani: "Solidarietà al Kuwait, attacchi totalmente inaccettabili"
Flotilla

A margine di un incontro con i giornalisti ad Aosta, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha condannato con fermezza l’ultimo attacco all’aeroporto internazionale di Kuwait City, esprimendo vicinanza a tutte le vittime e alle loro famiglie.

“Questi attacchi sono totalmente inaccettabili e vanno contro ogni tentativo di pacificazione e stabilizzazione della regione. È indispensabile evitare ogni ulteriore escalation. Rivolgo un appello all’Iran affinché scelga la strada del dialogo e del negoziato. Solo attraverso la de-escalation, nel pieno rispetto della sovranità degli Stati e del diritto internazionale, sarà possibile costruire una pace duratura”, ha dichiarato il ministro Tajani. Il titolare della Farnesina ha ribadito la piena solidarietà dell’Italia e la vicinanza del Governo italiano alla leadership e al popolo kuwaitiano. “L’Italia è pronta a contribuire alla sicurezza della regione del Golfo, ma insisto: la pace puó essere raggiunta solo attraverso il negoziato, bisogna tornare alla politica”, ha concluso.

Beirut, 7 morti in attacchi israeliani nella notte su Tiro

 Almeno sette persone sono morte negli attacchi israeliani su Tiro, nel sud del Libano, avvenuti durante la notte. Lo riferiscono fonti della protezione civile di Beirut, secondo cui un attacco a un edificio vicino all’ospedale Jabal Amel ha provocato quattro morti e sette feriti. Un altro attacco ha causato tre morti e cinque feriti, tra cui due bambini. 

Cnn: Israele ha schierato truppe in Azerbaigian durante guerra

Durante la guerra con l’Iran, Israele ha segretamente dispiegato unità militari e di intelligence d’élite in Azerbaigian, nell’ambito di una rete di siti clandestini in tutto il Medioriente, per facilitare le operazioni contro Teheran. Lo riferisce la Cnn, citando quattro fonti a conoscenza dei fatti. Secondo due fonti, le forze operavano da diverse località nell’Azerbaigian meridionale, adiacenti al confine settentrionale con l’Iran e, nel punto più vicino, a soli 96 chilometri circa dalla città iraniana di Tabriz, che Israele aveva colpito durante la guerra. Secondo le altre due fonti, unità speciali di commando sono state dispiegate nella zona e hanno condotto missioni di raccolta informazioni e operazioni con droni, fornendo a Israele un punto strategico privilegiato per sorvegliare il nord dell’Iran durante la guerra. Secondo una delle fonti, l’operazione in Azerbaigian ha coinvolto diverse decine di soldati, tra cui membri delle forze speciali israeliane, delle forze d’élite di elisoccorso e soccorso e personale del Mossad. “Respingiamo fermamente le accuse infondate riguardanti il presunto utilizzo del territorio azero per operazioni contro paesi terzi”, ha commentato alla Cnn un portavoce dell’ambasciata azera negli Stati Uniti. 

Istat: "Durata conflitto elemento chiave per risultati previsioni"

“In un quadro internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche, i risultati delle previsioni sono più che mai condizionati dalle assunzioni di base. Un elemento chiave è rappresentato dalla durata del conflitto. È stato realizzato un esercizio di simulazione con il modello dell’Istat MeMo-it per valutare come scenario alternativo le conseguenze sull’economia italiana del prolungarsi del conflitto tra Iran e Stati Uniti”. È l’avvertenza che l’Istat fornisce nelle ‘Prospettive per l’economia italiana nel 2026-2027’. 

Teheran: "Germania esclusa da Consiglio sicurezza perché complice Israele"

 “Il fatto che la Germania non sia riuscita ad aggiudicarsi un seggio non permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu — per la prima volta da decenni — rappresenta un duro rimprovero da parte della comunità internazionale. Ciò riflette la crescente indignazione globale nei confronti della posizione irresponsabile, ipocrita e complice dell’establishment al potere in Germania riguardo al genocidio a Gaza e all’aggressione militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran”. Lo ha scritto in un post su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. “La Germania, uno dei maggiori fornitori di armi letali a Israele, ha costantemente giustificato il genocidio dei palestinesi. E quando il regime israeliano ha lanciato la sua aggressione contro l’Iran, Berlino si è rifiutata di condannarla; al contrario, l’ha spudoratamente descritta come ‘un lavoro sporco che Israele sta facendo per tutti noi’”, ha scritto ancora Baghaei, aggiungendo che “il mondo sta cambiando. Le nazioni non giudicano più i governi in base alla loro retorica altisonante sul diritto internazionale, ma in base al loro comportamento effettivo. Coloro che scelgono di ignorare questo cambiamento pagheranno inevitabilmente un pesante prezzo diplomatico”. 

Aiea: "Non siamo in grado di verificare scorte uranio di Teheran"

L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) non è stata in grado di ispezionare gli impianti nucleari iraniani colpiti dalla guerra dello scorso giugno. E’ quanto si legge in un rapporto riservato dell’agenzia distribuito agli Stati membri e visionato da Associated Press. L’Aiea ha riferito di non poter “fornire alcuna informazione sulle attuali dimensioni, composizione o ubicazione delle scorte di uranio arricchito in Iran, né stabilire se l’Iran abbia sospeso tutte le attività legate all’arricchimento”. L’agenzia ha avvertito di essere “impossibilitata ad adempiere alle proprie responsabilità di salvaguardia” previste dall’Accordo di Salvaguardia del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (Tnp), aggiungendo che è “indispensabile e urgente” che Teheran rispetti gli obblighi previsti da tale trattato.   L’unico impianto nucleare iraniano ispezionato dagli ispettori dell’Aiea dall’ultimo report di febbraio è stata la centrale nucleare di Bushehr, visitata dall’1 al 3 giugno. Il reattore attualmente operativo a Bushehr utilizza uranio proveniente dalla Russia arricchito al 4,5%, un livello basso necessario per la produzione di energia in impianti di questo tipo. Secondo l’agenzia, l’Iran possiede una scorta di 440,9 chilogrammi di uranio arricchito fino al 60% di purezza, un livello che si trova a breve distanza tecnica dal 90% necessario per uso militare. Tale quantità, ha avvertito il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, in una recente intervista ad Associated Press, potrebbe consentire all’Iran di costruire fino a 10 bombe nucleari, qualora decidesse di militarizzare il proprio programma nucleare. Grossi ha tuttavia precisato che ciò non significa che Teheran disponga effettivamente di tali armi. Secondo le linee guida dell’agenzia, materiale nucleare con un livello di arricchimento così elevato dovrebbe normalmente essere verificato ogni mese. Il rapporto afferma che Grossi ha ribadito il suo “pieno sostegno ai negoziati in corso finalizzati a trovare una soluzione reciprocamente accettabile alle questioni relative al programma nucleare iraniano” e la sua “disponibilità a sostenere un eventuale accordo”. 

Lavrov: "Usa non sanno come uscire dalla guerra"

Gli Stati Uniti sono a disagio con la situazione con l’Iran e non sanno come uscirne, nonostante inizialmente avessero tentato “una mossa audace”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in un’intervista a Izvestia, ripresa dalla Tass. “Il presidente Donald Trump a un certo punto ha detto: ‘Distruggeremo l’Iran come civiltà’. È una mossa piuttosto audace. Nessuno ha dubbi sul fatto che questo obiettivo sia irraggiungibile”, ha affermato. “E non c’è da stupirsi che gli Stati Uniti, a giudicare dalle loro dichiarazioni e dalle loro azioni, comprendano chiaramente questa situazione, ne siano a disagio e non sappiano come uscirne”, ha sottolineato Lavrov. 

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