Iran, Trump valuta nuove iniziative militari dopo la risposta di Teheran alla proposta Usa – La diretta

Iran, Trump valuta nuove iniziative militari dopo la risposta di Teheran alla proposta Usa – La diretta
(AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)

Libano 6 morti e 7 feriti in raid Idf. Ucciso comandante Hezbollah. Pentagono: “Guerra costata finora 29 miliardi di dollari”

Il presidente americano Donald Trump sarebbe sempre più irritato dall’atteggiamento dell’Iran nei negoziati sul nucleare e starebbe valutando con maggiore attenzione, rispetto alle scorse settimane, l’ipotesi di nuove operazioni militari. È quanto riferiscono fonti vicine ai colloqui, secondo cui il tycoon avrebbe manifestato forte insofferenza per la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz e per le divisioni interne alla leadership iraniana, considerate un ostacolo a concessioni concrete da parte di Teheran. Lo riporta la Cnn. L’ultima risposta iraniana ai colloqui è stata definita da Trump “totalmente inaccettabile” e “stupida”, alimentando tra diversi funzionari americani il dubbio che la Repubblica islamica sia realmente intenzionata a negoziare seriamente. Secondo alcune fonti, all’interno dell’amministrazione americana si starebbero confrontando diverse linee strategiche. Una parte, sostenuta anche da alcuni esponenti del Pentagono, spinge per una linea più dura, con possibili attacchi mirati finalizzati a indebolire ulteriormente Teheran e costringerla a tornare al tavolo delle trattative in modo più conciliante. Altri funzionari, invece, continuano a ritenere necessario lasciare spazio alla diplomazia.

Guerra in Iran – La diretta
Inizio diretta: 12/05/26 07:08
Fine diretta: 13/05/26 00:00
Teheran: "Pasdaran in Kuwait per guasto a sistema navigazione"

Il ministero degli Esteri iraniano ha negato l’accusa del Kuwait secondo cui quattro uomini legati alle Guardie Rivoluzionarie stessero pianificando “atti ostili”, affermando che erano entrati nelle acque territoriali kuwaitiane durante una pattuglia navale di routine a causa di un guasto al sistema di navigazione. Il ministero ha esortato le autorità kuwaitiane a “evitare commenti affrettati e affermazioni infondate” e a seguire la questione attraverso i canali ufficiali. Ha inoltre chiesto il rilascio dei quattro agenti detenuti. Lo riporta Iran International. 

Usa valutano di rinominare guerra 'Operazione Martello'

Secondo quanto riporta Nbc News, che cita due funzionari statunitensi, l’esercito americano starebbe valutando la possibilità di rinominare la guerra con l’Iran ‘Operazione Martello’ qualora il cessate il fuoco dovesse fallire e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump decidesse di riprendere le operazioni militari su larga scala. Qualsiasi nuova operazione militare contro l’Iran verrebbe condotta con un nuovo nome e una nuova denominazione, ha aggiunto un funzionario della Casa Bianca a conoscenza delle discussioni. Dal punto di vista dell’amministrazione, il nuovo nome dell’operazione farebbe di fatto ripartire il conto alla rovescia di 60 giorni necessario per ottenere l’autorizzazione del Congresso per dichiarare guerra. 

Trump: "Fake news su supremazia militare Teheran sono tradimento"

“Quando le fake news affermano che il nemico iraniano sta avendo la meglio su di noi dal punto di vista militare, si tratta praticamente di tradimento, in quanto si tratta di un’affermazione falsa e persino assurda. Stanno aiutando e favorendo il nemico!”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth. “Tutto ciò non fa altro che dare all’Iran false speranze quando non dovrebbero essercene”, aggiunge, “questi sono codardi americani che tifano contro il nostro Paese. L’Iran aveva 159 navi nella sua Marina: ogni singola nave giace ora sul fondo del mare. Non hanno più una Marina, la loro Aviazione è andata, tutta la tecnologia è andata, i loro ‘leader’ non sono più tra noi e il Paese è un disastro economico. Solo perdenti, ingrati e sciocchi sono in grado di argomentare contro l’America!”. 

Zuppi: "Papa Leone dice quello che Trump non vorrebbe sentire"

“Le cose che dice il Papa non sono quelle che Trump vorrebbe sentire. Il Papa fa il Papa e continuerà a dire che la guerra non deve essere usata come modo per risolvere i conflitti e che non c’è alcuna giustificazione in assoluto per la guerra, tantomeno spirituale o religiosa. Dire ‘Non vuole il disarmo dell’Iran’ sono attribuzioni che niente hanno a che vedere con la chiarezza di Papa Leone che, con mitezza ma anche molta forza, continua a dire che bisogna risolvere i conflitti col dialogo”. Così il presidente della Cei, cardinale Matteo Maria Zuppi, a Otto e mezzo su La7. “Dispiacciono gli attacchi. Speriamo che anche gli incontri avvenuti chiariscano e riportino un legame evidente e storico con gli Usa. Non scalfiscono la scelta del Papa, che continua a indicare la via della pace e del disarmo, i luoghi del dialogo”, conclude Zuppi.

Trump: "Linee rosse su cessate il fuoco? Ci penseremo in volo verso Cina"

Alla domanda di una giornalista riguardo all’esistenza di una “linea rossa” che porrebbe fine al cessate il fuoco con l’Iran, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha risposto: “Beh, vedremo, e ci penseremo durante il volo (per la Cina, dr) e ci penseremo ancora per un po’”. Ha poi ribadito la sua affermazione secondo cui gli Stati Uniti hanno sconfitto l’esercito iraniano “in modo schiacciante”, aggiungendo che il blocco dei porti iraniani è stato “efficace al 100%”. “In un modo o nell’altro, andrà tutto per il meglio”, ha aggiunto prima della sua partenza da Washington.

Trump: "Cina? Non abbiamo bisogno di aiuto con Teheran"

Al presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato chiesto se ritiene che il presidente cinese Xi Jinping, che incontrerà nei prossimi giorni in Cina, sarà in grado di fornire aiuto nei confronti dell’Iran. “No, non credo che abbiamo bisogno di aiuto con l’Iran. Vinceremo in un modo o nell’altro. Vinceremo pacificamente o in altro modo”, ha risposto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca. “La loro marina è sparita, la loro aviazione è sparita, ogni singolo elemento della loro macchina da guerra è sparito”, ha aggiunto.

Libano, Hezbollah: "Governo si ritiri da colloqui diretti con Israele"

Il leader di Hezbollah Naim Qassem ha invitato il governo libanese a ritirarsi dai colloqui diretti con Israele, definendoli una concessione e sollecitando “negoziati indiretti”. Il Libano e Israele hanno in programma di tenere due giorni di colloqui a Washington, negli Stati Uniti, a partire da giovedì nel tentativo di porre fine agli ultimi scontri scoppiati due mesi fa, in seguito alla guerra con l’Iran, e di discutere il futuro delle relazioni tra le due parti che sono in guerra da quando Israele è stato creato nel 1948. Qassem ha affermato in una lettera indirizzata ai funzionari del gruppo sciita che i negoziati diretti avvantaggiano Israele e che si tratta di “concessioni da parte delle autorità libanesi”. Ha aggiunto che il governo libanese dovrebbe invece ricorrere a negoziati indiretti con Israele, come negli anni precedenti, ad esempio quando fu raggiunto un cessate il fuoco nel novembre 2024. 

Telefonata ministri Esteri Pakistan-Cina

Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar e il suo omologo cinese Wang Yi hanno discusso in una telefonata degli sviluppi regionali e degli sforzi di Islamabad per mediare una soluzione al conflitto con l’Iran. Lo ha riferito il ministero degli Esteri pakistano. “Entrambe le parti hanno sottolineato l’importanza di proseguire con un cessate il fuoco duraturo e di garantire il normale passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz”, ha affermato il ministero in un comunicato stampa. La telefonata è giunta in vista dei colloqui previsti a Pechino nel corso di questa settimana tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping.

Manifestante contro la guerra interrompe Hegseth al Senato

Mentre il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth iniziava il suo discorso di apertura al Senato, una donna si è alzata e ha gridato: “Sono un’iraniana-americana e sono contraria a questa guerra di aggressione”. Nel giro di pochi istanti, è stata allontanata dalla sala delle udienze dagli agenti della polizia del Campidoglio, ma ha continuato a dichiarare la sua opposizione alla guerra con l’Iran. Nell’ultima fila della sala delle udienze del Senato erano seduti alcuni manifestanti contro la guerra con indosso magliette rosa, ma sono rimasti in silenzio. Diversi di loro si sono alzati e se ne sono andati mentre Hegseth stava parlando. 

Trump: "Teheran smetterà di arricchire uranio, si fermeranno al 100%"

 Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di essere fiducioso che l’Iran smetterà di arricchire l’uranio e abbandonerà qualsiasi tentativo di costruire un’arma nucleare. “Si fermeranno al 100%”, ha detto durante un’intervista al programma ‘Sid and Friends in the Morning’ dell’emittente Wabc, quando gli è stato chiesto se credeva che si potesse impedire all’Iran di arricchire l’uranio e sviluppare una bomba. Trump ha aggiunto di aver avuto contatti diretti con funzionari iraniani durante i colloqui. “Ho a che fare con loro”, ha assicurato, “e hanno detto che riceveremo la polvere. Io la chiamo polvere nucleare perché è appropriato. E la riceveremo”. 

Libano, Kallas: "Valutiamo missione Ue dopo Unifil"

“Quando il mandato dell’Unifil terminerà, sarà necessario bisognerà trovera una sostituzione. I ministri discutono di come si potrà realizzare. Stiamo attualmente valutando una nuova missione dell’Ue per contribuire a rafforzare il controllo statale in Libano. Più rafforziamo l’esercito libanese, più indeboliamo Hezbollah”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Consiglio Difesa.

Hezbollah conferma morte comandante militare in attacco a Beirut

Hezbollah ha confermato che uno dei suoi comandanti militari è stato ucciso in un attacco aereo vicino a Beirut la scorsa settimana. Il gruppo ha diffuso una foto di Ahmed Ghaleb Balout descrivendolo come un comandante che ha trascorso gran parte della sua vita sul campo di battaglia. Balout è stato ucciso il 6 maggio in un attacco aereo di Israele su un sobborgo a sud di Beirut. È stato il primo attacco aereo nei pressi di Beirut da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco. 

Media, Teheran presenta reclamo contro Usa a Corte arbitrale Aia

 L’Iran ha presentato un reclamo contro gli Stati Uniti presso la Corte arbitrale dell’Aia, nei Paesi Bassi, per gli attacchi militari contro i suoi impianti nucleari, le sanzioni economiche e quelle che ha definito minacce di ricorso alla forza. Lo ha riportato l’agenzia di stampa iraniana Tasnim.

Kallas: "Su Hormuz sosteniamo soluzione diplomatica, chiusura insostenibile"

 “Lo Stretto di Hormuz si trova in una zona grigia tra guerra e pace. Sosteniamo tutte le iniziative diplomatiche volte a trovare una via d’uscita e a prevenire un’ulteriore escalation. La chiusura della rotta marittima più importante del mondo è insostenibile”. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Consiglio Difesa. “Le operazioni navali dell’Ue nella regione – aggiunge – possono svolgere un ruolo vitale nel ripristinare i flussi energetici e commerciali. L’operazione Aspides contribuisce già in modo cruciale alla protezione della navigazione nel Mar Rosso, ma le sue attività potrebbero essere estese anche allo stretto. È sufficiente modificare il piano operativo, poiché il mandato lo consente già. Naturalmente, questo avverrà quando le condizioni saranno favorevoli. E di questo discuteremo a breve, nella telefonata della Coalizione dei volenterosi ospitata da Regno Unito e Francia”. 

Media, petroliera Qatar attraversa Stretto Hormuz

“Una petroliera del Qatar, la Mihzem, ha attraversato con successo lo Stretto di Hormuz, nonostante inizialmente fosse stato riferito che fosse stata respinta dall’Iran”. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasnim.

Hegseth: "Abbiamo piano B per escalation se necessario"

Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, durante un’audizione al Congresso, rispondendo alla deputata democratica Betty McCollum che gli aveva chiesto se l’amministrazione abbia un “piano B” per ridimensionare le operazioni in Iran, ha risposto: “Abbiamo un piano per un’escalation se necessario. Abbiamo un piano per ridimensionarla se necessario. Abbiamo un piano per spostare le risorse”.

Pentagono: "Guerra costata finora 29 mld dollari"

Il dipartimento Usa della Difesa ritiene che ora il costo dell’operazione ‘Epic Fury’ in Iran sia “più vicino ai 29 miliardi di dollari”. Lo ha dichiarato Jules Hurst, supervisore dei conti del Pentagono, parlando al Congresso. La stima del costo della guerra è salita rispetto a quella di 25 miliardi di dollari che aveva precedentemente fornito al Parlamento circa 2 settimane fa “a causa dell’aggiornamento dei costi di riparazione e sostituzione delle attrezzature… e anche semplicemente dei costi operativi generali”. 

In Bahrein oltre 20 condanne per presunti legami con Teheran

In Bahrein oltre 20 persone sono state condannate a pene detentive per accuse di spionaggio e cospirazione con i Guardiani della rivoluzione iraniani. Lo hanno riferito i procuratori del Paese, precisando che sono stati inflitti 3 ergastoli, mentre altri hanno ricevuto condanne più brevi. Dall’inizio della guerra il Bahrein, Paese insulare governato da una monarchia musulmana sunnita con una popolazione a maggioranza sciita, ha condannato decine di persone con accuse legate all’Iran. I pubblici ministeri e il ministero dell’Interno hanno affermato che l’Iran mantiene cellule che svolgono attività di spionaggio e aiutano a identificare obiettivi sul territorio. I gruppi per i diritti umani sostengono che il Paese abbia intensificato la repressione nei confronti dei dissidenti durante la guerra, così come nei confronti degli sciiti. 

Premier Qatar: "Questioni vanno risolte con diplomazia"

Le questioni con l’Iran dovrebbero essere risolte con la diplomazia. Lo ha dichiarato il premier del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, parlando in conferenza stampa con il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan. Lo riporta Al-Jazeera, ricordando che Al-Thani ha recentemente avuto colloqui con alti funzionari Usa, tra cui il vice presidente JD Vance, per discutere delle ripercussioni della guerra in tutto il Golfo e in Medioriente in generale.

Idf, intercettato drone da est, forse lanciato da Houthi

 Le Forze di Difesa Israeliane affermano che un drone “decollato da est” è stato intercettato dall’aeronautica israeliana poco fa vicino alla città più meridionale di Eilat. Si sospetta che il drone sia stato lanciato dallo Yemen, sebbene le Forze di Difesa Israeliane stiano ancora indagando sulla sua origine. Lo riporta il Times of Israel. Non è suonata alcuna sirena, “secondo il protocollo”, affermano i militari. 

Tajani: "Linea rossa per noi è arma nucleare a Teheran"

“La linea rossa, anche per noi, è l’impossibilità per l’Iran di costruire l’arma nucleare”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a margine della ministeriale del gruppo ‘Amici dei Balcani occidentali’ a Bratislava. “Vogliamo che si raggiunga quanto prima una pace stabile e siamo pronti a fare la nostra parte per garnaitre navigazione a Hormuz – ha aggiunto – bisogna che ci sia un accordo definitivo ma il tempo non sembra volgere al bello”. “Mi pare che ci siano ancora tensioni, però speriamo che invece possa prevalere la linea del buonsenso”, ha concluso Tajani. 

Libano, Hezbollah: "Disarmo non è oggetto negoziati con Israele"

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato che l’arsenale del gruppo libanese non è oggetto dei negoziati con Israele e costituisce una questione interna del Libano. Lo riporta Al-Jazeera. “Nessuno al di fuori del Libano ha voce in capitolo sulle armi, sulla resistenza o sull’organizzazione degli affari interni del Libano”, ha affermato Qassem in un discorso, aggiungendo che “si tratta di una questione interna libanese che non rientra nei negoziati con il nemico”. “Non abbandoneremo il campo. Lo trasformeremo in un inferno per Israele”, ha detto Qassem, aggiungendo che Hezbollah collaborerà con il governo per raggiungere cinque obiettivi: la sovranità libanese attraverso la cessazione dell’aggressione israeliana, il ritiro dell’esercito israeliano dai territori occupati, il rilascio dei prigionieri, il ritorno della popolazione nel sud del Libano e la ricostruzione”. “Una volta raggiunti i 5 punti, il Libano organizzerà i propri affari interni con una strategia di sicurezza nazionale, sfruttando i propri punti di forza, compresa la resistenza”, ha concluso.

Usa: Israele ha inviato in Emirati batterie Iron Dome e personale per gestirle

 Israele ha inviato negli Emirati Arabi Uniti batterie del sistema antimissile Iron Dome e personale addetto al loro funzionamento per difendere il Paese. Lo ha dichiarato oggi l’ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, parlando sul palco durante un evento a Tel Aviv. “Vorrei esprimere un ringraziamento agli Emirati Arabi Uniti, il primo membro dell’Accordo di Abramo”, ha detto Huckabee alla Conferenza di Tel Aviv. “Basta guardare i benefici. Israele ha appena inviato loro batterie Iron Dome e personale per aiutarli a gestirle”, ha aggiunto. Gli Emirati Arabi Uniti, federazione di 7 emirati della penisola arabica, hanno riconosciuto diplomaticamente Israele nel 2020.  Le dichiarazioni di Mike Huckabee sottolineano il rafforzamento delle relazioni in campo militare tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, Paesi da tempo diffidenti nei confronti dell’Iran, mentre nella guerra in Iran regna ancora un fragile cessate il fuoco. Lo Stretto di Hormuz rimane sotto il controllo di Teheran e i negoziati tra Stati Uniti e Iran sembrano per il momento in una fase di stallo, aumentando il rischio che il conflitto divampi nuovamente. Huckabee ha aggiunto di essere “molto ottimista” sul fatto che altri Paesi della regione aderiranno presto agli Accordi di Abramo, l’accordo di riconoscimento diplomatico del 2020 che includeva anche il regno arabo del Golfo del Bahrein, per instaurare relazioni formali con Israele. Molti Stati arabi, tuttavia, rimangono indignati dalle campagne militari su vasta scala di Israele dopo l’attacco di Hamas del 2023 al Paese, che ha visto la Striscia di Gaza rasa al suolo e alleati dell’Iran attaccati in tutto il Medioriente. Israele ora controlla anche territori in Libano e Siria. “Gli Stati del Golfo hanno ora capito che dovranno fare una scelta: è più probabile che vengano attaccati dall’Iran o da Israele?”, ha chiesto Huckabee. “Vedono che Israele ci ha aiutato e che l’Iran ci ha attaccato. Israele non sta cercando di conquistare la vostra terra e non vi sta lanciando missili”, ha affermato.

Kallas: "Disposti a organizzare missione Ue al posto di Unifil"

“La missione Unifil si concluderà quest’anno e gli europei si sono mostrati disposti a organizzare un’altra missione per fornire un aiuto concreto alle forze armate libanesi”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al Consiglio Difesa. “Naturalmente, li stiamo già aiutando” ma bisogna capire “se ci sia la volontà di organizzare una missione europea completamente nuova che subentri all’Unifil”, aggiunge. 

Teheran: "In caso di nuovo attacco, opzione arricchimento uranio al 90%"

 “Una delle opzioni dell’Iran in caso di un altro attacco potrebbe essere l’arricchimento al 90%. Ne discuteremo in Parlamento”. Lo scrive su X il parlamentare iraniano Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera.

Petrolio, prezzi in rialzo: Brent a quasi 105 dollari al barile

Prezzo del petrolio in salita in scia alle notizie sul conflitto Usa-Iran con le parole del presidente Donald Trump sulla ‘tregua appesa a un filo’. La quotazione del Brent si attesta a 104,81 dollari al barile, in aumento dello 0,59%. Il Wti è a 98,89 dollari al barile, in rialzo dello 0,87%. 

Tajani: "Cina può svolgere ruolo fondamentale per accordo"

“Due settimane fa, ho chiesto ai cinesi di svolgere un ruolo positivo per il cessate il fuoco e per proteggere il Paesi del Golfo. La posizione cinese non è uguale alla nostra a proposito dell’Iran, però credo che la Cina potrebbe svolgere un ruolo fondamentale e convincere l’Iran a raggiungere un accordo. Tutti dovrebbero essere stanchi della guerra, ma c’è una linea rossa invalicabile, che è l’arma atomica iraniana. Una volta per tutte, l’Iran deve accettare di non costruire l’arma atomica”. Così il ministro degli esteri Antonio Tajani in una intervista a ‘Il Messaggero’.

Trump nomina ex membro dei Navy Seal a guida Protezione civile

Donald Trump ha scelto Cameron Hamilton, ex membro dei Navy Seal, come nuovo responsabile della Federal Emergency Management Agency (Fema), l’agenzia federale americana che si occupa della gestione delle emergenze e della protezione civile. Hamilton aveva già ricoperto temporaneamente l’incarico di direttore ad interim, ma era stato rimosso dopo aver dichiarato davanti al Congresso che la Fema non avrebbe dovuto essere smantellata, ipotesi presa in considerazione da Trump e dalla segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem all’inizio del secondo mandato del presidente repubblicano. Hamilton sarebbe il principale consigliere di Trump e del Segretario alla Sicurezza Interna Markwayne Mullin in materia di gestione delle emergenze e il primo amministratore permanente della FEMA nel secondo mandato di Trump. L’agenzia ha avuto tre direttori ad interim , incluso il breve incarico di Hamilton da gennaio a maggio 2025.La nomina è destinata con ogni probabilità a suscitare critiche e opposizioni da parte dei democratici.Durante i dieci anni trascorsi nei Navy Seal ha preso parte a quattro missioni all’estero nell’ambito di operazioni contro il terrorismo. Nel 2024 aveva inoltre tentato, senza successo, la corsa per un seggio al Congresso in Virginia.Dallo scorso anno ricopre il ruolo di vicepresidente della Longview International Technology Solutions, azienda che supporta le agenzie governative di Florida e Texas nella gestione delle catastrofi naturali e delle emergenze. 

Bombardiere strategico Usa B-1B vola verso Medioriente

Un bombardiere strategico B-1B Lancer dell’aeronautica militare statunitense ha effettuato un volo operativo verso il Medio Oriente. Lo ha reso noto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), secondo quanto riferito oggi dall’agenzia russa Interfax. Il Centcom ha spiegato che la missione di addestramento si è svolta il 9 maggio, senza però indicare da quale base sia decollato il velivolo. Secondo la Military Air Tracking Alliance (Mata), i bombardieri strategici americani B-1B Lancer e B-52H Stratofortress schierati nella base aerea di Fairford, nel Regno Unito, stanno effettuando quasi ogni giorno missioni di addestramento dirette verso il Medio Oriente. Le operazioni avrebbero una durata media compresa tra le nove e le dieci ore. Attualmente nella base britannica sarebbero presenti 23 bombardieri pesanti statunitensi: 15 B-1B Lancer e otto B-52H Stratofortress. Ciascun velivolo può essere equipaggiato con 24 bombe guidate JDAM da circa 900 chilogrammi, con raggio operativo fino a 20 chilometri, oppure con 12 missili da crociera JASSM, capaci di colpire bersagli a circa 300 chilometri di distanza. Secondo quanto riportato, tali armamenti sarebbero stati impiegati nelle operazioni militari statunitensi contro obiettivi considerati strategici in Iran, in particolare siti fortificati destinati al dispiegamento, allo stoccaggio e alla produzione di missili balistici. 

Libano: 6 morti e 7 feriti in raid israeliano nel sud

 Sei persone sono morte e altre sette sono rimaste ferite in un bombardamento aereo israeliano che ha colpito la località di Kfar Dunin, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Agence Nationale d’Information (ANI).Secondo quanto riportato dall’ANI, “aerei da guerra nemici hanno colpito una casa abitata nella notte, provocando sei vittime e sette feriti”, trasportati negli ospedali della città costiera di Tiro.Nel frattempo, l’esercito israeliano ha diffuso sui social un avviso rivolto ai residenti della cittadina di Sohmor, nella Valle della Beqaa, invitandoli a evacuare l’area in vista di possibili attacchi. 

Iran, Cnn: Trump valuta nuove operazioni militari

Nel frattempo cresce anche il malcontento nei confronti del ruolo del Pakistan come mediatore. Diversi collaboratori di Trump ritengono infatti che Islamabad non stia trasmettendo con sufficiente fermezza il livello di frustrazione del presidente americano nei confronti dell’Iran. Alcuni funzionari sospettano inoltre che il Pakistan presenti a Washington una lettura più ottimistica delle posizioni iraniane rispetto alla situazione reale.Un funzionario regionale ha riferito che diversi Paesi dell’area, compreso il Pakistan, avrebbero intensificato le pressioni diplomatiche su Teheran per chiarire che questa potrebbe rappresentare “l’ultima occasione” per impegnarsi seriamente nei negoziati con gli Stati Uniti. Secondo la stessa fonte, tuttavia, l’Iran non starebbe prendendo sul serio gli avvertimenti ricevuti.La stessa fonte ha inoltre evidenziato come Washington e Teheran abbiano approcci e tempi negoziali profondamente differenti, sottolineando che la Repubblica islamica è abituata da decenni a convivere con forti pressioni economiche e sanzioni.Lunedì Trump ha riunito nuovamente il team per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca per esaminare le possibili opzioni. Secondo fonti vicine ai colloqui, difficilmente verranno prese decisioni definitive prima della partenza del presidente per la Cina, prevista per martedì pomeriggio. 

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