Iran, a Parigi il vertice su Hormuz presieduto da Macron: arrivati Starmer e Meloni

Iran, a Parigi il vertice su Hormuz presieduto da  Macron: arrivati Starmer e Meloni
(AP Photo/Michel Euler)

Oltre 30 paesi discutono di come superare il blocco dello Stretto

È prevista a partire dalle 14 la conferenza internazionale sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, che sarà co-presieduta dal presidente francese Emmanuel Macron e dal primo ministro del Regno Unito Keir Starmer. A Parigi si riuniranno presenzialmente all’Eliseo, oltre che Macron e Starmer, anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, mentre il resto dei partecipanti si collegherà in videoconferenza. Il vertice punta a portare avanti gli sforzi volti a riaprire lo Stretto di Hormuz, rotta petrolifera vitale colpita dalla guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La coalizione, che esclude gli Stati Uniti, è composta da Paesi non belligeranti e mira a garantire la sicurezza della navigazione una volta terminato il conflitto.

Nel canale transita un quinto del petrolio mondiale

Dopo l’inizio della guerra il 28 febbraio, l’Iran ha di fatto chiuso lo stretto canale attraverso il quale di solito transita un quinto del petrolio mondiale. L’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di un blocco americano di ritorsione dei porti iraniani ha aumentato ulteriormente il rischio economico. Macron ha affermato che la missione sarà strettamente difensiva e Starmer ha accusato l’Iran di tenere in ostaggio l’economia mondiale. Francia e Regno Unito hanno guidato anche riunioni di pianificazione militare, in un’eco dei cosiddetti Volenterosi per la sicurezza dell’Ucraina, ma gli esperti sostengono che il ruolo della coalizione potrebbe essere limitato.

Oltre 30 paesi per superare il blocco

L’elenco complessivo dei Paesi coinvolti non è stato diffuso. L’ufficio di Macron ha dichiarato che circa 30 paesi parteciperanno ai colloqui di venerdì, compresi alcuni del Medio Oriente e dell’Asia. Nelle ultime settimane più di 40 Paesi hanno preso parte a incontri diplomatici o militari guidati da Francia e Regno Unito, ma probabilmente saranno in pochi a impegnare risorse militari. L’ufficio di Macron ha affermato che i partecipanti contribuiranno “ciascuno secondo le proprie capacità”, sottolineando che le opzioni per garantire un passaggio sicuro attraverso lo stretto dipenderanno dalla situazione di sicurezza dopo un cessate il fuoco duraturo. “Ciò che conta è che gli operatori navali abbiano a disposizione tutti i mezzi necessari per essere certi che le loro navi non vengano colpite se attraversano lo stretto. Ciò potrebbe richiedere intelligence, capacità di sminamento, scorte militari, procedure di comunicazione con gli Stati costieri, ecc.”, ha affermato un funzionario, parlando in forma anonima in linea con le prassi abituali della presidenza francese. L’operazione è in parte una risposta a Trump, che ha rimproverato gli alleati per non essersi uniti alla guerra e ha affermato che riaprire lo stretto non è compito degli Stati Uniti. Il presidente ha definito gli alleati “codardi”, ha detto che la Nato “non c’era quando avevamo bisogno di loro” e ha detto alla Gran Bretagna: “Non avete nemmeno una marina militare”. 

Starmer accolto da Macron. Arrivata la premier Meloni

Il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer è arriva nel cortile del Palazzo dell’Eliseo, dove è stato accolto dal presidente francese Emmanuel Macron. Questo pomeriggio, i due copresiedono la conferenza che riunisce una trentina di paesi per istituire una missione volta a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.  La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata a Parigi per il vertice.

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