Iran, Trump: “Forze Usa in zona fino al pieno rispetto dell’accordo”. Hezbollah lancia razzi su Israele – La diretta

Iran, Trump: “Forze Usa in zona fino al pieno rispetto dell’accordo”. Hezbollah lancia razzi su Israele – La diretta
(AP Photo/Vahid Salemi)

Netanyahu annuncia negoziati diretti con il Libano ma chiarisce: “Non c’è cessate il fuoco”

A poco più di 24 ore dall’annuncio di una tregua di due settimane nel conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele, Donald Trump alza di nuovo i toni e sul suo social, Truth, scrive che le forze americane resteranno nei pressi di Teheran e nelle aree circostanti ” fino a quando il vero accordo raggiunto non sarà pienamente rispettato”.

Iran, Trump: “Forze Usa in zona fino al pieno rispetto dell’accordo”. Hezbollah lancia razzi su Israele – La diretta
L’ultimo post del presidente Usa su Truth. (Fonte: Truth, Donald Trump)

Nel frattempo, nonostante gli appelli della comunità internazionale, prosegue lo scambio di missili tra Israele ed Hezbollah dopo che Benjamin Netanyahu ha negato l’estensione del cessate il fuoco momentaneo anche al Libano.

In queste ore, il premier israeliano ha ribadito la sua posizione con un post su X: Tel Aviv “continuerà a colpire Hezbollah ovunque sia necessario”. Da Teheran però non si ammette replica: “Lo Stretto di Hormuz riaprirà solo se anche il Libano sarà incluso nella tregua“.

Guerra in Iran – La diretta
Inizio diretta: 09/04/26 07:00
Fine diretta: 09/04/26 23:30
Trump: "Teheran non faccia pagare pedaggi a petroliere in Stretto Hormuz"

“Ci sono notizie secondo cui l’Iran starebbe imponendo dei pedaggi alle petroliere che transitano nello Stretto di Hormuz. È meglio che non lo stiano facendo e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!”. LO scrive Donald Trump in un post su Truth.

Iran, Meloni sente Sharif: "Forte apprezzamento per impegno Pakistan"

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto questa sera una conversazione telefonica con il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. Meloni – viene spiegato – ha espresso “il forte apprezzamento dell’Italia per l’impegno del primo ministro Sharif e di tutto il governo del Pakistan che ha condotto ad un accordo per il cessate il fuoco tra Stati Uniti, Israele e Iran e ribadito il pieno sostegno ai negoziati che si svolgeranno ad Islamabad a partire da domani”. Nel corso della conversazione i due leader “hanno avuto uno scambio sulle prospettive per una soluzione complessiva del conflitto e concordato di rimanere in stretto contatto”. Meloni, in particolare, ha condiviso con il primo ministro pakistano “la necessità di un accordo che possa assicurare il carattere esclusivamente civile del programma nucleare iraniano, la riapertura sostenibile dello Stretto di Hormuz e un quadro di sicurezza regionale”.

Idf: "Nuovi raid su postazioni lancio missili di Hezbollah"

 Le Idf ha annunciato di aver lanciato una serie di attacchi aerei contro le postazioni di lancio di razzi di Hezbollah in Libano. Gli attacchi – riportano i media israeliani – hanno lo scopo di sventare il piano di Hezbollah di lanciare razzi contro Israele. In precedenza, l’esercito aveva avvertito che Hezbollah avrebbe potuto lanciare razzi oltre il nord di Israele nelle prossime ore. 

Trump conferma: "Ho chiesto a Netanyahu profilo basso in Libano"

In un’intervista a Nbc News, Donald Trump ha confermato di avere chiesto a Benjamin Netanyahu di mantenere un profilo “più basso” in Libano, mentre gli Stati Uniti cercano di negoziare con l’Iran per porre fine alla guerra. “Ho parlato con Bibi e lui manterrà un profilo basso. Credo semplicemente che dobbiamo essere, per così dire, un po’ più discreti”, ha affermato il presidente americano, aggiungendo di ritenere che Israele stesse “riducendo” le proprie operazioni in Libano. 

Libano, Netanyahu: "Non c'è nessun cessate il fuoco"

“Non c’è cessate il fuoco in Libano. Continuiamo a colpire Hezbollah con grande forza e non ci fermeremo finché non avremo ripristinato la vostra sicurezza”. Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un videomessaggio rivolto agli abitanti del nord di Israele, dopo che il suo ufficio ha annunciato che Israele terrà presto colloqui diretti con il Libano. Netanyahu ha dichiarato che i colloqui diretti con il Libano avranno due obiettivi: il disarmo di Hezbollah e un “accordo di pace storico e duraturo tra Israele e Libano”. 

Khamenei: "Vogliamo risarcimenti e nuova gestione Hormuz"

L’Iran poterà la gestione dello Stretto di Hormuz “in una nuova fase”. Lo ha affermato la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio riportato dai media di Teheran a 40 giorni dalla morte del padre Ali Khamenei. “Sicuramente pretenderemo il risarcimento per ciascuno dei danni subiti e per il sangue dei nostri martiri”, ha aggiunto. 

Libano, Hezbollah: "Niente negoziati senza cessate il fuoco"

Il parlamentare di Hezbollah Ali Fayyad ha affermato che l’organizzazione sciita ha respinto i negoziati diretti con Israele e che il governo libanese dovrebbe esigere un cessate il fuoco come precondizione prima di intraprendere qualsiasi ulteriore passo. Lo riporta Al Jazeera.

Khamenei: "Finora siamo noi i veri vincitori"

“Oggi, a questo punto dell’epopea della terza Sacra Difesa, si può affermare con certezza che il popolo iraniano è il vero vincitore sul campo di battaglia”. Lo ha affermato la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio riportato dai media di Teheran a 40 giorni dalla morte del padre Ali Khamenei. 

Libano, Meloni: "Bene negoziati diretti con Israele, subito cessate il fuoco"

 La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “accoglie con soddisfazione e sostiene con forza la notizia dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, annunciato oggi dal primo ministro Netanyahu”. Lo comunica in una nota Palazzo Chigi.”Il Governo italiano, che ha già condannato la decisione irresponsabile di Hezbollah di trascinare il Libano in questo conflitto, da tempo sostiene attivamente l’avvio di negoziati diretti tra le due nazioni, nella convinzione che essi costituiscano l’unica strada per porre fine in modo duraturo alle ostilità tra Libano e Israele. In questo quadro, l’Italia continuerà a sostenere il rafforzamento dello Stato libanese e delle sue istituzioni in modo che il Governo libanese possa ripristinare la sua sovranità sull’intero territorio nazionale, incluso il monopolio statale sulle armi. Un immediato cessate il fuoco è anche necessario per porre fine alle sofferenze delle popolazioni civili libanese e israeliana e per creare le condizioni migliori per il successo del processo negoziale avviato martedì scorso tra Usa, Iran e Israele”. 

Khamenei: "Non cerchiamo guerra ma non rinunciamo ai nostri diritti"

“L’Iran non cerca la guerra, ma non rinuncerà ai suoi diritti”. Lo ha affermato la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio riportato dai media di Teheran a 40 giorni dalla morte del padre Ali Khamenei. 

Khamenei a paesi Golfo: "Diffidate dalle forze del male"

“Ai nostri vicini del Sud (i Paesi del Golfo, ndr) dico: ciò che stata osservando è un miracolo. Osservatelo, comprendetelo e allineatevi alla verità diffidando dalle promesse ingannevoli fatte dalle forze del male”. Lo ha affermato la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio riportato dai media di Teheran a 40 giorni dalla morte del padre Ali Khamenei. 

Prima petroliera non iraniana attraversa Hormuz da tregua

La prima nave non iraniana è passata attraverso lo stretto di Hormuz dopo il cessate il fuoco. Lo rende noto il sito di monitoraggio del traffico marittimo MarineTraffic spiegando che si tratta della petroliera ‘Msg’, battente bandiera gabonese. La nave che trasporta l’equivalente di 44mila barili di petrolio è diretta in India.

Atteso a breve messaggio di Mojtaba Khamenei

A breve la Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, diffonderà un messaggio a 40 giorni dal “martirio” del padre, l’ayatollah Ali Khamenei. Lo si legge sul profilo Telegram dello stesso Mojtaba Khamanei.

 

Merz sente premier Pakistan: "Pace solo attraverso diplomazia"

Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha parlato telefonicamente oggi con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Come reso noto dal governo tedesco, Merz ha ringraziato Sharif per gli sforzi nella mediazione di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Merz e Sharif hanno discusso della situazione in Medioriente e hanno convenuto che una fine duratura della guerra può essere raggiunta solo attraverso la diplomazia. Hanno inoltre concordato sulla volontà di approfondire ulteriormente le relazioni di amicizia tra Germania e Pakistan.

 

Katz: "Negoziati 'sotto il fuoco', la guerra non si fermerà"

Nel corso di un’intervista a ‘Channel 14’ il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha affermato che gli eventuali negoziati diretti fra Israele e Libano si terranno “sotto il fuoco”. Il ministro ha sottolineato che le mosse politiche non segnano la fine della campagna militare. “La guerra non si fermerà”, ha chiarito Katz secondo cui Israele non permetterà ai residenti libanesi di tornare nell’area a sud del fiume Litani, poiché ciò rappresenta un “chiaro interesse di sicurezza” israeliano.

Tajani: "Su accordo Ue-Israele se ne parlerà a livello europeo"

“Queste sono decisioni che vanno prese a livello europeo quindi se ne parlerà a livello europeo. Oggi dobbiamo preoccuparci di quello che sta accadendo in Libano e di fare in modo che i negoziati possano procedere”. Lo ha affermato nel corso di un punto stampa a Spalato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in merito all’ipotesi messa in campo da Parigi relativa a una possibile ridiscussione dell’accordo di associazione fra Ue e Israele.

 

Autorità Beirut: oltre 300 vittime dopo ultimi raid Israele

Secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie di Beirut, il bilancio delle vittime della serie di pesanti attacchi israeliani in Libano ha superato quota 300. Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che il bilancio delle vittime è destinato ad aumentare, poiché le squadre di ricerca e soccorso continuano a ritrovare resti sotto le macerie mentre decine di corpi vengono identificati negli ospedali.

Tajani: "Informato da Saar su negoziati diretti fra Beirut e Israele"

“Il ministro degli Esteri israeliano Saar mi ha chiamato per informarmi della decisione presa da Israele sui negoziati diretti” da iniziare con il Libano. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa da Spalato. “Dopo gli attacchi di ieri si tratta di un passo importante”, ha aggiunto.

Tajani: "Nei prossimi giorni sarò a Beirut"

“Ieri ho parlato con il presidente libanese Aoun e sto preparando una missione a Beirut per dare un segnale di vicinanza a questo paese”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa nel corso della sua missione a Spalato. “L’Italia è impegnata per la stabilità del Libano”, ha aggiunto.

Cnn, Trump ha chiesto a Netanyahu di avviare colloqui con Beirut

La decisione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di avviare negoziati diretti con il Libano è arrivata su richiesta del presidente Trump. Lo scrive la Cnn citando un funzionario statunitense e una seconda fonte a conoscenza della questione. Secondo le fonti, mercoledì Netanyahu e Trump hanno avuto un colloquio durante il quale il presidente americano avrebbe chiesto di ridurre gli attacchi israeliani in Libano e di avviare negoziati con Beirut per il disarmo di Hezbollah. Un funzionario israeliano ha precisato alla Cnn che, in ogni caso, “al momento non c’è alcun cessate il fuoco”.

Libano, Axios: negoziati fra Beirut e Israele la prossima settimana a Washington

Un alto funzionario israeliano ha affermato ad Axios che i negoziati diretti tra Israele e Libano inizieranno la prossima settimana. Il primo incontro si terrà presso il Dipartimento di Stato a Washington. La delegazione statunitense – viene spiegato sarà guidata dall’ambasciatore in Libano Michel Issa. Israele sarà rappresentato dal suo ambasciatore a Washington Yechiel Leiter. La delegazione libanese sarà rappresentata dalla sua ambasciatrice a Washington Nada Hamadeh-Moawad.

Rutte: "Se Nato potrà aiutare in Stretto di Hormuz sarà presente"

Se la Nato potrà svolgere un ruolo in una possibile missione nello Stretto di Hormuz, l’Alleanza “sarà presente”. Lo ha detto Mark Rutte, parlando al Ronald Reagn Institute di Washington. “Se la Nato può aiutare, allora, ovviamente, la Nato sarà presente. Non c’è alcun motivo per non rendersi utili. Ovviamente lo faremo”, ha detto il segretario generale della Nato, aggiungendo che che si dovrà procedere “passo dopo passo”.

Madrid su possibile 'castigo' di Trump: "Non accettiamo minacce"

La ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, ha detto che la Spagna non accetta “né lezioni né minacce da nessuno”, in riferimento al possibile castigo che il presidente Usa Donald Trump potrebbe infliggere alla Spagna per non essere stata collaborativa nella guerra all’Iran. Secondo il Wall Street Journal, la Casa Bianca starebbe pensando di punire alcuni Paesi Nato, tra cui appunto la Spagna, per non aver fornito un sostegno adeguato agli Stati Uniti e a Israele. La proposta prevedrebbe il ritiro delle truppe Usa dai Paesi membri dell’Alleanza ritenuti poco collaborativi, per poi ridislocarle in nazioni che hanno dimostrato un maggiore sostegno. Robles, in un’intervista a LaSexta, ha detto di non aver ricevuto comunicazioni dagli Usa a riguardo. Ha ricordato che l’uso delle basi di Rota e Moron deriva da un accordo siglato anni fa tra i due Paesi e ha affermato che queste basi svolgono un “lavoro fondamentale”. “Nessuno può sanzionare nè dire alla Spagna cosa fare, quando la Spagna agisce come paese libero, sovrano che crede e lavora per la pace”, ha aggiunto Robles.

Madrid a Trump: "Nessuno può obbligarci a entrare in guerra illegale"

“Nessuno ci può obbligare a entrare in una guerra illegale che non è la nostra guerra e che sta provocando molti danni” e “nessun Paese può obbligare la Nato a entrare in una guerra che non è basata sul diritto internazionale”. Lo ha detto la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles in un’intervista all’emittente LaSexta dopo che il presidente Usa Donald Trump ha lamentato che l’Alleanza atlantica “non c’era” quando Washington ne aveva bisogno. La ministra ha rimarcato che la Nato è “un’alleanza difensiva” e che “se un Paese decide unilateralmente riguardo a una guerra che non ha un ombrello internazionale, e il cui vero obiettivo non è ancora noto, le decisioni che prenderà sono un suo problema”. La Spagna è molto tranquilla a questo proposito, essendo un “alleato affidabile” che ha agito nel rispetto del diritto internazionale, ha concluso.

Aoun: "Unica soluzione è cessate il fuoco con Israele"

Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato che è stata avviata una proposta di cessate il fuoco con e l’avvio di negoziati diretti con Israele, che finora hanno ricevuto una “risposta positiva”. Lo riporta Al Jazeera. “L’unica soluzione alla situazione attuale è raggiungere un cessate il fuoco tra Israele e il Libano”, ha affermato.

Netanyahu ordina negoziati diretti con Beirut il prima possibile

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato di aver dato istruzioni di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano. I negoziati – ha spiegato – “si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano”. “Israele apprezza l’appello odierno del Primo Ministro libanese sul disarmo di Beirut”, ha aggiunto ancora.

Rutte: "Alleati Nato lenti nel fornire sostegno a Usa"

“Alcuni alleati sono stati un po’ lenti, a dir poco”, nel fornire il proprio sostegno agli Stati Uniti nella guerra in Iran. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in un discorso al Ronald Reagan Institute di Washington. “A onor del vero, sono stati anche colti un po’ di sorpresa. Al fine di preservare l’effetto sorpresa per gli attacchi iniziali, il presidente Trump ha scelto di non informare gli alleati in anticipo, ed è una scelta che comprendo”, ha aggiunto Rutte, che ieri alla Casa Bianca ha incontrato Trump. “Tuttavia, ciò che vedo, osservando il panorama europeo odierno, è un massiccio sostegno da parte degli alleati, ha aggiunto, sottolineando che “quasi senza eccezioni, gli alleati stanno facendo tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono. Hanno ascoltato le richieste del presidente Trump e vi stanno dando risposta”.

Nbc: Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre attacchi in Libano

Donald Trump nel corso di una telefonata avvenuta ieri ha chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l’intensità degli attacchi in Libano, per contribuire a garantire il successo dei negoziati con l’Iran. Lo riferisce Nbc News, citando un alto funzionario dell’amministrazione Usa. La telefonata è giunta dopo che ieri, Netanyahu aveva promesso pubblicamente di continuare a colpire il Libano con forza, ha aggiunto il funzionario.

Séjourné: "Stop Patto stabilità? Ne discuterà Collegio commissari"

“Lunedì si terrà una riunione del Collegio dei commissari per valutare l’impatto economico” della guerra all’Iran e “capire quali risposte a breve termine possiamo offrire, e la flessibilità che possiamo garantire”, “una cosa però è certa, ovvero la risposta a lungo termine. Non dobbiamo aspettare la risoluzione del conflitto per capire che dobbiamo accelerare la sovranità energetica, aumentare la produzione di energia in Europa, la decarbonizzazione della nostra economia e diminuire la nostra dipendenza da gas e combustibili fossili”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea con delega all’industria, Stéphane Séjourné, in conferenza stampa a Madrid con il vicepremier e ministro dell’Economia spagnolo Carlos Cuerpo, rispondendo alla domanda se la Commissione Ue è aperta a valutare una sospensione del Patto di stabilità.

Séjourné ha poi specificato che la Commissione discuterà con gli Stati membri le risposte a breve termine al caro energia scatenato dalla guerra all’Iran.

Il vicepresidente della Commissione ha poi rimarcato che, visti i cambi repentini della situazione politica e geopolitica attuale, le decisioni e i commenti della Commissione Ue potrebbero cambiare nel giro di 48 o anche 24 ore. “Per questo dobbiamo essere molto prudenti”, ha sottolineato.

Merz: "Non vogliamo divisione Nato, è insostituibile"

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha riconosciuto che la guerra con l’Iran è diventata un “stress test” per la Nato e ha affermato di non volere che essa gravi ulteriormente sulle relazioni transatlantiche. Merz ha dichiarato di aver discusso del futuro dell’alleanza con Trump in una telefonata mercoledì e di essersi offerto di riparlarne prima del vertice Nato di Ankara, in Turchia, a luglio. “E’ mia ferma intenzione fare tutto il possibile per preservare la protezione della Nato, compresi gli Stati Uniti d’America, per l’Europa”, ha affermato Merz. Il cancelliere tedesco ha aggiunto che “questa alleanza, almeno al momento, non può essere sostituita da nulla, quindi ho un grande interesse a preservarla e a svilupparla ulteriormente con il presidente americano”.

Lavrov sente Araghchi, espresso speranza per successo dei negoziati

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, nel corso di una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, ha espresso la speranza per il successo del processo negoziale tra Iran e Stati Uniti. Lo ha riferito il ministero degli Esteri russo, come riporta Interfax. “Lavrov ha espresso la speranza per il buon esito del processo negoziale e ha confermato la disponibilità della Russia a contribuire alla ricerca di soluzioni che consentano di superare le conseguenze dell’aggressione non provocata americano-israeliana contro la Repubblica Islamica dell’Iran e di garantire una pace duratura e una sicurezza stabile nella regione”, si legge nel comunicato. La parte russa, si legge, “ha accolto con favore l’annuncio del raggiungimento di accordi su una cessazione delle ostilità di due settimane tra Stati Uniti e Iran e sull’adesione di Israele a tali accordi”.

 

Parigi: "Riaprire discussione su accordo Ue-Israele"

L’accordo di associazione tra Israele e l’Unione Europea, firmato nel 2000, potrebbe essere rinegoziato alla luce dei raid israeliani sul Libano. Lo ha ipotizzato Pascal Confavreux, portavoce del Ministero degli Esteri francese. Parigi ha definito i bombardamenti “sproporzionati” e oltre 200 persone sono rimaste uccise negli attacchi aerei di mercoledì. “Vista la gravità di quanto accaduto ieri e la situazione in Cisgiordania, non possiamo escludere la possibilità di riaprire le discussioni sulla sospensione dell’accordo di associazione tra l’Unione Europea e Israele, oltre alle sanzioni nazionali”, le sue parole riportate dai media francesi. “Israele ha certamente il diritto di difendersi, ma le sue azioni non sono solo inaccettabili, bensì sproporzionate e stanno portando a una situazione di stallo di fatto”, ha aggiunto.

Wsj: Trump valuta punizioni contro Paesi membri della Nato contrari a guerra in Iran

La Casa Bianca sta pensando di punire alcuni Paesi membri della Nato che, secondo il presidente Trump, non hanno fornito un sostegno adeguato agli Stati Uniti e a Israele durante la guerra contro l’Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti dell’amministrazione. La proposta prevederebbe il ritiro delle truppe Usa dai Paesi membri dell’Alleanza ritenuti poco collaborativi nello sforzo bellico contro l’Iran, per poi ridislocarle in nazioni che hanno dimostrato un maggiore sostegno.
Il piano, che nelle ultime settimane ha circolato e raccolto consensi tra gli alti funzionari dell’amministrazione, si trova ancora in una fase embrionale ed è una delle diverse opzioni attualmente discusse alla Casa Bianca per sanzionare la Nato. Ieri, il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Mark Rutte, ha incontrato Trump alla Casa Bianca, riferendo in seguito che il presidente Usa aveva espresso il proprio disappunto per il mancato sostegno alla guerra in Iran. Sempre ieri sera, Trump ha scritto su Truth che “la Nato non c’era quando ne avevamo bisogno, e non ci sarà se ne avremo bisogno di nuovo”.

Katz: "Hezbollah sta cercando cessate il fuoco"

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che Hezbollah sta cercando un cessate il fuoco e ha dichiarato che i raid israeliani hanno ucciso più di 200 militanti in Libano nelle ultime 24 ore, portando il totale a oltre 1.400 dall’inizio degli scontri. Katz ha affermato che Israele è pronto a rispondere con forza se l’Iran lancerà attacchi e continuerà a colpire obiettivi in tutto il Libano, compresa l’area del Litani.

Merz: "Israele con raid in Libano rischia far saltare processo pace"

“La brutalità con cui Israele sta conducendo la guerra lì potrebbe far deragliare l’intero processo di pace. E questo non deve accadere”. Lo ha affermato il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Per questo motivo ieri, insieme ad altri capi di Stato e di governo, ho chiesto al governo israeliano di porre fine agli attacchi intensificati”, ha aggiunto.

 

Premier Pakistan: ferma condanna per aggressione Israele

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif nel corso di una telefonata con l’omologo libanese Nawaf Salam ha “condannato fermamente la continua aggressione di Israele contro il Libano”. “Ho ribadito l’impegno del Pakistan a promuovere gli sforzi di pace, anche facilitando il dialogo attraverso i prossimi colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad”, ha aggiunto. “Sono grato al primo ministro Nawaf Salam per aver espresso il suo apprezzamento per gli sforzi di pace del Pakistan e per aver sottolineato la necessità del nostro continuo sostegno per garantire la cessazione immediata degli attacchi contro il Libano e il suo popolo”, ha concluso.

Premier Beirut a Pakistan: "Ribadire inclusione Libano in accordo"

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha chiesto al suo omologo pakistano di confermare l’inclusione del Libano nel cessate il fuoco fra Usa, Israele e Iran. La richiesta giunge un giorno dopo l’attacco israeliano nel Paese, che ha ucciso oltre 200 persone. Lo riporta Al Jazeera. L’ufficio di Salam ha fatto sapere in un comunicato che il premier ha telefonato al primo ministro pakistano Shehbaz Sharif elogiando gli sforzi di Islamabad per garantire la tregua e e gli ha chiesto di “confermare che il cessate il fuoco includa il Libano per impedire il ripetersi degli attacchi israeliani a cui abbiamo assistito ieri”. Israele e Stati Uniti hanno sostenuto che il Libano non fosse incluso nel cessate il fuoco e Israele ha annunciato che avrebbe continuato i suoi attacchi.

Houthi: "Cessate il fuoco è una grande vittoria per Teheran"

Abdul Malik al-Houthi, leader degli Houthi sostenuti dall’Iran nello Yemen, ha descritto il cessate il fuoco annunciato tra Stati Uniti e Iran come una “grande vittoria” per Teheran. In una dichiarazione video diffusa giovedì su Telegram, ha affermato che l’Iran alla fine è riuscito a “sconfiggere il nemico”. Al-Houthi ha aggiunto che il suo gruppo è riuscito a impedire a Israele e agli Stati Uniti di utilizzare il Mar Rosso per attaccare l’Iran e ha confermato di aver lanciato attacchi contro Israele affermando inoltre che la decisione dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz rappresentava una tattica di pressione fondamentale contro gli Stati Uniti e i loro alleati.

Beirut riprende controllo ponte strategico colpito da Israele

L’esercito libanese ha dichiarato di aver liberato il ponte di Qasmieh dopo che Israele lo aveva colpito mercoledì, e di aver schierato un’unità nelle vicinanze. Il ponte rappresenta l’ultimo punto di attraversamento diretto per la maggior parte del traffico diretto verso la città costiera di Tiro, sul fiume Litani, la linea di confine strategica che separa il Libano meridionale dal resto del paese.

Idf ribadisce ordine evacuazione per periferia sud di Beirut

L’esercito israeliano ha ribadito l’avviso di evacuazione per i sobborghi meridionali di Beirut, in particolare per il quartiere di Dahiyeh, nota roccaforte di Hezbollah. “Le Forze di Difesa Israeliane continuano a operare e ad attaccare le infrastrutture militari appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah. Non intendiamo farvi del male, pertanto, per la vostra sicurezza, dovete evacuare immediatamente”, ha scritto su X il portavoce dell’Idf, il colonnello Avichay Adraee.

Il premier del Pakistan sente Macron: "Preoccupazione per il Libano"

Il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif ha reso noto di aver effettuato una “telefonata cordiale e costruttiva” con il presidente francese Emmanuel Macron. “Il Pakistan continuerà a collaborare con i suoi partner e amici, tra cui la Francia, per garantire che questa opportunità porti a una pace duratura”, ha scritto in un post su X dove ha spiegato anche che le parti hanno espresso “la profonda preoccupazione per le aggressioni in corso in Libano” sottolineando “l’urgente necessità di porre fine alla violenza e alla perdita di vite innocenti, affinché la pace possa essere ristabilita in tutta la regione”.

La Corea del Sud manderà un inviato speciale in Iran

La Corea del Sud manderà un inviato speciale in Iran. Il ministro degli Esteri sudcoreano Cho Hyun ha chiesto la rapida ripresa della navigazione sicura e libera per tutte le navi, comprese quelle sudcoreane, e ha esortato Teheran a garantire la sicurezza dei cittadini sudcoreani in Iran durante una telefonata con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riferito dal suo ministero. Araghchi ha accolto con favore il piano di Seul di mandare un inviato, il quale dovrebbe sollevare altre questioni bilaterali non specificate, ha aggiunto il ministero.

Centcom: "Smantellata capacità militare convenzionale di Teheran"

Il capo del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, in una dichiarazione video postata sui social del Comando Centrale degli Stati Uniti ha affermato che gli eserciti americano e israeliano hanno “eliminato” la “capacità militare convenzionale dell’Iran, costruita in oltre 40 anni al costo di miliardi di dollari”. Ora – secondo quanto dichiarato da Cooper – “la capacità dell’Iran di condurre operazioni militari su larga scala per gli anni a venire è stata distrutta”. In merito al cessate il fuoco invece “abbiamo sospeso le operazioni offensive ma restiamo presenti, vigili e pronti se chiamati in causa”.

Il processo a Netanyahu riprenderà domenica dopo lo stop per guerra

Il processo per corruzione a carico del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu riprenderà domenica. Lo scrive il Times of Israel citando una nota del portavoce dell’autorità giudiziaria. “Con la revoca dello stato di emergenza e il ritorno al lavoro del sistema giudiziario, le udienze riprenderanno regolarmente”, si legge nel comunicato dove viene aggiunto che i dibattimenti si terranno dalla domenica al mercoledì.

Il governo del Libano vieta armi a gruppi 'non legittimi' a Beirut

Il Libano presenterà una denuncia alle Nazioni Unite in seguito all’intensificarsi degli attacchi israeliani. Lo ha annunciato il primo ministro libanese, Nawaf Salam, affermando che l’ondata di attacchi rappresenta una “palese violazione” del diritto internazionale e umanitario e mina gli sforzi in corso per fermare la guerra. Salam ha aggiunto che il governo ha anche ordinato alle forze di sicurezza di rafforzare il controllo sulla capitale “consolidando la piena autorità dello Stato su Beirut e limitando la fornitura di armi alle sole forze legittime”. Mercoledì l’esercito israeliano ha accusato i membri di Hezbollah di essersi spostati a nord della capitale e di essersi mimetizzati nelle aree civili.

Saar a Kallas: "Sua posizione uguale a quella dell'Iran"

“La Sua richiesta di estendere il cessate il fuoco al Libano è esattamente la posizione del regime terroristico iraniano. Rende il Libano non solo de facto sotto occupazione iraniana, ma de jure territorio iraniano”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, in un post di risposta a quanto affermato dall’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas. “Gli Stati Uniti hanno già chiarito che il Libano non fa parte dell’accordo. Lei ha affermato che Hezbollah ‘ha accettato di disarmarsi’. Quando è successo??? È vero il contrario. Più volte Hezbollah ha dichiarato che non lo farà”, ha aggiunto Saar. “Affermate che l’Ue ‘sostiene gli sforzi del Libano per disarmare Hezbollah’. Purtroppo, nonostante l’impegno assunto nel cessate il fuoco del novembre 2024, il governo libanese non lo ha fatto, come possiamo constatare oggi. Assurdamente, alcuni ministri di Hezbollah siedono ancora nel governo libanese”, ha concluso Saar.

Ghalibaf: "Spegnere subito l'incendio in Libano o ci sarà una forte risposta"
A sinistra, Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano. (AP Photo/Eraldo Peres)

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha affermato su X che la continuazione degli attacchi israeliani contro Hezbollah in Libano comporterebbe “costi espliciti e risposte forti”. Come altri funzionari iraniani Ghalibaf ha insistito sul fatto che il cessate il fuoco di due settimane si estendesse anche al Libano, un’affermazione smentita sia da Israele che dagli Stati Uniti. “Le violazioni del cessate il fuoco comportano risposte esplicite e severe”, ha scritto invitando a “spegnere immediatamente l’incendio”. Ghalibaf è stato indicato come possibile negoziatore che potrebbe incontrare il vicepresidente statunitense JD Vance questo fine settimana a Islamabad, capitale del Pakistan, per dei colloqui.

 

Media di Beirut, almeno 17 morti in raid israeliani

Almeno 17 persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite nei raid aerei condotti da Israele sul Libano meridionale da stamattina. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna. Un raid sulla città di Zrariyeh ha ucciso più di 10 persone, tra cui donne e bambini, prendendo di mira un edificio residenziale. In un attacco sulla città di Abbassiyeh sono morte sette persone.

Albares sente l'omologo iraniano: "Teheran si impegni nel consolidamento della tregua"

Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, ha affermato, in commissione Affari esteri al Congresso dei deputati, di aver avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, al quale ha comunicato il sostegno della Spagna alla mediazione del Pakistan. Albares ha spiegato ai cronisti a margine del suo intervento, di aver chiesto che Teheran si impegni “con determinazione” nel consolidamento del cessate il fuoco. Ho chiesto che l’Iran “eserciti tutta la sua influenza sui vari gruppi sciiti della regione affinché cessino a loro volta gli attacchi” e di garantire “il prima possibile” il passaggio libero e sicuro di qualsiasi nave di qualsiasi nazionalità attraverso lo Stretto di Hormuz, ha aggiunto, secondo quanto riporta Rtve.

Ue: "Garantire la libertà di navigazione ad Hormuz, no a pedaggi"

“Siamo qui per pronunciarci su ciò che dice la legge. E il diritto internazionale prevede la libertà di navigazione. Significa, in sostanza, nessun pagamento o pedaggio di alcun tipo. Ancora una volta, la linea è chiara: lo Stretto di Hormuz, come qualsiasi altra corsia di navigazione, è un bene pubblico per tutta l’umanità. Significa che la libertà di navigazione deve essere gratuita e garantita. Possiamo ribaltarla in qualsiasi modo, ma la legge è chiara”. Lo afferma il portavoce per gli Affari esteri della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulla proposta dell’Iran di far pagare un pedaggio per il transito delle imbarcazioni nello Stretto di Hormuz.

Madrid: "L'Europa parli con chiarezza"
Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez. (AP Photo/Manu Fernandez)

“Rimpiango che la voce dell’Europa non sia stata più forte e rapida”, “la Spagna chiede che l’Europa parli con chiarezza” riguardo alla situazione in Medioriente. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares in commissione Affari esteri al Congresso dei deputati, rivendicando poi che la Spagna ha “una politica estera con voce e identità proprie che riflette la voce dei cittadini spagnoli” nel rifiuto di una “guerra illegale”. Il ministro ha rimarcato che in questi momenti, di fronte alle sfide che si hanno davanti e ai “postulati che difende l’amministrazione Usa in materia di sicurezza e commercio”, l’Europa “deve fare un salto di qualità nella sovranità”, sia “sovranità economica, sia in materia commerciale, sia nella sicurezza, avanzando verso la creazione di un esercito europeo, sia in materia di valori”.

Von der Leyen convoca il Collegio dei commissari dedicato alla crisi in Iran
La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, parla al Parlamento Europeo delle recenti incursioni russe negli spazi aerei Ue (foto AP/Pascal Bastien)

“Alla luce degli ultimi sviluppi, la Presidente Von der Leyen ha deciso di dedicare la riunione del Collegio di lunedì prossimo, 13 aprile, alla discussione sulla situazione in Medio Oriente e sul suo impatto più ampio sull’Europa. Sarà un’occasione per il Collegio di fare il punto congiuntamente su tutte le attività che la Commissione sta svolgendo per affrontare la situazione attuale, dall’energia ai trasporti, dalla migrazione alla sicurezza interna e a tutti i settori politici interessati da questo conflitto”. Lo riferisce la portavoce capo della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa. “Come sapete, avevamo inizialmente previsto un dibattito di orientamento strategico sulla Cina per lunedì prossimo. Quindi, questo è stato rinviato di un altro giorno e vi terremo aggiornati”, aggiunge.

Riapre il valico di frontiera tra Siria e Libano

Il principale valico di frontiera tra Libano e Siria è tornato operativo oggi, 5 giorni dopo che l’esercito israeliano aveva minacciato di sferrarvi un attacco sostenendo che Hezbollah lo utilizzasse per contrabbandare equipaggiamenti militari. Sia le autorità libanesi che quelle siriane hanno smentito l’accusa.L’attacco minacciato non ha mai avuto luogo. Funzionari libanesi hanno affermato che gli Stati Uniti e l’Egitto sono intervenuti per fermarlo. L’autorità portuale e doganale siriana ha annunciato la “ripresa del normale flusso di traffico” al valico noto come Masnaa sul lato libanese e Jdeidet Yabous sul lato siriano, “a seguito dell’eliminazione dei rischi che ne avevano reso necessaria la chiusura temporanea”.

I viaggiatori erano stati dirottati verso un altro valico a nord, allungando di diverse ore il viaggio da Beirut a Damasco. Più di 200mila persone hanno attraversato il confine dal Libano alla Siria nelle 5 settimane successive allo scoppio della nuova guerra fra Israele e Hezbollah.

Madrid: "Cessate il fuoco temporaneo diventi permanente"

“Desideriamo che il cessate il fuoco temporaneo si consolidi come permanente e conduca verso la pace”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares in commissione Affari esteri al Congresso dei deputati. “Devono finire i bombardamenti sull’Iran, il cessate il fuoco deve includere il Libano, devono finire anche gli attacchi dell’Iran contro i Paesi del Golfo e gli attacchi dei gruppi non statali. E lo Stretto di Hormuz deve essere aperto per tutti, senza distinzioni”, ha aggiunto Albares, sottolineando che ora è il momento della “diplomazia e del dialogo”. “L’inaccettabile violenza di Israele in Libano e gli attacchi ai Paesi del Golfo mostrano la fragilità del cessate il fuoco”, ha fatto notare.

Colloquio telefonico fra ministri degli Esteri di Iran e Arabia Saudita

Il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo dell’Arabia Saudita, il principe Faisal bin Farhan. Lo ha comunicato il ministero degli Esteri saudita, riferendo che il principe “ha ricevuto una telefonata” da Araghchi. “Durante la telefonata, hanno esaminato gli ultimi sviluppi e discusso modi per ridurre le tensioni per ripristinare sicurezza e stabilità nella regione”.

Netanyahu: "Continueremo a colpire Hezbollah ovunque sia necessario"

Israele “continuerà a colpire Hezbollah ovunque sia necessario”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Il nostro messaggio è chiaro: chiunque agisca contro i civili israeliani sarà preso di mira. Continueremo a colpire Hezbollah ovunque sia necessario, finché non ripristineremo la piena sicurezza per gli abitanti del nord”, ha scritto in un post su X. Parole che arrivano dopo che le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato l’uccisione di Ali Yusuf Harshi, segretario del leader di Hezbollah Naim Qassem. Oltre all’assassinio di Harashi, “l’Idf ha colpito una serie di infrastrutture terroristiche nel Libano meridionale: valichi di frontiera utilizzati per il trasferimento di migliaia di armi, razzi e lanciatori, nonché depositi di armi, siti di lancio e centri di comando di Hezbollah”, ha aggiunto Netanyahu, mostrando filmati dell’esercito relativi agli attacchi. “Continuiamo a colpire Hezbollah con forza, precisione e determinazione”, ha affermato.

Teheran: "Proteggere il diritto d'arricchimento dell'uranio è necessario per colloqui"

Il capo dell’agenzia nucleare iraniana ha dichiarato che proteggere il diritto di Teheran ad arricchire l’uranio è “necessario” per qualsiasi colloquio di cessate il fuoco con gli Stati Uniti. Mohammad Eslami, a capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran, ha rilasciato queste dichiarazioni ai giornalisti, tra cui Associated Press, a Teheran, in Iran, durante le commemorazioni per la morte della Guida Suprema Ali Khamenei. “È una delle cose necessarie di cui nessuno parla”, ha detto Eslami, riferendosi al rifiuto degli Stati Uniti di riconoscere l’arricchimento dell’uranio come una delle parti del piano in 10 punti dell’Iran per un cessate il fuoco permanente.

Israele attacca la Spagna: "Vergognosa riapertura dell'ambasciata a Teheran"

Il governo israeliano è tornato ad attaccare la Spagna di Pedro Sanchez, questa volta per l’annuncio della riapertura dell’ambasciata a Teheran. “Il regime terroristico iraniano sta riprendendo le esecuzioni dei suoi cittadini, manifestanti e dissidenti politici. La Spagna sta riaprendo la sua ambasciata a Teheran. Lavorano fianco al fianco. Senza pudore. Una vergogna eterna”, ha scritto su X il ministro degli Esteri dello Stato ebraico Gideon Sa’ar.

Madrid: "La situazione in Libano è una vergogna per l'umanità"

“La situazione in Libano è una vergogna per la coscienza dell’umanità: 1.750 morti, migliaia di feriti, oltre 1,2 milioni di sfollati in una guerra imposta e in cui il popolo libanese è solo vittima”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares in commissione Affari esteri al Congresso dei deputati, ribadendo la richiesta che il Libano venga incluso nel cessate il fuoco. Il ministro ha condannato sia gli attacchi di Hezbollah che “alimentano la guerra”, sia l’operazione terrestre di Israele con “l’occupazione di territori sotto sovranità libanese”. “Ieri abbiamo visto come Israele, disprezzando il cessate il fuoco, ha lanciato centinaia di bombe sul Libano”, ha detto Albares, affermando di aver espresso al suo omologo libanese il sostegno della Spagna al governo, alla sovranità e all’integrità territoriale del Libano.

Ieri sera il premier spagnolo Pedro Sanchez ha condannato gli attacchi di Israele al Libano e ha chiesto nuovamente che l’Ue sospenda il suo Accordo di Associazione con Israele. “Netanyahu ha sferrato il suo attacco più violento contro il Libano dall’inizio dell’offensiva. Il suo disprezzo per la vita e il diritto internazionale è intollerabile. È ora di parlare chiaro: il Libano deve essere coinvolto nel cessate il fuoco. La comunità internazionale deve condannare questa nuova violazione del diritto internazionale. L’Unione Europea deve sospendere il suo Accordo di Associazione con Israele. E non deve esserci impunità per questi atti criminali”, aveva scritto il leader socialista.

Kallas: "Diritto alla difesa non giustifica gli attacchi di Israele contro il Libano"

“Hezbollah ha trascinato il Libano in guerra, ma il diritto di Israele di difendersi non giustifica l’infliggere una distruzione così massiccia. I raid israeliani hanno ucciso centinaia di persone la scorsa notte, rendendo difficile sostenere che azioni così pesantemente repressive rientrino nella legittima difesa”. Lo scrive su X l’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas. “Le azioni israeliane stanno sottoponendo a grave tensione il cessate il fuoco USA-Iran. La tregua con l’Iran dovrebbe estendersi al Libano. Hezbollah deve disarmare, come ha accettato di fare. L’UE sostiene gli sforzi del Libano per disarmare Hezbollah”, aggiunge.

L'ambasciatore di Israele in Italia: "Forze Unifil non sono oggetto di attacchi deliberati"

“Per quanto riguarda le accuse relative a danni alle forze Unifil, si sottolinea che, a causa della continua presenza e attività di Hezbollah nel sud del Libano, l’area costituisce un teatro di combattimento attivo. Per queste ragioni, Israele ha avvertito le forze Unifil e ha trasmesso costanti messaggi affinché venga esercitata la massima cautela. Le forze Unifil non sono oggetto di attacchi deliberati. Qualsiasi incidente o episodio anomalo viene esaminato in modo approfondito e con piena trasparenza”. Lo afferma l’ambasciata di Israele in Italia, in un comunicato.

L’ambasciata israeliana in Italia afferma che “l’attuale situazione nel sud del Libano è il risultato del fallimento e dell’inazione del governo libanese nel rispettare i propri obblighi”. “Il governo libanese, infatti, non ha provveduto al disarmo di Hezbollah né a garantirne il ritiro a nord del fiume Litani, come previsto dalla Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza Onu”, si legge nel comunicato, che aggiunge che “invece di riconoscere tali mancanze, il governo libanese – che include ancora ministri di Hezbollah – continua a sottrarsi alle proprie responsabilità, arrivando a dichiarare falsamente di aver completato il disarmo dell’organizzazione e a non impedire il lancio di razzi contro Israele e attribuendo la responsabilità della situazione a Israele stesso”. “Di fronte a questa situazione, e alla persistente minaccia alla propria sicurezza, Israele agirà per raggiungere questi obiettivi autonomamente. Israele non affida la propria sicurezza a forze straniere. Il fallimento della missione Unifil nell’applicare la Risoluzione 1701 costituisce una chiara dimostrazione di questa necessità”, dichiara l’ambasciata israeliana. Poi conclude: “Israele continuerà ad adottare tutte le misure necessarie per difendere la propria popolazione e prevenire ulteriori minacce alla propria sicurezza nazionale, esercitando pienamente il proprio diritto alla difesa”.

Teheran: "Apertura di Hormuz dipende dalla fine dell'aggressione Usa e dallo stop dei raid in Libano"

L’Iran consentirà alle navi di transitare attraverso lo Stretto di Hormuz in conformità con le “norme internazionali e il diritto internazionale” una volta che gli Stati Uniti avranno posto fine alla loro “aggressione” in Medioriente e Israele smetterà di attaccare il Libano. È quanto ha detto il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, parlando con la Bbc. Il vice ministro ha dichiarato che l’Iran ha chiuso lo Stretto dopo che Israele, alleato degli Stati Uniti, ha commesso una “grave violazione intenzionale del cessate il fuoco”.

“Non si può avere tutto. Questo è stato il messaggio che l’Iran ha inviato in modo molto chiaro, cristallino, a Washington e allo Studio Ovale ieri sera”. Khatibzadeh ha aggiunto: “Sicuramente garantiremo la sicurezza per un passaggio sicuro e ciò avverrà dopo che gli Stati Uniti avranno effettivamente ritirato questa aggressione”.

Londra: "Non permettere a Teheran di imporre pedaggi per Hormuz"

È “fondamentale” che all’Iran non sia permesso applicare pedaggi per il transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato la ministra degli Esteri del Regno Unito, Yvette Cooper. Il Regno Unito e altri Paesi europei hanno chiesto a Israele di interrompere i suoi attacchi sul Libano e all’Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz alla navigazione commerciale.

Londra: "Il Libano deve essere incluso nel cessate il fuoco"

Il Libano deve essere incluso nel cessate il fuoco in Medioriente. Lo ha affermato la ministra degli Esteri del Regno Unito, Yvette Cooper, denunciando che i continui attacchi di Israele stanno causando sfollamenti di massa e gravi conseguenze umanitarie. Parlando con l’emittente britannica Sky News, Cooper si è detta “profondamente preoccupata per l’escalation degli attacchi sferrati ieri da Israele contro il Libano”. Alla Bbc ha affermato inoltre che gli attacchi sono “assolutamente sbagliati”. Il Regno Unito e altri Paesi europei hanno chiesto a Israele di interrompere i suoi attacchi contro sul Libano e all’Iran di riaprire lo Stretto di Hormuz alla navigazione commerciale.

Starmer arrivato negli Emirati Arabi Uniti

Il premier britannico, Keir Starmer, è arrivato negli Emirati Arabi Uniti per colloqui sulla guerra in Iran. Lo riferisce la Bbc. Starmer ha già incontrato il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman a Gedda e dovrebbe incontrare il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan.

Israele: "Nei raid su Beirut ucciso segretario e nipote del leader di Hezbollah"
Macerie nel centro di Beirut dopo l'ennesimo raid israeliano. (AP Photo/Hassan Ammar)

Israele ha annunciato di avere ucciso un collaboratore del leader di Hezbollah Naim Qassem durante gli intensi attacchi aerei con cui ieri ha colpito la capitale del Libano, Beirut. La persona uccisa è stata identificata come Ali Yusuf Harshi, segretario e nipote di Qassem.

Secondo i dati di tracciamento. ieri solo 4 navi hanno attraversato Hormuz

I dati di tracciamento navale forniti dal gruppo Kpler mostrano che solo 4 navi con attivi i localizzatori Ais (Automatic Identification System) hanno attraversato lo Stretto di Hormuz ieri, primo giorno del cessate il fuoco fra Iran e Usa. Il dato, tuttavia, non include le navi della cosiddetta ‘dark fleet’, che viaggiano con i localizzatori Ais spenti. Molte di queste navi della ‘flotta ombra’ trasportano petrolio greggio iraniano soggetto a sanzioni.

Commemorazioni nel 40° giorno dalla morte dell'ayatollah Ali Khamenei

Al via in Iran le cerimonie commemorative in occasione del 40esimo giorno dalla morte dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso a 86 anni all’inizio della guerra in Iran. A Teheran i partecipanti, vestiti di nero, hanno iniziato il loro corteo da piazza Jomhouri Eslami fino al quartiere dove si trovava l’ufficio di Khamenei. La tv di Stato iraniana ha mandato in onda commemorazioni simili anche in altre città. L’emiettente riferisce che le cerimonie proseguiranno fino a notte fonda. Il corpo di Khamenei non è ancora stato sepolto dalla sua morte, avvenuta il 28 febbraio. È ora il figlio, Mojtaba Khamenei, a ricoprire la carica di Guida suprema dell’Iran.

Il ministro dell'Interno del Pakistan incontra diplomatica Usa

Il ministro dell’Interno del Pakistan, Mohsin Naqvi, ha incontrato oggi l’incaricata d’affari Usa Natalie Baker, per discutere della situazione in Medioriente e dei prossimi colloqui di alto livello fra Usa e Iran in programma a Islamabad. È quanto riferito in una dichiarazione ufficiale, in cui si spiega che sono stati esaminati i preparativi per i colloqui. Il comunicato riporta le parole di Naqvi, secondo cui i dignitari stranieri in visita, tra cui il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner, saranno “ospiti speciali”. Il ministro ha assicurato che è stato messo in atto un piano di sicurezza completo per garantire la piena protezione a tutti gli ospiti stranieri.

Media, almeno 7 morti per raid di Israele nel sud del Libano

È di almeno 7 morti il bilancio di un attacco israeliano che ha colpito il villaggio di Abbasiyeh, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa libanese Nna, precisando che si tratta di un bilancio preliminare. Ieri Israele ha intensificato i suoi attacchi in Libano, sostenendo che la sua lotta contro il gruppo Hezbollah, sostenuto dall’Iran, non rientri nell’accordo di cessate il fuoco di due settimane con l’Iran.

L'ambasciatore iraniano in Pakistan cancella post con l'annuncio dell'arrivo della delegazione stasera a Islamabad

L’ambasciatore dell’Iran in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, ha cancellato il post che aveva pubblicato su X in cui affermava che la squadra negoziale di Teheran sarebbe arrivata stasera a Islamabad in vista dei colloqui con gli Usa. Non sono state fornite spiegazioni per la cancellazione. Nel post ora non più visibile si leggeva: “Nonostante lo scetticismo dell’opinione pubblica iraniana, dovuto alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del regime israeliano volte a sabotare l’iniziativa diplomatica promossa dal primo ministro Shehbaz Sharif, la delegazione iraniana arriverà questa sera a Islamabad per avviare colloqui seri sulla base dei 10 punti proposti dall’Iran”.

La Spagna annuncia la riapertura dell'ambasciata a Teheran

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha annunciato la riapertura dell’ambasciata a Teheran. In dichiarazioni ai cronisti al Congresso dei deputati, il capo della diplomazia spagnola ha riferito di aver dato istruzioni affinché l’ambasciatore spagnolo a Teheran torni nella capitale iraniana, riporta Rtve. Madrid aveva chiuso temporaneamente la rappresentanza diplomatica il 7 marzo, una settimana dopo l’inizio dell’attacco di Usa e Israele all’Iran.

Albares ha affermato che la riapertura dell’ambasciata andrà a sostegno dello “sforzo per raggiungere la pace” in Medioriente. “Vista la nuova situazione e le due settimane” di tregua, “ho incaricato l’ambasciatore a Teheran di tornare” nella città e di “riaprire l’ambasciata spagnola affinché possiamo unirci a questo sforzo di pace in ogni modo possibile, anche dalla capitale iraniana”, ha detto il ministro.

Teheran: "Gli Usa devono scegliere fra pace e guerra"

Gli Stati Uniti “devono scegliere” se vogliono la guerra o la pace. Lo ha detto il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, intervistato dalla Bbc. “Non possono avere entrambe le cose allo stesso tempo. Si escludono a vicenda, è abbastanza chiaro”, ha aggiunto. Khatibzadeh ha dichiarato che i continui attacchi di Israele in Libano costituiscono una “grave violazione” del cessate il fuoco fra Stati Uniti e Iran. Teheran chiede “a tutti in Medioriente di rispettare questo accordo… e ci aspettiamo che gli americani facciano lo stesso con i propri alleati”, ha detto ancora

Teheran: "Gli attacchi di Israele in Libano sono una grave violazione dell'accordo"

Gli attacchi israeliani contro il Libano di mercoledì hanno costituito una “grave violazione” dell’accordo cessate il fuoco fra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato alla Bbc il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, accusando Israele di un “massacro” in Libano. Khatibzadeh ha riferito che l’Iran ieri sera ha inviato un messaggio allo Studio Ovale dicendo che “non si può avere tutto”: “non si può chiedere un cessate il fuoco e poi accettare i termini e le condizioni, accettare tutte le aree in cui si applica il cessate il fuoco, e citare il Libano, proprio il Libano, e poi il proprio alleato si mette a compiere un massacro”. Khatibzadeh afferma che gli attacchi di Israele equivalgono a una “sorta di genocidio”.

Ambasciatore dell'Iran in Pakistan: "La nostra delegazione arriva stasera a Islamabad"

L’ambasciatore dell’Iran in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, ha annunciato che la delegazione iraniana arriverà a Islamabad stasera in vista dei colloqui con gli Stati Uniti. “Nonostante lo scetticismo dell’opinione pubblica iraniana, dovuto alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del regime israeliano volte a sabotare l’iniziativa diplomatica promossa dal primo ministro Shehbaz Sharif, la delegazione iraniana arriverà questa sera a Islamabad per avviare colloqui seri sulla base dei 10 punti proposti dall’Iran”, ha dichiarato il diplomatico.

Scuole e uffici pubblici resteranno chiusi oggi e domani nella capitale, per tenere la gente lontana dalle strade mentre le autorità rafforzano le misure di sicurezza in vista dei colloqui Usa-Iran. Le autorità hanno imposto restrizioni generalizzate in tutta la città, compreso il blocco delle strade principali che collegano Islamabad con la vicina Rawalpindi. Oggi Islamabad appare insolitamente tranquilla, con molti residenti a casa poiché le deviazioni del traffico costringono a spostamenti più lunghi fra Islamabad e Rawalpindi. Le restrizioni seguono i recenti disordini di marzo, quando in tutto il Pakistan sono scoppiate proteste da parte di gruppi sciiti in risposta agli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran. In quelle manifestazioni in tutto il Paese sono state uccise oltre 20 persone. A Karachi 12 persone sono state uccise quando i manifestanti hanno preso d’assalto il consolato degli Stati Uniti e hanno tentato di appiccare il fuoco.

A Islamabad oggi e domani proclamati giorni festivi per i negoziati

In Pakistan sono stati dichiarati per oggi e domani due giorni festivi a Islamabad e Rawalpindi per garantire la sicurezza in vista dei colloqui di pace in programma fra Iran e Stati Uniti. Lo riporta la stampa locale. Un hotel situato all’interno della cosiddetta ‘zona rossa’ sarebbe stato riservato alle delegazioni e sgomberato su ordine del governo, con un rafforzamento delle misure di sicurezza all’interno e nei dintorni della struttura.

Guterres sul Libano: "Da attacchi di Israele rischi per il cessate il fuoco e la pace"
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres. (Foto: Archivio LaPresse)

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha condannato gli attacchi israeliani di ieri in Libano, che hanno causato centinaia di morti e feriti. Lo ha reso noto il suo portavoce, Stéphane Dujarric. Guterres “condanna la perdita di vite civili ed è profondamente allarmato dal crescente numero di vittime tra i civili stessi”, ha spiegato Dujarric, aggiungendo che gli attacchi rappresentano “un grave rischio per il cessate il fuoco e per gli sforzi volti a una pace duratura e globale nella regione”. Guterres ha infine esortato tutte le parti a “cessare immediatamente le ostilità”.

Teheran: "Il ministro degli esteri Araghchi ha sentito l'omologo saudita"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. (Foto: Archivio LaPresse)

Il ministero degli Esteri iraniano ha reso noto in un post sul suo account Telegram che Abbas Araghchi ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo saudita, il principe Faisal bin Farhan. I ministri avrebbero discusso “delle relazioni bilaterali e degli sviluppi regionali”, ha affermato Teheran, senza specificare quando sia avvenuta la telefonata, riporta al-Jazeera. I media statali sauditi hanno invece riferito, in un comunicato diffuso ieri sera, che bin Farhan ha ricevuto telefonate dai ministri degli Esteri di Qatar, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Turchia, senza tuttavia menzionare l’Iran.

Australia: "Cessate il fuoco sia esteso al Libano"

Il Primo Ministro australiano Anthony Albanese ha dichiarato che il cessate il fuoco di due settimane annunciato questa settimana tra Stati Uniti e Iran “rappresenta un importante passo avanti”. Per il politico australiano “si tratta di una pace fragile, ma vogliamo che porti a un accordo”. Secondo Albanese, inoltre, “il governo australiano è fermamente convinto che questo debba valere anche per il Libano”. “Vogliamo vedere la pace nella regione”, ha sottolineato Albanese.

Trump: "Le nostre forze rimarranno in zona fino al pieno rispetto del vero accordo"

“Tutte le navi, gli aerei e il personale militare statunitensi, con munizioni, armamenti e qualsiasi altra cosa appropriata e necessaria per la persecuzione e la distruzione letale di un nemico già sostanzialmente indebolito, rimarranno in Iran e nelle aree circostanti fino a quando il vero accordo raggiunto non sarà pienamente rispettato”. Lo scrive su ‘Truth’ il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Se per qualsiasi motivo ciò non dovesse accadere, il che è altamente improbabile, allora ‘inizieranno gli scontri a fuoco’, più grandi, migliori e più forti di quanto si sia mai visto prima. L’accordo è stato raggiunto molto tempo fa e, nonostante tutta la falsa retorica contraria, non ci sarà nessuna arma nucleare, e lo Stretto di Hormuz sarà aperto e sicuro. Nel frattempo, il nostro grande esercito si sta preparando e riposando, in attesa della sua prossima conquista.L’America è tornata!”, conclude Trump.

Hezbollah: "Lanciati razzi sul nord di Israele dopo la violazione del cessate il fuoco"
Un missile attraversa il cielo israeliano. (AP Photo/Ariel Schalit)

Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato nelle prime ore di questa mattina diversi razzi contro l’insediamento di Manara, nel nord di Israele. Lo riferisce al-Jazeera. L’azione è stata rivendicata come risposta alle violazioni del cessate il fuoco nell’ambito della tregua tra Stati Uniti e Iran da parte di Israele.”Questa risposta continuerà finché non cesserà l’aggressione israelo-americana contro il nostro Paese e il nostro popolo”, si legge in una dichiarazione del gruppo libanese diffusa su Telegram.

Al Jazeera: "Nuovo attacco israeliano su Beirut"
Un edificio di Beirut, in Libano, colpito da missili israeliani. (Foto: Marwan Naamani/picture-alliance/dpa/AP Images)

Le forze israeliane avrebbero condotto un nuovo attacco contro la periferia sud di Beirut. Lo riferiscono i reporter di Al Jazeera Arabic. Il nuovo raid, se confermato, arriverebbe dopo i bombardamenti sulle città di Safad al-Battikh, Majdal Selem, Chaqra e Kherbet Selem, nel sud del Libano.

Funzionario iraniano: "Puniremo Israele per suoi crimini"

Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera che Teheran “punirà Israele in risposta al crimine commesso in Libano e alla violazione dei termini del cessate il fuoco”. “Il cessate il fuoco include l’intera regione, e Israele è noto per non rispettare le promesse e si lascerà dissuadere solo dalle pallottole”, ha dichiarato il funzionario.

La Marina dei Pasdaran pubblica rotta alternativa per evitare le mine a Hormuz

La marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) ha pubblicato una mappa che mostra rotte di navigazione alternative nello Stretto di Hormuz per aiutare le navi in transito a evitare le mine navali. Lo riportano i media iraniani, postando la mappa con la rotta alternativa. “Si avvisano tutte le navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz che, al fine di rispettare i principi di sicurezza marittima ed evitare possibili collisioni con mine navali dovranno seguire rotte alternative per l’attraversamento dello Stretto di Hormuz fino a nuovo avviso”, afferma la marina dei Pasdaran.

Pasdaran: "Fermo il traffico nello Stretto di Hormuz"

Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche dell’Iran (Irgc) ha affermato che il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz è diminuito drasticamente fino a fermarsi completamente, a seguito di quella che ha definito una violazione del cessate il fuoco israeliano in Libano. Lo riporta la Cnn. Secondo i dati di tracciamento navale di MarineTraffic, al momento non risultano navi in transito nello Stretto di Hormuz.

Secondo l’emittente iraniana PressTV lo Stretto è stato nuovamente chiuso e una petroliera è stata respinta.Secondo quanto riportato, la petroliera Auroura – battente bandiera panamense – ha effettuato un’improvvisa inversione di rotta di 180 gradi mentre si avvicinava all’uscita dello Stretto, tornando invece nel Golfo Persico

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