Stati Uniti e Iran stanno discutendo per raggiungere un cessate il fuoco di 45 giorni. I colloqui sono arrivati all’indomani delle ennesime minacce da parte di Donald Trump che, tra le altre cose, ha detto: se Teheran non raggiungerà un accordo di pace entro 48 ore “faremo saltare in aria l’intero Paese”. E ancora: “Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno”. Queste dichiarazioni sono arrivate mentre online continuavano a diffondersi rumors su un presunto ricovero del presidente Usa al Walter Reed National Military Medical Center. Notizia poi smentita dalla Casa Bianca.
La tv israeliana Channel 13 ha avviato il conto alla rovescia per la scadenza dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran, fissata per martedì alle 20 ora della costa est Usa. Mentre i giornalisti parlavano in diretta, il tg serale di Channel 13 tv mostrava un grande orologio digitale che segnava le ore e i minuti mancanti alla scadenza.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha affermato che ci vorrebbero 4 ore per distruggere ponti e centrali elettriche in Iran. Parlando in conferenza stampa, Trump ha descritto le conseguenze che l’Iran dovrebbe affrontare se non rispettasse la scadenza che lui stesso ha posto per l’ultimatum per raggiungere un accordo, fissata per martedì alle 20 ora della costa est Usa. “Abbiamo un piano, grazie alla potenza delle nostre forze armate, in base al quale ogni ponte in Iran sarà raso al suolo entro le 24:00 di domani sera” se l’ultimatum non verrà rispettato, ha dichiarato Trump durante la conferenza stampa che si è da poco conclusa. Le centrali elettriche in Iran, ha continuato, “brucerebbero, esploderebbero e non sarebbero mai più utilizzabili”.
Il segretario Usa alla Difesa, Pete Hegseth, nel corso della conferenza stampa convocata da Donald Trump, prendendo la parola dopo il presidente ha tracciato un parallelo fra la storia della Pasqua e quella del secondo pilota salvato ieri dopo l’abbattimento del jet Usa avvenuto in Iran venerdì. Hegseth ha spesso intessuto la guida del Pentagono con riferimenti alla sua fede cristiana e al linguaggio della sua fede. Hegseth ha affermato che l’aviatore, che è riuscito a sfuggire alla cattura per più di un giorno, è stato abbattuto il Venerdì Santo, si è “nascosto in una grotta” il sabato e la domenica di Pasqua era “un pilota rinato, tornato a casa sano e salvo”. Ha detto che quando l’aviatore è finalmente riuscito ad attivare un transponder di emergenza, il primo messaggio che ha trasmesso è stato: “Dio è buono”
Il presidente Usa, Donald Trump, ha minacciato di mandare in prigione i giornalisti che per primi hanno dato la notizia del salvataggio del primo pilota e che le forze Usa stavano cercando un secondo aviatore del jet statunitense abbattuto in Iran venerdì. “La persona che ha scritto l’articolo finirà in prigione se non parla e non ci metterà molto”, ha detto Trump.Il presidente Usa non ha fatto il nome del giornalista né della testata, ha detto che la fuga di notizie ha allertato gli iraniani, mettendo in pericolo l’ufficiale e i suoi soccorritori. Trump ha definito chi ha divulgato la notizia “una persona malata”. Si è detto fiducioso di poter riuscire a coprire l’identità dell’informatore: “Andremo dalla stampa che ha diffuso” la notizia “e diremo: ‘Sicurezza nazionale, consegnatelo o andate in prigione’”. Qualsiasi tentativo di mettere in carcere giornalisti per non aver rivelato l’identità delle fonti andrebbe certamente incontro a un’immediata opposizione per vie legali.
“Un’operazione storica”. Così il presidente Usa, Donald Trump, ha definito quella con cui sono stati salvati i piloti del caccia statunitense F-15 abbattuto in Iran venerdì. Parlando in conferenza stampa, Trump ha dichiarato che “nell’esercito noi non lasciamo mai nessuno indietro”.
Il nuovo leader supremo dell’Iran, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, ha rilasciato una rara dichiarazione pubblica esprimendo le sue condoglianze per l’uccisione del capo dei servizi segreti dei Guardiani della rivoluzione. In un post scritto sui social media, Khamenei ha affermato che il maggior generale Majid Khademi si è unito a una “schiera di guerrieri e combattenti risoluti” disposti a sacrificare la propria vita. Gli attacchi israeliani hanno ucciso decine di leader iraniani di alto rango, tra cui il padre di Khamenei. Il giovane Khamenei non è più apparso né ha parlato in pubblico da quando è succeduto al padre come Guida suprema.
Il presidente Usa, Donald Trump, nella conferenza stampa in corso dalla Casa Bianca ha descritto la portata dell’operazione intrapresa dagli Stati Uniti per salvare il secondo membro dell’equipaggio del jet Usa abbattuto in Iran sabato dicendo che ha coinvolto 155 velivoli. Più precisamente, fra gli altri ha coinvolto 4 bombardieri, 64 caccia, 48 aerei cisterna, 13 velivoli di soccorso, ha riferito Trump. Il presidente Usa ha dichiarato che gran parte dell’operazione era volta a depistare gli iraniani, visto che anche loro erano alla ricerca del membro dell’equipaggio disperso. “Li stavamo portando ovunque e gran parte dell’operazione era un diversivo” perché “volevamo far credere che” il pilota “si trovasse in un luogo diverso”, ha detto ancora.
A proposito dell’Iran, “tutto Paese potrebbe essere eliminato in una sola notte e questa notte potrebbe arrivare domani”. Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, in una delle prime frasi della sua attesa conferenza stampa, in cui sta riferendo dell’operazione di salvataggio dei piloti Usa del jet abbattuto in Iran venerdì.
Trump è accompagnato dai suoi principali consiglieri per la sicurezza nazionale, tra cui il segretario alla Difesa Pete Hegseth e l’inviato speciale Steve Witkoff. Sono presenti anche i suoi figli Eric e Tiffany Trump, insieme ai rispettivi coniugi. “Questa è stata una delle nostre migliori Pasque”, ha dichiarato Trump all’inizio della conferenza stampa, parlando del salvataggio dei 2 piloti Usa avvenuto in Iran nel fine settimana.
Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che il suo Paese ha intensificato gli sforzi per porre fine alla guerra in Iran. “Ci stiamo impegnando per cogliere ogni minima occasione, per quanto piccola, affinché cessino le ostilità e si aprano i negoziati”, ha dichiarato Erdogan in un discorso tv al termine di una riunione del Consiglio dei ministri, senza fornire ulteriori dettagli. Erdogan, noto per le sue critiche nei confronti di Israele, ha nuovamente accusato Tel Aviv di minare ogni tentativo di porre fine ai combattimenti.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato di “non essere preoccupato” quando gli è stato chiesto se eventuali attacchi Usa contro centrali elettriche e altre infrastrutture critiche in Iran possano costituire un crimine di guerra. Lo riporta la Cnn. “Non sono preoccupato per questo”, ha detto Trump ai giornalisti durante l’Easter Egg Roll alla Casa Bianca, parole che giungono dopo che il presidente Usa ha minacciato di attaccare ponti e centrali elettriche se l’Iran non rispetterà l’ultimatum da lui imposto. “Sapete cos’è un crimine di guerra? Il crimine di guerra è permettere all’Iran di possedere un’arma nucleare”, ha dichiarato Trump. Il presidente ha avvertito ripetutamente che gli Stati Uniti potrebbero colpire centrali elettriche, ponti e altre infrastrutture in Iran se Teheran non dovesse raggiungere un accordo o riaprire lo Stretto di Hormuz, via di transito cruciale per il petrolio. Ieri ha affermato che l’Iran ha tempo fino a martedì alle 20 ora della costa est degli Stati Uniti per raggiungere un accordo, minacciando che se l’ultimatum non verrà rispettato per l’Iran sarà un inferno.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che il suo vice, JD Vance, “potrebbe” partecipare a un incontro presenziale per negoziare la fine della guerra in Iran. Lo ha detto parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, secondo quanto riporta la Cnn. Trump ha confermato che JD Vance, l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner, stanno discutendo con i Paesi intermediari riguardo alla guerra in Iran. “Sono tutti uniti e stanno parlando insieme”, ha detto Trump ai durante l’Easter Egg Roll alla Casa Bianca. La Cnn ha riferito oggi che Pakistan, Egitto e Turchia stanno agendo come mediatori fra Stati Uniti e Iran, ma che i colloqui indiretti si sono arenati la scorsa settimana e che i lavori per un incontro di persona sembravano essersi interrotti.
I due piloti del caccia Usa abbattuto in Iran venerdì e recuperati “si stanno riprendendo molto bene”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca durante l’Easter Egg Roll. “Sta davvero bene”, ha detto Trump riferendosi al pilota che ha trascorso più di un giorno nascosto in Iran prima di essere salvato nel corso di un’operazione Usa. “Si stanno riprendendo molto bene entrambi”, ha aggiunto, “erano entrambi feriti e stanno bene”. Una conferenza stampa di Trump è attesa per le 13 ora locale, le 19 in Italia.
Un funzionario regionale coinvolto nei colloqui per il cessate il fuoco in Iran afferma che i negoziati non sono crollati. “Stiamo ancora dialogando con entrambe le parti”, ha dichiarato la fonte coperta dall’anonimato, riferendosi al dialogo dei mediatori con Usa e Iran.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha lanciato un avvertimento all’Iran dicendo che sta commettendo un errore a non arrendersi. Poco dopo che i media statali avevano riferito che l’Iran aveva respinto una proposta di cessate il fuoco, Trump ha lanciato un nuovo severo monito all’Iran. “Semplicemente non vogliono arrendersi”, ha detto Trump ai giornalisti mentre lui e la first lady Melania Trump ospitavano l’Easter Egg Roll alla Casa Bianca. “Non vogliono ammettere la sconfitta, ma lo faranno. E se non lo faranno, non avranno ponti. Non avranno centrali elettriche. Non avranno nulla”, ha aggiunto ribadendo le minacce. Poi un altro minaccioso avvertimento: “Non mi spingerò oltre perché ci sono altre cose peggiori di queste due”.
La scadenza fissata per martedì alle 20 ora della costa est Usa per un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz è definitiva. È quanto ha detto il presidente Usa, Donald Trump, che alla domanda posta da un giornalista, che durante l’Easter Egg Roll alla Casa Bianca ha chiesto appunto se sia definitiva la scadenza da lui fissata, ha risposto “sì”.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha affermato oggi che nel suo post di Pasqua su Truth relativo all’Iran ha usato un linguaggio volgare “solo per chiarire la mia posizione”. Il riferimento è al post in cui ieri ha scritto: “Martedì in Iran sarà la Giornata della centrale elettrica e la Giornata del ponte, tutto in uno. Non ci sarà niente di simile! Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno, vedrete! Sia lode ad Allah”. Rispondendo a un giornalista che, durante l’Easter Egg Roll alla Casa Bianca, gli ha chiesto perché avesse usato un linguaggio volgare, Trump ha risposto: “Solo per chiarire la mia posizione”.
“Purtroppo, il popolo americano vorrebbe che tornassimo a casa. Se dipendesse da me prenderei il petrolio, lo terrei e faremmo un sacco di soldi. E mi prenderei cura del popolo iraniano molto meglio di quanto sia stato fatto finora”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca a proposito dell’Iran, a margine dell’Easter Egg Roll.
“Hanno fatto una proposta, ed è una proposta significativa. È un passo significativo. Non è abbastanza, ma è un passo molto significativo”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca delle ultime proposte emerse per porre fine al conflitto in Iran. “Vedremo che cosa succederà”, ha aggiunto Trump, che per le 19 ora italiana ha in programma una conferenza stampa. I commenti di Trump sono arrivati in occasione dell’annuale Easter Egg Roll alla Casa Bianca, dove ha anche ribadito che la leadership iraniana è ora “molto più ragionevole”. “Il primo regime è stato eliminato, il secondo regime è stato eliminato. Ora il terzo gruppo di persone con cui abbiamo a che fare non è così radicalizzato, e pensiamo che in realtà siano molto più intelligenti”, ha detto Trump.
Uova colorate contro la facciata del consolato della Repubblica islamica di Iran, in via Monte Rosa a Milano, per protestare contro le esecuzioni di prigionieri politici messe in atto in queste ore dal governo di Teheran. È questa la protesta che alcuni membri della comunità iraniana di Milano hanno inscenato nel pomeriggio di Pasquetta davanti alla sede diplomatica. Sul posto erano presenti militari italiani a presidio, che hanno tentato di impedire l’azione senza ingaggiare i dimostranti in modo violento. Al grido di “abbasso Khamenei” e “viva Pahlavi”, i manifestanti hanno mostrato le immagini di alcune delle 16 persone giustiziate nelle ultime due settimane dal regime degli Ayatollah. “Le esecuzioni a catena, avvenute mentre il Paese è coinvolto in un conflitto esterno, confermano che il principale avversario del regime è il popolo e la resistenza organizzata”, si legge in un comunicato in cui si cita Maryam Rajavi, presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI). I manifestanti hanno chiesto al governo italiano, e in particolare alla premier Giorgia Meloni e al ministro degli Esteri Antonio Tajani, nonché al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, di prendere posizione contro le esecuzioni in corso, di adottare provvedimenti vincolanti, di disporre la chiusura delle rappresentanze diplomatiche iraniane in Italia e di procedere all’espulsione degli agenti del regime dal territorio europeo.
“Non accetteremo semplicemente un cessate il fuoco”, “accetteremo solo la fine della guerra con garanzie che non saremo attaccati di nuovo”. Lo ha dichiarato ad Associated Press Mojtaba Ferdousi Pour, capo della missione diplomatica dell’Iran al Cairo, in Egitto.
L’agenzia di stampa di Stato iraniana Irna riferisce che Teheran ha respinto la proposta di un cessate il fuoco e che chiede la fine definitiva della guerra. Secondo quanto riporta Irna, l’Iran ha comunicato la propria risposta agli Stati Uniti tramite il Pakistan. La risposta è arrivata prima della scadenza fissata dal presidente Usa Donald Trump per iniziare i bombardamenti contro infrastrutture energetiche iraniane.
“Un funzionario statunitense mi ha riferito che lunedì l’Iran ha inviato una risposta in 10 punti alla proposta per porre fine alla guerra”. Lo riferisce il giornalista Barak Ravid della testata Axios, aggiungendo che “il funzionario Usa ha affermato che la risposta è ‘massimalista’ e non è chiaro se consentirà di procedere verso una soluzione diplomatica”.
“Dopo due settimane di approfondite valutazioni ai massimi livelli del sistema, l’Iran ha trasmesso al Pakistan la propria risposta alla proposta Usa per porre fine alla guerra”. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Irna, aggiungendo che Teheran “ha inviato una proposta per porre fine alla guerra”. Il Pakistan è fra i Paesi che stanno tentando una mediazione fra Usa e Iran.
L’esercito israeliano (Idf) ha riferito di avere colpito 3 aeroporti di Teheran, cioè l’aeroporto di Bahram, l’aeroporto di Mehrabad e l’aeroporto di Azmayesh. L’Idf sostiene che gli attacchi abbiano colpito decine di elicotteri e aerei che appartenevano all’Aeronautica Militare iraniana.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso soddisfazione per l’uccisione del capo dell’intelligence dei pasdaran, Majid Khademi, e per il capo dell’unità sotto copertura della Guardia Rivoluzionaria, parte della Forza Quds, Asghar Bakeri. “Raggiungeremo chiunque cerchi di danneggiarci. Andremo avanti con tutte le nostre forze, su tutti i fronti, finché la minaccia non sarà eliminata e tutti gli obiettivi di guerra non saranno raggiunti”, ha avvertito Netanyahu su X.
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan e il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, hanno avuto una conversazione telefonica durante la quale hanno discusso “dello stato della guerra” e di altri sviluppi, secondo quanto riferito da un funzionario turco. Il funzionario ha fornito l’informazione a condizione di anonimato, in conformità con le norme governative, e non ha fornito ulteriori dettagli. La telefonata è avvenuta dopo che due funzionari mediorientali hanno riferito che i mediatori di Egitto, Pakistan e Turchia hanno inviato a Washington e Teheran una proposta che includeva un cessate il fuoco di 45 giorni e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
L’Iran ha confermato che sono in corso contatti con i mediatori impegnati per la fine del conflitto. Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, ha detto ai giornalisti a Teheran che è in corso uno scambio di messaggi, ma che “i negoziati sono del tutto incompatibili con ultimatum, crimini e minacce di crimini di guerra”, riporta AP. Parlando dei tentativi di mediazione per arrivare alla fine del conflitto Baghaei ha fatto riferimento anche al piano in 15 punti condiviso dagli Stati Uniti tramite intermediari. “Non è in alcun modo accettabile per noi”, ha affermato, secondo quanto riportano le agenzie iraniane. Il portavoce ha riferito che l’Iran ha quindi elaborato una serie di richieste “basate sui suoi interessi e considerazioni”.
Il piano per un cessate il fuoco di 45 giorni fra Usa e Iran è “una delle tante idee” sulle quali si discute al momento. È quanto ha detto un funzionario della Casa Bianca al giornalista Barak Ravid della testata Axios. Secondo la fonte citata dal giornalista, Donald Trump “non ha ancora dato il suo benestare” e “l’operazione Epic Fury prosegue”. La fonte ha ricordato che il presidente Usa parlerà alle 13 ora locale e ha riferito che in quella occasione “Trump dirà di più”. Per le 13 ora locale, le 19 in Italia, è in programma una conferenza stampa di Trump con funzionari militari a seguito dell’operazione di salvataggio del fine settimana condotta per recuperare il pilota statunitense che era disperso a seguito dell’abbattimento di un F-15 venerdì in Iran.
L’esercito di Israele (Idf) ha lanciato un nuovo allarme riferendo di avere rilevato il lancio di un’altra raffica di missili dall’Iran. Si tratta del sesto allarme di questo tipo diffuso oggi.
L’intero Medioriente finirà “al buio” se Donald Trump desse seguito alla sua minaccia di bombardare le centrali elettriche iraniane. È l’avvertimento di un consigliere iraniano, l’ex ministro degli Esteri e consigliere della Guida suprema Ali Akbar Velayati, che in un post sui social network ha esortato i Paesi arabi a dissuadere il presidente Usa dal colpire le centrali elettriche iraniane. “I governanti dei Paesi arabi dovrebbero, per evitare che la regione piombi nell’oscurità, far capire a Trump che il Golfo Persico non è un luogo dove giocare d’azzardo”, ha scritto sui social media.
L’esercito israeliano e il Mossad hanno contribuito al salvataggio del pilota statunitense che era disperso a seguito dell’abbattimento di un jet Usa in Iran. Lo ha riferito l’ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, in un post su X in cui ha ringraziato Israele per avere aiutato l’esercito e le agenzie di intelligence statunitense collaborando all’operazione Usa di salvataggio. Funzionari israeliani hanno affermato che Israele ha fornito supporto, comprese informazioni di intelligence, durante il salvataggio, ma che le truppe non sono state coinvolte attivamente sul campo.
Il ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, nel corso di una telefonata con il suo omologo giapponese, Toshimitsu Motegi, e ha chiesto una “de-escalation urgente” nel conflitto in corso in Medioriente. In una dichiarazione del ministero degli Esteri pakistano, si legge che Dar “ha ribadito l’impegno del Pakistan a sostenere tutte le iniziative volte all’allentamento delle tensioni e al raggiungimento di una pace e una stabilità durature”. Sempre secondo quanto riferito dal ministero, Motegi ha dal canto suo apprezzato e sostenuto il “ruolo costruttivo” del Pakistan nel facilitare il dialogo e la diplomazia per la pace e la stabilità regionale e i leader hanno concordato di mantenere i contatti
L’Iran ha respinto l’idea di un cessate il fuoco temporaneo, sostenendo che ciò consentirebbe agli avversari di prendere fiato e prepararsi alla prosecuzione del conflitto. “Chiediamo la fine della guerra e che se ne impedisca il ripetersi”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale iraniana Irna, citata da Cnn. Le dichiarazioni sono arrivate dopo che l’Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto una bozza di proposta da parte dei mediatori che prevede un cessate il fuoco di 45 giorni e la riapertura dello Stretto di Hormuz come possibile soluzione per porre fine alla guerra.
L’esercito israeliano ha affermato di aver ucciso il capo dell’unità sotto copertura della Guardia Rivoluzionaria, parte della Forza Quds. Il tenente colonnello Nadav Shoshani, portavoce militare, ha confermato l’uccisione di Asghar Bakeri in una conferenza stampa. Bakeri, ha detto, aveva pianificato attacchi contro obiettivi israeliani e americani, nonché operazioni in Israele, Siria e Libano.
La cittadina cristiana di Ain Saadeh, a est di Beirut, è sotto shock dopo che un missile israeliano si è schiantato contro un condominio, uccidendo un politico anti-Hezbollah, sua moglie e un’altra donna. Israele ha dichiarato di aver preso di mira un militante di Hezbollah, ma l’appartamento al terzo piano era vuoto. L’attacco ha fatto saltare in aria le pareti e le finestre del piano sottostante, uccidendo Pierre Mouawad, un funzionario delle Forze Libanesi, un partito politico cristiano opposto al gruppo Hezbollah sostenuto dall’Iran, e sua moglie, Flavia Mouawad. “È la prima volta che succede una cosa del genere qui”, ha detto Nadine Naameh, un’amica di famiglia, “ci siamo sempre sentiti al sicuro qui”. I vicini hanno pianto fuori dagli appartamenti crollati mentre le squadre di soccorso stavano spazzando via le macerie. “Le persone che vivono qui sono contro la violenza. Non vogliono questa guerra”, ha detto il funzionario municipale Pierre Said. Israele ha dichiarato di star indagando su “segnalazioni secondo cui diverse persone non coinvolte sarebbero state ferite”.
L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha confermato che sono stati registrati attacchi nelle vicinanze della centrale nucleare iraniana di Bushehr. Un ordigno è caduto a soli 75 metri dal perimetro dell’impianto. L’agenzia Onu ha riferito in un post sui social che, secondo le proprie analisi, la centrale non ha subito danni fino a domenica. Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha chiesto di fermare tali attacchi, sottolineando che causano “un pericolo molto reale per la sicurezza nucleare”. L’Organizzazione per l’energia atomica iraniana ha segnalato quattro attacchi nelle vicinanze della struttura dall’inizio della guerra, il 28 febbraio. L’ultimo attacco, avvenuto sabato, ha causato la morte di una guardia di sicurezza e danneggiato un edificio di supporto, ha affermato l’organizzazione. La centrale nucleare di Bushehr utilizza uranio a basso arricchimento proveniente dalla Russia, avvalendosi anche di tecnici russi, per fornire circa 1.000 megawatt di energia all’Iran.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha confermato che Israele ha attaccato l’impianto petrolchimico di South Pars ad Asaluyeh. La dichiarazione è arrivata dopo che l’Iran ha riferito che la struttura era stata attaccata. Katz ha affermato che Israele ha “appena sferrato un potente attacco contro il più grande impianto petrolchimico dell’Iran, situato ad Asaluyeh, un obiettivo centrale responsabile di circa il 50% della produzione petrolchimica del Paese”. Un attacco israeliano a marzo contro gli impianti di South Pars ha scatenato importanti attacchi iraniani contro le infrastrutture petrolifere e del gas in tutti gli Stati arabi del Golfo
L’agenzia di stampa iraniana Fars riferisce che un attacco ha preso di mira l’impianto petrolchimico di South Pars ad Asaluyeh. “Pochi minuti fa si sono sentite diverse esplosioni provenienti dal complesso petrolchimico di South Pars ad Asaluyeh”, scrive l’agenzia.
South Pars è il più grande giacimento di gas al mondo e ha impianti di estrazione e trattamento nonché impianti petrolchimici per la trasformazione del gas. L’Iran condivide il giacimento con il Qatar che chiama la sua parte ‘North Field’. I media iraniani hanno attribuito agli Stati Uniti e a Israele le resonsabilità dell’attacco. A marzo Teheran aveva condannato il primo attacco israeliano a South Pars. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian aveva avvertito allora di “conseguenze incontrollabili” che avrebbero potuto “travolgere il mondo intero”. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito di possibili attacchi a centrali elettriche e ponti questa settimana se lo Stretto di Hormuz non verrà aperto. Dopo il precedente attacco di Israele, AP ricorda che Trump ha affermato che lo Stato ebraico non avrebbe attaccato nuovamente South Pars, ma ha avvertito sui social media che se l’Iran avesse continuato a colpire le infrastrutture energetiche del Qatar, gli Stati Uniti avrebbero reagito e “fatto saltare in aria in modo massiccio l’intero” giacimento.
L’Iran sostiene che il salvataggio del pilota statunitense possa essere stata una copertura per “rubare uranio arricchito”. Ci sono “molti interrogativi e incertezze” riguardo all’operazione, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, “l’area in cui si sostiene che il pilota americano fosse presente, nella provincia di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, è molto lontana dall’area in cui hanno tentato di atterrare o volevano far atterrare le loro forze nell’Iran centrale”.
L’esercito israeliano ha messo in guardia la popolazione da un’altra raffica di missili provenienti dall’Iran. Si tratta del quinto allarme di questo tipo della giornata.
L’agenzia iraniana Fars, che cita una fonte militare, ha riferito che la marina delle Guardie Rivoluzionarie ha distrutto la nave portacontainer SDN7 di proprietà israeliana con un missile da crociera e che l’imbarcazione israeliana è in fiamme.
Questa mattina gli abitanti dell’area di Jnah, nel sud del Libano, hanno assistito al passaggio di un bulldozer che ha spazzato via un’enorme massa di macerie dopo un attacco israeliano che ha ucciso cinque persone e ne ha ferite altre 50. Scarpe da bambino, libri di preghiera e posate di metallo erano visibili tra i blocchi di cemento. Tra le vittime, secondo il ministero della Salute libanese, ci sono due cittadini sudanesi e una ragazza di 15 anni. Il quartiere, densamente popolato, ospita molti lavoratori migranti sudanesi fuggiti dalla brutale guerra civile del loro Paese.
“Sono fuggiti dal Sudan a causa della guerra, solo per essere uccisi in un’altra guerra. Immaginate”, ha detto Mohammed Awad, 29 anni, che vive da sei anni nello stesso edificio dei due giovani sudanesi uccisi, “non abbiamo davvero nessun altro posto dove andare”. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver preso di mira un militante di Hezbollah nella zona, senza fornire ulteriori dettagli.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che Teheran ha redatto la propria risposta alle proposte trasmesse tramite i mediatori e che la renderà nota al momento opportuno. Ne hanno dato notizia i media iraniani. Baghaei in un punto stampa ha poi rimarcato che i negoziati non possono svolgersi sotto la minaccia di attacchi, e ha sostenuto che la minaccia Usa di colpire le infrastrutture equivale a un crimine di guerra.
Il ministero degli Esteri iraniano ha precisato che Teheran ha formulato richieste sulla base dei propri interessi e le ha comunicate tramite intermediari, in risposta alle proposte di cessate il fuoco. “L’Iran non esita a esprimere chiaramente quelle che considera le sue richieste legittime e ciò non dovrebbe essere interpretato come un segno di compromesso, ma piuttosto come un riflesso della sua fiducia nel difendere le proprie posizioni”, ha detto Baghaei, affermando che le precedenti richieste degli Stati Uniti, come il piano in 15 punti, sono state respinte perché eccessive.
L’esercito israeliano, Idf, ha riferito che sono stati ritrovati i corpi di quattro persone ad Haifa, che è stata colpita da un attacco missilistico iraniano. Le quattro persone erano rimaste intrappolate sotto le macerie e sono state ritrovate dopo ore di operazioni di soccorso protrattesi per tutta la notte, ha precisato l’esercito.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che “i negoziati sono incompatibili con ultimatum e minacce di crimini di guerra”, in riferimento alle ultime dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump. “In una situazione in cui il nostro nemico sta intensificando i suoi crimini, tutte le informazioni e l’attenzione devono essere concentrate sulla difesa del Paese”, ha detto Baghaei secondo quanto riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Il portavoce ha poi criticato gli Usa affermando che “non hanno dato alcuna credibilità alla diplomazia”. “Le affermazioni dell’America non sono in alcun modo coerenti con le sue azioni”, ha aggiunto.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha affermato che “qualsiasi attacco alle infrastrutture civili, in particolare agli impianti energetici, è illegale e inaccettabile”. “Vale per la guerra della Russia in Ucraina e ovunque. La popolazione civile iraniana è la principale vittima del regime iraniano. Sarebbe anche la principale vittima di un’escalation della campagna militare”, ha rimarcato.
Ieri il presidente Usa Donald Trump ha minacciato di far “saltare in aria” l’Iran, inclusi ponti e centrali elettriche, se non si raggiungerà un accordo entro 48 ore. Costa ha poi sottolineato che, come ha ricordato in una recente conversazione telefonica con il presidente dell’Iran, l’Ue “esorta Teheran a porre immediatamente fine ai suoi attacchi contro i paesi della regione e a consentire il ripristino della piena libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz”.
“L’escalation non porterà al cessate il fuoco e alla pace. Solo i negoziati lo faranno, in particolare gli sforzi in corso guidati dai partner regionali”, ha rimarcato Costa sottolineando che “dopo cinque settimane di guerra in Medio Oriente, è chiaro che solo una soluzione diplomatica potrà risolvere le cause profonde del conflitto”.
Una terza nave di proprietà turca ha lasciato in sicurezza il Golfo Persico attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture turco Abdulkadir Uraloglu su X. Il ministro ha riferito che la Ocean Thunder, che trasporta petrolio greggio dall’Iraq alla Malesia, ha passato lo stretto in sicurezza grazie agli sforzi congiunti con il ministero degli Esteri turco. Il numero di navi di proprietà turca in attesa di passare dal canale è sceso ora a 12 e otto di queste navi hanno già presentato la richiesta per partire.
Un attacco aereo ha colpito questa mattina un edificio dedicato alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione presso l’Università tecnica Sharif di Teheran, secondo quanto riferito da Mohammed Vesal, professore di economia dell’ateneo. Vesal, che ha parlato con una troupe dell’Associated Press arrivata in Iran dall’estero per seguire gli eventi, ha affermato che l’attacco ha interrotto le lezioni online dell’università. Tutti gli studenti hanno lasciato il campus a causa della guerra.
“Tutti i servizi web dell’università sono attualmente inattivi a causa di questo violento attacco alle nostre infrastrutture”, ha detto Vesal sostenendo che l’ateneo è “un’istituzione puramente accademica”. L’Università Sharif è considerata la migliore scuola di ingegneria dell’Iran. Nel corso degli anni, diversi Paesi hanno sanzionato l’ateneo per la sua collaborazione con l’esercito, in particolare per quanto riguarda il programma missilistico balistico iraniano, controllato dai pasdaran.
“Le Guardie Rivoluzionarie sparano sui civili e noi stiamo eliminando i leader dei terroristi. I leader iraniani vivono con la sensazione di essere presi di mira. Continueremo a dar loro la caccia uno per uno”. Lo ha detto il ministro della Difesa di Israele, Israel Katz, rivendicando l’uccisione del capo dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Majid Khademi. Katz ha aggiunto che lo Stato ebraico ha anche “gravemente danneggiato” le industrie siderurgiche e petrolchimiche iraniane. “Continueremo a colpire duramente le infrastrutture nazionali iraniane, portando all’indebolimento e al crollo del regime terroristico, nonché alla sua capacità di fomentare il terrore e di attaccare lo Stato di Israele”, ha affermato.
Israele ha rivendicato l’uccisione del capo dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Majid Khademi. L’annuncio è stato dato dal ministro della Difesa Israel Katz.In precedenza i pasdaran avevano riferito della morte di Khademi puntando il dito contro Stati Uniti e Israele.
Il capo dell’intelligence dei pasdaran, Majid Khademi, è stato ucciso in un attacco di Stati Uniti e Israele diretto contro di lui. Lo ha riferito la Guardia Rivoluzionaria, secondo quanto riportano i media statali iraniani. Non sono stati forniti dettagli sul luogo in cui Khademi è stato ucciso. Questa mattina presto diversi attacchi aerei hanno colpito zone residenziali nei dintorni della capitale iraniana, Teheran.
L’Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto una bozza di proposta che prevede un cessate il fuoco di 45 giorni e la riapertura dello Stretto di Hormuz come possibile soluzione per porre fine alla guerra. Lo hanno riferito all’Associated Press due funzionari mediorientali che hanno parlato a condizione di anonimato. La proposta proviene dai mediatori egiziani, pakistani e turchi impegnati a fermare i combattimenti. Questi sperano che 45 giorni siano un tempo sufficiente per colloqui approfonditi tra i Paesi per raggiungere un cessate il fuoco permanente.
L’Iran e gli Stati Uniti non hanno ancora risposto alla proposta, che è stata inviata nella tarda serata di domenica al ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e all’inviato statunitense per il Medio Oriente Steve Witkoff, hanno affermato i funzionari.Non è ancora chiaro se le parti accetteranno le condizioni avanzate dai mediatori.
L’Iran ha ribadito che continuerà a combattere fino a quando non riceverà un risarcimento finanziario e la promessa che non verrà attaccato di nuovo. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di bombardare ponti e centrali elettriche iraniane questa settimana.Il sito web di notizie Axios ha riportato per primo i termini del piano dei mediatori.
L’agenzia iraniana Tasnim ha pubblicato un’analisi politica riguardante la notizia riportata da Axios secondo cui Washington e Teheran, con un gruppo di mediatori regionali, starebbero discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni. Secondo Tasnim “un cessate il fuoco temporaneo in cui si mantiene la minaccia della guerra non ha posto nella dottrina dell’Iran per porre fine al conflitto attuale”.
“Un cessate il fuoco temporaneo accompagnato dall’ombra della guerra, senza soddisfare le condizioni necessarie dell’Iran per porre fine alla guerra, permette semplicemente al nemico di riorganizzarsi”, sostiene Tasnim, ricordando che l’Iran ha dichiarato che la guerra può terminare solo a determinate condizioni, e una di queste è “una garanzia tangibile contro una nuova invasione da parte del nemico americano e sionista”.
Il media iraniano afferma poi che il presidente Usa Donald Trump, “probabilmente consapevole della ferma determinazione dell’Iran a rispondere a qualsiasi atto di follia riguardante le centrali elettriche e altre infrastrutture, sta cercando di fare marcia indietro su questa minaccia per la terza volta”. “Tali notizie potrebbero rappresentare un tentativo di spianare la strada a tale mossa. Sebbene si tratti solo di un’ipotesi”, aggiunge.
L’agenzia iraniana Fars ha riferito che il regime degli Ayatollah sta sferrando attacchi ai siti Usa negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait. Usa e Israele in precedenza hanno sferrato una serie di attacchi contro l’Iran che hanno causato la morte di oltre 25 persone. Secondo i media iraniani tra le vittime ci sarebbero anche sei bambini che avevano meno di 10 anni.
Il comando militare centrale iraniano ha lanciato un avvertimento a Stati Uniti e Israele, affermando che, qualora gli attacchi contro obiettivi civili dovessero continuare, la rappresaglia dell’Iran “sarà messa in atto con una forza molto più devastante ed estesa”. Ne danno notizia i media iraniani che citano un portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya.
Secondo quanto riportano le agenzie iraniane, tra cui Fars e Tasnim, sei bambini sono stati uccisi nella provincia di Teheran nei raid di Israele e Stati Uniti. Tasnim riferisce che i bambini avevano meno di 10 anni.
Israele e gli Stati Uniti hanno sferrato una serie di attacchi contro l’Iran che hanno causato la morte di oltre 25 persone. Teheran ha risposto lanciando missili contro Israele e i Paesi arabi del Golfo. Le esplosioni sono risuonate nella notte a Teheran e per ore si sono sentiti i rumori dei jet a bassa quota mentre la capitale iraniana veniva presa di mira. Un denso fumo nero si è alzato vicino a Piazza Azadi, dopo che un attacco aereo ha colpito il campus dell’Università tecnica Sharif.
Due morti sono stati estratti dalle macerie di un edificio colpito da un missile iraniano ad Haifa, in Israele. Lo riferisce The Times of Israel. Si teme che altre due persone siano ancora intrappolate. Almeno due feriti, di cui uno grave, nell’ultimo attacco missilistico a grappolo iraniano. Washington e Teheran sarebbero impegnate in colloqui mediati per una tregua di 45 giorni, ma le possibilità di un accordo, riferisce il quotidiano, sarebbero scarse.
Gli Stati Uniti, l’Iran e un gruppo di mediatori regionali stanno discutendo i termini di un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare a una fine definitiva della guerra, secondo quattro fonti statunitensi, israeliane e regionali a conoscenza dei colloqui. Lo riferisce il sito Axios.Le fonti affermano che le possibilità di raggiungere un accordo parziale nelle prossime 48 ore sono scarse. Ma questo ultimo tentativo, aggiungono, è l’unica possibilità per prevenire una drammatica escalation della guerra che includerà massicci attacchi contro le forze di sicurezza israeliane e una rappresaglia contro l’Iran.

