Le autorità della Serbia hanno rinvenuto “un ordigno esplosivo di potenza devastante” vicino a un gasdotto che collega il Paese alla vicina Ungheria.
“Ho appena terminato una conversazione telefonica con il primo ministro ungherese Viktor Orban in cui gli ho presentato i primi risultati delle indagini delle nostre autorità militari-polizia in merito alla messa in pericolo delle infrastrutture critiche del gas che collegano Serbia e Ungheria”, ha scritto in un post sui social il presidente serbo Aleksandar Vucic. “Le nostre unità hanno trovato un esplosivo di potenza devastante e i bastoni necessari per la sua attivazione. Ho detto al primo ministro Orban che lo avremmo tenuto aggiornato sulle indagini per procedere”.
La reazione ungherese
We have received a report from our Serbian friends that someone tried to blow up the TurkStream pipeline in Serbia, which guarantees Hungary’s secure gas supply. We firmly reject this latest attack, as undermining the security of our energy supply is an attack on our sovereignty.
— Péter Szijjártó (@FM_Szijjarto) April 5, 2026
“Abbiamo ricevuto una segnalazione dai nostri amici serbi secondo cui qualcuno avrebbe tentato di far saltare in aria il gasdotto TurkStream, che garantisce l’approvvigionamento sicuro di gas all’Ungheria. Condanniamo fermamente quest’ultimo attacco, poiché minare la sicurezza del nostro approvvigionamento energetico equivale a un attacco alla nostra sovranità”, ha scritto in un post su X il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó.
Nelle scorse ore Budapest, attraverso il leader Viktor Orban, ha implicitamente accusato l’Ucraina di essere coinvolta nel tentato sabotaggio del gasdotto. Le autorità di Kiev hanno respinto ogni imputazione a loro carico attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, ma la risposta arrivata da Szijjártó sui social lascia poco spazio all’immaginazione.
Yeah, like North Stream 2… https://t.co/h4bthFJwUE
— Péter Szijjártó (@FM_Szijjarto) April 5, 2026
La polemica tra Ungheria e Ucraina si inserisce nel quadro dei diverbi tra i due Paesi a proposito dello stop al petrolio che Budapest riceveva da Mosca e che passa in territorio ucraino tramite l’oleodotto di Druzhba. Poiché il governo di Volodymyr Zelensky si rifiuta di sbloccare le forniture, l’Ungheria ha risposto con la sospensione della consegna di gasolio a Kiev. L’ultima minaccia in questo senso è arrivata solo pochi giorni fa per bocca di Viktor Orban in persona.
In precedenza, l’Ungheria aveva tentato di convincere Kiev bloccando il 27esimo pacchetto di sanzioni europee contro la Russia.

