Iran, Trump: “Hanno chiesto il cessate il fuoco”. Teheran: “Parole false e infondate” – La diretta

Iran, Trump: “Hanno chiesto il cessate il fuoco”. Teheran: “Parole false e infondate” – La diretta
Masoud Pezeshkian e Donald Trump

Trump: “Hanno chiesto il cessate il fuoco”. Teheran: “Parole false e infondate”

Mentre prosegue la guerra in Iran, il Segretario di Stato Usa Marco Rubio usa parole dure contro la Nato: “Credo non ci siano dubbi, purtroppo, che una volta concluso questo conflitto dovremo riesaminare il valore della Nato e di quest’Alleanza per il nostro Paese”, dice in un’intervista a Fox News. “Questa è una decisione che spetta al Presidente, e sarà lui a doverla prendere”. Secondo Rubio “Se siamo arrivati al punto in cui la Nato ci impedisce di usare basi per difendere gli interessi americani, allora è una strada a senso unico che si riduce semplicemente ad avere truppe in Europa per difendere l’Europa – ha argomentato Rubio – ma se quando abbiamo bisogno che ci permettano di usare le loro basi militari, la risposta è no, allora perché siamo nella Nato? Bisogna porsi questa domanda”, conclude.

Intanto il presidente Trump ha affermato sul suo social Truth che il presidente iraniano ha chiesto un cessate il fuoco prima del suo discorso al popolo americano. “Il presidente del nuovo regime iraniano, molto meno radicalizzato e ben più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d’America un cessate il fuoco!”, ha scritto Trump, “valuteremo la situazione quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sicuro. Fino ad allora, stiamo distruggendo l’Iran o, come si dice, lo stiamo riportando all’età della pietra!!!”

La guerra in Iran e Medioriente – Tutte le notizie di oggi 1° aprile
Inizio diretta: 01/04/26 07:30
Fine diretta: 01/04/26 23:30
W.Post: Trump ha chiesto al Pentagono piano per sequestrare uranio arricchito

 Il Pentagono, su richiesta del presidente Usa, ha presentato a Donald Trump un piano per sequestrare i quasi 450 chilogrammi di uranio arricchito di cui dispone l’Iran. Lo riporta il Washington Post citando due persone a conoscenza dei fatti. L’operazione prevederebbe il trasporto aereo di attrezzature per lo scavo e la costruzione di una pista di atterraggio per consentire a velivoli cargo di prelevare il materiale radioattivo. La richiesta del piano da parte di Trump, rileva il Washington Post, testimonia il suo interesse a valutare l’attuazione di una missione delle forze speciali di eccezionale delicatezza e dall’altissimo profilo strategico.  

Pezeshkian: "Mondo a un bivio, continuare guerra è costoso e inutile"

 “Il mondo si trova a un bivio”, continuare su una strada di ostilità verso l’Iran è “più costoso e inutile che mai”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera indirizzata agli americani, diffusa dal media statale Press TV. Pezeshkian ha descritto la scelta tra confronto e dialogo come “reale e di grande importanza”, avvertendo che il suo esito “plasmerà il futuro per le generazioni a venire”. 

Pezeshkian: "Usa entrati in guerra come strumento per conto di Israele"

 “Non è forse vero che anche l’America è entrata in questa aggressione come strumento per conto di Israele? Non è forse vero che Israele, creando una minaccia iraniana, cerca di distogliere l’attenzione globale dai suoi crimini e di indirizzarla verso i palestinesi?”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera indirizzata agli americani, diffusa dal media statale Press TV. Pezeshkian ha poi chiesto se non sia evidente che Israele “ora punta a combattere l’Iran fino all’ultimo soldato americano e all’ultimo dollaro del contribuente americano”. “‘L’America First’ è davvero tra le priorità del governo degli Stati Uniti oggi?”, ha aggiunto. 

Pezeshkian agli Usa: "Azioni hanno conseguenze oltre nostri confini"

“L’Iran ha perseguito i negoziati, raggiunto un accordo e rispettato tutti i suoi impegni. La decisione di ritirarsi da tale accordo, di intensificare le ostilità verso lo scontro e di lanciare due atti di aggressione nel bel mezzo dei negoziati sono state scelte distruttive compiute dal governo statunitense, scelte che hanno alimentato le illusioni di un aggressore straniero”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera indirizzata agli americani, diffusa dal media statale Press TV. “Attaccare le infrastrutture vitali dell’Iran, comprese quelle energetiche e industriali, significa colpire direttamente il popolo iraniano”, ha spiegato. “Oltre a costituire un crimine di guerra, tali azioni hanno conseguenze che si estendono ben oltre i confini dell’Iran. Generano instabilità, aumentano i costi umani ed economici e perpetuano cicli di tensione, seminando risentimento che persisterà per anni. Non si tratta di una dimostrazione di forza, bensì di un segno di smarrimento strategico e di incapacità di raggiungere una soluzione sostenibile”, ha aggiunto.

Pezeshkian: "Nessuna ostilità verso altre nazioni, compresi gli Usa"

“Il popolo iraniano non nutre alcuna ostilità verso altre nazioni, inclusi gli americani, gli europei o i paesi confinanti. Anche di fronte a ripetuti interventi e pressioni straniere nel corso della loro gloriosa storia, gli iraniani hanno sempre tracciato una netta distinzione tra i governi e i popoli che governano. Questo è un principio profondamente radicato nella cultura e nella coscienza collettiva iraniana, non una posizione politica temporanea”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera indirizzata agli americani, diffusa dal media statale Press TV. “Le recenti aggressioni americane lanciate proprio da queste basi hanno dimostrato quanto minacciosa sia una tale presenza militare. Naturalmente, nessun Paese, di fronte a tali condizioni, rinuncerebbe a rafforzare le proprie capacità difensive. Ciò che l’Iran ha fatto – e continua a fare – è una risposta misurata, fondata sulla legittima autodifesa, e non costituisce in alcun modo l’inizio di una guerra o di un’aggressione”, ha spiegato. “Le relazioni tra Iran e Stati Uniti non erano inizialmente ostili, e le prime interazioni tra i popoli iraniano e americano non furono caratterizzate da ostilità o tensione. Il punto di svolta, tuttavia, fu il colpo di stato del 1953, un intervento illegale americano volto a impedire la nazionalizzazione delle risorse iraniane. Quel colpo di stato interruppe il processo democratico iraniano, ristabilì la dittatura e seminò una profonda sfiducia tra gli iraniani nei confronti delle politiche statunitensi”, ha aggiunto. 

Pezeshkian: "Non siamo minaccia e non abbiamo mai iniziato una guerra"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha respinto le rappresentazioni dell’Iran come minaccia alla sicurezza. “L’Iran, con questo stesso nome, carattere e identità, è una delle più antiche civiltà continue nella storia dell’umanità”, ha dichiarato in una lettera indirizzata agli americani, diffusa dal media statale Press TV e ripresa da Al Jazeera. “L’Iran non ha mai, nella sua storia moderna, scelto la via dell’aggressione, dell’espansione, del colonialismo o della dominazione. L’Iran non ha mai iniziato una guerra. Eppure ha respinto con determinazione e coraggio chi lo ha attaccato”, ha spiegato. “Ritrarre l’Iran come una minaccia non è né coerente con la realtà storica né con i fatti osservabili oggi. Tale percezione è il prodotto dei capricci politici ed economici dei potenti. La necessità di creare un nemico per giustificare la pressione, mantenere il dominio militare, sostenere l’industria bellica e controllare i mercati strategici”, ha aggiunto. 

Axios: telefonata Trump-bin Salman su possibile cessate il fuoco

Il presidente Trump ha avuto un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, per discutere della guerra con l’Iran e aggiornarlo sui colloqui relativi a un possibile cessate il fuoco. Lo riferisce il giornalista Barak Ravid di Axios, citando due fonti a conoscenza dei fatti. 

Axios: Vance ha detto a Teheran che Usa aperti a cessate il fuoco

 Il vicepresidente americano JD Vance ha trasmesso all’Iran, tramite i mediatori, lo stesso messaggio pronunciato pubblicamente da Trump: gli Stati Uniti sono aperti a un cessate il fuoco, a condizione che le loro richieste vengano soddisfatte. Lo riferisce il giornalista Barak Ravid di Axios. Una delle richieste chiave degli Usa è la riapertura dello Stretto di Hormuz, secondo una fonte a conoscenza dei fatti. Vance ha inoltre recapitato agli iraniani, sempre tramite i mediatori, “un messaggio severo”: “il presidente sta perdendo la pazienza e la pressione sulle infrastrutture iraniane aumenterà, a meno che gli iraniani non raggiungano un accordo”, ha riferito la fonte.

Teheran annuncia lettera di Pezeshkian al popolo americano

Mehdi Tabatabai, vice portavoce del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, ha annunciato su X che “il testo di un’importante lettera di Pezeshkian indirizzata al popolo americano sarà pubblicato entro le prossime ore”. Lo riferisce su X il giornalista Barak Ravid di Axios. 

Idf, razzi Hezbollah lanciati verso Israele caduti in aree aperte

Le Forze di Difesa Israeliane affermano che due razzi lanciati da Hezbollah dal Libano poco fa sono caduti in aree aperte, non essendo stati intercettati secondo le procedure militari. I razzi hanno fatto scattare le sirene in tutto il centro di Israele. Al momento non si segnalano feriti.

Bahrein diffonde nuova proposta Onu per aprire Stretto di Hormuz

Il Bahrein ha diffuso una nuova proposta delle Nazioni Unite per riaprire lo Stretto di Hormuz, priva però di clausole coercitive. Una bozza riveduta della proposta del Bahrein, ottenuta dall’Associated Press, per proteggere il traffico commerciale all’interno e intorno alla via navigabile, ha eliminato l’autorizzazione esplicita all’azione militare sostenuta dalle Nazioni Unite, pur mantenendo la formulazione a essa associata. La votazione sulla nuova bozza è prevista per domani, secondo un diplomatico delle Nazioni Unite. Il testo originale era stato inserito nel Capitolo Sette della Carta delle Nazioni Unite, che consente al Consiglio di autorizzare azioni che vanno dalle sanzioni all’uso della forza. Tuttavia, ha incontrato l’opposizione degli alleati dell’Iran nel Consiglio di Sicurezza, Cina e Russia, entrambi membri con diritto di veto. Gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo, compresi gli Emirati Arabi Uniti, avevano fatto pressioni a favore della proposta. Il diplomatico ha affermato che la formulazione annacquata sarà comunque difficile da accettare per Cina e Russia, ma si prevede che ottenga i voti necessari per essere approvata dal Consiglio di Sicurezza composto da 15 membri.

Idf: "Colpiti durante la notte 15 siti di produzione armi a Teheran"

Durante una serie di raid aerei su Teheran avvenuti nella notte, l’aeronautica israeliana ha colpito circa 15 siti iraniani di produzione di armi. Lo riferisce l’esercito, secondo cui tra i siti individuati figurava un ‘complesso centrale’ del ministero della Difesa iraniano, destinato alla produzione e allo sviluppo di missili antiaerei ‘avanzati’. Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver colpito anche sistemi di difesa aerea, siti di lancio e siti di produzione e stoccaggio di missili balistici e antiaerei nell’ambito dell’ondata di attacchi. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, negli ultimi due giorni sono stati effettuati oltre 400 attacchi in Iran, utilizzando più di 650 munizioni.

Crosetto disponibile a riferire in aula su uso basi militari il 7 aprile
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto (Foto LaPresse/Mauro Scrobogna)

Il ministro Ciriani ha informato il presidente della Camera Lorenzo Fontana della disponibilità del ministro della Difesa Guido Crosetto a riferire in aula, così come richiesto da diversi gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione. L’informativa sull’utilizzo delle basi militari nel territorio italiano da parte delle forze armate statunitensi si potrebbe svolgere martedì 7 aprile.

14 Paesi e Italia: "Attacchi Hezbollah e Israele cessino immediatamente"

“Le operazioni militari israeliane in Libano e gli attacchi di Hezbollah devono cessare. Esortiamo Israele a rispettare pienamente la sovranità e l’integrità territoriale del Libano e invitiamo tutte le parti, sia Hezbollah che Israele, a interrompere le azioni militari”. È quanto scrivono in una nota congiunta 15 Paesi, tra cui l’Italia: Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Islanda, Italia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Moldavia, Norvegia, Polonia, San Marino, Spagna e Svezia. “Condanniamo fermamente la decisione di Hezbollah di attaccare Israele a sostegno dell’Iran. Hezbollah deve cessare immediatamente tutte le azioni ostili contro Israele e disarmarsi, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”, si legge nella nota, “ricordiamo l’obbligo di Israele di rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario, compresi i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione, e sottolineiamo l’importanza della protezione dei civili e dei beni civili. Gli attacchi contro i civili, il personale sanitario, gli operatori umanitari, i giornalisti, le infrastrutture e le strutture civili sono ingiustificati e inaccettabili. Devono cessare immediatamente”.

Zelensky: "Cooperazione oltra a Paesi Golfo, piani anche con Turchia"

“Continuiamo a collaborare con i paesi del Medio Oriente e del Golfo. Ad oggi, siamo già impegnati in una cooperazione sostanziale con l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar. Stiamo proseguendo il nostro lavoro con la Giordania. Siamo inoltre in contatto con il Bahrein, il Kuwait e l’Iraq. Rustem Umerov ha riferito oggi in merito a impegni pianificati al di fuori del Medio Oriente, in particolare con la Turchia e diversi altri paesi con un potenziale significativo”. È quanto fa sapere in un post sul social X il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky.

Nel discorso alla nazione Trump esprimerà suo 'disgusto' per la Nato

Donald Trump, in un’intervista telefonica alla Reuters, ha affermato di prendere in “assoluta” considerazione l’idea di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato. “Non si sono dimostrati amici quando ne avevamo bisogno”, ha detto il presidente nell’intervista, pubblicata sul sto dell’agenzia. “Non abbiamo mai chiesto loro molto… è una strada a senso unico”, ha aggiunto. Il presidente ha anche anticipato che nel suo discorso alla nazione di stasera (l’1 di giovedì in Italia) esprimerà il proprio disgusto per l’Alleanza Atlantica per il mancato sostegno alla guerra in Iran.

Teheran smentisce Trump: "Parole sul cessate il fuoco false e infondate"

Secondo quanto riportato dalla televisione di stato iraniana, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha definito l’affermazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla richiesta di un cessate il fuoco da parte di Teheran come “falsa e infondata”.

Pasdaran: "Petroliera colpita al largo del Qatar apparteneva a Israele"

Le Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane hanno rivendicato l’attacco nelle acque territoriali del Qatar alla petroliera noleggiata dalla compagnia statale qatarina QatarEnergy. “Aqua One è stato colpito con precisione nella regione centrale del Golfo Persico durante uno scontro missilistico”, hanno riferito i media statali citando le Guardie Rivoluzionarie, che hanno descritto l’imbarcazione come appartenente a Israele, aggiungendo che era stata colpita da un attacco missilistico sferrato dalle proprie forze navali e che era in fiamme.

Media: Teheran aperta alla mediazione della Russia per la pace

L’Iran accoglierebbe con favore un ruolo di mediazione da parte della Russia per contribuire a risolvere il conflitto con gli Stati Uniti e Israele. Lo riporta l’agenzia di stampa statale russa Tass, che cita Kazem Jalali, ambasciatore iraniano a Mosca.

Onu: "Con guerra restrizioni a libertà di espressione e di riunione"

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Turk ha messo in guardia contro una repressione della libertà di espressione in Medio Oriente, Israele e Stati Uniti nel contesto del conflitto in corso. “Stiamo assistendo a una forte militarizzazione dello spazio civico in tutta la regione, con severe restrizioni imposte dai governi alle persone che esercitano i loro diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica”, ha affermato Volker Turk in un comunicato. Turk ha inoltre condannato “i tentativi di limitare la libertà di stampa, come le restrizioni imposte dalle autorità di censura militare israeliane e la minaccia della Commissione federale per le comunicazioni statunitense di revocare le licenze di trasmissione per i servizi ritenuti critici nei confronti della guerra”. Lo riporta Al Jazeera.

Pasdaran: "Stretto Hormuz non sarà riaperto da ridicole esibizioni Trump"

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) afferma che la situazione nello Stretto di Hormuz è “saldamente e pienamente” sotto il suo controllo e “non sarà aperta ai nemici di questa nazione dalle ridicole esibizioni del Presidente degli Stati Uniti”. Lo riporta Al Jazeera.
Poco fa, Trump ha scritto in un post sul social Truth che il presidente iraniano aveva chiesto un cessate il fuoco, aggiungendo che lo prenderà in considerazione “quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sgombro”.

Trump: "Valuteremo tregua quando Stretto di Hormuz sarà aperto"

Il presidente Usa Donald Trump, dopo aver sostenuto che “il presidente del nuovo regime iraniano” ha chiesto una tregua agli Usa, ha affermato che “si valuterà la situazione quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sgombro”. “Fino ad allora, ridurremo l’Iran in polvere o, come si suol dire, lo rimanderemo all’età della pietra”, ha scritto sul social Truth.

Francia: "Nato non è stata concepita per operazioni in Stretto Hormuz"

La Nato non è concepita per condurre operazioni nello Stretto di Hormuz. Lo ha affermato la viceministra dell’esercito francese Alice Rufo. “Si tratta di un’alleanza militare che si preoccupa della sicurezza della regione euro-atlantica. Non è stata concepita per condurre operazioni nello Stretto di Hormuz”, ha detto, aggiungendo che un’azione del genere potrebbe violare il diritto internazionale.

Morti due operatori della Mezzaluna Rossa

“L’impatto del conflitto in Medio Oriente è sempre più devastante, tanto sulla popolazione che sugli operatori umanitari. Oggi piangiamo *due* colleghi, la dottoressa Somayeh Mir Abo Eshagh, una Volontaria della Mezzaluna Rossa Iraniana (IRCS) di 44 anni che ha tragicamente perso la vita durante un raid aereo mentre era in servizio il 27 marzo, e Alireza Sohbatloo, anche lui operatore della IRCS, deceduto in un raid aereo ieri, 31 marzo, mentre prestava supporto presso una clinica medica a Zanjan. Sono tre i colleghi della Mezzaluna Rossa Iraniana che hanno perso la vita svolgendo la loro opera umanitaria. È una vera e propria tragedia”. Con queste parole cariche di rammarico il Presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, rende nota la morte dei due colleghi della Consorella iraniana.

“Giorno dopo giorno, il costo umano di questo conflitto diventa più grande. I nostri colleghi in Iran e in tutto il Medio Oriente operano per aiutare la popolazione. Ma non possiamo accettare che la loro dedizione, il loro impegno a supporto di chi ha bisogno di aiuto, li esponga alla possibilità di essere strappati alla vita. Queste donne e questi uomini vengono colpiti senza alcun rispetto per l’Emblema che indossano, per il loro operato e per la missione che li vede impegnati quotidianamente: lenire le sofferenze di chi si trova in difficoltà. Di fronte a queste continue violazioni del Diritto Internazionale Umanitario, non ci stancheremo mai di ripetere che la popolazione civile, i presidi sanitari e gli operatori umanitari non dovrebbero essere bersaglio di attacchi”, ha concluso il Presidente della CRI.

Oim: 180mila famiglie sfollate da inizio guerra

Circa 180.000 famiglie iraniane sono state sfollate a causa della guerra in corso, ma è difficile stabilire una cifra esatta perché l’Iran non dispone di un sistema di monitoraggio degli sfollati come quello presente in altri Paesi. Lo afferma l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim). Amy Pope, direttrice generale dell’Oim, ha detto all’Associated Press che l’agenzia prevede un aumento di tale cifra man mano che un numero maggiore di infrastrutture civili verrà coinvolto negli scontri a fuoco.

Trump: presidente Iran ha chiesto cessate il fuoco

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato sul suo social su Truth che il presidente iraniano ha chiesto un cessate il fuoco prima del suo discorso al popolo americano. “Il presidente del nuovo regime iraniano, molto meno radicalizzato e ben più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d’America un cessate il fuoco!”, ha scritto Trump, “valuteremo la situazione quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sicuro. Fino ad allora, stiamo distruggendo l’Iran o, come si dice, lo stiamo riportando all’età della pietra!!!”.

Macron risponde a critiche Trump: "Francia non partecipa a guerra"

Il presidente francese Emmanuel Macron ha risposto alle critiche avanzate dal presidente Usa Donald Trump per il divieto di sorvolo dello spazio aereo francese da parte degli aerei militari statunitensi. La Francia “non partecipa” alla guerra e “non è stata consultata” prima dell’inizio del conflitto, ha affermato l’inquilino dell’Eliseo, in un’intervista trasmessa dall’emittente giapponese Nhk durante la sua visita a Tokyo e riportata da BfmTv. “E’ assolutamente vero che la Francia, che non è stata consultata e non fa parte di questa offensiva militare lanciata dagli Stati Uniti e da Israele, non vi prende parte. Ma non c’è nulla di nuovo, è così fin dal primo giorno, quindi non c’è da stupirsi”, ha detto Macron.

Macron elogia la 'prevedibilità' dell'Europa rispetto agli Usa

Il presidente francese Emmanuel Macron, parlando da Tokyo, durante la sua visita in Giappone, ha elogiato la “prevedibilità” dell’Europa, contrapponendola all’imprevedibilità attribuita agli Stati Uniti di Donald Trump. L’inquilino dell’Eliseo ha criticato il tycoon, senza farne il nome, per aver scatenato una guerra in Medioriente senza “avvertire” i propri alleati, riferisce BfmTv.

Giornalista Usa Kittleson era stata minacciata

Funzionari statunitensi e iracheni hanno riferito che la giornalista statunitense Shelly Kittleson, rapita ieri a Baghdad, era stata avvertita delle minacce nei suoi confronti giorni fa. Prima del rapimento di Kittleson, gli iracheni avevano contattato funzionari statunitensi per avvisarli dell’esistenza di una specifica minaccia di rapimento nei confronti della giornalista da parte di milizie affiliate all’Iran. Dylan Johnson, sottosegretario di Stato americano per gli affari pubblici, ha scritto in un post sul social X che “il Dipartimento di Stato ha precedentemente adempiuto al proprio dovere di avvertire questa persona delle minacce nei suoi confronti”. Un funzionario statunitense ha affermato: “È stata contattata più volte con avvertimenti sulle minacce nei suoi confronti”, anche la notte prima del rapimento. Si ritiene che Kittleson è stata rapita da Kataib Hezbollah, una milizia irachena legata all’Iran che è stata implicata in precedenti rapimenti di stranieri.

Sud Corea limita uso dell'auto ai dipendenti pubblici

A partire dalla prossima settimana, la Corea del Sud richiederà ai dipendenti pubblici di utilizzare l’auto a giorni alterni. La misura arriva mentre le autorità hanno innalzato il livello di allerta sulle forniture di petrolio greggio, citando le preoccupazioni per una crisi prolungata in Medio Oriente. Il ministero del Clima ha annunciato oggi che il governo implementerà, a partire dall’8 aprile, un sistema di circolazione a targhe alterne per i dipendenti pubblici che utilizzano veicoli alimentati a combustibili fossili. Il governo aveva già imposto ai dipendenti pubblici di non utilizzare le proprie auto almeno un giorno feriale a partire dal 25 marzo, al fine di ridurre il consumo energetico durante la guerra. I veicoli elettrici e a idrogeno, così come quelli utilizzati da persone con disabilità e donne in gravidanza, saranno esentati dalle restrizioni.

Cittadino indiano ferito in attacco droni negli Emirati

Un cittadino indiano è rimasto ferito oggi durante un attacco di droni negli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale WAM di Umm Al Quwain, uno dei sette emirati degli Emirati Arabi Uniti. Secondo quanto riportato dall’agenzia, alcune schegge sono cadute vicino a una zona industriale di Umm Al Thoub dopo che i sistemi di difesa aerea avevano intercettato un drone.

Israele: "Teheran usa bombe a grappolo, è crimine di guerra"

Il ministero degli Esteri israeliano ha affermato che il regime iraniano usa bombe a grappolo contro lo Stato ebraico e ha rimarcato che si tratta di un crimine di guerra. “Prendere di mira i civili e aumentare il numero delle vittime con missili dotati di bombe a grappolo fa parte di una lunga serie di crimini di guerra e crimini contro l’umanità perpetrati da decenni dal regime fanatico iraniano. Per il regime iraniano i bambini sono un bersaglio”, ha scritto su X il ministero dopo che questa mattina almeno 14 persone sono rimaste ferite, tra cui una bambina in gravi condizioni, a seguito dell’attacco missilistico balistico iraniano con bombe a grappolo contro il centro di Israele.

Danneggiata cattedrale ortodossa di Teheran, Mosca protesta

L’ambasciata russa in Iran ha affermato che il raid che ha interessato il complesso della ex ambasciata statunitense a Teheran ha mandato in frantumi porte e finestre della cattedrale ortodossa di San Nicola, situata proprio di fronte al complesso. “Condanniamo fermamente la continua aggressione statunitense e israeliana contro l’Iran, che sta colpendo sempre più le infrastrutture civili e il patrimonio religioso e culturale”, ha dichiarato la rappresentanza diplomatica russa.

Roadshow Baps e Arca Fondi: "Focus geopolitica e prospettive economiche"

L’impatto delle dinamiche geopolitiche sull’economia nazionale e del Mezzogiorno è stato il focus degli incontri organizzati da Baps e Arca Fondi il 27 marzo a Ragusa e ieri ad Agrigento. Nel corso del roadshow, Paolo Magri, Presidente del Comitato Scientifico di Ispi, ha approfondito le conseguenze delle tensioni internazionali sui mercati finanziari e sulle prospettive di crescita del Sud Italia. L’iniziativa rappresenta la terza tappa di un percorso iniziato il 20 marzo a Palermo con Enrico Letta e che si concluderà il 1 aprile a Catania con il Magnifico Rettore dell’Università Cattolica Elena Beccalli.

L’analisi di Paolo Magri ha evidenziato uno scenario globale dominato da quella che ha definito una “guerra per scelta”, un conflitto in cui la razionalità politica sembra aver ceduto il passo a personalismi e dinamiche di ricatto. Magri ha evidenziato come l’Iran, nonostante l’inferiorità militare rispetto al colosso americano, stia utilizzando la geografia come una vera e propria “fionda di Davide”, bloccando lo Stretto di Hormuz e innescando la più grande interruzione energetica della storia recente. Questa crisi non è solo una questione di prezzi del greggio, che pure hanno subito oscillazioni violente a causa dei messaggi speculativi via social, ma colpisce il cuore della stabilità sociale. Mentre in Asia si assiste già a razionamenti energetici e assalti ai distributori, in Europa e in Italia il rischio è quello di un impantanamento economico e politico duraturo.

Il focus si è poi spostato sulla Sicilia, descritta da Magri come il vero hub energetico del Paese e, proprio per questo, punto di massima vulnerabilità in caso di escalation. Magri ha inoltre lanciato un monito sull’Europa, definendola “umiliata” e non consultata nelle decisioni strategiche globali, sottolineando come la frammentazione tra i 27 Stati impedisca di trasformare il mercato e la difesa in una reale potenza capace di competere con USA e Cina
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Da Madrid appello al ritorno alla diplomazia, anche per nucleare Teheran

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha lanciato nuovamente un appello all’allentamento delle tensioni e al “ritorno alla diplomazia” come “unica via” per risolvere il conflitto in Medioriente e le questioni aperte compresa quella del programma nucleare iraniano. “A questo punto del XXI secolo sappiamo bene che cercare sicurezza e tracciare confini con la forza porta al caos. La democrazia e la stabilità non si costruiscono con le bombe. Siamo molti di più a comprendere che la cooperazione è sempre più potente dello scontro”, ha scritto Albares su X. “L’integrità del Libano viene violata, la sua popolazione sfollata e i nostri sforzi di pace vanificati. Hezbollah e Israele devono cessare gli attacchi, rispettare la risoluzione 1701 e rispettare l’Unifil. L’Iran attacca senza motivo i propri vicini, alimentando l’instabilità nella regione e oltre. La Palestina non può essere dimenticata. È necessario dare attuazione alla soluzione dei due Stati, Israele e Palestina. La pace nella regione può derivare solo dal reciproco riconoscimento. La politica estera della Spagna punta all’allentamento delle tensioni e al ritorno alla diplomazia come unica via per risolvere tutte le questioni, compreso il programma nucleare iraniano”, ha concluso il ministro.

Idf, ucciso a Beirut comandante fronte meridionale di Hezbollah

Il comandante del Fronte Meridionale di Hezbollah, Hajj Yusuf Ismail Hashem, responsabile delle attività militari del gruppo terroristico nel sud del Libano, è stato ucciso ieri a Beirut in un attacco della Marina israeliana. Lo ha affermato l’Idf citata dal Times of Israel. Secondo quanto affermato dai militari, Hashem era un “comandante di alto rango con oltre 40 anni di esperienza e una figura centrale nell’organizzazione terroristica”.

Starmer: "Nato è alleanza militare più efficace al mondo"

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha difeso la Nato dopo le critiche avanzate dal presidente Usa Donald Trump che ha detto di star valutando il ritiro degli Usa dall’Alleanza. La Nato è “l’alleanza militare più efficace che il mondo abbia mai visto”, ha detto il premier laburista.

Sette morti e 26 feriti in raid sul sud di Beirut

Almeno sette persone sono state uccise e 26 ferite in un attacco israeliano a Jnah, a sud di Beirut. Lo ha riportato il ministero della Salute libanese citato da Al Jazeera.

Starmer ribadisce impegno Gb in Nato dopo critiche Trump

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha ribadito l’impegno del Regno Unito nei confronti della Nato dopo le critiche del presidente Usa Donald Trump. Interrogato in merito alle dichiarazioni del tycoon che al quotidiano ‘Daily Telegraph’ ha detto che starebbe valutando l’ipotesi di un ritiro dalla Nato, il leader laburista ha affermato che il Regno Unito è “pienamente impegnato” nei confronti dell’alleanza.

“A prescindere dalle pressioni esercitate su di me e sugli altri, a prescindere dal clamore, agirò nell’interesse nazionale britannico in tutte le decisioni che prenderò”, ha assicurato poi Starmer ai giornalisti.

In Iraq attacco con droni a deposito carburante legato a colosso Gb

Un deposito di carburante nel nord dell’Iraq, collegato al colosso britannico del petrolio e del gas naturale BP, è stato preso di mira in un attacco con droni, secondo quanto dichiarato dalla società che gestisce l’impianto. Non sono state segnalate vittime. L’attacco al deposito di olio motore è avvenuto a Erbil, capitale della regione semiautonoma curda dell’Iraq, ha riferito in un comunicato il Gruppo Sardar, uno dei principali gruppi automobilistici iracheni. L’impianto è di proprietà di Castrol, una sussidiaria di BP. Il comunicato afferma che il primo drone ha colpito l’impianto alle 7.20 del mattino, seguito da un secondo attacco con altri due droni mentre i vigili del fuoco stavano domando l’incendio. L’attacco ha provocato un vasto incendio che ha generato un’imponente colonna di fumo nero, come mostrano i video diffusi sui social media.

Starmer: "In settimana vertice in Gb per riaprire lo Stretto di Hormuz"

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che questa settimana il Regno Unito ospiterà una conferenza diplomatica internazionale sulle modalità per riaprire lo Stretto di Hormuz. Starmer ha affermato che 35 Paesi hanno firmato una dichiarazione in cui si impegnano a collaborare per ripristinare la sicurezza marittima lungo la rotta, fondamentale per il trasporto del petrolio.

Starmer ha affermato che la ministra degli Esteri Yvette Cooper presiederà la conferenza dedicata alla questione e che i responsabili della pianificazione militare stanno inoltre elaborando piani di sicurezza per il periodo successivo alla fine della guerra in Iran. Il premier britannico ha rimarcato che per ripristinare la stabilità è necessario “un fronte unito fatto di forza militare e attività diplomatica”.

Trump: "Sto seriamente valutando ritiro dalla Nato"

Il presidente americano, Donald Trump, in un’intervista al Telegraph ha detto di stare “seriamente valutando” la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato. Il presidente americano ha definito l’Alleanza, una “tigre di carta” e “anche Putin lo sa”.

Mosca: "Non forniamo intelligence a Teheran, Usa e Gb lo fanno con Kiev"

La Russia “non condivide informazioni di intelligence con l’Iran”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko. Lo riporta la Tass. “A differenza di Mosca, Washington e Londra forniscono a Kiev tali dati per gli attacchi sul territorio russo”, ha sottolineato ancora.

Capo 007 Mosca, in contatto con Cia su situazione conflitto

Il direttore dei servizi segreti russi, Sergei Naryshkin, ha affermato che L’Svr sta parlando con la Cia in merito alla situazione relativa all’Iran. “Sì, manteniamo i contatti”, le sue parole riportate da Ria Novosti.

Compagnie aeree Emirati vietano ingresso e transito agli iraniani

Gli Emirati Arabi Uniti hanno vietato l’ingresso e il transito nel Paese ai cittadini iraniani a causa della guerra in corso. Ad annunciarlo sui loro siti web le compagnie aeree a lungo raggio Emirates ed Etihad, così come la compagnia aerea low cost FlyDubai. Tuttavia le regole d’ingresso possono talvolta essere poco chiare negli Emirati Arabi Uniti, una federazione di sette sceiccati. Le tre compagnie aeree infatti hanno precisato che i titolari di permessi di soggiorno Golden Visa di 10 anni possono comunque entrare nel paese. Le autorità non hanno rilasciato commenti ufficiali.

Teheran arresta 65 persone con l'accusa di collaborare con il nemico

Le forze armate iraniane hanno arrestato 65 persone per “collaborazione con il nemico” nella provincia centrale di Markazi. Lo riporta Al Jazeera. L’Iran ha arrestato decine di persone negli ultimi giorni e mesi , accusandole di aver fornito informazioni agli Stati Uniti o a Israele o di aver comunque compromesso la sicurezza nazionale.

 

Qatar, petroliera colpita da missile da crociera iraniano

Una petroliera noleggiata dalla compagnia statale qatarina QatarEnergy è stata colpita da un missile da crociera iraniano. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Doha dichiarando che l’equipaggio di 21 persone è stato evacuato e non si sono registrate vittime. Altri due missili sono stati intercettati. QatarEnergy ha precisato che l’attacco alla petroliera non ha avuto alcun impatto ambientale.

 

Raid colpisce complesso ex ambasciata americana a Teheran

Un raid aereo avvenuto mercoledì mattina a Teheran parebbe aver colpito l’ex complesso dell’ambasciata statunitense, sotto il controllo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane sin dalla crisi degli ostaggi del 1979. A gestire il complesso sono i Basij. I testimoni hanno visto finestre distrutte intorno all’enorme complesso in via Taleghani a Teheran anche se non c’era alcun attacco missilistico visibile nei pressi del complesso stesso. La crisi degli ostaggi, durata 444 giorni, vide i diplomatici americani tenuti prigionieri fino all’insediamento del presidente Ronald Reagan, successore di Jimmy Carter, nel 1981.

Mojtaba Khamenei a Hezbollah: "Vi sosteniamo incondizionatamente"

La Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in una lettera al segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha “promesso” che Teheran continuerà a sostenere “incondizionatamente” l’organizzazione sciita libanese. Lo riporta l’agenzia Mehr.

Ft, conflitto permanente contro minacce, la nuova 'dottrina Netanyahu'

Un futuro di “guerra a tempo indeterminato” contro tutte le “minacce percepite”, E’ questa – a quanto scrive il Financial Times – la nuova dottrina del premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Basta con il contenimento delle minacce”, ha dichiarato il primo ministro in un recente discorso agli ufficiali militari in procinto di diplomarsi. “Basta con l’idea di una ‘villa nella giungla’, dove ci si nasconde dai predatori che si trovano oltre il muro. Al contrario: se non andate nella giungla, la giungla verrà da voi”, ha aggiunto. In questa visione – viene spiegato – Israele deve lanciare quella che definisce una guerra “preventiva” contro qualsiasi minaccia percepita; conquistare territori ai paesi vicini per creare “zone cuscinetto” tra i nemici e i suoi cittadini; e impiegare costantemente la forza come unica vera garanzia di sicurezza.

Droni contro aeroporto Kuwait, vasto incendio

Un attacco con droni ha colpito un serbatoio di carburante all’aeroporto internazionale del Kuwait, provocando un incendio. L’agenzia di stampa statale Kuna ha dichiarato che l’attacco, avvenuto nelle prime ore di mercoledì, ha innescato un “vasto incendio” all’interno dell’aeroporto. Non risultano esserci feriti. L’aeroporto internazionale del Kuwait era già stato attaccato dall’Iran durante la guerra. L’agenzia Kuna ipotizza che l’attacco possa essere stato lanciato da milizie irachene sostenute dall’Iran con il supporto di Teheran.

Usa negano raid su impianto sportivo a Lamerd

Il Centcom, con un post su X, ha negato le notizie di stampa secondo cui le forze statunitensi avrebbero attaccato un palazzetto dello sport e una zona residenziale nella città di Lamerd, in Iran, lo scorso 28 febbraio. “Dopo aver esaminato le notizie, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato che le accuse sono false”, viene spiegato.

Houthi rivendicano attacco contro il sud di Israele

I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno dichiarato di aver lanciato una raffica di missili balistici contro Israele. Nelle prime ore del mattino, le sirene antiaeree hanno suonato nel sud di Israele, da Beersheba alla costa mediterranea, in seguito al lancio. Non si sono registrate nell’immediato segnalazioni di impatti. Il generale di brigata Yahya Saree, portavoce militare degli Houthi, ha dichiarato in un comunicato che sono stati presi di mira “obiettivi sensibili” nel sud di Israele. Si tratta del terzo attacco da quando gli Houthi sono entrati in guerra lo scorso venerdì lanciando il loro primo missile verso Israele dopo i massicci raid aerei lanciati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio.

Israele intercetta missile lanciato dallo Yemen

L’Idf ha intercettato un missile balistico lanciato dagli Houthi dello Yemen contro il sud di Israele. Non si segnalano feriti. Le sirene avevano suonato a Beersheba e in tutto la parte meridionale del paese. Da quando si sono uniti ai combattimenti la scorsa settimana nel contesto della guerra con l’Iran, gli Houthi hanno lanciato diversi missili e droni contro Israele.

 

Idf: ucciso capo genio militare Forza libanese Quds

L’Idf ha eliminato in Iran il capo del genio militare delle forze Quds libanesi, l’ingegnere Mehdi Wafai. Lo ha riferito un portavoce dell’Idf, aggiungendo che Wafai, durante i suoi 20 anni di attività come capo del genio militare, aveva promosso “progetti sotterranei” in Libano e Siria. Inoltre, gestiva decine di tunnel in Libano utilizzati per lo stoccaggio di armi.

Cittadino Bangladesh ucciso da schegge drone negli Emirati

Un attacco effettuato tramite droni ha ucciso un cittadino del Bangladesh a Fujairah, uno dei sette emirati degli Emirati Arabi Uniti. Lo hanno reso noto le autorità locali. L’uomo si trovava in una fattoria sulla quale sono cadute alcune schegge di un drone intercettato. Con questo decesso, il bilancio delle vittime negli Emirati Arabi Uniti sale a nove civili e due soldati.

Araghchi: "Ricevo messaggi da Witkoff ma non è trattativa"

Il ministro degli Esteri iraniano ha confermato di aver ricevuto messaggi diretti dall’inviato statunitense per il Medioriente, Steve Witkoff. “Ricevo messaggi direttamente da Witkoff, come prima, e questo non significa che siamo in trattative”, ha affermato in un’intervista ad Al Jazeera. “Non abbiamo alcuna fiducia che i negoziati con gli Stati Uniti porteranno a risultati. Il livello di fiducia è pari a zero”, ha aggiunto. Quanto a una possibile operazione di terra americana. “Li stiamo aspettando. Siamo completamente pronti ad affrontare qualsiasi tipo di attacco di terra. Speriamo che non commettano un simile errore”, ha concluso.

Media, ambasciata cinese in Libano danneggiata in raid su Beirut

L’ambasciata cinese in Libano sarebbe stata danneggiata in un raid dell’Idf sulla parte meridionale di Beirut. Lo scrive ‘L’Orient Le Jour’ spiegando che la rappresentanza diplomatica si trova vicina a quello dell’Oman mentre nella stessa zona, pochi chilometri più a sud, è situata l’ambasciata dell’Iran. Anche l’ospedale di Zahraa dista meno di un chilometro dal luogo dell’impatto.

Almeno 14 feriti in bomba grappolo su Israele, grave una bambina

Almeno 14 persone sono rimaste ferite, tra cui una bambina in gravi condizioni, a seguito dell’attacco missilistico balistico iraniano contro il centro di Israele avvenuto questa mattina. Si tratta di una 11enne colpita da schegge. Ferite rilevanti anche per una donna di 36 anni e un ragazzo di 13 anni, anch’essi coinvolti nelle esplosioni. Altre 11 persone sono state curate per ferite lievi.

Media, Emirati pronti a intervenire per aprire con la forza Hormuz

Gli Emirati Arabi Uniti si starebbero preparando ad aiutare gli Stati Uniti e altri paesi a loro alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz. Lo riporta il Wall Street Journal citando funzionari arabi. Si tratterebbe del primo Paese del Golfo Persico a entrare nel conflitto, dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani. A tal proposito gli Emirati – viene spiegato – starebbero esercitando pressioni affinché il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adotti una risoluzione che autorizzi tale azione. I diplomatici emiratini avrebbero esortato gli Stati Uniti e le potenze militari in Europa e Asia a formare una coalizione per aprire per raggiungere l’obiettivo. Un funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che l’Iran ritiene di combattere per la propria sopravvivenza ed è disposto a trascinare con sé l’intera economia globale

Israele: fabbrica colpita produceva prodotti per armi chimiche

Israele ha affermato che la fabbrica di Tofigh Daru colpita in Iran produceva fentanyl, un potente oppioide sintetico, presumibilmente destinato a un programma di armi chimiche. L’Iran ha confermato l’attacco alla fabbrica ma ha insistito sul fatto che forniva solo “farmaci ospedalieri” utilizzati in interventi chirurgici.

 

Teheran: attaccata fabbrica farmaci, danni a catena forniture mediche

La fabbrica farmaceutica di Tofigh Daru a Teheran è stata colpita in un raid. Il viceministro della Salute di Teheran, Mahdi Pirsalehi, ha dichiarato all’agenzia Iran che l’attacco ha provocato la “completa distruzione delle unità produttive e del dipartimento di ricerca e sviluppo della fabbrica”.
“Sebbene la fabbrica non producesse farmaci finiti, era uno dei produttori più importanti del paese di materie prime per farmaci ospedalieri, materiali essenziali per le sale operatorie e alcuni farmaci antitumorali”, ha aggiunto definendo l’attacco “un duro colpo alla catena di approvvigionamento medico nazionale”. In precedenza, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, aveva condannato il raid definendolo un “palese crimine di guerra e crimine contro l’umanità”.

Rubio: "Molto vicini al raggiungimento dei nostri obiettivi"

In Iran “penso che siamo molto vicini a raggiungere i nostri obiettivi. Non voglio fissare una scadenza, ma possiamo vedere il traguardo, e per traguardo intendiamo il raggiungimento di tutti gli obiettivi che il presidente ha delineato”. Lo ha affermato segretario di Stato Usa Marco Rubio, durante un’intervista a Fox News. “Se li raggiungeremo, renderemo praticamente impossibile per l’Iran possedere un’arma nucleare in un futuro prossimo e il mondo sarà un posto più sicuro”, ha detto ancora.

Idf, completata nuova ondata di attacchi su Teheran

L’esercito israeliano ha affermato di aver completato poco fa una serie di raid aerei su Teheran. L’Idf ha spiegato che gli attacchi hanno colpito siti infrastrutturali del regime iraniano e che ulteriori dettagli saranno forniti in seguito.

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