Al Kennedy Space Center, in Florida, è scattato il conto alla rovescia per il primo volo umano verso la Luna dopo 53 anni. Il razzo Space Launch System, imponente quanto un edificio di 32 piani, è pronto a partire mercoledì sera con a bordo quattro astronauti.
Dopo circa 24 ore in orbita terrestre, la capsula Orion li proietterà verso la Luna per una missione senza soste: è prevista soltanto una manovra di inversione attorno al nostro satellite prima del rientro. Il viaggio durerà complessivamente quasi dieci giorni e si concluderà con l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico.
Dalla Nasa fanno sapere che il vettore è in buone condizioni dopo gli ultimi interventi di manutenzione, mentre le previsioni meteo indicano uno scenario favorevole al lancio. Artemis II, inizialmente programmata per febbraio, aveva subito uno slittamento a causa di perdite di idrogeno, poi risolte. In seguito, però, un problema a una linea di pressurizzazione all’elio ha reso necessario il rientro del razzo nell’hangar.
Tornato sulla rampa circa dieci giorni fa, il razzo è ora pronto al decollo. L’equipaggio, formato da astronauti statunitensi e canadesi, ha raggiunto il sito di lancio venerdì scorso.
L’ultima missione ‘Apollo’ risale al 1972
Rispetto all’era Apollo, che tra il 1968 e il 1972 portò sulla Luna equipaggi composti esclusivamente da uomini, Artemis segna un cambio di passo: nella missione debutto sono presenti una donna, una persona di colore e un astronauta non statunitense. Il pilota Victor Glover ha spiegato di voler essere un punto di riferimento per le nuove generazioni, affinché possano riconoscersi in questa missione e sentirla anche loro. Allo stesso tempo, auspica che presto non si debba più parlare di “primati”, ma che l’esplorazione spaziale diventi semplicemente una storia condivisa dell’umanità. La finestra utile per il lancio si estende nei primi sei giorni di aprile; in caso contrario, l’operazione slitterà alla fine del mese.


