Isola di Kharg, dov’è e perché è importante per l’Iran

Isola di Kharg, dov’è e perché è importante per l’Iran
Il molo dell’isola di Kharg, in Iran, fotografato nel luglio 1971 (Foto AP/Horst Faas)

Nel territorio di 20 kmq le infrastrutture “più vitali” per il sistema petrolifero del regime iraniano

“L’isola proibita”. Così in Iran chiamano l’isola di Kharg, centro nodale dal quale transita il 90% delle esportazioni petrolifere di Teheran. Dall’inizio dell’attacco di Israele e Stati Uniti contro la Repubblica Islamica si tratta di uno dei luoghi di cui più si è parlato, assieme allo Stretto di Hormuz, da dove passano gran parte dei carichi di petrolio dei paesi del Golfo, di fatto chiuso da quando è partito il conflitto.

Più volte Donald Trump ha minacciato di attaccare, occupare o distruggere quest’isola così importante per l’Iran. L’ultima minaccia è di poche ore fa: “Se per qualsiasi motivo non si dovesse raggiungere un accordo a breve – cosa che probabilmente avverrà – e se lo Stretto di Hormuz non venisse immediatamente ‘aperto al traffico’, concluderemo il nostro piacevole ‘soggiorno’ in Iran facendo saltare in aria e distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (e forse tutti gli impianti di desalinizzazione!), che abbiamo volutamente non ancora ‘toccato’”, ha scritto in un post sul social Truth il presidente americano.

Isola di Kharg, il cuore dell’export petrolifero di Teheran

Con una superficie di 20 chilometri quadrati l’isola di Kharg si trova a circa 25 chilometri dalle coste iraniane nella provincia di Bushehr e a oltre 400 chilometri dallo stretto di Hormuz. I suoi lunghi moli che si protendono in acque piuttosto profonde sono ideali per ospitare ‘super petroliere’ e – come riporta la Cnn – la Cia già in un documento datato 1984 affermava che le sue infrastrutture sono “le più vitali per il sistema petrolifero iraniano” e il loro funzionamento è “essenziale per il benessere economico dell’Iran”.

Isola di Kharg, dov’è e perché è importante per l’Iran
L’isola di Kharg, in Iran, vista in una foto satellitare di Planet Labs PBC, il 26 febbraio 2026. (Planet Labs PBC via AP)

I rischi per il prezzo del petrolio

Gli esperti affermano che bombardare o conquistare il sito, punto di arrivo degli oleodotti provenienti dai giacimenti petroliferi iraniani del centro e dell’ovest del paese, da parte delle forze statunitensi causerebbe probabilmente un aumento prolungato dei prezzi del petrolio, già in forte crescita, poiché equivarrebbe a interrompere completamente le esportazioni giornaliere di greggio dell’Iran.

Neil Quilliam del think tank Chatham House ha affermato che qualora le infrastrutture petrolifere dell’isola corallina venissero attaccate il prezzo del petrolio al barile potrebbe salire “fino a 150 dollari” in quanto l’area è di importanza strategica “per i mercati energetici globali”. Secondo Michael Rubin consigliere senior del Pentagono per l’Iran e l’Iraq durante l’amministrazione di George W. Bush, un attacco a Kharg potrebbe essere un modo per paralizzare economicamente il regime iraniano in quanto “se non riescono a vendere il proprio petrolio, non possono pagare gli stipendi”.

Isola di Kharg, dov’è e perché è importante per l’Iran
Condutture che scendono verso il molo dell’isola di Kharg in Iran. Luglio 1971. (Foto AP/Horst Faas)
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