Iran, Trump: “Senza intesa distruggeremo pozzi di petrolio e l’isola di Kharg”. Teheran: “Con Usa nessun negoziato, solo proposte” – La diretta

Iran, Trump: “Senza intesa distruggeremo pozzi di petrolio e l’isola di Kharg”. Teheran: “Con Usa nessun negoziato, solo proposte” – La diretta
Donald Trump a bordo dell’Air Force One, 29 marzo 2026 (AP Photo/Mark Schiefelbein)

La Spagna chiude lo spazio aereo alle operazioni militari di Washington e Tel Aviv: “Superata una linea rossa, attacchi inaccettabili contro missioni di pace”

Il presidente Usa torna alla carica contro l’isola di Kharg, snodo del petrolio iraniano, minacciando non solo dei raid, ma anche la possibile permanenza sul territorio. “Nuovo regime più razionale, ma senza un’intesa distruggeremo le centrali nucleari e i pozzi di petrolio”, ha scritto il tycoon su Truth.

Intanto Israele attacca ancora il Libano: colpito un contingente Unifil, ucciso un casco blu di origine indonesiana. Lo ha denunciato la stessa missione Onu con un post su X.

I raid israeliani contro il sud del Paese per colpire Hezbollah stanno provocando l’evacuazione di migliaia di persone, soprattutto alla luce delle nuove minacce di Benjamin Netanyahu, che ha annunciato l’estensione dell’invasione del Libano con l’obiettivo di creare una “zona di sicurezza” per proteggere Israele.

Guerra in Iran
Inizio diretta: 30/03/26 07:00
Fine diretta: 30/03/26 23:00
Teheran: "Con gli Usa nessun negoziato, solo proposte"

“Non abbiamo avuto alcun negoziato con l’America in questi trentuno giorni. Ciò che è accaduto è la presentazione di una richiesta di negoziazione, accompagnata da una serie di proposte da parte dell’America, che ci sono pervenute attraverso alcuni intermediari, tra cui il Pakistan”. Lo ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. “La nostra posizione è molto chiara – ha aggiunto – al momento, mentre l’aggressione militare e l’invasione americana continuano con piena intensità, tutti i nostri sforzi e le nostre capacità sono dedicati alla difesa dell’essenza dell’Iran. Abbiamo vissuto le esperienze precedenti sulla nostra pelle, e non dimentichiamo il tradimento che è stato inflitto alla diplomazia in due occasioni in meno di un anno”.

Zelensky: "Guerra prolungata aiuta la Russia e danneggia noi"
Uno scatto recente del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. (Suzanne Plunkett, Pool Photo via AP)

Una guerra prolungata in Iran sarebbe estremamente vantaggiosa per la Russia e molto dannosa per l’Ucraina. E’ quanto lamenta Volodymyr Zelenskyin un’intervista a Axios.

“Sono certo che la Russia desideri una guerra lunga. Ne trae vantaggi: gli Stati Uniti stanno concentrando la loro attenzione sul Medio Oriente e potrebbero ridurre gli aiuti militari all’Ucraina. Le sanzioni sono state parzialmente revocate. Vedo solo benefici per la Russia nel protrarsi della guerra con l’Iran”, ha detto il presidente ucraino, reduce da un viaggo in Medo Oriente. Zelensky si è anche detto preoccupato dal fatto che una guerra prolungata in Iran potrebbe ostacolare l’approvvigionamento di armi all’Ucraina.

“Non sono solo preoccupato; sono certo che dovremo affrontare sfide di questo tipo. Assolutamente”, ha affermato. Zelensky ha inoltre espresso preoccupazione per la decisione degli Stati Uniti di concedere esenzioni dalle sanzioni relative alle vendite di petrolio russo, in risposta alla crisi energetica. “Se ora ottengono maggiori introiti dal settore energetico, ciò non è di alcun aiuto per noi”.

Cellula terroristica legata a Hezbollah, tre arresti in Bahrein

Il ministero dell’Interno del Bahrein ha annunciato l’arresto di tre individui accusati di aver formato una “cellula terroristica appartenente all’organizzazione terroristica libanese Hezbollah”. In una dichiarazione riportata da Al Jazeera il ministero ha affermato che i sospettati sospettati si sono coordinati con “elementi terroristici all’estero per minare la sovranità dello Stato, diffondere paura e terrore tra i cittadini e i residenti e mettere in pericolo la sicurezza del Paese”.

Idf: completata altra ondata di attacchi su Teheran

L’Idf ha affermato di aver completato poco fa un’altra ondata di attacchi aerei su Teheran. L’esercito ha spiegato che gli attacchi hanno colpito siti infrastrutturali del regime iraniano.

Parolin vede l'ambasciatore di Israele in Vaticano: "Rammarico per l'episodio di Pizzaballa"

In seguito allo “spiacevole episodio” che il giorno 29 marzo, Domenica delle Palme, ha coinvolto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, e il reverendo Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, ai quali “la polizia israeliana ha impedito l’accesso alla Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme”, il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, accompagnato da monsignor Paul R. Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, ha incontrato Yaron Sideman, Ambasciatore dello Stato di Israele presso la Santa Sede. E’ quanto si legge in una nota della sala stampa della Santa Sede.

“Durante la conversazione – viene spiegato – si è espresso rammarico per l’accaduto, in merito al quale sono stati offerti chiarimenti, e si è preso atto dell’intesa raggiunta tra il Patriarcato Latino di Gerusalemme e le Autorità locali circa la partecipazione alle liturgie del Triduo Santo presso la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme”. E

Crosetto sente l'omologa della Francia: "Intollerabile colpire i contingenti Unifil"

“Sto seguendo con forte apprensione quanto sta accadendo nel sud del Libano, in particolare in relazione al coinvolgimento delle forze dell’Unifil, che oggi ha causato la morte di tre peacekeeper e il ferimento di altri. Su questo tema ho avuto oggi pomeriggio un colloquio telefonico con collega francese Catherine Vautrin, con la quale abbiamo condiviso la rilevanza strategica di Unifil”. È quanto afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Colpire i contingenti delle Nazioni Unite non è tollerabile né accettabile in alcun modo”, aggiunge, “le forze Onu sono lì per garantire la pace, contribuire a prevenire escalation e offrire, ove possibile, uno spazio di dialogo e protezione per la popolazione civile”. “Chi attacca i Caschi Blu non colpisce singoli contingenti: colpisce la comunità internazionale nel suo insieme e i principi che garantiscono la convivenza tra Stati”, conclude Crosetto.

Francia chiede riunione del Consiglio di sicurezza Onu dopo gli attacchi a Unifil
Barrot Groenlandia

“A seguito dei gravissimi incidenti subiti dai caschi blu della Unifil, ho chiesto la convocazione di una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”. Lo annuncia in un post sul social X il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot. “La Francia condanna con la massima fermezza gli spari che il 29 marzo hanno causato la morte di un casco blu indonesiano della Unifil e ferito altri tre soldati della Forza, nonché l’esplosione che il 30 marzo ha causato la morte di altri due caschi blu indonesiani e ferito altri due soldati della Forza”, si legge nel post, “tali attacchi in prossimità delle postazioni dei caschi blu sono inaccettabili e ingiustificabili.

La Francia esprime le sue più sincere condoglianze alle famiglie dei caschi blu uccisi e la sua solidarietà all’Indonesia e augura una pronta guarigione al personale ferito. Chiede che venga fatta piena luce sulle circostanze di questi drammi”. “La Francia condanna inoltre i gravi incidenti subiti ieri dal contingente francese della Unifil nella zona di Naqoura”, continua Barrot, “queste violazioni della sicurezza e queste intimidazioni da parte di soldati dell’esercito israeliano nei confronti del personale delle Nazioni Unite sono inaccettabili e ingiustificabili, tanto più che le procedure di deconfliction erano state rispettate. Queste condanne sono state comunicate con la massima fermezza all’ambasciatore di Israele a Parigi”.

Knesset approva legge sulla pena di morte per terroristi

Il Parlamento israeliano ha approvato la legge che introduce la pena di morte per i palestinesi condannati per aver ucciso israeliani. L’approvazione del disegno di legge rappresenta una grande vittoria per l’estrema destra israeliana, che ha sostenuto con forza la misura. Il primo ministro Benjamin Netanyahu si è recato personalmente in aula per votare a favore. La legge stabilisce che la pena di morte – mediante impiccagione – diventi la punizione per i palestinesi della Cisgiordania condannati per omicidi a sfondo nazionalistico.

La legge conferisce inoltre ai tribunali israeliani l’autorità di infliggere sia la pena di morte sia l’ergastolo anche ai cittadini israeliani. Non ha effetto retroattivo e si applicherà solo ai casi futuri. La misura è stata duramente condannata da gruppi per i diritti umani israeliani e palestinesi, che la definiscono razzista, draconiana e improbabile nel dissuadere attacchi da parte di aggressori palestinesi. Si prevede che la legge sarà oggetto di ricorso davanti alla Corte Suprema israeliana. I voti a favore sono stati 62, quelli contrari 48 con un astenuto.

Casa Bianca: "Parole del Papa? Niente di sbagliato nel pregare per i nostri soldati"

“Non c’è niente di sbagliato nei nostri leader militari e nel presidente nel chiedere agli americani di pregare per i nostri soldati”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo a una domanda sulle recenti affermazioni di papa Leone XIV. “Credo sia una cosa molto nobile da fare”, ha aggiunto la funzionaria.

Casa Bianca: "Preoccupazione per la chiusura di luoghi sacri durante la Pasqua"

L’Amministrazione Trump ha “espresso la propria preoccupazione” a Israele riguardo alla chiusura dei luoghi sacri del cristianesimo in occasione delle celebrazioni pasquali. Lo ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, riguardo alle recenti decisioni israeliane. “Vogliamo che i fedeli possano accedere a questi luoghi sacri. Naturalmente, la sicurezza è una priorità assoluta; tuttavia, comprendiamo che Israele stia lavorando a tali misure di sicurezza per riaprire i siti nel corso della Settimana Santa, ed è un aspetto che apprezziamo”, ha aggiunto.

Casa Bianca: stima durata guerra era 4-6 settimane, oggi è giorno 30

Per l’operazione militare in Iran “il presidente e il Pentagono hanno stimato 4-6 settimane. Oggi siamo al giorno 30”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo a una domanda sulla durata del conflitto. 

Casa Bianca: Trump pensa a Paesi arabi per pagare costi guerra

Il presidente Trump sarebbe “molto interessato” nel vedere i Paesi arabi della regione contribuire al pagamento dei costi finanziari della guerra contro l’Iran. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, rispondendo alla domanda di un giornalista. “Non voglio anticiparlo su questo argomento, ma certamente so che è un’idea che ha e credo che ne sentirete parlare”. 

Casa Bianca: Epic Fury procede con successo e secondo i piani

L’Operazione Epic Fury sta “procedendo con successo e secondo i piani”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, riferendo che “ad oggi sono stati colpiti oltre 11.000 obiettivi nemici; ogni attacco ha ulteriormente compromesso le capacità offensive e difensive del regime, conferendo maggiore peso strategico agli Stati Uniti e ai nostri alleati”. Rispetto all’inizio dell’operazione, ha detto la funzionaria in un briefing alla stampa, “gli attacchi iraniani con missili balistici e droni sono diminuiti di circa il 90%” e “finora abbiamo distrutto oltre 150 delle loro unità navali, compreso il 92% delle loro navi di maggiori dimensioni”.

Emirati: "Coesistenza con Teheran al momento è impossibile"

La coesistenza con l’Iran “nelle sue attuali condizioni” è impossibile. Lo ha affermato il ministro di Stato degli Emirati Arabi Uniti, Khalifa bin Shaheen Al Marar. “La continua aggressione iraniana rende impossibile la coesistenza con il regime iraniano, nelle sue attuali condizioni, e affrontare la minaccia iraniana – compresi i programmi nucleari, missilistici, dei droni e la sicurezza marittima – è essenziale per una pace duratura”, ha dichiarato secondo quanto riportato dal ministero degli Esteri di Abu Dhabi. Nel corso di una riunione virtuale della Lega Araba, Marar ha affermato che a Lega Araba “si trova ora a un bivio: o adotta una posizione di piena solidarietà e fermezza contro il terrorismo iraniano, oppure rischia di diventare inefficace nell’affrontare le principali sfide”.

Casa Bianca: quel che resta del regime vuole sedersi a tavolo negoziati

“Gli elementi rimanenti del regime sono sempre più desiderosi di mettere fine alla distruzione e sedersi al tavolo dei negoziati”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing alla stampa. “Quello che viene detto in pubblico è naturalmente molto diverso da quello che viene comunicato a noi privatamente”, ha aggiunto la funzionaria.

Idf: "Colpiti 170 obiettivi nelle ultime 24 ore"

Nelle ultime 24 ore, l’aeronautica israeliana ha colpito 170 obiettivi in Iran utilizzando circa 400 bombe, tra cui siti di produzione di armi e quartier generali delle forze di sicurezza iraniane, secondo quanto affermato dai militari. Secondo quanto riportato i jet dell’Aeronautica Militare hanno colpito “un sito centrale” per la produzione di componenti “significativi” per armi; siti per la produzione di motori per droni; e un complesso in cui venivano sviluppati componenti per armi. Nell’Iran occidentale, l’aeronautica israeliana ha colpito diversi quartier generali “centrali” delle forze armate iraniane, tra cui un complesso Basij a Daghlan e una stazione di polizia a Sanandaj, aggiunge l’esercito.

Rubio: "Trump predilige la diplomazia alla guerra"

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato in un’intervista esclusiva ad Al Jazeera che il Donald Trump “predilige la diplomazia” come via per porre fine al conflitto con l’Iran e che sono in corso colloqui diretti con Teheran tramite intermediari.

Rubio: "Situazione attorno a Mojtaba Khamenei è opaca"

Nel corso di un’intervista esclusiva ad Al Jazeera il segretario di Stato americano Marco Rubio ha definito “opaca” la situazione attorno alla nuova Guida suprema, Mojtaba Khamemei. “Non sappiamo nemmeno se sia al potere. So che dicono che lo sia ma nessuno lo ha visto. Non è del tutto chiaro come vengano prese le decisioni all’interno dell’Iran”, ha affermato.

Unifil: "Basta attacchi contro i caschi blu in Libano"

L’Unifil in un post su X dopo aver confermato la morte di altri soldati della missione di pace delle Nazioni Unite in Libano ha ribadito l’urgente necessità che tutti gli attori rispettino i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e garantiscano in ogni momento la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite, evitando qualsiasi azione che possa mettere in pericolo i caschi blu”. Secondo l’Unifil gli attacchi deliberati contro le forze di pace costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza, e possono configurarsi come crimini di guerra. Il costo umano di questo conflitto è troppo elevato. La violenza, come abbiamo già affermato, deve cessare”.

Idf: uccisi comandanti Hezbollah in contatto con gruppi palestinesi

Secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane alcuni alti comandanti di Hezbollah responsabili del coordinamento tra il gruppo libanese e le organizzazioni palestinesi sono stati uccisi oggi in un attacco israeliano a Beirut. Nell’attacco – viene spiegato – è stato ucciso Hamza Ibrahim Rakhin, vice comandante dell’Unità 1800 di Hezbollah, insieme al capo delle operazioni dell’unità e a un altro membro del gruppo.

Trump: "Nuovi leader più ragionevoli scopriremo presto se vogliono trattare"

Gli Stati Uniti scopriranno presto se il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, sia disposto a collaborare per mettere fine al conflitto. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista al New York Post. “Lo scopriremo”, ha affermato il presidente, aggiungendo: “Ve lo farò sapere tra circa una settimana”. Per Trump, a Teheran «c’è stato un totale cambio di regime e ora abbiamo a che fare con un gruppo di persone completamente nuovo. E finora si sono dimostrati molto più ragionevoli”. Il presidente ha inoltre sottolineato l’incertezza che circonda le condizioni di salute del nuovo Leader Supremo, Mojtaba Khamenei, che non è stato visto in pubblico da quando gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato i loro attacchi, il 28 febbraio. “Nessuno ha avuto sue notizie”, ha detto Trump. Alla domanda se Mojtaba Khamenei sia ancora vivo, il presidente ha aggiunto: “Non lo sappiamo. Riteniamo che probabilmente lo sia, ma in condizioni straordinariamente critiche”.

Sanchez: "Con uccisione soldato Unifil superata nuova linea rossa in Libano"

“Nelle prime ore di ieri, in Libano è stata superata una nuova linea rossa. Un casco blu dell’Onu è rimasto ucciso in un attacco e altri tre sono rimasti feriti. La Spagna condanna con fermezza questi fatti. Chiede che venga chiarita la provenienza del proiettile. E invita il governo di Israele a porre fine alle ostilità”. È quanto scrive in un post sul social X il primo ministro della Spagna Pedro Sanchez. “Gli attacchi alle missioni di pace dell’Onu costituiscono un’aggressione ingiustificabile nei confronti dell’intera comunità internazionale”, prosegue il post, “porgiamo inoltre le nostre sincere condoglianze alla famiglia del soldato deceduto e a tutto il personale dell’Unifil”.

Teheran: "Abituatevi a nuovo ordine nella regione"

“Abituatevi al nuovo ordine nella regione”. Lo ha scritto Esmail Qaani, comandante della Forza Quds delle Guardie Rivoluzionarie, in un post su X, affermando che gli attacchi perpetrati da gruppi filo-iraniani hanno minato quelli che ha definito i piani del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu per espandere una cintura di sicurezza regionale. “Netanyahu sognava di estendere una cintura di sicurezza nella regione, ma il fuoco intelligente e coraggioso dei nostri fratelli di Hezbollah a nord e di Ansar Allah a sud ha smascherato le false rassicurazioni del regime”, si legge nel post, “il sogno dei comandanti martiri della resistenza si è realizzato: la sala operativa dell’asse della resistenza è unita”.

Media, 2 soldati Unifil uccisi in attacco nel sud del Libano

Due caschi blu delle Nazioni Unite, ovvero della forza Unifil, che viaggiavano in un convoglio sono rimasti uccisi oggi nel sud del Libano quando il convoglio è stato “colpito da un’esplosione di origine sconosciuta”. Diversi altri caschi blu sono rimasti feriti, secondo un rapporto delle Nazioni Unite visionato dal New York Times.Le due vittime si aggiungono al soldato indonesiano dell’Unifil ucciso nella notte in un attacco che ha colpito una postazione dell’Unifil vicino ad Adchit Al Qusayr, sempre nel sud del Libano.

Beirut, 1.247 morti in Libano da inizio guerra

Il ministero della Salute libanese afferma che 1.247 persone sono state uccise in Libano dall’inizio della guerra innescata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Altre 3.680 persone sono invece rimaste ferite. Ottantasette delle vittime erano donne, 124 bambini e 52 operatori sanitari. Oltre un milione di persone sono state sfollate.

Fmi: chiusura stretto Hormuz è tassa sul reddito improvvisa per importatori

 “Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz e i danni alle infrastrutture regionali hanno causato la più grave perturbazione nella storia del mercato petrolifero globale. Per le economie importatrici di combustibili, l’effetto è quello di una tassa sul reddito improvvisa e ingente”. È l’analisi che fa il Fondo monetario internazionale sul modo in cui la guerra in Medio Oriente sta influenzando i settori dell’energia, del commercio e della finanza. “Sebbene la guerra possa influenzare l’economia globale in modi diversi, tutte le strade portano a prezzi più alti e a una crescita più lenta. Un conflitto di breve durata potrebbe far impennare i prezzi del petrolio e del gas prima che i mercati si adeguino, mentre uno di lunga durata potrebbe mantenere l’energia costosa e mettere a dura prova i paesi che dipendono dalle importazioni. Oppure il mondo potrebbe stabilizzarsi in una via di mezzo – le tensioni persistono, l’energia rimane costosa e l’inflazione si rivela difficile da domare – con incertezza e rischio geopolitico persistenti. Molto dipende dalla durata del conflitto, dalla sua estensione e dall’entità dei danni che infligge alle infrastrutture e alle catene di approvvigionamento”, osserva il Fmi. 

Fmi: Italia e Regno Unito particolarmente esposte per dipendenza gas

“In Europa, lo shock sta facendo riemergere lo spettro della crisi del gas del 2021-22, con paesi come l’Italia e il Regno Unito particolarmente esposti a causa della loro dipendenza dall’energia elettrica prodotta a gas, mentre Francia e Spagna sono relativamente protette grazie alla loro maggiore capacità nucleare e di energie rinnovabili”. È l’analisi che fa il Fondo monetario internazionale sul modo in cui la guerra in Iran e Medioriente sta influenzando i settori dell’energia, del commercio e della finanza. “Al contrario, i paesi esportatori di petrolio del Medioriente, di alcune parti dell’Africa e dell’America Latina che riescono ancora a portare i propri barili sul mercato hanno la prospettiva di una posizione fiscale ed esterna più solida grazie ai prezzi più elevati. I produttori le cui esportazioni sono limitate o ridotte – compresi diversi membri del Consiglio di cooperazione del Golfo – possono aspettarsi un rialzo molto minore. Anche dopo la ripresa dei transiti, premi di rischio più elevati e incertezza potrebbero frenare gli investimenti e la crescita”, spiega il Fmi.

G7: "Sicurezza navigazione essenziale per stabilità economica globale"

I ministri dell’Energia e delle Finanze del G7 ribadiscono il “forte impegno a garantire mercati energetici ben funzionanti, stabili e trasparenti. Sosteniamo gli sforzi appropriati volti a sostenere un’offerta adeguata nei mercati globali del petrolio e del gas e prendiamo atto delle opzioni dell’AIE per gestire la domanda, a seconda delle circostanze dei singoli paesi, al fine di contribuire a stabilizzare le condizioni di mercato e limitare un’eccessiva volatilità”. È quanto si legge nel comunicato del G7 diffuso al termine della riunione dei ministri dell’Energia e delle Finanze e governatori delle banche centrali del G7. I ministro invitano “invitiamo tutti i paesi ad astenersi dall’imporre restrizioni ingiustificate alle esportazioni di idrocarburi e prodotti correlati” e ribadiscono “l’importanza di flussi commerciali sicuri e ininterrotti, compresa la sicurezza della navigazione e la protezione delle rotte e delle infrastrutture marittime critiche, come elementi essenziali per la stabilità economica globale e la sicurezza energetica”. 

G7: "Pronti a tutte le misure necessarie per la sicurezza del mercato energetico"

“Siamo pronti ad adottare tutte le misure necessarie in stretta coordinazione con i nostri partner, anche per preservare la stabilità e la sicurezza del mercato energetico. Riconosciamo l’importanza di un’azione internazionale coordinata per mitigare le ricadute e salvaguardare la stabilità macroeconomica”. Lo si legge nel comunicato del G7 diffuso al termine della riunione dei ministri dell’Energia e delle Finanze e governatori delle banche centrali del G7. 

Ankara, intercettato nuovo missile Teheran in spazio aereo turco

“Un missile balistico, presumibilmente lanciato dall’Iran e penetrato nello spazio aereo turco, è stato neutralizzato dalle unità di difesa aerea e missilistica della Nato schierate nel Mediterraneo orientale”. È quanto ha reso noto il ministero della Difesa della Turchia in una nota, come riporta Hurryet. “Stiamo adottando con fermezza e senza esitazione tutte le misure necessarie contro ogni minaccia diretta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese, e tutti gli sviluppi nella regione vengono attentamente monitorati, con la sicurezza nazionale come priorità assoluta”, continua la nota. 

Presidente Libano: "Ogni mano che minaccia la pace verrà tagliata"

Il presidente del Libano Joseph Aoun ha assicurato che “ogni mano che minaccia la pace civile verrà recisa”, affermando che “i servizi di sicurezza stanno adottando misure ferme per prevenire qualsiasi violazione della sicurezza attraverso arresti e confisca di armi”. Aoun ha inoltre affermato che “nessuno in Libano desidera lo scoppio di una guerra civile” e ha indicato che “la situazione nel Sud è tragica a causa delle gravi violazioni commesse da Israele”, sottolineando “la necessità di proseguire i contatti internazionali per avviare negoziati con la parte israeliana”. Lo riporta L’Orient Le Jour. 

Idf: colpite difese aeree Teheran vicino al Mar Caspio

Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano di aver effettuato ieri un attacco contro i sistemi di difesa aerea iraniani vicino al Mar Caspio, nel nord dell’Iran, a oltre 1.600 chilometri da Israele, nell’ambito degli sforzi in corso per espandere la propria superiorità aerea sull’Iran. Lo riporta il Times of Israel. Secondo quanto riferito dai militari, ieri i jet dell’aeronautica israeliana hanno preso di mira il sito, nascosto in una zona boschiva, durante una serie di raid aerei, colpendo sistemi che, a loro dire, rappresentavano una minaccia per i loro velivoli.

Teheran: Israele dietro attacco a impianto desalinizzazione Kuwait

Un portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya ha dichiarato che Israele ha colpito un impianto di desalinizzazione in Kuwait, dopo che il Kuwait aveva affermato che un lavoratore indiano era stato ucciso in un attacco iraniano contro una centrale elettrica e idrica. Il portavoce ha affermato che l’attacco è stato effettuato “per incolpare la Repubblica islamica” e ha avvertito che le basi statunitensi e gli interessi israeliani nella regione rimarranno obiettivi. Lo riporta Iran International. 

Bessent: "Gli Usa riprenderanno il controllo dello Stretto di Hormuz"

“Nel tempo, gli Stati Uniti riprenderanno il controllo dello Stretto di Hormuz e ci sarà libertà di navigazione, sia che venga garantita da scorte navali statunitensi, sia che venga garantita da scorte navali multinazionali”. Lo ha detto, in un’intervista a Fox News, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent

Attacco in sobborgo Beirut, 1 morto e 17 feriti

Il ministero della Salute libanese ha affermato che nell’attacco israeliano di questa mattina su un sobborgo di Beirut, in Libano, una persona è morta e 17 sono rimaste ferite. I feriti sono 10 libanesi, sei siriani e una donna keniota. Tra i sei siriani c’erano quattro bambini. 

Rubio: "Non permetteremo sistema pedaggi in Stretto di Hormuz"

“L’Iran minaccia di controllare lo Stretto di Hormuz e di istituire un sistema di pedaggi. Questo non sarà permesso”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio in un’intervista ad Abc. “Il mondo dovrebbe prendere atto delle minacce dell’Iran di istituire nello Stretto un sistema che controlli chi transita nelle acque internazionali”, ha spiegato. “Hanno molto più da perdere di noi. Solo una minima parte della nostra energia transita da lì, il resto del mondo ne riceve molta di più”, ha aggiunto.

Consiglio Ue proroga regime sanzioni a Iran per violazione diritti umani

Il Consiglio dell’Ue ha deciso oggi di prorogare fino al 13 aprile 2027 le misure restrittive dell’UE adottate in risposta alle gravi violazioni dei diritti umani in Iran. Tali misure consistono nel divieto di viaggio e nel congelamento dei beni, nonché nel divieto di esportazione in Iran di apparecchiature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna e di apparecchiature per il monitoraggio delle telecomunicazioni. Inoltre, ai cittadini e alle imprese dell’UE è vietato fornire fondi alle persone fisiche e giuridiche incluse nell’elenco. Nel contesto della revisione delle sanzioni, il Consiglio ha anche deciso di non rinnovare l’inserimento nell’elenco di una persona deceduta. L’elenco comprende ora un totale di 262 persone fisiche e 53 entità. L’UE ha introdotto per la prima volta un regime per le gravi violazioni e abusi dei diritti umani in Iran nel 2011 e lo ha prorogato da allora su base annuale. Dal 2022, l’UE ha inasprito drasticamente le misure restrittive, adottando molteplici pacchetti di sanzioni nel contesto delle crescenti preoccupazioni. Il 9 gennaio 2026, l’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ha rilasciato una dichiarazione a nome dell’UE, condannando l’uso della violenza, la detenzione arbitraria e le tattiche intimidatorie da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti. Ha inoltre chiesto l’immediato rilascio di tutte le persone ingiustamente detenute per aver esercitato i propri diritti fondamentali e ha esortato le autorità iraniane ad adempiere agli obblighi internazionali dell’Iran e a garantire pienamente i diritti alla libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica, nonché a garantire il diritto di accesso all’informazione, anche ripristinando l’accesso a Internet per tutti. L’UE sostiene fermamente le aspirazioni fondamentali del popolo iraniano per un futuro in cui i suoi diritti umani universali e le libertà fondamentali siano pienamente rispettati, protetti e realizzati. 

Merz: "Scettici su obiettivi guerra, speriamo in colloqui con Usa e Israele"

“Il presidente al-Sharaa condivide il nostro scetticismo sugli obiettivi strategici di questa guerra”. Lo lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz in conferenza stampa a Berlino con il presidente siriano ad interim Ahmed al-Sharaa. “Ci auguriamo di poter discutere anche con Stati Uniti e Israele per porre fine al conflitto il prima possibile”, ha aggiunto, sottolineando che “nei prossimi giorni o settimane si vedrà quanto ciò sarà possibile” e che la crisi “non potrà essere risolta soltanto con mezzi militari”.

Rubio: "Ci sono fratture all'interno della leadership di Teheran"

“Ci sono delle fratture” all’interno della leadership iraniana. Lo ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio in un’intervista ad Abc News. “Se ora al comando ci sono nuove persone che hanno una visione più ragionevole del futuro, questa sarebbe una buona notizia per noi, per loro, per il mondo intero”, ha spiegato. “Ma dobbiamo anche essere preparati alla possibilità, forse persino alla probabilità, che non sia così”. “Ci sono persone lì che dicono privatamente alcune cose giuste. Ma alla fine, dobbiamo vedere se queste persone saranno effettivamente al comando, se avranno il potere di ottenere risultati. Lo metteremo alla prova. Speriamo che sia così”, ha aggiunto. “È evidente che ci sono persone che ci parlano in un modo diverso rispetto a quanto fatto in passato da chi era al potere in Iran”.

Islamabad, domani il ministro degli Esteri del Pakistan sarà a Pechino per colloqui

Il vicepremier e ministro degli Esteri Ishaq Dar si recherà in Cina domani su invito del ministro degli Esteri cinese Wang Yi per tenere discussioni approfondite sulle tensioni regionali. Lo ha annunciato su X il ministero degli Esteri di Islamabad. “Il Pakistan e la Cina intrattengono un partenariato strategico di cooperazione a tutto tondo, caratterizzato da uno stretto coordinamento e da consultazioni regolari su questioni regionali e internazionali”, ha affermato il ministero pakistano

al-Sharaa: "Preoccupazione per escalation militare in Medioriente"

“Gli sviluppi regionali sono molto preoccupanti. Dalla fine di febbraio osserviamo con grande preoccupazione l’escalation militare”. Lo ha detto il presidente siriano ad interim Ahmed al-Sharaa in conferenza stampa a Berlino con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Condanniamo con la massima fermezza gli attacchi contro i nostri Paesi arabi fratelli e anche gli attacchi israeliani sul territorio siriano”, ha aggiunto, denunciando anche l’occupazione di nuove aree siriane da parte di Israele.

Berlino: "Pronti a contribuire alla sicurezza di Hormuz, serve un gruppo di contatto"

“Se saranno soddisfatte le condizioni necessarie, la Germania sarà naturalmente pronta a contribuire alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Abbiamo già avanzato proposte in tal senso e suggerisco esplicitamente di farlo nel quadro di un gruppo di contatto internazionale, per garantire il miglior coordinamento possibile tra i Paesi disposti a contribuire, come la Germania”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa a Berlino con il presidente siriano ad interim, Ahmed al-Sharaa.

Merz: "La cosa migliore è chela guerra finisca il prima possibile"
Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. (Photo by: Bernd von Jutrczenka/picture-alliance/dpa/AP Images)

“Questa guerra riguarda tutti noi. È entrata nella nostra vita quotidiana: da settimane aumentano i prezzi del carburante e dell’energia in Germania e dobbiamo rafforzare la protezione di sinagoghe e comunità ebraiche. Se questo conflitto dovesse trasformarsi in una guerra regionale su larga scala, potrebbe gravare ancora di più su Germania ed Europa, come già accaduto con la pandemia di Covid o all’inizio della guerra in Ucraina”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa a Berlino con il presidente siriano ad interim, Ahmed al-Sharaa. “Restano molte incognite, sia militari sia strategiche. Siamo d’accordo su questo con i partner europei, ma lavoriamo insieme per trovare una soluzione. La cosa migliore è che questa guerra finisca il prima possibile”, ha detto ancora Merz

Ue amplia mandati Aspides e Atalanta contro attacchi Houthi

Il Consiglio dell’Ue ha adottato oggi due decisioni che modificano i mandati delle operazioni navali dell’UE EUNAVFOR ASPIDES e EUNAVFOR ATALANTA. Questi aggiornamenti – scrive il Consiglio – giungono mentre l’UE continua a contribuire attivamente alla salvaguardia della libertà di navigazione nel Mar Rosso e nella regione circostante, dove la sua presenza navale ha già contribuito a proteggere le principali rotte marittime e infrastrutture, nonché i flussi commerciali globali. Le decisioni rafforzano ulteriormente l’impegno marittimo dell’UE e sottolineano la necessità di un contributo costante di risorse, comprese le navi.EUNAVFOR ASPIDES. Il Consiglio ha modificato il mandato di EUNAVFOR ASPIDES, l’operazione dell’UE istituita nel febbraio 2024 come operazione difensiva in risposta ai ripetuti attacchi degli Houthi contro il traffico marittimo internazionale. Oltre ai compiti già in essere, l’operazione, nei limiti delle proprie risorse e capacità, si occuperà ora di raccogliere e condividere informazioni su attività sospette relative a infrastrutture sottomarine critiche (CSI); contribuire al rafforzamento delle capacità attraverso la formazione delle forze marittime gibutiane; cooperare con la Guardia Costiera yemenita; rafforzare i legami con altre iniziative dell’UE, tra cui CRIMARIO, il progetto dell’UE sulle rotte marittime critiche.

EUNAVFOR ATALANTA. A seguito della valutazione strategica del 2025, il Consiglio ha inoltre adottato emendamenti al mandato di EUNAVFOR ATALANTA, l’operazione marittima di lunga data dell’UE nell’Oceano Indiano occidentale e nel Mar Rosso. Il mandato aggiornato sospende il monitoraggio del commercio illecito di carbone, mantenendo al contempo i compiti secondari relativi al monitoraggio del traffico di armi e stupefacenti e della pesca illegale; rafforza i collegamenti con altre iniziative dell’UE, tra cui CRIMARIO; aggiunge un nuovo compito per la raccolta e la condivisione di informazioni su attività sospette legate alla CSI, nei limiti dei mezzi e delle capacità disponibili.EUNAVFOR ASPIDES è stata istituita l’8 febbraio 2024 e varata il 19 febbraio 2024 in risposta alle minacce alla sicurezza marittima nel Mar Rosso. Il suo mandato è stato prorogato fino al 28 febbraio 2027 con una decisione del Consiglio del febbraio 2026.EUNAVFOR ATALANTA è stata varata nel 2008 come prima operazione navale dell’UE. Inizialmente incaricata della lotta alla pirateria, il suo mandato si è ampliato nel 2022 per includere il contrasto al traffico illecito di armi e stupefacenti in mare. Anche la missione è stata prorogata fino al 28 febbraio 2027.

Appello di al-Sisi a Trump: "Ferma la guerra, solo tu puoi farlo"

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha esortato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a porre fine alla guerra con l’Iran. “Dico al presidente Trump: nessuno può porre fine alla guerra nella nostra regione, nel Golfo, tranne lei”, ha affermato al-Sisi in un discorso. “Mi rivolgo a lei in nome dell’umanità e in nome di tutti coloro che amano la pace, e lei è una delle persone che amano la pace. Le invio un messaggio diretto a nome della regione. Continuare questa guerra comporta conseguenze pericolose. La prego di aiutarci a porre fine alla guerra, lei ne è capace”, ha affermato.

Starmer: "Non è la nostra guerra, non ci faremo trascinare"
Il primo ministro britannico, Keir Starmer. (Foto: Archivio LaPresse)

“Questa non è la nostra guerra e non ci lasceremo trascinare dentro”. Con queste parole il primo ministro britannico Keir Starmer ha ribadito la linea del Regno Unito sul conflitto in Medio Oriente, respingendo le pressioni e le critiche arrivate dagli Stati Uniti guidati dal presidente Donald Trump. Parlando durante un evento nelle West Midlands per il lancio della campagna elettorale del Labour Party in vista delle elezioni amministrative del 7 maggio, il premier britannico ha sottolineato: “La mia posizione e quella di questo governo non cambia, a prescindere dalla pressione nei nostri confronti”. Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato per il premier britannico, che affronta una fase politica complessa e il rischio di una battuta d’arresto elettorale con possibili ripercussioni sulla sua leadership.

Trump: "Senza intesa distruggeremo centrali, pozzi di petrolio e isola di Kharg"

“Se per qualsiasi motivo non si dovesse raggiungere un accordo a breve – cosa che probabilmente avverrà – e se lo Stretto di Hormuz non venisse immediatamente ‘aperto al traffico’, concluderemo il nostro piacevole ‘soggiorno’ in Iran facendo saltare in aria e distruggendo completamente tutte le loro centrali elettriche, i pozzi petroliferi e l’isola di Kharg (e forse tutti gli impianti di desalinizzazione!), che abbiamo volutamente non ancora ‘toccato’”. È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente Usa Donald Trump, dando aggiornamenti su presunte trattative in corso con l’Iran. “Questo sarà un atto di vendetta per i nostri numerosi soldati, e altri, che l’Iran ha massacrato e ucciso durante i 47 anni di ‘regno del terrore’ del vecchio regime”, ha aggiunto.

Trump: "Progressi nelle trattative con nuovo regime, più razionale"

“Gli Stati Uniti d’America stanno conducendo trattative serie con un nuovo regime, più razionale, per porre fine alle nostre operazioni militari in Iran. Sono stati compiuti grandi progressi”. È quanto scrive in un post sul social Truth il presidente Usa Donald Trump.

Esercito di Beirut: "Morto soldato in raid israele nel sud del Libano"

Un attacco israeliano contro un posto di blocco militare ha causato la morte di un soldato e il ferimento di altri. Lo ha annunciato l’esercito libanese in un comunicato citato da Al Jazeera. L’attacco è avvenuto ad Al-Amiriya, sulla strada Qalila-Sour, nel sud del Libano.

Fratoianni (Avs): "La Spagna chiude lo spazio aereo, il pavido governo Meloni no"

“Il governo di sinistra della Spagna ha deciso di chiudere lo spazio aereo a tutti i voli coinvolti nella guerra illegale di Usa e Israele in Iran. Anche quelli logistici e per il rifornimento, che il pavido governo Meloni aveva detto di non poter vietare. Questo è quello che fa un governo davvero sovrano e non succube di Trump e Netanyahu”. Lo scrive su Facebook Nicola Fratoianni di Avs. “Far rispettare il diritto internazionale e la volontà popolare – conclude il leader rossoverde – senza farsi dettare gli ordini da Washington. Il contrario di quello che fa qui in Italia Meloni. Per fortuna c’è ancora chi in Europa dice no”.

Costa sente premier Pakistan: "Sostegno a sforzi di mediazione"
Il presidente del Consiglio dell'Ue, Antonio Costa. (Foto: Archivio LaPresse)

“Buona telefonata oggi con il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif per ascoltare la sua valutazione sulla guerra in Iran, nonché l’esito delle recenti consultazioni tra i ministri degli Esteri di Egitto, Arabia Saudita, Pakistan e Turchia tenutesi a Islamabad. L’Ue è profondamente preoccupata per la prosecuzione della guerra e il suo crescente impatto globale”. Lo riferisce sui social il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. “Desidero augurare al Pakistan il miglior successo per i suoi sforzi di pace. L’Ue sostiene tutti gli sforzi di mediazione. Solo il dialogo e la diplomazia possono riportare pace e stabilità in Medio Oriente, nel pieno rispetto della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”, aggiunge.

Ue condanna attacchi Houthi: "Rischio escalation"

“Il rischio di un’escalation è certo, e condanniamo fermamente le minacce e gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso e oltre. Perché rischiano di trascinare lo Yemen nella guerra regionale e di aumentare non solo il conflitto, ma anche l’instabilità nella regione, nonché l’impatto sul commercio globale e sulla libertà di navigazione”. Lo dice il portavoce della Commissione europea Anouar El Anouni. Quanto alla possibilità di estendere il mandato della missione Ue Aspides dal Mar rosso al Golfo Persico, “non facciamo speculazioni, quindi non spetta a me dire ora se estenderemo il mandato, e in tal caso, in quale ambito, restiamo alle ultime dichiarazioni del G7”, aggiunge. “Ci uniamo all’appello dell’inviato speciale delle Nazioni Unite Hans Grundberg a esercitare moderazione, a cessare le azioni militari, a rispettare il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario al fine di proteggere i civili e prevenire un’ulteriore escalation in Medio Oriente. Allo stesso tempo, come Ue, restiamo impegnati a sostenere il popolo yemenita e a promuovere la stabilità in questa regione”, conclude.

Teheran: "Legare conflitto ucraino al Medioriente è un catastrofico errore di valutazione"

“I Paesi della regione sono sicuramente più saggi di quanto si possa permettere a una persona del genere, che ha esposto il suo Paese a una guerra distruttiva e ha causato tali tragedie al bravo popolo ucraino, di togliersi la vita”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, commentando la recente visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella regione. “Un simile comportamento e il collegamento tra il conflitto ucraino e gli sviluppi nella nostra regione rappresentano un catastrofico errore di valutazione”, ha spiegato il portavoce, come riporta l’agenzia di stampa Tasnim. “Credo che i Paesi della regione non cadranno in una simile trappola. Apprezziamo che alcuni Paesi della regione abbiano compreso la cospirazione degli Stati Uniti e del regime sionista e stiano cercando di non prendere parte all’aggressione contro l’Iran”, ha aggiunto.

Teheran: "Non abbiamo partecipato a colloqui in Pakistan"

“Gli incontri che il Pakistan sta tenendo sono un quadro che hanno stabilito loro stessi e al quale noi non abbiamo partecipato. È positivo che i Paesi della regione siano preoccupati di porre fine alla guerra, ma dovrebbero fare attenzione a quale parte ha iniziato il conflitto”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dall’agenzia Tasnim

Teheran: "Con Usa nessun negoziato diretto, da loro proposte irragionevoli"

Teheran “non ha finora avuto alcun negoziato diretto con gli Stati Uniti”. Lo ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. “Quello di cui si è discusso sono messaggi che abbiamo ricevuto tramite intermediari, nei quali si afferma che gli Stati Uniti vogliono negoziare”, ha dichiarato Baghaei, come riporta l’agenzia di stampa Tasnim. “Il nostro compito è chiaro, a differenza dell’altra parte, che continua a cambiare posizione. L’Iran è stato chiaro sulla propria posizione fin dall’inizio, e sappiamo molto bene quale sia il quadro di riferimento che stiamo considerando. Il materiale che ci è stato trasmesso contiene richieste eccessive e irragionevoli”, ha aggiunto il portavoce.

Idf: "Soldato israeliano ucciso in attacco Hezbollah nel sud del Libano"

Un soldato delle Forze di Difesa Israeliane è morto e un ufficiale è rimasto gravemente ferito nell’attacco missilistico anticarro di Hezbollah avvenuto ieri nel sud del Libano. Lo annuncia l’Idf. La vittima, identificata come il 19enne sergente Liran Ben Zion, è il sesto soldato a perdere la vita in seguito alla nuova offensiva delle Forze di Difesa Israeliane contro Hezbollah.

Due feriti nel nord di Israele dopo gli ultimi attacchi di Teheran ed Hezbollah

Due persone sono rimaste ferite negli ultimi attacchi nel nord di Israele, una delle quali in gravi condizioni e l’altra con ferite lievi. Lo riferiscono i servizi di soccorso israeliani. Le immagini diffuse dai media mostrano molteplici punti d’impatto a seguito dell’attacco missilistico balistico iraniano e del contemporaneo lancio di razzi da parte di Hezbollah dal Libano. Sono stati segnalati almeno sei siti di impatto nel nord del Paese. Tre a Kiryat Ata, due ad Haifa e uno a Shfaram.

Incendio in una raffineria di petrolio ad Haifa dopo un attacco missilistico

Un incendio è scoppiato nella raffineria della città settentrionale israeliana di Haifa per la seconda volta durante l’inizio della guerra. I filmati hanno mostrato fiamme su un grande serbatoio della raffineria con un denso fumo nero alzarsi al cielo. L’incendio è stato rapidamente spento. Non è chiaro se le fiamme siano state causate dall’impatto di un missile o da detriti. Nei raid contro l’Iran, Israele ha preso di mira il giacimento di gas naturale South Pars e altri siti petrolchimici.

Trump: "Con Teheran stiamo negoziando direttamente e indirettamente"

Con l’Iran “stiamo negoziando direttamente e indirettamente”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti domenica sera a bordo dell’Air Force One, mentre volava verso Washington. Lo riportano i media statunitensi.

Media, giustiziati due dissidenti Mujaheddin

Due membri del gruppo di esiliati iraniani Mujahedeen-e-Khalq sono stati giustiziati in Iran. Lo riferiscono i media statali e lo stesso gruppo. I due uomini sono stati identificati come Akbar Daneshvarkar e Mohammad Taghavi. Daneshvarkar era detenuto da anni. Amnesty International ha dichiarato che il Tribunale Rivoluzionario di Teheran ha condannato gli uomini con l’accusa di ribellione armata contro lo Stato “a seguito di un processo estremamente iniquo nell’ottobre 2024”. L’organizzazione ha inoltre affermato che i due uomini sono stati torturati durante gli interrogatori. 

Tajani: "Tregua più vicina in Medioriente rispetto a quella in Ucraina"
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. (Foto: Archivio LaPresse)

“Certamente si arriva prima alla tregua per il Medioriente che per l’Ucraina, secondo me. Mi auguro che sia una questione di poche settimane, così come ha detto il segretario di Stato Rubio a Parigi al vertice del G7, ha parlato di 2-4 settimane. Speriamo che sia così”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel suo intervento in videocollegamento all’evento ‘Forum della cucina italiana’ a Masseria Li Reni con Bruno Vespa. “Le nostre pressioni sono sempre quelle di poter arrivare ad una cessazione del fuoco il prima possibile, però sono decisioni che sono indipendenti dalla nostra volontà. Abbiamo fatto anche capire a Israele che ci sono delle cose che non vanno”, ha aggiunto.

Siria: "Massiccio attacco di droni contro le nostre basi vicino al confine con l'Iraq"

La Siria ha dichiarato di aver rilevato all’alba di oggi un attacco “su vasta scala” con droni, diretto contro diverse sue basi vicino al confine iracheno. Lo riporta l’agenzia di stampa Sana, ripresa da Al Jazeera. L’esercito di Damasco ha riferito di aver abbattuto la maggior parte dei droni, senza però fornire dettagli sull’impatto di quelli che non sono stati intercettati.

Media, la Spagna chiude lo spazio aereo a voli coinvolti nel conflitto
Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez. (AP Photo/Manu Fernandez)

La Spagna ha chiuso completamente lo spazio aereo a qualsiasi volo che partecipi all’operazione militare che gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato insieme contro l’Iran. Lo riporta El Pais, spiegando che il governo di Madrid non permette l’uso delle basi di Morón e di Rota né il sorvolo della Spagna da parte di aerei statunitensi i cui attacchi rientrino nell’operazione ‘Epic Fury’. Il premier Pedro Sanchez aveva già anticipato la misura la scorsa settimana al Congresso. “Abbiamo negato agli Stati Uniti l’uso delle basi di Rota e Morón per questa guerra illegale. Tutti i piani di volo che prevedono azioni legate all’operazione in Iran sono stati respinti. Tutti, compresi quelli degli aerei di rifornimento”, ha dichiarato.

Idf: "Raid aerei contro infrastrutture di Hezbollah a Beirut"

Le Forze di Difesa Israeliane hanno affermato di aver effettuato poco fa attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah a Beirut.

Teheran conferma la morte del comandante della Marina dei Pasdaran

L’Iran ha confermato la morte del comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, Alireza Tangsiri. Israele aveva dichiarato giovedì la sua uccisione in un raid. In una dichiarazione letta dalla televisione di Stato, i Pasdaran hanno affermato che Tangsiri “si è unito alle fila di Allah a causa della gravità delle sue ferite” e hanno elogiato i suoi sforzi, in particolare per aver aiutato l’Iran a mantenere il controllo sullo Stretto di Hormuz.

Media, conclusi colloqui Arabia Saudita-Turchia-Egitto a Islamabad
Da sinistra: il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty; im ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud; il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar e il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, nella foto di rito prima dell'inizio dei colloqui sull'Iran a Islamabad. (Foto: ministero degli Esteri del Pakistan via AP)

I ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto hanno lasciato Islamabad dopo i colloqui ad alto livello per discutere il raggiungimento di una soluzione diplomatica alla guerra in Iran. Lo riferisce Al Jazeera. Il ministro degli Esteri e vice primo ministro del Pakistan, Ishaq Dar, ha ribadito che “dialogo e diplomazia” rimangono le uniche soluzioni praticabili per la crisi del Golfo. Secondo il comunicato diffuso dopo la sessione, i quattro Paesi hanno chiesto una cessazione immediata delle ostilità, sottolineato l’unità dei musulmani e sostenuto negoziati strutturati tra Washington e Teheran. Dar ha dichiarato di aver informato i suoi omologhi sulle prospettive di possibili colloqui Usa-Iran a Islamabad, con i ministri in visita che hanno espresso “pieno sostegno” all’iniziativa. I ministri degli Esteri hanno anche avuto, a margine dell’incontro, un colloquio con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif.

Idf: "Colpiti siti di produzione armi"

Durante una serie di raid aerei su Teheran la scorsa notte, i caccia dell’aeronautica israeliana hanno colpito diversi siti di produzione di armi iraniani. Lo riferiscono le Forze di Difesa Israeliane, spiegando che sui siti sono state sganciate più di 80 bombe. Gli obiettivi, spiega l’Idf, includevano un sito di assemblaggio di missili antiaerei a lungo raggio, uno stabilimento di produzione di componenti per missili anticarro e antiaerei e un complesso per la produzione, la ricerca e lo sviluppo di motori per missili balistici. L’esercito israeliano afferma di aver intensificato gli attacchi contro le industrie iraniane di produzione di armi, prendendo di mira circa 40 siti negli ultimi due giorni.

Trump: "Grande giorno, distrutti molti obiettivi"

“Grande giorno in Iran. Molti obiettivi da tempo nel mirino sono stati colpiti e distrutti dal nostro grande esercito, il migliore e il più letale al mondo”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Media, attacchi israeliani sulla periferia sud di Beirut

Le forze israeliane hanno lanciato un attacco aereo contro i sobborghi meridionali di Beirut. Lo riferisce Al Jazeera. In precedenza il portavoce in lingua araba dell’Idf, Avichay Adraee, ha lanciato su X un allarme urgente, invitando i residenti dei sobborghi meridionali della capitale del Libano ad evacuare immediatamente le proprie case.

Nyt: "nel primo giorno guerra, nuova arma Usa contro una palestra e una scuola, 21 morti"

Nel primo giorno della guerra con Iran, un’arma con caratteristiche riconducibili a un missile balistico di nuova produzione statunitense è stata utilizzata in un attacco che ha colpito una palestra e una scuola elementare adiacente vicino a una struttura militare nel sud del paese, secondo esperti di armamenti e un’analisi visiva del The New York Times. Funzionari locali citati dai media iraniani hanno riferito che questo attacco e altri nelle vicinanze, nella città di Lamerd, hanno causato almeno 21 morti. L’attacco del 28 febbraio è avvenuto lo stesso giorno in cui un missile da crociera Tomahawk statunitense ha colpito una scuola nella città di Minab, a diverse centinaia di chilometri di distanza, causando 175 vittime. Nel caso di Lamerd, però, sarebbe stata utilizzata un’arma mai testata prima in combattimento. Il Nyt spiega di aver verificato i video di due attacchi a Lamerd, oltre a filmati successivi agli impatti. I giornalisti del quotidiano e gli esperti di munizioni hanno rilevato che le caratteristiche dell’arma, le esplosioni e i danni sono coerenti con un missile balistico a corto raggio chiamato Precision Strike Missile (PrSM), progettato per detonare appena sopra il bersaglio e disperdere piccoli proiettili di tungsteno.

I video che mostrano uno degli attacchi, in una zona residenziale a circa 270 metri dalla palestra e dalla scuola, evidenziano l’arma in volo, con una sagoma distintiva compatibile con il PrSM. Il missile esplode in una grande palla di fuoco a mezz’aria. Un altro video, ripreso da una telecamera di sicurezza di fronte alla palestra, mostra l’impatto sull’edificio e sulla scuola adiacente. Anche se il missile in arrivo non è visibile, si nota chiaramente un’esplosione appena sopra la struttura. Il Precision Strike Missile ha completato i test del prototipo solo l’anno scorso, secondo un comunicato dell’esercito statunitense. Dal momento che si tratta di un’arma così recente, sottolinea il Nyt, è più difficile stabilire se gli attacchi a Lamerd siano stati intenzionali, dovuti a un difetto di progettazione o di produzione, oppure il risultato di una selezione errata del bersaglio. Non è chiaro se o in che modo la scuola o la palestra fossero collegate al complesso dei Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, ma secondo immagini satellitari d’archivio, queste strutture sono separate dal complesso da muri da almeno 15 anni. Al momento degli attacchi, la palestra era utilizzata da una squadra femminile di pallavolo, secondo Amir Saeid Iravani, rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite.

Idf: "3 soldati gravemente feriti negli attacchi di Hezbollah nel sud del Libano"

Tre soldati delle Forze di Difesa Israeliane sono rimasti gravemente feriti e molti altri hanno riportato ferite di media entità in seguito ad attacchi di Hezbollah e altri incidenti avvenuti ieri nel sud del Libano. Lo annuncia l’esercito, come riporta Times of Israel. Secondo i militari, in un incidente avvenuto ieri pomeriggio due soldati sono rimasti gravemente feriti da un missile anticarro guidato. In un altro episodio, un soldato è rimasto gravemente ferito e altri due hanno riportato ferite moderate a causa di un drone di Hezbollah che ha colpito un’area vicino alle forze israeliane nel sud del Libano. Un altro soldato è rimasto ferito in modo non grave in un “incidente operativo” nel sud del Libano.

Israele: "Oltre 6mila feriti dall'inizio della guerra"

Il ministero della Salute israeliano riferisce che nelle ultime 24 ore 232 persone ferite sono state ricoverate in ospedale a causa del conflitto con l’Iran, portando il numero totale dei ricoveri dovuti ai combattimenti a oltre 6mila. Lo riporta Times of Israel. Tra i pazienti ricoverati in ospedale nelle ultime 24 ore, due versano in gravi condizioni, otto in condizioni moderate e 215 in buone condizioni. Secondo il ministero dall’inizio della guerra con l’Iran 6.008 persone sono state ricoverate in ospedale, di cui 121 sono attualmente ricoverate. Il bilancio comprende sia soldati che civili.

Trump: "C'è stato un cambio di regime"

“Penso che faremo un accordo” con l’Iran, “ne sono abbastanza sicuro”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, come riportato dai media statunitensi. “Stiamo trattando con persone diverse da quelle con cui chiunque abbia mai trattato prima. Quindi lo considererei un cambio di regime”, ha aggiunto il tycoon.

Israele annuncia attacchi su Teheran, intercettati missili Houthi su Haifa
Distruzione a Teheran dopo un attacco congiunto di Usa e Israelen (AP Photo/Vahid Salemi)

L’esercito israeliano ha annunciato di essere “attualmente impegnato ad attaccare le infrastrutture” del governo iraniano, “in tutta Teheran”. Lo scrive il sito di Al Jazeera, riportando anche che le stesse autorità israeliane dichiarano di aver intercettato due droni sopra la città portuale strategicamente importante di Eilat, nel sud del Paese, provenienti dallo Yemen. Da quando gli Houthi sono entrati in questo conflitto un paio di giorni fa, l’esercito israeliano, e in particolare la sua difesa aerea, sapeva di essere impegnato su un terzo fronte e ha tenuto d’occhio la situazione verso sud per capire cosa stesse arrivando dallo Yemen. Nelle prime ore del mattino, cinque razzi sono stati lanciati contro la città portuale settentrionale di Haifa. Le autorità affermano che sono stati tutti intercettati.

Media, Trump valuta operazione per estrarre uranio iraniano

Secondo fonti statunitensi, il presidente americano Donald Trump sta valutando un’operazione militare per estrarre quasi 450 chilogrammi di uranio dall’Iran. Si tratterebbe di una missione complessa e rischiosa che probabilmente comporterebbe la presenza di forze americane nel Paese per giorni o anche più a lungo. Lo rende noto il Wall Street Journal. Trump non ha ancora deciso se dare l’ordine, hanno affermato le fonti, aggiungendo che sta considerando il pericolo per le truppe statunitensi. Tuttavia, secondo le stesse fonti, il presidente rimane generalmente aperto all’idea, poiché potrebbe contribuire al raggiungimento del suo obiettivo principale: impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare.u

Trump: "Trattative con Teheran procedono estremamente bene"

“Posso solo dire che stiamo andando estremamente bene in questa trattativa, ma con l’Iran non si sa mai, perché negoziamo con loro e poi dobbiamo sempre farli saltare in aria”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti domenica sera a bordo dell’Air Force One, mentre volava verso Washington. A Trump è stato chiesto se l’Iran avesse risposto al piano di cessate il fuoco in 15 punti proposto dagli Stati Uniti e lui ha risposto affermativamente, aggiungendo: “Ci hanno concesso la maggior parte dei punti. Perché non avrebbero dovuto?”. Tuttavia, Trump non ha fornito dettagli sulle presunte concessioni che l’Iran avrebbe fatto, a suo dire, in modo significativo. “Sono d’accordo con noi sul piano”, ha affermato Trump. Ha anche affermato che la nuova Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, “potrebbe essere vivo, ma è ovviamente in gravissime difficoltà. È gravemente ferito”.t

Trump: "Teheran ha consentito il transito di 20 navi nello Stretto Hormuz"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’Iran ha accettato di consentire il transito di 20 navi cisterna cariche di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz a partire da lunedì mattina e per i giorni successivi, “in segno di rispetto”. Trump ha affermato che il presidente del Parlamento iraniano ha autorizzato il passaggio di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, lo stretto passaggio all’imboccatura del Golfo Persico. Il commento di Trump, rilasciato in un’intervista pubblicata lunedì mattina dal Financial Times, è l’ennesima dimostrazione dell’importanza di Mohammad Bagher Qalibaf all’interno della teocrazia iraniana. “Ci hanno dato 10 petroliere battenti bandiera pakistana”, ha dichiarato. “Ora ce ne danno 20, che sono già partite e stanno attraversando lo Stretto”. “È stato lui ad autorizzare il passaggio delle navi”, ha detto Trump al giornale riferendosi a Qalibaf. “Ricordate quando dissi che mi stavano facendo un regalo? E tutti chiesero: ‘Qual è il regalo?’… Quando lo hanno saputo, hanno taciuto e i negoziati stanno andando molto bene”. 

Trump: "Forse conquisteremo l'isola di Kharg e dovremo restare lì"
Un'immagine aerea dell'Isola di Kharg. (Planet Labs PBC via AP)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ventilato l’ipotesi di una conquista dell’isola di Kharg, il principale terminal petrolifero iraniano nel Golfo Persico, da parte delle forze americane. La dichiarazione di Trump è stata rilasciata in un’intervista pubblicata lunedì mattina dal Financial Times. “Forse conquisteremo l’isola di Kharg, forse no. Abbiamo molte opzioni”, ha detto Trump al giornale. “Significherebbe anche che dovremmo rimanere lì (sull’isola di Kharg) per un certo periodo”, ha aggiunto. Interrogato sulle difese iraniane, ha affermato: “Non credo che abbiano difese. Potremmo conquistarla molto facilmente”.

Colpito impianto di desalinizzazione in Kuwait, un morto

Il Kuwait ha annunciato lunedì mattina che un attacco iraniano contro un impianto di produzione di energia e desalinizzazione nel piccolo Paese ricco di petrolio ha causato la morte di un operaio indiano. Il comunicato, diffuso dall’agenzia di stampa statale KUNA, non ha specificato quale impianto fosse stato colpito. Le autorità hanno affermato che le forniture di energia elettrica e acqua sono rimaste costanti nonostante l’attacco. Gli impianti di desalinizzazione sono fondamentali per l’approvvigionamento idrico degli Stati arabi del Golfo. Alcuni attacchi iraniani hanno già danneggiato diverse strutture.

Unifil: "Casco blu indonesiano morto in esplosione nel sud del Libano"

Ieri sera un soldato delle forze di pace è rimasto tragicamente ucciso dall’esplosione di un proiettile in una postazione Unifil vicino ad Adchit Al Qusayr. Un altro è rimasto gravemente ferito. Lo rende noto Unifil su X spiegando che “nessuno dovrebbe mai perdere la vita al servizio della causa della pace”. Il soldato sarebbe di nazionalità indonesiana, come confermato dal Ministero degli Esteri e riportato da Al Jazeera. “La morte e i feriti sono stati causati da “colpi di artiglieria indiretti nelle vicinanze della posizione del contingente indonesiano dell’Unifil, vicino ad Adchit Al Qusayr”, si legge in un comunicato. Intanto Unifil ha dichiarato che “non conosciamo la provenienza del proiettile. Abbiamo avviato un’indagine per accertare tutte le circostanze”.

Media, Israele colpisce contingente Onu in Libano
Un militare dell'Unifil scarica aiuti umanitari destinati alla popolazione libanese. (Foto: X, Unifil)

Un contingente delle Nazioni Unite nel sud del Libano è stato colpito da un attacco da parte di Israele. Lo riporta Al Jazeera citando il portavoce dell’Unifil Kandice Ardiel.”Un proiettile è esploso questa sera in una postazione Unifil vicino ad Adshit al-Qusayr, provocando il ferimento di diversi caschi blu”, ha dichiarato Ardiel secondo quanto riporta l’agenzia nazionale di stampa libanese.

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