Iran, ultimatum Usa su Hormuz. Teheran: “Pronti a chiuderlo completamente”. Primi passi su negoziati

Iran, ultimatum Usa su Hormuz. Teheran: “Pronti a chiuderlo completamente”. Primi passi su negoziati
Una nave da carico che trasporta veicoli naviga nel Golfo Persico in direzione dello Stretto di Hormuz, negli Emirati Arabi Uniti, domenica 22 marzo 2026. (Foto AP)

Ancora missili verso Israele e attacchi in Libano

Ultimatum su Hormuz, minacce incrociate e primi movimenti diplomatici delineano una nuova fase della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele, mentre sul terreno si intensificano gli attacchi che coinvolgono anche Libano e l’area del Golfo. Sullo sfondo restano i timori per l’escalation, dopo il caso dei missili verso la base sull’isola Diego Garcia e le tensioni sulle rotte energetiche. Nella notte tra sabato e domenica il presidente americano Donald Trump aveva intimato a Teheran di riaprire “completamente e senza minacce” lo Stretto di Hormuz entro 48 ore, minacciando in caso contrario attacchi contro le centrali elettriche iraniane.

Primi passi verso i negoziati

La risposta iraniana è stata immediata: le forze armate hanno avvertito che qualsiasi attacco alle infrastrutture energetiche del Paese porterà a colpire risorse, impianti e sistemi legati a Stati Uniti e Israele in tutta la regione. I Pasdaran hanno inoltre minacciato la chiusura totale dello stretto, cruciale per il traffico petrolifero globale. Teheran ha anche delineato sei condizioni per la fine del conflitto: garanzie contro nuovi attacchi, chiusura delle basi Usa nella regione, risarcimenti, cessazione delle ostilità su tutti i fronti, un nuovo assetto giuridico per Hormuz e l’estradizione di soggetti legati a media ostili. Al momento, però, esclude un cessate il fuoco imminente.

Sul fronte negoziale si registrano i primi movimenti. Secondo Axios, l’amministrazione Trump sta preparando una squadra per eventuali colloqui, con il coinvolgimento degli inviati Usa, Jared Kushner e Steve Witkoff. Non ci sono contatti diretti recenti, ma Qatar, Egitto e Regno Unito stanno facendo da intermediari. Anche Turchia e Unione europea sono attive sul piano diplomatico: il ministro iraniano Abbas Araghchi ha parlato con l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, mentre Ankara ha avviato una serie di contatti con tutte le parti. Coinvolto anche l’Egitto. Il direttore dell’Aiea Rafael Grossi ha espresso l’auspicio di riaprire i negoziati sul nucleare, sottolineando che “finché c’è dialogo, c’è possibilità di accordo”. Resta però ampia la distanza: Washington punta a limiti stringenti su nucleare e missili, mentre Trump esclude concessioni su cessate il fuoco e risarcimenti.

Ancora missili verso Israele e attacchi in Libano

Sul terreno, l’Iran ha lanciato una nuova ondata di missili contro Israele. Gli attacchi dei giorni scorsi su Dimona e Arad hanno causato circa 200 feriti, tra cui bambini, mentre Israele accusa Teheran di colpire deliberatamente obiettivi civili e minaccia una risposta “capace di far regredire l’Iran di decenni”. L’esercito israeliano ha intensificato le operazioni anche in Libano, colpendo il ponte di Qasmiya sul fiume Litani e annunciando la distruzione di tutti i collegamenti utilizzati da Hezbollah in preparazione all’intesificarsi dell’offensiva di terra nel sud del Paese. Il ministro della Difesa Israel Katz ha ordinato inoltre di accelerare la demolizione di abitazioni nei villaggi lungo la linea di contatto, seguendo un ‘modello Gaza’ per impedire il movimento di miliziani e armi.

Iran, ultimatum Usa su Hormuz. Teheran: “Pronti a chiuderlo completamente”. Primi passi su negoziati
Fumo e fiamme si levano da un attacco aereo israeliano che ha colpito il ponte di Qasmiyeh, nei pressi della città costiera di Tiro, in Libano, domenica 22 marzo 2026. (Foto AP/Mohammad Zaatari)

Raid nel sud del Libano hanno causato vittime, mentre Hezbollah ha rivendicato attacchi contro posizioni israeliane. Resta alta l’attenzione anche sul caso dei missili lanciati verso la base anglo-americana di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano. Israele parla di capacità iraniane in espansione, ma Teheran nega il coinvolgimento. Londra ha ridimensionato l’episodio: uno dei missili è stato intercettato e l’altro è caduto senza causare danni, escludendo minacce dirette per l’Europa.

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