Iran, 007 Usa: “Teheran si prepara a mettere mine nello stretto di Hormuz”

Iran, 007 Usa: “Teheran si prepara a mettere mine nello stretto di Hormuz”
Bombardamenti su Teheran (Foto AP/Vahid Salemi)

Trump: “Se fermeranno i flussi di petrolio saranno colpiti venti volte più forte”

Non si ferma la guerra in Iran. Notte di attacchi su Teheran. Come riporta ‘Al Jazeera’ almeno 40 civili sarebbero stati uccisi. Gli attacchi avrebbero colpito zone residenziali.

Il presidente Usa, Donald Trump, intanto minaccia il regime: “Se l’Iran facesse qualcosa che fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz, verrebbe colpito dagli Stati Uniti d’America venti volte più forte di quanto non sia stato colpito finora. Inoltre, elimineremo obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l’Iran ricostruirsi, come nazione, di nuovo – Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro – Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo degli Stati Uniti d’America alla Cina e a tutte quelle nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero che sia un gesto che sarà molto apprezzato”, scrive su Truth Trump.

La guerra in Iran e Medio Oriente – Tutte le notizie di oggi, 10 marzo
Inizio diretta: 10/03/26 07:10
Fine diretta: 10/03/26 23:30
Idf, sirene suonano nel centro di Israele per missili da Teheran

Le forze armate israeliane affermano di aver rilevato un nuovo lancio di missili balistici dall’Iran. Successivamente le sirene sono risuonare nel centro di Israele e nella Cisgiordania settentrionale. Lo scrive il Times of Israel. 

Idf, nuova ondata di attacchi aerei su Teheran

 L’aeronautica militare israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei a Teheran. Lo ha reso noto l’Idf. L’esercito afferma che gli attacchi hanno come obiettivo le infrastrutture del regime iraniano. 

Media: Israele respinge proposta di tregua per colloqui da parte Libano

 Israele ha respinto le proposte diplomatiche del Libano di fermare la sua crescente offensiva contro il gruppo Hezbollah, chiedendo che i negoziati si svolgano solo “sotto pressione”. Lo riporta il Financial Times, citando tre persone a conoscenza della questione. I colloqui non si sono concretizzati a causa di disaccordi con Beirut che chiede una “cessazione del fuoco” prima che si svolga qualsiasi incontro, afferma il quotidiano.

Consiglio Sicurezza Onu voterà per chiedere a Teheran stop attacchi a Paesi Golfo

Il Consiglio di sicurezza dell’Onu voterà per chiedere all’Iran di cessare gli attacchi ai suoi vicini arabi. La bozza di risoluzione, ottenuta dall’Associated Press, condanna gli attacchi dell’Iran contro Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania. Il provvedimento chiede la cessazione immediata di tutti gli attacchi e le minacce contro gli Stati confinanti, anche tramite interposta persona. La votazione è prevista per mercoledì pomeriggio, hanno affermato tre diplomatici, parlando a condizione di anonimato in attesa di un annuncio ufficiale. La bozza, sponsorizzata dai membri del Consiglio di cooperazione del Golfo, sarebbe la prima risoluzione del Consiglio di sicurezza presa in considerazione da quando Israele e Stati Uniti hanno lanciato attacchi aerei contro l’Iran e Teheran ha risposto con attacchi contro Israele e in tutta la regione. 

Teheran: "Non stiamo cercando un cessate il fuoco"

 “Certamente non stiamo cercando un cessate il fuoco. Crediamo che l’aggressore debba essere punito e che gli venga impartita una lezione che lo dissuada dall’attaccare nuovamente l’Iran”. Lo ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf. Il regime sionista ha costantemente perpetuato un circolo vizioso di ‘guerra, negoziati, cessate il fuoco, poi di nuovo guerra’ nel corso della sua disgustosa storia. Noi spezzeremo questo circolo vizioso”, ha aggiunto.

Herzog: "Dobbiamo giungere a un risultato finale"

In un’intervista al quotidiano tedesco Bild il presidente israeliano, Isaac Herzog, non ha voluto fornire una tabella di marcia sulla fine della guerra con l’Iran affermando che occorre “fare un respiro profondo e arrivare al risultato finale”. Herzog ha aggiunto che gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran stanno cambiando l’intera configurazione del Medioriente. “Sono gli iraniani a diffondere caos e terrore nella regione e nel mondo. Quindi penso che se misuriamo tutto con un tachimetro, non andremo da nessuna parte”, ha aggiunto. 

Mosca: "Consolato russo a Isfahan danneggiato in raid"

L’edificio del Consolato Generale russo nella città iraniana di Isfahan è stato danneggiato durante un attacco avvenuto lo scorso 8 marzo. Lo ha reso noto la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, citata dalla Tass. “Diversi dipendenti sono stati sbalzati indietro dall’onda d’urto, ma non si sono registrate vittime o feriti gravi”, ha affermato. 

Trump: "Nelle ultime ore distrutte 10 imbarcazioni posamine"

Gli Stati Uniti “nelle ultime ore” hanno “colpito e completamente distrutto 10 imbarcazioni posamine“. Lo scrive Donald Trump su Truth, aggiungendo che “ne seguiranno altre!”. 

Media, Trump valuta invio militari per catturare scorte uranio arricchito

 L’Amministrazione Trump starebbe valutando l’invio di forze speciali in Iran per mettere in sicurezza le scorte di uranio altamente arricchito di Teheran, che secondo gli esperti potrebbe essere utilizzato per produrre almeno 10 testate nucleari. Lo riporta il Guardian, riferendo che il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato al Congresso che “bisognerà andare a prenderlo”. Rubio, riferisce il Guardian, non è entrato nei dettagli, ma ci sono stati rapporti statunitensi e israeliani sulle discussioni tra i due Paesi su come una simile missione potrebbe essere condotta dalle forze speciali di uno o di entrambi gli eserciti. Gli esperti nucleari affermano tuttavia che la complessità e il rischio sarebbero considerevoli. 

Guterres sente Araghchi: "Parti rispettino diritto internazionale"

 Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterresm ha avuto un colloquio telefonico il ministro degli Affari Esteri iraniano, Abbas Araghchi. I due – si legge in una nota del portavoce delle Nazioni Unite – hanno discusso dell’attuale escalation militare nella regione. Guterres “ha ribadito la sua posizione, già espressa in precedenti dichiarazioni” ricordando “la necessità che tutte le parti rispettino pienamente il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario, nonché si astengano da qualsiasi attacco contro i civili e le infrastrutture civili”. Lo stesso Guterres “ha inoltre espresso profonda preoccupazione per le ricadute regionali e l’impatto del conflitto in corso sull’economia globale”. 

Netanyahu a cittadini iraniani: "Opportunità imperdibile per rovesciare il regime"

“Popolo iraniano, stiamo combattendo una guerra storica per la libertà. Questa è un’opportunità irripetibile per voi di rovesciare il regime degli ayatollah e ottenere la libertà. Insieme agli Stati Uniti, stiamo colpendo i tiranni di Teheran più duramente che mai”. Lo ha scritto su X il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un messaggio rivolto ai cittadini iraniani.  “Nei prossimi giorni creeremo le condizioni affinché possiate comprendere il vostro destino. Quando sarà il momento giusto, e quel momento si avvicina rapidamente, passeremo il testimone a voi – ha scritto ancora Netanyahu – siate pronti a cogliere l’attimo”. 

Araghchi: "Dire che stavamo per attaccare basi Usa è una menzogna"

 “L’affermazione che l’Iran stesse pianificando di attaccare gli Stati Uniti o le forze armate statunitensi, preventivamente o meno, è una pura e semplice menzogna. L’unico scopo di questa menzogna è giustificare l’operazione “Epic Mistake”, una disavventura architettata da Israele e pagata dai comuni cittadini americani”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. 

Idf: "Colpiti centri comando a Teheran e Tabriz"

Secondo quanto affermato dall’esercito, nel corso di un’ondata di attacchi avvenuti questa mattina, l’aeronautica militare israeliana ha colpito diversi quartieri generali chiave del regime iraniano a Teheran e Tabriz. Lo riporta il Times of Israel. Tra gli obiettivi figurerebbero un quartier generale delle forze speciali iraniane; un complesso deli Pasdaran; un quartier generale di un’unità di sicurezza responsabile del lancio di missili balistici; un quartier generale dell’agenzia di polizia di sicurezza iraniana; e un complesso Basij. Le forze armate israeliane affermano che gli attacchi fanno parte di una nuova fase della guerra volta ad “intensificare il colpo alle basi del regime terroristico iraniano e alle sue fondamenta”. 

Media Israele: fino a un anno per caduta regime ma guerra durerà meno

I ministri del governo israeliano hanno affermato, dopo un briefing sulla sicurezza, che la caduta del regime iraniano potrebbe richiedere fino a un anno, anche se si prevede che la campagna in corso tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran finirà prima. Lo riporta l’emittente pubblica Kan, citando i ministri presenti al briefing e funzionari israeliani. “Dopo il lavoro spetterà al popolo iraniano”, hanno detto i ministri mentre i funzionari della sicurezza israeliani hanno aggiunto che “c’è molta confusione sulla durata dell’attacco in Iran”, poiché è “difficile decifrare” le intenzioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I funzionari aggiungono che non ci sono ancora le condizioni affinché la popolazione iraniana scenda in piazza e che si prevede che gli attacchi aerei israeliani e statunitensi continueranno nella prossima settimana.

Trump: "Se Teheran ha piazzato mine in Stretto Hormuz le rimuova immediatamente"

 “Se l’Iran ha posizionato delle mine nello Stretto di Hormuz, e non abbiamo notizie in merito, vogliamo che vengano rimosse immediatamente! Se per qualsiasi motivo sono state posizionate delle mine e non vengono rimosse immediatamente, le conseguenze militari per l’Iran saranno a un livello mai visto prima”. Lo scrive Donald Trump in un post su Truth. “Se, d’altra parte, rimuovessero ciò che è stato posizionato, sarebbe un passo da gigante nella giusta direzione!”, aggiunge il presidente Usa. 

Axios, Usa hanno chiesto a Israele di fermare attacchi a impianti petroliferi

Gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. Lo riporta Axios, citando tre fonti a conoscenza della questione. Washington, scrive Axios, ha inviato il messaggio a un alto livello politico e al capo di stato maggiore dell’Idf, Eyal Zamir. L’Amministrazione Trump ha fornito tre motivazioni per la richiesta, tra cui l’obiettivo di cooperare con il settore petrolifero iraniano dopo la guerra (come Trump ha fatto con il Venezuela); il timore che gli attacchi possano danneggiare la popolazione iraniana; e il timore che possano innescare massicci attacchi di ritorsione iraniani contro le infrastrutture energetiche in tutti gli stati del Golfo.

007 Usa: "Teheran si prepara a minare lo stretto di Hormuz"

L’intelligence statunitense avrebbe iniziato a rilevare segnali secondo cui l’Iran starebbe adottando misure per installare mine nello Stretto di Hormuz.

Araghchi: "Da Usa notizie false per manipolare i mercati"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. (Foto: Archivio LaPresse)

“I funzionari statunitensi stanno diffondendo notizie false per manipolare i mercati. Questo non li proteggerà dallo tsunami inflazionistico che hanno imposto agli americani”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. “I mercati stanno affrontando la più grande carenza della storia: più grande dell’embargo petrolifero arabo, della rivoluzione islamica in Iran e dell’invasione del Kuwait messi insieme”, ha aggiunto.

Pentagono: "140 militari Usa feriti da inizio operazione"

“Dall’inizio dell’Operazione Epic Fury, circa 140 militari statunitensi sono rimasti feriti in 10 giorni di attacchi prolungati”. Lo ha dichiarato il portavoce del Pentagono Sean Parnell in una nota. “La stragrande maggioranza di queste ferite è stata lieve e 108 militari sono già tornati in servizio. Otto militari rimangono gravemente feriti e stanno ricevendo il massimo livello di cure mediche”, ha aggiunto il portavoce.

Casa Bianca: "Usa non hanno scortato una petroliera nello Stretto di Hormuz"

Gli Stati Uniti “non hanno scortato una petroliera” nello Stretto di Hormuz. Lo ha chiarito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo che un post del segretario all’Energia Usa Chris Wright, poi rimosso, affermava invece il contrario.

Casa Bianca: "Stiamo smantellando la produzione missilistica di Teheran"

Le forze armate Usa si stanno muovendo per “smantellare l’infrastruttura di produzione missilistica dell’Iran”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, sostenendo che gli Stati Uniti stanno “facendo passi da gigante verso il raggiungimento dei nostri obiettivi militari”. Leavitt in un briefing alla stampa ha riferito che “finora sono stati colpiti più di 5.000 obiettivi nemici” che “gli attacchi missilistici balistici dell’Iran sono diminuiti di oltre il 90% e gli attacchi con i droni di circa l’85%”. I bombardieri Usa, ha affermato la funzionaria, “hanno recentemente sganciato decine di bombe penetranti da 2.000 libbre su siti missilistici profondamente interrati”.

Esercito siriano accusa Hezbollah di averlo attaccato

L’esercito siriano ha accusato Hezbollah di aver lanciato proiettili contro le posizioni dell’esercito siriano nei pressi della città di confine di Serghaya. Lo riporta l’agenzia di stampa statale siriana Sana. L’esercito siriano ha affermato in una dichiarazione che “si stanno studiando le opzioni appropriate per fare ciò che è necessario” e che l’esercito “non tollererà alcuna aggressione contro la Siria”. Hezbollah ha negato di aver aperto il fuoco sulle truppe siriane. “Non abbiamo alcuna intenzione di aprire un secondo fronte mentre siamo impegnati con gli israeliani”, ha dichiarato l’organizzazione sciita.

Bozza della risoluzione del centrodestra: "Sostegno a partner del Golfo se le aggressioni continuano"

“Si impegna il governo a sostenere, anche attraverso iniziative coordinate nell’ambito dell’Unione europea e in cooperazione tra gli Stati membri, i partner della regione del Golfo colpiti dagli inaccettabili attacchi portati dal regime iraniano, prevedendo, qualora tali aggressioni dovessero proseguire, anche forme aggiuntive di assistenza in materia di difesa, protezione delle infrastrutture critiche e supporto logistico, in piena coerenza con lo spirito e con gli impegni emersi nella videoconferenza tra i vertici europei e i leader dei Paesi del Medio Oriente del 9 marzo scorso”. E’ quanto si legge nella bozza di risoluzione su cui è al lavoro il centrodestra in vista delle comunicazioni di domani in Parlamento della premier Giorgia Meloni in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026 nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

Bozza della risoluzione del centrodestra: "Lavorare al ritorno della diplomazia per risolvere la crisi"

“Si impegna il governo a lavorare con i principali partner europei, internazionali e regionali alla creazione delle condizioni necessarie per un ritorno della diplomazia per risolvere la crisi in Medio Oriente”. E’ quanto si legge al primo punto della bozza di risoluzione su cui è al lavoro il centrodestra in vista delle comunicazioni di domani in Parlamento della premier Giorgia Meloni in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026 nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

Nel testo si chiede poi di “continuare a condannare fermamente la violenta repressione delle proteste civili in Iran e la flagrante violazione dei diritti umani da parte del regime islamista” e di “condannare altresì il ruolo destabilizzante dell’Iran in tutta la regione, esprimendo il suo pieno sostegno al popolo iraniano nella sua lotta per la libertà”.

Gas: crolla prezzo futures Ttf, -19,4% in chiusura a 45,45 euro/MWh

Chiusura in forte calo per i futures del gas Ttf scambiati all’hub di riferimento europeo di Amsterdam, che cedono a fine scambi il 19,4%, attestandosi a 45,45 euro al megawattora. Sul ribasso delle quotazioni hanno inciso le parole di Trump sulla possibile fine della guerra in Iran, che hanno spinto in picchiata i mercati energetici, a partire da quelli del petrolio.

Media: quattro diplomatici di Teheran uccisi in raid dell'Idf sul Libano

Quattro diplomatici iraniani sarebbero stati uccisi in un attacco israeliano su un hotel di Beirut nella giornata di domenica. Lo scrive al Jazeera citando il quotidiano iraniano Nour News. L’ambasciatore iraniano presso le le Nazioni Unite, Amir-Saeid Iravani, avrebbe inviato una lettera in merito in cui definisce l’aggressione come “un deliberato attacco terroristico”.

Witkoff: "Io e Kushner potremmo essere in Israele la prossima settimana"

L’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff ha dichiarato che lui e Jared Kushner potrebbero visitare Israele la prossima settimana, precisando tuttavia che la decisione non è ancora definitiva. Witkoff ha affermato che la visita ha lo scopo di coordinarsi con Israele sulla questione dell’Iran.

Borse europee chiudono in deciso rialzo, Francoforte +2,46%

Le Borse europee chiudono tutte fortemente in positivo una seduta caratterizzata dalle parole del presidente statunitense Donald Trump, che ha aperto a una possibile fine rapida del conflitto in Iran. Parole che hanno avuto a loro volta impatto sui mercati energetici, con il netto ribasso delle quotazioni dei futures petroliferi. Il Dax di Francoforte conquista a fine scambi il 2,46%, il Cac 40 di Parigi l’1,79% e il Ftse 100 di Londra l’1,6%.L’Ibex 35 di Madrid segna +2,9% mentre l’Aex di Amsterdam guadagna l’1,98%.

Witkoff: "Putin ha detto a Trump che non condivide intelligence con Teheran"
Steve Witkoff

Nel corso della telefonata di lunedì con Donald Trump, Vladimir Putin ha detto che al presidente americano che la Russia non sta condividendo informazioni di intelligence con l’Iran. Lo ha affermato l’inviato speciale Steve Witkoff durante un’intervista alla Cnbc. Ieri, durante la telefonata con il presidente, i russi hanno affermato di non aver condiviso nulla”, ha dichiarato Witkoff martedì. “Possiamo credergli sulla parola”, ha aggiunto. Alla domanda se i russi avessero condiviso informazioni di intelligence con l’Iran, Witkoff ha esitato.”Beh, non sono un agente dei servizi segreti, quindi non posso dirvelo”, ha detto. “Speriamo che non condividano”, ha aggiunto.

Telefonata fra Putin e Pezeshkian, il leader russo "a favore di una rapida de-escalation"

Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato telefonicamente con il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. Lo ha reso noto il Cremlino. I due leader si erano già sentiti lo scorso 6 marzo. Nel corso dell’attuale conversazione- si legge in una nota riportata dalla Tass – “è proseguita la discussione sulla situazione in Medioriente in relazione all’aggressione israelo-americana contro l’Iran”. “Il presidente russo ha ribadito la sua posizione di principio a favore di una rapida de-escalation del conflitto e della sua risoluzione attraverso mezzi politici”, ha riferito l’ufficio stampa del Cremlino.

Zelensky sente Erdogan: "Pronti a fornire nostre competenze"

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha reso noti di aver avuto un colloquio con l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan. Quanto alla situazione in Iran “siamo pronti a condividere la nostra competenza per impedire l’escalation della guerra e proteggere vite umane, ma allo stesso tempo anche l’Ucraina deve rafforzare la sua difesa aerea e contiamo sul supporto adeguato dei partner”, ha affermato Zelensky su Telegram. E in merito alle trattative di pace con la Russia “il presidente Erdogan ha osservato che la Turchia è pronta a ospitare il prossimo round di negoziati in formato trilaterale. Apprezziamo tale iniziativa e ci aspettiamo che possa dare risultati”, ha concluso.

Israele: "Non vogliamo guerra senza fine, coordinamento con Usa"

Secondo il Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, Israele non ha alcun interesse a una guerra prolungata nel conflitto con i mullah. “Non cerchiamo una guerra senza fine”, ha dichiarato Sa’ar dopo un incontro con il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, a Gerusalemme. Sa’ar ha aggiunto che Israele ha ottenuto enormi successi dall’inizio della guerra e di averne informato la sua controparte.

Il massimo diplomatico israeliano ha spiegato che il Paese si coordinerà con i suoi partner statunitensi al momento opportuno “per determinare quando riterrà che sia arrivato il momento giusto”, quando gli è stato chiesto quando Israele ritenesse raggiunti i suoi obiettivi di guerra. Tuttavia, Sa’ar ha rifiutato di fornire una tempistica precisa per ulteriori azioni. Il ministro israeliano ha ribadito che un cambio di potere in Iran può venire solo dal popolo: “Questo regime non può essere rovesciato senza il popolo iraniano. Questo è chiaro. Ma senza un aiuto esterno, il popolo iraniano non può riconquistare la propria libertà”.

Teheran avverte su raid contro infrastrutture, sarà "occhio per occhio"

“Qualunque cosa farà il nemico risponderemo senza dubbio con una rappresaglia proporzionata e immediata. Nessuna ostilità resterà senza risposta, e oggi decretiamo la regola dell’ ‘occhio per occhio’, in modo diretto e senza eccezioni”. Lo ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf. “Se inizieranno una guerra contro le infrastrutture, prenderemo senza dubbio di mira le loro infrastrutture”, ha aggiunto.

Stime Pentagono: "Spesi 5,6 miliardi in munizioni nei primi due giorni di guerra"
UNITED STATES - AUGUST 29: Aerial view of the Pentagon building. (Photo By Bill Clark/CQ Roll Call via AP Images)

Il Pentagono ha speso circa 5,6 miliardi di dollari in munizioni durante i primi due giorni della guerra con l’Iran. Lo ha riferito a The Hill una fonte parlamentare a conoscenza della questione, dopo che il dipartimento della Difesa ha consegnato lunedì la stima al Congresso. La fonte non ha fornito dettagli sul tipo di munizioni utilizzate durante le prime 48 ore del conflitto. Le preoccupazioni relative alle forniture di munizioni sono state sollevate fin dall’inizio della guerra, ma l’amministrazione Trump ha respinto le preoccupazioni secondo cui le scorte del Pentagono sarebbero sotto pressione.

Intelligence: "Arrestate 30 persone sospettate di spionaggio"

Il ministero dell’intelligence iraniano ha riferito che in Iran sono state arrestate 30 persone sospettate di spionaggio a favore di Stati Uniti e Israele. “Abbiamo arrestato 30 spie”, ha riferito il ministero in una nota riportata da media locali e mediorientali.

Von der Leyen parteciperà a riunione con Meloni, Merz e i leader Ue
Uno scatto recente di Ursula Von der Leyen. (AP Photo/Omar Havana)

Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parteciperà alla riunione in videoconferenza organizzata questa sera dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, la premier Giorgia Meloni e il premier belga Bart De Wever sui temi della competitività, energia e semplificazione, in vista del Consiglio europeo del 19 marzo. Lo apprende LaPresse dalla portavoce della Commissione, Arianna Podestà.

A quanto si apprende, gli organizzatori si attendono una partecipazione di almeno “una dozzina di leader”. All’iniziativa analoga promossa da Italia-Germania e Belgio il 12 febbraio, prima del vertice informale sulla Competitività di Alden Biesen, avevano preso parte 19 paesi e la stessa presidente von der Leyen.

Idf: "Metà missili lanciati da Teheran armati con bombe a grappolo"

Secondo nuove valutazioni dell’esercito israeliano, circa il 50% dei missili balistici iraniani lanciati finora contro Israele erano armati con testate contenenti bombe a grappolo. Lo riporta il Times of Israel. Le testate con bombe a grappolo spargono indiscriminatamente decine di submunizioni, ciascuna contenente diversi chilogrammi di esplosivo, in un raggio di circa 10 chilometri.

Pezeshkian: "Gli agressori sono venuti e andati, il Paese è rimasto"

“L’Iran è l’erede di una civiltà antica di almeno seimila anni. In mezzo ai tumulti della storia, nessun potere è riuscito a cancellare questo nome illustre. Chiunque coltivi la ingenua illusione di distruggere l’Iran non sa nulla della storia né del passato. I distruttori sono venuti e se ne sono andati; l’Iran è rimasto”. Lo ha scritto su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.

Idf: "Nuova ondata di attacchi contro siti di Hezbollah a sud di Beirut"
Iran

Le Forze di difesa israeliane hanno lanciato una nuova ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah nella periferia sud di Beirut. Lo riferisce l’Idf. Gli attacchi sono avvenuti dopo che l’esercito ha ribadito l’avvertimento di evacuare la zona, una roccaforte di Hezbollah nota come Dahiyeh.

Qatar: "Con attacchi a nostri siti gravi conseguenze a livello mondiale"

Il Qatar mette in guardia le parti del conflitto iraniano contro attacchi a siti civili e infrastrutture energetiche. “Questa regione non può sopportare questo tipo di attacchi alle sue strutture”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Majed Al-Ansari, citato da Times of Israel.

“Vedremo una catastrofe umanitaria. Abbiamo visto questo tipo di attacchi da entrambe le parti del Golfo”, ha aggiunto, indicando sia l’Iran sia gli Stati Uniti e Israele. “Gli attacchi alle infrastrutture energetiche, che si sono verificati anch’essi da entrambe le parti, costituiscono un pericoloso precedente. Quello che sta accadendo in questo momento avrà gravi conseguenze per l’economia internazionale”, ha avvertito Ansari.

Londra: "Gb, Italia e Germania lavorano a misure per la difesa delle navi a Hormuz"

“Parlando dello Stretto di Hormuz”, i leader di Italia, Regno Unito e Germania, Giorgia Meloni, Keir Starmer e Friedrich Merz, “hanno concordato sulla vitale importanza della libertà di navigazione per le navi che attraversano queste acque” e “hanno inoltre concordato di collaborare strettamente nei prossimi giorni di fronte alle minacce iraniane”. Lo riferisce in una nota Downing Street in merito al colloquio avuto ieri sera tra i leader sulla situazione in Medioriente. Il premier Starmer “ha aggiornato i colleghi sulle misure difensive in corso adottate dal Regno Unito nella regione negli ultimi giorni, a sostegno dei nostri partner nel Golfo”, si legge.

Tajani: "Forte preoccupazione per la situazione dello stretto di Hormuz"

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto una nuova riunione con alcuni Ambasciatori interessati alla crisi in Medioriente. Nel corso dell’incontro Tajani – si legge in una nota della Farnesina – ha spiegato di seguire con attenzione l’evoluzione della situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico marittimo continua a registrare forti limitazioni, con il passaggio di poche navi al giorno. Permane una forte preoccupazione per le possibili ripercussioni sulla sicurezza della navigazione e sulla stabilità dei mercati energetici.

Hegseth: "Russia non si faccia coinvolgere in guerra"

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha avvertito la Russia di non intervenire nella guerra con l’Iran. La dichiarazione arriva dopo essere stato interpellato sulla telefonata che il presidente Donald Trump ha avuto ieri con il presidente russo Vladimir Putin. Hegseth ha descritto la conversazione come un “appello forte”, che sperava riaffermasse “l’opportunità di una certa pace” nella guerra della Russia con l’Ucraina. L’appello ha anche ribadito “il riconoscimento che, per quanto riguarda questo conflitto, non dovrebbero essere coinvolti”, ha spiegato.

Lavrov sente Araghchi, Mosca pronta a contribuire per de-escalation

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha avuto una conversazione telefonica con la sua controparte iraniana Abbas Araghchi per discutere dell’evolversi della situazione e ha ribadito la speranza di Mosca di raggiungere una soluzione politica e diplomatica. Lavrov ha detto ad Araghchi che Mosca è pronta a contribuire alla de-escalation, tenendo conto degli interessi di sicurezza dell’Iran e dei suoi vicini.

Tajani: "Da Russia e Cina non armi ma informazioni intelligence a Teheran"

La Russia deve “tenere fede a un accordo che ha con l’Iran e lo stesso fa la Cina, quindi ci saranno informazioni di intelligence. Non credo che arrivino armi, anche perché sarebbe difficile inviare missili, sarebbero bombardati da americani e israeliani”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Bruno Vespa in videocollegamento a LetExpo, fiera della logistica in corso a Verona. “La Russia avrà la possibilità di vendere il petrolio all’India perché l’India non può avere il petrolio che arriva dall’area del Golfo. Ma gli Stati Uniti l’hanno detto chiaramente che allenteranno le sanzioni per permettere a Paesi che hanno bisogno di petrolio e di gas di usufruirne via Russia”, ha spiegato. “È ovvio che paesi come l’India non possono rimanere e senza petrolio, quindi è ovvio che che dovranno rifornirsi. Dalla Russia lo possono fisicamente fare, da Hormuz è impossibile, perché ci sarebbero attacchi alle navi petroliere che passano da là. Vediamo come andranno le cose nei prossimi giorni”, ha aggiunto.

Tajani: "Risolto in gran parte problema dei connazionali in Paesi Golfo"

“Abbiamo in gran parte risolto il problema dei nostri connazionali che volevano partire, non c’è più un’emergenza fin da ieri, anche alle Maldive, che era l’ultima realtà dove c’era una congestione di italiani e si sta vedendo la soluzione del problema. Lentamente, ma stiamo risolvendo per quanto riguarda i nostri connazionali. Non c’è più un ingorgo negli aeroporti, non ci sono più operazioni di accelerazione della partenza dei nostri”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Bruno Vespa in videocollegamento a LetExpo, fiera della logistica in corso a Verona.

Hegseth: "È Teheran che colpisce indiscriminatamente i civili, non noi"

L’attacco che ha colpito una scuola in Iran sarà oggetto di un’indagine “approfondita”. Lo ha affermato il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth durante un briefing al Pentagono, aggiungendo che gli Stati Uniti hanno “tentato in ogni modo possibile di evitare vittime civili”. “Nessuna nazione prende più precauzioni degli Stati Uniti d’America per garantire che non vengano mai presi di mira i civili, dagli attacchi con imbarcazioni nei Caraibi, dove ogni singolo attacco viene valutato, a questa operazione”, ha spiegato. “E francamente, questo è un punto che non viene abbastanza apprezzato”, ha aggiunto. Hegseth ha accusato l’Iran di prendere di mira i civili “indiscriminatamente”. “È così che combattono i regimi terroristici. Loro prendono di mira i civili, noi no. Questa amministrazione e questo Pentagono si concentrano su questo aspetto molto, molto attentamente”, ha detto.

Israele, nessuna segnalazione feriti dopo nuovo attacco missili da Teheran

Un limitato numero di missili è stato lanciato dall’Iran, in quello che è il terzo attacco di oggi, facendo suonare le sirene in ampie zone del centro e del nord di Israele. Secondo le prime valutazioni militari, citate da Times of Israel, non si hanno notizie di feriti e probabilmente i missili sono stati intercettati. Frammenti di missili sarebbero caduti in diverse zone.

Merz: "Israele cessi tentativi annessione Cisgiordania"

“Voglio dirlo molto chiaramente: i passi verso un’annessione, come quelli di cui si discute a Gerusalemme, renderebbero ancora più difficile una soluzione a due Stati. Il governo federale chiede con urgenza di rinunciare a tali passi riguardo alla cosiddetta area E1. Sarebbe un grave errore. Il ministro degli Esteri tedesco si recherà in Israele su mia richiesta proprio per ribadire anche questo punto”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa congiunta con il premier ceco, Andrej Babis, a Berlino.

 

Merz: "Preoccupa mancanza di piano comune per rapida conclusione guerra"

Riguardo la situazione in Iran “preoccupa soprattutto il fatto che apparentemente non esista un piano comune su come portare rapidamente questa guerra a una conclusione convincente”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa congiunta con il premier ceco, Andrej Babis, a Berlino. “Uno scenario come quello che abbiamo visto in Libia, in Iraq o in altri Stati della regione danneggerebbe anche tutti noi. Riguarderebbe la nostra sicurezza, il nostro approvvigionamento energetico e probabilmente anche la questione della migrazione. Nemmeno per Israele e per gli altri partner della regione ciò porterebbe sicurezza e stabilità durature. E non sarebbe neppure nell’interesse delle persone in Iran che desiderano una vita buona e libera”, ha detto ancora Merz, sottolineando che “il mondo ha bisogno di un Iran stabile e vitale come parte di un ordine regionale di pace e sicurezza nel quale né Israele né altri partner siano minacciati e nel quale Teheran rinunci alle sue ambizioni nucleari e abbandoni il terrorismo”. Il cancelliere ha poi affermato che “per una simile prospettiva lavoriamo insieme ai nostri partner, in particolare nell’Unione Europea. Siamo in contatto con Israele e con gli Stati Uniti, con i nostri partner in Europa e nella Nato e con i nostri partner nella regione”.

Hegseth: "Mojtaba Khamenei ferito? Non posso commentare"

“Al momento non posso commentare”. Così il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth durante un briefing al Pentagono, alla domanda sulle voci secondo cui Mojtaba Khamenei potrebbe essere rimasto ferito durante gli attacchi contro l’Iran.

Madrid annuncia pacchetto aiuti umanitari per Libano da 9 milioni

Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari per il Libano da 9 milioni di euro. “Ciò include un pacchetto iniziale immediato di aiuti umanitari da 2,4 milioni di euro che si concentrerà sull’assistenza alla popolazione sfollata con aiuti come cibo, acqua e servizi igienico-sanitari e assistenza sanitaria di prima necessità”, ha detto Albares in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. “Seguirà un piano di interventi aggiuntivi in base alle necessità con l’invio di medicinali e cibo. Inoltre, canalizzeremo una parte degli aiuti attraverso le ong spagnole presenti sul campo”, ha aggiunto.

Hegseth: "Mojtaba Khamenei dia ascolto a Trump, non persegua armi nucleari"

La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, dovrebbe “dare ascolto alle parole” del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e “non cercare di dotarsi di armi nucleari”. Lo ha affermato il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth durante un briefing al Pentagono. “Il nuovo leader dell’Iran farebbe bene a dare ascolto alle parole del nostro presidente, che è quello di non perseguire le armi nucleari e di dichiararlo apertamente”, ha spiegato.

Madrid: "Errore tremendo un'invasione terrestre di Israele in Libano"

In Libano “Israele minaccia un’invasione terrestre che sarebbe un errore tremendo. La sovranità e l’integrità territoriale del Libano devono essere preservate”, “abbiamo condannato con assoluta fermezza il lancio di razzi da parte di Hezbollah, ma anche i massicci attacchi di Israele contro il Paese, la cui sicurezza e stabilità sono vitali per l’intera regione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. “Esortiamo Israele ad adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale ed esigiamo anche che Hezbollah cessi i suoi attacchi e si sottoponga al piano di disarmo del governo libanese”, ha aggiunto.

Hegseth: "Non ci fermeremo finché non sarà sconfitto, non siamo nel 2003"

Gli Stati Uniti non cesseranno la loro guerra contro l’Iran finché “il nemico non sarà sconfitto in modo totale e definitivo”. Lo ha affermato il Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth durante un briefing al Pentagono, aggiungendo che questo avverrà “secondo i nostri tempi”. “Non siamo nel 2003”, ha sottolineato, riferendosi all’invasione che diede inizio alla guerra in Iraq. “Non si tratta di un processo infinito di costruzione della nazione”. “Come ha dichiarato ieri il presidente Trump, stiamo annientando il nemico con una schiacciante dimostrazione di abilità tecnica e forza militare”, ha spiegato.

 

Arrivati in Spagna altri 250 civili evacuati dal Medioriente

Un aereo Airbus A330 dell’esercito spagnolo con a bordo 250 civili evacuati a causa dell’escalation in Medioriente è atterrato oggi in Spagna proveniente dall’Oman. Ne ha dato notizia il ministero della Difesa iberico. Questa è stata la terza evacuazione effettuata dalle forze armate spagnole dopo gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele all’Iran e i successivi attacchi di Teheran ai Paesi del Golfo. Nelle due missioni precedenti, concluse la scorsa settimana, sono stati evacuati rispettivamente 175 e 171 spagnoli.

La Ue mobilita aiuti umanitari d'emergenza per il Libano

Alla luce dell’aggravarsi della situazione in Medio Oriente e dell’evolversi della situazione umanitaria in Libano, l’UE ha mobilitato aiuti umanitari d’emergenza, consistenti in kit alimentari e medici, materiali per la costruzione di rifugi, kit ricreativi e kit di abbigliamento invernale, per soddisfare le crescenti e urgenti esigenze umanitarie in Libano. A causa delle ostilità in corso, negli ultimi giorni circa 680.000 persone sono state sfollate. Gli aiuti saranno distribuiti tramite i nostri partner umanitari, il Programma Alimentare Mondiale (WFP) e l’UNICEF.

Il WFP consegnerà 404 tonnellate di assistenza alimentare a oltre 90.000 persone. L’operazione è finanziata da una modalità di finanziamento flessibile UE-WFP che consente una più rapida mobilitazione delle scorte alimentari pre-posizionate e la rapida fornitura di pasti cucinati in Medio Oriente, Nord Africa ed Europa orientale. È la prima volta che viene utilizzata questa modalità di finanziamento d’emergenza.

Un volo umanitario Airbridge consegnerà all’UNICEF beni medici e non alimentari dal magazzino dell’UE a Copenaghen, per soddisfare le esigenze di oltre 100.000 persone vulnerabili.

La Commissaria per l’Uguaglianza, la Preparazione e la Gestione delle Crisi, Hadja Lahbib, ha dichiarato: “Il popolo libanese può contare sull’Unione Europea. Centinaia di migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case quasi da un giorno all’altro. L’Europa si sta muovendo rapidamente per aiutare. Attraverso i nostri partner WFP e UNICEF, stiamo consegnando cibo, medicine e forniture di emergenza a persone che hanno perso la casa e il lavoro. Il nostro nuovo Fondo Fiduciario per la Preparazione alle Emergenze ci consente di agire più rapidamente che mai ed essere ancora più efficaci. Siamo pronti ad aumentare il supporto per i più vulnerabili in questo momento difficile”.

La Presidente Ursula von der Leyen, insieme al Presidente Antonio Costa, ha espresso ieri profonda preoccupazione per l’impatto della crisi regionale sul Libano e il suo grave impatto sui civili, che ha provocato sfollamenti su larga scala. Hanno sottolineato la necessità di proteggere i civili e di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale del Libano.

Dombrovskis: "Monitoriamo situazione energia, pronti a reagire subito"

Sui prezzi dell’energia, “la situazione rimane estremamente volatile. Oggi i prezzi del petrolio sono circa del 40% superiori alla situazione precedente all’operazione in Iran, i prezzi del gas sono circa del 90% superiori, se parliamo del benchmark TTF. Ho riferito queste cifre ai ministri delle Finanze sia ieri all’Eurogruppo che oggi all’Ecofin, e ieri ho dovuto riferire cifre sostanzialmente più alte di oggi. Questo dimostra la volatilità della situazione. Quindi dobbiamo vedere quanto durerà la situazione e quanto sarà significativo il suo impatto”. Lo dice il commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis, nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin.

“Tra alcune misure già discusse, la questione dello svincolo coordinato delle scorte di petrolio a livello del G7, qualcosa di cui i ministri dell’Energia del G7 stanno discutendo oggi. Sappiamo anche che alcuni paesi stanno valutando alcune possibili misure fiscali. Questa è, tra l’altro, la raccomandazione già presente nel piano d’azione per l’energia accessibile, poiché la situazione economica è piuttosto disomogenea tra gli Stati membri in termini di livello di tasse e imposte sull’energia, sia sull’elettricità che sul gas”, riferisce il commissario lettone. “Ovviamente è importante che gli Stati membri adottino questo tipo di misure senza compromettere la sostenibilità fiscale, ovvero in modo mirato e limitato nel tempo. Ma dobbiamo monitorare la situazione molto attentamente e siamo pronti a reagire il prima possibile”, sottolinea.

Presidenza Ue: "Misure emergenza solo con situazione stabilizzata"

Sulla possibilità di varare misure d’emergenza come nel 2022, come il price cap al gas o la clausola di salvaguardia, “questo è qualcosa che può accadere solo una volta che la situazione si sia stabilizzata”. Lo dice il ministro delle Finanze cipriota, Makis Keravnos, della presidenza di turno del Consiglio Ue, nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin.

Tra i ministri delle Finanze, “c’è stata una discussione, e si è discusso molto di energia, perché è strettamente legata agli sviluppi nel suo complesso. Sono stati fatti molti riferimenti a queste questioni, ma non ci sono stati suggerimenti specifici per il momento, non abbiamo misure specifiche, perché è necessario prima valutare la situazione”, spiega.

Merz: "Pericolosa escalation, Teheran cessi attacchi contro nostri alleati"

“Assistiamo a una pericolosa escalation: l’Iran attacca obiettivi nella regione, tra cui anche stretti partner e alleati del nostro Paese. Condanniamo con la massima fermezza questi attacchi. Devono cessare immediatamente. I nostri partner nella regione hanno la nostra piena solidarietà”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa congiunta con il premier ceco, Andrej Babis, a Berlino. “La Germania e l’Europa non hanno alcun interesse a una guerra senza fine. Non abbiamo interesse a una dissoluzione dell’integrità territoriale, della statualità o della sostenibilità economica dell’Iran”, ha detto ancora Merz.

Arcivescovo Washington: "Guerra Usa non è moralmente legittima"

“La decisione degli Stati Uniti di andare in guerra all’Iran non soddisfa la soglia di guerra giusta per una guerra moralmente legittima”. Lo dice il cardinale Robert W. McElroy, arcivescovo di Washington in un’intervista al Catholic Standard. “La Chiesa – aggiunge il porporato – ha un insegnamento lungo e sostanziale sulle questioni della guerra e della pace. Al centro di quell’insegnamento c’è una resistenza costante alla guerra. Papa Giovanni Paolo II si oppose con vigore alla guerra in Iraq del 2003 e dichiarò categoricamente che la guerra ‘è sempre una sconfitta per l’umanità.’ Papa Francesco ha chiesto l’abolizione totale della guerra, affermando che ‘ogni guerra lascia il mondo peggiore di prima.’ Papa Leone ha osservato con allarme che in questo momento c’è un fervoroso zelo per la guerra tra le nazioni, che è del tutto incompatibile con la fede cattolica. Nel profondo, ciascuno di questi insegnamenti papali testimonia il fatto che siamo seguaci di Gesù Cristo, che ha posto la pace al centro della sua chiamata al discepolato e alla fedeltà. La nonviolenza deve essere la prima posizione dei cattolici al mondo”.

Tajani: "In Stretto di Hormuz situazione come ieri, passano 2-3 navi al giorno"

La situazione nello Stretto di Hormuz “è ancora quella di ieri, passano due-tre navi al giorno e i Pasdaran hanno detto che i Paesi che cacceranno gli ambasciatori americani e israeliani avranno la possibilità di far passare loro navi. Questo è un ricatto, una sorta di rottura delle relazioni diplomatiche con Stati Uniti e Israele in un periodo ipotetico della irrealtà”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Bruno Vespa in videocollegamento a LetExpo, fiera della logistica in corso a Verona. “Io sono in contatto con tutti i Paesi dell’area per vedere cosa si può fare, ma per adesso c’è ancora grande preoccupazione”, ha aggiunto.

Hegseth: "Nelle ultime 24 ore al minimo missili lanciati da Teheran"

“Nelle ultime 24 ore l’Iran ha lanciato il minor numero di missili mai lanciato prima”. Lo ha detto ai giornalisti il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth in un punto stampa al Pentagono.

Hegseth: "Oggi sarà giorno di attacchi più intensi"

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha affermato ai giornalisti dal Pentagono che “quello di oggi sarà ancora una volta il giorno più intenso dei nostri attacchi all’interno dell’Iran”. Il generale Dan Caine, presidente dello Stato maggiore congiunto, ha dichiarato nella stessa conferenza stampa che l’esercito statunitense sta entrando nell’undicesimo giorno della sua operazione contro l’Iran.

Madrid: "Prepariamo piano di risposta a effetti guerra"

La portavoce del governo spagnolo, Elma Saiz, ha affermato che l’esecutivo di Pedro Sanchez sta lavorando a un “piano di risposta integrata agli effetti della guerra” in Iran. Questa settima l’esecutivo si confronterà con i gruppi politici e le parti sociali. “Continueremo a monitorare l’evoluzione” della situazione e dei dati “per porre in marcia una risposta calibrata ed efficace su un doppio piano: quello congiunturale con misure per proteggere famiglie, imprese e lavoratori, e un piano strutturale per accelerare la transizione verde e rafforzare la nostra autonomia strategica”, ha affermato la portavoce.

“Il governo della Spagna segue con la massima attenzione l’evoluzione del conflitto e mantiene una posizione ferma, di difesa del diritto internazionale, della de-escalation e di impulso alla via diplomatica come unica via d’uscita responsabile”, ha detto Saiz, ricordando che la posizione di Madrid è di “no alla guerra”. “Non siamo soli, siamo i primi come è accaduto con il riconoscimento dello Stato della Palestina. E già stiamo vedendo come altri governi si sono uniti alla nostra posizione che è quella di preservare l’interesse dei nostri cittadini”, ha rimarcato la portavoce, sottolineando che per Madrid la priorità è garantire la sicurezza degli spagnoli che si trovano nella zona.

 

Tajani: "Ridotta al minimo presenza nostri diplomatici in sedi Libano e Iraq"

“Stiamo riducendo la presenza nelle nostre sedi diplomatiche a Beirut e Baghdad, in Libano e Iraq, perché sono realtà a rischio”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Bruno Vespa in videocollegamento a LetExpo, fiera della logistica in corso a Verona. “Riduciamo al minimo la presenza, soprattutto per tutelare i nostri connazionali”, ha aggiunto.

Tajani: "La guerra potrebbe durare ancora 3-4 settimane"

Credo che la guerra possa durare ancora “tre-quattro settimane. Noi ci auguriamo che finisca il prima possibile”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Bruno Vespa in videocollegamento a LetExpo, fiera della logistica in corso a Verona. “Io mi auguro che si possa concludere prima della fine del mese perché questo significa anche allentare la tensione sui prezzi del petrolio e sul caro energia”, ha aggiunto.

Emirati, incendio dopo attacco drone a Ruwais

Le autorità degli Emirati Arabi Uniti affermano che i vigili del fuoco stanno combattendo un incendio a Ruwais causato da un attacco di un drone iraniano. L’ufficio stampa di Abu Dhabi, che rappresenta la capitale, afferma che non sono stati segnalati feriti. Ruwais si trova a circa 175 chilometri a sud-ovest della capitale Abu Dhabi, nella sua zona desertica vicino al confine con l’Arabia Saudita. Ospita impianti petrolchimici.

 

Riunione vertici militari-servizi con Crosetto e Mantovano, focus su crisi

Si sono riuniti questa mattina, alla presenza del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i vertici militari e dell’intelligence. Lo riferiscono fonti di palazzo Chigi spiegando che nel corso dell’incontro è stato effettuato “un punto di situazione sugli aspetti militari e informativi connessi alla crisi nell’area del Golfo”.

 

Trump: "Non credo che Mojtaba Khamenei possa vivere in pace"

“Non credo che possa vivere in pace”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Fox News, riferendosi a Mojtaba Khamenei, figlio del defunto ayatollah Ali Khamenei, e nuova Guida suprema dell’Iran.

Trump: "Potrei essere disposto a parlare con Teheran"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che potrebbe essere disposto a parlare con l’Iran. Lo ha riferito oggi Fox News, citando un’intervista andata in onda ieri.

“Sento che hanno una gran voglia di parlare”, ha detto Trump, “è possibile, dipende dalle condizioni”.

Teheran, oltre 1300 vittime da inizio attacchi

Il numero di persone morte in Iran dall’inizio degli attacchi di Israele e Usa ha raggiunto quota 1.332. Lo riferisce la portavoce del governo iraniano Fatemeh Mohajerani, citata da Bbc, secondo cui tra le vittime ci sono 206 donne e bambini e decine di centri sanitari sono stati presi di mira dai raid.

Salvini: "Spero chi ha attaccato abbia contezza di conseguenze e durata"

“E’ chiaro che quello che sta accadendo in Iran è grave, e io spero che chi è partito con l’attacco abbia contezza di che cosa quell’attacco avrebbe comportato, delle conseguenze e della durata del conflitto che è stato aperto, perché non voglio pensare che qualcuno sia partito senza calcolare dove saremmo arrivati e quale sarebbe stato il costo umano ed economico di questo intervento su cui non mi esprimo”. Così il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, intervistato all’apertura di LetExpo a Verona.

Larijani a Trump: "Attenti a non essere voi a scomparire"

“Il popolo iraniano non teme le vostre minacce vuote. Anche il più potente tra voi non è riuscito a cancellarlo. Badate a non essere voi, invece, a scomparire”. Lo scrive su X il responsabile della sicurezza nazionale iraniana Ali Larijani, rispondendo al post nel quale il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minaccia di colpire “20 volte più forte” l’Iran se fermerà i flussi di petrolio.

Aramco: "Con blocco Hormuz conseguenze catastrofiche per mercato petrolio"

I prezzi del petrolio sono crollati questa mattina (il greggio Brent è ora in calo dell’8,7%, attestandosi a 90,37 dollari al barile), ma la continua interruzione nello stretto di Hormuz potrebbe creare “conseguenze catastrofiche” per il settore, avverte la compagnia petrolifera statale dell’Arabia Saudita, come riporta il Guardian. Amin Nasser, amministratore delegato di Aramco, ha affermato che è probabile che l’interruzione colpisca l’aviazione, l’agricoltura, l’automotive e altri settori. “Le conseguenze per i mercati petroliferi mondiali – ha affermato – sarebbero catastrofiche e più a lungo si protrarrà la crisi, più drastiche saranno le conseguenze per l’economia globale”.

Media, danni a siti storici di Esfahan dopo raid israeliani

I principali siti storici di Esfahan, tra cui il palazzo Chehel Sotoun dell’epoca safavide, sarebbero stati danneggiati dopo che un attacco aereo israeliano ha colpito l’edificio del governatore provinciale nelle vicinanze. Lo riportano i media iraniani e testimoni oculari ripresi dalla Cnn. Il palazzo, famoso per i suoi affreschi, la vasca riflettente e le sale storiche risalenti al XVII secolo, si trova vicino all’ufficio del governatore. Sono inoltre stati segnalati danni intorno a Piazza Naqsh-e Jahan, la storica piazza safavide iscritta nel patrimonio mondiale dell’Unesco, che ospita monumenti come il Palazzo Ali Qapu e diverse moschee storiche. Solo pochi giorni fa l’Unesco aveva lanciato un allarme sui rischi per i siti culturali in Iran a seguito dei precedenti attacchi a Teheran.

Media, per Araghchi missili in Turchia non lanciati da Teheran

Fonti del ministero degli Esteri turco, citate dalla tv turca Trt, hanno riferito che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, durante il colloquio telefonico avuto con l’omologo turco Hakan Fidan, gli ha detto che i missili entrati nello spazio aereo turco non sono stati lanciati dall’Iran e che sarà condotta un’indagine approfondita a riguardo.

Fidan sente Araghchi: "Inaccettabile violazione spazio aereo turco"

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. Durante la conversazione Fidan ha affermato che “la violazione dello spazio aereo turco è inaccettabile” e che “tutte le parti devono astenersi da azioni che potrebbero compromettere la sicurezza regionale e mettere a rischio i civili”. Ne dà notizia la tv turca Trt.

Ieri un missile balistico è entrato nello spazio aereo della Turchia ed è stato distrutto dai sistemi di difesa della Nato.

Idf, nuova ondata di attacchi aerei su Teheran

L’aeronautica militare israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei su Teheran. Lo annuncia l’esercito, spiegando che i raid hanno come obiettivo “siti del regime iraniano”.

Teheran, 1255 morti e oltre 12mila feriti in attacchi

Almeno 1255 persone, tra cui 200 bambini e 11 operatori sanitari, sono morte in Iran negli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele. Lo ha dichiarato ad Al Jazeera il viceministro della Salute iraniano Ali Jafarian, ribadendo che la maggior parte delle vittime erano civili: “Vivevano nelle loro case o si trovavano sul posto di lavoro”. Oltre 12mila persone, ha aggiunto, sono rimaste ferite.

 

Cremlino: "Pronti a contribuire per ridurre le tensioni"

La Russia è pronta e disposta a contribuire a ridurre le tensioni in Medioriente. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti.
“La Russia è pronta a fornire assistenza al meglio delle sue capacità e sarà felice di farlo. Ma questo richiede un’ampia comprensione e un ampio accordo, quindi dovremo avere un po’ di pazienza”, ha detto Peskov ai giornalisti, commentando la posizione di Mosca sulla risoluzione del conflitto intorno all’Iran. “Ancora prima dell’inizio della fase militare, Putin ha proposto diverse opzioni per la nostra mediazione e i nostri buoni uffici che potrebbero contribuire a ridurre le tensioni. Molte di queste proposte sono ancora sul tavolo”, ha aggiunto.

Cremlino: "Collaborazione intelligence con Teheran? Non commentiamo"

“Non commenteremo in alcun modo” le notizie secondo cui la Russia avrebbe trasmesso dati di intelligence all’Iran. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti. Alla domanda se l’argomento sia stato discusso nella conversazione telefonica di ieri tra Vladimir Putin e Donald Trump, ha risposto: “Abbiamo già detto tutto quello che volevamo dire sul contenuto del colloquio, non abbiamo nulla da aggiungere”.

Unhcr, in Libano oltre 100mila nuovi sfollati in un giorno

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, (Unhcr), ha riferito che, secondo le autorità locali, in Libano si sono registrati oltre 100mila sfollati in più in sole 24 ore. “Secondo le autorità, ad oggi più di 667.000 persone in Libano si sono registrate sulla piattaforma online del governo dedicata agli sfollati, con un aumento di oltre 100.000 persone in un solo giorno, e il numero continua a crescere”, afferma l’Unhcr in una nota.

Cremlino, Putin ha fatto proposte a Trump per risolvere situazione

Nel colloquio telefonico che hanno avuto ieri il presidente russo Vladimir Putin ha trasmesso al presidente degli Stati Uniti Donald Trump delle proposte per risolvere la crisi legata alla situazione in Iran. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti. “Al momento non c’è modo di approfondire. Vedremo come andrà il processo di approvazione”, ha detto Peskov ai giornalisti.

Wsj, consiglieri Trump lo esortano a cercare piano uscita da conflitto

Alcuni dei consiglieri di Donald Trump stanno esortando privatamente il presidente degli Stati Uniti a cercare un piano di uscita per il conflitto in Iran e argomentare che l’esercito americano ha raggiunto in gran parte i suoi obiettivi. Lo riporta il Wall Street Journal spiegano che, nonostante molti della base conservatrice di Trump supportino ancora l’operazione, alcuni consiglieri hanno espresso privatamente preoccupazioni sul fatto che una guerra più lunga potrebbe ridurre progressivamente tale sostegno. Trump, scrive il Wsj, è stato aggiornato su alcuni sondaggi riguardanti la guerra che mostrano come la maggioranza degli americani si opponga al conflitto. Alcuni consiglieri di Trump hanno, poi, osservato con preoccupazione l’aumento del prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile. Alcuni funzionari dell’amministrazione hanno detto che finché Teheran continuerà ad attaccare paesi regionali e Israele vorrà colpire obiettivi iraniani, sarà improbabile che gli Stati Uniti possano ritirarsi facilmente dalla guerra. Secondo un alto funzionario, Trump non smetterà di combattere finché non potrà dichiarare una vittoria soddisfacente.

Spiegel, missili iraniani contro base militare tedesca in Giordania

Secondo un articolo di Der Spiegel, l’Iran ha bombardato una base militare tedesca in Giordania nell’ambito dei suoi attacchi contro obiettivi nella regione del Golfo. In base alle informazioni, lunedì sera sono stati lanciati diversi missili balistici contro il campo di al-Azraq. Nessuno è rimasto ferito. Secondo quanto riportato, i soldati tedeschi di stanza lì si trovavano nei rifugi al momento degli attacchi. Non è ancora chiaro se la base militare sia stata colpita dai missili stessi o dai detriti dei loro lanci. Il Comando operativo della Bundeswehr ha dichiarato di aver avviato un’indagine sull’accaduto. Il campo era già stato attaccato all’inizio della guerra. Sono circa 100 i soldati dell’aeronautica di stanza presso la base. L’unità supporta una coalizione internazionale antiterrorismo con aerei cisterna.

Israele, seconda persona morta dopo attacco a Yehud

Una seconda persona è morta nel centro di Israele a seguito del raid iraniano con missili armati con bombe a grappolo di ieri mattina a Yehud. Lo ha dichiarato il sindaco di Petah Tikva, Rami Greenberg. L’attacco ha ucciso una persona ieri e ne ha ferite gravemente altre due. Questa mattina, riportano i media israeliani, la seconda vittima è deceduta al Sheba Medical Center. I due uomini stavano lavorando in un cantiere nella città di Yehud quando il raid ha colpito l’area. Entrambi non si trovavano in un rifugio antiaereo.

Madrid condanna gli "inaccettabili attacchi contro Paesi Golfo e Turchia'"

Il governo spagnolo “ribadisce la sua ferma e categorica condanna degli inaccettabili attacchi iraniani contro i Paesi del Golfo, in particolare quelli diretti contro infrastrutture civili, e del lancio di un missile contro la Turchia, che costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”. E’ quanto si legge in una nota diramata dal ministero degli Esteri iberico. Madrid invita quindi alla “distensione” e alla “ripresa del dialogo e dei negoziati per risolvere le controversie in sospeso”. “La violenza e la soluzione militare non faranno altro che generare una maggiore instabilità a scapito della pace, della sicurezza e della prosperità di tutti”, sottolinea l’esecutivo guidato da Pedro Sanchez.

Il governo spagnolo “porge le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime decedute a causa degli attacchi ingiustificati e indiscriminati contro i partner del Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG)”, si legge nella nota che esprime cordoglio per la morte di due persone in Arabia Saudita, oltre a quelle decedute in altri paesi del Ccg nei giorni precedenti. Madrid augura quindi una pronta guarigione ai feriti. Il governo ribadisce la sua “piena solidarietà”.

 

 

Turchia, dispiegato sistema di difesa Patriot nel sud-est

La Turchia ha annunciato che un sistema di difesa aerea statunitense Patriot è stato dispiegato in una provincia sudorientale del Paese come parte delle misure della Nato per una “difesa aerea e missilistica rafforzata”. “In considerazione dei recenti sviluppi nella nostra regione, stiamo adottando le misure necessarie per proteggere i nostri confini e lo spazio aereo, e siamo in consultazione con la Nato e i nostri Alleati”, ha affermato su X il ministero della Difesa di Ankara. “Oltre alle misure nazionali che abbiamo già implementato, la Nato ha rafforzato le misure di difesa aerea e missilistica. Nell’ambito di questo quadro, un sistema Patriot si trova attualmente a Malatya ed è in fase di preparazione per la prontezza operativa, a supporto della protezione del nostro spazio aereo”, ha aggiunto.

Idf, colpiti centri comando e altre infrastrutture di Hezbollah

Le Forze di difesa israeliane hanno colpito durante la notte i centri di comando di Hezbollah e altre infrastrutture nella città di Ansar, nel Libano meridionale, da cui l’organizzazione ha lanciato razzi contro Israele. Lo riferisce l’Idf.

 

Teheran a von der Leyen: "Risparmiate ipocrisia, silenzio è complicità"

“Per favore, risparmiate l’ipocrisia. Avete costruito la vostra carriera stando dalla parte sbagliata della storia, dando il via libera all’occupazione, al genocidio e alle atrocità, e ora riciclando i crimini di aggressione e i crimini di guerra statunitensi-israeliani contro gli iraniani”. E’ l’accusa lanciata dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che in un post ha espresso solidarietà agli iraniani e ai Paesi del Golfo. “Dov’era la vostra voce quando più di 165 piccoli innocenti iraniani sono stati massacrati nella città di Minab?”, ha scritto su X. “Perché non dite nulla quando ospedali, siti storici, impianti petroliferi, quartieri generali della polizia diplomatica, stazioni dei vigili del fuoco e quartieri residenziali vengono presi di mira in modo spietato? Il silenzio di fronte all’illegalità e alle atrocità non è altro che complicità”, ha aggiunto Baqaei.

 

Macron convoca nuovo Consiglio di difesa alle 18.30

Il presidente francese Emmanuel Macron ha convocato per questa sera alle 18.30 un nuovo Consiglio di difesa e sicurezza nazionale sulla situazione in Iran e in Medioriente. Lo ha riferito l’Eliseo.

Convocato d'urgenza il G7 Energia a Parigi, partecipa Pichetto

E’ stato convocato d’urgenza un G7 Energia a Parigi. Parteciperà il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.
Al centro i tumultuosi eventi e le tensioni geopolitiche, con effetti sui mercati e ricadute sui prezzi, legate alle forniture di petrolio e gas in seguito alla guerra all’Iran.
Il G7 Energia è stato convocato a margine del vertice sull’energia nucleare in corso nella capitale francese.

Ministro Esteri tedesco scettico su rapida conclusione della guerra

Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha espresso cautela riguardo alle prospettive di una rapida conclusione della guerra in Iran. Gli Stati Uniti rimangono concentrati sulla riduzione delle capacità militari dell’Iran, “che rappresentano una minaccia per i paesi limitrofi e anche per l’Europa, a tal punto che questo pericolo non esiste più”, ha dichiarato Wadephul in occasione dell’incontro con il suo omologo Konstantinos Kombos a Nicosia. “Penso che questi attacchi continueranno finché questo obiettivo non sarà raggiunto o la parte iraniana non avrà dimostrato una seria volontà di negoziare”, ha spiegato il ministro.

Teheran, 4 studenti morti in attacchi nel Lorestan

Quattro studenti della provincia di Lorestan, nell’Iran occidentale, sono morti negli attacchi aerei statunitensi e israeliani. Lo ha dichiarato il ministero dell’Istruzione di Teheran, citato da Al Jazeera, aggiungendo che anche 52 scuole nella provincia sono state danneggiate dai raid.

Costa: "Finora unico vincitore di questa guerra è Putin"

“Finora, c’è un solo vincitore in questa guerra (in Iran, ndr): la Russia. Mina costantemente la posizione dell’Ucraina violando il diritto internazionale. Ottiene nuove risorse per finanziare la sua guerra contro l’Ucraina con l’aumento dei prezzi dell’energia. Trae profitto dallo spostamento di capacità militari che altrimenti avrebbero potuto essere inviate a sostegno dell’Ucraina. E beneficia della ridotta attenzione al fronte ucraino, mentre il conflitto in Medio Oriente assume un ruolo centrale”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nel suo discorso alla Conferenza annuale degli ambasciatori Ue.

Costa: "Libertà e diritti non possono essere conquistati con le bombe"

“L’Unione Europea è al fianco del popolo iraniano, da tempo sofferente. Sosteniamo il suo diritto a vivere in pace e a determinare autonomamente il proprio futuro. Crediamo che i suoi diritti umani e le sue libertà debbano essere pienamente rispettati. Ma la libertà e i diritti umani non possono essere conquistati con le bombe”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nel suo discorso alla Conferenza annuale degli ambasciatori Ue.

“Solo il diritto internazionale li tutela. Proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale è fondamentale. Dobbiamo evitare un’ulteriore escalation. Un simile percorso minaccia il Medio Oriente, l’Europa e oltre. Le conseguenze sono gravi, anche in ambito economico, come dimostra il blocco dello Stretto di Hormuz”, ha aggiunto.

“La guerra in Medio Oriente è di estrema preoccupazione – ha rimarcato Costa -. L’Iran è responsabile delle cause profonde di questa situazione. Ma l’unilateralismo non potrà mai essere la strada da seguire. Gli attacchi dell’Iran e dei suoi alleati, come Hezbollah, contro i suoi vicini, tra cui Cipro, Stato membro dell’Unione Europea, devono cessare. La rapida risposta di Grecia, Francia, Italia e Spagna, con l’invio di forze militari a protezione di Cipro, è un esempio lampante di autonomia europea e di incrollabile solidarietà. Ieri, in una videoconferenza con i nostri partner in Medio Oriente e nella regione del Golfo, ho espresso loro piena solidarietà e sostegno. L’Unione Europea invita tutte le parti a esercitare la massima moderazione e a tornare al tavolo dei negoziati”.

Premier Iraq a Rubio: "Non usate nostro Paese come base per attacchi"

Il primo ministro iracheno Mohammed Shia Sabbar Al Sudani ha detto al segretario di Stato statunitense Marco Rubio che l’Iraq non dovrebbe essere utilizzato come trampolino di lancio per attacchi nella guerra in Medioriente. Lo riporta Al Jazeera citando l’ufficio stampa del premier. Al Sudani ha sottolineato, in una telefonata con Rubio, “l’importanza di garantire che lo spazio aereo, il territorio e le acque irachene non vengano utilizzati per alcuna azione militare diretta contro i paesi vicini o la regione”. Al Sudani ha respinto “qualsiasi tentativo di trascinare il paese nei conflitti in corso”, così come “le violazioni del suo spazio aereo da parte di qualsiasi soggetto”.

 

Teheran: "Colpita raffineria di petrolio ad Haifa"

I droni dell’aeronautica militare iraniana hanno colpito nelle ultime ore ad Haifa, in Israele, la raffineria di petrolio e gas e i serbatoi di carburante. Lo ha riferito l’agenzia iraniana Tasnim, descrivendo i raid come “una risposta all’attacco ai depositi di petrolio iraniani”.

Pasdaran: "Non permetteremo export petrolio verso nemici e loro alleati"

Le forze armate iraniane, “di fronte alle continue aggressioni” di Stati Uniti e Israele, “non permetteranno l’esportazione di nemmeno un litro di petrolio verso i nemici e i loro alleati”. Lo ha dichiarato il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane Mohammad Ali Naeini in un comunicato citato dall’agenzia Tasnim. “Qualsiasi tentativo di Trump di ridurre o controllare i prezzi del petrolio e del gas sarà temporaneo e inutile”, ha aggiunto.

Israele, nessuna segnalazione danni e feriti dopo lancio missile Teheran

Non ci sono segnalazioni di impatti diretti o feriti nell’ultimo attacco missilistico balistico iraniano contro Israele, il primo in 10 ore. Lo riporta Times of Israel. Secondo le prime valutazioni militari, il missile è stato intercettato. Le sirene d’allarme hanno suonato nel centro di Israele, a Gerusalemme e in parte del sud.

 

Idf, sirene d'allarme in centro Israele per nuovo lancio missili Teheran

Dopo una pausa di 10 ore, le Forze di difesa israeliane hanno rilevato un nuovo attacco missilistico balistico dall’Iran. Nei prossimi minuti si prevede che le sirene d’allarme risuoneranno nel centro di Israele.

Teheran: "Non stiamo cercando un cessate il fuoco"

Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Qalibaf ha respinto ogni ipotesi secondo cui Teheran avrebbe cercato un cessate il fuoco. “Non stiamo assolutamente cercando un cessate il fuoco. Crediamo che l’aggressore debba essere colpito in modo che impari la lezione e non pensi mai più di attaccare il nostro amato Iran”, ha scritto Qalibaf su X. “Il regime sionista vede la sua vergognosa esistenza nel proseguimento del ciclo di ‘guerra-negoziati-cessate il fuoco e poi di nuovo guerra’ per consolidare il suo dominio. Noi spezzeremo questo ciclo”, ha aggiunto.

Netanyahu: "Crollo regime Teheran dipende dagli iraniani"

Il rovesciamento del regime in Iran è nelle mani del popolo iraniano. Lo ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “La nostra aspirazione è quella di indurre il popolo iraniano a liberarsi dalla tirannia”, ha affermato Netanyahu durante una visita a tarda notte al centro operativo nazionale per le emergenze sanitarie, come riporta Times of Israel. “In ultima analisi, dipende da loro. Ma non c’è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa, e il nostro braccio è ancora teso. Se insieme al popolo iraniano avremo successo, porremo fine in modo permanente e porteremo un cambiamento”, ha aggiunto.

Araghchi: "Piano Usa e Israele è fallimento, non hanno strategia"

La guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran “è un fallimento”. Lo ha dichiarato a Pbs News il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Il piano A è stato un fallimento e ora stanno provando altri piani, ma sono tutti falliti”, ha spiegato, aggiungendo che Stati Uniti e Israele non hanno in mente una strategia finale e stanno quindi lanciando attacchi indiscriminati contro le aree residenziali. “Non vedo alcun obiettivo ragionevole che stiano perseguendo. Non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi all’inizio e ora, dopo 10 giorni, penso che siano senza meta”, ha detto.

Idf, avvisi di evacuazione per residenti Tiro e Sidone in Libano

Le forze di difesa israeliane hanno emesso avvisi di evacuazione per gli edifici nelle città costiere libanesi di Tiro e Sidone. “L’Idf colpirà le infrastrutture militari appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah”, ha avvertito il portavoce Avichay Adraee. Ai civili presenti nella zona è stato ordinato di mantenere una distanza di almeno 300 metri dagli edifici.

Ambasciata Usa a Beirut a connazionali: "Partite o trovare rifugio sicuro"

“Il governo degli Stati Uniti ha a cuore la vostra sicurezza. Stiamo monitorando attentamente la situazione e continueremo a condividere informazioni aggiornate affinché possiate prendere decisioni consapevoli. Il governo degli Stati Uniti è pronto ad aiutare i cittadini americani a lasciare il Medioriente se scegliete di avvalervi delle opzioni disponibili”. E’ quanto recita una nota dell’ambasciata statunitense a Beirut. “Stiamo lavorando ad ulteriori opzioni per assistere gli americani in partenza dal Medioriente”, si legge. “Stiamo monitorando attentamente la situazione e ci impegniamo a fornire informazioni e assistenza tempestive ai cittadini statunitensi nell’area interessata. Esortiamo tutti gli americani a rimanere vigili, a seguire le istruzioni delle autorità locali e a consultare le ultime linee guida dell’ambasciata degli Stati Uniti. Il vostro benessere rimane la nostra principale preoccupazione”. “Il governo degli Stati Uniti è pronto ad aiutare i cittadini americani a lasciare il Medioriente se scegliete di avvalervi delle opzioni disponibili”, prosegue la nota. “Se si sceglie di non usufruire delle opzioni di partenza disponibili, gli americani dovrebbero essere pronti a rifugiarsi in un luogo sicuro all’interno della propria residenza o in un altro edificio sicuro. Tenere una scorta di cibo, acqua, medicinali e altri beni di prima necessità”, si legge in conclusione.

Idf, attacchi contro strutture rete finanziaria di Hezbollah

Le Forze di difesa israeliane affermano di aver completato un’ondata di attacchi aerei contro filiali dell’associazione Al-Qard al-Hasan, legata a Hezbollah e nota per essere utilizzata dal gruppo come rete finanziaria parallela. Secondo l’esercito, i raid condotti ieri hanno colpito diverse strutture e caveau dell’associazione. Nell’ultima settimana, ha dichiarato l’Idf, circa 30 strutture dell’istituzione finanziaria sono state colpite in tutto il Libano. L’esercito afferma che l’associazione viene utilizzata da Hezbollah per conservare denaro, gestire gli stipendi dei suoi operativi, trasferire fondi dall’Iran e acquistare armi.

Vance e Hegseth accolgono a Dover corpo settimo soldato Usa ucciso

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance si è unito al lutto della famiglia del settimo militare americano morto in combattimento durante la guerra con l’Iran. La cerimonia solenne che rende omaggio ai militari statunitensi caduti in azione si è svolta presso l’aeroporto militare di Dover per il 26enne sergente dell’esercito Benjamin N. Pennington, di Glendale, Kentucky. L’uomo, secondo il Pentagono, è morto domenica dopo essere stato ferito durante un attacco del 1° marzo contro la Prince Sultan Air Base, in Arabia Saudita. Vance e il segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno reso il saluto militare insieme ad alti ufficiali militari mentre il feretro, avvolto nella bandiera americana, veniva trasportato dall’aereo militare verso un veicolo in attesa.

Pasdaran: "Colpita base militare Usa nel Kurdistan iracheno"

Il corpo delle guardie della rivoluzione islamica ha annunciato di aver colpito il quartier generale dell’esercito statunitense presso la base aerea di Harir a Erbil, nel Kurdistan iracheno. E’ quanto si legge in una nota dei Pasdaran, ripresa da Al Jazeera, secondo cui il sito è stato preso di mira con cinque missili.

Emirati, nuovo attacco con missili e droni iraniani

Gli Emirati hanno subito un nuovo attacco aereo dall’Iran. Lo fa sapere il ministero della Difesa su X: “Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e di droni in arrivo dall’Iran – si legge in un post -. Il Ministero della Difesa afferma che i suoni uditi sono il risultato dell’intercettazione di missili e droni da parte dei Sistemi di Difesa Aerea”.

Quattro miliziani filo-Teheran morti in attacco Usa nel nord dell'Iraq

Quattro miliziani di una fazione armata irachena fedele all’Iran, le Brigate Imam Ali, sono morti in un attacco al loro quartier generale nel nord dell’Iraq. Lo riferisce Sky Arabic. Il gruppo ha accusato gli Stati Uniti dell’attacco, avvenuto nel distretto di Dibis, nella provincia di Kirkuk.

Israele, 191 feriti in ultime 24 ore a causa del conflitto

Nelle ultime 24 ore 191 israeliani feriti sono state ricoverate negli ospedali a causa del conflitto con l’Iran. Lo riferisce il ministero della Salute israeliano, sottolineando che la cifra include sia civili sia soldati. Tra le persone curate negli ospedali, una è in condizioni critiche, tre sono in condizioni gravi, due sono in condizioni moderate e 172 sono in buone condizioni. Il ministero afferma che dall’inizio della guerra con l’Iran, 2.339 persone sono state portate in ospedale, di cui 95 sono attualmente ancora ricoverate.

Araghchi: "Combatteremo finché sarà necessario"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. (Foto: Archivio LaPresse)

Combatteremo “finché sarà necessario”. Così il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista alla Pbs. In merito alla possibilità di nuovi negoziati con gli Usa Araghchi ha affermato: “Abbiamo negoziato con loro l’anno scorso, a giugno scorso, e ci hanno attaccato nel mezzo delle trattative. E di nuovo quest’anno hanno cercato di convincerci che questa volta è diverso. Ci hanno promesso che non avevano alcuna intenzione di attaccarci, quindi che volevano risolvere pacificamente la questione nucleare iraniana e trovare una soluzione negoziata. E alla fine abbiamo accettato. Ma, di nuovo, dopo tre round di negoziazione, e dopo che la squadra americana nella negoziazione ha detto che avevamo fatto grandi progressi, hanno comunque deciso di attaccarci. Quindi non credo che parlare con gli americani sia più nella nostra agenda”.

Media, Israele colpisce laboratori nucleari nell'area di Teheran

L’aeronautica militare israeliana ha colpito nella notte laboratori nucleari nell’area di Teheran. Lo riferisce l’emittente israeliana N12, sottolineando che alcuni di essi erano stati attaccati già durante l’operazione ‘Leone nascente’ dello scorso giugno e ora sono stati nuovamente colpiti.

Rubio sente premier Iraq: "Garantire sicurezza diplomatici Usa a Baghdad"

Il segretario di Stato americano Marco Rubio, nella conversazione avuta con il primo ministro iracheno Mohammed Shiaa al-Sudani, “ha condannato con forza gli attacchi terroristici condotti dall’Iran e da milizie terroristiche irachene allineate all’Iran in Iraq, inclusi quelli nella Regione del Kurdistan iracheno”. Lo comunica una nota il Dipartimento di Stato. “I due hanno ribadito l’importanza che il governo iracheno adotti tutte le misure possibili per garantire la sicurezza del personale diplomatico e delle strutture degli Stati Uniti”, si legge.

Pasdaran: "Saremo noi a decidere la fine della guerra"

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran ha dichiarato che “determinerà la fine della guerra” in Medio Oriente, rispondendo al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva affermato che il conflitto sarebbe terminato “presto”.

Secondo l’IRGC, “le equazioni e lo stato futuro della regione sono ora nelle mani delle nostre forze armate; le forze americane non porranno fine alla guerra”. Inoltre i Pasdaran sottolineano che Teheran non permetterà l’esportazione di petrolio dalla regione se gli attacchi statunitensi e israeliani continueranno.

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