Trentadue persone, tra cui bambini, sono rimaste ferite in un attacco condotto dall’Iran con un drone nella zona di Sitra, a sud di Manama, in Bahrein. Lo riporta l’agenzia di stampa ufficiale del Paese del Golfo, citando il locale ministero della Salute. Quattro feriti versano in condizioni critiche e alcuni necessitano di un intervento chirurgico. Ieri ufficializzato il nome della nuova guida spirituale dell’Iran. Si tratta di Mojtaba Khamenei, figlio di Ali Khamenei, ucciso in un raid israeliano.
“Dall’inizio di questa campagna, abbiamo visto alcuni attacchi a Natanz – un paio – e uno a Isfahan. Non molto gravi, direi”. Lo ha detto Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), l’organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite, parlando ai giornalisti a Parigi. “Quello che abbiamo visto è stato un impatto vicino a un asse, a uno dei tunnel lì, e questo è tutto ciò che abbiamo visto”, ha aggiunto, senza specificare quando il sito è stato colpito né da chi. Le immagini satellitari dell’impianto nucleare iraniano di Natanz hanno mostrato anche danni agli edifici e ulteriori danni in tutto il complesso dell’impianto.
Dopo che Mojtaba Khamenei è stato eletto terzo leader supremo dell’Iran, il ministero degli Esteri israeliano, ha affermato che “le sue mani sono già sporche di sangue”. “La mela non cade lontano dall’albero. Le mani di Mojtaba Khamenei sono già macchiate dallo spargimento di sangue che ha caratterizzato il governo di suo padre. Un altro tiranno che perpetua la brutalità del regime iraniano”, ha scritto il ministero in un post su X. Israele ha ucciso il padre di Khamenei, che era stato la guida suprema dal 1989, il primo giorno della campagna israelo-americana contro l’Iran. Israele ha affermato che avrebbe preso di mira chiunque fosse succeduto a Khamenei padre.
Donald Trump terrà una conferenza stampa in Florida alle 17.30 (le 22.30 in Italia), prima di fare ritorno a Washington. Lo ha annunciato in un post su Truth lo stesso presidente americano.
L’arcivescovo di Teheran-Isfahan, il cardinale Dominique Mathieu, è stato evacuato a Roma. “Sono arrivato a Roma ieri – ha detto il porporato al portale belga Cathobel-, non senza rimpianto e dolore per i nostri fratelli e sorelle in Iran, come parte dell’evacuazione completa dell’Ambasciata italiana, sede dell’Arcidiocesi. Mentre aspettate di tornare, pregate per la conversione dei cuori alla pace interiore”.
L’esercito israeliano ha affermato di aver effettuato un’altra ondata di attacchi. In una dichiarazione su X, l’Idf ha comunicato che l’aeronautica militare ha colpito decine di siti collegati al governo iraniano in diverse località dell’Iran, incluso quello che ha descritto come un quartier generale dei droni dei Guardiani della Rivoluzione. Secondo l’Idf, i droni erano stati precedentemente lanciati dalla struttura verso Israele e che altri droni preparati per il lancio erano immagazzinati in quel sito. L’esercito ha aggiunto che anche diversi siti di stoccaggio di droni e sistemi di difesa aerea sono stati presi di mira nell’ambito dell’ultima operazione.
Il ministero della Salute libanese ha riferito che dall’inizio degli attacchi israeliani, il 2 marzo, almeno 486 persone sono state uccise e altre 1.313 sono rimaste ferite. Nell’ultimo attacco, ha riferito il ministero, un drone israeliano ha preso di mira un’auto nella città di Burj Rahal, nel Libano meridionale, e un raid aereo israeliano ha colpito la città di Srifa, sempre nel sud.
“Il Libano rischia di diventare un altro fronte nella guerra con l’Iran. La decisione di Hezbollah di attaccare Israele a sostegno dell’Iran mette in pericolo l’intera regione e aggiunge una dimensione mortale. Israele ha il diritto all’autodifesa, in conformità con il diritto internazionale. Tutti i proxy che si uniscono alla guerra si rendono bersagli legittimi. Hezbollah deve disarmare e cessare ogni azione contro Israele. Allo stesso tempo, la risposta di Israele è stata pesante. La sua rappresaglia sta causando sfollamenti di massa e sta ulteriormente destabilizzando una situazione fragile. Rischia di trascinare il Libano e il suo popolo in una guerra che non è la loro, con gravi conseguenze umanitarie. Israele dovrebbe cessare le sue operazioni in Libano. La sovranità e l’integrità territoriale del Libano devono essere rispettate”. Lo afferma l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in una nota. “La diplomazia e il ritorno al cessate il fuoco – aggiunge – offrono le migliori possibilità di evitare che il Libano dal rischio di scivolare nel caos. L’Unione europea sostiene pienamente l’Unifil nell’esecuzione del suo mandato. La sicurezza delle forze di pace delle Nazioni Unite deve essere garantita. Prevenire ulteriori perdite di vite umane, sfollamenti ed escalation regionale sono priorità immediate. Ciò richiede che tutte le parti rispettino il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario, e garantiscano la protezione dei civili e delle infrastrutture civili. Continuiamo a sostenere il Libano e il suo popolo, e l’UE attingerà alle sue riserve di emergenza per assistere circa 130.000 persone colpite. Esprimiamo inoltre le nostre condoglianze alle famiglie delle vittime colpite dalla violenza”.
Il presidente francese Emmanuel Macron è a bordo della portaerei Charles de Gaulle nel Mar Mediterraneo. Lo riporta Bmftv.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per venerdì 13 marzo 2026 alle 10 con il seguente ordine del giorno: La guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso. Lo comunica una nota del Quirinale.
La Russia è pronta a fornire petrolio e gas all’Europa, ma attende segnali dall’Ue che la dichiarino disposta ad abbandonare le considerazioni politiche in questo ambito. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin durante un incontro sul mercato globale del petrolio e del gas. “Se le aziende e gli acquirenti europei decidessero improvvisamente di riorientarsi e di offrirci una cooperazione sostenibile e a lungo termine, libera da pressioni politiche, fatelo pure”, ha detto Putin, come riporta l’agenzia Tass, “non abbiamo mai rifiutato e siamo pronti a collaborare con gli europei”. “Ma abbiamo bisogno di segnali da parte loro che dimostrino che sono pronti e disposti a lavorare e che ci assicureranno sostenibilità e stabilità”, ha aggiunto il presidente russo.
Donald Trump afferma di avere “un piano” per affrontare l’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra con l’Iran. “Ho un piano per tutto, okay?” ha detto il presidente americano in una breve intervista telefonica col New York Post. “Ho un piano per tutto. Sarete molto felici”, ha assicurato Trump senza fornire ulteriori dettagli.
“Siamo contrari a qualsiasi scenario che possa ostacolare il nostro processo di liberazione della Turchia dal terrorismo e minare la pace e la stabilità della nostra regione. Nessuno deve fare calcoli sbagliati, nessuno deve cadere nella trappola del massacro sionista che mira a mettere fratello contro fratello”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in dichiarazioni alla stampa dopo la riunione del gabinetto presidenziale, come riporta l’agenzia turca Anadolu.
Parlando col New York Post, il presidente Usa Donald Trump non ha voluto rispondere a una domanda sulla nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei. “Non sono contento”, si è limitato a dire il presidente. Quanto ai piani in corso sul giovane Khamenei, Trump ha risposto: “Non ve li dirò”.
“Nonostante i nostri sinceri avvertimenti” all’Iran, “continuano ad essere compiuti passi estremamente sbagliati e provocatori che mettono a dura prova l’amicizia della Turchia. Non si dovrebbe entrare in un gioco che getterà un’ombra sul nostro millenario rapporto di vicinato e fratellanza”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in dichiarazioni alla stampa dopo la riunione del gabinetto presidenziale, come riporta l’agenzia turca Anadolu.
Oggi un missile balistico lanciato dall’Iran è entrato nello spazio aereo turco ed è stato distrutto dai sistemi di difesa aerea della Nato.
Il Presidente Trump ha affermato di non essere “nemmeno lontanamente” sul punto di ordinare alle truppe statunitensi di entrare in Iran per salvaguardare il materiale nucleare a Isfahan. “Non abbiamo ancora preso alcuna decisione in merito. Non ci siamo nemmeno lontanamente avvicinati”, ha detto Trump in merito alle presunte discussioni su un dispiegamento di militari Usa nell’impianto di arricchimento sotterraneo dell’Iran.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha accusato Hezbollah di voler provocare il “collasso” del Libano per conto dell’Iran e ha chiesto negoziati “diretti” con Israele per porre fine alla guerra. Nel corso di una videoconferenza con i vertici delle istituzioni europee, il leader ha affermato che “coloro che hanno lanciato i missili” su Israele volevano “causare il crollo del Libano per conto dell’Iran, ed è ciò che abbiamo sventato”. Lo riporta L’Orient Le Jour.
“La Turchia continuerà a seguire gli sviluppi” della guerra in Iran “in coordinamento con la Nato e altri alleati e adotterà ulteriori misure per rafforzare la propria sicurezza”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in dichiarazioni alla stampa dopo la riunione del gabinetto presidenziale, come riporta l’agenzia turca Anadolu.
Oggi un missile balistico lanciato dall’Iran è entrato nello spazio aereo turco ed è stato distrutto dai sistemi di difesa aerea della Nato.
Wang Yi, ministro degli Esteri cinese, ha tenuto telefonate separate con i suoi omologhi in Bahrein e Kuwait. Secondo una dichiarazione del ministero degli Esteri cinese, Wang ha espresso al ministro degli Esteri del Bahrein Abdullatif bin Rashid al-Zayani la profonda preoccupazione della Cina per la rapida escalation della situazione nella regione, aggiungendo che avrebbe svolto un ruolo costruttivo nel mantenimento della pace e della stabilità nella regione. In una chiamata separata con il suo omologo kuwaitiano, Jarrah Jaber Al-Ahmad Al-Sabah, Wang ha chiesto un cessate il fuoco nel Golfo il prima possibile. Il ministro ha inoltre sottolineato che la sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale dei paesi del Golfo devono essere pienamente rispettate. Lo riporta Al Jazeera.
“Abbiamo appena saputo di aver perso padre Pierre El Raii, parroco maronita di Qlayaa”. Lo fa sapere ai media vaticani padre Toufic Bou Merhi, francescano della Custodia di Terra Santa, parroco dei latini nel sud del Libano, nelle comunità di Tiro e Deirmimas. Padre El Raii è rimasto ucciso in un attacco che si è verificato oggi a Beirut. “C’era stato un primo attacco, che aveva colpito una casa nella zona della sua parrocchia, in montagna, ferendo uno dei parrocchiani”, racconta il francescano. “Padre Pierre è andato di corsa con altre decine di giovani a soccorrere il parrocchiano: è allora che c’è stato un altro attacco, un altro bombardamento sulla stessa casa. Il parroco è rimasto ferito. È stato portato in un ospedale della zona, ma non ce l’ha fatta. È morto quasi sulla porta dell’ospedale. Aveva appena cinquant’anni”.
L’Iran è pronto a una lunga guerra con gli Stati Uniti e potrebbe continuare ad attaccare i Paesi del Golfo nel tentativo di spingerli a convincere Donald Trump a fare un passo indietro dal conflitto. Lo ha affermato in un’intervista alla Cnn Kamal Kharazi, consigliere per la politica estera dell’ufficio della Guida Suprema, che ha escluso per ora il ricorso alla diplomazia e indicato che la guerra si concluderà solo per le difficoltà economiche causate dal conflitto. “Non vedo più spazio per la diplomazia. Perché Donald Trump ha ingannato gli altri e non ha mantenuto le sue promesse, e lo abbiamo sperimentato in due occasioni di negoziati: mentre eravamo impegnati nei negoziati, ci hanno colpito”, ha detto Kharazi. “Non c’è spazio a meno che la pressione economica non venga aumentata al punto da indurre altri Paesi a intervenire per garantire la fine dell’aggressione di americani e israeliani contro l’Iran”, ha aggiunto Kharazi. “Questa guerra ha prodotto molta pressione – pressione economica – sugli altri, in termini di inflazione, in termini di mancanza di energia, e quindi se continuerà, questa pressione aumenterà ulteriormente, e quindi gli altri non avranno altra scelta che intervenire”, ha sostenuto Kharazi. Alla domanda se l’esercito iraniano e la guida suprema saranno allineati in futuro, Kharazi ha risposto: “Sì, esattamente”.
“Il nostro obiettivo principale è tenere il nostro Paese lontano da questo incendio. Non abbandoniamo la cautela e la prudenza nemmeno per un attimo”. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in dichiarazioni alla stampa riguardo alla guerra in Iran dopo la riunione del gabinetto presidenziale, come riporta la stessa presidenza turca su X. “Garantire la sicurezza della Turchia e il benessere dei suoi 86 milioni di cittadini è la nostra massima priorità durante questo processo”, ha aggiunto.
Il ministero della Difesa israeliano, guidato da Israel Katz, ha affermato che l’Idf ha ucciso un comandante della divisione regionale di Hezbollah in un attacco aereo notturno. Ne dà notizia il Times of Israel. “Il ministro è stato informato dell’eliminazione del comandante dell’unità Nasser di Hezbollah, Abu Hussein Ra’ab, durante un attacco dell’Idf nella notte”, ha affermato l’ufficio di Katz. L’unità Nasser è una delle tre divisioni regionali di Hezbollah nel sud del Libano. È responsabile dell’area tra il Monte Dov e la zona di Bint Jbeil, ricorda il media israeliano.
“Presiedo oggi la riunione dell’Eurogruppo in un momento di forte tensione geopolitica, con la crisi in Medio Oriente che sta entrando in una nuova e pericolosa fase di escalation”, “siamo anche pienamente consapevoli del fatto che la crisi stessa ha un impatto molto significativo sull’economia politica internazionale e ovviamente sull’Europa. Sappiamo che l’impatto dell’energia sull’economia nel suo complesso è significativo. Vediamo i picchi dei prezzi del petrolio e del gas naturale nei titoli internazionali. Ma direi che, allo stesso tempo, siamo pienamente consapevoli del fatto che anche l’impatto che vediamo su diverse variabili è significativo”. Lo dice il presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis arrivando alla riunione. Secondo Pierrakakis bisogna “comprendere appieno e monitorare il fatto che l’impatto che l’Europa può avere da questa crisi può manifestarsi non solo attraverso i prezzi dell’energia, ma anche attraverso altre variabili: il costo dei fertilizzanti, il traffico aereo e persino l’impatto indiretto delle condizioni di finanziamento”, aggiunge.
“Per me è fondamentale che questa guerra non si trasformi in un conflitto su vasta scala”. Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil al suo arrivo alla riunione dell’Eurogruppo, commentando la situazione in Iran. “È importante che le ostilità si fermino e che si torni rapidamente al tavolo dei negoziati”, ha aggiunto Klingbeil. Il ministro ha sottolineato che i governi stanno monitorando con attenzione l’impatto del conflitto su mercati finanziari, commercio ed economia. “Al momento vediamo che i mercati finanziari restano stabili, ma c’è comunque incertezza”, ha detto, aggiungendo che il tema è stato discusso anche tra i ministri delle Finanze del G7.
“È inaccettabile che l’attuale situazione geopolitica venga sfruttata per aumentare i profitti”. Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil al suo arrivo alla riunione dell’Eurogruppo, commentando gli aumenti dei prezzi dell’energia legati al conflitto con l’Iran.”Vediamo che c’è una dinamica di aumento dei prezzi e che alcune grandi compagnie petrolifere stanno approfittando della situazione geopolitica per far salire i propri guadagni. La politica non può restare a guardare”, ha affermato Klingbeil. Il ministro ha spiegato che il governo tedesco sta valutando possibili misure per proteggere i consumatori e contrastare eventuali abusi di mercato, anche verificando strumenti nell’ambito del diritto della concorrenza e una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi dei carburanti.
Gli Emirati Arabi Uniti “non prenderanno parte ad alcun attacco” contro l’Iran. Lo ha detto l’ambasciatore del Paese del Golfo presso le Nazioni Unite a Ginevra, Jamal Al Musharakh, secondo quanto riporta il Guardian. Ieri alcuni media israeliani tra cui la tv Kan, avevano riportato che Abu Dhabi aveva sferrato il primo attacco contro obiettivi di Teheran, notizia che è poi stata smentita dagli Emirati.
“A 9 giorni dall’inizio dell’Operazione Epic Mistake, i prezzi del petrolio sono raddoppiati mentre tutte le materie prime stanno salendo alle stelle. Sappiamo che gli Stati Uniti stanno complottando contro i nostri siti petroliferi e nucleari nella speranza di contenere l’enorme shock inflazionistico. L’Iran è pronto”. È quanto scrive in un post sul social X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che assicura: “E anche noi abbiamo in serbo molte sorprese”.
“La preziosa elezione dell’Ayatollah Seyyed Mojtaba Hashemi-Sanjabi è una manifestazione della volontà del popolo in materia di governance”. Lo ha scritto il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian in un post sul social X. “I problemi del Paese possono essere risolti grazie alla sua saggia leadership e alla creazione di un clima basato sulla fiducia e sulla partecipazione pubblica”, ha aggiunto, “prego Dio affinché egli riesca a sostenere la sacra unità e a costruire un Iran progressista e indipendente”.
Centinaia di persone stanno andando via dall’Iran attraverso il Turkmenistan. I posti di blocco al confine hanno iniziato a operare 24 ore su 24 per facilitare il transito di chi sta cercando di lasciare il Paese mentre continua la guerra. I funzionari del Turkmenistan hanno riferito che finora circa 250 persone provenienti da 16 Paesi hanno attraversato la frontiera. A chi supera il confine vengono offerti cibo e assistenza per contattare familiari o ambasciate. Il Turkmenistan, un ex paese sovietico che è rimasto in gran parte isolato sotto un regime autocratico da quando ha ottenuto l’indipendenza, condivide un confine di 1.148 chilometri con l’Iran. Durante la guerra tra Israele e Iran nel 2025, nonostante le sue severe politiche in materia di visti, il Paese ha aperto un corridoio per oltre 4.000 persone provenienti da 52 paesi che cercavano di lasciare l’Iran.
Il ministero degli Esteri del Kuwait ha convocato l’ambasciatore iraniano affinché presentasse una “nota di protesta” in risposta ai continui attacchi dell’Iran. In una nota del ministero si afferma che questa è la seconda nota di questo tipo inviata all’Iran e che il paese del Golfo “respinge categoricamente” tutti gli attacchi iraniani, in particolare quelli che prendono di mira le infrastrutture civili, in quanto “flagrante violazione” della sovranità del Kuwait in violazione delle leggi internazionali. Il viceministro degli Esteri facente funzioni del Kuwait, Aziz al-Daihani, ha rinnovato la condanna del suo Paese per tutti gli “attacchi sfacciati” perpetrati dall’Iran, si legge nella dichiarazione.
La portavoce della Nato, Allison Hart, ha confermato che l’Alleanza Atlantica ha “nuovamente intercettato un missile diretto in Turchia”. La Nato è “pronta a difendere tutti gli alleati da qualsiasi minaccia”, ha rimarcato in un post su X.
“Da parte della Commissione europea, abbiamo alcune riflessioni su possibili misure, e ne discuteremo oggi con i ministri. Una delle opzioni prese in considerazione è anche lo svincolo delle riserve di petrolio per garantire una maggiore fornitura durante questa interruzione”. Lo afferma il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis al suo arrivo alla riunione dell’Eurogruppo.
“Il focus delle nostre discussioni sarà l’impatto economico del conflitto in Medio Oriente. L’impatto economico dipenderà molto dalla durata e dall’ampiezza, nonché dalla portata regionale, del conflitto. In uno scenario più favorevole, in cui il conflitto si dispieghi in un paio di settimane, ci si può aspettare che non abbia effetti significativi sull’economia globale ed europea. Tuttavia, se dovesse prolungarsi ulteriormente, con interruzioni del trasporto marittimo nello stretto di Hormuz e attacchi alle infrastrutture energetiche negli stati del Golfo, potrebbe provocare un sostanziale shock stagflazionistico sull’economia globale ed europea, con prezzi dell’energia più elevati che si estenderebbero all’inflazione più ampia e a effetti negativi sulla fiducia, interruzioni della catena di approvvigionamento e condizioni di finanziamento più restrittive”. Lo afferma il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis al suo arrivo alla riunione dell’Eurogruppo. “Pertanto, è importante impegnarsi per una de-escalation del conflitto il prima possibile. Prima accadrà, più contenuto sarà l’impatto sull’economia globale. Il principale canale di impatto sull’economia è ovviamente rappresentato dalle interruzioni dell’approvvigionamento energetico e dai prezzi dell’energia. Ecco perché più avanti, in un Eurogruppo inclusivo, avremo una discussione specifica sull’impatto sui mercati energetici e sulle possibili risposte politiche”, aggiunge.
Il governo britannico ha smentito le voci secondo cui la portaerei HMS Prince of Wales si starebbe preparando a essere dispiegata nel Mediterraneo a causa della guerra con l’Iran.
“Non è stata presa alcuna decisione in merito al suo dispiegamento”, ha affermato il numero 10 di Downing Street, secondo quanto riporta Sky News. Sabato è circolata la notizia secondo cui il Regno Unito stava preparando la portaerei per un possibile dispiegamento in Medio Oriente.
La 31esima ondata di attacchi missilistici da parte iraniana è stata realizzata con il codice ‘Labbayk ya Khamenei’ (‘Siamo al tuo servizio, o Khamenei’). I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato che gli attacchi “sono dedicati al Comandante Supremo delle Forze Armate, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, è stata condotta con il nome in codice ‘Labbayk ya Khamenei’ contro obiettivi sionisti americani con missili super potenti”.
Il Pentagono ha reso pubblica l’identità del settimo militare Usa ucciso nella guerra contro l’Iran. Si tratta del sergente dell’Esercito Benjamin Pennington, 26 anni. Pennington, originario di Glendale, Kentucky, è morto domenica dopo essere rimasto ferito una settimana prima presso la base aerea di Prince Sultan, in Arabia Saudita. L’esercito ha annunciato la morte di Pennington domenica. Il militare era assegnato al 1° Battaglione della 1° Brigata Spaziale, un’unità del Comando di Difesa Spaziale e Missilistica dell’Esercito.
Il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha sottolineato la necessità di una maggiore mobilitazione da parte dell’Europa, facendo riferimento ai legami storici con la Grecia e ringraziando la Francia per il suo aiuto militare, così come l’Italia e la Spagna, anch’esse al fianco di Cipro. “Ciò che sta accadendo in Medioriente ha un impatto diretto sull’Europa. Incide sul nostro futuro europeo collettivo”, ha sottolineato, aggiungendo che “l’Ue deve essere coinvolta in modo più strategico e più coerente”.
“In dieci giorni dai primi attacchi in Medio Oriente e nella regione, quasi 300 bambini sono stati uccisi in tutta l’area, l’equivalente di più di uno ogni ora”. Lo afferma Save the Children in una nota, ricordando che, secondo il ministero degli Affari Sociali libanese, oltre 700.000 persone, tra cui oltre 200.000 minori, sono state sfollate in Libano. Save the Children chiede “urgentemente la cessazione delle ostilità per proteggere i bambini da ulteriori danni”. L’organizzazione sta distribuendo beni essenziali come coperte, materassi, cuscini, prodotti per neonati, articoli per l’igiene e acqua alle famiglie sfollate.
“È devastante che i raid aerei in Libano abbiano causato la morte di 83 bambini e il ferimento di altri 254, tra i quasi 300 bambini uccisi nella regione. Non si tratta solo di numeri: si tratta di giovani vite stroncate e di bambini il cui futuro è stato segnato per sempre dalla guerra. I raid aerei e gli ordini di sfollamento forzato stanno costringendo le famiglie a fuggire in massa. Oltre 700.000 persone sarebbero state sfollate in Libano, privando i bambini di quasi tutto ciò che li tiene al sicuro: le loro case, le loro scuole, le loro comunità e le routine che portano stabilità alle loro vite. Molti hanno già vissuto anni di instabilità e sfollamento, e questa escalation sta aggravando il trauma che portano con sé”, ha detto Nora Ingdal, direttrice di Save the Children in Libano.
“Ogni guerra è una guerra contro i bambini, e ancora una volta li vediamo pagare il prezzo più alto per un conflitto che non hanno né iniziato né in cui hanno avuto voce in capitolo. Le guerre hanno delle leggi e i bambini devono essere off-limits in ogni conflitto. I leader mondiali devono agire con urgenza per prevenire un’ulteriore escalation. È necessaria una cessazione immediata delle ostilità e tutte le parti in causa devono rispettare le leggi internazionali, il diritto umanitario e fare tutto il possibile per proteggere i civili, in particolare i bambini”, ha concluso Nora Ingdal.
L’Azerbaigian ha ripreso il traffico merci attraverso il confine con l’Iran, dopo la sospensione del 5 marzo. Lo ha annunciato il governo del Paese in unna nota, come riporta la Tass. Il trasporto merci attraverso il confine con l’Iran è stato sospeso per decisione del governo azero in seguito a un attacco con droni a Nakhchivan. Il ministero degli Esteri azero ha riferito dello schianto di due droni lanciati dall’Iran nei pressi dell’aeroporto di Nakhchivan. L’edificio dell’aeroporto è stato danneggiato e due persone sono rimaste ferite. Lo Stato Maggiore iraniano ha negato che i droni fossero stati lanciati verso il territorio azero, incolpando Israele dell’incidente.
È di 16 morti e 40 feriti il bilancio delle vittime dei raid israeliani sulle città di Tayr Debba e Jwaya nel sud del Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese.
Il procuratore di Teheran, Ali Salehi, ha affermato che sono stati avviati procedimenti legali contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il premier d’Israele Benjamin Netanyahu e altri da lui descritti come responsabili dei recenti attacchi alla Repubblica islamica. Secondo Tasnim, affiliato alle Guardie rivoluzionarie, il caso è stato deferito all’ufficio del procuratore per gli affari internazionali di Teheran, con l’ordine di aprire un fascicolo giudiziario e avviare le indagini preliminari.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea von der Leyen, nel corso della riunione in video conferenza con 13 leader del Paesi mediorientali, hanno espresso “profonda preoccupazione per l’impatto della crisi regionale sul Libano e per il suo grave impatto sulla popolazione civile, che ha causato sfollamenti su larga scala”. Hanno sottolineato “la necessità di proteggere i civili e di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale del Libano”. In questo contesto, la presidente von der Leyen ha annunciato la mobilitazione di aiuti di ReliefEu per sostenere circa 130.000 persone in Libano, con un primo volo previsto per domani.
I leader della regione hanno condiviso la loro analisi della situazione nei rispettivi Paesi e nella regione in generale. Hanno inoltre discusso dell’impatto degli attacchi alle infrastrutture energetiche e della chiusura dello Stretto di Hormuz sulla sicurezza energetica globale, e hanno esplorato le modalità per rafforzare la cooperazione con i partner del Medio Oriente al fine di mitigare tali rischi. Hanno inoltre concordato di rimanere in stretto contatto per valutare eventuali ulteriori sviluppi e collaborare per il raggiungimento della pace. L’Unione Europea collaborerà con i paesi della regione per riportare la pace e la stabilità in Medio Oriente e nella regione del Golfo, ribadendo il suo impegno duraturo nei confronti del partenariato, della sicurezza e della prosperità nella regione.
Il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato di aver intercettato tutti i 17 missili e i sei droni lanciati dall’Iran verso la nazione del Golfo, mentre l’Iran continua ad attaccare gli stati confinanti. Non si sono registrati danni né vittime, ha precisato il Ministero.
Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha affermato che gli Stati Uniti sono “sulla buona strada” per distruggere la capacità dell’Iran di minacciare i suoi vicini e il mondo con i missili. Intervenendo a una cerimonia del dipartimento di Stato in onore degli americani detenuti ingiustamente all’estero in Paesi come l’Iran, Rubio ha affermato che l’obiettivo dei continui attacchi aerei statunitensi è quello di eliminare le scorte di missili balistici dell’Iran, la sua capacità di produrli e di lanciarli. “Siamo sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo”, ha detto, aggiungendo che ciò viene fatto “con una forza schiacciante e una precisione schiacciante”.
Il presidente dell’Egitto Abdel-Fattah al-Sisi ha esortato a ridurre l’escalation del conflitto in Medio Oriente per evitare ulteriori “ripercussioni senza precedenti” che potrebbero avere un impatto sull’economia globale e sulla sicurezza energetica. “La sicurezza nazionale dei paesi arabi è parte integrante della sicurezza nazionale egiziana”, ha detto durante una videoconferenza dell’Ue tenutasi con alcuni leader arabi per discutere della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Lo riporta una nota dell’ufficio del presidente egiziano. Al-Sisi ha anche chiesto di sostenere il Libano e di compiere sforzi per “impedire a Israele di invadere il Libano in questa fase difficile” e di prendere di mira le infrastrutture del Paese.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea von der Leyen, nel corso della riunione in video conferenza con 13 leader del Paesi mediorientali, hanno ricordato l’importanza delle operazioni di difesa marittima Aspides e Atalanta, volte a proteggere le vie d’acqua critiche e a prevenire qualsiasi interruzione delle catene di approvvigionamento vitali. Inoltre, hanno espresso la loro disponibilità a personalizzare e potenziare ulteriormente queste operazioni per rispondere al meglio alla situazione. La Ue “è stata coerente nella sua posizione sulle attività dell’Iran e ha ripetutamente invitato la sua leadership a porre fine al suo programma nucleare e a limitare il suo programma di missili balistici. L’Unione Europea ha inoltre condannato l’inaccettabile repressione e la violenza perpetrate dal regime iraniano contro i propri cittadini”. I Presidenti hanno ribadito il loro impegno per la stabilità regionale e hanno chiesto la protezione dei civili e il pieno rispetto del diritto internazionale, del diritto internazionale umanitario e dell’obbligo di attenersi ai principi della Carta delle Nazioni Unite.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato la morte di due membri non combattenti delle loro forze armate in seguito allo schianto di un elicottero dovuto a un “guasto tecnico”. Ciò avviene mentre il ministero continua a lavorare contro quello che ha definito centinaia di missili e droni lanciati dall’Iran verso il Paese in una guerra iniziata più di una settimana fa.
Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen hanno avuto uno scambio di opinioni con i leader di Giordania, Egitto, Bahrein, Libano, Siria, Turchia, Armenia, Iraq, Qatar, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Oman sugli ultimi sviluppi della guerra in Iran, compresi gli inaccettabili attacchi contro i paesi della regione e l’impatto sulla sicurezza energetica. Ancora una volta, “hanno condannato con la massima fermezza gli attacchi indiscriminati dell’Iran e hanno espresso la loro piena solidarietà alla popolazione della regione”, viene riferito in una nota congiunta. I presidenti hanno inoltre “ringraziato i leader della regione per l’assistenza e il supporto forniti nel rimpatrio di decine di migliaia di cittadini europei rimasti bloccati nei loro paesi allo scoppio della guerra”. L’Unione europea è un “partner affidabile e di lunga data per la regione in questi momenti difficili ed è pronta a contribuire in ogni modo possibile per contribuire a disinnescare la situazione e facilitare il ritorno al tavolo dei negoziati. Sebbene l’ordine internazionale basato sulle regole sia sotto pressione, crediamo fermamente che il dialogo e la diplomazia siano le uniche vie percorribili”. La videoconferenza è la continua manifestazione di solidarietà e di sensibilizzazione diplomatica, basata sui contatti instaurati dai Presidenti dall’inizio di questa crisi e sui precedenti sforzi dell’Alto Rappresentante Kaja Kallas.
“Naturalmente stiamo monitorando molto attentamente gli sviluppi sui mercati energetici. Anche il ministero federale dell’Economia e dell’Energia e l’Ufficio Federale Antitrust hanno avviato un’indagine. Siamo preoccupati per l’andamento dei prezzi dell’energia. Sappiamo che questo potrebbe avere potenziali ripercussioni, anche per l’economia tedesca”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa, rispondendo alle domande sull’impatto della guerra in Iran sui prezzi dell’energia. “Per questo stiamo facendo tutto il possibile per aumentare la nostra indipendenza nella politica energetica e, a lungo termine, per abbassare i prezzi dell’energia attraverso un migliore approvvigionamento. Ma questo è un compito che non può essere risolto in pochi giorni”, ha detto ancora Merz.
“I nostri militari italiani in Kuwait sono in sicurezza”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di punto stampa alla Farnesina. “Stiamo procedendo alla riduzione del personale a Beirut e a Baghdad a causa della situazione militare complicata e speriamo che, anche se è difficile, alla fine prevalga la diplomazia”, ha aggiunto. “Noi non abbiamo alcun interesse all’estensione della guerra, non siamo in guerra con nessuno né intendiamo andare in guerra contro nessuno”, ha concluso.
In Libano “non ci risultano altri interventi rispetto a quelli che ci sono già stati. Ho appena parlato con l’ambasciatore a Beirut, ci ha detto che continuano i lanci di missili di Hezbollah e di Israele, il che certamente non aiuta la situazione, ma non ci risultano adesso attacchi via terra previsti o in corso da parte israeliana, oltre alla presenza che già c’è nel sud del Libano”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina. “Noi stiamo lavorando perché si riduca la tensione, abbiamo invitato tutti a evitare un peggioramento della situazione, soprattutto nel sud del Libano”, ha aggiunto.
Il presidente di Cipro, Nikos Christodoulides, ha affermato che l’isola non prenderà parte ad alcuna operazione militare relativa al conflitto in Iran, e che si concentrerà sul proprio ruolo umanitario. Lo riporta il Guardian spiegando che la dichiarazione arriva dopo che il ministro degli Esteri cipriota ha affermato che ci sono “interrogativi” sul futuro delle basi militari britanniche sull’isola dopo l’attacco con droni della scorsa settimana.
In merito a un’eventuale attivazione dell’Articolo 5 della Nato in seguito al missile intercettato sui cieli della Turchia e lanciato dall’Iran. “Vedremo che cosa diranno i turchi, se era diretto verso la Turchia. Bisogna sempre essere molto prudenti ed evitare una escalation”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina. “Siamo solidali con la Turchia, esprimiamo vicinanza e amicizia al popolo turco ma tutto deve essere fatto con grande prudenza, non credo che ora ci siano ancora le ragioni per l’applicazione dell’articolo cinque della Nato”, ha aggiunto. “Noi – ha concluso Tajani – siamo intervenuti a sostegno di Cipro vedremo quali richieste faranno dalla Turchia però cerchiamo di muoverci con grande circospezione proprio per evitare l’escalation”,
“Per quanto riguarda i cittadini italiani, la situazione migliora di ora in ora perché stanno riprendendo molti voli di linea, quindi direi che non c’è più l’emergenza. L’unico punto ancora critico sono le Maldive, dove però non c’è la guerra, sono soltanto italiani che stanno cercando di rientrare. Ci sono voli di linea normali, ma i voli di linea che hanno ripreso non sono sufficienti a smaltire tutti coloro che vogliono rientrare in tempi rapidi”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina.
“Stiamo rinforzando anche la nostra organizzazione a Malé, dove sono arrivati altri funzionari oltre ai Carabinieri – ha aggiunto Tajani – mentre abbiamo risolto a Colombo (capitale dello Sri Lanka) e si sta lentamente risolvendo anche la situazione in Thailandia. Per il resto, pur rimanendo la situazione preoccupante per gli attacchi che ci sono, non ci sono italiani che vogliono rientrare in Italia. Rimangono quelli residenti”. Tajani ha poi sottolineato come la Farnesina abbia “lasciato comunque i rinforzi inviati nelle diverse sedi per aiutare ambasciata e consolati e per assistere tutti gli italiani qualora dovesse esserci un peggioramento della situazione per la quale dovessero anche i residenti, che non hanno fino ad adesso lasciato quei paesi, tornare in Italia”. “Però per ora la situazione direi di emergenza è rimasta soltanto nelle Maldive”, ha concluso.
“Al momento, è impossibile prevedere quando il regime dei mullah sarà pronto a cessare le ostilità contro i suoi vicini”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza stampa. “La minaccia per Israele, la minaccia per gli Stati del Golfo, persiste. Lo dimostrano quotidianamente gli attacchi a edifici civili e installazioni militari in questi paesi. Posso solo dire, dal mio punto di vista, che prima il regime dei mullah cesserà le ostilità, prima questo conflitto, questa guerra, finirà. Spetta esclusivamente a questo regime e ai Guardiani della Rivoluzione cessare le ostilità. Finché ciò non accadrà, presumo che Israele e gli Stati Uniti continueranno a difendersi da questo regime”, ha spiegato Merz, sottolineando che “la minaccia rappresentata da questo regime si estende ben oltre il paese e la regione. Sappiamo che l’Iran sostiene la Russia nella sua guerra di aggressione contro l’Ucraina, che l’Iran è in gran parte responsabile del terrorismo. È una sfida importante. L’Iran è il centro del terrorismo internazionale. E questo centro deve essere chiuso. E americani e israeliani lo stanno facendo a modo loro”.
Il presidente francese Emmanuel Macron, in conferenza stampa durante la sua visita a Cipro, ha affermato che la Francia sta preparando una futura missione “puramente difensiva” per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo riporta l’emittente francese BfmTv.
“Venire qui” a Cipro, stare “al vostro fianco significa dirvi che quando Cipro viene attaccata è l’Europa che viene attaccata”. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, in una conferenza stampa che sta tenendo durante la sua visita sull’isola.
“Il figlio di Khamenei? Non mi pare abbia posizioni diverse da quelle del padre”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina commenta l’elezione a Guida Suprema dell’Iran di Mojtaba Khamenei.
Il presidente di Cipro, Nikos Christodoulides, prima dell’incontro nell’isola con il presidente francese Emmanuel Macron e il premier greco Kyriakos Mitsotakis, ha detto ai giornalisti che la presenza dei leader sottolinea come la sicurezza dell’isola sia una responsabilità collettiva dell’Unione Europea, che deve agire per difendere i propri confini. “È la prima volta che assistiamo a una risposta del genere e ritengo che sia di particolare importanza”, ha affermato. Nei giorni scorsi un drone iraniano ha colpito una base aerea britannica sulla costa meridionale dell’isola.
“La determinazione americana e israeliana di decimare le Guardie Rivoluzionarie e smantellare l’infrastruttura terroristica della Repubblica Islamica gode dell’ampio sostegno del popolo iraniano”. Lo ha scritto su X Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià. “L’uso spregevole degli iraniani come scudi umani da parte dell’attuale regime è un crimine contro l’umanità£, ha aggiunto. “La sicurezza dei civili e la protezione delle infrastrutture vitali e nazionali dell’Iran devono rimanere una priorità. Ai militari iraniani: deponete le armi e unitevi al popolo. Se lo farete, ci sarà un posto per voi in un Iran libero”, conclude Palhavi.
Il ministero della Difesa turco ha affermato che, pur attribuendo grande importanza alle relazioni pacifiche e alla stabilità nella regione, la Turchia non esiterà ad agire se il suo territorio o il suo spazio aereo saranno minacciati. “Ribadiamo ancora una volta che saranno prese con fermezza e senza esitazione tutte le misure necessarie contro qualsiasi minaccia diretta al territorio o allo spazio aereo del nostro Paese”, si legge in una nota del ministero, “Ricordiamo a tutti che rispettare gli avvertimenti della Turchia al riguardo è nell’interesse di tutti”. Un missile balistico lanciato dall’Iran è entrato nello spazio aereo turco ed è stato distrutto dai sistemi di difesa aerea della Nato. Il ministero ha specificato che i detriti del missile sono caduti su campi deserti nella provincia di Gaziantep, nel sud della Turchia e che non si sono registrati né danni né vittime.
La nomina della nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, “ha rigenerato i combattenti”. Lo ha detto Mohammad Hossein Mokhtari, ambasciatore dell’Iran presso la Santa Sede incontrando i giornalisti questa mattina. “Il nostro popolo non permetterà mai che si realizzino i progetti Usa-Israele”, ha detto ancora il diplomatico. “Continueremo a difendere il nostro territorio e il nostro popolo – ha aggiunto -. L’Iran non è il Venezuela, l’Iraq o l’Afghanistan. Abbiamo una grande storia e una grande cultura e loro hanno capito che non possono distruggereci in 24 ore. Loro pensavano di chiudere tutto in 24 ore uccidendo Khamenei, ma hanno capito di aver sbagliato. L’Iran si sta difendendo sulla base della base del diritto internazionale. L’attacco Usa è stato fatto per coprire il caso Epstein. Vi posso assicurare che sarà l’Iran a vincere”.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha escluso qualsiasi negoziato nel mezzo della guerra. “Finché l’aggressione militare continua, non ha molto senso parlare di altro che di una risposta schiacciante”, ha dichiarato Esmail Baghaei in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto della possibilità di negoziati, come riporta la Bbc in farsi.
“Abbiamo preso atto dell’annuncio della nomina di una nuova Guida suprema in Iran” e “vorrei sottolineare che spetta al popolo iraniano scegliere i propri leader”. Lo afferma il portavoce del Servizio europeo per l’Azione esterna Anouar El Anouni nel briefing quotidiano con la stampa rispondendo a una domanda sulla designazione di Mojtaba Khamenei a Guida Suprema dell’Iran come successore di Ali Khamenei. Inoltre, “in solidarietà con il popolo iraniano, sosteniamo la piena e legittima aspirazione di tutti gli iraniani a un futuro in cui i loro diritti umani universali e le loro libertà fondamentali siano rispettati e protette”. Il portavoce ricorda poi che “Mojtaba Khamenei non è soggetto a sanzioni da parte dell’Unione europea. Le decisioni relative a nuove misure restrittive vengono con l’accordo unanime dei 27 Stati membri”. In generale, il regime iraniano “ha commesso atti in violazione del diritto internazionale, sia in termini di impegni assunti nell’ambito del Jcpoa, l’Accordo sul nucleare iraniano, sia di obblighi derivanti dal Trattato di non proliferazione nucleare. L’elenco è lungo. Potrei anche menzionare le violazioni dei diritti umani perpetrate durante le proteste, in cui migliaia di cittadini sono stati uccisi e assassinati da un regime che è un regime di oppressione. A questo elenco possiamo aggiungere anche le minacce contro l’Unione Europea, relative ad attività ibride sul suolo europeo e agli arresti arbitrari di cittadini europei”. Dal canto suo la Ue continuerà “a proteggere la propria sicurezza e i propri interessi, in particolare per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari, che non deve possedere, e anche per frenare il suo programma missilistico balistico e porre fine alle sue attività destabilizzanti nella regione e in Europa. Continueremo inoltre a contribuire a tutti gli sforzi diplomatici volti a ridurre le tensioni e a trovare una soluzione duratura a questo conflitto”.
Il ministero della Difesa della Turchia ha annunciato che un missile balistico lanciato dall’Iran è entrato nello spazio aereo turco ed è stato distrutto dai sistemi di difesa aerea della Nato. Secondo quanto riferito, i detriti sono caduti nei pressi di Gaziantep, ma non ci sono state vittime.
“Ci aspettavamo che il Papa condannasse l’aggressione Usa-Israele, almeno l’attacco alla scuola e l’uccisione dei bambini”. Lo ha detto Mohammad Hossein Mokhtari, ambasciatore dell’Iran presso la Santa Sede incontrando i giornalisti questa mattina. L’ambasciatore negli scorsi giorni ha anche scritto una lettera a Papa Leone XIV ringraziando il Pontefice “per gli appelli alla pace” e chiedendo “di condannare l’aggressione”. Il diplomatico ha poi detto di aver chiesto un incontro al Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin.
“Dal nostro punto di vista, per il momento la situazione è sotto controllo. L’approvvigionamento energetico in Europa rimane stabile. Naturalmente, monitoriamo attentamente gli sviluppi con gli Stati membri attraverso la task force dedicata alla sicurezza energetica. E, naturalmente, restiamo in contatto anche con l’Agenzia Internazionale per l’Energia su questo argomento”. Lo dice la portavoce della Commissione europea per l’Energia Anna-Kaisa Itkonen nel briefing quotidiano con la stampa. “Non vi è alcuna imminente carenza di petrolio in Europa”, precisa la portavoce ricordando che “tutti gli Stati membri devono disporre di scorte di emergenza per 90 giorni”, comprese Ungheria e Slovacchia, “che ci hanno segnalato di aver rilasciato alcune scorte. Ma questo non era correlato al conflitto in Medio Oriente” e “a quanto ci risulta, al momento nessuno Stato membro lo ha fatto”. La portavoce ricorda poi che il gruppo di coordinamento per il petrolio si riunirà questo giovedì. Per quanto riguarda il gas, “non abbiamo motivo di preoccuparci per l’approvvigionamento nell’immediato” e “siamo molto più preparati rispetto al 2022, l’ultima volta che la Russia ha tagliato le forniture di gas. Abbiamo diversificato e siamo molto meno dipendenti dai fornitori della regione rispetto a quanto lo fossimo prima dalla Russia” e “i livelli di stoccaggio del gas sono ancora sufficientemente elevati da coprire il resto dell’inverno e il resto della stagione per il riscaldamento”. La portavoce ricorda inoltre che l’impatto del conflitto sulle forniture di energia “rimane limitato per ora anche perché non importiamo petrolio o gas dall’Iran. I nostri maggiori fornitori di gas sono la Norvegia tramite gasdotti e gli Stati Uniti tramite Gnl”.
Mojtaba Khamenei terrà oggi, entro poche ore, il suo primo discorso come nuova Guida Suprema dell’Iran. Ne dà notizia Iran International che cita i media statali iraniani.
Il dipartimento di Stato americano ha ordinato al personale non addetto alle emergenze e ai familiari di lasciare il Consolato statunitense ad Adana, nella Turchia meridionale consigliando inoltre ai cittadini americani di lasciare il sud-est della Turchia. Si tratta della prima iniziativa del genere che coinvolge un paese della Nato.
Il presidente francese, Emmanuel Macron, visiterà questo pomeriggio la portaerei Charles de Gaulle. L’Eliseo, riporta Bmftv, ha confermato che il capo dello Stato visiterà la portaerei che, attualmente, si torva nel Mediterraneo orientale, al largo delle coste di Creta. “Questa visita sarà l’occasione per il presidente della Repubblica, Comandante in Capo delle Forze Armate, di parlare con i marinai impegnati nel gruppo aeronavale e di essere informato sullo spiegamento militare”, ha dichiarato l’Eliseo.
Israele afferma che il numero di missili lanciati dall’Iran in ogni raffica sta diminuendo. “Nei primi giorni della guerra ci furono bombardamenti con decine di missili, ma il numero è sceso a meno di 10 o 20 missili lanciati contemporaneamente”, ha affermato il portavoce militare israeliano, il tenente colonnello Nadav Shoshani. Shoshani ha osservato che l’Iran possiede ancora “una quantità significativa” di missili, poiché Israele si è concentrato sull’attacco ai lanciatori missilistici iraniani piuttosto che ai suoi arsenali. Israele ha affermato in precedenza di aver distrutto circa il 60% dei lanciatori iraniani e di aver preso di mira anche gli impianti di produzione missilistica.
L’aeronautica militare israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei “estensivi” a Teheran, Isfahan e nell’Iran meridionale. Lo annuncia l’Idf spiegando che gli attacchi hanno come obiettivo “le infrastrutture del regime terroristico iraniano”.
“Siamo strettamente impegnati con i nostri partner nel Golfo e in Medio Oriente per limitare l’impatto dell’escalation militare perché la sicurezza dello Stretto di Hormuz e della regione del Golfo è la nostra priorità strategica. Ci impegniamo a contribuire alla salvaguardia delle rotte marittime e a garantire un flusso ininterrotto di energia e merci”. Lo afferma il portavoce del Servizio europeo per l’Azione esterna Anouar El Anouni nel briefing quotidiano con la stampa. “Le nostre missioni marittime, Aspides e Atalanta, rimangono nella regione per continuare a proteggere e monitorare attentamente la situazione. In termini numerici, la missione Aspides hanno protetto 606 navi mercantili e hanno supportato il passaggio sicuro di oltre 1000 navi e, con l’evolversi della situazione della sicurezza regionale, continueremo a valutare come contribuire a ripristinare la sicurezza marittima nella regione attraverso le nostre operazioni”, aggiunge.
La continua escalation delle ostilità in Libano e il bilancio devastante che sta causando sui bambini sono motivo di grave preoccupazione. Secondo le ultime notizie, almeno 83 bambini sono stati uccisi e 254 feriti da quando, il 2 marzo, le ostilità si sono intensificate. In media, più di 10 bambini sono stati uccisi ogni giorno in Libano durante la scorsa settimana e circa 36 bambini sono stati feriti ogni giorno. Negli ultimi 28 mesi, secondo le notizie 329 bambini sono stati uccisi e 1.632 feriti. Solo negli ultimi sei giorni, il numero dei bambini uccisi è aumentato del 25%, con la cifra drammatica di 412 bambini uccisi complessivamente. Lo afferma l’Unicef. “Queste cifre sono sconcertanti. Sono una prova lampante del peso che il conflitto ha sui bambini. Mentre gli attacchi militari continuano in tutto il paese, i bambini vengono uccisi e feriti a un ritmo terrificante, le famiglie fuggono dalle proprie case spinte dalla paura e migliaia di bambini adesso dormono al freddo e in figuri sovraffollati”, afferma Edouard Beigbeder, direttore regionale per il Medioriente e il Nord Africa. Gli sfollamenti di massa in Libano hanno costretto circa 700mila persone – compresi circa 200mila bambini – a lasciare le proprie case, aggiungendosi alle decine di migliaia già sradicate dalle precedenti escalation. L’Unicef chiede a tutte le parti di proteggere i civili e le infrastrutture civili, comprese scuole e rifugi, e di rispettare i propri obblighi secondo il diritto internazionale umanitario.
“Continuiamo a osservare attentamente l’evolversi degli eventi sul campo. Non possiamo fare previsioni sulle prossime evoluzioni. Tuttavia, con la nomina di Mojtaba Khamenei, figlio del defunto leader della rivoluzione, ci aspettiamo una certa continuità nella linea del regime. Abbiamo ripetutamente sottolineato che il popolo iraniano dovrebbe avere il diritto di decidere il proprio futuro e chi guida il paese. Questo in passato non è avvenuto e non avviene nemmeno ora”. Lo ha detto un portavoce del ministero degli Esteri tedesco in conferenza stampa in merito alla nomina di Mojtaba Khamenei, figlio di Ali Khamenei, come nuovo Leader Supremo dell’Iran. Il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, ha ribadito che “la posizione del governo tedesco è chiara: il popolo iraniano deve decidere il proprio futuro e chi guida il paese”
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha riferito di aver chiamato il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed. “Il popolo emiratino e gli spagnoli che si trovano lì hanno tutto il nostro sostegno in questi momenti difficili. Condanniamo le aggressioni che hanno causato vittime e danni alle infrastrutture civili nel Paese”, ha affermato il leader socialista su X. “La Spagna continua a lavorare senza sosta per difendere la stabilità regionale e il diritto internazionale”, ha aggiunto.
L’Iran sta utilizzando munizioni a grappolo contro Israele “quasi quotidianamente”, ha detto un portavoce dell’esercito israeliano, sottolineando che Teheran aveva lanciato missili simili durante la guerra dei 12 giorni. Il tenente colonnello Nadav Shoshani ha affermato che le munizioni a grappolo lanciate finora contro Israele hanno preso di mira le “aree civili più densamente popolate” di Gerusalemme e del centro di Israele. Una munizione a grappolo è una bomba che si apre in aria e rilascia “bombe più piccole” su un’ampia area. Le bombe più piccole sono progettate per distruggere carri armati e attrezzature, nonché truppe, colpendo più bersagli contemporaneamente.
Il Parlamento libanese ha prorogato il proprio mandato di due anni a causa della guerra con Israele. L’agenzia di stampa statale libanese ha riferito che 76 legislatori hanno votato a favore della proroga, tra cui il blocco dei 13 membri di Hezbollah, 41 contro e 4 si sono astenuti. L’ultimo conflitto con Israele, iniziato la scorsa settimana, ha causato lo sfollamento di oltre mezzo milione di persone e ha reso difficile organizzare le votazioni in gran parte del Paese. Le prossime elezioni parlamentari erano in programma a maggio.
I servizi di emergenza israeliani hanno confermato che due persone sono morte e un’altra è rimasta gravemente ferita in seguito ad un attacco missilistico su un cantiere edile a Yehud, nel centro di Israele. Lo riporta Haaretz. I tratterebbe di due lavoratori stranieri di nazionalità cinese.
Il premier libanese Nawaf Salam ha detto in un’intervista al quotidiano L’Orient-Le Jour che il Paese è pronto a “qualsiasi forma di negoziato con Israele“. Ha aggiunto che l’esecutivo non desidera uno scontro con i militanti di Hezbollah, ma che “non si lascerà intimidire” dal gruppo.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che le azioni dei Paesi europei negli ultimi anni hanno “incoraggiato i crimini” di Usa e Israele. “Negli ultimi due o tre anni, i paesi europei non hanno adempiuto adeguatamente ai propri doveri in materia di mantenimento della sicurezza internazionale”, ha detto il portavoce, secondo quanto riporta l’agenzia Mehr, “quando, invece di insistere sullo Stato di diritto e opporsi con fermezza all’eccessiva ingerenza americana, si sono allineati con loro, in particolare nel Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla reintroduzione delle sanzioni e altre questioni, queste azioni hanno incoraggiato la parte americana e il regime sionista a commettere crimini e violare la legge in modo più sfacciato”.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che i paesi del G7 potrebbero attingere alle loro riserve petrolifere di emergenza in risposta all’impennata dei prezzi dell’energia. Parlando con i giornalisti durante il viaggio verso Cipro, Macron ha affermato che “l’utilizzo delle riserve strategiche è un’opzione prevista”. Ha aggiunto che i leader del G7 potrebbero tenere una riunione questa settimana per coordinare una risposta all’aumento dei prezzi dell’energia, probabilmente tramite una telefonata o una videoconferenza. La Francia detiene attualmente la presidenza di turno del gruppo. I ministri delle Finanze del G7 si riuniranno questo pomeriggio in videoconferenza per discutere delle ripercussioni della guerra in Iran.
Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con Mojtaba Khamenei per la sua elezione a Guida Suprema dell’Iran. Ne dà notizia la Tass. Putin ha rimarcato “il sostegno incondizionato a Teheran” e “la solidarietà della Russia al popolo iraniano”. Ha inoltre espresso la certezza che Khamenei continuerà l’opera del padre e “unirà il popolo iraniano di fronte alle prove che dovrà affrontare”. Nel messaggio a Khamenei, Putin ha nuovamente definito l’attacco all’Iran “un’aggressione armata”.
Almeno 11 persone sono morte e decine sono rimaste ferite in raid aerei israeliani nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese National News Agency (Nna). Secondo le autorità locali, bombardamenti hanno colpito la città di Jouaya, dove il mercato e diverse abitazioni sono stati distrutti. Il bilancio è di quattro morti e oltre 20 feriti, trasferiti negli ospedali della vicina Tiro. Altri attacchi hanno colpito anche la stessa Tiro, dove raid aerei hanno centrato la strada principale causando sette vittime e almeno 18 feriti, oltre a ingenti danni a edifici residenziali, negozi e alle reti elettriche e idriche. Le squadre di soccorso sono al lavoro tra le macerie alla ricerca di eventuali dispersi. Secondo Nna, aerei israeliani hanno effettuato raid anche in diverse località della regione, tra cui Bint Jbeil, Ainata e Khirbet Selm, mentre velivoli militari e di ricognizione continuano a sorvolare l’area. Nella città di Tiro la situazione resta tesa, con pattuglie dell’esercito libanese dispiegate nelle strade e la popolazione in stato di allerta dopo gli attacchi.
Uno dei tre uomini rimasti gravemente feriti in Israele dopo l’ultimo attacco missilistico sferrato dall’Iran è morto. Ne ha dato notizia il Times of Israel che cita i servizi di soccorso israeliani. La vittima sarebbe un uomo sulla quarantina, che è stato colpito dalle schegge in un cantiere edile. Insieme a lui è stato colpito un altro uomo, che è stato trasportato in ospedale. In un’altra località nel centro di Israele, un giovane sulla trentina è rimasto gravemente ferito.
La visita in Israele dell’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati, Uniti Donald Trump, prevista per martedì, è stata rinviata. Lo riporta Haaretz, citando una fonte a conoscenza dei dettagli.
Circa 70.000 siriani hanno attraversato il confine dal Libano “sotto costrizione, in fretta e furia verso la Siria perché spaventati da ciò che sta accadendo” nel Paese. Lo ha detto Karolina Lindholm Billing, rappresentante dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati in Libano. Il Paese ha ospitato a un certo punto più di 1 milione di rifugiati siriani, ma il numero è diminuito, in particolare dopo la cacciata dell’ex presidente siriano Bashar al-Assad nel dicembre 2024. Oggi rimangono circa 532.000 rifugiati registrati, con potenzialmente altre centinaia di migliaia che si ritiene non siano registrati.
La visita in Israele dell’inviato speciale statunitense Steve Witkoff e di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati, Uniti Donald Trump, prevista per martedì, è stata rinviata. Lo riporta Haaretz, citando una fonte a conoscenza dei dettagli.
Il viceministro della Salute iraniano, Ali Jafarian, ha detto ad Al Jazeera che dall’attacco di Usa e Israele all’Iran sono state uccise oltre 1.255 persone e più di 12mila sono rimaste ferite. L’età delle vittime varia da otto mesi a 88 anni. Tra loro ci sono 200 donne. Il viceministro ha affermato che 168 minori sono stati uccisi nella scuola di Minab e che sono morti anche 11 operatori sanitari.
Il ct dell’Iraq, l’australiano Graham Arnold, ha rivolto un appello alla Fifa affinché rinvii i playoff per la qualificazione ai prossimi Mondiali che la nazionale del Golfo dovrà affrontare alla fine del mese. L’Iraq, infatti, andrebbe incontro a problemi logistici, dovendo affrontare il 31 marzo in Messico una tra Suriname e Bolivia. Con lo spazio aereo iracheno chiuso fino al 1° aprile a causa dell’escalation del conflitto, la squadra di Arnold, composta principalmente da giocatori del campionato nazionale, non è in grado di radunarsi in vista della partenza. I giocatori, poi, non hanno ancora ottenuto i visti a causa della chiusura delle ambasciate straniere, mentre Arnold è bloccato negli Emirati Arabi Uniti a causa del conflitto. “Aiutateci con questa partita, perché in questo momento stiamo lottando per far uscire i nostri giocatori dall’Iraq”, ha detto Arnold all’Australian Associated Press. Arnold ha aggiunto che schierare una squadra composta solo da giocatori residenti all’estero non è un’opzione praticabile. “Non sarebbe la nostra squadra migliore e abbiamo bisogno della miglior rosa possibile per affrontare il match più importante degli ultimi 40 anni per il Paese”. Arnold ha proposto un rinvio strategico del calendario dei playoff, suggerendo alla Fifa di consentire a Suriname e Bolivia di giocare la loro partita preliminare questo mese, ma di posticipare la finale dei playoff a una settimana prima dell’inizio della Coppa del Mondo. “A mio parere, se la Fifa dovesse rinviare la partita, ci darebbe il tempo di prepararci adeguatamente”, ha sottolineato, “secondo me, dà anche più tempo alla Fifa per decidere cosa farà l’Iran. Se l’Iran si ritira, andiamo ai Mondiali e questo dà agli Emirati Arabi Uniti, che abbiamo battuto nelle qualificazioni, la possibilità di prepararsi per la Bolivia o il Suriname. Il presidente della nostra federazione, Adnan Dirjal, sta lavorando 24 ore su 24 per pianificare e preparare il terreno per realizzare il sogno di tutti in Iraq, quindi abbiamo bisogno che questa decisione venga presa rapidamente.”
Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno segnalato un altro attacco missilistico nella capitale, Abu Dhabi, e hanno esortato la popolazione a rimanere in luoghi sicuri.
Il ministero dell’Interno del Qatar ha annunciato che sono state arrestate 313 persone di varie nazionalità, per “aver ripreso e diffuso video non autorizzati, o diffuso informazioni fuorvianti e contenuti volti a suscitare preoccupazione, in violazione delle direttive ufficiali”. Lo riporta l’agenzia Qatar News Agency. Il ministero ha rimarcato “l’importanza di astenersi dal filmare, pubblicare videoclip o diffondere notizie relative alla situazione attuale”. Le autorità competenti, ha avvertito, “non esiteranno a intraprendere le necessarie azioni legali contro chiunque venga trovato a commettere tali violazioni”
“Sentirete opinioni diverse sul fatto che il conflitto in Iran sia una guerra scelta o una guerra di necessità. Ma credo che questo dibattito manchi in parte il punto. Perché l’Europa deve concentrarsi sulla realtà della situazione, per vedere il mondo così com’è oggi. Voglio essere chiaro: non si dovrebbero versare lacrime per il regime iraniano che ha inflitto morte e imposto la repressione al suo stesso popolo. E questo ha causato devastazione e destabilizzazione in tutta la regione attraverso i suoi rappresentanti armati di missili e droni. Molti iraniani, all’interno del Paese, in Europa e nel mondo, hanno celebrato la scomparsa dell’Ayatollah Khamenei. Così come molte altre persone nella regione. Sperano che questo momento possa aprire la strada verso un Iran libero. Il popolo iraniano merita libertà, dignità e il diritto di decidere del proprio futuro, anche se sappiamo che sarà pieno di pericoli e instabilità durante e dopo la guerra”. Lo dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen alla Conferenza degli ambasciatori dell’Ue.
Le forze armate israeliane hanno avviato un’ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah nella periferia sud di Beirut. Lo riportano i media dello Stato ebraico. In precedenza, l’esercito aveva avvertito che avrebbe colpito le filiali dell’associazione Al-Qard al-Hasan, notoriamente utilizzata da Hezbollah come una sorta di banca.
– “Gli Emirati Arabi sono il Paese che più di tutti viene colpito giornalmente dagli iraniani. Ha ricevuto il doppio degli attacchi diretti verso Israele. La contraerea emiratina ha dato prova di grande efficacia, intercettando più del 95% dei droni, dei missili balistici e dei missili di crociera. Nonostante queste enorme potenza di fuoco ci sono state solo 4 vittime, essenzialmente colpite da detriti. Ecco perché è fondamentale seguire le raccomandazioni del governo locale”. Lo ha affermato in un’intervista al Corriere della Sera l’ambasciatore italiano negli Emirati Arabi, Lorenzo Fanara. “Questo Paese è stato attaccato dall’Iran a freddo, senza che avesse mai minacciato quello Stato. Anzi, negli ultimi anni gli Emirati si sono sforzati di costruire un rapporto con Teheran – È un Paese che finora ha agito con saggezza e prudenza. Credo che continuerà a farlo se non sarà costretto a difendersi. Per altro, la vita non si è affatto fermata. Le persone continuano a lavorare, le imprese a produrre”, ha aggiunto. Quanto agli italiani che si trovavano nel Golfo allo scoppio della guerra. “Ci siamo trovati a gestire un quadro complesso, visto che c’erano circa 30 mila italiani negli Emirati. In questi casi è difficile rintracciarli uno per uno. Noi abbiamo seguito il metodo concordato con la nostra Unità di crisi alla Farnesina, con la “Task Force Golfo” creata dal ministro Antonio Tajani. Ci siamo attivati sui social con informazioni accurate e, nello stesso tempo, abbiamo inviato sms, attraverso l’Unità di crisi della Farnesina, a tutti coloro che si erano registrati sul sito del ministero Viaggiare sicuri”, ha spiegato Fanara. “Abbiamo dato la precedenza ai soggetti più fragili, più esposti. Persone con urgenze familiari o mediche, per esempio. Ma posso dire che abbiamo bussato a tutte le porte per avere una mano. Giusto per fare un esempio, siamo riusciti a ottenere da “Etihad”, grazie all’intervento del governo emiratino, un volo speciale per riportare subito a casa 200 tra studenti minorenni e persone con problemi di salute. Abbiamo ricevuto grande collaborazione da parte delle compagnie aeree locali”, ha detto ancora. “Ho qui sott’occhio gli ultimi dati: nel giro di una settimana abbiamo rimpatriato 9.500 persone. Non mi sembrano poche”, ha concluso.
“A pochi giorni dallo scoppio della crisi in Medio Oriente, la reazione dei mercati non ha, per il momento, riservato particolari sorprese. Le materie prime hanno registrato performance positive, sostenute soprattutto dal rincaro dei prezzi del petrolio, mentre i listini azionari hanno mostrato una certa debolezza. Sul fronte obbligazionario, i titoli con scadenze più lunghe hanno sofferto più di quelli a breve termine: i timori di un possibile ritorno dell’inflazione hanno infatti spinto al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. Nel complesso, la risposta dei mercati appare relativamente contenuta, soprattutto se si considera il rischio di ulteriori interruzioni nell’approvvigionamento energetico. Anche gli investitori sembrano interpretare la situazione in modo piuttosto ottimistico: l’ipotesi prevalente è che le tensioni possano rivelarsi di breve durata e che l’impatto sul contesto macroeconomico globale resti limitato”. Così Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm, in un commento relativo al rialzo del petrolio e all’andamento delle Borse.”Tra i mercati azionari, Wall Street ha finora dimostrato una tenuta migliore, anzitutto per una questione di distanza geografica dall’epicentro del conflitto, ma anche per il maggior grado di autosufficienza energetica degli Usa, per quanto il prezzo della benzina finirà comunque col riflettere l’aumento del costo del petrolio. Inoltre, il rafforzamento del dollaro sostenuto dalla corsa ai beni rifugio ha favorito il rendimento degli ETF azionari statunitensi denominati in sterline o euro. A risentire maggiormente dei timori di un aumento dei prezzi dell’energia e di possibili interruzioni nelle forniture sono stati soprattutto i mercati azionari europei ed emergenti. Nel comparto del credito, le esposizioni più rischiose, come l’high yield globale o il debito dei mercati emergenti, hanno finora retto bene, anche grazie alla loro durata mediamente più breve, e al momento gli investitori non sembrano particolarmente preoccupati per un eventuale deterioramento della qualità del credito”, prosegue Flax.”Naturalmente è opportuno evitare conclusioni affrettate, ma finora i mercati si sono dimostrati più resilienti del previsto e la diversificazione ha svolto un ruolo decisivo: materie prime, azionario Usa e credito societario si sono confermati elementi chiave nella costruzione dei portafogli. I titoli di Stato a lunga scadenza, invece, hanno offerto una protezione più limitata rispetto al rischio azionario, ricordando agli investitori come una corretta diversificazione non possa ridursi alla semplice combinazione di azioni e titoli governativi”, termina il commento di Flax.
La situazione nei pressi della centrale nucleare iraniana di Bushehr rimane “tesa”, ma non sono stati segnalati attacchi nell’area della centrale o negli insediamenti del personale. Lo a riferito il Ceo di Rosatom, l’agenzia nucleare russa, Alexei Likhachev. Lo riporta Interfax. Likhachev ha aggiunto che i preparativi per l’evacuazione dei familiari e di parte del personale in Russia sono stati completati. “Saranno presto trasportati in un luogo sicuro”, ha dichiarato.
Il ministro degli Esteri indiano afferma che due marinai indiani sono stati uccisi durante la guerra in corso fra Iran, Israele e Stati Uniti. Subrahmanyam Jaishankar ha confermato i decessi in un discorso al parlamento indiano, aggiungendo che le vittime lavoravano nel settore della navigazione commerciale vicino alla zona di conflitto. Un altro marinaio risulta ancora disperso, ha detto. Il ministro non ha fornito ulteriori dettagli sulle navi coinvolte. “Questo conflitto in corso è una questione di particolare preoccupazione per l’India,” ha dichiarato Jaishankar, spiegando che quasi 10 milioni di indiani vivono e lavorano nei paesi del Golfo. La regione è anche centrale per la sicurezza energetica e commerciale dell’India, rappresentando quasi 200 miliardi di dollari all’anno in scambi commerciali, ha aggiunto. Jaishankar ha ribadito che l’India sostiene la pace nella regione e ha invitato a un ritorno al dialogo e alla diplomazia. “Promuoviamo la de-escalation, la moderazione e la protezione dei civili,” ha concluso.
La Cina dichiara di essere contraria a qualsiasi attacco alla nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khameneil. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun – riportano i media di Pechino – ha dichiarato che la Cina ha “preso atto” delle informazioni in merito è che si tratta “di una decisione presa dall’Iran in linea con la sua costituzione nazionale”. La Cina – ha aggiunto – “si oppone all’ingerenza negli affari interni di altri paesi” invitando a rispettare “la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Iran”.
Le autorità di Abu Dhabi affermano che due persone sono rimaste ferite in due luoghi diversi a causa della caduta di detriti in seguito all’intercettazione da parte del sistema di difesa aerea del Paese. Un cittadino giordano ha riportato ferite lievi nel primo incidente, mentre un cittadino egiziano è rimasto ferito in modo moderato nel secondo, ha dichiarato l’Abu Dhabi media office.
Non si arresta il rialzo delle quotazioni del petrolio, in scia al perdurare delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. I futures per maggio sul Brent sono a quota 107,8 dollari al barile, in rialzo del 16,24%, mentre i futures per aprile sul West Texas Intermediate sono in rialzo del 14,2% a 103,6 dollari al barile.
“L’effetto panico per la guerra in Iran e la situazione nel Golfo Persico fa volare le vendite carburanti in un solo fine settimana. Il week end è stato caratterizzato da aumento della vendita di gasolio, super ed altri prodotti petroliferi su diversi impianti nazionali. Avevamo già notato un cambio anomalo delle vendite in aumento nella scorsa settimana, ma era presto per considerare un comportamento dei consumatori di corsa al ‘pieno di benzina”. Lo dice il presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia, a LaPresse. Oggi un nuovo rialzo dei prezzi in self alla pompa con il Gasolio a 1,889 euro al litro e Super a 1,729 euro al litro. Anche il Gas in aumento al TTF di Amsterdam a 64,34 Euro MW/h
“In qualità di importante paese impegnato nell’equità e nella giustizia, e in qualità di buon amico e partner dell’Arabia Saudita, la Cina continuerà a svolgere un ruolo costruttivo ed è pronta a collaborare con l’Arabia Saudita per coinvolgere tutte le parti e compiere sforzi incessanti per salvaguardare la pace e la stabilità nella regione del Golfo”. Lo ha affermato l’inviato speciale cinese in Medioriente, Zhai Jun, dopo aver incontrato a Riad il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan. Lo riporta il Global Times.
L’Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato diversi droni diretti verso l’impianto petrolifero di Shaybah.
L’inviato speciale cinese in Medioriente, Zhai Jun, ha esortato tutte le parti a fermare le loro azioni militari e ha affermato che gli attacchi a obiettivi non militari e ai civili devono essere condannati. Zhai Jun ha incontrato in Arabia Saudita il ministro degli Esteri, il principe Faisal bin Farhan, dichiarando che la sovranità, la sicurezza e l’integrità territoriale di tutti i paesi del Golfo non devono essere violate, secondo un comunicato del Ministero degli Esteri cinese. La Cina è un importante importatore di petrolio e gas naturale dalla regione. Zhai ha anche incontrato Jassim Mohammed al-Budaiwi, segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo.
La Turchia ha in programma di schierare oggi sei caccia F-16 a Cipro del Nord per rafforzare le difese della comunità turca locale. Lo afferma l’emittente Ntv, citando un funzionario dell’aviazione civile della Repubblica turca separatista sull’isola. Sabato una fonte del ministero della Difesa turco aveva affermato che Ankara stava valutando l’invio di aerei F-16 a Cipro, per garantire la sicurezza della comunità locale mentre il conflitto si diffonde nella regione.
L’Ufficio del Procuratore generale iraniano ha dichiarato che “i beni di quegli iraniani all’estero che acconsentono, accompagnano e collaborano con il nemico saranno confiscati secondo la legge”. Lo riporta l’agenzia Irib citata dal Al Jazeera. Secondo quanto riportato il riferimento sarebbe alla legge sul “rafforzamento delle pene per spionaggio e collaborazione con il regime sionista e con paesi ostili contro la sicurezza e gli interessi nazionali, approvata nell’ottobre di quest’anno”.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, i ministri delle finanze del G7 discuteranno oggi di un rilascio congiunto di petrolio dalle riserve di emergenza, coordinato dall’Agenzia internazionale per l’energia. Secondo il quotidiano tre paesi del G7, tra cui gli Stati Uniti, avrebbero espresso parere favorevole in quanto la guerra tra Usa Israele e Iran ha fatto impennare i prezzi del greggio
Riportando la notizia della sua elezione a Guida Suprema la televisione di stato iraniana ha definito Mojtaba Khamenei come ‘janbaz’, ovvero ferito dal nemico, nella ‘guerra di Ramadan’, termine con cui i media di Teheran si riferiscono all’attuale conflitto. Non sono stati forniti ulteriori dettagli. Mojtaba Khamenei non è ancora apparso il pubblico da quando il conflitto è iniziato. Il padre, l’ex guida suprema Ali Khamenei, e la moglie di Mojtaba sono rimasti uccisi nel corso dell’attacco aereo sferrato da Israele lo scorso 28 febbraio su Teheran.
La nomina a Guida suprema di Mojtaba Khamenei segna “una nuova era di onore e autorità per la nazione iraniana”. Lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian citato dai media di Teheran. Pezeshkian ha definito l’elezione “l’incarnazione della volontà della Ummah islamica di rafforzare l’unità nazionale”.
L’Agenzia di stampa statale del Bahrain afferma che a seguito dell’attacco iraniano contro un impianto petrolifero nel villaggio di Maameer si sono verificati danni e un incendio. Al momento non ci sarebbero vittime. Le operazioni di spegnimento delle fiamme sarebbero ancora in corso.
Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha affermato che “ci saranno altre vittime” nell’operazione statunitense in corso contro l’Iran, dove fino a oggi sono morti sette militari. “Cose come questa non accadono senza vittime”, ha detto Hegseth in un’intervista andata in onda domenica alla Cbs. “Ma questo non ci indebolisce minimamente, anzi rafforza la nostra determinazione a dire che questa è una lotta che concluderemo”, ha aggiunto.
La compagnia petrolifera statale del Bahrein ha dichiarato lo ‘stato di forza maggiore’ per le sue spedizioni dopo che un attacco iraniano ha incendiato la raffineria di Sitra. Lo stato di forza maggiore consente all’azienda di essere libera dai suoi obblighi contrattuali a causa di circostanze straordinarie. Nell’annuncio diffuso dall’agenzia di stampa statale Bahrain News Agency si legge che le operazioni della compagnia “sono state colpite dal conflitto regionale in corso in Medioriente e dal recente attacco a una sua raffineria”. È stato inoltre sottolineato che la domanda locale potrà comunque essere soddisfatta.
L’organizzazione Human Rights Watch accusa l’esercito di Israele di aver utilizzato fosforo bianco in modo illegale contro aree residenziali del villaggio di Yohmor, nel sud del Libano. Secondo il rapporto, l’attacco con artiglieria è avvenuto poche ore dopo l’ordine di evacuazione dato ai residenti della zona. L’organizzazione non è riuscita a verificare se ci fossero civili presenti o feriti. Gli attivisti per i diritti umani sostengono che l’uso del fosforo bianco in aree popolate viola il diritto internazionale. «L’uso illegale di fosforo bianco da parte dell’esercito israeliano sopra aree residenziali è estremamente allarmante e avrà gravi conseguenze per i civili», ha dichiarato Ramzi Kaiss, ricercatore per il Libano presso Human Rights Watch. L’esercito israeliano non ha commentato, ma in passato ha affermato di usare questa sostanza solo come schermo fumogeno.
L’inviato speciale presidenziale americano Steve Witkoff e il genero di Donald Trump, Jared Kushner, saranno in Israele nella giornata di martedì. Lo scrive Axios citando fonti informate. Sarebbe previsto anche un incontro con il primo ministro Benjamin Netanyahu.
Le forze armate israeliane affermano di aver colpito diverse basi militari delle forze paramilitari Basij e delle forze di sicurezza interna iraniane nella città di Isfahan, oltre a siti missilistici in altre zone del Paese. Lo riportano i media dello Stato ebraico. Durante l’ondata di attacchi a Isfahan, l’esercito spiega di aver colpito il quartier generale del “corpo regionale” iraniano, un centro di comando delle forze di sicurezza interna, una base utilizzata dal Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche e dai Basij, e il quartier generale della polizia dei Pasdaran. Altrove, l’aeronautica militare israeliana ha colpito un impianto di produzione di motori per razzi e siti di lancio di missili, conclude l’esercito.
Gli attacchi israeliani contro i depositi petroliferi iraniani sarebbero andati “ben oltre” le aspettative degli Stati Uniti, innescando il primo significativo disaccordo tra gli alleati dall’inizio della guerra. Lo scrive Axios citando un funzionario statunitense e un funzionario israeliano. Gli Stati Uniti infatti temono che gli attacchi israeliani alle infrastrutture che servono alla popolazione iraniana comune possano trasformarsi in un boomerang spingendo la società iraniana a sostenere il regime e alimentare nuove rincari nei mercati energetici.
I sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti “stanno attualmente rispondendo a una minaccia missilistica”. Lo ha scritto su X il ministero della Difesa emiratino. “Vi preghiamo di rimanere in un luogo sicuro e di seguire i canali ufficiali per avvisi e aggiornamenti”, si legge ancora nel post.
Il ministero degli Esteri di Riad con un post su X ha rinnovato “la condanna categorica del Regno dell’Arabia Saudita per le riprovevoli aggressioni iraniane contro il Regno, gli stati del Consiglio di cooperazione del Golfo, numerosi paesi arabi e islamici e nazioni amiche, che non possono essere accettate o giustificate in nessuna circostanza”.
La decisione di porre fine alla guerra con l’Iran sarà “condivisa” con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo ha assicurato il presidente americano, Donald Trump, nel corso di un’intervista al Times of Israel. “Ne abbiamo parlato. Prenderò una decisione al momento giusto, ma tutto sarà preso in considerazione”, ha spiegato Trump, facendo capire che – in ogni caso – se Netanyahu avrà voce in capitolo, l’ultima parola spetterà a Washington. “L’Iran avrebbe distrutto Israele e tutto ciò che lo circondava. Abbiamo lavorato insieme. Abbiamo distrutto un Paese che voleva distruggere Israele”, ha sottolineato Trump. Rispondendo a una domanda sulle capacità dello Stato ebraico di portare avanti da solo la guerra nel momento in cui gli Stati Uniti dovessero decidere di interrompere i loro attacchi, Trump ha detto: “Non credo sarà necessario”.
Truppe israeliane, giunte in elicottero, sono atterrate nell’est del Libano, verso il confine con la Siria, e stanno cercando di avanzare. Violenti scontri sono stati registrati nella zona di Al-Shaara, verso la periferia della città di Nabi Sheet. Lo riporta l’agenzia libanese Nna. I media di Hezbollah hanno annunciato in un comunicato che “i combattenti della Resistenza Islamica hanno rilevato l’infiltrazione di circa 15 elicotteri appartenenti all’esercito nemico israeliano provenienti dalla direzione siriana. Gli elicotteri nemici hanno sorvolato la catena montuosa orientale, in particolare nello spazio aereo dei villaggi di Janta, Yahfoufa, Nabi Sheet, Arsal e Ras Baalbek, dove alcuni di essi hanno fatto atterrare una forza di fanteria nella pianura di Serghaya, la cui avanzata verso il territorio libanese è stata osservata. I combattenti della Resistenza Islamica hanno affrontato gli elicotteri e la forza di infiltrazione con armi appropriate”.
“I prezzi del petrolio a breve termine, che scenderanno rapidamente quando la distruzione della minaccia nucleare iraniana sarà terminata, rappresentano un prezzo molto basso da pagare per la sicurezza e la pace degli Stati Uniti e del mondo”. Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump. “Solo gli sciocchi penserebbero diversamente”, conclude.
Un filmato pubblicato dai media iraniani e confermato dal New York Times e dal collettivo investigativo open source BellingCat rafforza i sospetti sulle responsabilità americane nell’attacco alla scuola femminile di Minab, in Iran, che ha provocato la morte di oltre 170 persone, molte delle quali ragazze. Il filmato, pubblicato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr News Agency, mostra l’impatto di quello che è stato confermato essere un missile da crociera Tomahawk, di cui sono in possesso gli Stati Uniti. Alti funzionari statunitensi hanno negato di aver preso di mira intenzionalmente la scuola, adiacente a una base delle Guardie Rivoluzionarie e un tempo indicata sulle mappe come parte dello stesso complesso. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che si è trattato di un errore di programmazione da parte degli iraniani.

