Nel settimo giorno di guerra tra Israele e Iran, il conflitto continua ad allargarsi e ad aumentare di intensità. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha escluso qualsiasi possibilità di negoziato con Teheran, dichiarando che l’unica opzione sul tavolo è una “resa incondizionata”. Il conflitto, iniziato il 28 febbraio con gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, coinvolge ormai diversi Paesi della regione. Nelle ultime ore gli aerei israeliani hanno colpito con nuovi bombardamenti Teheran e Beirut, mentre l’Iran ha risposto lanciando missili e droni contro Tel Aviv e contro diversi Stati del Golfo che ospitano basi militari statunitensi, tra cui Kuwait, Qatar, Arabia Saudita e Bahrein. Intanto entrano in scena anche altri attori internazionali.
Secondo il Washington Post, la Russia starebbe fornendo all’Iran informazioni di intelligence per colpire le forze americane nella regione. La Cina, fortemente dipendente dal petrolio iraniano, potrebbe invece prepararsi a offrire assistenza finanziaria, pezzi di ricambio e componenti missilistici, come riportato da fonti di intelligence statunitensi citate dalla CNN. Resta infine l’incognita di un possibile intervento diretto con truppe di terra da parte degli Stati Uniti, uno scenario che potrebbe portare il conflitto a un’ulteriore e pericolosa escalation.
Il presidente degli Usa Donald Trump ha assistito al ‘dignified transfer” accogliendo le bare di sei soldati statunitensi uccisi in un attacco con drone contro un centro di comando in Kuwait. Il presidente si è unito alle famiglie in lutto presso la base aerea di Dover, nel Delaware, mentre le casse avvolte nella bandiera americana, che trasportavano le salme dei militari, tornavano negli Stati Uniti. Il “dignified transfer” si verifica quando le spoglie dei militari statunitensi uccisi in azione vengono restituite agli Stati Uniti.
Il presidente degli Usa Donald Trump afferma di aver escluso la possibilità che i Curdi si uniscano alla guerra contro l’Iran, affermando che sono disposti a farlo ma “la guerra è già abbastanza complicata”.
Saudi Aramco dirotta temporaneamente alcune spedizioni di petrolio al porto di Yanbu, città saudita situata sul mar Rosso. Lo riporta Al Jazeera citando media statali, Al Ekhbariya TV.”Stiamo seguendo da vicino gli sviluppi per prendere le decisioni appropriate per ripristinare le operazioni alla normalità quando le circostanze si saranno stabilizzate”, riporta Al Ekhbariya TV.
La Cnn è arrivata a Teheran. L’inviato Fred Pleitgen e la fotoreporter Claudia Otto – riferisce l’emittente – sono stati i primi giornalisti di un network Usa ad arrivare sul terreno a Teheran da quando è iniziata la guerra. La Cnn precisa che opera in Iran solo con il permesso del governo.
Teheran continuerà ad attaccare i Paesi vicini se questi consentiranno che il loro territorio venga utilizzato dagli Usa per sferrare attacchi contro l’Iran. Lo ha dichiarato Ali Larijani, il massimo responsabile della sicurezza iraniana, in un’intervista tv di cui riferisce Iran International. Le sue parole giungono poche ore dopo che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian aveva presentato le sue scuse ai vicini arabi.
“I paesi della regione devono impedire agli Stati Uniti di utilizzare il loro territorio contro l’Iran, altrimenti lo faremo noi”, ha detto. E ancora: “Due paesi della regione hanno dichiarato che impediranno attacchi da parte degli Stati Uniti dal loro territorio, anche se lo riteniamo improbabile”, ha detto, “aspetteremo e vedremo. Se lo impediranno, non avremo alcun problema con loro”. “Non abbiamo alcun problema con l’Azerbaigian, ma se da quel Paese venissero organizzate cospirazioni o voli contro l’Iran, risponderemo”, ha aggiunto.
Il primo ministro ad interim dell’Iraq, Mohammed Shia al-Sudani, ha definito l’attacco lanciato oggi contro l’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad un “atto terroristico” compiuto da “gruppi canaglia”. Ha affermato di aver dato ordine alle forze armate e alle agenzie di sicurezza di perseguire i responsabili. Fonti della sicurezza irachene avevano precedentemente dichiarato che un missile era caduto sulla pista di atterraggio degli elicotteri nel complesso dell’ambasciata Usa a Baghdad. Non sono state segnalate vittime.
Israele ha “un piano organizzato con molte sorprese” per la prossima fase della guerra con l’Iran, “per destabilizzare il regime e consentire il cambiamento”. Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in una dichiarazione video rilanciata dal Times of Israel.
I residenti della capitale irachena Baghdad e di Erbil, capitale della regione curda semiautonoma nel nord dell’Iraq, hanno sentito stasera delle esplosioni e il rumore delle difese aeree che intercettavano missili o droni in arrivo. Tre funzionari della sicurezza iracheni hanno riferito che un missile è caduto sulla pista di atterraggio degli elicotteri nel complesso dell’ambasciata degli Stati Uniti a Baghdad. Non si hanno notizie di vittime.
La zona verde di Baghdad, fortemente fortificata, che ospita uffici governativi e missioni diplomatiche, è stata attaccata in passato, ma questo è stato il primo attacco segnalato da quando Israele e Stati Uniti hanno iniziato a colpire Teheran sabato scorso scatenando una guerra in Medioriente. Da allora l’Iran e le milizie irachene alleate hanno lanciato decine di attacchi contro basi militari Usa e altre strutture in Iraq. Hanno anche colpito basi di gruppi dissidenti curdi iraniani con operazioni nel nord dell’Iraq.
L’Idf ha lanciato un attacco contro i depositi di petrolio iraniani questa sera, per la prima volta dall’inizio della guerra. Lo riporta Ynet, riferendo che l’attacco ha colpito 30 depositi petroliferi.
I detriti di un’intercettazione aerea sono caduti su un veicolo nella zona di Barsha a Dubai, uccidendo un “autista asiatico”. Lo riferisce il governo locale. Questo porta a 4 il numero dei morti negli Emirati Arabi Uniti dall’inizio della guerra. Le autorità hanno affermato che tutte le vittime erano cittadini stranieri.
“In queste ore abbiamo promosso un confronto stretto tra Italia, Francia, Germania, Regno Unito, avviando un coordinamento tra quattro grandi Stati europei per affrontare insieme questa crisi e per rafforzare l’azione diplomatica. Con il presidente francese Macron, il cancelliere tedesco Merz, il primo ministro britannico Starmer abbiamo condiviso la necessità di lavorare insieme per evitare il più possibile un’ulteriore escalation e contribuire alla stabilità internazionale”. Così in un video sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Continuiamo a dialogare con tutti i Paesi della regione e ad assistere i nostri connazionali ancora presenti nell’area, ma siamo anche al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini, per la nostra nazione, con task force attivate per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione. In particolare, sulla benzina stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili, che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023, nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile”. Così in un video sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Il meccanismo, la cui attivazione viene anche chiesta da parte di alcuni partiti dell’opposizione, consente di utilizzare la parte di maggiore Iva che arriva dall’aumento dei prezzi per ridurre le accise. È lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di governo del centrodestra e la sua attivazione è già allo studio da qualche giorno da parte del ministero dell’Economia”, ha aggiunto.
“Per garantire la sicurezza dei confini dell’Unione europea abbiamo anche disposto il dispiegamento di una fregata italiana a Cipro, un atto che è di solidarietà europea, ma soprattutto di prevenzione. Ma la nostra linea è molto chiara: l’Italia non è parte del conflitto e non intende diventare parte del conflitto. Noi lavoriamo, per quanto possibile, all’obiettivo di ridurre le tensioni e verificare se vi sia ancora una possibilità di riprendere i negoziati”. Così in un video sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“L’apertura del presidente Pezeshkian alla de-escalation nella nostra regione, a condizione che lo spazio aereo, il territorio e le acque dei nostri vicini non vengano utilizzati per attaccare il popolo iraniano, è stata quasi immediatamente vanificata dall’errata interpretazione da parte del presidente Trump delle nostre capacità, determinazione e intenzioni. Se Trump cerca l’escalation, è proprio ciò a cui le nostre potenti forze armate sono preparate da tempo, ed è proprio ciò che avrà”. Lo afferma il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi.
Le sue parole giungono dopo che il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in un discorso preregistrato trasmesso dalla televisione di Stato, ha chiesto scusa per gli attacchi dell’Iran ai Paesi della regione, aggiungendo che il Consiglio di leadership provvisorio ha approvato ieri che i Paesi confinanti non saranno più attaccati a meno che non venga sferrato un attacco contro l’Iran da lì.
A seguito di questo il presidente Usa, Donald Trump, ha scritto su Truth: “L’Iran, che è stato sconfitto in modo schiacciante, ha chiesto scusa e si è arreso ai suoi vicini mediorientali, promettendo che” non li avrebbe più colpiti, “questa promessa è stata fatta solo a causa dell’incessante attacco degli Stati Uniti e di Israele. Il loro obiettivo era quello di conquistare e governare il Medioriente. È la prima volta in migliaia di anni che l’Iran ha perso contro i paesi mediorientali circostanti”, “l’Iran non è più il ‘bullo del Medioriente’, ma è invece il ‘perdente del Medioriente’ e lo sarà per molti decenni fino a quando non si arrenderà o, più probabilmente, crollerà completamente!”.
“Oggi ho convocato una riunione d’emergenza in videoconferenza con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, il Direttore Nazionale degli Armamenti, Ammiraglio di Squadra Giacinto Ottaviani, e i rappresentanti dell’industria della difesa italiana. Alla riunione hanno partecipato circa 130 persone. L’incontro aveva l’obiettivo di condividere la complessa situazione geopolitica, specie, adesso, in Medio Oriente; e di stimolare e responsabilizzare l’industria della difesa sulla necessità di tutelare gli interessi nazionali, impegnandosi oltre i normali canoni commerciali”. Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una nota.
“Nel corso della riunione – spiega – ho sollecitato l’industria della difesa a segnalare tutte le proprie disponibilità operative, i programmi in fase di finalizzazione e ogni iniziativa che possa contribuire, in tempi brevissimi, a rafforzare ulteriormente la difesa, specie quella aerea, del Paese, nonché quella dei Paesi alleati e dei Paesi amici. Ho inoltre sottolineato che, in un momento così delicato e drammatico, è fondamentale ridurre al minimo gli impedimenti e le procedure burocratiche che sempre meno si sposano con esigenze che non possono aspettare e che incidono negativamente sull’efficienza e, in ultima analisi, sulla sicurezza stessa del Paese”.
“In questo momento è di fondamentale importanza che il sistema Paese operi in stretta sinergia e con rapidità di fronte a una situazione internazionale che potrebbe degenerare, creando rilevanti complicazioni e difficoltà per l’Italia sia sul piano geopolitico sia su quello economico”, conclude.
“Abbiamo fatto di nuovo il punto della situazione con tutti gli ambasciatori e i consoli delle aree coinvolte direttamente o indirettamente dalla crisi in corso. Innanzitutto ci siamo preoccupati sempre del rientro in patria dei nostri concittadini. Siamo già arrivati a oltre 20mila persone che sono state rimpatriate dall’inizio della crisi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina.
“Continuiamo a procedere con il maggior numero possibile di voli che si riescono a organizzare o, laddove vengono riaperti gli aeroporto, inserendo i nostri connazionali nei voli che partono”, ha aggiunto, sottolineando che “la situazione è leggermente migliorata per quanto riguarda la pressione dei nostri connazionali”.
“La nostra ambasciata presso l’Iran funzionerà da Baku, ho detto all’ambasciatore, che ho incontrato ieri sera, di prendere possesso dall’Azerbaigian per continuare a tenere i rapporti con l’Iran perché il nostro obiettivo è portare avanti la diplomazia”, “non abbiamo chiuso l’ambasciata”, è “chiusa per ragioni di sicurezza, non perché abbiamo rotto le relazioni con l’Iran”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina.
“Vista la situazione bellica, è nostro dovere garantire l’incolumità di chi lavorava in ambasciata”, ma “prima di partire abbiamo accompagnato alla frontiera in Azerbaigian tutti gli italiani che erano in Iran e volevano lasciare il Paese. L’ultima persona a uscire dall’Iran è stata la nostra ambasciatrice”, ha precisato Tajani, “Amadei è venuta per parlare con me, ma rientrerà a Baku per continuare a fare il suo lavoro di ambasciatrice”.
Il ministero dell’Interno del Bahrein ha reso noto su X che l’ultimo attacco iraniano ha causato “un incendio e danni materiali a una casa e a diversi edifici circostanti a Manama”, la capitale, “la protezione civile sta adottando le misure necessarie per spegnere l’incendio”. Le Guardie della rivoluzione iraniana avevano annunciato l’attacco poco prima, affermando che era diretto contro una base statunitense in Bahrein.
Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, non è formalmente chiuso ma oggi sono passate 2 o 3 navi, siamo a una chiusura sostanziale e non formale e questo provocherà danni economici all’economia mondiale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, in un punto stampa alla Farnesina.
L’ayatollah Mozaffari, membro dell’Assemblea degli esperti dell’Iran, ha espresso la speranza che entro le prossime 24 ore si tenga una sessione per scegliere la prossima Guida suprema del Paese, per la successione all’ayatollah Ali Khamenei. Lo riporta Iran International, aggiungendo che Mozaffari ha sottolineato che non si è ancora tenuta nessuna riunione ufficiale e non è stata presa alcuna decisione.
Gli Emirati Arabi Uniti stanno intercettando missili e droni provenienti dall’Iran. Lo fa sapere il ministero della Difesa emiratino.
L’esercito israeliano (Idf) ha dichiarato di aver colpito l’aeroporto Mehrabad di Teheran perché utilizzato per aiutare a trasportare armi e denaro ai gruppi militanti sostenuti dall’Iran in tutto il Medioriente, in particolare Hezbollah in Libano. Israele ha dichiarato di aver distrutto 16 aerei utilizzati per il trasporto di armi nell’ambito di un’ampia ondata di attacchi contro Teheran durante la notte. L’attacco avrebbe anche distrutto diversi jet da combattimento iraniani. I media statali iraniani non hanno dato al momento conferma dell’attacco.
La Turchia sta valutando l’invio di caccia nel nord di Cipro. Lo riporta l’agenzia di stampa turca Anadolu, secondo cui il ministero della Difesa turco sta valutando il dispiegamento di aerei F-16 “per garantire la sicurezza” della parte dell’isola di etnia turca. Domenica una base aerea britannica sulla costa meridionale di Cipro è stata colpita da un drone Shahed. Citando una dichiarazione del ministero, Anadolu ha affermato che la mossa rientrerebbe in “piani graduali” attualmente in discussione. Ankara mantiene circa 30mila soldati a Cipro Nord, che si è separata dalla parte greca meridionale nel 1974. La Turchia è l’unico Paese a riconoscere l’amministrazione settentrionale.
In Iran gli Usa stanno andando “molto bene”, “è stato incredibile” perché gli Usa hanno distrutto “42 navi della Marina militare” iraniana in 3 giorni, oltre all’aviazione e alle telecomunicazioni. Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, prendendo parte alla riunione ‘Shield of Americas’ con i leader di diversi Paesi dell’America Latina nel suo golf club nella zona di Miami.
Sono più di 28mila gli americani rientrati negli Stati Uniti dal Medioriente dall’inizio della guerra in Iran 7 giorni fa. Lo riferisce il dipartimento di Stato Usa, precisando che la stragrande maggioranza di loro è tornata a casa senza l’assistenza del governo su voli commerciali. Il dipartimento sempre oggi ha riferito di aver organizzato più di una dozzina di voli charter che hanno evacuato diverse migliaia di americani. Ha affermato di aver offerto assistenza diretta, sotto forma di informazioni sulla sicurezza e di opzioni di charter, a più di 16mila cittadini Usa che hanno chiesto aiuto.
Una petroliera con il nome commerciale Louise P battente bandiera delle Isole Marshall, “in quanto una delle risorse degli Stati Uniti”, è stata colpita da un drone nel Golfo Persico. Lo ha reso noto la Marina delle Guardie della Rivoluzione iraniana, citata dall’agenzia Mehr. Alle navi americane e israeliane non è consentito attraversare lo Stretto di Hormuz e saranno prese di mira se tenteranno di farlo, ha sottolineato il generale di brigata Abolfazl Shekarchi, portavoce dello Stato maggiore delle forze armate iraniane, rimarcando che le altre navi, di qualsiasi bandiera, possono invece transitare nello stretto.
È salito a 294 morti e 1.023 feriti il bilancio delle vittime degli attacchi di Israele in Libano da lunedì 2 marzo. Lo riferisce il ministero della Sanità del Libano, citato dall’agenzia di stampa nazionale Nna.
La pace in Medioriente è ancora possibile. È quanto ha detto il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, in un colloquio telefonico avuto con il premier del Regno Unito, Keir Starmer. Lo riferisce l’ufficio della presidenza turca. Erdogan ha affermato che “ci sono ancora cose che si possono fare” per promuovere il dialogo fra Stati Uniti e Iran.
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, “condanna l’incidente avvenuto venerdì 6 marzo, che ha causato il ferimento di tre caschi blu ghanesi della Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) all’interno della loro postazione ad Al Qawzah, nel sud-ovest del Libano, durante un intenso scontro a fuoco”. Lo riferisce il suo portavoce, Stéphane Dujarric, aggiungendo che Guterres “sottolinea che la sicurezza e l’incolumità del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite devono essere rispettate in ogni momento e che i responsabili devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni”.
“L’inviolabilità delle installazioni delle Nazioni Unite deve essere rispettata da tutti”, dichiara il portavoce, aggiungendo che l’Onu “esorta le parti a ridurre immediatamente la tensione e ad adempiere pienamente agli obblighi che loro incombono in virtù della risoluzione 1701 (2006) del Consiglio di sicurezza”.
L’esercito israeliano ha confermato in un tweet che le forze speciali dell’aeronautica militare israeliana hanno effettuato un raid nella notte, nel Libano orientale, nel tentativo di localizzare il corpo del pilota dell’aeronautica militare israeliana Ron Arad, scomparso dopo essersi lanciato con il paracadute da un aereo nel 1986. La notizia era stata anticiapta dal media saudita al-Hadath. Durante l’operazione ad Al Nabi Sheet non sono stati rinvenuti resti di Arad, ha affermato l’Idf.
La Chiesa “proclama il Vangelo della pace” ed è “pronta a collaborare con tutti per custodire questo bene universale”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso ai membri dell’Ordinariato militare per l’Italia.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha mandato un avvertimento al presidente del Libano Joseph Aoun affermando che “se i civili e i soldati” israeliani “saranno colpiti, tutto il Libano ne pagherà il prezzo”. Ne dà notizia l’emittente televisiva Kan.
Il viceministro degli Esteri iraniano, Majid Takht-Ravanchi, ha lanciato un nuovo ammonimento agli europei. “Qualsiasi paese che si schieri con gli Stati Uniti e Israele è un nostro obiettivo legittimo. Abbiamo già avvertito gli europei che devono stare attenti a non farsi coinvolgere in questa guerra aggressiva contro l’Iran”, ha affermato, secondo quanto riportano i media iraniani.
Il ministero della Salute libanese ha riferito che gli attacchi aerei israeliani sulla città orientale di Al Nabi Sheet e nelle zone circostanti hanno causato 41 morti e 40 feriti. La zona è stata teatro di intensi scontri e attacchi aerei nella notte tra venerdì e sabato, dopo che le forze israeliane sono atterrate e si sono battute con uomini armati locali. L’esercito libanese ha affermato che tra i morti ci sono tre dei suoi soldati. Le forze israeliane erano alla ricerca di informazioni sull’aviatore israeliano Ron Arad, scomparso dopo che il suo jet da combattimento si è schiantato in Libano 40 anni fa. L’esercito israeliano ha detto di non aver trovato i resti di Arad.
“Oggi l’Iran sarà colpito molto duramente!”. E’ l’avvertimento lanciato dal presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth. “A causa del comportamento scorretto dell’Iran, si sta prendendo seriamente in considerazione la completa distruzione e la morte certa di aree e gruppi di persone che fino a questo momento non erano stati considerati come obiettivi”, ha affermato il tycoon.
“L’Iran, che è stato sconfitto in modo schiacciante, ha chiesto scusa e si è arreso ai suoi vicini mediorientali, promettendo che” non li avrebbe più colpiti, “questa promessa è stata fatta solo a causa dell’incessante attacco degli Stati Uniti e di Israele. Il loro obiettivo era quello di conquistare e governare il Medioriente. È la prima volta in migliaia di anni che l’Iran ha perso contro i paesi mediorientali circostanti”, “l’Iran non è più il ‘bullo del Medioriente’, ma è invece il ‘perdente del Medioriente’ e lo sarà per molti decenni fino a quando non si arrenderà o, più probabilmente, crollerà completamente!”. Lo ha scritto il presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth.
Il media saudita al-Hadath scrive che Israele avrebbe condotto un’operazione nell’area orientale del Libano durante la notte per recuperare il corpo del pilota dell’aeronautica militare israeliana Ron Arad, scomparso dopo essersi lanciato con il paracadute dal suo aereo sopra il Paese nel 1986. La notizia è stata rilanciata dal Times of Israel.Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che gli attacchi aerei israeliani hanno ucciso almeno 16 persone e ferito altre 35 durante i raid notturni nella città di Al Nabi Sheet. Il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran, ha affermato che i suoi combattenti si sono scontrati con una forza israeliana atterrata venerdì sera sulle montagne del Libano orientale.
“Seguiamo con grande preoccupazione l’escalation nella regione del Golfo e comprendiamo pienamente l’apprensione dei Paesi dell’area, ai quali abbiamo espresso e continuiamo a esprimere la nostra solidarietà. Basta missili, basta droni!”. E’ uno dei passaggi dell’intervista del ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani a Sky News Arabia. Il ministro ha ricordato che nell’area interessata dal conflitto vivono circa 100.000 cittadini italiani, molti dei quali negli Emirati Arabi Uniti, ringraziando le autorità emiratine per il sostegno assicurato alla comunità italiana e per la collaborazione nel garantire assistenza ai connazionali durante gli attacchi. Tajani ha ribadito la forte amicizia che lega l’Italia ai Paesi del Golfo e la disponibilità italiana a contribuire alla sicurezza della regione.
L’esercito israeliano (Idf) ha affermato di aver rilevato il lancio di missili balistici dall’Iran dopo una pausa durata cinque ore. Si prevede che nei prossimi minuti suoneranno le sirene nella zona centrale del Paese, riferisce il Times of Israel.
Il ministro della Difesa dell’Arabia Saudita, il principe Khalid bin Salman, ha incontrato il capo dell’esercito pakistano il generale Syed Asim Munir in Arabia Saudita per discutere degli attacchi iraniani e delle “misure congiunte necessarie per fermarli”. Ne dà notizia il Guardian ricordando che entrambi i Paesi hanno firmato un patto di mutua difesa lo scorso anno secondo cui “qualsiasi aggressione contro uno dei due paesi sarebbe stata considerata un’aggressione contro entrambi”. In una dichiarazione pubblicata su X, le forze armate pakistane hanno affermato che: “entrambe le parti hanno espresso la speranza e il desiderio che il paese fratello Iran dia prova di prudenza e saggezza ed eviti errori di valutazione”.
L’esercito del Bahrein ha intercettato due missili e un drone, secondo quanto riferito dal ministero della Difesa del Paese. Da quando gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato la guerra contro l’Iran lo scorso fine settimana, sono stati 86 i missili e 148 i droni intercettati nei cieli dello Stato insulare.
La borsa di Teheran rimarrà chiusa fino a nuovo avviso. Ne hanno dato notizia i media statali iraniani. La decisione arriva mentre proseguono gli attacchi di Stati Uniti e Israele al Paese, che a sua volta ha preso di mira i vicini del Golfo Persico.
L’esercito israeliano, le Idf, ha annunciato su X di aver avviato una nuova “ondata di attacchi contro Teheran e Isfahan, in Iran”.
Il ministro degli Esteri indiano ha affermato che una nave militare iraniana è attraccata in India, dopo che un sottomarino statunitense ha affondato una nave da guerra di Teheran e un’altra imbarcazione ha chiesto assistenza allo Sri Lanka. Subrahmanyam Jaishankar ha detto che la Iris Lavan è attraccata nella città meridionale di Kochi, dopo che l’India ha concesso il permesso quando la nave ha segnalato “problemi” l’1 marzo. “Penso che fosse la cosa più umana da fare”, ha aggiunto. Mercoledì un sottomarino statunitense ha affondato la nave da guerra iraniana Iris Dena al largo delle coste dello Sri Lanka. Un’altra nave, la Iris Bushehr, ha chiesto assistenza allo Sri Lanka e più di 200 marinai sono stati portati a terra. Entrambe le navi avevano precedentemente partecipato a esercitazioni navali organizzate dall’India, ma Jaishankar ha affermato che sono state “catturate dalla parte sbagliata degli eventi” una volta iniziata la guerra.
Un attacco aereo israeliano ha raso al suolo un edificio residenziale nel sud del Libano, uccidendo almeno sei persone. Ne ha dato notizia l’agenzia di stampa statale libanese. Tra i morti nell’attacco, sferrato nella città di Jibchit, ci sono quattro membri di una stessa famiglia.
Dubai e la sua Emirates hanno dichiarato che la compagnia aerea riprenderà le operazioni dopo averle temporaneamente sospese a seguito di un attacco iraniano alla città. La notizia ha suscitato gioia all’aeroporto internazionale di Dubai, dove i passeggeri avevano cercato rifugio nei tunnel dopo aver sentito un forte boato sopra le loro teste. Le autorità non hanno spiegato se ci siano stati intercettazioni o danni all’aeroporto, che è il più trafficato al mondo per i viaggi internazionali.
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che gli attacchi aerei israeliani hanno ucciso almeno 16 persone e ferito altre 35 durante i raid notturni nella città di Al Nabi Sheet. Il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran, ha affermato che i suoi combattenti si sono scontrati con una forza israeliana atterrata venerdì sera sulle montagne del Libano orientale. Israele non ha ancora rilasciato commenti sui combattimenti in quella zona.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un discorso preregistrato trasmesso dalla televisione di Stato, ha affermato che il Consiglio di leadership provvisorio ha approvato ieri che i Paesi confinanti non saranno più attaccati, a meno che non venga sferrato un attacco contro l’Iran da lì. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasnim.
Il Dubai media office ha rilasciato una dichiarazione a nome della città affermando che “per la sicurezza dei passeggeri, del personale aeroportuale e dell’equipaggio delle compagnie aeree, le operazioni all’aeroporto internazionale di Dubai (DXB) sono state temporaneamente sospese”. Ufficialmente non è stata fornita una motivazione per la sospensione delle operazioni, avvenuta dopo che i passeggeri si sono rifugiati nei tunnel mentre hanno sentito un forte boato.
La compagnia aerea Emirates, specializzata in voli a lungo raggio, ha dichiarato che “tutti i voli da e per Dubai sono stati sospesi fino a nuovo avviso” dopo l’attacco iraniano.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un discorso preregistrato trasmesso dalla televisione di Stato, ha chiesto scusa per gli attacchi dell’Iran ai Paesi della regione, insistendo sul fatto che Teheran li avrebbe interrotti e suggerendo che siano stati causati da un malinteso tra i ranghi. La dichiarazione del presidente è stata trasmessa dopo i ripetuti attacchi di questa mattina contro Bahrein, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che la richiesta degli Stati Uniti di una resa incondizionata è un “sogno che dovrebbero portarsi nella tomba”. Il leader ha rilasciato questa dichiarazione in un discorso preregistrato trasmesso dalla televisione di Stato.
I Guardiani della rivoluzione dell’Iran hanno affermato di aver preso di mira “tre località di gruppi separatisti” nella regione curda irachena questa mattina. “Se i gruppi separatisti nella regione dovessero fare qualsiasi mossa contro l’integrità territoriale dell’Iran, li schiacceremo”, hanno affermato i Pasdaran in un comunicato riportato dall’agenzia di stampa Tasnim.
I passeggeri in attesa dei voli all’aeroporto internazionale di Dubai, il più trafficato al mondo per i viaggi internazionali, sono stati condotti nei tunnel ferroviari dopo che è scattato l’allarme missilistico. Questa mattina nella metropoli sono stati emessi avvisi sui telefoni cellulari relativi a “potenziali minacce missilistiche”. Le autorità degli Emirati hanno esortato la popolazione a cercare immediatamente un rifugio. Il governo ha aggiunto che sono state attivate le difese aeree.
Il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica (Irgc) rivendica, secondo quanto riporta AlJazeera, la distruzione di sistemi radar, strutture di stoccaggio carburante, piste negli Emirati Arabi Uniti e Kuwait.In una dichiarazione rilasciata sabato, l’Irgc ha dichiarato che l’ultima fase dell’operazione ha coinvolto attacchi su larga scala e combinati con missili e droni di nuova generazione contro posizioni statunitensi.Secondo la dichiarazione pubblicata dall’agenzia di stampa Irna, uno dei principali obiettivi era la base aerea di al-Dhafra negli Emirati Arabi Uniti, dove missili di precisione e droni hanno colpito installazioni chiave. L’Irgc dichiara che l’attacco ha distrutto un sistema radar avanzato di allerta precoce, hangar utilizzati per la manutenzione dei droni MQ-9 e strutture collegate agli aerei da ricognizione statunitensi, incluso l’U-2.L’Irgc ha inoltre segnalato pesanti attacchi missilistici sulla base aerea di Ali al-Salem in Kuwait, affermando che missili hanno danneggiato i sistemi radar della base, le strutture di stoccaggio carburante e due piste utilizzate dagli aerei statunitensi.
Un’ondata di attacchi aerei israeliani a Teheran e nell’Iran centrale durante la notte ha colpito diversi siti militari chiave iraniani, tra cui una fabbrica sotterranea di missili balistici e un’accademia militare, secondo l’Idf. Lo riporta The Times of Israel.Secondo l’esercito israeliano, più di 80 caccia dell’Aeronautica hanno sganciato 230 bombe sugli obiettivi durante gli attacchi.Tra gli obiettivi vi era un sito sotterraneo “per lo stoccaggio e la produzione di missili balistici, da cui operavano centinaia di soldati delle forze armate del regime terroristico iraniano”, afferma l’Idf.L’esercito afferma che il sito “conteneva bunker e quartieri generali militari di elementi del regime.” Inoltre, l’Idf afferma di aver colpito un altro sito di stoccaggio missilistico, che includeva bunker e infrastrutture di lancio, nei pressi dell’Università Imam Hossein, l’accademia militare del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, che le IDF definiscono “servito come risorsa di emergenza e complesso di assemblaggio per l’IRGC”, anche durante la guerra.Con l’ingresso della guerra in una nuova fase, l’esercito afferma di intensificare gli attacchi contro gli impianti di produzione di armi iraniani in tutto il paese, inclusi quelli utilizzati per la produzione di missili e lanciatori.
Ripetuti attacchi con missili balistici provenienti dall’Iran sono stati respinti da Israele secondo quanto riportano i media del posto. L’Idf afferma di aver rilevato almeno cinque lanci di missili dall’Iran.Sirene hanno risuonato a più riprese a Tel Aviv e in altre parti del centro di Israele.
Se un paese europeo “si unisce a Stati Uniti e a Israele nell’aggressione contro l’Iran, diventerà a sua volta un bersaglio legittimo per la rappresaglia dell’Iran”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi in un’intervista a France 24 ripresa dal Guardian, aggiungendo che i funzionari di Teheran avevano “negoziato in buona fede” con gli Stati Uniti prima che Washington decidesse di attaccare insieme a Israele. “Non ci fidiamo degli americani. Non solo ci hanno tradito, ma hanno tradito anche la diplomazia”, ha spiegato, descrivendo le ultime mosse di Teheran come difensive e affermando che “questa guerra ci è stata imposta” da Usa e da Israele.

