Le autorità federali degli Stati Uniti per l’immigrazione (DHS) hanno arrestato la studentessa della Columbia University Ellie Aghayeva. Il suo fermo è durato poche ore e la ragazza sarebbe stata rilasciata dopo l’intervento del presidente Donald Trump, su richiesta del sindaco di New York Zohran Mamdani.
Chi è Ellie Aghayeva
Aghayeva, originaria dell’Azerbaigian che studia neuroscienze e politica, non era stata pubblicamente collegata ad alcuna delle manifestazioni filopalestinesi che hanno sconvolto il campus della Columbia. Autodefinitasi creatrice di contenuti, ha un vasto seguito sui social, condividendo video sulla sua vita quotidiana e consigli su come affrontare l’università da immigrata.
Cosa è successo
Giovedì mattina presto, attorno alle 6, cinque agenti federali sono entrati nel suo appartamento. “Gli agenti sono entrati affermando di essere poliziotti alla ricerca di un bambino scomparso”, ha detto la presidente ad interim della Columbia, Claire Shipman in un video pubblicato ieri sera. “Le telecamere di sicurezza hanno ripreso gli agenti in un corridoio mentre mostravano le foto del presunto bambino scomparso”. Aghayeva ha poi inviato un messaggio ai suoi oltre 100.000 follower su Instagram: “Il DHS mi ha arrestata illegalmente. Aiutatemi, per favore“. Una foto che accompagnava il post sembrava mostrare le sue gambe sul sedile posteriore di un veicolo.
Un portavoce del Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha dichiarato che il visto studentesco di Aghayeva era stato revocato nel 2016 per mancata frequenza alle lezioni. Nella loro petizione, gli avvocati della ragazza hanno replicato che era entrata nel Paese con un visto nel 2016. La portavoce del DHS, Tricia McLaughlin, ha reso noto che la studentessa è stata sottoposta a procedura di espulsione e “rilasciata in attesa dell’udienza”.
L’intervento di Mamdani
In un post sui social pubblicato ieri pomeriggio, il sindaco di New York Zohran Mamdani aveva detto di aver espresso preoccupazione per l’arresto della giovane durante un incontro con Trump, che ha poi acconsentito a rilasciarla immediatamente. “Sto bene e sono al sicuro”, ha infine scritto Aghayeva su Instagram pochi minuti dopo il post del sindaco di New York, aggiungendo di essere “completamente sotto shock” per l’esperienza vissuta. Mentre proponeva a Trump un imponente progetto edilizio, Mamdani ha anche invitato il presidente a ritirare le accuse contro diversi altri studenti che rischiano l’espulsione per il loro ruolo nelle proteste contro Israele.

