Iran, Axios: “Accordo fra Teheran e Usa improbabile, guerra più vicina”

Iran, Axios: “Accordo fra Teheran e Usa improbabile, guerra più vicina”
Le navi dei Guardiani della Rivoluzione iraniani nel Golfo, lunedì 16 febbraio 2026 (Sepahnews via AP)

Una “guerra su larga scala” fra Iran e Usa è “più vicina” di quanto si pensi e “potrebbe iniziare molto presto”. Lo scrive Axios spiegando che – secondo alcune fonti – un’operazione militare statunitense in Iran sarebbe probabilmente una campagna massiccia, “della durata di settimane”, che assomiglierebbe più a una guerra vera e propria rispetto all’operazione mirata del mese scorso in Venezuela.

Le stesse fonti hanno sottolineato che si tratterebbe probabilmente di una campagna congiunta Usa-Israele di portata molto più ampia rispetto alla ‘guerra dei 12 giorni’ dello scorso giugno. Axios sottolinea come al momento l’amministrazione Usa abbia adottato un approccio “a due binari” ovvero colloqui sul nucleare abbinati a un massiccio rafforzamento militare. Al momento però, sebbene entrambe le parti abbiano affermato che i colloqui abbiano “fatto progressi”, le divergenze sono ampie e i funzionari statunitensi non sono ottimisti sulla possibilità di colmarle.

Inoltre viene messo in luce come l’armata americana nel Golfo sia cresciuta fino a comprendere due portaerei, una dozzina di navi da guerra, centinaia di aerei da combattimento e molteplici sistemi di difesa aerea con altra potenza di fuoco ancora in arrivo e “non è nella natura di Trump spostare tutto quell’hardware come un bluff”. Secondo Axios il presidente americano si starebbe “stufando” della situazione e nonostante alcune persone intorno a lui lo stiano “mettendo in guardia” sui rischi di un’eventuale azione militare le probabilità di un attacco nelle prossime settimane sarebbe “del 90%”. In conclusione – si legge – “non ci sono prove che una svolta diplomatica con l’Iran sia all’orizzonte ma ci sono sempre più prove che una guerra sia imminente”.

Vance: “Teheran non è disposta ad accettare certi limiti”

JD Vance ha intanto riferito in un’intervista a Fox News di avere parlato con gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner riguardo ai negoziati con l’Iran. “Il presidente ha tutte le opzioni sul tavolo”, ha detto il vicepresidente Usa, riferendo che i negoziati, “per certi versi, sono andati bene” e le parti hanno concordato di incontrarsi di nuovo. Ma, ha aggiunto “Per altri versi, era molto chiaro che il presidente ha posto alcuni limiti che gli iraniani non sono disposti a riconoscere e superare”, ha aggiunto. “Continueremo a lavorarci”, ha proseguito, “ma, naturalmente, il presidente si riserva la facoltà di dire quando riterrà che la diplomazia abbia raggiunto la sua fine naturale.
Speriamo di non arrivare a quel punto, ma se dovesse succedere, sarà il presidente a decidere”.

Mosca: “Minacce e ricatti non favoriscono negoziati”

“Minacce e ricatti non favoriscono il successo dei negoziati sul programma nucleare iraniano”. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. “La Russia è convinta che trovare soluzioni reciprocamente accettabili alla questione nucleare iraniana richieda un dialogo equo e rispettoso. Non esiste un’alternativa ragionevole a questo dialogo”, ha aggiunto secondo quanto riportato dalle agenzie russe.

Domani esercitazione navale Iran-Russia in Golfo Oman

L’Iran e la Russia condurranno domani esercitazioni navali congiunte nel Mar dell’Oman e nell’Oceano Indiano settentrionale. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Fars, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie. Secondo quanto affermato dal comandante della marina iraniana Hassan Maghsoodloo, tra gli obiettivi principali dell’esercitazione rientra il rafforzamento del coordinamento per contrastare le minacce alla sicurezza marittima e combattere il terrorismo marittimo.

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