Iran, Teheran: “Pronti a compromessi se gli Usa sono disposti a revocare le sanzioni”

Iran, Teheran: “Pronti a compromessi se gli Usa sono disposti a revocare le sanzioni”
(Iranian Foreign Ministry via AP)

Martedì a Ginevra il secondo round di negoziati

L’Iran è pronto a prendere in considerazione compromessi per raggiungere un accordo sul nucleare con gli Stati Uniti se gli americani sono disposti a discutere una revoca delle sanzioni. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi, in un’intervista rilasciata alla Bbc a Teheran. Secondo Takht-Ravanchi, spetta agli Usa dimostrare di volere raggiungere un accordo: “Se sono sinceri, sono sicuro che saremo sulla strada giusta per raggiungere un accordo”. Le autorità Usa hanno invece ripetutamente affermato che è Teheran e non sono gli Usa a ostacolare i progressi nel lungo processo negoziale. Sabato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha dichiarato che il presidente Usa Donald Trump preferisce un accordo ma che è “molto difficile” raggiungerlo. Trump ha minacciato di attaccare l’Iran se non si raggiungerà un accordo per frenare il suo programma nucleare, minaccia che fa il paio con il fatto che gli Stati Uniti stanno rafforzando la loro presenza militare nella regione.

Il vice ministro degli Esteri ha indicato l’offerta di Teheran di diluire il suo uranio arricchito al 60% come prova della sua disponibilità al compromesso. “Siamo pronti a discutere questa e altre questioni relative al nostro programma se loro sono pronti a parlare delle sanzioni”, ha detto Takht-Ravanchi alla Bbe, senza precisare se questo si riferisca alla revoca di tutte o di alcune sanzioni. Per quanto riguarda la possibilità che l’Iran accetti di spedire fuori dal Paese le sue scorte di oltre 400 kg di uranio altamente arricchito, come ha fatto nell’accordo nucleare del 2015, Takht-Ravanchi ha affermato che “è troppo presto per dire cosa accadrà nel corso dei negoziati”. La Russia, che ha accettato 11.000 kg di uranio arricchito a basso livello nell’ambito dell’accordo multilaterale del 2015 da cui Trump si è ritirato tre anni dopo, si è offerta di accettare nuovamente questo materiale. Altre proposte riportate in precedenza dai media includono un’offerta di Teheran di sospendere temporaneamente l’arricchimento nucleare.

Martedì a Ginevra il secondo round di negoziati

Il vice ministro degli Esteri iraniano, Majid Takht-Ravanchi, in un’intervista rilasciata alla Bbc a Teheran, ha confermato che un secondo round di colloqui con gli Stati Uniti si terrà martedì a Ginevra. La notizia era stata precedentemente anticipata dalla testata Axios, secondo cui della delegazione Usa faranno parte il genero di Donald Trump, Jared Kushner, e l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, mentre la delegazione iraniana dovrebbe essere guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Il primo round di colloqui indiretti, mediati dall’Oman, si sono tenuti all’inizio di febbraio proprio in Oman. I colloqui sono stati “più o meno positivi, ma è troppo presto per esprimere un giudizio”, ha dichiarato Takht-Ravanchi alla Bbc.

Russia: “Mediato fra Teheran e Israele, pronti ad aiutare anche con Usa

La Russia ha avuto contatti diplomatici segreti con Israele e Iran il mese scorso, su richiesta di entrambi i Paesi, per ridurre la tensione ed evitare un conflitto militare, Mosca è pronta a fornire i suoi “buoni servizi, senza imporli” e “quando gli Stati Uniti e l’Iran raggiungeranno un accordo, Mosca sarà pronta ad assisterli nella sua attuazione”. È quanto ha dichiarato l’ambasciatore russo in Israele, Anatoly Viktorov, in un’intervista all’agenzia di stampa russa Ria Novosti che è stata rilanciata da Ynet. “Vorrei anche sottolineare che stiamo lavorando attraverso i canali diplomatici tradizionali, che non presumono di rivelare in anticipo al pubblico le sfumature dei negoziati. I dettagli di tali contatti saranno resi pubblici al momento opportuno, se possibile”, ha detto l’ambasciatore.

Viktorov ha dichiarato anche che l’ambasciata russa in Israele dispone di un piano di emergenza per la sicurezza ed è quindi pronta ad affrontare qualsiasi cambiamento della situazione, compreso il rischio di una possibile escalation con l’Iran, ma ha precisato che preferisce uno scenario in cui questo piano d’azione non debba essere applicato. “Siamo pronti a coordinarci con i partner internazionali e regionali per impedire lo sviluppo di uno scenario negativo”, ha aggiunto il capo della missione diplomatica russa.

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