Al castello di Alden Biesen, non lontano da Maastricht, in Belgio va in scena oggi, 12 febbraio, il vertice informale Ue sulla competitività. L’obiettivo è quello arrivare al Consiglio europeo formale del 19 e 20 marzo con una roadmap precisa da approvare per riformare il mercato unico fino al 2028, ha spiegato ieri la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando al Parlamento europeo. A guidare le danze per ora è il duo italo-tedesco di Friedrich Merz e Giorgia Meloni, che riunirà la maggior parte dei leader europei in un prevertice attorno ad alcuni punti. I due leader, assieme al premier belga Bart de Wever, dei conservatori europei anche lui, chiedono una maggiore semplificazione normativa per ridurre gli oneri amministrativi che frenano crescita, innovazione e competitività delle imprese. Dall’altro lato c’è la linea del presidente francese, Emmanuel Macron, offuscato dal cono d’ombra proiettato da Roma e Berlino. Il capo dell’Eliseo insiste sul ‘buy European’ e sul prestito comune per gli investimenti richiesti da Draghi, da finanziare con gli eurobond.
“Ho chiarito molto nettamente questa mattina che, anche se esistono opinioni diverse al riguardo, non posso acconsentire a un finanziamento dei progetti dell’Unione europea tramite eurobond, per esempio. Non lo voglio. Ma anche se lo volessi, non potrei, perché la Corte costituzionale federale ha posto limiti molto chiari al governo tedesco. Abbiamo assunto debito europeo in situazioni eccezionali, ma erano situazioni eccezionali che sono ammissibili anche contrattualmente. Ma viviamo in un tempo in cui ora l’eccezione sta diventati la regola. Il nuovo tempo in cui viviamo è il nuovo normale. E in questo nuovo normale dobbiamo cavarcela con il denaro che abbiamo”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, dopo il ritiro informale dei leader Ue in Belgio. E
“Ho chiarito molto nettamente questa mattina che, anche se esistono opinioni diverse al riguardo, non posso acconsentire a un finanziamento dei progetti dell’Unione europea tramite eurobond, per esempio. Non lo voglio. Ma anche se lo volessi, non potrei, perché la Corte costituzionale federale ha posto limiti molto chiari al governo tedesco. Abbiamo assunto debito europeo in situazioni eccezionali, ma erano situazioni eccezionali che sono ammissibili anche contrattualmente. Ma viviamo in un tempo in cui ora l’eccezione sta diventati la regola. Il nuovo tempo in cui viviamo è il nuovo normale. E in questo nuovo normale dobbiamo cavarcela con il denaro che abbiamo”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, dopo il ritiro informale dei leader Ue in Belgio.
“Il sistema di scambio delle quote di emissione Ets ha chiari vantaggi. È sempre importante valutarne gli effetti. È un sistema basato sul mercato. È completamente neutrale dal punto di vista tecnologico. In pratica, dice: se vuoi inquinare, paghi. Se non vuoi pagare, innova.
Ed è proprio quello che è successo”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio. “L’Ets prevede anche elementi che, se per qualsiasi motivo il prezzo aumenta troppo o le circostanze economiche sono difficili, di modulare il prezzo con la riserva di stabilità del mercato. Sicuramente, ci saranno argomenti che approfondiremo quando faremo la revisione, e dovremo considerare altri elementi che potrebbero essere importanti. Il prezzo dell’energia in sé è molto importante. Il primo aspetto è ovviamente la fonte energetica stessa, quindi il prezzo del gas, ad esempio.
Ma poi ci sono le tariffe di rete, i corrispettivi di rete, che sono piuttosto consistenti. Poi ci sono le tasse, le imposte nazionali, e poi c’è il sistema di scambio delle quote di emissione. La composizione di questi 4 elementi varia da Stato membro a Stato membro”.
“Il tema del sistema Ets ha avuto un ruolo. Ci sono colleghi che lo vedono in modo critico. Io non condivido queste critiche in questa forma. Il sistema Ets, che esiste da 20 anni, ha garantito che in Europa disponiamo di uno strumento efficace che consente la crescita senza ulteriori emissioni di CO2. Al contrario, le emissioni sono diminuite di quasi il 40% e l’industria è cresciuta di circa il 70% da quando esiste questo sistema. Questo dimostra che abbiamo lo strumento giusto, ma deve essere costantemente adeguato. In Europa ci sono grandi differenze. La Commissione ha promesso di presentare un rapporto per capire da cosa dipendono e cosa dobbiamo eventualmente correggere affinché il sistema continui a funzionare bene”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, dopo il ritiro informale dei leader Ue in Belgio.
“È vero che ci sono alcuni leader a cui non piace l’Ets”, il sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue, “ma ce ne sono diversi a cui piace e che sono intervenui per difendere il sistema. Questo è il motivo per cui dobbiamo continuare la nostra discussione su questo tema”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa al termine del vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.
“Un’Europa, un mercato. Questo è stato, in effetti, il tema principale della discussione odierna. E questa è la nostra ambizione: un’Europa, un mercato. Vogliamo essere lì entro la fine del 2027. Oggi abbiamo avuto un’eccellente discussione con i leader sul tema più ampio della competitività. E proprio per rispondere a questa ambizione, abbiamo concordato che al prossimo Consiglio europeo di marzo presenterò una tabella di marcia per ‘un’Europa, un mercato’, un piano d’azione che illustra in modo molto dettagliato cosa faremo, con scadenze, obiettivi e un chiaro limite di tempo per la realizzazione”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio
“L’ambizione è che questo documento venga approvato e approvato non solo dalla Commissione, ma anche dai due organi legislativi principali, ovvero il Consiglio europeo e il Parlamento.
Abbiamo più o meno cinque elementi costitutivi per questo patto per un mercato unico”, spiega.
“I leader hanno accettato la sfida di Enrico Letta di passare da un mercato unico incompleto a un mercato unico per un euro. E’ urgente e deve essere fatto nel 2026 e nel 2027”. Lo dice il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in conferenza stampa al termine del vertice informale dei leader Ue sulla competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio. “C’è – sottolinea Costa un accordo unanime per continuare a portare avanti il nostro ambizioso programma di semplificazione, come sviluppato nella recente lettera di Ursula ai leader”, “inoltre, siamo tutti d’accordo sull’importanza di procedere rapidamente quest’anno con il 28esimo regime per le imprese, per garantire che le nostre possano operare senza problemi nei nostri 27 Stati membri con un insieme semplice e unico di regole aziendali. In terzo luogo, ho sentito un consenso sul fatto che in alcuni settori, come le telecomunicazioni, dovremmo consentire un certo grado di consolidamento aziendale, per raggiungere i livelli necessari di investimenti e innovazione. Ciò dovrebbe far parte di una sorta di contratto sociale per garantire che le aziende consolidate investano di più e innovino di più. I leader vogliono che emergano veri campioni europei in settori strategici. La revisione in corso delle linee guida sulle fusioni gioca un ruolo importante in questo senso. In quarto luogo, per quanto riguarda i prezzi dell’elettricità, la transizione energetica rimane la migliore strategia a lungo termine per l’Europa per raggiungere l’autonomia strategica e ridurre i prezzi. Ma nel frattempo abbiamo bisogno di soluzioni pragmatiche. Soluzioni concrete che si concentrino sulle sfide specifiche degli Stati membri e di alcuni settori industriali”. Costa rimarca poi che “sulla protezione delle industrie strategiche e sulla riduzione delle dipendenze. Esiste una comprensione ampiamente condivisa dell’importanza strategica per l’Europa di proteggere e rafforzare determinati settori”, tra cui difesa, spazio, tecnologie pulite, quantistica, intelligenza artificiale e sistemi di pagamento. “Mapperemo e identificheremo le nostre dipendenze e le affronteremo attraverso una strategia di diversificazione. Per quanto riguarda la preferenza europea, ritengo che ci sia un ampio consenso sulla necessità di utilizzarla nei settori strategici selezionati in modo proporzionale e mirato, dopo un’analisi approfondita per identificare dove sia necessario e utile. C’è unanimità sul fatto che l’Europa sia aperta al commercio e che una politica commerciale ambiziosa e pragmatica incentrata sulla diversificazione sia nel nostro interesse collettivo, e dobbiamo continuare a sostenere l’eccellente lavoro svolto dalla Commissione europea”.
“Introdurremo clausole di caducità per le leggi, in modo che ci sia anche un certo periodo di tempo dopo il quale una legge può essere considerata valida e il legislatore può decidere se mantenerla in vigore o modificarla completamente. Infine, una volta all’anno, verrà presentata al Consiglio europeo una relazione sui progressi della semplificazione e sulla riduzione dei costi: questa è una semplificazione”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.
“L’Italia insieme alla Germania si è messa alla guida di un processo nuovo, di una nuova stagione che punta sull’Europa che ha la sua vocazione naturale, che è l’industria. Noi siamo un paese e l’Europa è un continente a vocazione industriale. Con la Germania c’è una sintonia politica. Ma nessuno vuole escludere nessuno”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo nella puntata di ‘Dritto e rovescio’, in onda questa sera su Rete4. “La Francia è un altro paese industriale, può partecipare a tutte le iniziative che noi intendiamo mettere in campo come Europa, non sono scelte individuali”, ha spiegato. “E’ un processo nuovo che vuole coinvolgere tutti. Lo facciamo nell’interesse, certo del nostro Paese, e nell’interesse generale dell’Europa. C’è un mercato interno, noi siamo parte integrante dell’Europa, guai a pensare che potessimo vivere senza Europa o che potremmo vivere senza Europa. Però dentro l’Europa bisogna avere anche il coraggio di essere determinanti, di svolgere un ruolo, di fare delle proposte”, ha proseguito. “Essere europeisti non vuol dire dire sempre tutto va bene ai burocrati di Bruxelles. Significa essere protagonisti per convincere tutta l’Europa a fare delle politiche che vanno nell’interesse dell’economia e quindi nell’interesse di tutti i cittadini europei. Questo è quello che noi abbiamo fatto”, ha aggiunto.
“Abbiamo concordato di costruire un mercato unico che non solo deve essere presente nel 28° regime, ma anche nell’Unione del risparmio e degli investimenti, per avere un mercato dei capitali profondo e liquido. E qui abbiamo concordato di voler concludere la prima fase dell’Unione del risparmio e degli investimenti, che include l’integrazione del mercato, la vigilanza e la cartolarizzazione, entro giugno. Se non ci saranno progressi sufficienti entro quella data, prenderemo in considerazione l’introduzione della cooperazione rafforzata”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.
“Vale a dire che almeno nove Stati membri, se vogliono procedere più rapidamente e diventare più ambiziosi, la cooperazione rafforzata, in teoria, è molto interessante anche per il 28° regime, perché può essere resa più ambiziosa. E se non tutti i 27 vogliono passare immediatamente al 28° regime, potremmo passare alla cooperazione rafforzata. Ho capito bene. Avrei preferito il 27, ma sono questi due elementi costitutivi estremamente importanti che devono davvero progredire ora, e quindi c’è una possibilità”, aggiunge.
“La discussione odierna ha portato una nuova energia e un senso di urgenza condiviso attorno a questo obiettivo. E, cosa ancora più importante, oggi abbiamo aperto la strada ad azioni concrete nel Consiglio europeo di marzo”. Lo dice il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in conferenza stampa al termine del vertice informale dei leader Ue sulla competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio. “Collaborando a stretto contatto con la Commissione europea, esamineremo misure concrete nel nostro prossimo Consiglio europeo di marzo”, rimarca.
Dopo la fine dei lavori del vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio, la delegazione italiana con la premier Giorgia Meloni è ripartita per rientrare a Roma.
“Il punto fondamentale è che dobbiamo passare da 27 a 1. L’unica risposta efficace a ciò che Trump sta facendo contro l’Europa è integrare il mercato unico e passare dal mercato unico a un mercato unico. Nel 1992 siamo passati dal mercato comune al mercato unico. Ora siamo pronti a completare e passare dal mercato unico a un mercato unico. Ciò significa integrare l’energia, l’unione energetica, la connettività e le telecomunicazioni e creare e lanciare l’unione del risparmio e degli investimenti”. Lo ha detto Enrico Letta, autore del Rapporto sul mercato unico, uscendo dal vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.
“Se non saremo in grado di avviare una forte integrazione dei mercati finanziari sarà impossibile essere sufficientemente competitivi – illustra l’ex premier -. La matrice che propongo per questo atto di mercato unico si basa su tre punti verticali energia, connettività e mercati finanziari e tre fattori abilitanti, tre punti orizzontali che sono la quinta libertà, il 28° regime, la libertà di soggiorno e la coesione sociale e territoriale. Questi tre punti verticali e tre orizzontali compongono una matrice. Questa matrice può diventare l’atto di mercato unico. A mio avviso, oggi è fondamentale rilanciare l’integrazione interna dell’Unione Europea per rendere l’Europa più forte ed efficace ed è la vera reazione odierna a ciò che sta accadendo a livello mondiale”.
Abbiamo bisogno di un accordo interistituzionale che garantisca una corsia preferenziale per le misure chiave necessarie per completare il Mercato Unico, approvato al più alto livello politico. Possiamo chiamarlo One Market Act, nello spirito dei primi giorni del Mercato Unico. Nel 1992, siamo passati dal Mercato Comune al Mercato Unico. Ora è il momento di costruire un Mercato Unico. Un’Europa Unica. Un mercato. E’ quanto ha detto l’ex premier Enrico Letta ai leader Ue nel vertice informale sulla competitività, secondo quanto riportano fonti vicine al dossier.
Questo programma per il completamento del Mercato Unico può essere visualizzato in una matrice – ha precisato il presidente dell’Istituto Delors. Tre i pilastri dell’integrazione verticale: Servizi finanziari, per mobilitare i risparmi europei e trasformarli in investimenti per le aziende europee, innovazione e crescita. Energia, per costruire un mercato realmente integrato in grado di garantire accessibilità economica, sicurezza dell’approvvigionamento e le infrastrutture necessarie per la transizione verde. Connettività, per completare un vero Mercato Unico nelle telecomunicazioni e nelle reti digitali, consentendo scalabilità, investimenti e sovranità tecnologica.
Tre i fattori abilitanti orizzontali: La Quinta Libertà, ovvero il libero flusso di conoscenze, dati, ricerca, innovazione e competenze in tutta Europa. Il 28° Regime, che offre alle aziende innovative un quadro giuridico e normativo più semplice e autenticamente europeo per crescere oltre confine. Libertà di soggiorno, per garantire che la mobilità rimanga una scelta, non un obbligo, rafforzando la dimensione sociale e territoriale del Mercato Unico.
Non c’è più tempo. Il Mercato Unico è la nostra migliore risposta a Trump e il fondamento della nostra sovranità. Nei settori strategici, dobbiamo passare da 27 mercati a uno solo. Ciò di cui abbiamo bisogno ora è un percorso chiaro per completare il Mercato Unico con risultati rapidi e risultati concreti già nel 2026-27-28. E’ quanto ha detto l’ex premier Enrico Letta ai leader Ue nel vertice informale sulla competitività, secondo quanto riportano fonti vicine al dossier.
Sono terminati i lavori del vertice informale dei leader Ue sulla Competitività nel castello belga di Alden Biesen. A breve è attesa la conferenza stampa dei vertici Ue.
“È stato un vero piacere ascoltare il punto di vista di Enrico Letta sul futuro del nostro Mercato Unico.
Profonda competenza, lavoro dettagliato con le parti interessate e una chiara percezione della posta in gioco. Un contributo prezioso che fa progredire il nostro dibattito”. Lo afferma su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
Al vertice informale dei leader Ue sulla Competitività nel castello belga di Alden Biesen, si è appena concluso lo scambio di opinioni con Enrico Letta. I leader proseguiranno la discussione a 27. I lavori del vertice sono in ritardo sulla tabella di marcia.
Gli Eurobond “credo che possano essere, non soltanto uno strumento di finanziamento utile per le iniziative di cui l’Europa ha bisogno, ma servono anche a creare un mercato vasto, profondo e liquido per la finanza europea, proprio quello che ci manca per rendere l’euro una moneta ad ancora più ampia diffusione mondiale”. Così Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, a margine di un evento di Assonime a Milano.
“Le discussioni odierne ad Alden Biesen infondono nuova energia al dibattito sulla competitività. I leader dell’Ue sono concordi nell’affermare l’urgenza di rafforzare il dinamismo dell’economia sociale di mercato europea”. Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
Il Presidente del Governo spagnolo, Pedro Sanchez, e il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno avuto modo di confrontarsi a margine dell’incontro informale dei Leader Ue. Nel corso del colloquio, il Presidente Sanchez non ha sollevato alcuna questione in merito al mancato invito alla riunione di coordinamento svoltosi nella mattinata prima dell’avvio dei lavori al Castello di Alden Biesen. Lo fanno sapere fonti di Palazzo Chigi.
Il governo spagnolo di Pedro Sanchez ha protestato con quello italiano per aver organizzato una riunione preliminare con alcuni leader europei proprio poco prima del vertice informale al castello di Alden Biesen. Ne dà notizia El Paìs. Fonti della Moncloa hanno spiegato che quando si è iniziato a preparare l’incontro, la Spagna ha comunicato che non riteneva opportuno organizzare riunioni preliminari escludendo alcuni paesi. Da quel momento, sostiene Madrid, l’Italia avrebbe deciso di non invitare la Spagna, che era contraria all’incontro. “Abbiamo comunicato al governo italiano che questo tipo di iniziative minano i principi fondamentali dell’Ue e, invece di avvicinare le soluzioni, le allontanano”, hanno rimarcato le fonti dell’esecutivo. Il premier Pedro Sanchez questa mattina non ha infatti partecipato alla riunione di coordinamento informale sui temi della competitività, organizzata da Italia, Germania e Belgio.
Nel suo intervento al vertice informale dei leader sulla Competitività, l’ex presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, avrebbe insistito molto sulla necessità di dare impulso agli investimenti europei, tema al quale avrebbe dedicato circa un quarto d’ora. E’ quanto riferisce una fonte diplomatica Ue.
L’ex premier italiano Enrico Letta, poco prima del suo intervento sulla riforma del mercato unico al vertice informale dei leader Ue sulla Competitività, ha postato la foto di una coccinella sul suo profilo X. “Coccinelle nel ritiro dell’Ue al castello di Alden Biesen, buon segno”, scrive il presidente dell’Istituto Delors.
L’incontro informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen è iniziato con una presentazione di Mario Draghi, che ha sottolineato “il deterioramento del panorama economico dopo la presentazione della sua relazione e l’urgenza di affrontare tutte le questioni sollevate in quella sede. Lo riferisce una funzionaria Ue. Secondo quanto riferito, il colloquio con Draghi si è concentrato su diversi argomenti chiave: la necessità di ridurre le barriere nel Mercato Unico, la frammentazione dei mercati azionari e gli sforzi per mobilitare i risparmi europei, il costo dell’energia, la possibilità di una preferenza europea mirata in alcuni settori e, infine, sul processo decisionale, la possibilità di cooperazioni rafforzate per procedere più rapidamente in alcuni di questi argomenti, se necessario, come previsto dai trattati. Infine, si è tenuto un “approfondito scambio” di opinioni con i capi di Stato e di governo, che hanno fatto domande su questioni come le sfide per gli investimenti, l’Unione del risparmio e degli investimenti, il funzionamento del settore energetico, le linee guida sulle fusioni e il ruolo internazionale dell’euro.
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta, Anpac e Anp “hanno esercitato ed esercitano da sempre il proprio ruolo con un alto senso di responsabilità verso i lavoratori e verso il Paese, approccio che ci impedisce, in quest’occasione, di raccogliere l’appello rivolto”. Lo scrivono le organizzazioni sindacali e le associazioni professionali in una comunicazione inviata alla Commissione di garanzia sugli scioperi e al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, visionata da LaPresse, in merito agli scioperi del trasporto aereo in programma per il 16 febbraio e il 7 marzo, su cui domani si svolgerà un incontro al Mit, dopo che il Garante degli scioperi e il ministro dei Trasporti Matteo Salvini avevano chiesto il differimento delle astensioni lavorative convocate.Salvini aveva minacciato ieri il ricorso alla precettazione in caso di rifiuto a rinviare gli scioperi. Le azioni di sciopero nel trasporto aereo “sono state proclamate da tempo, così come da tempo era nota la programmazione dei Giochi olimpici”, si legge nella comunicazione, “le azioni di sciopero a cui la vostra lettera fa riferimento sono state proclamate a sostegno delle vertenze per il rinnovo del Ccnl e di contratti aziendali di lavoro scaduti da molti mesi, e in presenza di trattative infruttuose con aziende sorde alle legittime istanze rappresentate dalle scriventi, che non hanno dato prova di volerli rinnovare a condizioni adeguate”, rendendo di fatto “impossibile la cancellazione o il differimento delle azioni sindacali legittimamente proclamate”.
“Abbiamo una finestra temporale ristretta. Questo è uno di quei momenti a cui le persone guarderanno indietro e diranno che abbiamo fatto il necessario per far progredire l’Europa. Ciò che la pandemia ha fatto per la nostra risposta alla salute e l’Ucraina ha fatto per la nostra risposta alla difesa: ora è il momento di farlo per la competitività europea”. Lo dice la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola parlando al ritiro informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio. “So che oggi si terrà una discussione informale e che le decisioni saranno prese a marzo, ma desidero concludere sostenendo la necessità di tempi chiari e risultati concreti per il nostro lavoro futuro. Lo scorso dicembre, la Commissione, il Parlamento e il Consiglio hanno concordato dieci dossier legislativi – Semplificazione, Reti, Mercati dei capitali, Abitazioni, Migrazione, Difesa – da adottare prioritariamente nel 2026. Ciò non era mai accaduto prima. Ribadisco questo punto perché voglio che siate certi che il Parlamento rimarrà fedele a questa tempistica”, precisa.
Al ritiro informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen si è appena concluso lo scambio di opinioni con Mario Draghi. I leader si stanno dirigendo verso la foto di famiglia in vista del pranzo di lavoro alle 27.
Sugli eurobond “personalmente sono favorevole, ma sapete che è uno dei dibattiti in Europa più divisivi”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a margine del vertice Ue sulla competitività.
In vista della presentazione dell’Industrial Accelerator Act il 25 febbraio, il gabinetto del vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la prosperità e la strategia industriale Stéphane Séjourné ha voluto diffondere una nota per sfatare cinque falsi miti circolati sulla preferenza europea.
La prima idea sbagliata è che “la preferenza europea significa chiudere i nostri mercati”. “Il mercato europeo rimarrà aperto. Questa preferenza sarà mirata in tre modi: (i) su un numero limitato di componenti critici, (ii) su un numero limitato di settori strategici, (iii) solo quando sono coinvolti finanziamenti pubblici”, scrivono dallo staff del commissario francese.
La seconda idea sbagliata è che “la preferenza europea non lascia spazio ai nostri partner”. “Le aziende che producono in Europa saranno considerate europee e verranno assunti impegni reciproci con i nostri partner di fiducia, che già applicano le stesse regole, nell’interesse delle nostre catene del valore”, spiegano. La terza è che “la preferenza europea farà aumentare i prezzi”. Falso, le nostre valutazioni d’impatto mostrano che i benefici economici e climatici superano di gran lunga gli aumenti dei prezzi, che saranno modesti e diminuiranno nel tempo con l’aumento della capacità produttiva”.
Il quarto flaso mito è che “la preferenza europea sarà un incubo burocratico. Invece, “una preferenza mirata e proporzionale, come la concepiamo, riduce significativamente il rischio di sovraccarico amministrativo. Inoltre, faremo affidamento su controlli ex post piuttosto che su oneri amministrativi a monte”.
Infine non è vero, dicono, che “la preferenza europea incontra una forte opposizione”. “La maggior parte degli Stati membri e dei gruppi politici del Parlamento europeo sostiene il principio. Tuttavia, le opinioni divergono sulle condizioni e le modalità della sua attuazione, che sono oggetto di consultazioni e processi decisionali in corso. La maggior parte delle aziende interessate e dei sindacati è favorevole”, conclude lo staff di Séjourné.
“La riunione informale dei capi di governo europei, al castello di Alden Biesen potrebbe portare a due opzioni. La prima che proietta la Ue in una nuova dimensione, quella federativa. La seconda, un ritorno ad un’Europa intergovernativa senza quindi il beneficio di un eventuale recupero di competitività economica e politica”. Cosi l’ex ministro Patrizio Bianchi su ‘Il Mattino’ in un editoriale dedicato all’importante incontro tra leader europei in corso in Belgio. “Anche la recente intenzione americana di cedere le basi Nato del nord e sud Europa – prosegue Bianchi – si incrocia quindi nelle sale del castello belga con i temi propri di un eventuale percorso federale cioè la difesa, la politica estera, la politica economica e, aggiungo, la gestione dell’intelligenza artificiale da cui dipenderà l’effettiva indipendenza di ognuno dei nostri Paesi e dell’Europa stessa”.
“La preoccupazione principale per l’industria europea in questo momento sono i costi energetici. Non siamo competitivi e rischiamo di perdere l’industria petrolchimica, l’industria siderurgica, quella metallurgica, che naturalmente è la base di ogni prosperità. Se perdiamo queste, non abbiamo più autonomia strategica. Quindi penso che nel 2026 sia necessario presentare misure per ridurre i costi energetici, per ridurre gli oneri amministrativi per le nostre imprese, per proteggere il nostro mercato dalle pratiche di dumping di altri blocchi commerciali. Questo è ciò che dobbiamo fare nel breve termine”. Lo dice il premier belga Bart De Wever al suo arrivo al vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio. “Penso che la competitività debba essere all’ordine del giorno di ogni Consiglio europeo, anche per valutare progetti a lungo termine, come l’integrazione dei mercati, tutto ciò che è scritto nelle relazioni Draghi e Letta”, aggiunge. Secondo il premier belga l’Ets, il sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue, “deve essere riformato”.
Sono iniziati i lavori al vertice informale dei leader Ue sulla Competitività nel castello belga di Alden Biesen. Al via la sessione di confronto con Mario Draghi, dopo quella con la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.
“La sfida in buona sostanza è capire se l’Unione Europea può dare risposte concrete, efficaci, immediate sui temi della competitività, perché non c’è più tempo da perdere se vuole tornare a pensare in grande come noi speriamo”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo arrivo al vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.
“È importante che ci muoviamo rapidamente e prendiamo decisioni molto concrete entro giugno” e “su alcune questioni, se non andiamo avanti a 27, ci riserviamo il diritto di agire con cooperazione rafforzata per accelerare il processo”. Lo dice il presidente francese Emmanuel Macron al suo arrivo al suo arrivo al vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio, in un punto stampa con il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. “La priorità – rimarca – è avere una risposta a brevissimo termine, che consiste nell’attuare tutto ciò su cui concordiamo e procedere molto più rapidamente sulla semplificazione, l’approfondimento del mercato unico, le questioni energetiche, i finanziamenti e, come ha appena ribadito il cancelliere, c’è un accordo franco-tedesco molto forte sull’Unione dei mercati dei capitali, che è molto importante”, “la seconda priorità è continuare a diversificare e ridurre i rischi della nostra Europa moltiplicando i partenariati”, “la terza è anche essere in grado, in alcuni settori critici, di avere una preferenza europea in alcuni settori particolarmente minacciati. E poi la quarta priorità è quella di continuare a finanziare l’innovazione”.
“L’obiettivo della riunione” dei leader affini prima del vertice “è un po’ simile a quella che già abbiamo organizzato e strutturato sul tema della migrazione, è favorire il fatto che il Consiglio dia alla Commissione Europea delle chiare cose da fare e che la Commissione possa appellarsi a delle indicazioni chiare che ha avuto dal Consiglio, anche per frenare una burocrazia che in Europa sta superando ampiamente quello che è il proprio ruolo”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo arrivo al vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.Lo scopo è quello di “dare al Consiglio, che poi è quello che decide, elementi più precisi e una convergenza già costruita può anche aiutare i lavori del Consiglio. Uno dei problemi è che molto spesso le indicazioni che noi diamo alla Commissione non sono chiare. E se le indicazioni non sono chiare, si perdono per lo strapotere dell’autocrazia, perché c’è il trilogo, perché il funzionamento è molto complesso. Quindi io penso che si faccia un lavoro che non va contro nessuno e che anzi aiuta tutti. Può aiutare il Consiglio, può aiutare la Commissione, può aiutare sicuramente i cittadini e le imprese”, rimarca.
“Non abbiamo affrontato in questa riunione” con i leader affini prima del vertice “il tema degli eurobond, anche perché la riunione era di insediamento e la partecipazione è stata talmente ampia che rischiavamo davvero di fare tardi al Consiglio, non era quello che volevamo fare”. Su questo “non c’è stata una discussione, ma ci sarà oggi. Presumo che anche la questione degli eurobond possa essere affrontata oggi”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo arrivo al vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio. “Continueremo a lavorare: l’obiettivo che noi ci diamo non è solamente quello di vederci prima dei Consigli europei, ma di lavorare tutto il tempo che c’è tra un Consiglio europeo e l’altro per arrivare con soluzioni concrete. Io vorrei che il gruppo di lavoro proponesse per il prossimo Consiglio 3 cose concrete da fare. La prima è sui prezzi dell’energia”, precisa.
Con il presidente francese Emmanuel Macron, “siamo d’accordo su diverse questioni, come quasi sempre”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, arrivando al ritiro dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio, e parlando ai media insieme a Macron. “Vogliamo rendere l’Unione Europea più veloce e migliorarla. In particolare, vogliamo avere un’industria competitiva in Europa. Ci sono diversi temi e abbiamo invitato Enrico Letta e Mario Draghi per discutere di competitività e del mercato unico europeo. Sono felice che Emmanuel Macron ed io siamo, come quasi sempre, d’accordo su queste questioni”, ha affermato Merz, spiegando che “nelle prossime settimane parleremo anche del finanziamento dell’Unione europea, ma oggi parleremo soprattutto di questi temi. Oggi non prenderemo decisioni, ma prepareremo le decisioni da adottare nelle prossime settimane, in occasione del Consiglio europeo”.
“I temi della competitività sono molti. Personalmente, e a nome dell’Italia, mi sono concentrato e mi concentrerò soprattutto sulla questione dei prezzi dell’energia. Su questo chiaramente ci sono delle dinamiche e delle risposte che servono a livello nazionale. La prossima settimana noi porteremo in Consiglio dei Ministri una misura molto articolata sul tema dei prezzi dell’energia, ma sono anche europei”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo arrivo al vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.”Se noi non rimuoviamo i problemi che esistono anche a livello europeo, non saremo in grado di dare una risposta sul tema più serio che mette a repentaglio la competitività delle nostre imprese, che è il tema dei costi dell’energia”, precisa.”Dobbiamo partire da una profonda revisione del sistema degli ETS e particolarmente dal freno alla speculazione finanziaria che c’è intorno al sistema e poi il CBAM e tante altre cose che sono molto tecniche. Dopodiché chiaramente c’è la questione del mercato unico, c’è la questione della semplificazione, lettera scritta da Italia e Germania ha offerto molti strumenti per semplificare e per farlo velocemente. C’è la questione dell’automotive, su cui l’Italia è stata in prima linea dall’inizio e l’obiettivo è sempre quello dell’applicazione seria del principio di neutralità tecnologica”, ribadisce la premier.
A margine dell’inconto informale dei Capi di Stato e di Governo Ue di Alden Biesen, il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, insieme al Cancelliere federale tedesco Friedrich Merz e al Primo Ministro belga Bart de Wever, ha ospitato l’incontro inaugurale di un nuovo gruppo di lavoro informale dedicato temi della competitività europea. Lo comunica Palazzo Chigi in una nota.Insieme a Italia, Germania, Belgio e Commissione europea, hanno preso parte all’incontro Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Svezia e Ungheria.La discussione dei Leader si è concentrata intorno alle tre priorità delineate nel documento orientativo predisposto da Italia, Germania e Belgio: completamento del Mercato Unico; semplificazione regolatoria e riduzione dei prezzi dell’energia; politica commerciale ambiziosa e pragmatica.Particolare attenzione è stata riservata alle iniziative necessarie al rilancio industriale dell’Europa, a partire da una rapida revisione dei meccanismi di tassazione delle emissioni (ETS e CBAM), così come sulla necessità di assicurare un rapido e fedele seguito alle priorità politiche indicate dal Consiglio Europeo.I leader hanno concordato di rivedersi già a margine del Consiglio europeo di marzo per mantenere alta l’attenzione sui temi della competitività e contribuire alle definizione di obiettivi concreti e scadenze precise.
“C’è sicuramente un motore franco-tedesco-italiano in questo momento, c’è sicuramente una convergenza col cancelliere Merz su molti temi. Stiamo rafforzando la nostra cooperazione bilaterale, ma non è qualcosa che si fa, diciamo, contro qualcun altro, escludendo qualcun altro. La Francia partecipa al tavolo sulla competitività che abbiamo promosso, ed è un bene perché chiaramente è un paese molto importante per discutere di queste materie”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo arrivo al vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.”Io non vedo mai la politica così, ma sicuramente in questa fase c’è un rilancio nelle relazioni e nella capacità che Italia e Germania stanno avendo di coordinare le proprie posizioni. Su questo chiaramente il ruolo del cancelliere Merz è stato molto positivo, è molto positivo e sono grato a Friedrich perché stiamo facendo un bel lavoro insieme”, aggiunge.
“Non credo che esista una figura” come quella di un inviato speciale Ue per la competitività “ma sicuramente sicuramente sia Draghi sia Letta stanno fornendo un contributo molto importante. Si parte dai loro rapporti e penso che siamo stati entrambi preziosi”. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al suo arrivo al ritiro dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.
“C’è il tema del commercio internazionale sul quale noi continuiamo a essere molto aperti, a patto ovviamente che ci sia reciprocità. Quindi l’Unione europea deve scegliere, perché se la sua strategia è quella di aprire ad accordi di libero scambio, e l’Italia su questo è d’accordo, allora deve anche sapere che non può continuare a iper regolamentare, perché noi non possiamo fare accordi di libero scambio con sistemi che non hanno neanche lontanamente le norme che noi imponiamo ai nostri produttori”. Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al suo arrivo al ritiro dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio. “Quindi, da una parte serve semplificare, serve deregolamentare, e dall’altra questo rende ovviamente effettivamente positivo aprirsi agli altri mercati”, aggiunge. “La sfida – rimarca – in buona sostanza è capire se l’Unione Europea può dare risposte concrete, efficaci, immediate sui temi della competitività, perché non c’è più tempo da perdere se vuole tornare a pensare in grande come noi speriamo”.
“Siamo chiamati a discussione franca sui temi della competitività europea in vista del Consiglio Europeo di marzo, che vorremmo fosse molto concreto nel dare risposte ai nostri sistemi produttivi. Partiamo oggi per quella discussione dai rapporti che conoscete di Mario Draghi e di Enrico Letta. Stiamo lavorando per arrivarci, per arrivare al Consiglio Europeo di marzo più preparati possibile, ragione per la quale l’Italia insieme Con la Germania e il Belgio, promosso, come sapete, oggi un tavolo di paesi like-minded, cioè di paesi che sono d’accordo sull’urgenza di dare risposte alla competitività europea nei nostri settori produttivi”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo arrivo al vertice informale dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.”Una riunione che è stata molto partecipata, dimostrazione chiaramente di una sensibilità che è ampia sul tema e di un ruolo che l’Italia può giocare in una fase particolarmente importante, particolarmente delicata”, rimarca la premier.
Qual è la via più semplice per l’Europa? “Primo, fermare la guerra. La guerra fa male agli affari. Cercare la pace. Secondo, non inviare soldi a qualcun altro se ne hai bisogno per la tua competitività. Quindi non inviare soldi all’Ucraina. Terzo, ridurre e abbassare il più possibile il prezzo dell’energia. È semplicissimo”. Lo dice il premier ungherese, Viktor Orban, al suo arrivo al ritiro dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.
“Parleremo di competitività e, naturalmente, questa è la base di tutto perché, in termini geopolitici, se si vuole essere una potenza geopolitica, o si è una forte potenza economica o una forte potenza militare. Siamo una forte potenza economica, ma dobbiamo essere più forti, questo è certo. Quindi dobbiamo lavorare sui nostri processi di semplificazione, dobbiamo lavorare su tutto ciò che aiuta le nostre aziende”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas al suo arrivo al ritiro dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio.
“Credo che oggi la discussione sul mercato unico, sulla nostra competitività, sia in realtà una questione di sicurezza nazionale. Credo che geopoliticamente l’Europa sia ancora vulnerabile, e questo a causa delle dipendenze, delle dipendenze critiche, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento di materie prime”. Lo dice il presidente della Lituania Gitanas Nauseda arrivando al ritiro dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio. “Il mio Paese è stato il primo a smettere di acquistare risorse energetiche russe pochi mesi dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Questo grazie al nostro forte impegno politico e alle azioni concrete intraprese per ridurre questa dipendenza. Credo che a livello europeo possiamo fare lo stesso”, aggiunge.
A quanto si apprende, è iniziata la riunione di coordinamento informale sui temi della competitività, organizzata da Italia, Germania e Belgio, prima del vertice informale dei leader Ue sulla Competitività nel castello belga di Alden Biesen.
Il pre summit si tiene in un hotel nelle vicinanze del castello di Alden Biesen, dove in mattinata inizierà il ritiro informale dei leader e dovrebbe durare circa 45 minuti. Presenti circa venti Paesi e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Arrivato anche il presidente francese Emmanuel Macron.
“Come abbiamo fatto l’anno scorso per la difesa, il 2026 sarà l’Anno della competitività dell’economia europea”. Lo afferma il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, al suo arrivo al ritiro dei leader Ue sulla Competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio. “Abbiamo una chiara priorità: rafforzare la crescita economica in Europa, essenziale per la nostra prosperità, creare posti di lavoro positivi e sostenere il nostro modello economico e sociale. Quattro priorità principali: prima di tutto, dobbiamo approfondire e completare il nostro mercato unico – spiega -. Dobbiamo rimuovere le barriere interne e anche quelle burocratiche. Seconda priorità, dobbiamo far crescere le nostre aziende. Per questo, abbiamo bisogno di mercati dei capitali unificati e dinamici per sostenere le nostre PMI, le nostre startup, per crescere, investire nell’innovazione e modernizzare la nostra economia”. “In secondo luogo, dobbiamo far crescere anche le nostre grandi aziende, perché abbiamo bisogno di aziende forti per competere sul mercato globale. Terza priorità, nel contesto geoeconomico, dobbiamo continuare la nostra politica commerciale molto proattiva e proteggere le nostre aziende dalla concorrenza sleale e dalla coercizione economica, consentendo loro di continuare a lavorare, e affrontare la questione dei costi energetici. E infine, dobbiamo investire di più e meglio”, illustra. “Naturalmente, investimenti pubblici e privati. Per quanto riguarda gli investimenti pubblici, avremo l’opportunità di discutere, più avanti quest’anno, del prossimo bilancio pluriennale dell’Unione Europea. Oggi, la nostra priorità è sbloccare gli investimenti privati, mobilitare i nostri risparmi per investire nelle nostre aziende e creare un ecosistema più dinamico e dinamico per gli investimenti”, conclude.

