Francesca Albanese, Parigi chiede le dimissioni dall’Onu: “Parole oltraggiose su Israele”

Francesca Albanese, Parigi chiede le dimissioni dall’Onu: “Parole oltraggiose su Israele”
Francesca Albanese nella sala stampa della Camera dei deputati, Roma, 3 febbraio 2026 (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)

Lo ha fatto sapere il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha affermato che la Francia, durante la prossima sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, chiederà le dimissioni di Francesca Albanese da relatrice speciale dell’Onu sui Territori palestinesi. Il motivo – riportano i media transalpini – sono le “parole oltraggiose” rivolte nei confronti di Israele che sarebbe stato attaccato “come popolo e nazione” e questo “è assolutamente inaccettabile”.

“La Francia condanna senza riserve le dichiarazioni scandalose e riprovevoli della signora Francesca Albanese, che prendono di mira non il governo israeliano, le cui politiche possono essere criticate, ma Israele come popolo e come nazione, il che è assolutamente inaccettabile”, ha detto Barrot in Aula precisando che le dichiarazioni di sabato di Albanese a un forum organizzato a Doha dal canale Al-Jazeera “si aggiungono a una lunga lista di posizioni scandalose, che giustificano il 7 ottobre, il peggior massacro antisemita della nostra storia dall’Olocausto, evocando la lobby ebraica o paragonando Israele al Terzo Reich”.

Cosa aveva detto Francesca Albanese a Doha

Intervenendo sabato in videoconferenza durante un forum organizzato a Doha dal canale Al-Jazeera, Albanese aveva affermato: “Abbiamo trascorso gli ultimi due anni osservando la pianificazione e la realizzazione di un genocidio. E il genocidio non è finito. Il genocidio, inteso come distruzione intenzionale di un gruppo in quanto tale, è ormai chiaramente evidente. Il fatto che, invece di fermare Israele, la maggior parte dei paesi del mondo lo abbia armato, fornito pretesti politici, un ombrello politico e sostegno economico e finanziario è una sfida. Il fatto che la maggior parte dei media nel mondo occidentale abbai amplificato la narrazione a favore dell’apartheid e del genocidio è una sfida. E allo stesso tempo qui sta anche un’opportunità. Perchè, se la legge internazionale è stata pugnalata al cuore, è anche vero che mai prima d’ora la comunità globale ha visto le sfide che tutti noi dobbiamo affrontare. Noi, che non controlliamo ingenti capitali finanziari, algoritmi o armi, ora ci rendiamo conto che come umanità abbiamo un nemico comune“. In un post su X, Albanese aveva poi precisato: “Il nemico comune dell’umanità è il sistema che ha permesso il genocidio in Palestina“.

L’Osservatorio Israele esprime soddisfazione

L’Osservatorio Israele esprime soddisfazione per la posizione assunta dalla Francia e, in particolare, dal ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot. “È un passaggio necessario e direi improrogabile. Le istituzioni internazionali non possono trasformarsi in piattaforme di delegittimazione sistematica contro Israele. La credibilità degli organismi delle Nazioni Unite si fonda su criteri di imparzialità, equilibrio e rigore giuridico, che devono valere innanzitutto per chi ricopre incarichi di responsabilità internazionale”, dichiara il presidente dell’associazione Nicolae Galea. “Ora ci aspettiamo che altri Paesi seguano l’esempio francese e che, finalmente, le Nazioni Unite decidano di interrompere ogni rapporto con la signora Albanese”. 

Anche la Lega contro Francesca Albanese

“La Lega sull’Albanese ha una sola richiesta: dimissioni! Per questo abbiamo presentato una risoluzione nella quale ci uniamo alla Francia e a qualsiasi altro Paese nel chiedere che la relatrice speciale dell’Onu sui territori palestinesi lasci immediatamente l’incarico. Chi definisce – solo per citare un esempio – Israele ‘nemico comune dell’umanità’, ha ben poco da dichiararsi super partes e fomenta più che leciti sospetti sul suo antisemitismo”. Così i deputati del Carroccio Paolo Formentini (vicepresidente della commissione Affari Esteri) ed Eugenio Zoffili (capogruppo in commissione Difesa) e i componenti della commissione Affari Esteri Simone Billi, Dimitri Coin, Andrea Crippa e Alessandro Giglio Vigna. 

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