Gaza, Putin accetta l’invito di Trump a entrare nel Board of Peace

Gaza, Putin accetta l’invito di Trump a entrare nel Board of Peace
Il presidente russo Vladimir Putin e quello americano Donald Trump, nel loro vertice in Alaska il 15 agosto 2025 (foto AP/Julia Demaree Nikhinson)

Da Meloni una “posizione di apertura” ma per un’adesione dell’Italia “serve più tempo”

Il presidente russo Vladimir Putin ha accettato l’invito del presidente americano Donald Trump a entrare nel ‘Board of Peace’, l’organismo ideato dal leader della Casa Bianca per supervisionare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e, in generale, risolvere i conflitti a livello mondiale. Ad annunciarlo è stato lo stesso Trump, secondo quanto riporta la Cnn. Il leader Usa ha detto che Putin “è stato invitato” e “ha accettato” di far parte dell’iniziativa. “Vogliamo tutti. Vogliamo tutte le nazioni. Vogliamo tutte le nazioni in cui il popolo ha il controllo, il popolo ha il potere. In questo modo non avremo mai problemi. Questo è il più grande consiglio mai riunito”, ha risposto Trump ai giornalisti a Davos quando gli sono state chieste le ragioni dell’invito a Putin. “Sì, ci sono alcune persone controverse, ma sono persone che portano a termine il lavoro”, ha aggiunto.

Le perplessità dei leader europei

Finora i leader europei, che oggi 22 gennaio si riuniranno in un vertice straordinario a Bruxelles, si sono invece mostrati freddi sull’adesione al ‘Board of Peace’. Il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron hanno rifiutato di farne parte. E la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, non ha ancora deciso. Per ora, in quello che dovrebbe essere il giorno della cerimonia di firma con cui, a margine del World Economic Forum di Davos, verrà creato il Board, hanno detto sì solo Arabia Saudita, Turchia, Egitto, Giordania, Indonesia, Pakistan, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. E l’israeliano Benjamin Netanyahu, che tuttavia sicuramente non sarà in Svizzera a causa del mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei suoi confronti per quanto accaduto a Gaza.

La posizione di Meloni

Per quanto riguarda invece la posizione della presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, la premier ha detto che per un’eventuale adesione dell’Italia all’iniziativa “serve più tempo”. Ospite di Bruno Vespa, Meloni ha chiarito che “la posizione dell’Italia è una posizione d’apertura“, ma “c’è per noi un problema costituzionale di compatibilità, perché dalla lettura dello Statuto è emerso che ci sono alcuni elementi che sono incompatibili con la nostra Costituzione e questo non ci consente di firmare sicuramente domani (oggi, ndr)”. Ha sostenuto che non c’è il rischio di fare un Onu privato, visto che le “Nazioni Unite sono un organismo troppo consolidato“. E nel contempo, alla domanda se possa sedersi al tavolo anche Vladimir Putin, ha messo a verbale: “In qualsiasi organismo multilaterale, multipolare ci si siede al tavolo con persone che sono distanti da noi“. La mancata partecipazione dell’Italia al Board of Peace era stata concordata da Meloni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le opposizioni avevano chiesto al Governo di rifiutare l’invito di Trump, e anche la maggioranza si era mostrata divisa a riguardo.

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