Al World Economic Forum di Davos è il giorno del discorso del presidente americano Donald Trump, che si è messo in viaggio verso la Svizzera dopo un cambio di aereo dovuto a un problema elettrico. Sarà molta l’attenzione sulle sue parole in tema di Groenlandia, dopo che le mire degli Stati Uniti sull’isola si sono intensificate nelle ultime settimane suscitando la dura reazione dei leader europei e provocando il timore di una nuova guerra commerciale. Sul territorio, ha detto Trump, “è possibile raggiungere un accordo“, forse proprio a Davos. Ecco tutte le notizie di oggi 21 gennaio in diretta.
“Accolgo con favore l’annuncio del Presidente Trump di sospendere l’imposizione dei dazi prevista per il 1° febbraio nei confronti di alcuni Stati europei. Come l’Italia ha sempre sostenuto, è fondamentale continuare a favorire il dialogo tra Nazioni alleate”. Lo dichiara la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Quello discusso con la Nato per la Groenlandia è “un accordo a lungo termine, durerà per sempre”. Lo ha detto Donald Trump, parlando con i giornalisti a Davos. “Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo”, ha affermato il presidente Usa.
Le intenzioni degli Stati Uniti nei confronti della Groenlandia non sono una cosa che riguarda la Russia. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin. “Quello che sta accadendo in Groenlandia non ci riguarda affatto”, ha affermato il capo del Cremlino durante una riunione con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza, come riferisce Ria Novosti. “Penso che Stati Uniti e Danimarca risolveranno la questione tra loro”, ha aggiunto. “La Danimarca ha sempre trattato la Groenlandia come una colonia e l’ha trattata in modo piuttosto duro, se non crudele. Ma questa è un’altra questione”, ha spiegato il presidente russo.
“A seguito di un incontro molto proficuo con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, abbiamo definito il quadro di un futuro accordo relativo alla Groenlandia e, di fatto, all’intera regione artica”. Lo annuncia Donald Trump su Truth. “Questa soluzione, se finalizzata, sarà estremamente vantaggiosa per gli Stati Uniti d’America e per tutte le nazioni della Nato”, afferma il presidente Usa. “Sulla base di questa intesa, non imporrò i dazi doganali che sarebbero dovuti entrare in vigore il 1° febbraio. Sono in corso ulteriori discussioni relative al progetto ‘Golden Dome’ per quanto riguarda la Groenlandia. Ulteriori informazioni saranno rese disponibili man mano che i negoziati procederanno. Il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, l’Inviato Speciale Steve Witkoff e altri, se necessario, saranno responsabili dei negoziati e riferiranno direttamente a me”, conclude Trump.
“Se vuole dirmelo, me lo deve dire in faccia”. Lo ha detto Donad Trump riguardo alle parole del ministro degli Esteri Danese, Lars Løkke Rasmussen, che avrebbe rifiutato l’offerta di trattative sulla Groenlandia. Quanto a una possibile data per le discussioni, Trump ha detto: “Non ne ho idea”. Parlando con i giornalisti prima del bilaterale col segretario generale della Nato a Davos, il presidente Usa ha anche detto, “lo scoprirete”, riguardo alle possibili conseguenze di un mancato accordo per l’acquisizione dell’isola artica.
“Possiamo fare progressi concreti sul mercato unico europeo senza dover modificare i trattati”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante un panel al World Economic Forum a Davos. “Siamo il prodotto della nostra storia, e molte caratteristiche nazionali, dalla lingua alla burocrazia, sono sopravvissute al processo di integrazione”, ha spiegato Lagarde, sottolineando la lentezza dell’armonizzazione europea. “Il mercato interno europeo è il nostro più grande potenziale, ma troppe regole complesse e sovrapposte lo rallentano”, ha aggiunto. “Ci sono modi, anche senza modifiche dei trattati, per procedere più velocemente: coalizioni di volenterosi, maggioranza qualificata come accaduto per l’emissione dei 90 miliardi a sostegno dell’Ucraina, consenso tra industria, politici e governi”. “La sorveglianza unica bancaria sarà proposta nel primo trimestre del 2026, e abbiamo già fatto progressi sulla cartolarizzazione”, ha ricordato. “Il momento è favorevole, leader e industria stanno finalmente parlando la stessa lingua, e questo ci permette di superare lentezze storiche”. “Se c’è la volontà comune, possiamo accelerare e raggiungere risultati concreti senza cambiare i trattati”, ha concluso Lagarde.
“Sotto la sua leadership l’Alleanza è più forte che mai”. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, rivolto a Donald Trump, prima dell’incontro bilaterale a Davos. Rutte ha rassicurato il presidente Usa, che aveva messo in dubbio le capacità e la volontà degli altri membri dell’Alleanza nel caso gli Stati Uniti avessero bisogno del loro sostegno: “Se mai gli Stati Uniti fossero sotto attacco, i vostri alleati saranno con voi”, ha detto.
“E’ stato detto che il presidente Emmanuel Macron ha aumentato il prezzo dei medicinali. Non è lui a stabilirne i prezzi. Sono regolati dal sistema di previdenza sociale e, di fatto, sono rimasti stabili. Chiunque abbia messo piede in una farmacia francese lo sa”. Così su X l’Eliseo, allegando una foto di Donald Trump con la scritta ‘fake news’, ha replicato alle dichiarazioni a Davos del presidente degli Stati Uniti sul costo dei farmaci.
Il governo della Groenlandia ha pubblicato una guida in cui suggerisce cinque giorni di autoisolamento in caso di situazione d’emergenza. Lo scrive il ministero della Natura e dell’Ambiente in un comunicato stampa. La campagna ‘Preparazione alle emergenze – preparati per i prossimi cinque giorni’ è stata concepita per garantire una maggiore sicurezza dei residenti e il rafforzamento di tutti i servizi di emergenza della società, si legge nel comunicato stampa. “La pubblicazione di questo opuscolo non significa che ci aspettiamo una crisi”, ha precisato in un comunicato il ministro della Pesca, dell’Acquacoltura, dell’Agricoltura, dell’Autosviluppo e dell’Ambiente, Peter Borg.
Il ministro degli Esteri della Danimarca Lars Løkke Rasmussen ha commentato il discorso del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al Forum economico mondiale di Davos. “È positivo di per sé affermare che non farà uso della forza militare” in Groenlandia, ha detto, come riporta Berlingske, “ma l’ambizione del presidente è intatta”.
L’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky a Davos avrà luogo domani. Lo ha precisato lo stesso presidente Usa, rispondendo alla domanda di un giornalista. In precedenza, nel suo discorso al Wec, Trump aveva affermato che l’incontro avrebbe avuto luogo oggi.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin “sono a un punto in cui possono unirsi e raggiungere un accordo”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos. “E se non lo fanno sono stupidi, e questo vale per entrambi”, ha aggiunto, “non voglio insultare nessuno, ma bisogna portare a termine questo accordo. Stanno morendo troppe persone”.
“Parlo della Nato, parlo dell’Europa. Loro devono lavorare sull’Ucraina. Noi no. Gli Stati Uniti sono molto lontani. Ci separa un oceano immenso e meraviglioso. Non c’entriamo niente”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos.
“Dopo la guerra, abbiamo restituito la Groenlandia alla Danimarca. Quanto siamo stati stupidi a farlo? Quanto sono ingrati ora?”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos. “Quando noi l’abbiamo restituita, la Groenlandia non aveva il valore di adesso”, ha aggiunto, “adesso è molto più necessaria quest’isola che in passato”.
Il presidente francese Emmanuel Macron “l’ho visto ieri con quei bellissimi occhiali da sole, che diavolo è successo?”. Lo ha affermato Donald Trump nel corso del suo intervento al World Economic Forum di Davos, in Svizzera. Macron ha “cercato di fare il duro”, ha aggiunto Trump, “non ci crederete, ma mi piace Emmanuel”.
“Sto cercando di avviare immediatamente dei negoziati per discutere nuovamente dell’acquisizione della Groenlandia da parte degli Stati Uniti, proprio come abbiamo acquisito molti altri territori nel corso della nostra storia, come hanno fatto molte nazioni europee”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos.
“Il Canada vive grazie agli Stati Uniti”. Lo ha affermato Donald Trump nel corso del suo intervento al World Economic Forum di Davos in Svizzera. “Dovrebbero esserci grati, ma non lo sono”, ha aggiunto.
“Avete una scelta: potreste dire di sì e noi lo apprezzeremmo molto, o potreste dire di no e ce ne ricorderemo”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos, parlando dell’acquisizione della Groenlandia.
Nel corso di un passaggio del suo discorso al World Economic Forum di Davos, il presidente americano Donald Trump ha confuso la Groenlandia con l’Islanda. Lo ha fatto notare la Nbc, sottolineando che la gaffe di Trump è arrivata mentre il tycoon spiegava che tutto ciò che chiede è “un pezzo di ghiaccio”.
“Noi ci saremo, al 100%, ma non so se la Nato ci sarà per noi”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos. “Abbiamo pagato la Nato e non abbiamo ottenuto nulla”, ha aggiunto, “e chiediamo di avere una Groenlandia con un titolo di proprietà”.
“Bisogna mettere fine a quella guerra perchè stanno morendo troppe persone inutilmente”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos. “Cerco di trattare con Putin, vuole arrivare a un accordo e anche Zelensky”, ha aggiunto Trump.
“Io dovrei utilizzare una forza inarrestabile ma non lo farò. Non voglio usare la forza e non la userò” per ottenere la Groenlandia. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos.
“Ho questo grande rispetto per la Groenlandia, per la Danimarca, per i groenlandesi e i danesi però ogni alleato Nato ha un obbligo: difendere i propri territori. E la questione qui è che nessuna nazione può dire di essere capace di mettere al sicuro la Groenlandia più degli Stati Uniti”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos.
“Non vogliamo combattere, vogliamo salvare” la Groenlandia. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos.
“Noi vogliamo degli alleati più forti, vogliamo che l’Europa diventi più forte”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos. “Noi ci teniamo agli europei”, ha aggiunto Trump, “noi crediamo molto nell’Europa, ma a noi serve un’Occidente unito”.
“C’era stato questo problema e faccio riferimento al ‘Green’. Ma questa è stata una cosa poco seria, è stato un disastro”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos. “In Europa avete visto cosa è successo, la sinistra ha tentato di imporre questa politica green”, ha aggiunto, “i prezzi dell’elettricità sono del 64% più alti”. “E pensare che sono circondati dal Mare del Nord, con delle risorse incredibili sotto la superficie, nelle profondità”, ha detto ancora Trump, “sul fondo potrebbero utilizzare il petrolio ma non permettono di trivellare e hanno reso impossibile alle oil company di trivellare. Le company vengono da me e dicono ‘Vorrei che il Regno Unito e l’Ue si comportassero meglio’”.
“Il Venezuela tornerà ad essere un meraviglioso Paese, apprezziamo la grande collaborazione da subito dopo la fine dell’attacco. È un buon esempio”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos. “La leadership del Venezuela si sta comportando in modo eccellente, ho fatto la cosa giusta”, ha aggiunto Trump, “il Venezuela è stato un luogo meraviglioso però poi è successo qualcosa di grave, politicamente parlando. Sono incappati in grossi problemi e noi li abbiamo aiutati”.
“Io amo l’Europa e vorrei che tutto andasse per il meglio però no, non state andando nella direzione giusta“. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos. “Dopo decenni in cui a Washington si sono rispettate le grandi capitali d’Europa, adesso invece non riuscite a controllare le importazioni, l’immigrazione“, ha aggiunto Trump, “qui parlate di green, di tecnologia e importate tante popolazioni”.
“Abbiamo migliorato il tenore di vita dei cittadini americani come mai prima e anche voi potreste fare molto meglio seguendo quello che abbiamo fatto noi, perchè alcune aree dell’Europa non sono più riconoscibili. Non ci piove”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos. “Noi siamo il motore economico del pianeta e se c’è un boom economico degli Stati Uniti questo boom si estende al resto del mondo“, ha aggiunto.
“Saremmo morti se avessero continuato a governare i democratici“. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos. “Sotto l’Amministrazione Biden, l’Amministrazione viveva delle piaghe: la ricetta per il fallimento e il declino“, ha aggiunto, “dopo solo un anno delle mie politiche constatiamo il contrario”. “Dal mio secondo mandato abbiamo permesso a milioni di persone di non dover fare la fila davanti alle mense per una zuppa calda“, ha detto ancora Trump.
“Gli Stati Uniti sono nel bel mezzo della più grande crescita economica del Paese“. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intervenendo al Forum economico mondiale di Davos. “Sono al forum di quest’anno con delle notizie fenomenali che porto dagli Stati Uniti”, ha aggiunto, “adesso dopo 12 mesi, l’economia è in fase di boom, la crescita sta esplodendo. Gli investimenti stanno esplodendo, i redditi aumentano”.
“Nessuno oggi può ricreare forzatamente la divisione degli emisferi del passato e sognare di controllare il proprio emisfero o di risolvere autonomamente problemi universali. Chiunque ci provi nel XXI secolo fallirà, come altri hanno fallito nel XX secolo. Poiché non è possibile farlo ignorando l’Europa, il suo potere nei valori, la giustizia sociale e l’economia mondiale. Perché l’Europa è la culla della democrazia, il faro delle libertà, il pilastro dello Stato di diritto, il punto di riferimento dello Stato sociale. È stato così in passato. Sarà sempre così. Pertanto, noi europei non rinunceremo mai e poi mai al nostro ruolo cruciale nell’universo”. Lo ha affermato il presidente del Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa, nel suo discorso al Parlamento europeo a Strasburgo sull’anniversario dei 40 anni dell’adesione della Spagna all’Ue. “Perché rinunciare al suo ruolo universale significherebbe, per l’Europa, rinunciare a se stessa e a tutti coloro che le danno vita.Ecco perché noi portoghesi non rinunceremo mai e poi mai all’Europa. Perché rinunciare all’Europa significherebbe, per il Portogallo, rinunciare a una parte essenziale e insostituibile del Portogallo”, conclude.
L’Air Force One con a bordo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è atterrato all’aeroporto di Zurigo. Non si tratta del solito Boeing 747, ma della versione militare del Boeing 757. Trump ha dovuto cambiare aereo a causa di un guasto tecnico. Lo riporta l’emittente svizzera Srf.
Dopo l’atterraggio a Zurigo, Trump si recherà in elicottero a Davos, dove il suo intervento è previsto alle 14.30. Lì, incontrerà per la prima volta la delegazione svizzera, composta dal Presidente federale Guy Parmelin, dal Consigliere federale Ignazio Cassis e dalla Consigliera federale Karin Keller-Sutter.
A causa del ritardo nell’arrivo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Davos (causato da un guasto elettrico alll’Air Force One), l’incontro programmato con il cancelliere tedesco Friedrich Merz non potrà aver luogo. Lo riporta Bild, citando fonti del governo tedesco.
A quanto apprende LaPresse, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, non tornerà a Davos ed è attualmente in viaggio da Strasburgo verso Bruxelles “per preparare il Consiglio europeo straordinario di domani”. La presidente non si recherà dunque nella cittadina svizzera, dove oggi è atteso il presidente Usa Donald Trump. Sembrerebbe sfumata pertanto l’ipotesi di un incontro con il leader americano, che in un primo momento la Commissione non escludeva.
“Il rischio qui è che ci concentriamo, ovviamente, sulla Groenlandia, perché dobbiamo assicurarci che la questione venga risolta in modo amichevole. Ma il problema principale ora non è la Groenlandia. Il problema principale è l’Ucraina“. Lo dice il segretario generale della Nato Mark Rutte al Forum di Davos. “Sono anche un po’ preoccupato – aggiunge – che potremmo perdere la bussola, concentrandoci così tanto su altre questioni” e “mentre parliamo, missili e droni russi stanno attaccando le infrastrutture energetiche in Ucraina”, quindi “l’attenzione all’Ucraina dovrebbe essere la nostra priorità numero uno. E poi potremo discutere di tutte le questioni, compresa la Groenlandia. Ma dovrebbe essere l’Ucraina la prima cosa perché è cruciale per la nostra sicurezza europea e statunitense“.
La Nato non subirà ricatti sulla Groenlandia. È quanto ha detto il primo ministro svedese, Ulf Kristersson, parlando con Associated Press a margine del forum di Davos. Kristersson ha dichiarato che “non speculerebbe” sul fatto che la Nato sia irreparabilmente compromessa a seguito delle minacce di Donald Trump di prendere il controllo della Groenlandia e ha affermato che gli europei sono disposti a rafforzare la sicurezza in Groenlandia e in tutto l’Artico, ma “non accetteremo di essere ricattati”. La Svezia ha aderito alla Nato nel 2024.
“Quando si parla dell’Artico, penso che il Presidente Trump abbia ragione. Anche altri leader della Nato hanno ragione. Dobbiamo difendere l’Artico. Sappiamo che le rotte marittime si stanno aprendo. Sappiamo che Cina e Russia sono sempre più attive nell’Artico. Ci sono otto paesi confinanti con l’Artico. Sette sono membri della Nato: Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Canada e Stati Uniti. C’è solo un paese confinante con l’Artico al di fuori della Nato, la Russia. E direi che c’è un nono paese, la Cina, che è sempre più attivo nella regione artica. Quindi il presidente Trump e altri leader hanno ragione. Dobbiamo fare di più. Dobbiamo proteggere l’Artico dall’influenza russa e cinese“. Lo dice il segretario generale della Nato Mark Rutte parlando al Forum di Davos.
“Questa settimana, i leader si incontreranno per discutere la nostra risposta. Siamo a un bivio. L’Europa preferisce il dialogo e le soluzioni, ma siamo pienamente pronti ad agire, se necessario, con unità, urgenza e determinazione“. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.
Con gli Usa “condividiamo la stessa valutazione strategica sulla sicurezza artica. Ed è per questo che le tariffe aggiuntive proposte sono semplicemente sbagliate. Se ora stiamo precipitando in una pericolosa spirale discendente tra alleati, ciò non farebbe che incoraggiare proprio gli avversari che entrambi siamo così determinati a tenere fuori dal nostro panorama strategico”. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. “Concordiamo con i nostri amici americani sulla necessità di garantire la sicurezza della regione artica. Su questo non solo siamo allineati, ma stiamo anche lavorando insieme, in particolare nell’ambito della NATO – precisa -. La Finlandia, ad esempio, sta collaborando con gli Stati Uniti sui rompighiaccio, un equipaggiamento fondamentale nel contesto delle operazioni nell’Estremo Nord. Oppure, si prenda la recente esercitazione Arctic Light a guida danese, svoltasi qualche mese fa nell’ambito della NATO. Questa è stata fondamentale per rafforzare la prontezza operativa degli Alleati nell’Artico. Siamo allineati. Stiamo lavorando insieme”.
“Il cambiamento nell’ordine internazionale non è solo sismico, ma permanente. E la velocità del cambiamento supera di gran lunga qualsiasi cosa abbiamo visto negli ultimi decenni. Viviamo in un mondo definito dal potere puro, che sia economico o militare, tecnologico o geopolitico. E anche se a molti di noi potrebbe non piacere, dobbiamo fare i conti con il mondo così com’è ora. Il che mi porta alla seconda realtà, e imperativo, per l’Europa. E cioè accelerare la nostra spinta verso l’indipendenza“. Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. “Abbiamo assistito a eventi che hanno scosso il mondo. Dalle proteste nazionali – e dalla repressione – in Iran al sequestro di petroliere della flotta ombra nell’Atlantico settentrionale. Dalla situazione instabile intorno all’Artico e alla Groenlandia ai bombardamenti incessanti contro i civili e le infrastrutture ucraine. Dalle tensioni in Medio Oriente all’Indo-Pacifico. Tutto ciò riflette una serie di realtà per l’Europa“, precisa.
“Sul piano monetario siamo in una buona posizione: abbiamo un’inflazione sotto controllo e un tasso d’interesse al 2%. Non sono preoccupata, ma sono in allerta”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante un’intervista con l’emittente Rtl. Lagarde ha però avvertito che i risultati raggiunti possono essere messi in discussione dal clima globale. “Quello che mi preoccupa è la rimessa in discussione di questi risultati da parte dell’incertezza che Donald Trump fa pesare sul mondo”, ha detto. “L’incertezza e la fiducia non vanno d’accordo, e la fiducia è essenziale per investitori, imprese e famiglie”, ha concluso, sottolineando che questa strategia rischia di danneggiare anche l’economia statunitense.
“Gli Usa si comportano in modo molto strano per degli alleati”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante un’intervista con l’emittente Rtl. Rispondendo a una domanda sul rapporto con Washington, Lagarde ha osservato che le minacce sui dazi e su territori come la Groenlandia non sono coerenti con il comportamento di un alleato storico nell’ambito della Nato. “Stiamo assistendo all’aprirsi del sipario su un nuovo ordine internazionale. Quando si è alleati all’interno del Trattato dell’Atlantico Nord da decenni, minacciare di impadronirsi di un territorio che chiaramente non è in vendita, come la Groenlandia, e agitare restrizioni tariffarie non è un comportamento molto ‘da alleati’, tra virgolette”, ha detto Lagarde. Secondo la presidente della Bce, le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sui dazi e sui territori strategici stanno mettendo in discussione gli equilibri globali. “Questo nuovo ordine internazionale deve portarci a una revisione profonda del modo in cui organizziamo la nostra economia in Europa e delle relazioni con i Paesi che giocano secondo le nostre stesse regole”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza delle prese di posizione del presidente francese Emmanuel Macron e del primo ministro canadese Mark Carney.
“Indicare quali sono gli strumenti di cui disponiamo, mostrare determinazione collettiva, essere uniti e determinati: questa è una postura europea necessaria”. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante un’intervista con l’emittente Rtl, parlando dell’eventuale utilizzo dello strumento anti-coercizione europeo, definito da alcuni un ‘bazooka‘, in risposta alle minacce di dazi del presidente americano Donald Trump in caso di mancata acquisizione Usa della Groenlandia. Lo strumento, a giudizio di Lagarde, deve essere inserito in una strategia comune. “Una volta che i partner si siedono intorno al tavolo, e una volta che il presidente Trump avrà chiarito la sua posizione, gli europei potranno decidere cosa fare insieme”, ha spiegato, ribadendo che la vera forza dell’Europa è “l’unità e la determinazione”.
Il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista tv a NewsNation ha affermato che ritiene possibile il raggiungimento di un accordo sulla Groenlandia, forse mentre sarà a Davos. Parlando al programma ‘Katie Pavlich Tonight’, Trump ha minimizzato la minaccia di ritorsioni fatta dal presidente francese Emmanuel Macron per rispondere ai dazi a sua volta paventati dal presidente Usa in relazione alla Groenlandia.
Il presidente Usa, Donald Trump, è ripartito verso Davos, in Svizzera, dopo avere cambiato aereo a seguito del problema dell’Air Force One per il quale il velivolo era dovuto rientrare alla Joint Base Andrews in Maryland dopo circa un’ora dalla partenza. L’inquilino della Casa Bianca si è imbarcato su un Air Force C-32, un Boeing 757 modificato normalmente utilizzato dal presidente per i viaggi interni verso aeroporti più piccoli, e ha proseguito il suo viaggio verso il World Economic Forum di Davos poco dopo mezzanotte ora locale. Si tratta della seconda partenza perché, dopo essere partito per la Svizzera a bordo dell’Air Force One, l’aereo è rientrato alla Joint Base Andrews a causa di quello che la Casa Bianca ha indicato come “un piccolo problema elettrico”.
“L’America sarà ben rappresentata a Davos, da me. Dio vi benedica tutti!”. Così il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. “Sarà un viaggio interessante“, “non ho idea di cosa succederà, ma siete ben rappresentati”, ha detto ancora parlando con i giornalisti mentre lasciava la Casa Bianca in partenza per il forum in Svizzera. L’Air Force One a bordo del quale è partito è poi rientrato in sicurezza alla Joint Base Andrews per quello che la Casa Bianca ha riferito essere un piccolo problema elettrico e il presidente dovrebbe ripartire presto.
L’Air Force One con a bordo il presidente Usa Donald Trump diretto a Davos, in Svizzera, circa un’ora dopo la partenza è tornato alla Joint Base Andrews nel Maryland a causa di “un piccolo problema elettrico”. Lo ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, spiegando che la decisione è stata presa dopo il decollo, per estrema cautela. Di ritorno l’aereo è atterrato in sicurezza. Un giornalista che era a bordo ha raccontato che le luci nella cabina stampa dell’aereo si sono spente brevemente dopo il decollo, ma non è stata fornita alcuna spiegazione immediata e circa mezz’ora dopo il decollo ai giornalisti è stato comunicato che l’aereo sarebbe tornato indietro. Trump salirà a bordo di un altro aereo e proseguirà il suo viaggio verso il World Economic Forum di Davos.
I due aerei attualmente utilizzati come Air Force One volano da quasi 40 anni. Boeing sta lavorando alla loro sostituzione, ma il programma ha subito una serie di ritardi. Gli aerei sono stati pesantemente modificati con capacità di sopravvivenza per il presidente in una serie di contingenze, tra cui schermatura dalle radiazioni e tecnologia antimissile. Includono anche una serie di sistemi di comunicazione che consentono al presidente di rimanere in contatto con l’esercito e di impartire ordini da qualsiasi parte del mondo. L’anno scorso, la famiglia regnante del Qatar ha regalato a Trump un lussuoso jumbo jet Boeing 747-8 da aggiungere alla flotta dell’Air Force One, una mossa che ha suscitato grande scalpore. L’aereo è attualmente in fase di ristrutturazione per soddisfare i requisiti di sicurezza. Sull’Air Force One Leavitt ha scherzato con i giornalisti dicendo che in quel momento un jet qatariota sembrava “molto meglio”. Lo scorso febbraio, un aereo dell’Air Force che trasportava il segretario di Stato Marco Rubio in Germania ha dovuto fare ritorno a Washington a causa di un problema meccanico. A ottobre un aereo militare che trasportava il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dovuto effettuare un atterraggio d’emergenza nel Regno Unito a causa di una crepa nel parabrezza.

