A margine del World Economic Forum di Davos in Svizzera è prevista per domani, giovedì, la cerimonia di firma per formalizzare la creazione del ‘Board of Peace‘, l’organismo ideato dal presidente americano Donald Trump per supervisionare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e, in generale, risolvere i conflitti a livello mondiale. Inizia dunque, in vista di tale data, a prendere forma la composizione del ‘Board’, anche se i leader europei hanno mostrato le loro perplessità sull’iniziativa e alcuni, come il presidente francese Emmanuel Macron, hanno già deciso di sfilarsi. Si attende la decisione a riguardo della presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, che sia nell’uno che nell’altro caso avrà delle importanti conseguenze politiche. Mentre, dopo che al tavolo sono stati invitati il presidente russo Vladimir Putin e quello bielorusso Aleksandr Lukashenko, appare decisamente improbabile che possa aderirvi il leader ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha anche fatto sapere che per ora non si recherà a Davos.
Ha accettato l’invito di Trump, come ha comunicato il suo ufficio questa mattina, anche il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Lo riporta il Times of Israel. Israele si unisce ad Argentina, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam.
Il ‘Board of Peace’ è criticato dai diplomatici perché si pone come alternativa alle Nazioni Unite e potrebbe dunque danneggiare il lavoro dell’Onu.
Von der Leyen non ha ancora deciso su invito per Board of Peace
Non ha invece ancora deciso se accettare l’invito di Trump la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Lo apprende LaPresse a Strasburgo. Il tema sarà sul tavolo del vertice dei leader Ue che si aprirà domani sera a Bruxelles, nel quadro del dibattito sulle relazioni transatlantiche, e la decisione potrebbe essere presa al seguito del confronto con i 27. Diversi leader Ue stanno valutando di rifiutare l’invito del Capo della Casa Bianca.
L’appello di Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni: “Niente Italia nel Board”
In Italia, intanto, i leader di opposizione Elly Schlein (Pd), Giuseppe Conte (M5S), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Avs) chiedono al governo di dire no all’ingresso del Paese nel ‘Board of Peace’. L’appello è arrivato al termine dell’incontro a Montecitorio con i rappresentanti del Comitato per la Liberazione del prigioniero palestinese Marwan Barghouti.
“Questa proposta del ‘Board of Peace’ è inaccettabile. L’Italia non può partecipare a questo tentativo di smantellare le sedi multilaterali che sono quelle del dialogo, tra popoli e tra Stati, e che sono quelli dove prevale il dialogo e non l’uso della forza, non la legge del più forte, quella che evidentemente vuole far prevalere il presidente americano Trump, che con questa proposta vorrebbe smantellare definitivamente le Nazioni Unite e creare una ONU alternativa a pagamento“, ha attaccato Schlein.
“Auspichiamo che l’Italia non entri nel ‘Board of Peace’. Non ci sono le condizioni per pensare che quello sia un organismo che assicuri il rispetto di tutti i principi, di tutte le regole, di tutte le procedure conformi al diritto internazionale. Non possiamo lasciare che quel board sia deciso da qualcuno in particolare, e che gli altri partecipino in un contesto in cui non c’è assolutamente chiarezza. Battiamoci invece perché l’Italia adotti il riconoscimento dello Stato della Palestina, battiamoci perché l’Unione europea usi tutte le armi di pressione compresa anche la sospensione dell’accordo di associazione Unione Europea-Israele per spingere Israele al rispetto del diritto internazionale, e a offrire una prospettiva che sia dignitosa per il popolo palestinese“, le ha fatto eco Conte. “Siamo di fronte a uno scandalo, allo scempio che è sotto i nostri occhi in questo momento, il cosiddetto Board of Peace, il tentativo di costruire delle Nazioni unite parallele che vanno però per censo invece che sulla base del diritto internazionale: è un gigantesco scandalo che svela quello che sta accadendo, la spartizione degli affari ancora una volta sulla pelle e sui diritti di un popolo che lotta”, ha aggiunto.
“Esprimiamo la totale indignazione per la proposta del Board of peace, una violazione del diritto internazionale – ha concluso Bonelli – Di fronte a questa speculazione di Trump la risposta deve essere no. Noi ci auguriamo che Giorgia Meloni dica no e vogliamo sapere, non viene in Parlamento, se darà qualche denaro a Trump per questa operazione di speculazione immobiliare“.

