Groenlandia, Trump: “Non mi sento più in dovere di pensare solo alla pace” – La diretta

Groenlandia, Trump: “Non mi sento più in dovere di pensare solo alla pace” – La diretta
Donald Trump, Washington, 16 gennaio 2026 (AP Photo/Alex Brandon)

Cresce la tensione tra Usa e Ue. Il tycoon ha annunciato dazi del 10% nei confronti dei Paesi che hanno portato le proprie truppe sull’isola artica

Crescono le tensioni tra Unione europea e Stati Uniti in merito alla Groenlandia, isola artica del Regno di Danimarca su cui Donald Trump vuole mettere le mani. Il presidente Usa ha annunciato dazi del 10% nei confronti dei Paesi che hanno portato le proprie truppe in Groenlandia. Si tratta di Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito, che hanno preso parte all’esercitazione danese “Arctic Endurance”. Bruxelles, intanto, si prepara a rispondere alle tariffe e alle minacce di Washington. Sul tavolo c’è la possibilità, invocata dal presidente francese Emmanuel Macron, di attivare lo strumento anticoercitivo dell’Ue.

Groenlandia, cresce la tensione – La diretta di oggi 19 gennaio
Inizio diretta: 19/01/26 07:00
Fine diretta: 19/01/26 23:00
Costa convoca vertice straordinario leader Ue giovedì 22

Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha convocato per giovedì 22 gennaio alle ore 19:00 una riunione speciale del Consiglio europeo sulle relazioni transatlantiche. Lo conferma la portavoce del presidente.

Ue: "Dazi Usa a Paesi? Tecnicamente possibile ma molto complesso"

“L’Unione europea opera come un mercato unico e nell’ambito di un’unione doganale, garantendo la libera circolazione delle merci tra gli Stati membri senza formalità doganali interne. Secondo le norme Ue, esiste un’origine Ue solo per le merci prodotte nell’Ue, il che non impedisce a un paese terzo di richiedere informazioni sugli Stati membri da cui provengono le merci. I beni vengono prodotti attraverso catene di approvvigionamento transfrontaliere integrate che coinvolgono più Stati membri. Inoltre, le merci prodotte nell’Ue possono essere trasportate senza formalità doganali e quindi senza tracciabilità dell’origine. Ciò significa che, dal punto di vista doganale e operativo, è praticamente molto difficile attribuire le merci esclusivamente a un singolo Stato membro, dato che i processi di produzione e trasformazione sono spesso distribuiti in tutta l’Ue. Quindi, per riassumere, è tecnicamente possibile. È estremamente complesso dal punto di vista burocratico e procedurale farlo, e ciò comporterebbe livelli di complessità aggiuntivi che, in merito al commercio Ue-Usa, porterebbe a potenziali livelli di complessità aggiuntivi che ostacolerebbero il regolare funzionamento del commercio transatlantico di merci”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea Olof Gill nel briefing quotidiano con la stampa rispondendo a una domanda su se sia possibile imporre dazi a singoli Paesi Ue, come annunciato dal presidente Usa, Donald Trump.

Ue: "Bazooka contro Usa? Priorità è evitare escalation"

“Dalle consultazioni tra i leader dell’Ue, inclusa la presidente von der Leyen, emerge chiaramente che la priorità in questo caso è impegnarsi, non aumentare l’escalation ed evitare l’imposizione di dazi. Perché? Perché questo in ultima analisi danneggerà i consumatori e le imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico. L’Ue ha costantemente sottolineato il suo comune interesse transatlantico per la pace e la sicurezza nell’Artico, anche attraverso la Nato”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Olof Gill, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulla possibilità di prepararsi all’uso dello Strumento anti-coercizione. “Qualora dovessero essere imposte le tariffe minacciate, l’Unione Europea ha gli strumenti a sua disposizione ed è pronta a rispondere, perché faremo tutto il necessario per tutelare gli interessi economici dell’Ue”, precisa.

“Rimaniamo fermi nel nostro impegno a sostenere la sovranità e l’integrità territoriale della Groenlandia e del Regno di Danimarca. Proteggeremo sempre i nostri interessi strategici in materia economica e di sicurezza. Affronteremo queste sfide alla nostra solidarietà europea con fermezza e determinazione”, aggiunge citando von der Leyen. “Sono in corso intense consultazioni tra i leader dell’Ue. Il Presidente del Consiglio europeo Costa ha indicato la probabilità di un Consiglio europeo straordinario questa settimana per affrontare proprio questo tema”, ricorda.

Equita: "Tema geopolitico è tra i principali fattori di rischio per i mercati"

“In un post sui social media di sabato, il Presidente Trump ha minacciato di imporre dazi del 10% su UK, Francia, Germania, Finlandia, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi e Svezia dal 1° febbraio, con un aumento al 25% dal 1° giugno, qualora non si raggiungesse un accordo per ‘acquisire’ la Groenlandia. La base legale per tali dazi non è chiara. Il motivo scatenante è la risposta EU alle pressioni USA per l’’acquisizione’ della Groenlandia (territorio autonomo della Danimarca): un’escalation che ha fatto scattare una riunione d’emergenza UE e la minaccia di contromisure su €93bn di beni USA.

La CE sta valutando la reintroduzione di dazi già autorizzati ma sospesi, colpendo settori simbolici come aerospazio (Boeing), automotive USA e beni di consumo. Leader europei — da Macron, pronto ad attivare l’anti coercion instrument, al premier UK Starmer — hanno definito ‘inaccettabile’ e ‘sbagliata’ la pressione americana. Sul fronte USA, il Tesoro liquida le reazioni UE come “debolezza” e sostiene che Trump sta usando forza negoziale per ottenere concessioni su Groenlandia. Tuttavia, il supporto interno USA all’acquisizione della Groenlandia è basso.

E’ quanto commentano gli analisti di Equita spiegando che “le minacce tariffarie stanno generando un movimento di risk off, con i futures EU -1.2% e S&P -0.8%, forte domanda per oro (+1.7%) e argento (+3.4%). A nostro avviso l’impatto economico diretto dei dazi non rappresenta l’elemento centrale. Il rischio è piuttosto di natura geopolitica, in un momento in cui i mercati arrivano da una performance forte e risultano quindi più sensibili a prese di profitto. L’esperienza passata suggerisce che le minacce tariffarie di Trump non sempre si traducono in azioni concrete, rimanendo spesso strumenti di pressione negoziale.

Ciò detto, l’episodio conferma come il tema geopolitico sia destinato a rimanere uno dei principali fattori di rischio per i mercati nel 2026, più per la sua capacità di alimentare volatilità e incertezza che per i suoi effetti economici immediati. In fasi come questa, può essere opportuno privilegiare settori meno “crowded” nel posizionamento, come ad esempio l’Healthcare, che tende a offrire maggiore resilienza e visibilità sugli utili, oltre a settori che hanno dimostrato una solida capacità di pricing, in grado di mitigare l’impatto dei dazi.

Tra questi rientrano l’Electrification (ad esempio PRY, LU-VE, Carel con produzione sostanzialmente local-for-local), il lusso e alcune società come Technogym, mentre, all’opposto, titoli come Campari hanno registrato maggiori difficoltà nel trasferire i costi sui prezzi.

Tra le industriali, Interpump beneficia di un modello local-for-local grazie alla base produttiva in Germania. Nel comparto consumer, Essilux ha un export dall’UE e un pricing power medio, mentre Safilo è più esposta all’import dalla Cina. Infine, tra i settori più sensibili a un potenziale aumento dei costi energetici, legato a un significativo import di gas dagli USA, segnaliamo il segmento Utilities, dove i prezzi dell’elettricità seguono l’andamento della commodity gas”.

Cremlino: "Risolvendo la questione Trump entrerà nella storia"

“Possiamo probabilmente anche astrarci dal valutare se ciò sia positivo o negativo, se sia conforme al diritto internazionale, ma ci sono esperti internazionali che ritengono che risolvendo la questione dell’annessione della Groenlandia, Trump entrerà senza dubbio nella storia. E non solo nella storia degli Stati Uniti, ma nella storia mondiale”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aggiungendo che “senza discutere se ciò sia positivo o negativo, è difficile non essere d’accordo con questi esperti”. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Interfax.

“In generale, negli ultimi giorni sono arrivate molte informazioni inquietanti. Naturalmente, stiamo monitorando da vicino tutto ciò che sta accadendo e lo stiamo analizzando. Per quanto riguarda i nostri piani sulla Danimarca e la Groenlandia, non rilascerò alcuna dichiarazione”, ha aggiunto Peskov.

Fonti Ue: "Priorità dialogo costruttivo con Usa"

Al Coreper, convocato ieri dalla presidenza di turno cipriota sulle relazioni Ue-Usa, si è registrato “un allineamento di posizioni” tra gli Stati membri. Lo afferma un’alta fonte diplomatica Ue. “Credo che uno dei principali punti dell’incontro di ieri sia che restiamo uniti nel rispetto dei principi del diritto internazionale e dei principi di integrità territoriale e sovranità. Restiamo uniti nel sostenere Danimarca e Groenlandia. Detto questo, l’attenzione dei prossimi giorni sarà rivolta al dialogo costruttivo con gli Stati Uniti e alle questioni che sono alla base della cooperazione transatlantica. Stiamo dando priorità al dialogo”, aggiunge la fonte. Allo stesso tempo, l’Ue “è pronta a proteggere e difendere i propri interessi e principi con gli strumenti a sua disposizione”.

Sul tavolo dei ministri dell'Ecofin anche le minacce di Trump

“Non escluderei una discussione” da parte dei ministri dell’Economia in merito alle ultime minacce del presidente Usa, Donald Trump, sulla Groenlandia ed eventuali risposte da parte della Ue “domani alla colazione” dell’Ecofin. Lo afferma un’alta fonte diplomatica in vista della riunione di domani. La colazione dell’Ecofin, un momento informale della riunione, “dà l’opportunità al presidente dell’Eurogruppo di fare il punto della situazione sull’esito della riunione” dei ministri dell’area euro, continua la fonte aggiungendo che, tra gli altri argomenti, verrà discusso anche il tema del vicepresidente della Banca centrale europea e altre questioni potrebbero emergere.

Borse europee aprono in forte calo, Francoforte -1,23% e Parigi -1,6%

Apertura di seduta in forte calo per le Borse europee. Il Dax di Francoforte cede l’1,23%, il Cac 40 di Parigi l’1,6% e il Ftse 100 di Londra lo 0,47%. Negativo anche l’Ibex 35 di Madrid che arretra dello 0,47% mentre l’Aex di Amsterdam perde lo 0,9%.

La Borsa di Milano apre in deciso calo, con il Ftse Mib che cede l’1,63% a 45.052,48 punti. Tra i maggiori ribassi in avvio Stellantis (-3,66%), Campari (-3,39%), Brunello Cucinelli (-3,24%), Stm (-2,65%), Fineco (-2,41%) e Moncler (-2,37%). In rialzo Leonardo (+2,47%), A2A (+0,2%) ed Enel (+0,15%).

Confindustria tedesca: "Dazi dannosi per tutti, no a escalation"

Le minacce di nuovi dazi annunciate dal presidente statunitense Donald Trump rappresentano “un’escalation inappropriata e dannosa per tutte le parti”. Lo ha dichiarato il presidente della Confindustria tedesca (Bdi), Peter Leibinger, avvertendo che la misura rischia di mettere sotto “una pressione enorme e del tutto inutile” le relazioni transatlantiche. Secondo Leibinger, è “necessario e giusto” che il governo tedesco, insieme ai partner europei, chiarisca che l’Unione non accetterà simili minacce.

“È fondamentale che l’Europa agisca ora in modo unito e con fiducia in se stessa”, ha affermato, sottolineando che l’Ue deve ribadire il proprio ruolo di partner strategico indispensabile per gli Stati Uniti. Il presidente della Bdi ha ricordato che l’Europa rappresenta il più grande mercato unico al mondo e che, come ultima ratio, l’Unione dispone di strumenti adeguati per contrastare eventuali tentativi di ricatto. Allo stesso tempo, ha aggiunto, è essenziale mantenere aperti i canali di dialogo e lavorare attivamente per la de-escalation.

“Il messaggio dell’Ue deve essere chiaro: l’escalation danneggia tutti, la cooperazione è indispensabile”. Leibinger ha inoltre richiamato il valore del mercato transatlantico, stimato in circa 9.500 miliardi di dollari, definendolo la più grande area economica integrata al mondo. In questo contesto, ha giudicato comprensibile la decisione del Parlamento europeo di rinviare temporaneamente il voto sull’accordo commerciale con gli Stati Uniti, così come “plausibili” le valutazioni su eventuali controdazi o sull’uso dello Strumento anti-coercizione (Anti-Coercion Instrument, Aci).

Secondo il numero uno dell’industria tedesca, dazi aggiuntivi del 10% non colpirebbero solo le imprese europee, ma danneggerebbero anche l’economia statunitense e i consumatori americani. “Una reindustrializzazione degli Stati Uniti senza cooperazione è un’illusione”, ha concluso Leibinger, avvertendo che isolamento e sabotaggio di ogni forma di collaborazione porterebbero inevitabilmente a una marginalizzazione economica.

Starmer: "Guerra commerciale non è nell'interesse di nessuno"

Una guerra commerciale non è nell’interesse di nessuno. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico, Keir Starmer, parlando in conferenza stampa a Londra, a proposito dei dazi minacciati dal presidente Usa Donald Trump a diversi alleati in relazione alla situazione in Groenlandia.

Starmer, che ha lavorato per instaurare un rapporto solido con Trump, ha affermato che le relazioni fra Regno Unito e Stati Uniti sono fondamentali e che “siamo determinati a mantenere tali relazioni solide, costruttive e orientate ai risultati”. Tuttavia ha aggiunto che ciò non significa fingere che le differenze non esistano: “essere pragmatici non significa essere passivi e la partnership non significa abbandonare i principi”, ha dichiarato Starmer. 

Starmer a Trump: "Completamente sbagliato minacciare dazi ad alleati"

La minaccia del presidente Usa Donald Trump di imporre dazi doganali agli alleati sulla Groenlandia è “del tutto sbagliata”. Lo ha detto il premier britannico, Keir Starmer, aggiungendo che il Regno Unito sostiene il “diritto fondamentale” della Groenlandia e della Danimarca di decidere il futuro dell’isola artica.

Trump alla Norvegia: "Non mi sento più in dovere di pensare solo alla pace"

Il presidente Usa, Donald Trump, mentre si intensifica la controversia sulla Groenlandia, ha scritto una lettera al primo ministro della Norvegia, Jonas Gahr Støre, in cui mette in dubbio che la Danimarca abbia davvero il diritto di governare l’isola e afferma che dato non gli è stato assegnato il Nobel per la Pace “non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace”. Lo riporta l’emittente britannica Sky News, spiegando di avere ottenuto la lettera.

Caro Jonas, considerando che il tuo Paese ha deciso di non assegnarmi il premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 guerre, non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace, anche se questa sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è bene e giusto per gli Stati Uniti d’America”, esordisce Trump nella missiva.

“La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbe avere il ‘diritto di proprietà’? Non ci sono documenti scritti, è solo che una barca è approdata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo barche che approdavano lì”, prosegue il presidente Usa. E ancora: “Ho fatto più di chiunque altro per la Nato dalla sua fondazione e ora la Nato dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti”. “Il mondo non è sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia”, conclude l’inquilino della Casa Bianca. 

Berlino sui dazi: "L'Europa non si lascerà ricattare"

Germania e Francia risponderanno in modo unitario alle minacce sui dazi avanzate dal presidente statunitense Donald Trump. Lo ha dichiarato a Berlino il ministro delle Finanze tedesco e vice cancelliere, Lars Klingbeil, affermando che l’Europa “non si lascerà ricattare”. Intervenendo accanto al collega francese Roland Lescure, Klingbeil ha spiegato che Berlino e Parigi stanno lavorando con i partner europei a contromisure nel caso in cui Washington mantenga le sue minacce nel contesto della disputa sulla Groenlandia.

Tra le opzioni sul tavolo figura il congelamento dell’attuale accordo doganale con gli Stati Uniti, oltre alla possibile riattivazione dei dazi europei sulle importazioni Usa, finora sospesi e pronti a entrare in vigore entro il 6 febbraio. Il ministro ha tuttavia sottolineato di non avere interesse a un’escalation della tensione commerciale.

“Continueremo a dialogare con gli Stati Uniti”, ha detto, accusando però Trump di cercare costantemente la provocazione e lo scontro: “Come europei dobbiamo essere chiari: il limite è stato raggiunto”. Klingbeil ha infine ribadito il ruolo centrale dell’asse franco-tedesco in una fase internazionale definita “turbolenta”, sottolineando che una cooperazione stretta tra Berlino e Parigi resta decisiva per la forza dell’Unione europea. “La nostra mano è tesa – ha concluso – ma non siamo disposti a lasciarci ricattare”.

Trump: "Da 20 anni la Nato chiede di allontanare la minaccia russa"

“Da 20 anni la Nato ripete alla Danimarca che ‘bisogna allontanare la minaccia russa dalla Groenlandia’”. Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump, aggiungendo che “purtroppo, la Danimarca non è stata in grado di fare nulla al riguardo. Ora è il momento, e lo faremo”. 

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