Crescono le tensioni tra Unione europea e Stati Uniti in merito alla Groenlandia, isola artica del Regno di Danimarca su cui Donald Trump vuole mettere le mani. Il presidente Usa ha annunciato dazi del 10% nei confronti dei Paesi che hanno portato le proprie truppe in Groenlandia. Si tratta di Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito, che hanno preso parte all’esercitazione danese “Arctic Endurance”. Bruxelles, intanto, si prepara a rispondere alle tariffe e alle minacce di Washington. Sul tavolo c’è la possibilità, invocata dal presidente francese Emmanuel Macron, di attivare lo strumento anticoercitivo dell’Ue.
Gli aerei del Comando di Difesa Aerospaziale Nordamericano (Norad) “arriveranno presto” alla base di Pituffik, in Groenlandia. Lo annuncia in un post su X il Comando americano. “Insieme agli aerei che operano dalle basi negli Stati Uniti continentali e in Canada, supporteranno diverse attività del Norad pianificate da tempo, rafforzando la duratura cooperazione in materia di difesa tra gli Stati Uniti, il Canada e il Regno di Danimarca”, si legge nel post. “Questa attività è stata coordinata con il Regno di Danimarca e tutte le forze coinvolte operano con le necessarie autorizzazioni diplomatiche. Anche il governo della Groenlandia è stato informato delle attività previste”, sottolinea il Comando, aggiungendo che “il Norad conduce regolarmente operazioni continue e distribuite sul territorio per la difesa del Nord America, attraverso una o tutte e tre le regioni del NORAD (Alaska, Canada e Stati Uniti continentali)”.
“Incontro molto positivo con il Ministro tedesco ed amico Johann Wadephul. Roma e Berlino sono partner sempre più stretti e collaboriamo nell’interesse dei nostri cittadini. È essenziale continuare nel dialogo con gli USA e trovare soluzioni comuni. Anche sulla Groenlandia dobbiamo lavorare insieme per garantire la difesa della regione artica nel quadro della Nato, facendo dell’Artico una zona di pace e di crescita anche per le nostre imprese”. Lo scrive il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, da Strasburgo.
“A Davos ho incontrato una delegazione bipartisan del Congresso degli Stati Uniti. Abbiamo discusso dei nostri sforzi comuni per raggiungere una pace giusta e duratura in Ucraina. Questo processo trae beneficio da un forte coordinamento Ue-Usa, dalle garanzie di sicurezza a un percorso verso la prosperità”. Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Ho anche affrontato la necessità di rispettare inequivocabilmente la sovranità della Groenlandia e del Regno di Danimarca. Questo è di fondamentale importanza per le nostre relazioni transatlantiche”, spiega. “Allo stesso tempo, l’Unione Europea rimane pronta a continuare a collaborare strettamente con gli Stati Uniti, la Nato e altri alleati, in stretta cooperazione con la Danimarca, per promuovere i nostri interessi di sicurezza comuni”. “Abbiamo anche discusso di commercio e investimenti transatlantici. Rappresentano una risorsa importante sia per l’economia dell’Ue che per quella degli Stati Uniti. I dazi sono contrari a questi interessi comuni”, conclude.
“Dal punto di vista geopolitico, ci troviamo attualmente in una situazione complicata. Per ribadire quanto ho già detto, consideriamo inaccettabili sia le minacce alla sovranità e all’integrità territoriale di Danimarca e Groenlandia, sia le minacce du dazi in questo senso. Siamo pronti a reagire, ma siamo anche pronti a cercare un compromesso e una soluzione costruttiva con gli Usa, ma sulla base di chiari principi di rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati membri”. Lo dice il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis in conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo aggiungendo che “su questo dobbiamo essere molto chiari”.
“È importante far capire a Trump che questa non è la strada da seguire”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, ai media dopo l’incontro con la sua omologa britannica, Yvette Cooper, a proposito degli ultmi annunci di Donald Trump sulla Groenlandia. Lo riporta il Guardian. Rasmussen ha sottolineato che non inviare un segnale forte in risposta rischierebbe di mostrare debolezza nei confronti degli Stati Uniti. “È importante che tutti noi che crediamo nel diritto internazionale ci esprimiamo per mostrare a Trump che non si può continuare su questa strada”, ha spiegato. E’ importante, ha aggiunto, che l’Ue e gli alleati “difendano i principi di integrità territoriale e sovranità per mostrare al presidente americano che si può avere un desiderio, una visione, ma non si riuscirà mai a ottenerla esercitando pressioni su di noi”.
“Ho appena incontrato il vice primo ministro danese Troels Lund Poulsen e la ministra degli Esteri della Groenlandia Vivian Motzfeldt. Abbiamo discusso di quanto sia importante l’Artico – inclusa la Groenlandia – per la nostra sicurezza collettiva e di come la Danimarca stia aumentando gli investimenti nelle capacità chiave. Continueremo a lavorare insieme come Alleati su queste importanti questioni”. Lo riferisce su X il Segretario generale della nato, Mark Rutte.
Donald Trump non fa nulla per smorzare le tensioni con gli alleati europei sulla questione della Groenlandia. “No comment” è stata la laconica risposta del presidente Usa, in una breve intervista telefonica a Nbc News, riguardo alla possibilità che il presidente decida di usare la forza militare per acquisire l’isola artica.
“Io credo che un’escalation non serva a nessuno. Non serve agli Stati Uniti e non serve all’Europa. Il segnale deve essere di fermezza ma anche di disponibilità al dialogo. Così come abbiamo fatto nei mesi scorsi dialogando con fermezza, abbiamo ottenuto un risultato che sembrava impossibile. Il 50% dei dazi sembrava la fine del mondo, poi siamo arrivati a un accordo del 15% che ha soddisfatto di fatto tutto il nostro comparto produttivo. Questo è quello che secondo me bisogna fare, trovare unità ma dialogare”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando della crisi sulla Groenlandia in un punto stampa al Parlamento europeo di Strasburgo.
“Se non si è d’accordo sul’idea dei dazi, lo si dice, come abbiamo detto, e poi si cerca di raggiungere un obiettivo unico, perché qualsiasi divisione tra Europa e Stati Uniti è un regalo che si fa ai nostri competitor, sul piano industriale, sul piano commerciale, sul piano geostrategico. I competitor dell’Occidente sono le grandi autocrazie, che hanno i loro obiettivi, giustamente, e noi dobbiamo avere i nostri e dobbiamo tutelare i nostri interessi e la nostra sicurezza”, precisa.
“Noi vogliamo trattare a testa alta e abbiamo dimostrato durante tutta la trattativa precedente, quella sui dazi, che lo si può fare ottenendo dei buoni risultati e dicendosi chiaramente quali sono gli obiettivi dell’uno nell’altro per trovare un accordo, cosa che ha fatto molto bene il commissario Sefcovic. Quello è un modello di trattativa, nessuna arrendevolezza ma il tentativo di evitare ogni escalation perché gli interessi dell’Occidente sono comuni. Gli interessi della America e dell’Europa coincidono, perché nessuno dei due può fare a meno dell’altro”, ribadisce Tajani.
“L’Europa dovrebbe concentrarsi sulla guerra tra Russia e Ucraina, perché, francamente, si vede a cosa li ha portati. È su questo che l’Europa dovrebbe concentrarsi, non sulla Groenlandia”. Così Donald Trump in un’intervista a Nbc News. Alla domanda se intenda dare seguito ai suoi piani di imporre dazi doganali ai Paesi europei in assenza di un accordo sulla Groenlandia, il presidente Usa ha replicato: “Certamente, al 100%”.
“Danimarca e Groenlandia non sono sole. È bello rivedere i miei colleghi il ministro della Difesa, Troels Lund Poulsen, e la ministra degli Affari esteri della Groenlandia, Vivian Motzfeldt. La sicurezza artica è un interesse transatlantico condiviso, di cui possiamo discutere con i nostri alleati statunitensi. Ma le minacce tariffarie non sono la soluzione. La sovranità non è in vendita. Non abbiamo alcun interesse a combattere, ma manterremo la nostra posizione. L’Europa ha una serie di strumenti per proteggere i propri interessi”. Lo afferma su X l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas.
“Negli ultimi giorni si è assistito anche a una crescente pressione su Danimarca e Groenlandia. Ne discuteremo più avanti questa settimana, ma è importante dire questo: L’Unione europea sostiene la Danimarca e il popolo groenlandese e lo facciamo uniti nella nostra determinazione. Le misure minacciate nel fine settimana dall’amministrazione statunitense non contribuiranno alla sicurezza nell’Artico. Anzi, rischiano il contrario. La Groenlandia e la Danimarca hanno entrambe chiarito che la Groenlandia non è in vendita e che la loro sovranità e integrità territoriale devono essere rispettate. Questo non cambierà”. Lo afferma la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola aprendo la sessione plenaria a Strasburgo. Il discorso di Metsola è stato accolto da un lungo applauso in Aula. “Quando abbiamo accolto il premier della Groenlandia in quest’Aula solo pochi mesi fa, gli abbiamo detto che quando il popolo groenlandese guarderà all’Europa troverà comprensione e collaborazione. Lo ribadisco ora. So che molti qui credono nelle relazioni transatlantiche, nella nostra partnership con gli Stati Uniti. So che anche molte persone negli Stati Uniti condividono questa convinzione. Comprendiamo la necessità che l’Europa si assuma maggiori responsabilità in materia di difesa e sicurezza, anche impegnandosi di più per proteggere l’Artico, e di conseguenza abbiamo aumentato le misure e la spesa per la difesa.
Sappiamo che la sicurezza transatlantica e artica può essere raggiunta senza l’impatto destabilizzante di mettere in discussione la sovranità della Groenlandia e della Danimarca, o attraverso misure come i dazi. Sappiamo che ogni grave questione globale che dobbiamo affrontare è affrontata meglio quando Europa e Stati Uniti agiscono in sintonia tra loro. Ognuno a modo suo, con i propri disaccordi, ma guidati e ancorati ai valori, alle libertà e ai principi che definiranno sempre le nostre relazioni, che offrono stabilità.
L’Europa sarà sempre disponibile a continuare a discutere in uno spirito di rispetto reciproco”, aggiunge. Metsola sottolinea poi che !alcuni scambieranno il nostro modo di essere calmi, determinati, moderati e dialoganti per debolezza. Si sbagliano. È il contrario. Noi siamo l’Europa: difenderemo sempre la nostra strada, razionalmente, con sicurezza e deliberatamente, e non ci scuseremo per questo”
Eventuali risposte europee nei confronti degli Stati Uniti, dopo i dazi annunciati dagli Usa a otto Paesi del Vecchio Continente nell’ambito del conflitto sullo status sulla Groenlandia, “sarebbero molto imprudenti”, in un contesto in cui l’amministrazione Usa guarda all’isola “come un asset strategico” e non intende “appaltare la gestione della sicurezza del proprio emisfero a nessun altro”. Così il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, parlando con la stampa a margine della sua partecipazione al World Economic Forum di Davos.
Mettere in campo controdazi europei agli Stati uniti, per una cifra che sarebbe di circa 93 miliardi di euro, “è il modo peggiore per rispondere. Innescare una gara a chi fa più male all’altro, tra alleati, non può che portare a disastri. Lo ripeto, servono calma, razionalità, pazienza”. Lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo a un post del senatore leghista Claudio Borghi che commenta la notizia bollandola come “La nave dei folli…”. “Concordo”, scrive Crosetto in testa ala sua risposta.
Il governo tedesco ritiene che la Nato non sia attualmente a rischio a causa delle minacce del presidente statunitense Donald Trump sulla Groenlandia. “L’integrità territoriale è una questione nazionale che non influisce in alcun modo sull’Alleanza”, ha dichiarato il portavoce del governo Stefan Kornelius in conferenza stampa. Il portavoce non ritiene che la Nato venga messa in discussione dagli Stati Uniti. “La Nato è un’alleanza forte. Non è in alcun modo minacciata. Non vedo nessuno Stato membro mettere in discussione la Nato”, ha spiegato Kornelius.
“Gli Stati Uniti dovrebbero smettere di usare la cosiddetta minaccia cinese come pretesto per ottenere vantaggi egoistici”. Lo ha detto un portavoce del ministro degli Esteri cinese, Guo Jiakun, a proposito delle minacce del presidente Usa Donald Trump legate alla Groenlandia. Il portavoce ha aggiunto che il diritto internazionale deve essere salvaguardato.
Il ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil ha avvertito che eventuali ritorsioni commerciali degli Usa contro l’Europa per la sua solidarietà a Groenlandia e Danimarca rappresenterebbero il superamento di un limite. “Io sono favorevole al libero scambio tra Stati Uniti ed Europa. Sono favorevole al fatto che questi dazi non esistano affatto, ed è per questo che mi impegno”, ha affermato Klingbeil, intervenendo a Bruxelles insieme al suo omologo francese Roland Lescure, alla vigilia del vertice Ecofin. “Ma se, come reazione al fatto che ci schieriamo per la Groenlandia e per la Danimarca, dove sono in gioco l’integrità territoriale e la sovranità statale, veniamo puniti, allora per me è chiaro che è stato raggiunto un limite”. Secondo il ministro, in questo caso l’Europa deve essere pronta: “Allora dobbiamo essere preparati. Capirete che oggi non dirò quali misure specifiche verranno adottate. Ma deve essere chiaro che l’Europa deve prepararle”. Klingbeil ha ribadito che la Germania è “solidale al fianco della Groenlandia e della Danimarca” e “afferma con chiarezza che l’integrità territoriale e la sovranità non possono essere violate”. Il ministro ha infine sottolineato l’importanza del coordinamento europeo: “Per me è molto importante – e ne sono grato a Roland Lescure – che Germania, Francia e l’Europa nel suo insieme si coordinino strettamente. Su questo ci concentriamo. Sul resto, a volte, ci si limita a stupirsi”, ha aggiunto commentando il collegamento ai dazi minacciati dal presidente Usa Donald Trump e alla mancata assegnazione al tycoon del Nobel per la pace.
“Questo è ovviamente un momento importante per l’Europa. E in tutti i momenti importanti per l’Europa, la capacità di Francia e Germania di lavorare a stretto contatto è essenziale per la nostra capacità di andare avanti insieme. Le minacce a cui siamo sottoposti da poco più di 48 ore sono inaccettabili. Lars Klingbeil ha parlato di ricatto; io parlo di minacce. Dobbiamo ovviamente fare tutto il possibile per garantire che queste minacce non si concretizzino. E il modo migliore per farlo, ovviamente, è dimostrare che l’Europa è pronta a reagire, pronta a reagire in modo unito, coeso e forte”. Lo afferma il ministro delle Finanze francese Roland Lescure, parlando della crisi con gli Usa sulla Groenlandia in un punto stampa con il suo omologo tedesco, Lars Klingbeil, prima dell’Eurogruppo a Bruxelles.
“Abbiamo strumenti a nostra disposizione: accordi commerciali, tariffe doganali e, perché no, strumenti anticoercitivi. In ogni caso, le minacce che sono state mosse sono chiaramente atti di coercizione. Gli ambasciatori ne hanno parlato ieri. Ne discuteremo con i nostri colleghi oggi e domani. Ma è importante che Francia e Germania siano unite nel dire semplicemente no”, rimarca. “Abbiamo anche lavorato intensamente per approfondire il mercato unico, approfondire la rivoluzione tecnologica, che deve rappresentare un’opportunità per Francia, Germania ed Europa, e approfondire i mercati finanziari, che rappresentano l’unico modo per garantire che l’Europa possa svilupparsi in modo prospero e autonomo, dal punto di vista finanziario”, aggiunge.
“Stiamo vivendo uno di quei momenti in cui l’Europa deve essere forte. L’Europa deve farsi avanti. Stiamo attraversando territori inesplorati, non abbiamo mai visto una cosa del genere prima. Un alleato, un amico da 250 anni, sta valutando l’uso dei dazi. Non ci piacciono i dazi e non ci piace che vengano usati come arma geopolitica. Non vogliamo che i dazi vengano trasformati in armi e non devono esserlo”. Lo dice il ministro dell’Economia francese Roland Lescure al suo arrivo all’Eurogruppo in un punto stampa insieme all’omologo tedesco Lars Klingbeil. “Abbiamo avuto un’ampia discussione stamattina” e “troveremo il modo di discuterne con i nostri colleghi oggi e domani. L’Europa deve farsi avanti, l’Europa deve essere forte. E l’Europa deve assicurarsi che le minacce non diventino realtà. Per questo dobbiamo essere in grado di dimostrare di essere disposti a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, che si tratti di dazi, accordi commerciali, misure anticoercitive. Ciò che vogliamo dire oggi è che Francia e Germania concordano sulla volontà e sull’assoluta necessità di agire con forza e rapidità. Questo dimostra anche che dobbiamo andare oltre, dobbiamo essere più forti. Dobbiamo assicurarci che l’Europa rafforzi il suo potere, rafforzi il mercato e faccia di tutto ciò che riguarda la rivoluzione in atto un vantaggio per l’Europa”, aggiunge.
L’Unione europea dispone di un ampio ventaglio di misure per rispondere alle minacce di nuovi dazi annunciate dal presidente statunitense Donald Trump, ma l’obiettivo resta evitare un’escalation. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil, intervenendo a Bruxelles insieme al suo omologo francese Roland Lescure, alla vigilia del vertice Ecofin. “Questa mattina abbiamo discusso delle minacce del presidente Trump di imporre ulteriori dazi a Paesi europei selezionati. Siamo concordi sul fatto che dall’Europa debba arrivare una risposta unitaria, coordinata e chiara”, ha affermato Klingbeil. “Il messaggio per me è inequivocabile: non ci lasciamo ricattare e in Europa restiamo uniti in modo solidale”. Secondo il ministro, l’Ue è pronta a reagire qualora Washington desse seguito alle minacce: “Abbiamo un ampio portafoglio di possibilità per rispondere alle minacce del presidente Trump, a condizione che questi dazi vengano effettivamente applicati”. Klingbeil ha ricordato che l’accordo sui dazi attualmente all’esame del Parlamento europeo “è stato per ora messo sul ghiaccio” e che contromisure già decise dall’Ue, se non prorogate, potrebbero entrare in vigore all’inizio di febbraio.”Disponiamo inoltre di una legislazione efficace a livello europeo, che può essere applicata in caso di ricatto economico e che può prevedere misure molto sensibili”, ha aggiunto. “Queste misure devono ora essere esaminate e preparate nel caso in cui il presidente Trump mantenga i dazi”. Il ministro ha tuttavia ribadito la volontà di mantenere il dialogo con Washington: “Vogliamo restare in dialogo con gli Stati Uniti. Questo è il messaggio chiaro con cui mi recherò a Davos questa settimana e con cui si muove il governo federale tedesco. Non vogliamo un’escalation”. Klingbeil ha precisato: “Non cerchiamo un’escalation, ma siamo preparati nel caso in cui si verifichi”.
Se è il caso di attivare lo Strumento anti-coercizione e il pacchetto di controdazi da 93 miliardi? “Sono in corso intense consultazioni in questo momento e questa settimana si terrà anche un vertice europeo straordinario per discutere proprio di queste questioni e decidere la risposta politica dell’Ue. Abbiamo strumenti a nostra disposizione. Al momento, nulla è escluso”. Lo afferma il commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis, al suo arrivo alla riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles.
“Le minacce tariffarie non sono accettabili come mezzo per affrontare le questioni” relative alla Groenlandia. “Dobbiamo ricordare che il Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti è il più grande al mondo, quindi c’è molto da perdere economicamente, sia per l’Europa, ma anche per gli Usa, le sue aziende e i suoi lavoratori. Pertanto, dobbiamo lavorare per trovare una soluzione costruttiva per andare avanti, rispettando il diritto internazionale e prendendoci cura delle nostre importanti relazioni economiche e politiche”. Lo afferma il commissario Ue all’Economia, Valdis Dombrovskis, al suo arrivo alla riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles.
Il Comitato militare della Nato, la massima autorità militare dell’Alleanza, si riunirà il 21 e 22 gennaio 2026 a Bruxelles, a livello di capi di Stato maggiore della Difesa. Il presidente del Comitato militare (Cmc), ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presiederà la riunione, con la partecipazione dei 32 Alleati, insieme al comandante supremo alleato in Europa (Saceur), generale Alexus G. Grynkewich, e al comandante supremo alleato per la trasformazione (Sact), ammiraglio Pierre Vandier. I capi di Stato maggiore della Difesa alleati incontreranno anche le controparti dei partner Nato indo-pacifici, Georgia e Ucraina.
Nella prima sessione, il Saceur informerà i capi di Stato maggiore della Difesa sullo stato di preparazione della Nato a rafforzare la deterrenza collettiva e la postura di difesa dell’Alleanza di fronte alle sfide comuni alla sicurezza. Nella seconda sessione, il Sact affronterà il tema di come la Nato possa accelerare la fornitura di capacità rilevanti supportando le nazioni nell’adozione e nell’implementazione dell’innovazione, nella giusta scala e con la giusta rapidità.
Nel formato del Consiglio Nato-Ucraina, i capi di Stato maggiore della Difesa discuteranno anche della situazione sul campo in Ucraina e del continuo supporto della Nato all’Ucraina, inclusi il programma Nato Security assistance and training for Ukraine (Nsatu) e il Centro congiunto di analisi, formazione e istruzione (Jatec). Anche il presidente del Comitato militare dell’Ue (Ceumc) è invitato a partecipare a questa sessione.
Le sessioni successive sottolineeranno il ruolo strategico dei partenariati per affrontare le sfide interconnesse e in continua evoluzione della sicurezza globale con le controparti dei partner indo-pacifici della Nato e della Georgia. Cmc, Saceur e Sact terranno una conferenza stampa congiunta al termine della riunione.
“Le nazioni che hanno partecipato a questa missione lo scorso fine settimana sono state prevalentemente i cosiddetti Paesi nordici. Ho partecipato anche io lo scorso anno all’incontro dei paesi costieri dell’Atlantico. Ho detto a Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda e Regno Unito che anche noi, dalla Germania, ci consideriamo parte di questi Paesi nordici, perché siamo affacciati sul Mar Baltico e sul Mare del Nord e quindi ci troviamo nella stessa situazione di sicurezza di questi Paesi”. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz durante una conferenza stampa della Cdu, rispondendo a una domanda sull’assenza di Italia e Polonia alla missione di ricognizione in Groenlandia. “Questo è il motivo per cui il ministro della Difesa federale e io abbiamo acconsentito a questa missione. Come detto, si è trattato di una missione puramente di ricognizione, che si è svolta secondo i piani e si è conclusa regolarmente”, ha aggiunto. Merz ha inoltre spiegato che i risultati della missione sono attualmente in fase di valutazione: “Li discuteremo con gli americani e poi li affronteremo giovedì sera a Bruxelles. Come già avvenuto nel contenzioso sui dazi con gli Stati Uniti, spero molto in un consenso nell’Unione europea”. “Peraltro, la maggior parte delle decisioni può essere presa solo all’unanimità o almeno con maggioranza qualificata, e finora siamo riusciti quasi sempre a trovare una posizione comune. Alla luce della situazione globale, è più importante che mai continuare a farlo questa settimana. Affronto quindi con fiducia l’incontro di giovedì sera, che continuerò a preparare intensamente. Possiamo anche incontrarci mercoledì a Davos in varie composizioni per coordinare le nostre posizioni. Anche il primo ministro canadese è interessato a coordinarsi su queste questioni”, ha concluso Merz.
Spetta al governo italiano decidere in che misura partecipare alle iniziative di solidarietà europea sulla sicurezza legate alla Groenlandia. Lo ha dichiarato il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a una domanda sulla posizione dell’Italia riguardo alla Groenlandia.
“Naturalmente è una decisione che compete al governo italiano stabilire fino a che punto intenda coinvolgersi”, ha affermato Kornelius, ricordando che gli otto – o sette – Stati europei che hanno già manifestato solidarietà in materia di sicurezza nei confronti della Danimarca restano aperti a ulteriori adesioni. “Alla fine, tuttavia, si tratta di una scelta che rientra nell’interesse dell’Italia”, ha aggiunto. Il portavoce ha infine sottolineato che la questione della Groenlandia, in quanto legata alla sicurezza europea, sarà comunque oggetto dei colloqui a livello europeo.
Le minacce di dazi non sono accettabili perché comportano sempre il rischio di un’escalation che finisce per danneggiare la popolazione. Lo ha dichiarato il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, rispondendo a una domanda in conferenza stampa.
“Ho detto che le minacce di dazi non sono utili e che portano sempre con sé il pericolo di un’escalation. Un’escalation sul tema dei dazi va di norma a scapito della popolazione, da qualunque parte essa si trovi”, ha affermato Kornelius. “Credo che nessuna parte abbia interesse a ridurre la propria capacità economica e a gravare ulteriormente su bilanci pubblici già sotto pressione, così come sulla forza economica di un Paese”.
Secondo il portavoce, “in questo senso le minacce di dazi, anche da parte del presidente degli Stati Uniti, non sono accettabili”. Kornelius ha aggiunto che tali annunci rappresentano già un’escalation nel conflitto commerciale: “Si tratta di un conflitto commerciale nel quale, come detto, non può esserci alcun vincitore”.
Berlino e l’Ue, ha proseguito, sono tuttavia pronte a reagire: “Siamo determinati a rispondere con contromisure efficaci, inclusi controdazi. Prepareremo anche ulteriori misure di politica economica, se necessario, anche a partire da febbraio”. Su questo punto, ha sottolineato, “vi è una grande unità tra gli Stati membri dell’Unione europea”.
Il portavoce ha ribadito l’importanza di una posizione compatta dell’Ue: “È importante che l’Unione europea si presenti in modo molto unito su queste questioni”. A questo obiettivo, ha spiegato, servirà anche il Consiglio europeo straordinario convocato per questa settimana, nel corso del quale “saranno formulate le necessarie indicazioni politiche e avrà luogo una dimostrazione di unità”.
Kornelius ha infine affermato che la Commissione europea proseguirà sulla linea già tracciata sabato dalla presidente Ursula von der Leyen e avvierà “un dialogo intenso” con gli Stati Uniti. “In questo processo facciamo tutti affidamento sul senso di responsabilità anche degli Stati Uniti, proprio per evitare una simile escalation”, ha concluso.
Il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha affermato che la minaccia di dazi da parte di Donald Trump “non cambiano” il diritto della Groenlandia ad autodeterminare il proprio futuro. “Non ci lasceremo mettere sotto pressione. Restiamo fermi sul dialogo, sul rispetto e sul diritto internazionale”, ha affermato in un post su Facebook.
L’Alta rappresentante Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, vedrà oggi pomeriggio il ministro della Difesa, Troels Lund Poulsen, e la ministra degli Affari esteri della Groenlandia, Vivian Motzfeldt. Lo riferisce la portavoce del Servizio europeo per l’Azione esterna, Anitta Hipper, nel briefing quotidiano con la stampa. Oggi a Bruxelles, i due ministri incontrano anche il segretario generale della Nato, Mark Rutte.
“Lo strumento anticoercizione è in vigore da un paio d’anni e sì, sappiamo perfettamente come e quando usarlo. Il suo obiettivo principale è quello di fungere da deterrente, nell’interesse di ottenere un effetto deterrente. A volte anche solo menzionare la possibilità di uno strumento più forte può ottenere l’effetto desiderato”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea Olof Gill nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sul cosiddetto ‘bazooka’.
“Lo strumento anticoercizione è uno degli strumenti a disposizione dell’UE nel caso in cui sia necessaria una risposta diretta, qualora il nostro approccio non producesse il risultato previsto”, aggiunge.
La telefonata tra la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stata valutata positivamente dal governo tedesco nel contesto delle tensioni legate alla Groenlandia. Lo ha dichiarato il portavoce dell’esecutivo di Berlino, Stefan Kornelius, rispondendo ad una domanda sul tema in conferenza stampa.
“Quando molti Stati sono coinvolti in questo dibattito è sempre utile”, ha affermato il portavoce, riferendosi ai contatti diplomatici in corso. “La presidente del Consiglio italiana ha parlato anche con il presidente degli Stati Uniti. Questo è sempre molto utile”. Secondo Berlino, ogni iniziativa di dialogo contribuisce ad allentare le tensioni. “Credo che ciascuno, in questo modo, contribuisca a far sì che ci sia una de-escalation riguardo a questa situazione”, ha concluso il portavoce.
Le tensioni internazionali legate alla Groenlandia, con la minaccia di nuovi dazi avanzata dal presidente statunitense Donald Trump, mantengono negativo l’andamento della Borsa di Milano, in linea con i principali listini europei. Il Ftse Mib cede a circa metà seduta l’1,67% a 45.032,67 punti. Tra i maggiori ribassi Stm (-4,81%), Amplifon (-4,21%), Ferrari (-2,67%) e Brunello Cucinelli (-2,54%). In rialzo invece Leonardo (+2,51%), Inwit (+0,68%), Hera (+0,09%) e Mps (+0,06%).
Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha convocato per giovedì 22 gennaio alle ore 19:00 una riunione speciale del Consiglio europeo sulle relazioni transatlantiche. Lo conferma la portavoce del presidente.
“L’Unione europea opera come un mercato unico e nell’ambito di un’unione doganale, garantendo la libera circolazione delle merci tra gli Stati membri senza formalità doganali interne. Secondo le norme Ue, esiste un’origine Ue solo per le merci prodotte nell’Ue, il che non impedisce a un paese terzo di richiedere informazioni sugli Stati membri da cui provengono le merci. I beni vengono prodotti attraverso catene di approvvigionamento transfrontaliere integrate che coinvolgono più Stati membri. Inoltre, le merci prodotte nell’Ue possono essere trasportate senza formalità doganali e quindi senza tracciabilità dell’origine”.
“Ciò significa che, dal punto di vista doganale e operativo, è praticamente molto difficile attribuire le merci esclusivamente a un singolo Stato membro, dato che i processi di produzione e trasformazione sono spesso distribuiti in tutta l’Ue. Quindi, per riassumere, è tecnicamente possibile”.
“È estremamente complesso dal punto di vista burocratico e procedurale farlo, e ciò comporterebbe livelli di complessità aggiuntivi che, in merito al commercio Ue-Usa, porterebbe a potenziali livelli di complessità aggiuntivi che ostacolerebbero il regolare funzionamento del commercio transatlantico di merci”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea Olof Gill nel briefing quotidiano con la stampa rispondendo a una domanda su se sia possibile imporre dazi a singoli Paesi Ue, come annunciato dal presidente Usa, Donald Trump.
“Dalle consultazioni tra i leader dell’Ue, inclusa la presidente von der Leyen, emerge chiaramente che la priorità in questo caso è impegnarsi, non aumentare l’escalation ed evitare l’imposizione di dazi. Perché? Perché questo in ultima analisi danneggerà i consumatori e le imprese su entrambe le sponde dell’Atlantico. L’Ue ha costantemente sottolineato il suo comune interesse transatlantico per la pace e la sicurezza nell’Artico, anche attraverso la Nato”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Olof Gill, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulla possibilità di prepararsi all’uso dello Strumento anti-coercizione.
“Qualora dovessero essere imposte le tariffe minacciate, l’Unione Europea ha gli strumenti a sua disposizione ed è pronta a rispondere, perché faremo tutto il necessario per tutelare gli interessi economici dell’Ue”, precisa.
“Rimaniamo fermi nel nostro impegno a sostenere la sovranità e l’integrità territoriale della Groenlandia e del Regno di Danimarca. Proteggeremo sempre i nostri interessi strategici in materia economica e di sicurezza. Affronteremo queste sfide alla nostra solidarietà europea con fermezza e determinazione”, aggiunge citando von der Leyen. “Sono in corso intense consultazioni tra i leader dell’Ue. Il Presidente del Consiglio europeo Costa ha indicato la probabilità di un Consiglio europeo straordinario questa settimana per affrontare proprio questo tema”, ricorda.
“In un post sui social media di sabato, il Presidente Trump ha minacciato di imporre dazi del 10% su UK, Francia, Germania, Finlandia, Danimarca, Norvegia, Paesi Bassi e Svezia dal 1° febbraio, con un aumento al 25% dal 1° giugno, qualora non si raggiungesse un accordo per ‘acquisire’ la Groenlandia. La base legale per tali dazi non è chiara. Il motivo scatenante è la risposta EU alle pressioni USA per l’’acquisizione’ della Groenlandia (territorio autonomo della Danimarca): un’escalation che ha fatto scattare una riunione d’emergenza UE e la minaccia di contromisure su €93bn di beni USA.
La CE sta valutando la reintroduzione di dazi già autorizzati ma sospesi, colpendo settori simbolici come aerospazio (Boeing), automotive USA e beni di consumo. Leader europei — da Macron, pronto ad attivare l’anti coercion instrument, al premier UK Starmer — hanno definito ‘inaccettabile’ e ‘sbagliata’ la pressione americana. Sul fronte USA, il Tesoro liquida le reazioni UE come “debolezza” e sostiene che Trump sta usando forza negoziale per ottenere concessioni su Groenlandia. Tuttavia, il supporto interno USA all’acquisizione della Groenlandia è basso.
E’ quanto commentano gli analisti di Equita spiegando che “le minacce tariffarie stanno generando un movimento di risk off, con i futures EU -1.2% e S&P -0.8%, forte domanda per oro (+1.7%) e argento (+3.4%). A nostro avviso l’impatto economico diretto dei dazi non rappresenta l’elemento centrale. Il rischio è piuttosto di natura geopolitica, in un momento in cui i mercati arrivano da una performance forte e risultano quindi più sensibili a prese di profitto. L’esperienza passata suggerisce che le minacce tariffarie di Trump non sempre si traducono in azioni concrete, rimanendo spesso strumenti di pressione negoziale.
Ciò detto, l’episodio conferma come il tema geopolitico sia destinato a rimanere uno dei principali fattori di rischio per i mercati nel 2026, più per la sua capacità di alimentare volatilità e incertezza che per i suoi effetti economici immediati. In fasi come questa, può essere opportuno privilegiare settori meno “crowded” nel posizionamento, come ad esempio l’Healthcare, che tende a offrire maggiore resilienza e visibilità sugli utili, oltre a settori che hanno dimostrato una solida capacità di pricing, in grado di mitigare l’impatto dei dazi.
Tra questi rientrano l’Electrification (ad esempio PRY, LU-VE, Carel con produzione sostanzialmente local-for-local), il lusso e alcune società come Technogym, mentre, all’opposto, titoli come Campari hanno registrato maggiori difficoltà nel trasferire i costi sui prezzi.
Tra le industriali, Interpump beneficia di un modello local-for-local grazie alla base produttiva in Germania. Nel comparto consumer, Essilux ha un export dall’UE e un pricing power medio, mentre Safilo è più esposta all’import dalla Cina. Infine, tra i settori più sensibili a un potenziale aumento dei costi energetici, legato a un significativo import di gas dagli USA, segnaliamo il segmento Utilities, dove i prezzi dell’elettricità seguono l’andamento della commodity gas”.
“Possiamo probabilmente anche astrarci dal valutare se ciò sia positivo o negativo, se sia conforme al diritto internazionale, ma ci sono esperti internazionali che ritengono che risolvendo la questione dell’annessione della Groenlandia, Trump entrerà senza dubbio nella storia. E non solo nella storia degli Stati Uniti, ma nella storia mondiale”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aggiungendo che “senza discutere se ciò sia positivo o negativo, è difficile non essere d’accordo con questi esperti”. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Interfax.
“In generale, negli ultimi giorni sono arrivate molte informazioni inquietanti. Naturalmente, stiamo monitorando da vicino tutto ciò che sta accadendo e lo stiamo analizzando. Per quanto riguarda i nostri piani sulla Danimarca e la Groenlandia, non rilascerò alcuna dichiarazione”, ha aggiunto Peskov.
Al Coreper, convocato ieri dalla presidenza di turno cipriota sulle relazioni Ue-Usa, si è registrato “un allineamento di posizioni” tra gli Stati membri. Lo afferma un’alta fonte diplomatica Ue. “Credo che uno dei principali punti dell’incontro di ieri sia che restiamo uniti nel rispetto dei principi del diritto internazionale e dei principi di integrità territoriale e sovranità. Restiamo uniti nel sostenere Danimarca e Groenlandia. Detto questo, l’attenzione dei prossimi giorni sarà rivolta al dialogo costruttivo con gli Stati Uniti e alle questioni che sono alla base della cooperazione transatlantica. Stiamo dando priorità al dialogo”, aggiunge la fonte. Allo stesso tempo, l’Ue “è pronta a proteggere e difendere i propri interessi e principi con gli strumenti a sua disposizione”.
“Non escluderei una discussione” da parte dei ministri dell’Economia in merito alle ultime minacce del presidente Usa, Donald Trump, sulla Groenlandia ed eventuali risposte da parte della Ue “domani alla colazione” dell’Ecofin. Lo afferma un’alta fonte diplomatica in vista della riunione di domani. La colazione dell’Ecofin, un momento informale della riunione, “dà l’opportunità al presidente dell’Eurogruppo di fare il punto della situazione sull’esito della riunione” dei ministri dell’area euro, continua la fonte aggiungendo che, tra gli altri argomenti, verrà discusso anche il tema del vicepresidente della Banca centrale europea e altre questioni potrebbero emergere.
Apertura di seduta in forte calo per le Borse europee. Il Dax di Francoforte cede l’1,23%, il Cac 40 di Parigi l’1,6% e il Ftse 100 di Londra lo 0,47%. Negativo anche l’Ibex 35 di Madrid che arretra dello 0,47% mentre l’Aex di Amsterdam perde lo 0,9%.
La Borsa di Milano apre in deciso calo, con il Ftse Mib che cede l’1,63% a 45.052,48 punti. Tra i maggiori ribassi in avvio Stellantis (-3,66%), Campari (-3,39%), Brunello Cucinelli (-3,24%), Stm (-2,65%), Fineco (-2,41%) e Moncler (-2,37%). In rialzo Leonardo (+2,47%), A2A (+0,2%) ed Enel (+0,15%).
Le minacce di nuovi dazi annunciate dal presidente statunitense Donald Trump rappresentano “un’escalation inappropriata e dannosa per tutte le parti”. Lo ha dichiarato il presidente della Confindustria tedesca (Bdi), Peter Leibinger, avvertendo che la misura rischia di mettere sotto “una pressione enorme e del tutto inutile” le relazioni transatlantiche. Secondo Leibinger, è “necessario e giusto” che il governo tedesco, insieme ai partner europei, chiarisca che l’Unione non accetterà simili minacce.
“È fondamentale che l’Europa agisca ora in modo unito e con fiducia in se stessa”, ha affermato, sottolineando che l’Ue deve ribadire il proprio ruolo di partner strategico indispensabile per gli Stati Uniti. Il presidente della Bdi ha ricordato che l’Europa rappresenta il più grande mercato unico al mondo e che, come ultima ratio, l’Unione dispone di strumenti adeguati per contrastare eventuali tentativi di ricatto. Allo stesso tempo, ha aggiunto, è essenziale mantenere aperti i canali di dialogo e lavorare attivamente per la de-escalation.
“Il messaggio dell’Ue deve essere chiaro: l’escalation danneggia tutti, la cooperazione è indispensabile”. Leibinger ha inoltre richiamato il valore del mercato transatlantico, stimato in circa 9.500 miliardi di dollari, definendolo la più grande area economica integrata al mondo. In questo contesto, ha giudicato comprensibile la decisione del Parlamento europeo di rinviare temporaneamente il voto sull’accordo commerciale con gli Stati Uniti, così come “plausibili” le valutazioni su eventuali controdazi o sull’uso dello Strumento anti-coercizione (Anti-Coercion Instrument, Aci).
Secondo il numero uno dell’industria tedesca, dazi aggiuntivi del 10% non colpirebbero solo le imprese europee, ma danneggerebbero anche l’economia statunitense e i consumatori americani. “Una reindustrializzazione degli Stati Uniti senza cooperazione è un’illusione”, ha concluso Leibinger, avvertendo che isolamento e sabotaggio di ogni forma di collaborazione porterebbero inevitabilmente a una marginalizzazione economica.
Una guerra commerciale non è nell’interesse di nessuno. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico, Keir Starmer, parlando in conferenza stampa a Londra, a proposito dei dazi minacciati dal presidente Usa Donald Trump a diversi alleati in relazione alla situazione in Groenlandia.
Starmer, che ha lavorato per instaurare un rapporto solido con Trump, ha affermato che le relazioni fra Regno Unito e Stati Uniti sono fondamentali e che “siamo determinati a mantenere tali relazioni solide, costruttive e orientate ai risultati”. Tuttavia ha aggiunto che ciò non significa fingere che le differenze non esistano: “essere pragmatici non significa essere passivi e la partnership non significa abbandonare i principi”, ha dichiarato Starmer.
La minaccia del presidente Usa Donald Trump di imporre dazi doganali agli alleati sulla Groenlandia è “del tutto sbagliata”. Lo ha detto il premier britannico, Keir Starmer, aggiungendo che il Regno Unito sostiene il “diritto fondamentale” della Groenlandia e della Danimarca di decidere il futuro dell’isola artica.
Il presidente Usa, Donald Trump, mentre si intensifica la controversia sulla Groenlandia, ha scritto una lettera al primo ministro della Norvegia, Jonas Gahr Støre, in cui mette in dubbio che la Danimarca abbia davvero il diritto di governare l’isola e afferma che dato non gli è stato assegnato il Nobel per la Pace “non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace”. Lo riporta l’emittente britannica Sky News, spiegando di avere ottenuto la lettera.
Caro Jonas, considerando che il tuo Paese ha deciso di non assegnarmi il premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 guerre, non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace, anche se questa sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è bene e giusto per gli Stati Uniti d’America”, esordisce Trump nella missiva.
“La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbe avere il ‘diritto di proprietà’? Non ci sono documenti scritti, è solo che una barca è approdata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo barche che approdavano lì”, prosegue il presidente Usa. E ancora: “Ho fatto più di chiunque altro per la Nato dalla sua fondazione e ora la Nato dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti”. “Il mondo non è sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia”, conclude l’inquilino della Casa Bianca.
Germania e Francia risponderanno in modo unitario alle minacce sui dazi avanzate dal presidente statunitense Donald Trump. Lo ha dichiarato a Berlino il ministro delle Finanze tedesco e vice cancelliere, Lars Klingbeil, affermando che l’Europa “non si lascerà ricattare”. Intervenendo accanto al collega francese Roland Lescure, Klingbeil ha spiegato che Berlino e Parigi stanno lavorando con i partner europei a contromisure nel caso in cui Washington mantenga le sue minacce nel contesto della disputa sulla Groenlandia.
Tra le opzioni sul tavolo figura il congelamento dell’attuale accordo doganale con gli Stati Uniti, oltre alla possibile riattivazione dei dazi europei sulle importazioni Usa, finora sospesi e pronti a entrare in vigore entro il 6 febbraio. Il ministro ha tuttavia sottolineato di non avere interesse a un’escalation della tensione commerciale.
“Continueremo a dialogare con gli Stati Uniti”, ha detto, accusando però Trump di cercare costantemente la provocazione e lo scontro: “Come europei dobbiamo essere chiari: il limite è stato raggiunto”. Klingbeil ha infine ribadito il ruolo centrale dell’asse franco-tedesco in una fase internazionale definita “turbolenta”, sottolineando che una cooperazione stretta tra Berlino e Parigi resta decisiva per la forza dell’Unione europea. “La nostra mano è tesa – ha concluso – ma non siamo disposti a lasciarci ricattare”.
“Da 20 anni la Nato ripete alla Danimarca che ‘bisogna allontanare la minaccia russa dalla Groenlandia’”. Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump, aggiungendo che “purtroppo, la Danimarca non è stata in grado di fare nulla al riguardo. Ora è il momento, e lo faremo”.

