Lo sviluppo della ‘Zona Franca’ di Misurata con l’ampliamento del porto e il coinvolgimento nella gestione del terminal container da parte di Msc e della società qatarina Al Maha Qatari Company. È il motivo per cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani, su delega della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si è recato in missione a Misurata, in Libia.
Investimenti da 2,7 miliardi di dollari in tre anni
Secondo alcune stime, gli investimenti per lo sviluppo del porto della Zona Franca di Misurata, nel nord-ovest del Paese, potrebbero raggiungere 2,7 miliardi di dollari in tre anni, rendendolo uno dei più importanti progetti di espansione delle infrastrutture portuali del Nordafrica. La MFZ, Misurata Free Zone, nasce con Gheddafi nel 2000 quale prima zona franca in Libia. Il suo ulteriore sviluppo trova nuova linfa per impulso del primo ministro Dabaiba, originario proprio di Misurata. Si estende ad oggi per circa 2800 ettari intorno al porto di Misurata, con una capacità di espansione ulteriore fino a 20.000 ettari. All’interno della stessa è stata creata una ‘Business Administration Zone’ dove le aziende possono beneficiare di esenzioni. Al riguardo c’è un forte interesse della dirigenza della zona franca a intensificare gli scambi con le aziende italiane.
Tajani: “La politica estera la fanno anche le nostre imprese”
“La nostra politica estera la fanno anche le nostre imprese e lavorare al loro fianco è un nostro dovere”, ha affermato Tajani descrivendo Misurata come “la capitale economica della Libia”. “Con la Libia abbiamo storicamente relazioni di altissimo profilo. Avviare la presenza di una grandissima azienda italiana come Msc che è la più grande impresa di trasporto marittimo al mondo e che avrà una base nel porto di Misurata, per un Paese il cui pil dipende quasi al 40% dall’export diventa fondamentale”, ha rimarcato ancora. Il titolare della Farnesina ha precisato che il porto della città libica non sarà “alternativo” a quello di Gioia Tauro ma “anzi sarà un modo per essere ancora più presenti”. Quanto a Misurata, “vogliamo fare sì che le nostre imprese possano lavorare sempre di più in questa località”. Il titolare della Farnesina ha nominato anche Eni, definendola “grande protagonista dell’economia del Paese”. Soddisfazione anche da parte di Diego Aponte, presidente del Gruppo Msc. “L’ampliamento del terminal container della ‘Misurata Free Zone’ rappresenta un progetto importante che ha il potenziale per diventare un hub strategico capace di connettere Europa, Mediterraneo e Africa e generare crescenti e reciproci vantaggi negli scambi commerciali, con un ruolo determinante dell’Italia”, ha affermato. “Siamo felici e orgogliosi di sostenere lo sviluppo di questo territorio contribuendo a fare di Misurata uno dei principali progetti di espansione di infrastrutture portuali in Nordafrica e di partecipare così alla concretizzazione della visione del Piano Mattei per l’Africa intrapresa dal governo italiano”, ha aggiunto Aponte.
Nel corso della sua missione Tajani ha avuto anche un bilaterale con il primo ministro e ministro degli Affari Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e un altro con il padrone di casa, il premier libico Abdulhamid Dabaiba con il quale è stato toccato anche il tema dei migranti. “La Libia come l’Italia è un Paese di passaggio. Purtroppo ci sono stati degli incrementi di partenze dalla Libia negli ultimi mesi e vogliamo continuare a rinforzare la nostra collaborazione”, ha dichiarato Tajani spiegando come l’Italia sia “pronta anche a formare la polizia libica”.

