“Consideriamo il presidente degli Stati Uniti (Donald Trump, ndr) un criminale per le vittime, i danni e le calunnie che ha inflitto alla nazione iraniana”. Lo ha dichiarato il leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, come riporta Iran International. Le proteste nel Paese sembrano essersi fermate, soffocate nel sangue, mentre sarebbe allo studio delle autorità un sistema per limitare per sempre l’utilizzo di Internet.
“Abbiamo ricevuto rapporti secondo cui la Repubblica Islamica sta preparando opzioni per colpire le basi americane. Come ha più volte sottolineato il presidente Trump, tutte le opzioni sono sul tavolo e, se il regime della Repubblica Islamica dovesse attaccare le proprietà americane, la Repubblica Islamica ‘si troverà di fronte a una forza molto, molto potente’. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo: non scherzate con il presidente Trump”. E’ quanto si legge in un post nella pagina X del Dipartimento di Stato americano in lingua farsi.
Il direttore generale dell’Istruzione di Teheran ha annunciato che le scuole della capitale iraniana saranno riaperte a partire da domani, domenica 18 gennaio. Lo riporta Bbc Persian. Le scuole erano state chiuse e le lezioni erano state spostate online la scorsa settimana, su indicazione del Gruppo di lavoro per l’emergenza inquinamento atmosferico della provincia di Teheran. Sebbene i media statali iraniani abbiano citato l’inquinamento atmosferico come motivo della chiusura, è probabile che la decisione sia stata presa per via delle proteste nel Paese e per la violenta repressione da parte delle autorità.
“Non intendiamo condurre il Paese alla guerra, ma non risparmieremo i sediziosi nazionali e nemmeno i criminali internazionali”. Lo ha detto la Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, parlando delle recenti proteste scoppiate nel Paese. “Nella lotta contro questa sedizione americana e sionista, le forze dell’ordine e i funzionari della sicurezza hanno veramente sacrificato la propria vita e, per quanto possibile, hanno completamente distrutto la sedizione che era stata creata a spese del nemico”, ha aggiunto Khamenei, come riporta Bbc persian.
“È necessario applicare sanzioni durissime al regime iraniano ed é una iniziativa che deve partire innanzitutto dall’Unione europea; dobbiamo fare di tutto per riaccendere le reti di comunicazione e dare voce alla protesta delle ragazze e dei ragazzi dell’Iran, dobbiamo esercitare la massima pressione affinché il regime degli Ayatollah finisca, perché ha i giorni contati e dobbiamo fare in modo che questo avvenga il prima possibile. Oggi sarò a Pisa a partire dalle 16 in piazza Vittorio Emanuele II per un Iran Laico e Democratico”. Così il segretario di +Europa, Riccardo Magi, commentando le piazze per l’Iran che si tengono in questi giorni in Italia. A Roma, alla marcia radicale, sta prendendo parte una delegazione di +Europa. “Siamo in piazza per condannare il massacro brutale che sta avvenendo ai danni delle migliaia di persone, ragazze e ragazzi iraniani, che stanno lottando per la democrazia e la libertà”, commenta la tesoriera di +Europa, Carla Taibi, che guida la delegazione. “Siamo in piazza per dare voce agli iraniani che stanno rischiando la vita e che il regime ha silenziato oramai da giorni. E – prosegue Taibi – per mandare un segnale alle istituzioni europee affinché ci sia il massimo impegno nel sanzionare un governo che sta operando senza alcun rispetto per i diritti umani e che sta opprimendo e sterminando i suoi cittadini”.
“L’avete vista tutti l’immagine della ragazza che si accende una sigaretta e dà fuoco a una foto del leader supremo, l’Ayatollah Khamenei. Vi sfido: ovunque siate, in qualunque città, fatelo anche voi, facciamolo tutti, diamo fuoco all’immagine di chi soffoca la libertà”. Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, durante la 14esima assemblea nazionale del partito, a palazzo Castiglioni a Milano.
“L’ultima rivolta anti-iraniana è stata diversa in quanto il presidente degli Stati Uniti è intervenuto personalmente”. Lo ha detto la Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, parlando delle recenti proteste scoppiate nel Paese. “L’obiettivo degli Stati Uniti è quello di inghiottire l’Iran, è stata una rivolta americana e il popolo l’ha repressa”, ha aggiunto, “l’intelligence americana e sionista ha addestrato i leader dei rivoltosi all’estero”. Lo riporta Ynet.
“Dobbiamo sostenere il popolo iraniano in questa rivolta senza imporre loro da chi devono essere governati. lo sceglieranno loro, sono un grande popolo”. Sono le parole del leader di Azione Carlo Calenda che ha scelto di partecipare alla manifestazione della comunità iraniana a Roma a sostegno della rivolta contro il governo degli Ayatollah. Il corteo, promosso dal Partito Radicale, ha visto la partecipazione di Azione e dei giovani di Forza Italia. Pd, M5S e Avs hanno invece partecipato alla manifestazione di ieri.
“La piazza di ieri in Campidoglio? Ho condiviso tutto, ma ho detto semplicemente facciamone una con il Partito Radicale sabato e poi una mattina Schlein ha detto: no andiamo a quest’altra. Non ho capito perché ma non me ne frega neanche molto. È talmente importante questo tema che non mi interessa questa corsa a distinguersi. E distinguetevi. Non penso che agli iraniani importi qualcosa” risponde Calenda.
Diversi agenti di polizia sono rimasti feriti dopo che una protesta davanti all’ambasciata iraniana a Londra è sfociata in violenza. Gli scontri hanno portato a diversi arresti, secondo la polizia londinese, i cui agenti sono stati colpiti da razzi. Lo riporta Sky News. I sanitari hanno confermato che quattro persone sono state trasportate in ospedale dopo che il London Ambulance Service è stato chiamato per i disordini a South Kensington alle 20.45 di ieri (ora locale). La polizia della capitale britannica ha fatto sapere che diversi suoi agenti hanno riportato ferite, e i filmati sui social media sembrano mostrare che anche altri manifestanti sono rimasti feriti durante le manifestazioni.
L’Iran sta pianificando di abbandonare definitivamente Internet, consentendo la connessione online solo a individui controllati dal regime. Lo riferisce ‘The Guardian’, che cita attivisti iraniani per i diritti digitali. “È in corso un piano confidenziale per trasformare l’accesso a Internet internazionale in un ‘privilegio governativo’”, secondo un rapporto di Filterwatch, un’organizzazione che monitora la censura di Internet in Iran, citando diverse fonti nel Paese. “I media statali e i portavoce del governo hanno già segnalato che si tratta di un cambiamento permanente, avvertendo che l’accesso illimitato non tornerà dopo il 2026”, prosegue il rapporto.
“Per quello che riguarda l’Iran penso che dobbiamo lavorare per una de-escalation, è quello che l’Italia continua a fare, ne ho parlato tra l’altro anche con il sultano dell’Oman, che come sapete ha avuto un ruolo molto importante nelle negoziazioni. Chiaramente voglio ribadire la mia solidarietà nei confronti del popolo iraniano e delle persone che legittimamente manifestano per i propri diritti, per un futuro migliore. Non credo che manifestare per i propri diritti si possa pagare con la vita, e quindi ovviamente condanniamo la repressione, condanniamo le uccisioni da parte del regime iraniano. Chiediamo all’Iran di garantire l’incolumità dei cittadini che vogliono manifestare, ma stiamo lavorando per una de-escalation e per cerca di tornare su negoziazioni che possano risolvere soprattutto quello che riguarda il tema del dossier nucleare”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di un punto stampa presso l’Ambasciata d’Italia a Tokyo.
“Ventesimo giorno di proteste in Iran: 3.090 morti confermate, 3.882 casi in fase di revisione, 2.055 feriti gravi e 22.123 arresti, nel mezzo di un blocco di Internet a livello nazionale ormai alla sua seconda settimana”. Lo rende noto su X l’Ong Human Rights Activists.

