Proteste in Iran, media: “Uccise 12mila persone”. Trump : “Aiuti in arrivo. L’obiettivo è vincere” – La diretta

Proteste in Iran, media: “Uccise 12mila persone”. Trump : “Aiuti in arrivo. L’obiettivo è vincere” – La diretta
Migliaia di persone manifestano a Teheran, Iran, 9 gennaio 2026 (UGC via AP)

Prime telefonate dal Paese dopo il blocco delle comunicazioni. Witkoff ha incontrato in segreto il principe ereditario Reza Pahlavi

Oggi gli iraniani hanno potuto chiamare all’estero con telefoni cellulari per la prima volta da quando le comunicazioni sono state interrotte nel Paese durante la repressione delle proteste nazionali in cui, secondo gli attivisti, sono state uccise almeno 646 persone. Diverse persone a Teheran sono riuscite a chiamare l’Associated Press e a parlare con un giornalista. L’ufficio di AP a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, non è riuscito a richiamare quei numeri. I testimoni hanno riferito che il servizio di sms era ancora interrotto e che la connessione Internet era possibile ai siti web approvati dal governo a livello locale, ma non a quelli esteri. I testimoni hanno fornito un breve resoconto della vita nelle strade della capitale iraniana durante i quattro giorni e mezzo di isolamento dal resto del mondo. Hanno descritto una forte presenza di forze di sicurezza nel centro di Teheran.
Secondo le testimonianze, gli agenti della polizia antisommossa con elmetti e giubbotti antiproiettile, sono armati di manganelli, scudi, fucili e lanciagranate lacrimogene. Stanno di guardia agli incroci principali. Nelle vicinanze, i testimoni hanno visto membri della forza Basij, composta interamente da volontari della Guardia Rivoluzionaria, che sono anch’essi armati e con manganelli. Anche agenti di sicurezza in borghese erano visibili negli spazi pubblici. Diverse banche e uffici governativi sono stati incendiati durante i disordini. I bancomat sono stati distrutti e le banche hanno faticato a completare le transazioni senza Internet, hanno aggiunto i testimoni. Tuttavia, i negozi sono aperti, anche se nella capitale c’è poco traffico pedonale. Il Grand Bazaar di Teheran, dove le manifestazioni sono iniziate il 28 dicembre, avrebbe dovuto aprire oggi. Un testimone ha raccontato di aver parlato con diversi negozianti che hanno detto che le forze di sicurezza hanno ordinato loro di riaprire a tutti i costi.

Iran, prima comunicazioni con l'estero dopo il blocco – Tutte le notizie di oggi 13 gennaio
Inizio diretta: 13/01/26 09:30
Fine diretta: 13/01/26 23:00
Dip. Stato invita cittadini Usa a lasciare immediatamente il Paese

Il dipartimento di Stato americano ha annunciato che i cittadini statunitensi dovrebbero lasciare immediatamente l’Iran e, “se possibile in sicurezza, valutare la possibilità di lasciare il Paese via terra, dirigendosi verso l’Armenia o la Turchia”. L’ambasciata virtuale statunitense per l’Iran raccomanda inoltre ai cittadini americani di “pianificare mezzi di comunicazione alternativi” a causa delle “continue interruzioni di internet” e di “avere un piano di evacuazione che non dipenda dall’assistenza del governo statunitense”.

Trump: "Preoccupato per i morti, agirò di conseguenza"

Donald Trump sta rientrando alla Casa Bianca per “valutare l’intera situazione in Iran”. Lo ha riferito lui stesso, parlando con i giornalisti al suo arrivo alla Joint Base Andrews in Maryland, dopo la visita a Detroit. “L’Iran mi preoccupa, soprattutto per il tipo di morti che si stanno verificando lì. Pensiamo di ottenere presto dei numeri precisi. Li avrò tra circa 20 minuti. Avremo dati precisi su ciò che sta accadendo in termini di uccisioni. Sembra che le uccisioni siano numerose, ma non lo sappiamo ancora con certezza. Tra 20 minuti sarò lì e agirò di conseguenza”, ha affermato il presidente Usa.

Trump: "L'obiettivo finale è vincere"

In Iran “l’obiettivo finale è vincere”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Cbs Evening News. “Mi piace vincere”, ha aggiunto il presidente Usa. Alla domanda su cosa significasse “vincere”, Trump ha elencato una serie di operazioni militari ordinate durante i suoi due mandati alla Casa Bianca: dalla recente cattura del leader venezuelano Nicolás Maduro, al raid in Siria del 2019 culminato con la morte del fondatore dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi, all’uccisione nel 2020 di Qassem Soleimani, capo dei pasdaran iraniani. 

Trump ribadisce: "Gli aiuti sono in arrivo, il regime pagherà a caro prezzo"

“Gli aiuti sono in arrivo”. Parlando a Detroit, il presidente Trump ha ribadito la sua promessa di sostegno ai manifestanti iraniani. I responsabili della repressione violenta, ha detto, “pagheranno un prezzo molto alto”. Il presidente ha poi ricordato di avere “cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando non si fermeranno le uccisioni senza senso dei manifestanti”. Inoltre, Trump ha ricordato di avere varato, “con effetto da oggi”, dazi del 25% contro tutti i partner commerciali di Teheran.

Axios: Usa valutano risposte non militari a sostegno dei manifestanti

In una serie di incontri a porte chiuse tenutesi nei giorni scorsi, il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato, che in questa fase l’Amministrazione Trump sta valutando risposte non militari per sostenere i manifestanti iraniani. Lo riporta Axios, secondo quanto riferito da una fonte a conoscenza diretta dei fatti.

Trump: "Non sappiamo quanti siano i morti ma anche uno è troppo"

Nessuno è stato in grado di darmi un numero preciso. Ho sentito numeri di ogni tipo. Uno è già tanto, ma ho sentito numeri molto più bassi e numeri molto più alti. Lo sapremo. Probabilmente lo scopriremo a breve. Penso che siano molti”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, riguardo alle vittime della repressione delle manifestazioni in Iran. Rispondendo ai giornalisti mentre era in visita a una fabbrica Ford a Detroit, il presidente Usa non ha voluto chiarire quale “aiuto” gli Stati Uniti forniranno ai manifestanti, come da lui stesso annunciato sui social media. “Dovrete scoprirlo da soli”, ha detto il presidente.

Axios: Witkoff ha incontrato in segreto Reza Pahlavi

L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff nel corso del weekend ha incontrato in segreto il principe ereditario iraniano Reza Pahlavi per discutere delle proteste in corso nel Paese. Lo riferisce Axios, citando un alto funzionario dell’Amministrazione Usa.

Mosca: "Nuovo attacco a Teheran avrebbe conseguenze terribili"

Chi intende usare disordini di matrice straniera come pretesto per ripetere l’aggressione contro l’Iran commessa nel giugno 2025 deve essere consapevole delle terribili conseguenze di tali azioni per la situazione in Medioriente e per la sicurezza internazionale globale”. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Lo riporta Interfax. “Respingiamo inoltre con fermezza i tentativi sfacciati di ricattare i partner stranieri dell’Iran aumentando i dazi commerciali – ha aggiunto – la pressione illegale delle sanzioni occidentali a cui la Repubblica islamica dell’Iran è sottoposta da molti anni sta ostacolando lo sviluppo del Paese e creando problemi economici e sociali che colpiscono principalmente la popolazione iraniana“.

Ambasciatore Iran a Roma: "Italia e altri possono mediare con iniziative imparziali"

“Attualmente diversi Paesi, sia regionali sia extra-regionali, stanno cercando di svolgere un ruolo volto a ridurre le tensioni e a creare una stabilità duratura nella importante regione del Medioriente”. Lo ha affermato in un’intervista a LaPresse l’ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri, rispondendo a una domanda sul possibile ruolo di Roma come mediatore fra Teheran e gli Usa. “Sembra che tutti i Paesi possano, in base alle proprie capacità e potenzialità, contribuire attraverso iniziative eque e imparziali a un’azione volta alla costruzione della pace e della stabilità”, ha aggiunto.

Ambasciatore Iran a Roma: "Non cerchiamo lo scontro ma siamo preparati"

“L’esperienza passata, e in particolare la ‘Guerra dei 12 giorni’, ha dimostrato quali sarebbero le conseguenze di qualsiasi aggressione contro l’Iran. L’Iran non cerca lo scontro, né la guerra nella regione, ma è pronto a tutti gli scenari“. Lo ha affermato in un’intervista a LaPresse l’ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri. “Oggi l’Iran è certamente più preparato alla resistenza rispetto al periodo della ‘Guerra dei 12 giorni’, ma allo stesso tempo è pronto anche a veri negoziati“, ha aggiunto.

Ambasciatore Iran a Roma: "Contatti con Usa da tempo, accordo possibile se equo"

I contatti tra il ministro degli Esteri della Repubblica islamica dell’Iran, Araghchi, e il signor Witkoff, inviato speciale di Donald Trump, sono in corso da tempo ed erano attivi già prima di queste proteste. Negli ultimi giorni, sia prima sia dopo le manifestazioni, tali contatti sono proseguiti. L’Iran non si è mai sottratto al negoziato, ma ritiene che esso debba essere equo e giusto, basato su interessi e rispetto reciproci”. Lo ha affermato in un’intervista a LaPresse l’ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri. “Tuttavia, sembra che gli Stati Uniti siano orientati a imporre le proprie richieste e non siano realmente alla ricerca di un vero negoziato. A mio avviso, è possibile raggiungere un accordo equo qualora vengano accantonate le pretese irragionevoli“, ha aggiunto l’ambasciatore, “le nostre posizioni sono chiare. Ma, come tutte le coscienze vigili del mondo possono osservare, gli Stati Uniti ricorrono costantemente alla logora politica del ‘bastone e della carota’, cercando di creare leve di pressione nei negoziati attraverso minacce militari”.

Ambasciatore Iran a Roma: "Numero morti e feriti esagerato dai nostri nemici"

“La manipolazione e l’esagerazione dei numeri relativi a morti e feriti è sempre stata una delle tattiche dei nemici dell’Iran per aumentare la pressione e distorcere la realtà. Recentemente agli ambasciatori di vari Paesi sono stati mostrati filmati dei disordini che dimostrano come individui terroristi prendano di mira con colpi d’arma da fuoco la popolazione civile e le forze dell’ordine”. Lo ha affermato in un’intervista a LaPresse l’ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri. “Mi colpisce come le organizzazioni per i diritti umani siano rimaste in silenzio di fronte alla realtà del martirio di oltre mille donne e uomini innocenti durante i 12 giorni di aggressione del regime israeliano, mentre oggi improvvisamente si dichiarano preoccupate per statistiche fasulle“, ha aggiunto.

Tajani: "Convocato ambasciatore alle 17:30 alla Farnesina"

Ho fatto convocare al Ministero degli Esteri l’ambasciatore dell’Iran in Italia che sarà alla Farnesina alle 17.30“. Lo ha annunciato in aula alla Camera il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “In questi giorni le donne e gli uomini dell’Iran si stanno battendo nelle strade, nelle piazze, pagando un altissimo prezzo di sangue, di sofferenze, di carcerazione e probabilmente di torture. Tutto questo è assolutamente inaccettabile“, ha aggiunto Tajani, sottolineando che “noi abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta, attenta a tutelare gli interessi nazionali e a non far venire meno le ragioni del dialogo, sempre importante anche con regimi lontanissimi da noi, ma dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con la violenza i suoi stessi cittadini“.

Mosca: "Puntano a distruggere l'Iran con 'rivoluzione colorata'"

Le forze straniere ostili all’Iran stanno tentando di sfruttare le crescenti tensioni sociali per destabilizzare e distruggere lo Stato iraniano“. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Lo riporta la Tass. “Vengono utilizzati i famigerati metodi delle ‘rivoluzioni colorate’, in cui le proteste pacifiche, attraverso gli sforzi di provocatori appositamente addestrati e armati che agiscono su istruzioni dall’estero, si trasformano in atrocità brutali e insensate, pogrom e omicidi di agenti delle forze dell’ordine e di cittadini comuni, compresi i bambini”, ha aggiunto.

Mosca: "Minacce intervento Usa assolutamente inaccettabili"

“Le minacce provenienti da Washington di lanciare nuovi attacchi militari contro la Repubblica Islamica dell’Iran sono assolutamente inaccettabili“. Lo ha affermato la portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zakharova. Lo riporta la Tass. “Chi intende usare disordini di matrice straniera come pretesto per ripetere l’aggressione contro l’Iran commessa nel giugno 2025 deve essere consapevole delle terribili conseguenze di tali azioni per la situazione in Medioriente e per la sicurezza internazionale globale“, ha aggiunto.

Trump ai manifestanti: "L'aiuto sta arrivando"

“Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando non cesserà l’insensato massacro dei manifestanti. L’aiuto è in arrivo. Miga!!! (Make Iran Great again, ndr)”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth rivolgendosi ai manifestanti in Iran.

Trump ai manifestanti: "Prendete il controllo delle istituzioni"

Patrioti iraniani, continuate a protestare, prendete il controllo delle vostre istituzioni!!! Memorizzate i nomi degli assassini e dei violenti. Pagheranno un prezzo molto alto”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth rivolgendosi ai manifestanti in Iran

Palazzo Chigi: "Forte preoccupazione, rispettare diritti e incolumità manifestanti"

Il Governo italiano segue con forte preoccupazione la situazione di questi giorni in Iran e le notizie che stanno giungendo circa i numerosi morti tra i manifestanti. L’Italia chiede alle Autorità iraniane di assicurare il rispetto dei diritti del popolo, incluso quello di espressione e di pacifica assemblea, e l’incolumità di chi manifesta nelle piazze“. Così Palazzo Chigi in una nota, in cui si aggiunge: “Insieme ai partner europei e del G7, il Governo italiano continua a lavorare per una soluzione positiva della crisi, rispettosa delle aspirazioni di libertà e parità di diritti del popolo iraniano”.

Tajani: "Repressione è assolutamente inaccettabile"

“Il valore della libertà è il presupposto della nostra azione di governo. Quella libertà per la quale, non posso non ricordarlo, in questi giorni le donne e gli uomini dell’Iran si stanno battendo nelle strade e nelle piazze, pagando un altissimo prezzo di sangue, di sofferenze, di carcerazioni, probabilmente di torture. Tutto questo è assolutamente inaccettabile”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un’informativa al Senato. “Noi abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta, attenta a tutelare gli interessi nazionali e a non far venire meno le ragioni del dialogo, sempre importante anche con regimi lontanissimi da noi. Ma dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con la violenza i suoi stessi cittadini”, ha aggiunto.

Tajani: "Si avvii transizione pacifica verso la libertà"

‘Noi speriamo, e faremo tutto il possibile, anche proprio in virtù della capacità di dialogo che abbiamo sempre mantenuto, perché in Iran cessi l’uso della pena di morte contro gli oppositori politici e si avvii una transizione pacifica verso la libertà e il diritto dei popoli a scegliere il proprio governo, le proprie istituzioni, il proprio futuro’. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un’informativa al Senato.

Ue: "Sui dazi Usa per ora solo un post, resta nostro accordo"

Per quanto riguarda l’annuncio di dazi al 25% da parte del presidente Usa Donald Trump contro i Paesi che commerciano con l’Iran, “per quanto ne sappiamo, finora si tratta solo di un post sui social media. Quel post sui social media dovrebbe essere trasformato in una qualche forma di azione esecutiva? Allora lo esamineremo e faremo la nostra analisi. Per ora, l’unica cosa su cui ci concentriamo è l’attuazione da parte di entrambe le parti della Dichiarazione congiunta Ue-Usa”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea Olof Gill nel briefing quotidiano con la stampa.

Teheran contro Merz, Germania senza credibilità sui diritti umani

“Tra tutti i governi, quello tedesco è forse il meno titolato a parlare di ‘diritti umani’. Il motivo è semplice: i suoi evidenti doppi standard degli ultimi anni hanno cancellato ogni residuo di credibilità”. Lo ha scritto in un messaggio su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, attaccando il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che aveva criticato le violenze della leadership iraniana contro i manifestanti. “Quando l’Iran sconfigge terroristi che uccidono civili e agenti di polizia, il cancelliere tedesco si affretta a dichiarare che ‘la violenza è un’espressione di debolezza’. Che cosa ha allora da dire il signor Merz sul suo pieno sostegno all’uccisione di massa di 70.000 palestinesi a Gaza? Gli iraniani ricordano anche l’elogio ripugnante del signor Merz a Israele quando la scorsa estate ha bombardato abitazioni e attività commerciali nel nostro Paese. Quella violenza non provocata e illegale, insisteva il cancelliere tedesco, sarebbe stata un favore reso all’Europa, facendo il suo ‘lavoro sporco’. Per non parlare del silenzio della Germania sul recente rapimento da parte degli Stati Uniti di un capo di Stato. La lezione del mio omologo tedesco su ‘diritti umani’ e ‘legittimità’ è altrettanto priva di significato, dal momento che il suo governo non ha fatto nulla per difendere né gli uni né l’altra”, ha scritto Araghchi, aggiungendo “Faccia un favore a tutti: provi un po’ di vergogna. O, meglio ancora, la Germania ponga fine alla sua interferenza illegale nella nostra regione, incluso il suo sostegno al genocidio e al terrorismo”.

Media, uccise almeno 12.000 persone durante le proteste

 Il comitato editoriale della testata Iran International ha stimato che nella violenta repressione delle proteste in Iran, avvenuta in gran parte in due notti consecutive, giovedì e venerdì 8 e 9 gennaio, sono state uccise almeno 12.000 persone. Se le cifre dovessero essere confermate si tratterebbe del più grande massacro nella storia contemporanea dell’Iran. Negli ultimi due giorni, il comitato editoriale di Iran International ha esaminato informazioni ricevute da una fonte vicina al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, da due fonti nell’ufficio presidenziale, resoconti provenienti da diverse fonti all’interno del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche nelle città di Mashhad, Kermanshah e Isfahan, testimonianze di testimoni oculari e familiari delle vittime, resoconti sul campo, dati collegati ai centri medici e e informazioni fornite da medici e infermieri in varie città. In base alle informazioni raccolte da Iran International, le vittime sono state uccise principalmente dalle forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica e dai Basij. Molti degli uccisi erano giovani di età inferiore ai 30 anni. Le informazioni ricevute dal Consiglio supremo per la sicurezza nazionale e dall’ufficio presidenziale indicano che le uccisioni sono state eseguite su ordine diretto di Ali Khamenei, con l’esplicita conoscenza e approvazione dei capi di tutti e tre i rami del governo e con un ordine di usare armi da fuoco vere emesso dal Consiglio supremo per la sicurezza nazionale.

Nevi (FI): "Comunità internazionale avvii trattativa diplomatica"

“Noi operiamo sempre nell’ambito delle Nazioni Unite, e in un’ottica di collaborazione internazionale, innanzitutto con l’Europa, per cercare di costruire le condizioni affinché l’Iran possa voltare pagina e lasciarsi alle spalle queste drammatiche scene di violenza che arrivano da Teheran. Si tratta di un focolaio estremamente delicato, come sappiamo, anche perché vi si intreccia l’intera questione mediorientale, strettamente connessa alla situazione iraniana. La ricetta che proponiamo è sempre la stessa: fare in modo che la comunità internazionale si muova all’unisono e avvii una trattativa diplomatica per arrivare a una soluzione che ci consegni un Iran diverso da quello che è oggi”. Così Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, intervenendo ad ‘Agorà’ su Rai3.

Salvini: "Intervento militare no soluzione, serve diplomazia energica"

“Sosteniamo la battaglia di libertà del popolo iraniano e soprattutto delle donne e delle ragazze iraniane”. Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini a margine del convegno in Senato ‘Visione turismo: politiche, territori, competenze, futuro’ organizzato dalla Lega. Però, ha aggiunto, “io non penso che gli interventi militari possano e debbano essere la soluzione. Sicuramente non simpatizzo né per i regimi comunisti né per i regimi islamisti, questo mi sembra evidente. L’intervento militare deve essere l’extrema ratio, come ha detto il Santo Padre. Conto che nel 2026 la diplomazia, che può essere altrettanto energica e risolutiva, tolga spazio alle armi e questo vale ovunque, vale anche fra Russia e Ucraina”.

 

Onu: "Ciclo di violenza orribile non può continuare"

“Questo ciclo di violenza orribile non può continuare”. Lo ha dichiarato in un comunicato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk. “L’uccisione di manifestanti pacifici deve cessare, ed è inaccettabile etichettare i manifestanti come ‘terroristi’ per giustificare la violenza contro di loro”, ha aggiunto. Alludendo all’ondata di proteste in Iran nel 2022, Türk ha affermato che i manifestanti hanno cercato di ottenere “cambiamenti fondamentali” nella governance del Paese, “e ancora una volta la reazione delle autorità è quella di usare la forza brutale per reprimere le legittime richieste di cambiamento”. È stato inoltre “estremamente preoccupante” sentire alcune dichiarazioni pubbliche di funzionari giudiziari che menzionavano la possibilità di ricorrere alla pena di morte contro i manifestanti attraverso procedimenti giudiziari accelerati, ha detto ancora Türk, “gli iraniani hanno il diritto di manifestare pacificamente. Le loro lamentele devono essere ascoltate e affrontate, e non strumentalizzate da nessuno”.

Cina a Trump: "Tuteleremo fermamente i nostri interessi legittimi"

In risposta alle dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con l’Iran dovrà affrontare un aumento del 25% dei dazi doganali sulle transazioni commerciali con gli Stati Uniti, la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning ha affermato in conferenza stampa che la posizione della Cina sulla questione dei dazi è molto chiara: non ci sono vincitori in una guerra dei dazi e la Cina difenderà con fermezza i propri diritti e interessi legittimi e legali. Lo riporta il Global Times.

Forze sicurezza Teheran, arrestati terroristi legati a Israele

Le forze di sicurezza iraniane hanno arrestato nella città sud-orientale di Zahedan quelli che un servizio della televisione di Stato ha descritto come gruppi terroristici legati a Israele. Il servizio, senza fornire ulteriori dettagli, ha affermato che il gruppo è entrato attraverso i confini orientali dell’Iran e trasportava armi e esplosivi di fabbricazione statunitense che il gruppo aveva intenzione di utilizzare per omicidi e atti di sabotaggio. L’esercito israeliano non ha commentato immediatamente le accuse.

Madrid convoca ambasciatore in Spagna, no a repressione manifestanti

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha convocato l’ambasciatore iraniano in Spagna, Reza Zabib, per comunicargli la sua “energica condanna” nei confronti della repressione dei manifestanti. “Bisogna rispettare il diritto di manifestazione pacifica degli iraniani e delle iraniane, la loro libertà di espressione, bisogna ripristinare immediatamente le comunicazioni con l’estero, compreso Internet e ricordiamo che il diritto alla libera comunicazione dei cittadini è anche un diritto fondamentale”, ha detto Albares in un’intervista a Catalunya Radio.

Merz: "Lavoriamo a ulteriori sanzioni da parte dell'Ue"

“Invitiamo la leadership iraniana a proteggere la sua popolazione anziché minacciarla. La violenza del regime contro il suo stesso popolo non è un segno di forza, ma di debolezza. Deve cessare immediatamente. Per sottolineare questo messaggio, stiamo lavorando a ulteriori sanzioni da parte dell’Ue”. Lo ha scritto in un messaggio su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz.

Figlio Scià: "Abbiamo un piano per un Paese libero"

“Abbiamo già un piano, non ci sarà il vuoto. Ci siamo preparati anni per questo momento. Il nostro Iran Prosperity Project ha linee dettagliate. La prima fase che affronteremo è quella dell’emergenza, per garantire nei primi 180 giorni la continuità dei servizi e della sicurezza. Poi arriverà la fase della stabilizzazione: far funzionare il Paese, assicurare i servizi essenziali, ripristinare la fiducia economica e mantenere una governance di base. Seguirà un processo costituzionale ed elezioni nazionali”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Reza Pahlavi.
L’Iran Prosperity Project è “un progetto che guido e che fornisce una roadmap per la ripresa economica e il reinserimento dell’Iran nella comunità internazionale. Abbiamo già oltre cento esperti fuori e dentro il Paese”.
“L’obiettivo non è solo sopravvivere alla transizione. È sbloccare il nostro vero potenziale. Un Iran libero può essere prospero: un Paese che commercia con il mondo, attira investimenti, crea posti di lavoro e dà futuro ai suoi giovani, invece di farli fuggire”, afferma.

Merz: "Il regime di Teheran è ai suoi ultimi giorni"

Alla luce delle proteste di massa in Iran, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ritiene imminente la fine dell’attuale leadership del Paese. “Un regime che riesce a restare al potere solo ricorrendo alla violenza è, di fatto, già finito. Credo che stiamo assistendo agli ultimi giorni, se non alle ultime settimane, di questo regime”, ha dichiarato Merz durante una visita ufficiale in India, a Bengaluru. Già ieri il cancelliere aveva condannato duramente la repressione esercitata dalle forze di sicurezza iraniane contro manifestanti pacifici, definendola “brutale” e “sproporzionata”. “Rivolgo un appello alla leadership iraniana: protegga il proprio popolo invece di intimidirlo”, ha affermato. Merz ha infine espresso apprezzamento per il coraggio dei manifestanti, sottolineando che stanno rivendicando pacificamente libertà e diritti fondamentali, pienamente legittimi.

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