Venezuela, Maduro in tribunale a New York. Prossima udienza il 17 marzo – La diretta

Venezuela, Maduro in tribunale a New York. Prossima udienza il 17 marzo – La diretta
(AP Photo/Stefan Jeremiah) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Intanto a Caracas centinaia di manifestanti pro Maduro scendono in piazza

A due giorni dal blitz con cui gli Stati Uniti hanno catturato il presidente Nicolas Maduro, è ancora fluida la situazione in Venezuela. La leader ad interim del Paese caraibico, Delcy Rodriguez, ha aperto alla collaborazione con il presidente americano Donald Trump, ma quest’ultimo, parlando con i giornalisti dall’Air Force One, ha ribadito: “Siamo noi al comando“. E ha inoltre avvertito sulla possibilità di operazioni simili in Colombia e Messico. Ecco tutte le notizie di oggi 5 gennaio in diretta.

Venezuela, le notizie in diretta del 5 gennaio
Inizio diretta: 05/01/26 07:00
Fine diretta: 05/01/26 23:45
A Caracas centinaia di manifestanti pro Maduro in piazza

I sostenitori del deposto presidente venezuelano Nicolas Maduro sono scesi in piazza a Caracas, nel giorno in cui Delcy Rodríguez ha prestato giuramento ufficiale come presidente ad interim del Paese. Centinaia di manifestanti sono stati visti sventolare la bandiera del Venezuela e tenere striscioni a sostegno del presidente deposto, oggi apparso in un tribunale di New York dopo essere stato catturato sabato durante un’operazione militare statunitense. 

Venezuela, il decreto del governo: "Arrestare qualsiasi persona sostenga Usa"

Il governo del Venezuela ha pubblicato oggi un decreto che conferisce ampi poteri alla presidenza e ordina alle forze di sicurezza di catturare “qualsiasi persona coinvolta nella promozione o nel sostegno” dell’attacco degli Stati Uniti contro il Paese sudamericano. Lo riporta la Cnn. Il documento è firmato dall’ormai destituito presidente Nicolás Maduro, catturato dalle forze militari statunitensi ed è attualmente detenuto a New York. “Le agenzie di polizia nazionali, statali e municipali devono immediatamente intraprendere la ricerca e la cattura su tutto il territorio nazionale di qualsiasi persona coinvolta nella promozione o nel sostegno dell’attacco armato degli Stati Uniti contro il territorio della Repubblica ai fini del loro perseguimento penale”, recita il testo, approvato dall’attuale presidente ad interim, Delcy Rodríguez. Il decreto era stato preparato e annunciato alla fine di settembre, settimane dopo l’inizio del dispiegamento navale statunitense nei Caraibi, ma il suo contenuto era sconosciuto, essendo stato aggiornato in base agli eventi del fine settimana. La misura ha forza di legge e rimarrà in vigore per 90 giorni, con possibile proroga di altri 90 giorni. La Costituzione del Venezuela stabilisce che, in stati di emergenza, un decreto garantisce al presidente quasi totale potere politico, economico e sociale sul Paese.

Venezuela, portavoce Machado: "Ringraziamo Trump per sua fermezza"

“Questa manifestazione è stata organizzata in oltre 30 Paesi nel mondo”. Lo ha detto a LaPresse Maria Claudia Lopez, rappresentante del vertice della Coalizione democratica venezuelana in Italia che è a capo del partito della Premio Nobel per la Pace 2025, Maria Corina Machado, ex deputata dell’Assemblea nazionale del Venezuela. Lòpez ha sottolineato inoltre che “la nostra leader, Premio Nobel, Maria Corina Machado, con un comunicato, trasmesso circa un’ora fa, rende onore al popolo venezuelano sceso in piazza in oltre 30 Paesi del mondo per celebrare questo passo enorme che segna l’inevitabile, l’irreversibile e l’imminente transizione in Venezuela”, ha aggiunto López. “Questo lo spirito della manifestazione e domani saremo in piazza a Milano, Palermo, Rimini, Napoli e tante altre località. Oggi siamo stati anche a Roma, a Genova, a Parma, a Firenze”, ha continuato. “Nel comunicato di Maria Corina Machado viene sfatata l’interpretazione distorta del discorso di ieri di Donald Trump in cui verrebbe adombrato uno scontro con Maria Corina Machado. Invece, sia Maria Corina Machado che noi porta voci ringraziamo Trump per la sua fermezza e determinazione a far rispettare la legge, considerando che Nicolas Maduro e sua moglie erano a capo di un’organizzazione criminale transnazionale”, ha spiegato Lopez. “La coppia era già stata condannata dal Gran giurì di New York. Siamo certi che il Venezuela, nella sua ricostruzione conterà sul sostegno e sulla vicinanza degli Stati Uniti per la sicurezza, l’energia e la democrazia. Continuiamo il lavoro intrapreso 3 anni fa, abbiamo eletto Maria Corina Machado e permesso l’elezione di Edmundo Gonzalez nel 2024 e noi continuiamo il nostro percorso portando avanti il nostro lavoro fino a concretizzare la libertà di tutti i 1800 prigionieri politici, di Stati uniti ed Europa che in questo momento sono ancora sequestrati. Siamo certi che la libertà del Venezuela è vicina. Presto potremo festeggiare e festeggeremo, nella nostra terra, il rientro di oltre 8 milioni di venezuelani che sono dovuti scappare dal Paese, per sopravvivere”, ha concluso. “Trentini insieme ad altri straniera sono oggetto di ricatto per il governo internazionale, ma abbiamo nelle carceri venezuelane altri cittadini italiani come Biagio Pilieri e tanti altri. Lavoriamo per la liberazione di questi 1800 prigionieri politici, ci sono anche dei minorenni e poi la liberazione del Paese per cominciare la ricostruzione in cui speriamo che ci sia il rientro del ‘talento venezuelano’ che ci aiuterà a ricostruire il Paese in un programma di governo su cui lavoriamo da oltre un anno e che si chiama ‘Venezuela terra di grazia’ e come dice Maria Corina, il Venezuela farà invidia a tutto l’Occidente”. 

Venezuela, Delcy Rodriguez giura come presidente ad interim

Delcy Rodríguez ha prestato formalmente giuramento come presidente ad interim del Venezuela. Il giuramento è stato presieduto da suo fratello, il presidente dell’Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez. Delcy Rodríguez ha ufficializzato così l’incarico conferitole dalla Corte Suprema dopo l’intervento militare degli Stati Uniti che ha prelevato il presidente in carica Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores. 

“Vengo con dolore per la sofferenza inflitta al popolo venezuelano a seguito di un’aggressione militare illegittima contro la nostra patria”, ha dichiarato alzando la mano destra. “Vengo con dolore per il rapimento di due eroi”, ha aggiunto.

Premier danese: "Attacco Usa vorrebbe dire fine della Nato"

Un attacco militare statunitense alla Groenlandia segnerebbe di fatto la fine della Nato. Lo ha detto la premier danese Mette Frederiksen. “Se gli Stati Uniti scelgono di attaccare un altro Paese della Nato, allora tutto finisce”, ha dichiarato Frederiksen in un’intervista all’emittente pubblica danese DR. “Compresa la Nato e quindi la sicurezza che è stata costruita dalla fine della Seconda guerra mondiale”, ha aggiunto. Frederiksen ha affermato che Trump va preso sul serio quando dice di voler controllare la Groenlandia, definendo le sue recenti affermazioni “una pressione inaccettabile” e “un attacco irragionevole alla comunità internazionale”. La premier ha respinto la tesi del presidente americano secondo cui la sicurezza nazionale degli Stati Uniti richiederebbe il controllo della Groenlandia, sostenendo che nessun Paese può avanzare rivendicazioni territoriali su un’altra parte della Danimarca.

Legali Maduro e della moglie: 'Hanno bisogno di cure'

Nel corso dell’udienza che si è appena conclusa, l’avvocato di Maduro, Barry Pollack, ha affermato che il deposto presidente venezuelano ha problemi di salute che richiederanno cure. L’avvocato di Cilia Flores, la moglie di Maduro, ha invece affermato che la donna ha riportato delle lesioni che necessiteranno anch’esse di cure. Nessuno dei due legali ha fornito dettagli specifici. L’avvocato di Maduro ha inoltre fatto notare al giudice che potrebbe presentare delle mozioni relative al ruolo di Maduro come capo di uno Stato sovrano e affermato che “ci sono dubbi sulla legalità del suo sequestro da parte dei militari” statunitensi.

Figlio Maduro, sostegno incondizionato a Delcy Rodriguez

Il figlio del presidente destituito del Venezuela Nicolas Maduro, il parlamentare Nicolas Maduro Guerra, ha ribadito il suo “sostegno incondizionato” alla presidente ad interim Delcy Rodríguez. “Forse hanno sequestrato Nicolßs e Cilia, ma non hanno sequestrato la coscienza di un popolo che ha deciso di essere libero. A te, Delcy Eloína, va il mio sostegno incondizionato per il compito così duro che ti attende”, ha spiegato nel corso della sessione di apertura del parlamento. “Conta su di me, sulla mia famiglia, sulla nostra fermezza per compiere i passi corretti alla guida di questa responsabilità che oggi ti spetta”, ha dichiarato Maduro Guerra.

La prossima udienza per Maduro e la moglie sarà il 17 marzo

La prima udienza nel tribunale federale di Mangattan per Nicolas Maduro e la moglie si è conclusa. Il giudice Alvin Hellerstein ha dato appuntamento alle parti per la prossima udienza il 17 marzo.

Maduro e la moglie per ora non chiedono libertà su cauzione

Gli avvocati di Nicolßs Maduro e di sua moglie, Cilia Flores, hanno dichiarato che i loro clienti non chiederanno la libertà su cauzione in questo momento. Gli avvocati hanno aggiunto che presenteranno la richiesta in un secondo momento.

 

Parigi: "Groenlandia non è nè da prendere nè da vendere"

“La Groenlandia non è né da prendere né da vendere. È un territorio europeo. L’ho affermato chiaramente durante la mia visita a Nuuk, lo scorso settembre”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot.

Rodriguez in carica per 90 giorni, possibile estensione a 6 mesi

Rodriguez in carica per 90 giorni, possibile estensione a 6 mesi

Milano, 5 gen. (LaPresse/AP) – Delcy Rodríguez, vice presidente del Venezuela alla quale la Corte suprema venezuelana ha ordinato sabato di assumere l’incarico di presidente ad interim a seguito dell’arresto di Nicolas Maduro da parte degli Usa, resterà in carica per 90 giorni, un periodo che potrà essere esteso a 6 mesi con un voto dell’Assemblea nazionale. La Costituzione venezuelana prevede che si tengano elezioni entro 30 giorni ogni volta che il presidente diventa “permanentemente indisponibile” a svolgere le sue funzioni. Fra i motivi elencati figurano la morte, le dimissioni, la destituzione dalla carica o l’abbandono dei compiti, come dichiarato dall’Assemblea nazionale. Tale calendario elettorale è stato rigorosamente rispettato quando il predecessore di Maduro, Hugo Chavez, è morto di cancro nel 2013. Tuttavia la Corte Suprema, nella sua decisione di sabato, ha citato un’altra disposizione della Carta, dichiarando “temporanea” l’assenza di Maduro ed escludendo così le elezioni entro 30 giorni: in questo scenario il o la vice presidente, incarico non elettivo, assume la presidenza per un massimo di 90 giorni, periodo che può essere esteso a 6 mesi con un voto dell’Assemblea Nazionale. Nel conferire il potere temporaneo a Rodríguez, la Corte suprema del Venezuela non ha fatto alcun riferimento al limite di 180 giorni, portando alcuni a ipotizzare che potrebbe cercare di rimanere al potere ancora più a lungo, nel tentativo di unire le fazioni del partito socialista in vista di quella che si prevede sarebbe sicuramente una dura sfida elettorale.

Anche Cilia Flores si dichiara non colpevole: "Sono la first lady"

 Anche la moglie di Maduro, Cilia Flores, si è dichiarata non colpevole delle accuse di cospirazione per traffico di droga. Dopo la dichiarazione del marito, Flores si è presentata come la “first lady della Repubblica del Venezuela” e, dopo aver reso la sua dichiarazione, ha affermato di essere “non colpevole, completamente innocente”.

Ex presidente venezuelano con le caviglie incatenate

Secondo i cronisti della Cnn presenti nell’aula, Maduro ha le caviglie incatenate. Lui e sua moglie sono seduti allo stesso tavolo, entrambi con delle cuffie con filo, presumibilmente per ascoltare una traduzione. L’ex leader venezuelano ha parlato in spagnolo, attraverso un interprete.

Figlio Maduro: "Azione Usa minaccia a stabilità globale"

Il figlio del presidente destituito del Venezuela Nicolas Maduro, il parlamentare Nicolas Maduro Guerra, in un discorso al parlamento ha attaccato duramente l’amministrazione Trump e ha avvertito che la cattura di suo padre e di sua madre potrebbe creare un pericoloso precedente a livello globale. Maduro Guerra, noto anche come ‘Nicolasito’, ha chiesto che i suoi genitori vengano restituiti dalle autorità americane e ha invocato il sostegno internazionale. “Se normalizziamo il rapimento di un capo di Stato, nessun Paese è al sicuro. Oggi è il Venezuela. Domani potrebbe essere qualsiasi nazione che rifiuti di sottomettersi”, ha spiegato. “Questo non è un problema regionale. È una minaccia diretta alla stabilità politica globale”, ha aggiunto Maduro Guerra.

 

Maduro al giudice: "Sono innocente, sono un uomo perbene"

“Non sono colpevole, sono innocente. Sono un uomo perbene”. Lo ha detto Nicolas Maduro, rivolgendosi al giudice Alvin Hellerstein nell’aula del tribunale federale di Manhattan. Il deposto presidente venezuelano si è dichiarato non colpevole di tutti i quattro capi di imputazione relativi alle accuse di narcotraffico e terrorismo. Maduro ha sostenuto di essere ancora il leader legittimo del Venezuela.

Maduro in tribunale a Manhattan, iniziata l'udienza

Nicolas Maduro è all’interno dell’aula della Daniel Patrick Moynihan courthouse, il tribunale federale di Manhattan, per la sua prima apparizione davanti al giudice Alvin Hellerstein. Il deposto presidente venezuelano indossa una camicia blu a maniche corte sopra la tuta arancione del carcere e ha degli auricolari e sta prendendo appunti. L’udienza, durante la quale verranno formalmente presentate le accuse a suo carico, dovrebbe essere breve. Maduro, tra l’altro, è accusato di cospirazione per narcotraffico e terrorismo e di cospirazione per l’importazione di cocaina negli Stati Uniti. Con tutta probabilità si dichiarerà non colpevole. Nell’udienza di oggi Maduro sarà rappresentato da Barry Pollack, un avvocato statunitense di grande esperienza, che attualmente difende Julian Assange e che ha negoziato l’accordo per il suo patteggiamento e la sua liberazione la scorsa estate. Per quanto riguarda la moglie dell’ex leader venezuelano, Cilia Flores, sarà rappresentata da Mark Donnelly, avvocato di Houston specializzato in reati finanziari ed ex procuratore del dipartimento di Giustizia. Nella biografia del suo studio legale si legge che Donnelly parla spagnolo.

Sanchez: "Solidarietà a Danimarca e popolo isola"

“Il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti gli Stati è un principio non negoziabile. Dall’Ucraina a Gaza, passando per il Venezuela. La Spagna sarà sempre attivamente impegnata nelle Nazioni Unite e pienamente solidale con la Danimarca e il popolo della Groenlandia”. Così su X il premier spagnolo Pedro Sanchez.

Wadephul: "Fa parte del Regno di Danimarca"

“Posso solo dire che la Groenlandia, come le Isole Faroe, fa parte del Regno di Danimarca e, poiché la Danimarca è membro della Nato, anche la Groenlandia sarà difesa dalla Nato in linea di principio. E se ci saranno ulteriori esigenze per rafforzare gli sforzi di difesa riguardanti la Groenlandia, dovremo discuterne nell’ambito dell’alleanza”. Lo afferma il ministro tedesco degli Esteri tedesco Johann Wadephul che oggi si è recato a Vilnius per incontrare il suo omologo lituano Kestutis Budrys.

Guterres: "Profonda preoccupazione per conseguenze intervento Usa"

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, si è detto “profondamente preoccupato per il mancato rispetto delle norme del diritto internazionale” durante l’azione militare statunitense in Venezuela.
In una dichiarazione letta durante una riunione del consiglio di Sicurezza, Guterres ha sottolineato che il diritto internazionale “fornisce le basi per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali”. Guterres ha inoltre espresso preoccupazione per le possibili conseguenze dell’azione Usa. “Sono profondamente preoccupato per la possibile intensificazione dell’instabilità nel Paese, per il potenziale impatto sulla regione e per il precedente che potrebbe creare in merito alle relazioni tra gli Stati”, ha affermato.

Machado: "Popolo ringrazia Trump, libertà è vicina"
“Il coraggioso popolo venezuelano è sceso in piazza in 30 Paesi e 130 città in tutto il mondo per celebrare un passo straordinario che segna l’inevitabilità e l’imminenza della transizione in Venezuela. Noi venezuelani ringraziamo il presidente Usa Donald Trump e la sua amministrazione per la loro fermezza e determinazione nel far rispettare la legge. Il Venezuela sarà il principale alleato degli Stati Uniti in materia di sicurezza, energia, democrazia e diritti umani”. Lo scrive su X la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado e recente vincitrice del Premio Nobel per la Pace. “La libertà per il Venezuela è vicina e presto festeggeremo nella nostra patria. Grideremo, pregheremo e ci abbracceremo come famiglie, perché i nostri figli torneranno a casa”, aggiunge.
Sheinbaum: "Americhe non appartengono a nessuna potenza"

“Il Messico sostiene fermamente che le Americhe non appartengono ad alcuna dottrina o potere. Il continente americano appartiene ai popoli di ciascuno dei suoi Paesi”. Lo ha affermato la presidente del Messico Gloria Sheinbaum che è tornata a condannare l’intervento Usa in Venezuela e la cattura del presidente destituito Nicolas Maduro. “La posizione del Messico su qualsiasi forma di intervento è ferma, chiara e storica: il Messico riafferma un principio che non è né nuovo né ambiguo: respingiamo categoricamente l’intervento negli affari interni di altri Paesi”, ha dichiarato in una conferenza stampa a Città del Messico, come riporta Cnn. “Solo il popolo può costruire il proprio futuro, decidere il proprio percorso, esercitare la sovranità sulle proprie risorse naturali e definire liberamente la propria forma di governo”, ha rimarcato sottolineando poi che “per il Messico – e come dovrebbe essere per tutti i messicani – la sovranità e l’autodeterminazione dei popoli non sono né facoltative né negoziabili”. Rispondendo alle accuse del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui il Messico non avrebbe fatto abbastanza per combattere i cartelli del narcotraffico, Sheinbaum ha ribadito: “Il Messico collabora con gli Stati Uniti, anche per ragioni umanitarie, per impedire che il fentanyl e altre droghe raggiungano la sua popolazione, in particolare i giovani” e “non vogliamo che il fentanyl o qualsiasi altra droga raggiungano i giovani, né negli Stati Uniti, né in Messico, né in qualsiasi altra parte del mondo”.

Maduro avrà avvocato d'ufficio in tribunale a New York

Il presidente destituito del Venezuela Nicolas Maduro sarà rappresentato da un avvocato di ufficio, David Wikstrom, nel corso della prima udienza davanti a un giudice di New York. Lo ha riferito alla Cnn una fonte vicina alla vicenda. Maduro e la moglie Cilia Flores sono attesi davanti a un giudice a mezzogiorno ora locale, le 18 in Italia.

Tarfusser: "Con Maduro Usa hanno commesso sequestro di persona"

“Qualsiasi cosa si pensi della dittatura di Maduro, da un punto di vista giuridico l’attacco americano in Venezuela è indubbiamente una grave violazione del diritto internazionale. L’arresto e la deportazione di Maduro e di sua moglie negli Stati Uniti è certamente un sequestro di persona, sotto il profilo penalistico”. Lo ha dichiarato il magistrato Cuno Tarfusser, ex giudice della Corte penale internazionale dell’Aia. Tarfusser ricorda che “per quanto riguarda il diritto internazionale vi sono solo due giustificazioni per un intervento militare in un altro Paese: l’autodifesa oppure un mandato delle Nazioni Unite”. Aspetti che, sottolinea il magistrato altoatesino, non si sono verificati. “Per quanto riguarda il sequestro di persona, basta considerare cosa succederebbe se un Paese qualsiasi operasse in modo analogo in Israele con Nethanyahu. Credo che l’opinione pubblica internazionale sarebbe disgustata da un atto del genere”. In conclusione, Tarfusser sottolinea che “non esistono crimini buoni e crimini cattivi, così come non esistono criminali buoni e criminali cattivi a seconda dell’opinione che si ha delle persone e dei fatti”.

Maduro arrivato in tribunale a New York

Nicolas Maduro è arrivato in tribunale a New York, dove è stato trasferito dal carcere di Brooklyn. Per lo spostamento sono state attivate rigide misure di sicurezza intorno al tribunale di Manhattan. Il corteo di auto con a bordo Maduro ha lasciato il carcere di Brooklyn intorno alle 7.15 del mattino ora locale (le 13.15 circa ora italiana) e i veicoli si sono diretti verso un campo sportivo nelle vicinanze, dove li attendeva un elicottero. Le riprese televisive dall’alto hanno mostrato Maduro mentre scendeva da un suv e si dirigeva lentamente verso l’elicottero sotto la scorta di guardie armate. Dopo un breve volo, l’elicottero che trasportava Maduro è atterrato in un eliporto di Manhattan vicino al tribunale. Dal velivolo il presidente venezuelano destituito è sceso zoppicando leggermente. Il viaggio da Lower Manhattan al tribunale è poi stato rapido e il veicolo con a bordo Maduro è entrato in un garage della Corte intorno alle 7.40 del mattino ora locale. Maduro e la moglie Cilia Flores sono attesi davanti a un giudice a mezzogiorno ora locale, le 18 in Italia.

Petro replica a Usa: "Per Colombia pronto a riprendere le armi"

“Anche se non sono stato un militare, conosco la guerra e la clandestinità. Ho giurato di non toccare più un’arma dal Patto di pace del 1989, ma per la Patria sono pronto a riprendere le armi che non voglio“. Lo afferma il presidente della Colombia, Gustavo Petro, in un lungo post su X in cui risponde agli avvertimenti dati da Donald Trump dopo l’incursione Usa in Venezuela e l’arresto di Nicolas Maduro. Trump ha affermato che la Colombia è “governata da un uomo malato a cui piace produrre cocaina e venderla agli Stati Uniti”, aggiungendo che “non lo farà per molto tempo”. “Il presidente della Colombia è il comandante supremo delle forze militari e di polizia della Colombia per ordine costituzionale, costituzione di 34 anni fa che il mio movimento ha fatto dopo aver deposto le armi nell’insurrezione e firmato un patto: una nuova costituzione per elezione popolare dell’Assemblea Nazionale Costituente. Il mio movimento, l’M19, precedentemente insorto con le armi, ha vinto la prima votazione relativa alle liste dei costituenti eletti dal popolo. Fu la nostra prima vittoria elettorale. Con altre forze e nel rispetto del pluralismo e della diversità, abbiamo stipulato un patto: la nuova costituzione della Colombia che doveva costruire uno Stato sociale di diritto alla ricerca della garanzia dei diritti fondamentali e universali del popolo. Ebbene, in qualità di comandante supremo delle forze militari e sempre protetto dalla costituzione, ho ordinato il più grande sequestro di cocaina nella storia del mondo, ho fermato la crescita delle coltivazioni di foglie di coca e ho avviato un grande piano di sostituzione volontaria delle coltivazioni da parte dei contadini coltivatori di coca. Il processo riguarda 30.000 ettari di coca ed è la mia priorità come politica pubblica di sostituzione delle coltivazioni, io dirigo questa politica”, ha scritto Petro. “Ho ordinato bombardamenti nel rispetto di tutte le norme del diritto umanitario e con l’uccisione e la cattura dei comandanti di primo ordine dei gruppi armati subordinati al narcotraffico. La loro tattica è quella di reclutare minori affinché i loro capi non vengano bombardati”, ha proseguito, avvertendo che “se bombardate anche solo uno di questi gruppi senza sufficienti informazioni, ucciderete molti bambini” e “se bombardate i contadini, diventeranno migliaia di guerriglieri sulle montagne”. “Se arrestate il presidente che gran parte del mio popolo ama e rispetta, scatenerete la rabbia popolare“, ha aggiunto.

Non sono illegittimo, né sono un narco, ho solo come bene la mia casa di famiglia che sto ancora pagando con il mio stipendio. I miei estratti conto bancari sono stati resi pubblici. Nessuno ha potuto dire che ho speso più del mio stipendio. Non sono avido. Ho enorme fiducia nel mio popolo e per questo ho chiesto al popolo di difendere il presidente da qualsiasi atto violento illegittimo contro di lui”, prosegue Petro. E ancora: “L’ordine alle forze dell’ordine è di non sparare al popolo, ma all’invasore. Non parlo tanto per parlare, ho fiducia nel popolo e nella storia della Colombia che il signor Rubio non ha letto. Ho fiducia nel soldato che sa di essere figlio di Bolívar e della sua bandiera tricolore. Sappia quindi che sta affrontando un comandante del popolo. Colombia libera per sempre“.

Starmer: "Danimarca è alleato stretto in Europa"

“La Danimarca è un alleato stretto in Europa, è un alleato della Nato ed è molto importante che il futuro della Groenlandia sia per il Regno di Danimarca e la Groenlandia stessi, e solo per la Groenlandia e il Regno di Danimarca”, ha aggiunto Starmer.

Starmer a Trump: "Giù le mani, solo a isola e Danimarca spetta decidere"

“La Groenlandia e il Regno di Danimarca devono decidere il futuro della Groenlandia, e solo la Groenlandia e il Regno di Danimarca”. Lo ha detto il premier britannico, Keir Starmer, parlando alla Bbc, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno “bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale”. Il giornalista ha chiesto a Starmer: “I danesi stanno dicendo chiaramente al presidente Trump ‘giù le mani dalla Danimarca’. Direbbe lo stesso?”. “Sì”, è stata la risposta del primo ministro del Regno Unito.

 

Ue: "Gonzalez e Machado siano inclusi in transizione democratica"

Per quanto riguarda il Venezuela “vorrei menzionare l’opposizione, e in particolare Edmundo Gonzalez e Maria Corina Machado, che hanno lottato instancabilmente per la democrazia e i diritti umani in Venezuela e hanno anche guidato il popolo venezuelano nel 2024 a esercitare pacificamente il proprio diritto di voto. Abbiamo milioni di venezuelani che hanno votato per il cambiamento e hanno sostenuto Edmundo Gonzales con una maggioranza significativa, secondo i dati che avevamo a disposizione. Quindi, i prossimi passi riguardano il dialogo verso una transizione democratica, che deve includere Edmundo Gonzalez e Maria Corinna Machado“. Lo afferma una portavoce del Servizio europeo per l’Azione esterna dell’Ue nel corso del briefing quotidiano con la stampa rispondendo ad alcune domande sulla situazione in Venezuela.

Ue: "Eventi offrono opportunità per transizione democratica"

“Vale la pena ricordare che Nicolas Maduro non aveva la legittimità di un leader eletto democraticamente, e quindi gli eventi del fine settimana offrono l’opportunità per una transizione democratica guidata dal popolo venezuelano. Ora, ricordiamo in questo stesso contesto la necessità di rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite” e “in merito a chi dovrebbe gestire il Paese: spetta al popolo venezuelano, come a qualsiasi altro popolo del mondo, qualunque sia il Paese di cui stiamo parlando”. Lo afferma la prima portavoce della Commissione europea Paula Pinho nel briefing quotidiano con la stampa rispondendo ad alcune domande sulla situazione in Venezuela.

Bombardieri: "Inaccettabile violenza scatenata da azione militare Usa"

La comunità internazionale e il diritto internazionale sono oggi nuovamente sconvolti dalla guerra. Il sistema multilaterale che abbiamo costruito negli ultimi ottant’anni viene progressivamente smantellato in Ucraina, a Gaza e ora anche in Venezuela”. È quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri. “Il nostro pensiero e il nostro pieno appoggio vanno alla popolazione venezuelana che, da anni, subisce la sistematica violazione dei diritti civili, politici e sindacali perpetrata dalla dittatura di Maduro. Troppi sindacalisti – ha proseguito Bombardieri – sono stati vittime di violenze indicibili nelle prigioni del Paese, della negazione della libertà personale e della costrizione all’esilio. A tutto ciò si aggiungono la brutale repressione delle opposizioni e la sistematica negazione delle libertà fondamentali imposte dal regime di Maduro. Continuiamo a credere con fermezza nelle regole di civiltà del diritto internazionale e, per questa ragione – ha sottolineato il leader della Uil – riteniamo inaccettabile la violenza scatenata dall’operazione militare statunitense. Chiediamo al Governo italiano, alla Commissione europea e alla comunità internazionale di attivarsi per una risposta umanitaria immediata, capace di mitigare le gravi difficoltà in cui versa la popolazione locale, e – ha concluso Bombardieri – di condividere a livello regionale e internazionale una exit strategy pacifica e democratica”.

Mantovano: "Governo continua a lavorare per liberazione Trentini"

Il governo ha lavorato sin dal primo giorno per la sua liberazione e continua a lavorare e ogni parola in più può solo danneggiare la celere soluzione della vicenda”. Così, a margine della conferenza stampa di bilancio del Giubileo in Vaticano, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, rispondendo ai giornalisti in merito alla situazione di Alberto Trentini, cooperante italiano detenuto in Venezuela. Sulla situazione nel Paese, Mantovano ha detto: “Non ho nulla da aggiungere rispetto a quello che ha detto il Presidente del Consiglio”.

Tajani: "Speriamo con Rodriguez dialogo più facile per rilascio Trentini"

“Oggi, per il Venezuela, senza Maduro, è un momento di libertà. È nettamente più libero, però per quanto ci riguarda, visto che quella italiana è una delle più grandi comunità all’estero, dobbiamo lavorare affinché sia garantita la sicurezza dei nostri connazionali, cosa che sta già accadendo, ma dobbiamo anche lavorare per la liberazione dei prigionieri politici italiani, come (Alberto, ndr) Trentini, l’ultimo degli italiani arrestati”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Rtl 102.5. “Sono una ventina circa, ma siamo fortemente impegnati per far tornare a casa tutti i nostri compatrioti, a partire da Trentini”, ha aggiunto, “abbiamo parlato fino a ieri sera con il nostro ambasciatore a Caracas e stiamo lavorando per questo, stiamo facendo tutto il possibile e l’impossibile per questo. Speriamo che con Rodriguez sia più facile il dialogo per riportare a casa una persona che non ha commesso alcun reato, così come gli altri italiani detenuti sono detenuti per motivi politici, non perché siano dei pericolosi criminali“.

Tajani: "Intervento Usa legittimo ma lavorare a transizione democratica"

In Venezuela “noi riteniamo che l’intervento militare di Trump non sia idoneo a risolvere le questioni, però, allo stesso tempo, è legittimo l’intervento statunitense vista la minaccia che loro intravedevano e credo che questo emergerà anche nel corso del processo a Maduro, visto anche il super testimone, rappresentato dall’ex capo dei servizi segreti venezuelani“. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Rtl 102.5. “Il narcotraffico è uno strumento non soltanto di interesse economico, ma anche uno strumento con cui attaccare gli altri Paesi. In qualsiasi analisi di politica che viene fatta, quindi da questo punto di vista, per tutelare la propria sicurezza, l’intervento diventa legittimo“, ha aggiunto Tajani, “detto questo, ora bisogna lavorare per una transizione democratica, perché il popolo venezuelano possa vivere una nuova stagione di democrazia, di libertà e di rispetto dello stato di diritto, perché in questi anni sono stati molto pochi coloro che hanno denunciato con forza e si sono impegnati per contestare i crimini commessi dalla dittatura di Maduro, cosa che noi abbiamo sempre fatto. Anche tante organizzazioni, che oggi lamentano una carenza di dibattito sul diritto internazionale, non se ne sono occupati perché hanno veramente sottovalutato quello che era il regime criminale di Maduro“.

Ungheria: "Politica estera Ue in crisi, non ha nulla da dire"

Kaja Kallas, Alta Rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, ha rilasciato ieri una dichiarazione sulla situazione in Venezuela. Questa dichiarazione mostra chiaramente la grave crisi in cui si trova la politica estera comune dell’Ue. L’Ue non ha nulla da dire sulla situazione e sulla regione, se non esprimere determinate aspirazioni. Nella nuova era della politica delle grandi potenze, non è in grado di articolare i propri interessi nella regione. E a causa della mancanza di mezzi, non è stata finora in grado di diventare un attore significativo, e questa situazione difficilmente cambierà. La dichiarazione di Kaja Kallas è un segno di debolezza e di una totale incomprensione della trasformazione delle relazioni internazionali. Se l’Ue vuole essere un vero attore globale, potrebbe iniziare a non rilasciare dichiarazioni simili in futuro“. Lo scrive sui social il ministro degli Esteri ungherese Janos Boka. “Il governo ungherese sta facendo il suo lavoro: sta facendo tutto il possibile per garantire la sicurezza dei cittadini ungheresi in Venezuela e per garantire l’approvvigionamento energetico dell’Ungheria, e sta monitorando attentamente gli eventi”, aggiunge.

Leonardo DiCaprio bloccato ai Caraibi sullo yacht di Bezos

L’attore Leonardo DiCaprio e la sua fidanzata Vittoria Ceretti sono bloccati al largo del mar dei Caraibi e non possono tornare negli Stati Uniti a causa delle restrizioni nell’area in seguito all’attacco americano in Venezuela. Lo scrive Variety, secondo cui l’attore è bloccato a St. Barts. Nei giorni scorsi DiCaprio è stato fotografato in vacanza con familiari e amici, tra cui Jeff Bezos e Lauren Sanchez, in vista del nuovo anno, a bordo proprio dello yacht del patron di Amazon. Nei prossimi giorni l’attore avrebbe dovuto ricevere il Desert Palm Achievement Award per la sua interpretazione in ‘One Battle After Another‘, ma non potrà prendere parte al Gala di Premiazione del Palm Springs International Film Festival, a causa proprio dell’evolversi della situazione geopolitica in Venezuela. “Leonardo DiCaprio non potrà unirsi a noi di persona a causa di impreviste interruzioni dei voli e restrizioni dello spazio aereo“, ha dichiarato un portavoce del Palm Springs International Film Festival.

Caracas rende omaggio a cubani uccisi in raid Usa

La Repubblica Bolivariana del Venezuela rende omaggio ai 32 combattenti cubani che hanno sacrificato la propria vita nell’adempimento del proprio dovere, nell’ambito di missioni di cooperazione e difesa, a seguito del criminale e infame attacco perpetrato dal governo degli Stati Uniti contro il territorio venezuelano nelle prime ore del mattino del 3 gennaio 2026″. È quanto si legge in una nota del governo del Venezuela dopo la notizia della morte di 32 militari e ufficiali di polizia cubani sabato nel raid degli Stati Uniti in Venezuela.

Cina: "I nostri interessi saranno tutelati in base alla legge"

La Cina rispetta la sovranità e l’indipendenza del Venezuela e ritiene che il governo venezuelano gestirà adeguatamente i propri affari interni in conformità con la costituzione e le leggi del Paese. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in conferenza stampa. Lo riporta il Global Times. Rispondendo alla domanda se la Cina continuerà a importare petrolio venezuelano, Lin ha affermato che, indipendentemente dai cambiamenti nella situazione politica interna del Venezuela, la volontà della Cina di approfondire la cooperazione pragmatica con il Venezuela in vari settori rimarrà immutata, aggiungendo che anche gli interessi legittimi della parte cinese in Venezuela saranno tutelati in conformità con la legge.

Premier Groenlandia a Trump: "Basta pressioni e fantasie su annessione"

“Ora basta. Niente più pressione. Niente più fantasie sull’annessione. Siamo aperti al dialogo. Siamo aperti alle conversazioni. Ma deve avvenire attraverso i canali giusti e nel rispetto del diritto internazionale. E i canali giusti non sono post casuali e irrispettosi sui social“. È quanto scrive in un post su Facebook il premier della Groenlandia Jens-Frederik Nielsen, dopo le ripetute minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di voler annettere la regione, ora sotto il governo della Danimarca. “Siamo amici intimi e fedeli degli Stati Uniti da generazioni. Siamo stati spalla a spalla nei momenti difficili. Ci siamo assunti la responsabilità della sicurezza dell’Atlantico settentrionale e non ultimo del Nord America. Ecco cosa fanno i veri amici. Proprio per questo la retorica immediata e ripetuta degli Stati Uniti è assolutamente e assolutamente inaccettabile“, si legge nel post di Nielsen, “quando il presidente degli Stati Uniti dice che ‘abbiamo bisogno della Groenlandia‘ e ci collega con il Venezuela e l’intervento militare, non è solo sbagliato. Questo è irrispettoso. Il nostro paese non è oggetto di retorica dei superpoteri. Siamo un popolo. Una terra. E la democrazia. Questo va rispettato. Specialmente da amici cari e fedeli”, continua il premier groenlandese. “Facciamo parte della Nato e siamo pienamente consapevoli della posizione strategica del nostro Paese. E ci rendiamo conto che la nostra sicurezza dipende dai buoni amici e dalle forti alleanze. A questo proposito, un rapporto rispettoso e leale con gli Stati Uniti è molto importante. È così da decenni ma le alleanze si basano sulla fiducia. E la fiducia richiede rispetto. Minacce, pressione e discorsi di annessione non appartengono agli amici. Non si parla così a un popolo che ha ripetutamente dimostrato responsabilità, stabilità e lealtà. La Groenlandia è la nostra casa e il nostro territorio. E così continuerà a essere”.

Renzi: "Diritto internazionale pia illusione. Europa? Guscio vuoto"

È la fine di un regime, questo è sicuro. Maduro ha distrutto il Venezuela, uno dei Paesi più ricchi e più belli del mondo. La sua feroce dittatura ha incarcerato e ucciso oppositori gettando sul lastrico milioni di cittadini. Il Venezuela senza Maduro sarà un Paese migliore”. Così l’ex premier Matteo Renzi in una intervista al Quotidiano Nazionale, a proposito dell’attacco americano in Venezuela. E il diritto internazionale che fine fa? “Triste dirlo, ma siamo già assuefatti. Tecnicamente Maduro non era riconosciuto come presidente per i suoi brogli elettorali: dunque lui per primo era fuorilegge. Ma la verità è che ormai quella del diritto internazionale è una pia illusione – ha aggiunto – lo vediamo in Ucraina, in Sudan, nel mar Cinese, in molti Paesi africani. Parliamoci chiaro: il diritto internazionale in questa stagione è puntualmente disatteso e sostituito con la legge del più forte. E questo è un grande problema”. Il governo italiano ha appoggiato la mossa di Washington. “Su questi temi solitamente Meloni non si muove male. È prudente, misurata, ascolta sempre gli Stati Uniti. Ma la verità è che non tocca palla. Lei si limita a dire il giorno dopo che cosa è successo, schierandosi con chi è più forte. Quella di Meloni è davvero la politica del giorno dopo. Fossi stato a Palazzo Chigi avrei lavorato di più con i numerosissimi italiani in Venezuela“, ha detto Renzi. L’Italia comunque ha espresso una sua posizione. Lo stesso non si può dire dell’Europa… “Non me ne parli. L’Europa di von der Leyen è un vuoto guscio burocratico che sulla politica estera parla di cose senza uno slancio, un’idea, una visione. Idem per l’Italia: laddove c’erano Fanfani, Andreotti e Moro, cioè alla Farnesina, adesso c’è Tajani. Imbarazzante, no?”, ha concluso Renzi.

Gentiloni: "Temo picconate a ordine mondiale, Europa balbetta"

“Penso sia una cosa ormai ovvia ed evidente. Soltanto il governo italiano cerca di non ammetterla o addirittura nasconderla per ragioni di affinità ideologica, che cozzano contro i nostri interessi nazionali. Non solo l’Europa non è più una priorità per Trump, ma è un problema, perché difende valori, diritti, regole che l’America di oggi non vuole più riconoscere e rispettare”. Lo ha detto l’ex premier ed ex commissario europeo Paolo Gentiloni in una intervista al Corriere della Sera, a proposito dell’intervento americano in Venezuela. Gentiloni ha un doppio sentimento su quanto è successo e succede in queste ore a Caracas: “Da un lato festeggio e non me ne vergogno, dall’altro osservo che siamo davanti a una nuova picconata contro un ordine internazionale vacillante“. L’Europa reagisce ancora una volta in ordine sparso. “L’Europa balbetta e lo fa in modo stonato. Tuttavia, non dobbiamo ricavare da voci così flebili e discordanti l’impressione che sento affermare troppo spesso di una Europa marginale“, ha detto Gentiloni.

Iran: "Maduro deve essere rilasciato immediatamente"

Nicolás Maduro, il presidente del Venezuela, deve essere rilasciato immediatamente e senza condizioni”. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei in conferenza stampa a Teheran, come riporta l’agenzia Mehr. “Quello che è successo in Venezuela è stato molto pericoloso“, ha aggiunto Baghaei, sottolineando che “la pace attraverso la forza non è altro che gettare le basi per plasmare un mondo in cui regnerà la legge della giungla“.

Oggi Maduro e moglie compariranno in tribunale

Il presidente venezuelano destituito Nicolás Maduro è pronto a comparire oggi per la prima volta in un tribunale americano con l’accusa di narcoterrorismo. Maduro e sua moglie Cilia Flores dovrebbero comparire a mezzogiorno ora locale, le 18 in Italia, davanti a un giudice per un breve procedimento legale che probabilmente darà il via a una lunga battaglia legale sulla possibilità di processarlo negli Stati Uniti. La coppia sarà trasferita da una prigione di Brooklyn a un tribunale di Manhattan. In qualità di imputato nel sistema giudiziario statunitense, Maduro avrà gli stessi diritti di qualsiasi altra persona accusata di un reato, compreso il diritto a un processo con una giuria composta da cittadini newyorkesi. I suoi avvocati dovrebbero contestare la legalità del suo arresto, sostenendo che egli gode dell’immunità dall’azione penale in quanto capo di Stato sovrano.

Xi Jinping: "Azioni prepotenti hanno impatto su ordine internazionale"

Il presidente cinese Xi Jinping ha affermato che il mondo “sta attraversando un periodo di turbolenza e cambiamento”, sottolineando che “azioni unilaterali e prepotenti stanno avendo un grave impatto sull’ordine internazionale“. Lo riporta l’emittente statale CCTV. Senza menzionare gli Stati Uniti o il Venezuela, Xi ha affermato che “tutti i paesi dovrebbero rispettare i percorsi di sviluppo scelti in modo indipendente dai popoli delle altre nazioni”. Ha aggiunto che devono “rispettare il diritto internazionale e gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, con le grandi potenze, in particolare, che devono assumere un ruolo guida“. Xi ha rilasciato queste dichiarazioni durante un incontro con il primo ministro irlandese Micheal Martin.

Petro: "Da Trump minacce illegittime, non sono un narcos"

“Oggi vedrò se le parole di Trump in inglese vengono tradotte come dice la stampa nazionale. Pertanto, risponderò più tardi, quando saprò cosa significa realmente la minaccia illegittima di Trump“. È quanto scrive in un post su X il presidente della Colombia Gustavo Petro, dopo che il presidente degli Stati Uniti ha definito il Paese sudamericano “governato da un uomo malato a cui piace produrre cocaina e venderla agli Stati Uniti”. “Non sono illegittimo, né sono un narcotrafficante, ho solo come bene la mia casa di famiglia che sto ancora pagando con il mio stipendio. I miei estratti conto bancari sono stati resi pubblici. Nessuno può dire che abbia speso più del mio stipendio. Non sono avido“, ha replicato Petro, “ho enorme fiducia nel mio popolo e per questo ho chiesto al popolo di difendere il presidente da qualsiasi atto violento illegittimo contro di lui. Il modo per difendermi è prendere il potere in tutti i comuni del Paese. L’ordine alle forze dell’ordine è di non sparare al popolo, ma all’invasore“.

Trump: "Ripristinare l'ordine prima di pensare alle elezioni"

Il presidente americano Donald Trump ha affermato che in Venezuela devono essere ripristinati “l’ordine pubblico” e la disciplina economica prima di qualsiasi discussione sulle elezioni, in seguito alla drammatica operazione statunitense conclusasi con l’arresto del leader Nicolas Maduro. Parlando al New York Post domenica, Trump ha liquidato le domande sul sostegno a figure dell’opposizione – tra cui la leader e Premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado – affermando che attualmente nessuno di loro gode del sostegno necessario per guidare il Paese. “Non credo che abbia il sostegno del popolo di cui ha bisogno”, ha detto Trump. “Tutto qui”. Incalzato sulla possibilità di sostenere Machado in caso di vittoria elettorale, Trump non si è pronunciato, sostenendo che il collasso del Venezuela rende le elezioni una preoccupazione secondaria. “Dobbiamo governare il Paese come si deve“, ha detto Trump. Riguardo a Machado, ha detto: “Potrebbe vincere le elezioni solo se la sostenessi. Ma mi piace molto”.

Trump: "Compagnie interverranno e ricostruiranno il sistema petrolifero"

Parlando con i giornalisti sull’Air Force One domenica, il presidente americano Donald Trump ha affermato che le compagnie petrolifere “interverranno e ricostruiranno il sistema” petrolifero in Venezuela. L’industria petrolifera venezuelana è in rovina dopo anni di abbandono e sanzioni internazionali, quindi secondo le compagnie petrolifere le infrastrutture necessitano di investimenti significativi prima che la produzione possa aumentare drasticamente.

Trump avverte: "Bisogna fare qualcosa anche con il Messico"

Bisogna fare qualcosa con il Messico. Il Messico deve darsi una mossa” e combattere meglio il narcotraffico. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando dall’Air Force On di ritorno a Washington dalla sua residenza di Mar-a-Lago. Trump ha affermato di aver ripetutamente offerto truppe statunitensi al Messico, ma la presidente di quel paese, Claudia Sheinbaum, è “preoccupata, ha un po’ paura“. Interrogato su una possibile operazione militare statunitense a Cuba, tuttavia, Trump ha risposto: “Penso che cadrà e basta”. “Non credo che abbiamo bisogno di alcuna azione“, ha detto il presidente.

Prezzi petrolio in calo dell'1%, borse asiatiche in salita

Lunedì i prezzi del petrolio sono scesi di oltre l’1% e i prezzi dei metalli preziosi sono aumentati, mentre i mercati hanno registrato reazioni contrastanti alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti, avvenuta durante un raid nel fine settimana. In Asia i prezzi delle azioni hanno aperto in rialzo, con i benchmark di Corea del Sud e Giappone che hanno nuovamente stabilito nuovi record. A Tokyo, il Nikkei 225 è balzato del 3% a 51.853,53. L’indice ha chiuso al massimo di fine anno per il 2025 e ha ripreso le contrattazioni solo lunedì. I futures statunitensi sono rimasti invariati dopo che le azioni hanno registrato piccoli guadagni venerdì a Wall Street. Poco dopo l’inizio delle contrattazioni, il petrolio greggio di riferimento statunitense è leggermente aumentato. In seguito, però, è stato scambiato in ribasso di 23 centesimi, a 57,09 dollari al barile. Il greggio Brent, lo standard internazionale, ha ceduto 17 centesimi, attestandosi a 60,58 dollari al barile. Con i livelli di petrolio già abbondanti, il greggio è stato scambiato al livello più basso degli ultimi sei mesi. In ogni caso, la mossa degli Stati Uniti si è riflessa sui mercati finanziari, mentre gli operatori si sono mossi per tenere conto dell’incertezza causata dall’insolita operazione militare del presidente Donald Trump e dalla sua insistenza sul fatto che gli Stati Uniti governeranno il Venezuela dopo la cacciata di Maduro. Il prezzo dell’oro è salito dell’1,9%, mentre l’argento è balzato del 5,7%.

Presidente ad interim Rodriguez a Trump: "Dobbiamo collaborare"

La leader venezuelana ad interim Delcy Rodríguez ha invitato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “a collaborare” e ha affermato di voler instaurare “relazioni rispettose” in un messaggio conciliante pubblicato domenica sera. Dopo aver pronunciato discorsi di feroce sfida all’amministrazione Trump questo fine settimana, la dichiarazione di Rodríguez – in inglese sul suo account Instagram – ha segnato un drastico cambio di tono. “Invitiamo il governo degli Stati Uniti a collaborare con noi su un programma di cooperazione orientato allo sviluppo condiviso nel quadro del diritto internazionale per rafforzare una duratura convivenza comunitaria“, ha scritto. Il suo messaggio arriva poco dopo che Trump l’aveva minacciata di “pagare un prezzo molto alto” se non si fosse conformata alle richieste degli Stati Uniti.

“Presidente Donald Trump”, aggiunge Rodríguez, “i nostri popoli e la nostra regione meritano pace e dialogo, non guerra. Questo è sempre stato il messaggio del presidente Nicolás Maduro ed è il messaggio di tutto il Venezuela in questo momento. Questo è il Venezuela in cui credo e al quale ho dedicato la mia vita. Sogno un Venezuela in cui tutti i venezuelani di buona volontà possano unirsi. Il Venezuela ha diritto alla pace, allo sviluppo, alla sovranità e a un futuro“.

Cuba: "32 ufficiali cubani morti in attacco Usa in Venezuela"

L’operazione militare americana in Venezuela ha ucciso 32 ufficiali cubani nel fine settimana. Lo ha dichiarato domenica il governo cubano nel primo conteggio ufficiale delle vittime degli attacchi americani nel paese sudamericano. I militari e gli ufficiali di polizia cubani erano impegnati in una missione che l’esercito del paese caraibico stava svolgendo su richiesta del governo venezuelano, secondo una dichiarazione trasmessa domenica sera dalla TV di stato cubana. Non è chiaro a cosa stessero lavorando i cubani nel paese sudamericano, ma Cuba è uno stretto alleato del governo di Caracas e da anni invia in Venezuela forze militari e di polizia. Voci sulle morti erano circolate sull’isola durante il fine settimana. “Sapete, ieri sono stati uccisi molti cubani“, ha confermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One durante il volo di ritorno domenica sera dalla Florida a Washington. “Ci sono stati molti morti dall’altra parte. Nessun morto da parte nostra“, ha aggiunto. Il governo cubano ha annunciato due giorni di lutto per gli ufficiali cubani uccisi, e l’ex presidente e leader rivoluzionario Raúl Castro e il presidente Miguel Díaz-Canel hanno inviato le condoglianze alle loro famiglie. I nomi delle vittime e le posizioni da loro ricoperte non sono stati immediatamente resi noti dalle autorità cubane.”Fedeli alle loro responsabilità in materia di sicurezza e difesa, i nostri compatrioti hanno adempiuto al loro dovere con dignità ed eroismo e sono caduti dopo una feroce resistenza nel combattimento diretto contro gli aggressori o a seguito dei bombardamenti delle strutture”, si legge nel comunicato ufficiale. Anche il Segretario di Stato americano Marco Rubio, figlio di immigrati cubani, ha sottolineato il coinvolgimento cubano in Venezuela nel fine settimana, affermando che l’apparato di sicurezza interna di Maduro era guidato da cubani e che stavano “sostenendo Maduro”. “Tutte le guardie che aiutano a proteggere Maduro – questo è ben noto – tutta la loro agenzia di spionaggio, erano piene di cubani”, ha detto Rubio.

Trump avverte Colombia: "Operazione simile? Mi sembra buona idea"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, mentre tornava a Washington domenica sera, ha anche messo in guardia il vicino del Venezuela, la Colombia, e il suo presidente di sinistra, Gustavo Petro. Trump, in un botta e risposta con i giornalisti sull’Air Force One, ha affermato che la Colombia è “governata da un uomo malato a cui piace produrre cocaina e venderla agli Stati Uniti”. “Non lo farà per molto tempo“, ha detto Trump domenica a proposito di Petro. “Ha fabbriche e fabbriche di cocaina. Non lo farà.” Alla domanda se avrebbe ordinato agli Stati Uniti di condurre un’operazione contro la Colombia, Trump ha risposto: “Mi sembra una buona idea“. L’amministrazione Trump ha imposto sanzioni a ottobre a Petro, alla sua famiglia e a un membro del suo governo per accuse di coinvolgimento nel traffico globale di droga. La Colombia è considerata l’epicentro del traffico mondiale di cocaina.

Trump a Rodriguez: "Siamo noi al comando"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando dall’Air Force One di ritorno a Washington, ha ribadito domenica sera che in Venezuela “siamo al comando”, mentre la leader venezuelana ad interim Delcy Rodríguez ha invitato il presidente repubblicano “a collaborare” in una nuova posizione conciliante.

Trump: "Cuba sta per crollare definitivamente"

Cuba “sta crollando”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando dall’Air Force On di ritorno a Washington dalla sua residenza di Mar-a-Lago. “Sta crollando definitivamente“, ha aggiunto, motivando le sue parole con riferimento alla situazione in Venezuela. Trump ha affermato che l’economia cubana, colpita da anni di embargo statunitense, è a pezzi e che continuerà a peggiorare con la cacciata di Maduro, che forniva petrolio sovvenzionato all’isola caraibica.

Appello Gonzalez a esercito: "Rispettare mandato sovrano"

“Come presidente dei venezuelani, rivolgo un appello calmo e chiaro alle forze armate nazionali e alle forze di sicurezza dello Stato. Il vostro dovere è quello di rispettare e far rispettare il mandato sovrano, sancito il 28 luglio 2024″ con le elezioni. Lo ha detto Edmundo Gonzalez Urrutia, presidente eletto del Venezuela in esilio in Spagna, in un video pubblicato sui social, citato dalla Cnn. “Come comandante in capo, vi ricordo che la vostra lealtà è rivolta alla Costituzione, al popolo e alla Repubblica”, ha aggiunto.

Gonzalez: "Nessuna transizione possibile senza rilascio prigionieri politici"

Nessuna transizione democratica è possibile finché un solo venezuelano rimane ingiustamente imprigionato“. Lo ha detto Edmundo González Urrutia, presidente eletto del Venezuela in esilio in Spagna, in un video pubblicato sui social. Nel messaggio rivolto ai venezuelani, secondo quanto riporta ‘El Mundo’, il politico ha affermato che una vera normalizzazione sarà possibile solo quando tutti i prigionieri politici saranno rilasciati e la volontà della maggioranza espressa il 28 luglio 2024 sarà inequivocabilmente rispettata.

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