Ucraina, Mosca: “Nessun compromesso su territori” – La diretta

Ucraina, Mosca: “Nessun compromesso su territori” – La diretta
Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin. Foto di archivio LaPresse

Il presidente ucraino oggi in Olanda. Tajani: “Speriamo di avere la pace per Natale”

All’indomani del vertice di Berlino e dei primi veri spiragli di pace, la Russia torna oggi a dettare condizioni dure per la cessazione delle ostilità. Il vice ministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, in un’intervista esclusiva ad Abc News ha dichiarato che Mosca non può scendere a compromessi sui territori chiave, ribadendo richieste di lunga data che l’Ucraina dice da tempo di non potere accettare, fra cui il controllo russo della Crimea, occupata dalla Russia nel 2014, e di altri 4 territori parzialmente occupati dai russi – cioè Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson – nel sud e nell’est dell’Ucraina. “Ne abbiamo cinque in totale e non siamo in grado, in alcun modo, di scendere a compromessi su questo”, ha detto Ryabkov rivendicando il controllo russo sui territori. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha ripetutamente escluso la possibilità di concessioni territoriali alla Russia nell’ambito di un accordo di pace.

La Russia, inoltre, non accetterà un accordo che preveda la presenza di truppe dei Paesi Nato sul suolo ucraino dopo la guerra, anche se fossero lì come garanzia di sicurezza o come membri della cosiddetta Coalizione dei volenterosi. “Non accetteremo, non approveremo e non saremo soddisfatti in nessun momento della presenza di truppe Nato sul territorio ucraino”, ha affermato Ryabkov.

Ucraina, tra guerra e diplomazia – Tutte le news di oggi 16 dicembre
Inizio diretta: 16/12/25 10:45
Fine diretta: 16/12/25 23:00
Presidenza Ue: "Conclusioni su adesione Kiev solo a 26 Paesi"

“Purtroppo non ci sarà alcuna conclusione del Consiglio (Affari generali) sull’allargamento e me ne rammarico profondamente. Abbiamo chiesto a 26 Paesi membri, per i quali questo è molto importante per l’Europa, e abbiamo diversi Paesi candidati che stanno ottenendo risultati nell’ambito dell’approccio basato sul merito. Quello che invece faremo è che le conclusioni della presidenza siano supportate dai 26 Paesi membri”. Lo afferma la ministra danese degli Affari Europei Marie Bjerre, della presidenza di turno Ue, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Affari Generali a Bruxelles.

Cremlino: "Partecipazione Europa a negoziati non promette nulla di buono"

La partecipazione degli europei ai negoziati sull’Ucraina non promette nulla di buono. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti. “La partecipazione degli europei in termini di accettabilità” da parte della Russia “non promette nulla di buono”, ha detto ai giornalisti rispondendo a una domanda sui negoziati per la risoluzione della questione ucra

Von der Leyen: "Da accordo su risarcimenti messaggio chiarissimo"

Oggi la Commissione europea, rappresentata dalla Vicepresidente Kaja Kallas e dal Commissario per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di Diritto e la Tutela dei Consumatori, Michael McGrath, ha firmato la Convenzione che istituisce la Commissione per le Richieste Internazionali per l’Ucraina, a nome dell’UE. La firma rappresenta una pietra miliare negli sforzi collettivi dell’Europa per garantire all’Ucraina e al popolo ucraino la responsabilità e la giustizia, garantendo che le vittime della brutale guerra di aggressione russa siano adeguatamente risarcite. La firma è avvenuta nel contesto di una Conferenza Diplomatica ospitata dal Consiglio d’Europa e dai Paesi Bassi, alla quale ha partecipato il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. La Presidente von der Leyen ha dichiarato: “L’accordo odierno invia un messaggio chiarissimo: la guerra di aggressione russa non rimarrà senza risposta. Si tratta di uno strumento concreto di giustizia per garantire che l’aggressore sia ritenuto responsabile. Poiché la responsabilità non è facoltativa, è inevitabile. Le vittime della brutalità russa hanno diritto a un risarcimento. E perseguiremo questo obiettivo, a ulteriore dimostrazione del fermo sostegno dell’Europa all’Ucraina”. Operando nell’ambito del Consiglio d’Europa, la Commissione per i Risarcimenti sarà responsabile dell’esame, della valutazione e della decisione sulle richieste di risarcimento per danni, perdite o lesioni causati dalla Russia in Ucraina. Sarà inoltre responsabile della determinazione dell’importo del risarcimento dovuto in ciascun caso. La Commissione per i Risarcimenti si basa sull’importante lavoro svolto dal Registro dei Danni, istituito nel maggio 2023, per registrare le richieste ammissibili. Come fase finale, la Commissione sta discutendo con i suoi partner internazionali le modalità legali per istituire un fondo di risarcimento che garantisca che la Russia risarcisca direttamente l’Ucraina per i danni causati.

La Commissione per i Risarcimenti sosterrà fermamente i principi di giustizia, responsabilità e diritti delle vittime e garantirà che questi siano rispettati in linea con il quadro giuridico internazionale. Dopo la firma della Convenzione, l’UE e i suoi Stati membri procederanno alla ratifica.

Fonti Madrid: "Senza pace non valutiamo ipotesi invio truppe"

Il governo spagnolo non sta valutando la possibilità di inviare truppe in Ucraina poiché ancora non vi è uno scenario di pace. “Finché non ci sarà uno scenario di pace, non prenderemo in considerazione l’ipotesi di un invio di truppe”, hanno detto a LaPresse fonti del ministero della Difesa. Il premier Pedro Sanchez ha aderito alla dichiarazione congiunta dei leader europei sull’Ucraina concordata ieri a Berlino, in cui si prevede la creazione di una forza multinazionale guidata dall’Europa che contribuirà a proteggere lo spazio aereo ucraino e a garantire la sicurezza marittima, “anche attraverso operazioni all’interno dell’Ucraina”. Ciò che farà la Spagna, hanno sottolineato le fonti, è “continuare a inviare aiuti militari” a Kiev.

L'Spd in Germania non esclude possibile invio truppe

In Germania, il gruppo parlamentare dell’Spd non esclude l’invio di soldati tedeschi per garantire un cessate il fuoco in Ucraina. “Ma l’invio di truppe dipende molto dal contesto, dal contesto e dai compiti specifici”, ha dichiarato il capogruppo parlamentare Matthias Miersch al Bundestag. La dichiarazione adottata durante i colloqui sull’Ucraina a Berlino è molto ampia. Le prossime settimane dovranno mostrare i risultati che ne deriveranno. “Friedrich Merz ha il nostro pieno sostegno per l’iniziativa che ha attualmente presentato, e quindi non escludiamo nulla al momento”, ha affermato Miersch. Nei colloqui sull’Ucraina, si è concordato che una forza guidata dall’Europa e supportata dagli Stati Uniti avrebbe dovuto supportare le forze armate ucraine e garantire la sicurezza dello spazio aereo e marittimo. Ciò avrebbe dovuto essere fatto anche “attraverso operazioni all’interno dell’Ucraina”. Ora spetta alla Russia reagire, ha affermato Miersch, secondo cui “almeno la finestra è aperta. Alcuni dicono: più ampia che mai”. L’Spd, naturalmente, “sosterrà il cancelliere Friedrich Merz (in questo processo al meglio delle sue capacità”, ha aggiunto il socialdemocratico.

Fini; "Analisi Salvini è roba da comiziaccio a Pontida"

Fini, analisi Salvini? Roba da comiziaccio a Pontida

Quella di Matteo Salvini sull’Ucraina e sul ruolo dell’Europa nelle trattative di pace “è un’analisi profonda e io sono in difficoltà a commentarla”. Così Gianfranco Fini a L’Aria che tira, su La7, con quella che sembra una presa di posizione ironica. “Ma che ironia – aggiunge l’ex presidente della Camera – ha detto delle cose che vanno benissimo in un comiziaccio al pratone, a Pontida, là dove si riunivano, non si riuniscono neanche più. Ma al di là delle battute non è vero, tra l’altro, che l’Unione europea non ha battuto chiodo. E ci manca solo che se ne occupi Trump in esclusiva”. “L’Ue – sostiene quindi Fini – nonostante tanti gufi, non si è divisa, pur con delle differenze ed è riuscita a mitigare in alcuni casi le pretese di Mosca e, cosa che non tutti pensavano, a convincere anche gli Stati Uniti che non è opportuno per gli Stati Uniti abbandonare l’Unione Europea e dire alla Russia che ha vinto e può fare quello che vuole”. Infine, conclude, “Salvini non è a sinistra, ma non è neanche a destra, per come la destra la vedo io. Capisco, perché ho diretto un partito importante che aveva tante componenti, che occorre cercare anche di dare ascolto, spero non alla pancia del partito, ma ad alcuni segmenti di quel partito, però occorre poi anche il posizionamento strategico”.

Fonte, europei guideranno forza multinazionale, Usa meccanismo monitoraggio

La proposta di garanzie di sicurezza si baserà sull’aiuto occidentale per mantenere forte l’esercito ucraino. Lo ha riferito un funzionario di un Paese della Nato, parlando a condizione di mantenere l’anonimato, spiegando che “gli europei guideranno una forza multinazionale e multi-dominio per rafforzare quei soldati e mettere al sicuro l’Ucraina via terra, mare e aria, mentre gli Stati Uniti guideranno un meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco, con partecipazione internazionale”.

Mosca aggiunge Deutsche Welle a elenco organizzazioni 'indesiderate'

Il ministero della Giustizia russo ha aggiunto la società di media tedesca Deutsche Welle all’elenco delle organizzazioni non governative straniere e internazionali le cui attività sono considerate “indesiderate” in Russia. Lo riferisce la Tass.

Fonti, Zelensky parteciperà in video al Consiglio europeo

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, parteciperà al Consiglio europeo in video conferenza “per motivi logistici”. Lo riferiscono fonti Ue in vista del vertice Ue di giovedì e venerdì.

 

Zelensky: "Molti Paesi pronti ad aiutare per forza multinazionale europea"

“Molti Paesi sono davvero pronti ad aiutare” nell’ambito della forza multinazionale guidata dall’Europa che dovrebbe contribuire a mantenere la pace in Ucraina, se si raggiungesse un accordo. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo discorso al Parlamento dei Paesi Bassi, citato dal Guardian. I Paesi, ha spiegato, avranno ruoli diversi, dalla logistica all’intelligence, fino allo schieramento delle truppe.

Pistorius prudente su forza militare multinazionale europea

Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha espresso cautela sul possibile impiego di una forza militare multinazionale europea in Ucraina, pur definendo l’idea “positiva nel suo impianto”. “Restano molte questioni aperte”, ha dichiarato Pistorius. In una dichiarazione congiunta adottata al termine dei colloqui sull’Ucraina a Berlino, si afferma che una forza guidata dall’Europa e sostenuta dagli Stati Uniti dovrebbe affiancare le forze armate ucraine e garantire la sicurezza dello spazio aereo e dei mari, anche attraverso operazioni sul territorio ucraino. Secondo Pistorius, la proposta rappresenta un’assunzione di responsabilità da parte europea. Restano tuttavia da chiarire, soprattutto per un eventuale contributo tedesco, il mandato del Bundestag e la catena di comando. “Bisognerà capire chi fa cosa, dove e in quale quadro”, ha spiegato. Al termine dei colloqui, Pistorius e il ministro della Difesa britannico John Healey hanno presieduto una riunione virtuale del gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina (Udcg), che coordina l’assistenza militare di oltre 50 Paesi. Healey ha parlato di segnali di progresso nei negoziati di pace e ha affermato che il Regno Unito si sta preparando a intervenire in caso di accordo, con truppe a terra e aerei in volo. Ha però sottolineato che la Russia continua gli attacchi: negli ultimi due mesi sarebbero stati lanciati circa 20.000 droni e missili contro l’Ucraina. La dichiarazione finale dei colloqui di Berlino sostiene la creazione di una forza multinazionale per garantire un eventuale cessate il fuoco, insieme a un impegno per un sostegno duraturo e consistente alle forze armate ucraine, che in tempo di pace dovrebbero contare fino a 800.000 soldati. Il documento è stato firmato, tra gli altri, da Germania, Francia, Regno Unito, Polonia, Italia e Paesi nordici, oltre ai vertici dell’Unione europea. Gli Stati Uniti non hanno per ora commentato ufficialmente, pur escludendo l’invio di truppe di terra. La Russia si oppone categoricamente a qualsiasi dispiegamento militare internazionale in Ucraina.

Zelensky: "Piani pace saranno presentati a Russia entro pochi giorni"

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che le proposte negoziate con i funzionari statunitensi su un accordo di pace per porre fine alla guerra potrebbero essere finalizzate entro pochi giorni, dopodiché gli inviati americani le presenteranno al Cremlino. Lo riporta il Guardian. Zelensky ha dichiarato che il Congresso degli Stati Uniti deve votare sulle garanzie di sicurezza e che si aspetta che una serie di documenti definitivi sia preparata “oggi o domani”. Dopodiché, ha aggiunto, gli Stati Uniti terranno delle consultazioni con i russi, seguite da incontri ad alto livello che potrebbero aver luogo già nel weekend.

Zelensky: "Asset russi vanno usati per difendersi dell'aggressione"

I colloqui non riguardano “solo un cessate il fuoco, ma anche garanzie di sicurezza” per garantire che la Russia non possa attaccare di nuovo l’Ucraina tra qualche anno, “i criminali non cambiano da un giorno all’altro”, e quindi il processo di pace richiede forti garanzie internazionali per l’Ucraina, affinché vi sia una “vera responsabilità” per qualsiasi violazione dell’accordo. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo discorso al Parlamento dei Paesi Bassi, citato dal Guardian. Riguardo la discussione in corso sull’utilizzo dei beni russi congelati, “queste risorse russe possono e devono essere utilizzate appieno per difendersi dall’aggressione della Russia stessa. L’aggressore deve pagare”, ha spiegato. La Russia non ha riguardo per la vita delle persone, ma “conta ogni dollaro e ogni euro che perde”, ed è per questo che ” è necessaria una decisione forte sui soldi russi, e questi fondi devono servire a difendersi dalla Russia. E vi esorto a sostenere questa iniziativa”, ha affermato.

Zelensky: "Freddo invernale può diventare una delle armi più pericolose"

La Russia “sta deliberatamente prendendo di mira le nostre infrastrutture. Sanno che nella nostra regione il freddo invernale può diventare una delle armi più pericolose. Cercano di usarlo contro gli ucraini, contro la gente comune, contro la vita normale, ed è per questo che è così importante non rilassarsi o affidarsi solo alla diplomazia”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo discorso al Parlamento dei Paesi Bassi, citato dal Guardian.

Zelensky: "Siamo nel mezzo dei negoziati più intensi da inizio guerra"

Siamo “nel mezzo dei negoziati di pace più intensi e mirati dall’inizio di questa guerra. Non stiamo parlando di una pausa o di una soluzione temporanea e incerta. Stiamo lavorando a stretto contatto con i partner per porre fine finalmente alla guerra russa contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo discorso al Parlamento dei Paesi Bassi, sottolineando che Kiev ha ancora bisogno “dello stesso forte sostegno politico” di cui gode dall’inizio del conflitto. Lo riporta il Guardian.

Tajani: "Su garanzie di sicurezza per Kiev accolte proposte italiane"

 In merito alle garanzie di sicurezza per l’Ucraina “le prospettive sono molto positive. Gli americani ne faranno parte, lo hanno fatto chiaramente capire. Saranno indispensabili soprattutto per la protezione dello spazio aereo”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori alla Farnesina. Tajani ha sottolineato che per Kiev ci sarà un meccanismo di difesa “simile all’articolo 5 della Nato”, una proposta italiana che “è stata accolta” perché “di buonsenso”. “Lavoriamo intensamente perché gli obiettivi si possano raggiungere”, ha concluso. 

Presidenza Ue: "Processo adesione avanza anche con blocco Ungheria"

“Durante la nostra presidenza non è stato possibile aprire formalmente i negoziati con l’Ucraina, perché l’Ungheria era l’unico paese a bloccarla. Ma stiamo ancora portando avanti la procedura di allargamento con l’Ucraina, ed è anche per questo che la scorsa settimana ci siamo recati a Leopoli come Consiglio”. Lo afferma la ministra danese degli Affari Europei Marie Bjerre, della presidenza di turno Ue, a margine del Consiglio Affari Generali a Bruxelles.”Ora abbiamo adottato un nuovo approccio alla procedura di allargamento, in cui stiamo anticipando tutto il lavoro tecnico, e ciò significa che l’Ucraina sta dando istruzioni su come attuare le riforme, su cosa realizzare, su cosa la maggior parte dei paesi membri desidera che il paese realizzi – aggiunge -. Ciò significa che la procedura di allargamento con l’Ucraina non è ferma, ma è in piena attività. Sta funzionando a livello pratico. È solo formalmente, non è stata aperta”, spiega. 

Istituita a L'Aia commissione per risarcimenti di guerra

E’ stata adottata a L’Aia la convenzione che istituisce una commissione internazionale per i risarciment fa versare all’Ucraina. L’evento è ospitato congiuntamente dal Consiglio d’Europa e dai Paesi Bassi. La commissione costituisce la seconda parte di un meccanismo di compensazione riguardante l’aggressione della Russia, e si basa sul registro dei danni per l’Ucraina già esistente. La commissione per i risarcimenti è istituita nell’ambito del Consiglio d’Europa e sarà aperta anche ad altri Paesi.”Il Consiglio d’Europa e i suoi partner hanno sostenuto l’Ucraina nella resistenza all’aggressione su larga scala della Russia sin dal primo giorno”, ha detto il segretario generale Alain Berset prima dell’evento. “Lavorando insieme, dobbiamo ora essere pronti a sostenere l’Ucraina nel raggiungere una pace giusta e duratura”. Il registro dei danni per l’Ucraina, creato nel 2023, raccoglie e registra le richieste di compensazione presentate da individui, organizzazioni e enti pubblici in Ucraina. Finora 44 stati e l’Unione Europea hanno aderito al registro, che ha già ricevuto oltre 80mila reclami.

Presidenza Ue: "Ungheria blocca conclusioni Consiglio europeo"

“Abbiamo sul tavolo una bozza di conclusioni del Consiglio sostenuta solo da 26 paesi, perché l’Ungheria al momento non appoggia la conclusione del Consiglio. Continuo a sollecitare l’Ungheria a sostenerla. Il motivo per cui l’Ungheria non la sostiene è ovviamente perché vogliamo anche una formulazione forte sull’Ucraina, che sia giusta ed equa”. Lo afferma la ministra danese degli Affari Europei Marie Bjerre, della presidenza di turno Ue, a margine del Consiglio Affari Generali a Bruxelles. “I ministri europei per gli Affari europei del Consiglio si sono recati a Leopoli la scorsa settimana. Abbiamo mostrato un forte sostegno. Abbiamo 26 paesi membri che mostrano un forte sostegno all’Ucraina, e l’Ucraina sta mantenendo le promesse, quindi abbiamo bisogno di un testo anche sull’Ucraina”, aggiunge.

 

Fontana: "Russia ha fallito completamente, non è grande potenza"

“Io sinceramente la Russia la vedo come un paese che ha fallito completamente questa guerra, e che è stato un boomerang straordinario per la Russia stessa. Al di là della distruzione che ha fatto in Ucraina, al di là del numero di morti, è stato un mettere in evidenza il fatto che questa grande potenza che noi pensavamo ci fosse prima della guerra del 2022 in realtà non c’è”. Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in occasione del tradizionale scambio di auguri per le festività di fine anno con la stampa parlamentare in corso presso la Sala del Mappamondo di Montecitorio. “Prima del 2022 tutti pensavano che la Russia avrebbe fatto un sol boccone dell’Ucraina, o andando a Kiev e cambiando il governo o comunque partendo un’avanzata molto più importante di quella che c’è stata. Dobbiamo tener conto del fatto che la Russia non è una grande potenza. Sicuramente si crede una grande potenza, è un impero che vorrebbe avere sfere di influenza importanti, ma in questo momento dopo questi anni di guerra ne risulta indebolita dal punto di vista internazionale, molto ancorata e quasi in sudditanza nei confronti della Cina, e quindi è una media potenza. Quindi è stato un fallimento questa guerra per la Russia”, conclude sottolineando che “al di là di quello che si possa credere, può aver avuto una vittoria tattica, nel senso che ha conquistato un po’ di territorio, ma a livello strategico è stata una sconfitta, ma importante per la Russia. Cercheranno di farla passare come una vittoria, ma non è questa”.

Pistorius: "Bene vertice Berlino, ora attendiamo reazioni Mosca"

Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha elogiato i colloqui di Berlino sull’Ucraina con gli europei e gli Stati Uniti. L’esito deve ora essere valutato alla luce delle reazioni, soprattutto da parte di Mosca, ha affermato Pistorius. Secondo il ministro tedesco, è di fondamentale importanza che i colloqui si siano svolti con la partecipazione dei principali partner europei e degli Stati Uniti e che sia stato elaborato un piano. “Penso che sia buono nella sua sostanza”, ha affermato Pistorius, rimarcando che ora è necessario attendere le reazioni di Washington e soprattutto di Mosca.

Fontana: "Su asset russi serve prudenza, in corso trattative di pace"

“Siamo in un periodo di trattativa” per cercare di raggiungere la pace in Ucraina “e quando si è in un periodo di trattativa bisogna essere molto prudenti. E quindi, per quanto riguarda gli asset russi, ci sono due questioni: una è proprio la questione della prudenza in un momento particolare come questo. Perché non vorrei che poi alcune cose che possono essere anche legittime vengano usate per proseguire nel conflitto. Dall’altra parte c’è anche una questione dal punto di vista legale che bisogna vedere se è una cosa che sia fattibile, perché voi immaginatevi se si dovesse fare una cosa di questo tipo e poi magari la Corte di Giustizia Europea magari dà torto poi all’Ue che fa una cosa di questo tipo. Quindi bisogna essere molto prudenti. Quantomeno questo è il mio consiglio”. Così il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in occasione del tradizionale scambio di auguri per le festività di fine anno con la stampa parlamentare in corso presso la Sala del Mappamondo di Montecitorio.

Cremlino: "No comment su garanzie sicurezza finché non vedremo testo"

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, si è rifiutato di commentare le garanzie di sicurezza europee per l’Ucraina finché non avrà visionato il testo della dichiarazione congiunta dei leader Ue a seguito dei colloqui di Berlino. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass. “Finora abbiamo visto solo le notizie riportate dai giornali, ma non intendiamo rispondere. Non abbiamo ancora visto alcun testo”, ha affermato Peskov, rispondendo a una domanda sulla valutazione del Cremlino riguardo alla dichiarazione congiunta sulle garanzie di sicurezza per Kiev.

Cremlino: "No a tregua di Natale"

Il Cremlino dice no a una tregua natalizia sottolineando che la Russia è impegnata piuttosto per una pace di lungo termine. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, commentando l’idea di una tregua di Natale ha dichiarato: “La nostra posizione è ben nota, coerente, trasparente e comprensibile agli americani. E, in linea di massima, è comprensibile anche agli ucraini, ne siamo convinti. Se gli ucraini hanno il desiderio prevalente di sostituire il raggiungimento di un accordo con soluzioni a breve termine e non sostenibili, è improbabile che saremo disposti a partecipare”. “Vogliamo la pace, non vogliamo un cessate il fuoco, per così dire, per dare all’Ucraina un attimo di respiro e prepararsi a continuare la guerra. Vogliamo fermare questa guerra, raggiungere i nostri obiettivi, garantire i nostri interessi e garantire la pace in Europa per il futuro. Questo è ciò che vogliamo”, ha aggiunto Peskov.

Cremlino, ultima telefonata Putin-Trump il 16 ottobre

L’ultima telefonata fra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente Usa Donald Trump risale al 16 ottobre. Lo ha riferito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda in merito dopo che ieri Trump ha dichairato di avere parlato di recente con l’omologo russo. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass. “È stato relativamente recente”, ha detto Peskov, “guardate la data del nostro ultimo report sulla telefonata, nel complesso è stato relativamente di recente”. Peskov ha specificato che da allora non ci sono state altre telefonate.

Zakharova: "Parole Salvini su Russia indiscutibili"

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha elogiato le parole del vicepremier ministro dei Trasporti Matteo Salvini pronunciate ieri per invitare alla “prudenza prima di parlare di altre armi”. “Il vice primo ministro italiano Matteo Salvini: ‘Se Hitler e Napoleone non sono riusciti a mettere in ginocchio Mosca con le loro campagne in Russia, è improbabile che Kaja Kallas, Macron, Starmer e Merz ci riescano’. Il paragone è accurato, la conclusione innegabile”, ha scritto Zakharova in un post su Telegram, riportando le parole di Salvini.

Orban: "Andiamo verso escalation, conseguenze su nostri nipoti"

“Tutti coloro che chiedono prestiti Ue a spese dei propri nipoti possono ora unirsi al coro di Bruxelles. Li distribuiscono senza esitazione, si può obiettare quanto si vuole, ma una volta dentro, non c’è via d’uscita facile. Con l’avvicinarsi dell’Euco, sta iniziando a delinearsi una soluzione con cui i burocrati di Bruxelles cercheranno di imporci il finanziamento dei due anni di spese belliche dell’Ucraina. Ancora una volta, la soluzione è la presunta arma miracolosa: il prestito congiunto. Se necessario, anche senza consenso. Chi non lo vuole, se lo vedrà comunque imposto e dovrà pagare gli interessi per decenni”. Lo scrive su X il premier ungherese Viktor Orban. “Questo significa perdere definitivamente l’occasione di una rapida fine della guerra tra Russia e Ucraina. Ci stiamo muovendo verso un’escalation e una cosa è certa: anche i nostri nipoti saranno gravati dalle conseguenze di questa guerra. Tuttavia, l’Ungheria deve navigare su questo campo minato. Questo giovedì e negli anni a venire”, aggiunge.

Trattative Ue senza sosta su proposta asset prima del vertice

Proseguono senza sosta le trattative per arrivare a un’intesa sull’uso degli asset russi congelati per finanziare l’Ucraina. Finora gli ambasciatori del Coreper si sono riuniti sei volte per discutere del tema da quando la Commissione ha presentato la sua proposta il 3 dicembre. Anche gli esperti tecnici hanno esaminato i testi in diverse sessioni. A quanto si apprende a Bruxelles, i rappresentanti dei 27 stanno ora esaminando una versione rivista della proposta. Stamane gli esperti si riuniranno per esaminare in dettaglio i testi rivisti. In serata (dopo il Consiglio Affari Generali), il Coreper si riunirà nuovamente per proseguire le discussioni al fine di creare un’ulteriore convergenza sulle questioni in sospeso. L’obiettivo è far progredire il più possibile i lavori per fornire una base chiara per la discussione politica del Consiglio europeo su come garantire il finanziamento dell’Ucraina per il 2026-2027.

In particolare, si sta lavorando sul meccanismo specifico per la solidarietà di rischio, la condivisione del rischio e le garanzie, le specificità delle diverse istituzioni finanziarie con attività russe immobilizzate, la condivisione degli oneri e la cooperazione con il G7 e altri partner, la gestione dei trattati bilaterali di investimento e l’attuazione dello strumento di sostegno, inclusi i criteri di assegnazione e ammissibilità.

Mosca, 83 droni ucraini distrutti nella notte in Russia

Sono 83 i droni ucraini distrutti nella notte in varie regioni della Russia. Lo ha fatto sapere il Ministero della Difesa della Federazione Russa, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass.

Sanchez aderisce a dichiarazione congiunta dei leader europei

Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha aderito alla dichiarazione congiunta dei leader europei sull’Ucraina concordata ieri a Berlino. Lo riferisce la Moncloa. Nella dichiarazione i leader europei hanno celebrato i progressi verso una pace giusta e duratura in Ucraina e lo stretto coordinamento tra Stati Uniti, Kiev ed Europa. Hanno ribadito inoltre che la sicurezza, la sovranità e la prosperità dell’Ucraina sono essenziali per la sicurezza euro-atlantica e si sono impegnati a offrire garanzie di sicurezza e sostegno alla ricostruzione. Hanno concordato di mantenere un forte sostegno militare, creare una forza multinazionale guidata dall’Europa, istituire un meccanismo di cessate il fuoco guidato dagli Stati Uniti e assumere impegni legali in caso di future aggressioni. Hanno espresso sostegno al presidente Volodymyr Zelensky, hanno difeso l’inviolabilità dei confini e hanno sottolineato che le decisioni territoriali spettano al popolo ucraino. Inoltre, hanno esortato la Russia ad accettare il cessate il fuoco e il piano di pace, e hanno mantenuto la pressione internazionale per raggiungere un accordo definitivo e duraturo.

Mosca: "Siamo sul punto di raggiungere un accordo"

Russia e Ucraina sono “sul punto” di un accordo per porre fine alla guerra con una soluzione diplomatica. È quanto ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, in un’intervista esclusiva ad Abc News. “Siamo pronti a raggiungere un accordo”, ha affermato Ryabkov riferendosi al governo del presidente russo Vladimir Putin, aggiungendo che spera che l’accordo venga raggiunto “il prima possibile”.

Ryabkov, figura di spicco del ministero degli Esteri russo che parla regolarmente con i media internazionali, ricopre la carica di vice ministro degli Esteri a Mosca dal 2008, lavorando sotto il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, in carica dal 2004. Ryabkov era tra i funzionari russi che minimizzavano la minaccia che incombeva sull’Ucraina alla vigilia dell’invasione su larga scala del Paese da parte di Mosca nel 2022. Mentre le truppe russe si ammassavano lungo i confini dell’Ucraina nel gennaio 2022, Ryabkov ha affermato che Mosca non aveva “nessuna intenzione di attaccare, sferrare un’offensiva o invadere l’Ucraina”.

Ministero Difesa russo: "Abbattuto drone in volo verso Mosca"

Le forze di difesa aerea del Ministero della Difesa russo hanno abbattuto un drone in volo verso Mosca. Lo ha annunciato il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, stando a quanto riporta l’agenzia Tass.

Tajani: "Speriamo di avere la pace per Natale"

In merito alla guerra in Ucraina “passi in avanti se ne stanno facendo. Speriamo di avere la pace per Natale, non sarà facile però mi pare che si stia andando nella giusta direzione. Poi saranno gli ucraini a dover dire la loro sulla questione territoriale ma il lavoro sta dando i suoi frutti”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un evento a Roma in occasione della consegna del premio Sacharov. “Speriamo si possa arrivare al cessate il fuoco – ha aggiunto – deve essere una pace giusta e duratura. L’Ucraina non può essere penalizzata dalla guerra che ha subito. L’obiettivo è quello di chiudere questa orribile stagione di guerra”.

Zelensky in Olanda, discorso in Parlamento e lancio commissione risarcimenti

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, sarà oggi in Olanda, dove è arrivato ieri sera all’aeroporto di Rotterdam. Oggi si rivolgerà al Parlamento e incontrerà il premier ad interim Schoof, il re Willem-Alexander e i ministri ad interim degli Affari esteri Van Weel e della Difesa Brekelmans. Per Zelensky si tratta della quarta visita in Olanda dall’inizio della guerra in Ucraina, l’ultima volta vi si era recato per il vertice Nato di giugno scorso. L’emittente olandese Nos riferisce che Zelensky parteciperà oggi probabilmente anche alla firma del Trattato che istituisce una Commissione internazionale per i risarcimenti all’Ucraina, che esaminerà e valuterà le richieste di risarcimento presentate dall’Ucraina a seguito della guerra e determinerà l’importo di eventuali risarcimenti concessi. I risarcimenti saranno pagati da un fondo appositamente istituito e le richieste potranno essere presentate da individui, organizzazioni e agenzie governative in Ucraina. Alla commissione aderiranno 25 Paesi e i nomi esatti saranno annunciati oggi. Si prevede la presenza di molti leader e politici dei Paesi partecipanti.

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