Altro giorno, altro vertice per cercare di raggiungere un accordo di pace tra Ucraina e Russia. Proseguono anche oggi a Berlino i colloqui tra Kiev, Washington e i capi di Stato e di governo di Unione europea e Nato. Per gli Usa è presente la delegazione composta dall’inviato speciale Steve Witkoff e dal genero di Donald Trump Jared Kushner.
La ricerca di possibili compromessi ha incontrato ostacoli importanti, tra cui il controllo della regione orientale Ucraina di Donetsk che è per lo più occupata dalle forze russe. Volodymyr Zelensky domenica si è detto pronto a rinunciare alla richiesta del suo Paese di aderire alla Nato se gli Stati Uniti e altre nazioni occidentali forniranno a Kiev garanzie di sicurezza simili a quelle offerte ai membri dell’Alleanza. Tuttavia, l’Ucraina ha continuato a respingere la richiesta degli Stati Uniti di cedere territori a Mosca.
L’Europa avrà una “grossa parte” nelle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Lo ha detto Donald Trump, aggiungendo che lo scopo è assicurare che “la guerra non scoppi di nuovo”. Quanto ai territori che eventualmente dovranno essere ceduti da Kiev, il presidente usa ha commentato: “Hanno già perso i territori”.
Si è concluso il vertice sull’Ucraina a Berlino ospitato presso la sede della Cancelleria federale dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz. L’incontro con i leader europei, tra cui la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i vertici di Ue e Nato, i negoziatori Usa, Steve Witkoff e Jarde Kushner e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è terminato dopo circa due ore di lavori.
“Siamo più vicini che mai” a una soluzione della guerra in Ucraina. Lo ha detto il presidente Donald Trump parlando nello Studio Ovale. “Ho avuto numerose conversazioni con il presidente Russo Putin e credo che siamo più vicini ora di quando lo siamo mai stati”, ha affermato Trump. “Vediamo cosa possiamo fare”, ha aggiunto, “vogliamo salvare molte vite”.
Il presidente Usa ha riferito di avere avuto una “lunga conversazione” con Volodymyr Zelensky e di avere inoltre parlato con i leader di “Germania, Italia, Nato, Finlandia, Francia, Regno Unito, Polonia, Norvegia, Danimarca e Olanda”. “Abbiamo avuto colloqui molto lunghi e molto buoni”, ha aggiunto.
“Ho avuto un’ottima conversazione con leader europei”. Lo ha detto Donald Trump riferendo che la telefonata era avvenuta “un’ora fa” ed è stata una “lunga discussione”. “Sembra che le cose vadano bene”, ha aggiunto il presidente Usa parlando nello Studio Ovale.
Breve colloquio tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e negoziatore americano per l’Ucraina insieme a Steve Witkoff, durante l’incontro dei leader europei presso la Cancelleria federale a Berlino. Meloni e Kushner si sono intrattenuti brevemente a parlare poco prima e subito dopo la foto di famiglia. Al suo arrivo in cancelleria, Meloni è stata accolta dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz e salutata calorosamente dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen e dal presidente francese, Emmanuel Macron, oltre che dal segretario generale della Nato, Mark Rutte e dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
I colloqui di Berlino sull’Ucraina segnano un possibile punto di svolta diplomatico. Nella capitale tedesca si sono incontrati i negoziatori degli Stati Uniti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, capi di Stato e di governo europei e i vertici di Unione europea e Nato. Da tutte le parti arrivano segnali di cauto ottimismo, pur in presenza di nodi ancora irrisolti, a partire dalla questione territoriale.Zelensky ha definito i colloqui con Washington “non semplici ma produttivi”, ringraziando il cancelliere tedesco Friedrich Merz per l’organizzazione e sottolineando che “l’unità europea riporta la giustizia”. Il presidente ucraino ha accolto positivamente la prima bozza delle garanzie di sicurezza, che “sembrano buone”, evidenziando l’importanza che siano paragonabili all’Articolo 5 della Nato. Restano invece distanze sui territori. “Abbiamo posizioni diverse, ma la mia è stata ascoltata”, ha spiegato, chiarendo che eventuali richieste di concessioni territoriali “provengono dalla Russia, non dagli Stati Uniti”.In una dichiarazione congiunta, i leader europei hanno ribadito il pieno sostegno al presidente Zelensky e al popolo ucraino, accogliendo con favore i progressi compiuti verso una possibile pace “giusta e duratura”. Stati Uniti ed Europa si sono impegnati a fornire robuste garanzie di sicurezza e sostegno alla ricostruzione economica di Kiev, confermando che i confini internazionali non possono essere cambiati con la forza. Le decisioni sul futuro e sui territori dell’Ucraina, hanno sottolineato, spettano esclusivamente al popolo ucraino, una volta assicurate garanzie di sicurezza credibili. I leader hanno inoltre invitato la Russia a dimostrare una reale volontà di pace accettando il piano promosso da Washington e concordando un cessate il fuoco.Dal lato americano il tono è nettamente positivo. Alti funzionari Usa hanno riferito che tra Russia e Ucraina sarebbe stato risolto circa il 90% delle questioni e che a Kiev verranno offerte garanzie di sicurezza “robuste”. Il presidente Donald Trump, hanno aggiunto, è “molto soddisfatto” dei progressi e ha deciso anche di intervenire telefonicamente alla cena dei leader europei per un aggiornamento sul negoziato.Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha indicato cinque obiettivi chiave: un cessate il fuoco affidabile, solide garanzie di sicurezza giuridiche e materiali da parte di Usa ed europei, un lavoro comune durante la tregua, il rafforzamento dell’unità di Nato e Ue e una chiara prospettiva europea per l’Ucraina, insieme alla sua ricostruzione. “Solo il popolo ucraino può decidere sulle questioni territoriali”, ha ribadito, ricordando poi l’importanza di una decisione Ue sull’utilizzo dei beni russi congelati su una base giuridica stabile e duratura.Al vertice di Berlino ha partecipato anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che al suo arrivo alla Cancelleria federale ha dichiarato di “aspettarsi passi in avanti”. Un sentimento condiviso tra i partecipanti, mentre Berlino prova a trasformare il clima positivo dei colloqui in un percorso concreto verso la fine della guerra.
Gli europei si sono impegnati a fornire all’Ucraina una “forza multinazionale per l’Ucraina” a guida europea, con il supporto degli Stati Uniti. “Questa forza contribuirà alla rigenerazione delle forze armate ucraine, alla sicurezza dello spazio aereo ucraino e alla salvaguardia dei suoi mari, anche attraverso operazioni all’interno dell’Ucraina”, si legge in una dichiarazione congiunta pubblicata da Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Polonia, Finlandia, Norvegia, Svezia, Paesi Bassi e dai vertici delle istituzioni dell’UE. La dichiarazione sottolinea l’ampio consenso tra europei, Ucraina e Stati Uniti. Elenca quindi le posizioni su cui esiste già un accordo, ad esempio quella che l’esercito ucraino dovrebbe avere una forza massima di 800.000 uomini in futuro. Inoltre, sarà istituito un “meccanismo di monitoraggio e verifica del cessate il fuoco a guida statunitense” con la partecipazione internazionale. Questo meccanismo ha lo scopo di fornire allerte tempestive su potenziali attacchi russi e di individuare eventuali violazioni del cessate il fuoco. Mosca considera la presenza di truppe straniere in Ucraina una minaccia.
I leader europei riuniti a Berlino hanno accolto con favore i progressi significativi compiuti nei recenti sforzi diplomatici per porre fine alla guerra in Ucraina, ribadendo il pieno sostegno al presidente Volodymyr Zelensky e al popolo ucraino. In una dichiarazione congiunta, i capi di Stato e di governo hanno sottolineato che qualsiasi decisione sul futuro del Paese, comprese quelle territoriali, spetta esclusivamente all’Ucraina.Nel documento, firmato dal cancelliere tedesco Friedrich Merz insieme ai leader di Francia, Italia, Polonia, Danimarca, Finlandia, Svezia, Paesi Bassi, Norvegia, Regno Unito e ai presidenti del Consiglio europeo e della Commissione Ue, viene evidenziata la “forte convergenza” tra Stati Uniti, Ucraina ed Europa nel percorso verso “una pace giusta e duratura”. I leader hanno ribadito che la sicurezza, la sovranità e la prosperità dell’Ucraina sono elementi centrali per la sicurezza euro-atlantica nel suo complesso. L’obiettivo condiviso è garantire a Kiev un futuro indipendente, sicuro e libero dal rischio di nuove aggressioni russe.
Stati Uniti ed europei si sono impegnati a lavorare insieme per offrire all’Ucraina robuste garanzie di sicurezza e un sostegno concreto alla ripresa economica nel quadro di un accordo di pace. Tra gli impegni indicati figurano il rafforzamento duraturo delle forze armate ucraine, una missione multinazionale a guida europea con il supporto degli Usa, un meccanismo internazionale di monitoraggio del cessate il fuoco guidato da Washington e impegni giuridicamente vincolanti per intervenire in caso di future aggressioni.La dichiarazione prevede inoltre investimenti significativi per la ricostruzione dell’Ucraina, accordi commerciali vantaggiosi e il principio secondo cui la Russia dovrà compensare i danni causati dalla guerra, anche attraverso l’utilizzo dei beni sovrani russi immobilizzati nell’Unione europea. Forte anche il sostegno al percorso di adesione dell’Ucraina all’Ue.I leader hanno riaffermato che i confini internazionali non possono essere modificati con la forza e che eventuali decisioni sui territori potranno essere prese solo dal popolo ucraino, una volta garantita una sicurezza solida e credibile. “Nulla è concordato finché tutto non è concordato”, si legge nel testo.Infine, l’appello a Mosca: spetta ora alla Russia dimostrare la volontà di arrivare a una pace duratura accettando il piano promosso dal presidente statunitense Donald Trump e concordando un cessate il fuoco. In caso contrario, i leader hanno concordato di continuare ad aumentare la pressione su Mosca. La dichiarazione resta aperta all’adesione di altri Paesi.
In un quadro internazionale complesso e ricco di “incognite” l’Italia è “sempre più protagonista a livello globale” grazie alla sua azione basata su “pace, sviluppo e crescita” e con la persona “sempre al centro”. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, apre così la tradizionale Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori alla Farnesina alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il ministro degli Esteri tocca tutti i temi più sensibili, a partire dall’Unione Europea che è a un “punto di svolta” in quanto i conflitti “non sono più distanti” e toccano “la nostra sicurezza e le nostre economie”. Per questo motivo, in questo momento storico, il governo resta fermo sui due punti cardine della propria politica estera ovvero, oltre all’Europa, il “rapporto transatlantico”. “Gli Usa non possono fare a meno dell’Europea e l’Europa non può fare meno degli Usa”, dichiara il titolare della Farnesina spiegando che Roma “è in prima linea per alimentare le relazioni tra le due sponde dell’Atlantico”. Sempre in riferimento a Washington il ministro degli Esteri, ribadendo il fermo sostegno dell’Italia a Kiev, spiega che l’iniziativa di pace americana “è un’opportunità che non dobbiamo farci sfuggire” in quanto occorre “riportare la pace in Europa”. “Dobbiamo farlo naturalmente a determinate condizioni perché l’Ucraina merita una pace giusta e duratura”, aggiunge precisando che la sicurezza dell’Europa “deve uscire rafforzata da questo processo”. Anche sul Medioriente la posizione dell’Italia è di sostegno agli sforzi di pace americani. “Lavoriamo senza sosta per consolidare il cessate il fuoco e arrivare a una pace vera”, dice Tajani confermando che l’Italia ha dato la sua disponibilità alla Casa Bianca per “svolgere un ruolo di primo piano per la ricostruzione” e fare la propria parte “sul versante della sicurezza”. L’obiettivo finale resta quello della soluzione ‘a due Stati’. Nel frattempo Roma prosegue le sue attività in campo umanitario. “Con ‘Food for Gaza’ abbiamo portato nella Striscia oltre 2.400 tonnellate di aiuti. In questi mesi abbiamo portato in Italia 232 bambini di Gaza malati, per curarli nei nostri ospedali, e 149 studenti palestinesi, per farli studiare da noi”, dichiara Tajani. “In totale abbiamo portato in Italia oltre 1400 persone – rimarca – siamo il Paese occidentale che ha fatto di più”.Il ministro dedica poi l’ultimo passaggio del suo intervento al commercio estero e all’export. “Resta una componente essenziale della crescita dell’economia italiana”, dice mettendo in luce come l’Italia abbia superato il Giappone e sia ora al quarto posto al mondo nella graduatoria fra i Paesi esportatori. “Nonostante le tendenze protezionistiche e le sfide alle catene di approvvigionamento, l’export italiano continua a crescere”, conclude il ministro ricordando “l’ambizioso obiettivo” di raggiungere quota 700 miliardi di export entro la fine della legislatura.
“Adesso è il momento di chiarire la questione delle garanzie territoriali e di definire un meccanismo efficace. Ieri e oggi a Berlino si sono svolti colloqui tra ucraini, americani ed europei. Steven Wilkoff e altri interlocutori sono stati coinvolti negli incontri che si stanno tenendo proprio in queste ore”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a Berlino. “Accoglierò oggi alla Cancelleria federale alcuni capi di Stato e di governo europei per discutere di queste questioni. Questi negoziati, signore e signori, non devono trasformarsi in un gioco per prendere tempo. Allo stesso tempo, la Russia continua senza cambiamenti la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina. Ma non ci lasciamo intimidire da questo”, ha detto ancora Merz.
“Negli ultimi giorni abbiamo vissuto la più grande iniziativa diplomatica dall’inizio della guerra, il 24 febbraio 2022. Ora abbiamo la possibilità di avviare un vero processo di pace per l’Ucraina. Questa possibilità è fragile”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a Berlino.
L’Ucraina ha colpito un sottomarino russo ormeggiato nel porto di Novorossiysk sul Mar Nero. Lo hanno annunciato i servizi di sicurezza ucraini (Sbu), citati da Ukrinform, secondo cui nel porto di Novorossijsk, in Russia, i droni Sub Sea Baby hanno colpito per la prima volta nella storia un sottomarino russo di classe Varshavyanka. A seguito dell’esplosione, hanno spiegato, il sottomarino ha subito danni critici ed è di fatto fuori servizio. “A bordo del sottomarino erano presenti quattro lanciatori di missili da crociera Kalibr, utilizzati dal nemico per colpire il territorio ucraino”, ha affermato l’Sbu.
“Ieri e oggi abbiamo presentato importanti proposte per concordare una posizione negoziale comune. In incontri molto riservati ci siamo spiegati a fondo le rispettive posizioni. Spero che già questa sera riusciremo a compiere ulteriori progressi. Parallelamente, stiamo portando avanti con decisione il lavoro sui valori russi congelati in Europa, che rappresentano una componente molto importante di sicurezza aggiuntiva. Un primo passo in questa direzione è stato compiuto. Questi fondi devono essere utilizzati in modo duraturo su una base giuridica solida”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a Berlino. “Il bilancio federale prevede un ampio sostegno alle forze armate ucraine e oggi si svolto anche un Forum economico tedesco-ucraino. In occasione di questo forum abbiamo presentato un piano in dieci punti per la cooperazione tra l’industria della difesa tedesca e quella ucraina. Oggi discuteremo anche di come trovare un buon equilibrio tra gli aiuti europei e il contributo degli altri partner. In questo spirito, il 24 febbraio 2022 segna un punto di partenza: insieme ai nostri partner europei e agli Stati Uniti, ritengo che su questa strada abbiamo compiuto un grande passo avanti e continueremo a farlo anche oggi”, ha concluso Merz.
“Mi aspetto passi in avanti”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, al suo arrivo alla Cancelleria federale a Berlino per il vertice sull’Ucraina con gli altri leader europei, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, i vertici Ue e Nato e i negoziatori Usa.
La delegazione degli Stati Uniti non chiede nulla all’Ucraina in merito a concessioni territoriali, si limita a trasmettere la posizione della Russia. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante la conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, come riporta Ukrinform. “Vorrei che trattassimo la delegazione del presidente Trump con rispetto. E non credo che gli Stati Uniti abbiano chiesto nulla. Ci considerano partner strategici. Pertanto, la formulerei in questo modo: la questione dei territori, in relazione alla visione russa o alle richieste russe, l’abbiamo sentita dagli Stati Uniti. La percepiamo come una richiesta della Russia”, ha spiegato.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è arrivata nella sede della Cancelleria a Berlino, accolta dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz. Von der Leyen prenderà parte al vertice sull’Ucraina con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, altri capi di Stato e di governo europei e con i vertici della Nato.
“Le trattative a Berlino sono serie. Ma una guerra come questa non può finire premendo un pulsante, ci vuole un processo. Siamo grati che gli Usa abbiano preso l’iniziativa”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, nel corso di un punto stampa congiunto con il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, alla Farnesina. “Le trattative a Berlino servono a formulare gli interessi dell’Ucraina e a sostenerla – ha aggiunto – Putin ha aggredito due volte l’Ucraina, nessuno vuole una terza. Attualmente non abbiamo un segnale serio di pace da Mosca”. Quanto alle minacce di Mosca in merito al possibile utilizzo degli asset russi congelati “non mi sorprendono”, ha detto Wadephul. “Abbiamo trovato un punto dove la Russia sente che l’Europa può avere un ruolo”. Il ministro degli Esteri tedesco ha aggiunto che occorre “chiarezza” sul piano giuridico in quanto è un “terreno nuovo”, ma “siamo anche in una situazione di guerra nuova e per noi è molto importante avere una concertazione e sentire l’opinione di tutti gli Stati membri, soprattutto i nostri amici italiani”.
Ucraina e Stati Uniti non hanno ancora raggiunto un accordo sulla questione dei territori. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Berlino con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Lo riporta Rbc Ukraine. “C’è stato abbastanza dialogo sui territori. Mi sembra che finora abbiamo posizioni diverse, a dire il vero. Ma credo che sia stata ascoltata la mia posizione personale. Sono molto contento di aver potuto esprimere personalmente questa posizione”, ha affermato.
I funzionari Usa impegnati nella trattativa per mettere fine alla guerra in Ucraina si incontreranno questo weekend, “probabilmente a Miami”, in “gruppi di lavoro” per discutere di questioni militari e territoriali. Lo hanno riferito due alti funzionari dell’Amministrazione in una call alla quale ha partecipato anche LaPresse. I funzionari hanno sottolineato che il “90%” delle questioni tra Ucraina e Russia sono risolte, ma ci sono “altre cose da risolvere” e “siamo pronti ad andare in Russia o Ucraina se necessario”
“Il cessate il fuoco dovrà essere garantito da sostanziali garanzie di sicurezza giuridiche e materiali da parte degli europei. Si tratta di un accordo davvero ampio e sostanziale, che finora non avevamo mai avuto, elaborato congiuntamente dagli europei e dagli americani”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a Berlino. “Garanzie di sicurezza di questo tipo rappresentano, dal mio punto di vista, un progresso davvero significativo. La parte americana ha dimostrato, come ho già detto, anche la volontà politica e la capacità di rendere possibile tutto questo. Voglio sottolinearlo chiaramente: non ripeteremo gli errori degli accordi di Minsk. Proprio su questo punto deve esserci ora una solida garanzia del cessate il fuoco attraverso adeguate garanzie di sicurezza per l’Ucraina”, ha detto ancora Merz.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è giunta all’aeroporto di Berlino-Brandeburgo, accolta dall’ambasciatore d’Italia a Berlino Fabrizio Bucci, per partecipare al Vertice dei leader sull’Ucraina. La premier si trasferirà adesso alla Cancelleria Federale dove verrà accolta dal Cancelliere della Repubblica Federale di Germania, Friedrich Merz. Dopo l’accoglienza, è prevista la foto di famiglia e a seguire la cena di lavoro dei leader.
Nei colloqui di Berlino si è discusso della centrale nucleare di Zaporizhzhia, sulla quale c’è “ancora una piccola divergenza tra russi e ucraini su come dovrebbe essere gestita”. Lo hanno riferito due alti funzionari Usa in una call alla quale ha partecipato anche LaPresse. “Ma in fin dei conti, entrambi desiderano che venga riparata e che funzioni correttamente, fornendo energia. Sembra che si stia arrivando a un accordo per una divisione equa, al 50%, dell’energia prodotta, il che sarebbe un buon risultato”, hanno aggiunto.
“Il presidente Trump è molto concentrato sul raggiungimento di una soluzione a questo conflitto che impedisca definitivamente ai russi di avanzare verso ovest”. Lo hanno affermato due alti funzionari Usa in una call alla quale ha partecipato anche LaPresse, nella quale è stato fatto il punto sui colloqui avvenuti a Berlino. “Sotto la presidenza Bush, la Russia si è espansa verso ovest; lo stesso è accaduto sotto la presidenza Obama e sotto la presidenza Biden. Il presidente Trump desidera ardentemente un accordo che ponga fine a questa espansione una volta per tutte. Ed è proprio questo l’obiettivo che stiamo cercando di raggiungere”, hanno detto i funzionari americani.
Tra Russia e Ucraina è stato risolto il “90%” delle questioni. Lo hanno riferito due alti funzionari Usa in una call alla quale ha partecipato anche LaPresse, nella quale è stato fatto il punto sui colloqui avvenuti a Berlino.
“Perseguiamo cinque obiettivi chiari. Primo: dopo quasi quattro anni di guerra vogliamo un cessate il fuoco che sia affidabile. Secondo: questo cessate il fuoco deve essere garantito da solide garanzie di sicurezza, giuridiche e materiali, da parte degli Stati Uniti e degli europei. Ciò che gli Stati Uniti hanno messo sul tavolo a Berlino in termini di garanzie legali e materiali è davvero notevole ed è un progresso molto importante”. Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in conferenza con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a Berlino. “Terzo: durante il cessate il fuoco elaboreremo insieme – europei liberi e americani – le basi comuni. Questo è avvenuto ieri ed è un successo condiviso. Quarto: il cessate il fuoco non deve compromettere la forza e l’unità della NATO e dell’Unione europea, ma deve anzi rafforzare ulteriormente la coesione in Europa. Infine, quinto: il cessate il fuoco deve rendere possibile e promuovere la prospettiva europea dell’Ucraina e la sua ricostruzione, con il contributo sia degli europei sia degli americani”, ha detto ancora Merz, aggiungendo che “resta una questione chiave: quali concessioni territoriali possono esserci? La risposta può venire solo dal popolo ucraino e dal presidente ucraino, che difende il proprio territorio. È il popolo ucraino che da quattro anni difende la sua terra con grandi sacrifici. Su questo siamo tutti d’accordo: solo l’Ucraina può decidere su questioni territoriali”.
All’Ucraina verranno offerte “robuste” garanzie di sicurezza, in linea con “l’Articolo 5” del Trattato della Nato. Lo hanno riferito due alti funzionari Usa in una call alla quale ha partecipato anche LaPresse, nella quale è stato fatto il punto sui colloqui avvenuti a Berlino. I funzionari Usa si sono detti convinti che “i russi accetteranno le garanzie di sicurezza per Kiev nell’accordo finale”. I funzionari Usa hanno riferito inoltre che “gli europei hanno espresso grande apprezzamento per la disponibilità del presidente Trump ad affrontare la questione e a offrire tali garanzie”. E tuttavia, hanno aggiunto, “queste garanzie non rimarranno valide per sempre. Sono disponibili in questo momento, a condizione che si raggiunga un accordo”.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha rivolto un appello agli Stati membri dell’UE affinché decidano in merito all’utilizzo dei beni russi congelati in occasione del prossimo vertice. “Questo invia un chiaro segnale a Mosca: continuare questa guerra è inutile per Mosca”, ha dichiarato Merz al Forum economico tedesco-ucraino di Berlino lunedì. Ha affermato di aver “lavorato in diverse sedi” per garantire che il vertice UE raggiungesse un accordo su questo punto giovedì o, se necessario, venerdì. Considera questa “questione chiave” per quanto riguarda la capacità di azione dell’Unione Europea. “Se non lo faremo, la capacità di agire dell’Unione Europea sarà gravemente compromessa per anni, se non di più”, ha sottolineato il Cancelliere. “E dimostreremo al mondo che, in un momento così cruciale della nostra storia, non siamo in grado di restare uniti e agire per difendere il nostro ordine politico in questo continente europeo”.
Il presidente Donald Trump è “molto soddisfatto” dei progressi fatti nei colloqui di Berlino. Lo hanno riferito due alti funzionari americani in una call con un gruppo ristretto di giornalisti alla quale ha partecipato anche LaPresse. Il presidente Usa, hanno anticipato i funzionari, interverrà stasera telefonicamente alla cena dei leader europei con Volodymyr Zelensky, nella quale verranno ulteriormente discussi alcuni dettagli della trattativa.
L’incontro a Berlino tra gli inviati dell’Amministrazione Trump, gli alleati europei e la delegazione ucraina “realmente positivo sotto ogni aspetto” e si è raggiunto un “consenso” su una serie di “questioni critiche”. Lo hanno riferito due alti funzionari americani in una call con un gruppo ristretto di giornalisti alla quale ha partecipato anche LaPresse.
La Germania vuole collaborare più strettamente con l’industria bellica ucraina e ha presentato a tal fine un nuovo piano in dieci punti. Come riporta Bild, il governo tedesco promette garanzie di investimento alle aziende tedesche che desiderano operare nel settore bellico ucraino. La Germania sostiene una maggiore integrazione dell’industria ucraina nel mercato comune della difesa dell’Ue. Ciò comporterebbe l’utilizzo di strumenti di finanziamento europei per l’approvvigionamento congiunto di armi, “ove possibile”, come viene affermato. Nello specifico: il governo tedesco intende acquistare armamenti per l’Ucraina con partner europei, includendo esplicitamente armi e sistemi prodotti in Ucraina stessa. Il governo cita direttamente un esempio: i droni di fabbricazione ucraina potrebbero essere di interesse per il sistema di difesa aerea europeo in fase di progettazione.
La Russia ha manifestato la sua disponibilità all’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea nell’ambito di un potenziale accordo di pace per porre fine alla guerra. Lo hanno riferito due alti funzionari statunitensi dopo l’incontro a Berlino tra gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e con funzionari britannici, francesi e tedeschi. Per i funzionari, questa offerta rappresenterebbe un’importante concessione da parte di Mosca.
“Preservare la dignità degli ucraini è importante qui”. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, durante la conferenza stampa al forum economico tedesco-ucraino a Berlino, parlando dei colloqui con la delegazione Usa e del vertice con i leade europei e i vertici di Ue e Nato. Riguardo ai progressi degli sforzi di pace, Zelensky ha affermato che l’obiettivo è raggiungere una pace giusta. Il leader ucraino ha poi aggiunto che “non dobbiamo dimenticare da dove è nata questa guerra. Chi ha portato questa guerra in Europa”.
Il presidente francese Emmanuel Macron è atteso a Berlino per partecipare ai colloqui di pace sull’Ucraina. Lo ha confermato l’Eliseo, come riportano i media francesi.
I colloqui con i negoziatori Usa “non sono stati facili, ma sono stati produttivi”. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, durante la conferenza stampa al forum economico tedesco-ucraino a Berlino. “Era importante avere abbastanza tempo per questi colloqui”, ha spiegato Zelensky, che ha sottolineato l’importanza del sostegno che l’Ucraina riceve dall’estero, sia pubblico che privato. La Germania, ha affermato, è un partner affidabile. “Questo ci aiuta a rimanere sulla giusta strada”.
Un blackout informatico ha colpito il Bundestag nei momenti in cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky era in visita nella sede del parlamento tedesco. Lo riporta la Bild, secondo cui si sono verificati forti disagi negli accessi a internet nell’invio delle mail. Diversi gruppi parlamentari, secondo fonti dell’amministrazione parlamentare, sono stati colpiti.
“La flotta ombra russa rimane la sua ancora di salvezza finanziaria, e la stiamo riducendo, quindi oggi abbiamo sanzionato diversi individui legati a Rosneft e Lukoil, così come compagnie di navigazione, aggiungendo anche 40 navi alla lista delle sanzioni”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Consiglio Esteri.
“Dobbiamo fare di più per rafforzare la difesa dell’Ucraina e il suo ruolo nei negoziati, mentre la Russia continua a rifiutare la pace. I ministri sono stati chiari sul fatto che qualsiasi PC deve includere solide garanzie di sicurezza, poiché l’Ucraina è stata costretta a rinunciare alla NATO, questa sarà l’unica salvaguardia in grado di impedire alla Russia di invadere. Ma farà la sua parte, anche con l’addestramento e il supporto all’industria della difesa”, sottolinea.
“Giovedì, il Consiglio europeo dovrà decidere i finanziamenti all’Ucraina per il periodo 2026-2027. Voglio dire molto semplicemente che sostenere l’Ucraina costa denaro, questo è molto chiaro, ma lasciare cadere l’Ucraina ci costerebbe molto di più”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in conferenza stampa dopo il Consiglio Esteri.
Secondo il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, non è ancora certo se i due negoziatori statunitensi, Steve Witkoff e Jared Kushner, parteciperanno all’incontro dei capi di Stato e di governo europei sull’Ucraina di questa sera. Tuttavia, sono stati invitati, ha assicurato Kornelius. Secondo il portavoce, l’incontro si concentrerà principalmente sulla “questione del territorio e della sicurezza”.
“Negli ultimi due giorni, i negoziati tra Ucraina e Stati Uniti sono stati costruttivi e produttivi, con reali progressi. Speriamo di raggiungere un accordo che ci avvicini alla pace entro la fine della giornata”. Lo scrive su X il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov. “C’è molta confusione e speculazioni anonime nei media in questo momento. Per favore, non cadete in voci e provocazioni”, spiega. “Il team americano, guidato da Steve Witkoff e Jared Kushner, sta lavorando in modo estremamente costruttivo per aiutare l’Ucraina a trovare una via per un accordo di pace duraturo. Il team ucraino è immensamente grato al presidente Trump e alla sua squadra per tutti gli sforzi che stanno mettendo in atto”, aggiunge.
Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, prevede per la Germania e l’Europa una “settimana storica”. Secondo i partecipanti, Merz ha espresso fiducia durante il presidium della Cdu nel fatto che il vertice in Ucraina possa essere un successo. Inoltre, l’Ue deve finalizzare l’accordo di libero scambio con il Sud America (Mercosur) questa settimana. Questa è l’ultima possibilità per l’Ue, secondo Merz.
“È fondamentale salvaguardare la sovranità, l’integrità territoriale e gli interessi nazionali dell’Ucraina. Apprezzo il sostegno di principio della Germania a questa posizione”. Lo scrive su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, oggi a Berlino, dopo il suo incontro con il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier. “Durante il mio incontro con il presidente federale tedesco Frank-Walter Steinmeier, ho espresso la mia gratitudine per la leadership della Germania nel sostenere il nostro popolo. Ho informato il presidente sul nostro lavoro con gli Stati Uniti volto a raggiungere una pace dignitosa, garanzie di sicurezza affidabili e la ripresa economica”, ha scritto Zelensky. “Grazie per la conversazione”, ha concluso.
“La questione della sicurezza, in particolare, determinerà in ultima analisi se questa guerra si fermerà effettivamente o se divamperà di nuovo”. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del cancelliere tedesco Friedrich Merz, Stefan Kornelius. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha sottolineato che qualsiasi garanzia di sicurezza occidentale dovrebbe essere legalmente vincolante e sostenuta dal Congresso degli Stati Uniti.
I colloqui tra le delegazioni di Ucraina e Stati Uniti a Berlino si sono appena conclusi. Lo riferisce l’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, citato dai media internazionali.
Il Consiglio Ue ha deciso oggi di adottare misure restrittive nei confronti di altri dodici individui e due entità, alla luce delle continue attività ibride della Russia, tra cui la manipolazione e l’interferenza di informazioni straniere (Fimi) e le attività informatiche dolose contro l’Ue, i suoi Stati membri e partner. Lo riporta una nota precisando che si tratta di analisti di politica estera di spicco inseriti in istituzioni, think tank e università strettamente collegati o affiliati all’apparato politico e di comunicazione del Cremlino, nonché influencer che promuovono propaganda filo-russa e teorie del complotto sull’invasione russa dell’Ucraina, nonché narrazioni anti-ucraine e anti-Nato. Alcuni di questi sono ex ufficiali militari o di polizia dell’Europa occidentale. Il Consiglio sta inoltre sanzionando il ‘Movimento Russofilo Internazionale’ per aver amplificato a livello globale narrazioni destabilizzanti per conto del governo russo, e il 142° Battaglione Separato di Guerra Elettronica. Quest’ultimo ha sede a Kaliningrad ed è responsabile dell’utilizzo della tecnologia per disorganizzare qualsiasi sistema di comunicazione a onde corte, conducendo esercitazioni di guerra elettronica, in relazione ai recenti casi di interruzione del segnale GPS verificatisi in diversi Stati membri dell’Ue. Infine, sono inclusi membri dell’unità 29155 dell’Agenzia di intelligence militare russa GRU, nonché del gruppo di minacce informatiche Cadet Blizzard. Hanno preso parte ad attacchi informatici contro organizzazioni governative in Ucraina e hanno preso di mira Stati membri dell’Ue e alleati della Nato per ottenere informazioni sensibili e destabilizzare la loro situazione politica.
Con la decisione odierna, le misure restrittive in considerazione delle attività destabilizzanti della Russia si applicano ora a un totale di 59 persone e 17 entità. Le persone elencate sono soggette a congelamento dei beni e ai cittadini e alle aziende dell’Ue è vietato mettere a loro disposizione fondi, attività finanziarie o risorse economiche. Le persone fisiche sono inoltre soggette a un divieto di viaggio che impedisce loro di entrare o transitare nei territori dell’Ue.
Un gruppo di militari russi a Kupiansk, composto da circa 100-200 soldati, è circondato. Lo riferisce il capo del Dipartimento delle comunicazioni del gruppo delle Forze congiunte di Kiev Viktor Trehubov, citato da Ukrainska Pravda. “Secondo le stime preliminari della nostra intelligence, alla fine della settimana scorsa c’erano 40 segnali radio attivi a Kupiansk. Di solito una radio è utilizzata da 3-4 persone. Di conseguenza, stimiamo che il numero di soldati sia compreso tra 100 e 200, ma probabilmente più vicino ai 100”, ha dichiarato. Trehubov ha spiegato che i vertici militari russi non sono in grado di aiutare i soldati circondati, poiché tutte le comunicazioni con loro sono state interrotte, ad eccezione del “ponte aereo”.
Il corteo del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, scortato da innumerevoli auto della polizia e un’ambulanza, è arrivato a Palazzo Bellevue, sede della presidenza tedesca. Ad attendere Zelensky, il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, che ha accolto il leader ucraino con un’espressione seria e una pacca sulla spalla e lo ha salutato con un “Ciao, amico mio”. Zelensky ha quindi firmato il libro degli ospiti davanti ai media.
Il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, si recherà più tardi a Berlino, in Germania, per partecipare a un incontro dei leader sull’Ucraina, ospitato dal Cancelliere federale Friedrich Merz. Lo riferisce l’Alleanza atlantica.
La Germania afferma che gli Stati Uniti sono invitati ai colloqui di questa sera tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader europei e i vertici di Ue e Nato. Lo ha riferito un portavoce del governo tedesco, come riporta il Guardian, spiegando che i rappresentanti degli Stati Uniti sono stati invitati ai colloqui in programma questa sera a Berlino.
La determinazione del presidente russo Vladimir Putin di esportare il caos in tutto il mondo sta riscrivendo le regole del conflitto e creando nuove sfide per la sicurezza. E’ quanto sostiene il nuovo capo dell’MI6, Blaise Metreweli, nel primo discorso pubblico da quando ha assunto l’incarico. Per Metreweli, la Gran Bretagna si trova di fronte a minacce sempre più imprevedibili e interconnesse, con particolare attenzione alla Russia “aggressiva ed espansionista”. “L’esportazione del caos è una caratteristica, non un difetto, nell’approccio russo all’impegno internazionale, e dobbiamo essere pronti a continuare a fronteggiarla finché Putin non sarà costretto a cambiare il suo calcolo”, le sue parole, riportate negli estratti del discorso diffusi dal ministero degli Esteri britannico. Metreweli è la prima donna a ricoprire questo ruolo dal 1909, anno di fondazione dell’MI6.
I negoziatori statunitensi, nell’ambito dei negoziati sull’Ucraina, continuano a chiedere a Kiev di accettare concessioni per abbandonare la regione del Donbass. Lo ha riferito un alto funzionario informato sui colloqui di Berlino volti a porre fine alla guerra di aggressione russa in Ucraina, come riporta l’emittente tedesca Ard. Sempre secondo le informazioni, Kiev, tuttavia, non intende accettare. L’importante regione dell’Ucraina orientale è occupata solo parzialmente dalla Russia.
“Quello che posso fare è riaffermare la nostra posizione e ricordare quanto abbiamo fatto il 3 dicembre: abbiamo proposto due soluzioni fondamentali per fornire i finanziamenti necessari all’Ucraina nei prossimi due anni. Una di queste soluzioni potrebbe essere basata su un prestito congiunto a fronte di un margine di bilancio. L’altra soluzione si baserebbe sugli asset sovrani russi immobilizzati nella giurisdizione dell’Ue. E per sostenere questo, abbiamo già presentato sei atti giuridici per accelerare le procedure. È su questa base che stiamo proseguendo gli scambi e le discussioni in vista del prossimo Consiglio europeo di giovedì”. Lo afferma un portavoce della Commissione europea nel briefing quotidiano con la stampa.
“Ciò che è interessante – e non solo interessante, ma importante – è che i rappresentanti responsabili dei colloqui di pace per conto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sia per il Medio Oriente sia per l’Ucraina, Jared Kushner e Steve Witkoff, si uniranno a noi. Parleranno con i ministri degli Esteri dell’Unione europea. Questo è importante perché dimostra che gli americani – che non sempre cercano il dialogo con gli europei, soprattutto in formati Ue come l’odierno Consiglio Esteri con tutti i ministri degli Esteri dell’Ue – si stanno impegnando”. Lo afferma il viceministro polacco degli Esteri Marcin Bosacki arrivando al Consiglio Esteri Ue.
“Gli americani sono presenti personalmente a Berlino, il che è estremamente importante. Anche il premier Donald Tusk sarà presente. Questo è importante perché dimostra che l’Europa fa parte di questi colloqui e che l’Europa è trattata seriamente e come un soggetto a sé stante, non solo dall’Ucraina, ma anche dai nostri alleati americani”, aggiunge.
La Russia si aspetta di essere aggiornata sui colloqui di Berlino dagli Usa una volta che saranno terminati. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Alla domanda se i negoziati potessero concludersi entro Natale, il portavoce presidenziale ha descritto il tentativo di prevedere un potenziale calendario per un accordo di pace come un “compito ingrato”. “Posso parlare solo a nome della parte russa, del presidente Putin”, ha detto Peskov, “è aperto alla pace, a una pace seria e a decisioni serie. Non è assolutamente aperto a nessun trucco volto a guadagnare tempo”.
“Qui posso parlare solo a nome della parte russa, del presidente Putin: è aperto alla pace, a una pace seria, a decisioni serie”, ma “non è assolutamente aperto a nessun trucco volto a guadagnare tempo e a creare tregue artificiali”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, riferendosi a tregue temporanee. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass.
“Permane l’aggressione russa ai danni dell’Ucraina, con vittime e immani distruzioni, e con l’aberrante intendimento, malgrado gli sforzi negoziali in atto, di infrangere il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa. Azione ritenuta irresponsabile e inammissibile già oltre cinquanta anni addietro nella Conferenza di Helsinki sulla Cooperazione e Sicurezza nel continente”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo alla XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia.
Un documento giuridicamente vincolante sulla non adesione dell’Ucraina alla Nato è la pietra angolare dei negoziati per la risoluzione della questione ucraina. È quanto ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa russa Tass. “Naturalmente questa questione è fondamentale e merita un’attenzione particolare rispetto alle altre. È proprio questo il senso del processo negoziale e vorrei sottolineare ancora una volta che non intendiamo condurlo in modo plateale”, ha affermato Peskov, rispondendo alla domanda su chi la Russia si aspetti che fornisca garanzie giuridicamente vincolanti riguardo alla non adesione dell’Ucraina alla Nato.
“La definizione del ruolo e del contributo dell’Europa per la gestione della crisi Ucraina è un banco di prova cruciale. Le prossime settimane possono essere decisive e, ancora una volta, sarà essenziale restare uniti. L’iniziativa di pace americana è un’opportunità che non dobbiamo farci sfuggire. Dobbiamo riportare la pace in Europa”. Loi ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aprendo la Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori alla Farnesina.
“Dobbiamo farlo naturalmente a determinate condizioni – ha aggiunto – l’Ucraina merita una pace giusta e duratura. La sicurezza dell’Europa deve uscire rafforzata da questo processo. Le garanzie di sicurezza sono fondamentali e siamo fieri che si stia lavorando attorno a un’idea lanciata proprio dall’Italia”.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parteciperà alle 18.45, a Berlino, al vertice sull’Ucraina. È quanto si legge nell’agenda della premier pubblicata sul sito di palazzo Chigi.
Una persona informata sui colloqui di domenica sull’Ucraina a Berlino fra gli inviati di Donald Trump e quelli di Kiev li ha descritti definendoli difficili, affermando che gli Usa sembravano non disposti a scendere a compromessi sulla loro bozza di proposta di pace. Lo riporta il Wall Street Journal (Wsj), secondo cui “i colloqui fra l’Ucraina e i suoi partner occidentali sono diventati un tiro ala fune, anche senza la Russia al tavolo delle trattative”. Washington sta spingendo per decisioni rapide, mentre Volodymyr Zelensky e i suoi sostenitori europei sostengono che restano differenze significative che vanno risolte. I colloqui a Berlino proseguiranno oggi.
Nella causa presentata presentata presso il tribunale arbitrale di Mosca dalla Banca di Russia contro Euroclear viene richiesto un risarcimento per circa 18,1 trilioni di rubli, pari a circa 195 miliardi di euro. Lo riferisce l’agenzia di stampa russa Tass.
“Il 12 dicembre 2025 il tribunale arbitrale di Mosca ha ricevuto una richiesta di risarcimento dalla Banca centrale della Federazione Russa contro Euroclear Bank SA/NV. L’importo della richiesta è pari a 18.172.971.903.836 rubli”, ha dichiarato il servizio stampa del tribunale alla Tass. La Banca centrale russa ha avviato l’azione legale in relazione ai beni russi congelati. L’annuncio della causa era stato fatto il 12 dicembre, ma non era stato precisato l’importo del risarcimento richiesto.
Dopo i colloqui di domenica a Berlino tra gli inviati statunitensi e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, funzionari ucraini e capi di Stato e di governo europei, tra cui la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, oltre ai leader di Ue e Nato, sono pronti a proseguire una serie di incontri nel tentativo di garantire un percorso di pace e sicurezza per l’Ucraina e l’Europa. Domenica Zelensky ha incontrato l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff, e il genero di Trump, Jared Kushner, presso la cancelleria federale tedesca.
La ricerca di possibili compromessi ha incontrato ostacoli importanti, tra cui il controllo della regione orientale Ucraina di Donetsk, che è per lo più occupata dalle forze russe. Zelensky domenica si è detto pronto a rinunciare alla richiesta del suo Paese di aderire alla Nato se gli Stati Uniti e altre nazioni occidentali forniranno a Kiev garanzie di sicurezza simili a quelle offerte ai membri dell’Alleanza. Tuttavia, l’Ucraina ha continuato a respingere la richiesta degli Stati Uniti di cedere territori alla Russia. Vladimir Putin vuole che l’Ucraina ritiri le sue forze dalla parte della regione di Donetsk ancora sotto il suo controllo tra le condizioni chiave per la pace.
Il presidente russo ha anche definito la richiesta dell’Ucraina di aderire alla Nato una grave minaccia per la sicurezza di Mosca e una ragione per lanciare l’invasione su vasta scala nel febbraio 2022. Il Cremlino ha chiesto all’Ucraina di rinunciare alla richiesta di adesione all’alleanza come parte di qualsiasi potenziale accordo di pace. Zelensky ha sottolineato che qualsiasi garanzia di sicurezza occidentale dovrà essere legalmente vincolante e sostenuta dal Congresso degli Stati Uniti.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha guidato gli sforzi europei a sostegno dell’Ucraina insieme al presidente francese Emmanuel Macron e al primo ministro britannico Keir Starmer, ha dichiarato sabato che “i decenni di ‘Pax Americana’ sono in gran parte finiti per noi in Europa e anche per noi in Germania”. Ha avvertito che l’obiettivo di Putin è “un cambiamento fondamentale dei confini in Europa, la restaurazione della vecchia Unione Sovietica all’interno dei suoi confini”. “Se l’Ucraina cade, non si fermerà”, ha avvertito Merz durante un congresso del partito a Monaco.
“Per l’Ucraina, l’opzione più credibile è il prestito di riparazione. Ed è su questo che stiamo lavorando. Non ci siamo ancora arrivati. E’ sempre più difficile, ma ci stiamo lavorando. Abbiamo ancora qualche giorno”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas al suo arrivo al Consiglio Affari esteri sottolineando che “le decisioni che dobbiamo prendere per sostenere l’Ucraina sono molto importanti” in vista del Consiglio europeo di giovedì.
Per quanto riguarda il prestito di riparazione basato sull’uso degli asset russi “è difficile” ma “dobbiamo anche essere molto lucidi. Le altre opzioni non funzionano. Ci abbiamo già provato: due anni fa, quando ho proposto gli Eurobond. Non ha funzionato perché c’è bisogno di tutti a bordo. Il prestito di riparazione si vota a maggioranza qualificata e si basa sui beni russi congelati. Ciò significa che non proviene dai soldi dei nostri contribuenti” e “invia anche un chiaro segnale cioè che se si arreca tutto questo danno a un altro Paese, bisogna pagare le riparazioni”.
Per Kallas “senza il Belgio sarebbe sempre più difficile, perché detiene la maggior parte degli asset e penso sia importante che sia a bordo”, sottolinea. Venerdì scorso, 4 Paesi, tra cui l’Italia, hanno avanzato in una lettera la proposta di considerare alternative al prestito basato sugli asset russi.
“Dobbiamo capire che il Donbass non è l’obiettivo finale di Putin. Se conquista il Donbass, la fortezza crolla e allora sicuramente passerà alla conquista dell’intera Ucraina. E sapete, se l’Ucraina cade, anche altre regioni sono in pericolo. Lo sappiamo dalla storia e dovremmo imparare dalla storia”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas al suo arrivo al Consiglio Affari esteri.
“Dobbiamo tenere a mente è che i paesi vogliono entrare nella Nato perché non vogliono che la Russia li invada, li attacchi. Ed è per questo che Svezia e Finlandia hanno aderito alla Nato. È per questo che gli Stati baltici hanno aderito alla Nato, per avere questo ombrello di difesa. Ora, se questo non è in discussione, allora dobbiamo vedere quali sono le garanzie di sicurezza tangibili. Non possono essere documenti o promesse. Devono essere truppe vere, capacità reali affinché l’Ucraina sia in grado di difendersi”, aggiunge.

