A Berlino “la cosa più importante è che ci saranno incontri con i rappresentanti del presidente Trump, ci saranno anche incontri con i nostri partner europei, con molti leader sul fondamento della pace: l’accordo politico per la fine della guerra. Ora l’opportunità è significativa.”. Lo scrive in un post su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “È importante per ogni nostra città, è importante per ogni nostra comunità Ucraina. Stiamo lavorando affinché la pace per l’Ucraina sia dignitosa”, aggiunge Zelensky, “affinché ci sia una garanzia, innanzitutto la garanzia che la Russia non torni in Ucraina con una terza invasione. Ringrazio tutti i partner che ci aiutano, che aiutano l’Ucraina, e in questi giorni a Berlino lavoreremo nel modo più attivo e costruttivo possibile con tutti coloro che possono davvero rendere normale l’accordo”.
“Il tema dell’Ucraina va affrontato in maniera abbastanza semplice, perché nella sua brutalità le condizioni sono evidenti a tutti. C’è un Paese invaso e un Paese invasore. C’è un regime, quello putiniano, erede dell’imperialismo sovietico, prima ancora dell’imperialismo zarista, che diceva che la Russia confina con chi vuole, e Putin praticamente ha adottato questa teoria. L’Ucraina sicuramente non è la migliore delle democrazie possibili, lo scandalo della corruzione lo dimostra, però è un Paese che lotta per la propria libertà e la propria indipendenza, e lo fa da quasi quattro anni”. Così Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il Parlamento, intervenendo al panel di Atreju dal titolo ‘L’impegno dell’Italia per una pace giusta e duratura’. “Ora, cosa si può fare? Si può chiedere una pace giusta, duratura, fatta insieme all’Ucraina, non contro l’Ucraina, non sulla testa dell’Ucraina – aggiunge -. Questo è relativamente facile dirlo, poi costruire un tavolo di trattativa su questo non è affatto semplice. Non possiamo imporre all’Ucraina di cedere tutto il Donbass, quindi noi siamo per una pace giusta che significhi una pace insieme all’Ucraina, non contro un popolo che ha lottato per quasi quattro anni, duratura significa che devono essere garantiti i criteri di sicurezza affinché non si ripeta tra sei mesi o tra un anno quello che è avvenuto quattro anni fa”. “Però voglio ricordare a tutti che noi dobbiamo anche considerare, oltre al pragmatismo che ci spinge a considerare come giustamente fa Trump che la pace si fa con il nemico, e non con l’amico, che stiamo chiedendo all’Ucraina, di cedere del territorio difeso con le unghie e con i denti eroicamente, a un regime e un popolo e una nazione che le ha invase. Mi rendo perfettamente conto che fare la pace per l’Ucraina in questo momento è altrettanto doloroso che continuare la guerra. Però una strada va percorsa”, conclude Ciriani.
L’Ucraina ha imposto sanzioni a quasi 700 petroliere della “flotta ombra” russa, che trasporta petrolio russo sanzionato, aggirando le restrizioni. Lo annuncia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post sui social. “Oggi sono entrate in vigore le sanzioni dell’Ucraina contro quasi 700 navi utilizzate dai russi per finanziare la guerra”, si legge nel post, “si tratta di una parte significativa della flotta russa che trasporta petrolio e altre risorse energetiche e genera fondi per prolungare la guerra. È il più grande pacchetto di sanzioni specificamente mirato alle petroliere e alle altre navi che servono l’aggressione. Il pacchetto include navi che battono bandiera non solo russa, ma anche di altri Stati, in particolare di oltre 50 giurisdizioni”. “E continueremo a lavorare per garantire che anche ciascuna di queste navi, ogni compagnia armatrice e l’intera infrastruttura delle esportazioni russe di petrolio e altre risorse energetiche vengano bloccate dai nostri partner”, aggiunge Zelensky, “sosteniamo l’idea di un divieto totale di fornitura di servizi marittimi alle navi coinvolte nell’esportazione delle risorse energetiche russe. La pressione sulla Russia e la diplomazia volta a porre fine alla guerra devono andare di pari passo per ottenere il risultato necessario. La Russia deve porre fine alla guerra che essa stessa ha iniziato e che continua a trascinare. Ringrazio tutti coloro che sostengono l’Ucraina!”.
“Il numero di telefono di Putin non l’ho mai avuto. Qualcun altro probabilmente sì. Qualche mio predecessore al Governo in Italia con Putin ha fatto accordi economici, lo ha premiato. Io l’ho visto due volte nella vita”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini risponde a chi ha insinuato che prenda ordini dal leader del Cremlino. “Dicono che Salvini prende ordini da Putin – aveva detto poco prima parlando dal palco della festa provinciale della Lega a Milano – ma la sera chiamo mia figlia, non il Cremlino. Non occorre essere filo putiniano per dire che se in 4 anni sanzioni e armi non hanno interrotto la guerra, forse devi cambiare qualcosa, sennò tra quattro anni siamo ancora qua”.
La Russia risponderà presto al blocco dei beni russi da parte dell’Ue. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dall’agenzia Tass. “Bruxelles sta accuratamente nascondendo il fatto che i cittadini dei paesi dell’Ue pagheranno il prezzo delle loro ambizioni politiche. La nostra risposta non tarderà ad arrivare”, ha sottolineato la diplomatica. “La Banca di Russia ha pubblicato una dichiarazione dettagliata su questo argomento il 12 dicembre. Misure concrete sono già in fase di attuazione. Lo stesso giorno, l’autorità di regolamentazione russa ha notificato la presentazione di una causa presso la Corte Arbitrale di Mosca contro il depositario Euroclear per il risarcimento dei danni causati alla Banca di Russia”, ha aggiunto. Zakharova ha sottolineato che la cessione di beni sovrani russi senza il consenso della Federazione Russa, “che si tratti di un blocco a tempo indeterminato, di una confisca o di un tentativo di presentare la confisca di fatto come una sorta di ‘prestito di riparazione’, rappresenta un atto assolutamente illegale che viola gravemente le norme del diritto internazionale”.
“Grazie al ruolo attivo degli Stati Uniti e alla collaborazione delle nostre agenzie di intelligence, circa un centinaio di persone vengono ora rilasciate, tra cui cinque ucraini. Stiamo aiutando i nostri partner americani a fornire assistenza adeguata all’Ucraina”. Lo afferma il presidente ucraino Volodymy Zelensky in merito al rilascio di 123 prigionieri da parte della Bielorussia, come riporta Unian. Allo stesso tempo, Zelensky ha incaricato i servizi di massimizzare gli sforzi sul fronte russo, in modo che il rilascio dei prigionieri di guerra ucraini possa avvenire entro il nuovo anno.
Sull’invio di aiuti militari all’Ucraina “noi chiediamo una discontinuità rispetto agli anni passati, perché ci sono due novità: un tavolo di trattative aperto grazie a Trump, boicottato da qualcuno in Europa, e una corruzione dilagante in Ucraina. Quindi è chiaro che noi continuiamo a sostenere un popolo in guerra, però chiediamo prudenza, accortezza, responsabilità e sono convinto che saremo ascoltati”. Così il ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, parlando del via libera della Ue al congelamento degli asset russi, a margine della festa provinciale della Lega a Milano.
“Personalmente lo ritengo un azzardo, un’imprudenza e bene ha fatto il Governo italiano a mettere i puntini sulle ‘i’, perché siamo in un libero mercato, non siamo in guerra contro la Russia: o stanotte qualcuno a Bruxelles, a Parigi, a Berlino ha dichiarato guerra alla Russia oppure non siamo in guerra contro la Russia e confiscare beni, soldi, negozi ha come controindicazione che i russi faranno altrettanto, evidentemente”.
A dirlo è il ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, parlando del via libera della Ue al congelamento degli asset russi, a margine della festa provinciale della Lega a Milano. “Io ricordo che noi abbiamo 314 aziende italiane in Russia che fanno fatturato, che danno lavoro, quindi mi sembra che a Bruxelles qualcuno stia scherzando col fuoco”, ha proseguito il leader del Carroccio.
Il ministro degli Interni ucraino Ihor Klymenko ha riferito che oltre un milione di persone sono rimaste senza corrente dopo gli attacchi russi avvenuti nella notte. Mosca ha preso di mira con droni e missili cinque regioni ucraine, Cernihiv, Kirovohrad, Mykolaiv, Kherson e Odessa, colpendo infrastrutture energetiche e portuali. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la Russia ha lanciato oltre 450 droni e 30 missili nella notte.
“Noi abbiamo approvato la proposta di congelare” gli asset russi, “adesso, non si tratta di un passaggio automatico, sull’utilizzo di questi asset congelati per finanziare l’Ucraina. Noi abbiamo, e l’ho sempre detto, serie perplessità dal punto di vista giuridico, perché se poi dovesse esserci una causa da parte russa e dovessimo perdere, sarebbe un danno per l’immagine dell’Italia e dell’Europa intera. Quindi, si deve aiutare l’Ucraina, ma noi riteniamo che possano esserci anche altre soluzioni con altre garanzie, questo è il punto”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Giubileo della diplomazia italiana. “Noi vogliamo aiutare l’Ucraina, siamo assolutamente favorevoli ad aiutare l’Ucraina, però ci sono dei dubbi giuridici che hanno posto in tanti. Ieri, sul congelamento dei bei non c’era problema. Politicamente noi siamo a favore dell’aiuto all’Ucraina. Se fosse evitato qualsiasi dubbio giuridico, si potrebbe utilizzare anche i beni congelati, ma secondo noi, anche dopo quello che ha detto la Banca centrale europea, seppure con parere non vincolante, però c’è da riflettere in maniera molto approfondita. Per questo noi diciamo sì agli aiuti all’Ucraina, ma vediamo che tipo di aiuti dare. Se utilizzando i beni congelati oppure trovando una soluzione differente”, aggiunge.
Quella di una eventuale cessione dei territori “è una scelta dell’Ucraina, non tocca a noi decidere quello che deve essere il risultato finale per quanto riguarda i territori. È una questione che riguarda, l’abbiamo sempre detto, la decisione dell’Ucraina. Durante la trattativa poi, saranno loro a dire se e cosa intendono lasciare della loro sovranità. Ci sono diverse proposte, vediamo quello che sarà, però è una questione che riguarda loro”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Giubileo della diplomazia italiana. “A noi – rimarca – interessa invece la sicurezza dell’Ucraina. L’ho ribadito anche ieri parlando con il cancelliere Merz in Germania. La nostra proposta è quella di utilizzare un accordo tipo l’articolo 5 della Nato con una presenza americana che possa garantire soprattutto la sicurezza aerea. La sicurezza dell’Ucraina è anche la sicurezza dell’Europa, quindi bisogna lavorare anche nella fase della trattativa. L’Europa deve essere parte della trattativa anche perché abbiamo inflitto delle sanzioni e per ritirare le sanzioni deve esserci una presenza dell’Europa. Quindi, sosteniamo tutte le iniziative americane per arrivare a un accordo, però l’Europa non può essere a assente. Vedremo lunedì a Berlino cosa si dirà” e “soprattutto vedremo se i russi effettivamente vogliono la pace oppure no”.
“In merito ad un eventuale rinnovo del decreto per l’invio di armi all’Ucraina la posizione della Lega è molto semplice: abbiamo sempre appoggiato le decisioni del Governo senza rinunciare ad esprimere le nostre idee e, come detto già l’anno scorso, la Lega non voterà una semplice ennesima riproposizione del vecchio decreto armi. Ci attendiamo un cambiamento che ravvisi una discontinuità che tenga conto della situazione attuale e dei negoziati in corso. Nessuna intenzione di mettere a rischio un Governo che con la sua stabilità è l’unica salvezza per l’Italia in uno scenario mondiale pericolosissimo: si tratta di una semplice richiesta di buonsenso, peraltro diffusissima fra i cittadini, solida e ben motivata. La Lega, come tantissimi Italiani, vuole solo la pace e le idee belliciste della Ue, prima dell’intervento di Trump, hanno fatto di tutto per allontanare la fine delle ostilità anziché avvicinarla”.
Così il senatore della Lega, Claudio Borghi.
Gli Stati Uniti hanno riferito che revocheranno alcune sanzioni commerciali alla Bielorussia, mentre l’autocrazia isolata cerca di migliorare le relazioni con l’Occidente. In particolare, gli Usa ritireranno le sanzioni sul potassio bielorusso, nel più recente segnale di disgelo tra Washington e Minsk. John Coale, inviato speciale degli Stati Uniti per la Bielorussia, ha incontrato il leader autoritario del paese, Alexander Lukashenko, per colloqui nella capitale bielorussa, Minsk, venerdì e sabato. Stretta alleata della Russia, Minsk ha dovuto affrontare l’isolamento e le sanzioni occidentali per anni. Lukashenko ha governato la nazione di 9,5 milioni di abitanti con il pugno di ferro per oltre tre decenni, e il paese è stato ripetutamente sanzionato dai paesi occidentali sia per la sua repressione dei diritti umani sia per aver permesso a Mosca di utilizzare il suo territorio durante l’invasione dell’Ucraina nel 2022.
In risposta agli attacchi ucraini, le forze russe hanno lanciato un attacco con missili ipersonici Kinzhal contro un complesso militare-industriale del Paese e le strutture energetiche che lo supportano. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo, citato da Tass. “In risposta agli attacchi terroristici dell’Ucraina contro obiettivi civili in Russia, le forze armate russe hanno lanciato ieri sera un massiccio attacco contro le imprese di un complesso militare-industriale ucraino e le strutture energetiche che ne supportano le operazioni”, viene riferito. Il ministero ha precisato che le forze russe hanno effettuato attacchi utilizzando armi di precisione terrestri e navali, missili ipersonici Kinzhal e droni. “Tutti gli obiettivi designati sono stati colpiti”, ha sottolineato il ministero.
“Tutti i servizi necessari stanno ora lavorando per ripristinare l’approvvigionamento elettrico e idrico nelle nostre comunità colpite dall’attacco russo notturno. Il colpo principale è stato nuovamente inferto al nostro settore energetico, nel sud e nella regione di Odessa”. Lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. “Due persone sono rimaste ferite nella regione di Odessa. Più di una decina di strutture civili sono state danneggiate in tutto il Paese. Migliaia di famiglie sono ora senza elettricità dopo gli attacchi di ieri sera nelle regioni di Kirovohrad, Mykolaiv, Odessa, Sumy, Kharkiv, Kherson e Cernihiv. Hanno colpito anche le regioni di Dnipro e Cerkasy. In totale, il nemico ha utilizzato più di 450 droni d’attacco e 30 missili di vario tipo. Stiamo facendo tutto il possibile per ripristinare e migliorare la situazione”, aggiunge. “È importante – sottolinea Zelensky – che tutti ora vedano cosa sta facendo la Russia. Ogni passo che compie per terrorizzare il nostro popolo, tutti gli attacchi, perché non si tratta certo di porre fine alla guerra. Continuano a voler distruggere il nostro Stato, a causare più dolore possibile alla nostra gente. Ecco perché abbiamo bisogno di supporto in tutto ciò che contribuirà a proteggere vite umane e porre fine a questa guerra: rafforzare la difesa aerea e i nostri soldati al fronte, aumentare la nostra capacità di tiro a lungo raggio e aumentare la pressione sulla Russia. Affinché tutti i nostri sforzi diplomatici siano efficaci, dobbiamo fare pressione sull’aggressore affinché ponga fine alla guerra che ha iniziato”.
L’amministrazione Trump è pronta a fornire all’Ucraina garanzie di sicurezza giuridicamente vincolanti basate sull’articolo 5 del Trattato Nato, stando a quanto riporta il sito Axios. “Vogliamo offrire agli ucraini una garanzia di sicurezza che non sia un assegno in bianco da un lato, ma che sia sufficientemente solida dall’altro. Siamo disposti a inviarla al Congresso per votarla”, ha affermato il funzionario statunitense.
“Come funzionerebbe la zona economica libera nel Donbass e nei territori contesi? Non voglio spiegarlo ora.È una situazione molto complessa, ma funzionerebbe. E molte persone vogliono vederla funzionare”. Lo ha detto il presidente Donald Trump parlando alla Casa Bianca durante la cerimonia di consegna delle medaglie onorarie ai campioni olimpici del 1980 della nazionale di hockey Usa. “Tutto quello che voglio fare è fermare i 25mila morti al mese”, ha aggiunto.
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito le autorità europee “organizzatrici di congiure” in seguito alla decisione di congelare definitivamente i beni russi. “Imbroglioni”, ha detto all’agenzia Tass.
L’inviato degli Stati Uniti Steve Witkoff incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader europei a Berlino questo fine settimana per discutere del piano di pace per l’Ucraina. Lo scrive, citando funzionari, il Wall Street Journal, spiegando come la decisione della Casa Bianca di inviare Witkoff sottolinea l’accelerazione degli sforzi degli Stati Uniti per raggiungere un accordo di pace prima della fine dell’anno.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha spiegato che sono stati fatti “molti progressi” verso la risoluzione del conflitto tra Russia e Ucraina. Lo riferiscono i media statunitensi. Il tycoon, parlando durante la cerimonia di consegna delle medaglie onorarie ai campioni olimpici del 1980 della nazionale di hockey Usa, ha lasciato intendere che un possibile accordo potrebbe essere presto sul tavolo. “Lo sapremo presto”, ha spiegato.
Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende, prenderà parte all’incontro in programma lunedì prossimo a Berlino fra il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e i leader europei, insieme ai massimi rappresentanti dell’Unione europea e della Nato.

