Chernobyl, l’allarme dell’Aiea: “Lo scudo protettivo della centrale non blocca più le radiazioni”

Chernobyl, l’allarme dell’Aiea: “Lo scudo protettivo della centrale non blocca più le radiazioni”

Il deterioramento della struttura in Ucraina è stato causato a febbraio da un attacco con un drone

Lo scudo protettivo del reattore nucleare responsabile del disastro nucleare di Chernobyl, in Ucraina, si è deteriorato a tal punto da non riuscire più a svolgere la sua funzione principale, ovvero quella di bloccare le radiazioni. Lo ha annunciato l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea).

L’ispezione dell’Aiea alla centrale di Chernobyl

Un’ispezione effettuata la scorsa settimana ha rivelato che la struttura di confinamento in acciaio, costruita con grande impegno e con un costo di 1,5 miliardi di euro accanto al reattore distrutto, “aveva perso le sue principali funzioni di sicurezza”, ha affermato Rafael Grossi, direttore generale dell’Aiea. Sebbene siano state effettuate alcune riparazioni, “un ripristino completo resta essenziale per prevenire un ulteriore degrado e garantire la sicurezza nucleare a lungo termine”, ha aggiunto Grossi.

L’attacco con un drone a febbraio

L’attacco di un drone a febbraio ha provocato un buco nella struttura, ma le Nazioni Unite hanno assicurato che i livelli di radiazione sono rimasti normali e stabili e che non sono state segnalate perdite di radiazioni. Mentre le autorità ucraine hanno affermato che il drone era russo, Mosca ha negato che avesse attaccato l’impianto.

Il disastro del 1986

I lavori sulla struttura sono stati completati nel 2019 da un’iniziativa guidata dall’Europa. L’esplosione di Chernobyl del 1986, avvenuta quando l’Ucraina faceva parte dell’Unione Sovietica, aveva diffuso radiazioni in tutta Europa.

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