“Se l’Europa vuole combattere contro di noi, siamo pronti”. È un monito molto chiaro quello lanciato dal presidente della Russia Vladimir Putin, poco prima di incontrare al Cremlino l’inviato Usa Steve Witkoff e il genero di Donald Trump, Jared Kushner, alla presenza del consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov e di Kirill Dmitriev, amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti.
Parlando ai giornalisti Putin ha accusato ancora una volta l’Europa di sabotare gli sforzi per la pace in Ucraina guidati dagli Stati Uniti, in cui si inserisce la visita a Mosca. “Avanzano richieste assolutamente inaccettabili per la Russia”, ha lamentato il leader del Cremlino, “non hanno un programma di pace, sono dalla parte della guerra. Hanno abbandonato i negoziati di pace e stanno ostacolando il presidente Trump“. Negoziati che, dopo la tappa in Russia, dovrebbero spostarsi proprio in Ue dove, secondo indiscrezioni di Axios, Witkoff e Kushner dovrebbero incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
L’Ucraina incassa 125 milioni di aiuti
Il leader di Kiev, nel frattempo, era in visita in Irlanda dove ha incontrato la presidente Catherine Connolly e il premier Micheal Martin. Zelensky, oltre a una standing ovation al parlamento, ha incassato ulteriori 125 milioni di euro in aiuti ‘non letali’ per l’Ucraina, fondi previsti come parte di un accordo firmato a Kiev lo scorso anno tra i due Paesi.
Da Dublino, il presidente si è anche detto fiducioso: “Un po’ di ottimismo c’è nelle mie parole, dovuto alla velocità dei negoziati e all’interesse da parte americana. Ora, più che mai, c’è la possibilità di porre fine a questa guerra”, secondo un piano a cui si è lavorato durante i negoziati a Ginevra e in Florida e che ora è costituito da 20 punti. “Alcune cose devono ancora essere risolte”, ha precisato Zelensky, non nascondendo il suo timore che Washington possa perdere interesse nelle trattative.
Trump: “Situazione non facile, è un casino”
Che Trump non apprezzi il protrarsi dei negoziati è chiaro anche dalle sue più recenti parole, pronunciate durante una riunione di gabinetto, in cui ha ammesso: “La situazione non è facile, lasciate che vi dica che è un casino“.
La presunta conquista di Pokrovsk
Intanto è botta e risposta tra Mosca e Kiev sulla presunta conquista della città di Pokrovsk, nell’Ucraina orientale. Dopo che l’esercito di Kiev ha smentito la presa, definendola “una manovra di propaganda”, a tornare sul tema è stato Putin in persona, lodando l’impresa militare delle sue truppe. “Questa conquista ha un significato speciale perché da questa base l’esercito russo può facilmente avanzare in qualsiasi direzione che lo Stato Maggiore ritenga più promettente”, ha detto ai giornalisti, invitandoli ad andare a verificare di persona chi detiene il controllo a Pokrovsk.

