Il re emerito di Spagna Juan Carlos I ha “perso il senso della realtà” e il suo libro di memorie ‘Reconciliación’ “lungi dal sortire un effetto di riconciliazione e di avvicinarlo al Paese, lo sta piuttosto allontanando”. Lo ha detto a LaPresse l’esperta della Casa Reale, la giornalista Mabel Galaz, autrice del libro ‘Letizia Real’, commentando il videomessaggio di Juan Carlos I pubblicato lunedì, a due giorni dall’uscita in Spagna del suo libro, già disponibile in Francia. Nel video di un minuto e mezzo, che non è affatto piaciuto alla Zarzuela, l’emerito, con alle spalle una bandiera spagnola, si è rivolto ai giovani, ha chiesto di sostenere il figlio Felipe VI e ha rivendicato il ruolo avuto nella transizione democratica. “Sono d’accordo con la Casa Reale, è un video inutile e inopportuno”, ha commentato Galaz, affermando che, da quando l’emerito ha deciso di scrivere un libro di memorie, l’unica cosa che sta facendo è creare attriti attorno alla Corona. Secondo l’esperta è inopportuno anche “il carattere istituzionale” che è stato dato al video che “sembra un messaggio di un capo di Stato”.
Juan Carlos “è consigliato male“, “ha 87 anni, 88 a gennaio e ha perso il senso della realtà”, “sembra non sapere cosa pensi di lui la maggioranza degli spagnoli” e “non ha nessuno intorno che gli spieghi come stanno le cose”, ha detto Galaz. La giornalista ha spiegato che l’emerito da anni, in particolare dall’incidente di caccia in Botswana, è letteralmente “ossessionato” dal riabilitare la sua immagine e la sua eredità agli occhi degli spagnoli. “Non vuole passare alla storia come il re che cacciava gli elefanti e che aveva un’amante di nome Corinna”, senza che nessuno consideri il suo lavoro come capo di Stato, ha detto l’esperta, rimarcando che è “innegabile che la democrazia in Spagna sia arrivata grazie all’aiuto dell’emerito” ma che Juan Carlos non è stato certo l’unico ad aver influito.
Galaz ha riferito che l’emerito ha mal digerito l’esclusione dagli eventi ufficiali per i 50 anni della monarchia parlamentare. Il padre di Felipe VI non è infatti stato invitato a partecipare agli atti che si sono tenuti al Palazzo Reale e al Congresso dei deputati il 21 novembre e ha solo preso parte a un pranzo privato con la Famiglia reale il giorno successivo. “Juan Carlos considera la democrazia una ‘cosa sua’ e si attribuisce anche la paternità della Costituzione, per questo ha considerato un affronto l’essere escluso dagli atti per i 50 anni della monarchia”, ha commentato l’esperta. Riguardo al libro di memorie che uscirà mercoledì in Spagna, Galaz ha fatto notare che molti fatti sono stati “distorti“. “Non dice la verità su Corinna Larsen, non va a fondo” sugli scandali finanziari, rispetto alle amanti “dice di aver avuto solo due ‘scivoloni’ durante la sua vita, ma uno di questi è durato 16 anni, non è uno scivolone. E poi le parole usate per la regina Sofia, sono talmente celebrative da suonare false. Per molti anni i due non si sono parlati”, ha detto l’esperta, secondo cui non è stata azzeccata neanche la scelta dell’autrice che ha scritto le memorie dell’emerito ovvero Laurence Debray, che, a suo avviso, non è andata a fondo con le domande.
“Su Francisco Franco ha raccontato che il giorno prima di morire gli prese la mano e gli chiese di lavorare per l’unità di Spagna, ma Franco è stato 20 giorni in coma prima di morire e difficilmente avrebbe potuto trasmettergli questo messaggio”, ha evidenziato la giornalista. Rispondendo alla domanda su come l’uscita del libro, le interviste rilasciate in Francia e la pubblicazione di quest’ultimo videomessaggio possano influire sul rapporto con Felipe VI, Galaz ha rimarcato che non è difficile immaginare che il re “non sia contento di ciò che sta facendo il padre”. “Gli è stato chiesto di essere discreto“, ha detto, “ma sta facendo il contrario“.

