Fonti del ministero della Difesa israeliano hanno smentito la possibilità che Hamas consegni oggi il corpo di un ostaggio. Attualmente, a Gaza sono ancora trattenuti i corpi di due ostaggi: il sergente maggiore della polizia Ran Gvili e il cittadino thailandese Sudthisak Rinthalak. Intanto l’esercito israeliano ha fatto sapere due palestinesi sono stati uccisi oggi, in due distinti incidenti avvenuti nel nord della Striscia, dopo aver attraversato la Linea Gialla di Gaza, che delimita il ritiro dell’Idf “. Le truppe hanno aperto il fuoco ed eliminato i terroristi per allontanare la minaccia”, ha aggiunto l’Idf.
Telefonata Trump-Netanyahu
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu hanno avuto un colloquio telefonico, in cui il leader dell’Amministrazione di Washington ha invitato Netanyahu a visitare la Casa Bianca “nel prossimo futuro”. I due hanno sottolineato “l’importanza e l’impegno nello smantellamento delle capacità militari di Hamas e nella smilitarizzazione della Striscia di Gaza, e hanno discusso dell’ampliamento degli accordi di pace”. Si tratterebbe della quinta visita di Netanyahu da quando Trump è tornato alla Casa Bianca a gennaio. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni riceverà venerdì alle 15.30 a Palazzo Chigi il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas.
Papa in Libano: “Umanità guarda a Medioriente con timore ma pace è sempre possibile”
“Talvolta l’umanità guarda al Medioriente con un senso di timore e scoraggiamento, di fronte a conflitti così complessi e di lunga data. Eppure, in mezzo a queste lotte, si può trovare speranza e incoraggiamento quando ci concentriamo su ciò che ci unisce: la nostra comune umanità e la nostra fede in un Dio di amore e misericordia. Lungo un’epoca in cui la convivenza può sembrare un sogno lontano, il popolo del Libano, pur abbracciando religioni diverse, rappresenta un potente esempio: paura, sfiducia e pregiudizio non hanno qui l’ultima parola, mentre l’unità, la riconciliazione e la pace sono sempre possibili”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso dell’incontro interreligioso a Beirut, invitando a “testimoniare la verità duratura che cristiani, musulmani, drusi e innumerevoli altri possono vivere insieme, costruendo un paese unito dal rispetto e dal dialogo”.

Leone XIV a giovani: “Libano rifiorirà bello come il cedro”
“La vostra patria, il Libano, rifiorirà bella e vigorosa come il cedro, simbolo dell’unità e della fecondità del popolo”, ha detto Papa Leone XIV. “Sappiamo bene – ha aggiunto il Papa – che la forza del cedro è nelle radici, che normalmente hanno le stesse dimensioni dei rami. Il numero e la forza dei rami corrisponde al numero e alla forza delle radici. Allo stesso modo, il tanto bene che oggi vediamo nella società libanese è il risultato del lavoro umile, nascosto e onesto di tanti operatori di bene, di tante radici buone che non vogliono far crescere solo un ramo del cedro libanese, ma tutto l’albero, in tutta la sua bellezza. Attingete dalle radici buone dell’impegno di chi serve la società e non “se ne serve” per i propri interessi. Con un generoso impegno per la giustizia, progettate insieme un futuro di pace e di sviluppo. Siate la linfa di speranza che il Paese attende”.

