Cisgiordania, 3 attivisti italiani feriti da coloni israeliani. Netanyahu chiede la grazia

Cisgiordania, 3 attivisti italiani feriti da coloni israeliani. Netanyahu chiede la grazia
L’Idf ispeziona una moschea incendiata dai coloni israeliani a Deir Istiya, Cisgiordania, 13 novembre 2025 (AP Photo/Nasser Nasser)

Sono in stato di shock. L’attacco è avvenuto nella comunità di Ein al-Duyuk, vicino a Gerico

Quattro attivisti, di cui tre di nazionalità italiana e un cittadino canadese, sono rimasti feriti in un attacco da parte di coloni israeliani nella comunità di Ein al-Duyuk, vicino a Gerico, in Cisgiordania. Lo riporta l’agenzia palestinese Wafa. Fonti informate dell’accaduto hanno fatto sapere che le vittime dell’aggressione sono in stato di shock ma le loro condizioni non destano preoccupazioni. Intanto il primo ministro dello Stato ebraico Benjamin Netanyahu ha presentato una richiesta formale di grazia al presidente Isaac Herzog. Il leader di Tel Aviv è accusato di corruzione, frode e abuso di ufficio. Il processo a suo carico è iniziato nel 2020 ed è ancora lontano dall’essere concluso.

Le ultime notizie da Gaza, Israele e Cisgiordania – La diretta di oggi 30 novembre
Inizio diretta: 30/11/25 11:00
Fine diretta: 30/11/25 23:00
Papa: "Unica soluzione è due Stati ma Israele non accetta"

Soluzione due Stati per Medioriente? “Sappiamo che in questo momento Israele non accetta questa soluzione, ma la consideriamo l’unica in grado di offrire una soluzione al conflitto in cui si trova”. Così Papa Leone XIV rispondendo ai giornalisti sul volo papale da Istanbul a Beirut. “Siamo anche amici di Israele e cerchiamo di essere una voce mediatrice con entrambe le parti, che possa aiutarle ad avvicinarsi a una soluzione che garantisca giustizia per tutti”, ha aggiunto il Pontefice.

Decine di manifestanti davanti casa Herzog, "Non grazi Netanyahu"

Decine di persone stanno protestando fuori dalla casa del presidente Isaac Herzog a Tel Aviv, chiedendogli di respingere la richiesta di grazia del primo ministro Benjamin Netanyahu. Lo riporta il Times of Israel. La protesta si svolge all’insegna dello slogan “Perdono = Repubblica delle banane” e i manifestanti – si vede in un video – si sono schierati proprio alle spalle di una pila di banane. Un altro manifestante indossa una maschera raffigurante il volto di Netanyahu e una tuta arancione in stile carcerario.

Cooperante italiana: "Picchiati da coloni con calci e pugni"

“Stavamo dormendo quando, alle 5, siamo stati attaccati da un gruppo di coloni armati di bastoni e fucili, erano dieci ed erano mascherati. E’ successo in una zona dove non dovrebbe esserci nessun tipo di presenza israeliana. Hanno cominciato a picchiarci con pugni e a schiaffeggiarci. In particolare calci in faccia, nelle costole, nell’addome, lungo le gambe. Io ho un forte dolore alle costole, la mia collega canadese che era con me hai dei lividi su gambe e addome”. Lo racconta ai microfoni di Sky una cooperante italiana facente parte del gruppo di tre connazionali attaccato dai coloni israeliani nelle prime ore della mattinata in Cisgiordania. “Loro sapevano che eravamo stranieri e, quando se ne sono andati, dopo aver rubato tutta la nostra roba, ci hanno detto ‘Don’t come back here’”, ha concluso.

Autorità Gaza, 356 vittime da entrata in vigore tregua

Il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, afferma che 356 persone sono state uccise negli attacchi israeliani a Gaza dopo il cessate il fuoco. Secondo il ministero nelle ultime 24 ore sono stati confermati altri tre palestinesi uccisi e due feriti, a seguito dei raid israeliani sulla Striscia di Gaza. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco, l’11 ottobre, il ministero ha dichiarato di aver registrato 356 morti e 908 feriti. Sono stati inoltre recuperati 607 corpi di persone uccise in attacchi precedenti. Il bilancio totale delle vittime degli attacchi israeliani a Gaza dal 7 ottobre 2023 è salito a 70.103, con 170.985 feriti.

Media, figlio alto funzionario Hamas ucciso da Idf a Rafah

Fonti palestinesi hanno confermato a Quds News che Abdullah Hamad, figlio dell’alto funzionario di Hamas Ghazi Hamad, è uno degli agenti di Hamas uccisi dall’Idf mentre cercavano di fuggire da un tunnel nella zona di Rafah questa mattina.

Lapid: "Niente grazia a Netanyahu senza ammissioni colpa"

 Il leader dell’opposizione israeliana, Yair Lapid, si è detto contrario alla concessione della grazia al primo ministro Benjamin Netanyahu. In un videomessaggio Lapid afferma che il presidente Herzog “non può perdonare Netanyahu senza un’ammissione di colpa, un’espressione di rimorso e un ritiro immediato dalla vita politica”.

Media: nella richiesta di grazia di Netanyahu nessuna ammissione di colpa

Nella lettera di una pagina indirizzata al presidente Isaac Herzog in cui chiede la grazia, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non ammette la colpa né si scusa per alcun illecito, ma riconosce invece una “ampia responsabilità pubblica ed etica” per la tensione causata dal suo processo per corruzione. Lo riporta il Times of Israel.

“Negli ultimi anni, le tensioni e le controversie sono aumentate tra i diversi segmenti della nazione e tra i vari rami dello Stato – scrive Netanyahu – sono consapevole che il procedimento in corso nel mio caso è diventato un punto focale di scontri”. “Ho una grande responsabilità pubblica ed etica e comprendo le conseguenze di tutti questi eventi – dice ancora – pertanto, nonostante il mio interesse personale a portare avanti il processo e a dimostrare la mia innocenza fino alla piena assoluzione, credo che l’interesse pubblico imponga diversamente”.

Netanyahu: "Chiedo la grazia per l'interesse nazionale"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato di aver chiesto la grazia al presidente Isaac Herzog nel processo per corruzione a suo carico per una questione di interesse nazionale. “Sono passati quasi dieci anni dall’inizio delle indagini contro di me. Il processo su queste questioni è in corso da quasi sei anni e si prevede che continuerà per molti altri anni”, ha detto in una dichiarazione video pubblicata dai media israeliani. Netanyahu ha spiegato che il suo interesse personale resta quello di portare a termine il procedimento legale finché non sarà scagionato da tutte le accuse “ma la sicurezza e la realtà diplomatica, ovvero l’interesse nazionale, impongono il contrario”.

“Israele – ha detto ancora – sta affrontando enormi sfide, e con esse grandi opportunità. Per respingere le minacce e cogliere le opportunità, è necessaria l’unità nazionale” sostenendo che la continuazione del processo “ci lacera dall’interno. Accresce le divisioni e approfondisce le fratture”. “Sono certo, come molti altri nella nazione, che una fine immediata del processo contribuirebbe notevolmente a placare le fiamme e a promuovere un’ampia riconciliazione, qualcosa di cui il nostro Paese ha disperatamente bisogno”, ha concluso.

Media: Netanyahu ha presentato la richiesta grazia a Herzog

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha presentato una richiesta formale di grazia al presidente Isaac Herzog. Lo riportano i media israeliani. Amit Hadad, avvocato dello stesso Netanyahu, ha affermato che l’eventuale accettazione ” consentirà al primo ministro di dedicare tutto il suo tempo, le sue capacità e le sue energie al progresso di Israele in questi tempi critici e ad affrontare le sfide e le opportunità che lo attendono”. Inoltre – dice ancora il legale “accogliere la richiesta contribuirà a ricomporre le fratture tra i diversi settori dell’opinione pubblica, aprendo la strada a un allentamento delle tensioni, il tutto allo scopo di rafforzare la resilienza nazionale del Paese”. 

L’ufficio di Herzog afferma che il dipartimento per le grazie del ministero della Giustizia “raccoglierà i pareri di tutte le autorità competenti del ministero”, e poi invierà le proprie raccomandazioni al consulente legale di Herzog. “L’ufficio del Presidente è consapevole che si tratta di una richiesta straordinaria che comporta implicazioni significative”, si legge in una nota. “Dopo aver ricevuto tutti i pareri pertinenti, il Presidente valuterà la richiesta con responsabilità e sincerità”.

In Israele il presidente ha il potere di concedere la grazia ai condannati in tribunale e, in rarissimi casi, anche prima della conclusione del procedimento giudiziario, se ritenuto nell’interesse pubblico. Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scritto a Herzog per chiedergli di graziare Netanyahu. Il premier è accusato di un capo d’accusa per corruzione, oltre a tre capi d’accusa ciascuno per frode e abuso di ufficio, in tre casi distinti relativi ad accuse di corruzione a suo carico. Il processo a suo carico è iniziato nel 2020 ed è ancora ben lungi dall’essere concluso.

Fonti: attivisti italiani in stato di shock ma le condizioni non preoccupano

I tre attivisti italiani rimasti vittima di un attacco da parte di coloni palestinesi in Cisgiordania questa mattina sono in stato di shock ma le loro condizioni non destano preoccupazioni. E’ quanto apprende LaPresse da fonti informate. I tre, due ragazze e un ragazzo, sono stati portati presso l’ospedale di Gerico, dove sono stati visitati dai medici e assistiti dal sindaco di Gerico e dalla polizia palestinese, a cui hanno denunciato l’accaduto. Le due ragazze avrebbero riportato solo lesioni leggere, mentre il ragazzo dovrà osservare qualche giorno di riposo. I tre sono già usciti dall’ospedale. 

Media: 3 attivisti italiani feriti da coloni in Cisgiordania

Quattro attivisti, tre di nazionalità italiana e uno di nazionalità canadese, sono rimasti feriti oggi in un attacco da parte di coloni israeliani nella comunità di Ein al-Duyuk, vicino a Gerico, in Cisgiordania. Lo riporta l’agenzia palestinese Wafa. Secondo alcune fonti citate dall’agenzia una decina di coloni israeliani si sarebbero infiltrati all’alba nella casa dove alloggiavano gli attivisti. 

Media: Hamas e Croce Rossa cercano il corpo di un ostaggio a Gaza

Squadre della Croce Rossa e delle Brigate al-Qassam, l’ala militare di Hamas, stanno conducendo la ricerca dei resti di un ostaggio israeliano a Beit Lahiya, nel nord di Gaza. Lo riporta Al Jazzera. Beit Lahiya si trova sul lato controllato da Hamas della linea del cessate il fuoco di Gaza. I resti di due ostaggi uccisi il 7 ottobre 2023 si trovano ancora a Gaza: il sergente capo della polizia Ran Gvili , ucciso mentre respingeva l’invasione di Hamas nel kibbutz Alumim; e Sudthisak Rinthalak , un cittadino thailandese ucciso nel kibbutz Beeri, dove lavorava nell’agricoltura. 

Idf: uccisi quattro terroristi a Rafah, anche il capo locale di Hamas

Secondo quanto confermato dall’esercito, israeliano il comandante del battaglione Rafah Est di Hamas, il suo vice e altri due agenti dell’organizzazione palestinese sono stati uccisi questa mattina presto dopo aver tentato di fuggire da un tunnel nella Striscia di Gaza meridionale.

In un video che circola online, il comandante della brigata Nahal delle IDF, il colonnello Arik Moyal, afferma che le sue forze, con il supporto dell’aeronautica militare israeliana, hanno ucciso il comandante del battaglione locale di Hamas, il suo vice, un comandante di compagnia e un quarto agente che identifica come il figlio dell’alto funzionario di Hamas Ghazi Hamad. Nel video, Moyal tiene in mano un fucile d’assalto Tavor recuperato dagli agenti terroristici uccisi, che secondo lui apparteneva al sergente maggiore Or Mizrahi , un soldato Nahal ucciso mentre combatteva contro i terroristi al confine di Gaza durante l’attacco del 7 ottobre.

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