G20, la dichiarazione dei leader: “Tutti i membri alla pari”

G20, la dichiarazione dei leader: “Tutti i membri alla pari”
La premier Giorgia Meloni e il presidente della Corea del Sud Lee Jae Myung partecipano a una sessione plenaria il giorno di apertura del vertice del G20, a Johannesburg, in Sudafrica (Thomas Mukoya/Pool Photo via AP)

Il focus sulle guerre e sulla necessità di “prevenire le migrazioni irregolari”. Domani il Sudafrica non farà il tradizionale passaggio di consegne con la presidenza entrante Usa

“Ribadiamo il nostro impegno nei confronti del G20 come principale forum per la cooperazione economica internazionale e il suo continuo funzionamento nello spirito del multilateralismo, sulla base del consenso, con tutti i membri che partecipano su un piano di parità a tutti i suoi eventi, compresi i vertici, in conformità con gli obblighi internazionali”. È quanto si legge nelle conclusioni della Dichiarazione dei leader adottata al G20 di Johannesburg e pubblicata sul sito del ministero delle Relazioni internazionali e della cooperazione del Sudafrica. “Ringraziamo il Sudafrica per la sua leadership quest’anno. Ci impegniamo a lavorare insieme sotto la presidenza degli Stati Uniti nel 2026 e a incontrarci nuovamente nel Regno Unito nel 2027 e nella Repubblica di Corea nel 2028. Accogliamo con favore l’ambizione dell’Arabia Saudita di anticipare il suo turno di ospitare la presidenza del G20 nel prossimo ciclo”, si legge ancora nel documento di 30 pagine e 122 paragrafi.

“Lavoriamo per pace giusta in Sudan, Congo, Palestina e Ucraina”

“Concordiamo sul fatto che, guidati dagli scopi e dai principi della Carta delle Nazioni Unite nella sua interezza, lavoreremo per una pace giusta, completa e duratura in Sudan, nella Repubblica Democratica del Congo, nei territori palestinesi occupati, in Ucraina, nonché per porre fine ad altri conflitti e guerre in tutto il mondo. Solo con la pace potremo raggiungere la sostenibilità e la prosperità”. È quanto si legge nel settimo paragrafo della Dichiarazione dei leader adottata al G20 di Johannesburg.

“Prevenire migrazioni irregolari, cooperare con Paesi d’origine”

“Ribadiamo il nostro impegno a sostenere i migranti, compresi i lavoratori migranti e i rifugiati, nei nostri sforzi verso un mondo più inclusivo, in linea con le politiche, le legislazioni e le circostanze nazionali, garantendo il pieno rispetto dei diritti umani e delle loro libertà fondamentali, indipendentemente dal loro status migratorio. Riconosciamo inoltre l’importanza di prevenire i flussi migratori irregolari e il traffico di migranti, nell’ambito di un approccio globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, rispondendo al contempo alle esigenze umanitarie e alle cause profonde dello sfollamento. Sosteniamo il rafforzamento della cooperazione tra i paesi di origine, di transito e di destinazione. Continueremo il dialogo sulla migrazione e lo sfollamento forzato durante le future presidenze”. È quanto si legge nel 115esimo paragrafo della Dichiarazione dei leader adottata al G20 di Johannesburg.

Ramaphosa: “Dichiarazione finale summit adottata a stragrande maggioranza”

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha annunciato al summit di Johannesburg che la dichiarazione del vertice dei leader del G20 del Sudafrica è stata adottata a stragrande maggioranza. Lo comunica su X l’account ufficiale del G20. “Questo vertice dei leader ha la responsabilità di non permettere che l’integrità e la credibilità del G20 vengano indebolite – ha affermato Ramaphosa nel discorso con cui ha aperto i lavori del summit -. Ringraziamo tutte le delegazioni che hanno collaborato con noi in buona fede per produrre un documento finale del G20 degno di questo storico incontro. Il G20 sottolinea il valore e la rilevanza del multilateralismo. Riconosce che le sfide che tutti noi affrontiamo possono essere risolte solo attraverso la cooperazione, la collaborazione e il partenariato. L’adozione della dichiarazione del vertice invia un segnale importante al mondo: il multilateralismo può dare risultati concreti e lo fa”.

Meloni: “Giusto tagliare debito Paesi africani, spero altri seguano l’Italia”

“Non possiamo ignorare il peso del debito che grava su molte nazioni di questo continente. Per questo anche l’Italia ha deciso di ridurre del 50% il debito dei Paesi a basso e medio reddito nei prossimi 10 anni e soprattutto di convertire l’intero debito dei Paesi meno sviluppati in un piano di investimenti per quei Paesi. Una scelta che considero una scelta di giustizia e responsabilità, che ci auguriamo altri vorranno seguire. Crediamo che questa sia la strada giusta per costruire sviluppo e possiamo farlo insieme con umiltà e soprattutto con rispetto per gli altri”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo al Johannesburg Expo Center alla prima sessione di lavoro del G20, incentrata sulla crescita economica inclusiva e sostenibile.

“L’Africa non si aiuta se giovani pagano trafficanti per venire in Europa”

“Come tutti sanno, credo che nessuno possa davvero pensare di aiutare il continente africano semplicemente accettando che centinaia di migliaia di giovani africani paghino i trafficanti per trasferirsi in Europa. Ecco perché, insieme alla Nigeria e in collaborazione con la Global Partnership of Education, abbiamo lanciato una campagna per raccogliere 5 miliardi di dollari e migliorare l’istruzione di 750 milioni di bambini in diverse nazioni, e comunque per costruire un’Africa che sia davvero in grado di competere ad armi pari”, ha detto ancora Meloni.

Domani Sudafrica non farà passaggio di consegne con presidenza Usa

Al termine dei lavori del G20, che sarà domani, domenica, non ci sarà il classico passaggio di consegne tra la presidenza uscente e quella entrante del forum multilaterale, vale a dire gli Stati Uniti. Ad annunciarlo a margine dei lavori del summit è stato il ministro delle Relazioni internazionali e della cooperazione sudafricano, Ronald Lamola, spiegando che il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa “non passerà le consegne agli Stati Uniti durante il vertice, ma lo farà presso il Dipartimento delle relazioni internazionali e della cooperazione o in qualsiasi altro luogo richiesto dagli Stati Uniti all’interno dei confini del Sudafrica”.

“Rimaniamo aperti e cordiali, e siamo disposti a cooperare e lavorare con loro. Ma il focus di questo vertice del G20 è stato su questioni critiche come l’intelligenza artificiale, il cambiamento climatico e il quadro normativo per i minerali critici, ed è su questo che dobbiamo concentrarci”, ha aggiunto Lamola, respingendo le accuse secondo cui agli Stati Uniti sarebbe stato negato l’accesso alla cerimonia di chiusura: “Non abbiamo negato l’accesso a nessuno. Gli Stati Uniti sono membri del G20. Se vogliono essere rappresentati, possono inviare qualcuno di livello adeguato. Questo è un vertice dei leader. Il livello adeguato è quello del capo di Stato, di un inviato speciale nominato dal presidente o di un ministro”. Gli Usa non hanno mandato al G20 né il presidente Donald Trump né il suo vice J.D. Vance, inviando invece a Johannesburg un inviato d’affari.

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