Turisti cecchini a Sarajevo, 007: “Servizi segreti italiani sapevano”

Turisti cecchini a Sarajevo, 007: “Servizi segreti italiani sapevano”
Potocari, Srebrenica, Bosnia Erzegovina, 14 agosto 2018 (AP Photo/Darko Vojinovic)

Tra loro ci sarebbero anche degli italiani. L’ex sindaca della capitale bosniaca Karic: “Pronta a testimoniare”

Ufficiali del Sismi Sarajevo – l’ex servizio segreto italiano per le informazioni e la sicurezza militare – erano in possesso delle “informazioni” relative a “gruppi turistici di cecchini/cacciatori che stavano partendo da Trieste” per andare a sparare su donne e bambini nella capitale della Bosnia-Erzegovina assediata nel 1993. Lo ha raccontato un agente dei servizi bosniaci a Ezio Gavazzeni, lo scrittore che, con gli avvocati Nicola Brigida e Guido Salvini (ex gip di Milano oggi in pensione), a gennaio 2025 ha presentato un esposto in Procura a Milano. In seguito il pm Alessandro Gobbis ha aperto un’inchiesta contro ignoti per omicidio volontario plurimo aggravato da motivi abietti e crudeltà.

“Ho appreso del fenomeno alla fine del 1993 dai documenti del servizio di sicurezza militare bosniaco sull’interrogatorio di un volontario serbo catturato, venuto a combattere dalla parte dei serbi di Bosnia ed Erzegovina”, si legge nel carteggio che Gavazzeni ha depositato in Procura. “Ha testimoniato che cinque stranieri hanno viaggiato con lui da Belgrado” e che “almeno tre di loro erano italiani“. Uno avrebbe detto di essere di “Milano“.

“All’epoca lavoravo nel servizio di intelligence militare dell’esercito bosniaco (ARBiH) – ha aggiunto lo 007 – Condividemmo le informazioni con gli ufficiali del Sismi (ora Aisi) a Sarajevo”. “Sono sicuro che simili ‘spedizioni turistiche di cecchini/cacciatori di persone’”, ha concluso, vengono organizzate ancora “oggi sui campi di battaglia attuali” in “Ucraina” e in “Libano“. Secondo la spia sarebbe già “successo” durante i 15 anni di “guerra civile in Libano” fra il 1975-1990. 

Ex sindaca di Sarajevo: “Pronta a testimoniare sui turisti cecchini”

L’ex sindaca di Sarajevo Benjamina Karic ha commentato l’apertura dell’inchiesta. “Nel settembre 2022 ho presentato una denuncia penale alla Procura contro ignoti che hanno seminato morte a Sarajevo e i loro aiutanti”, ha ricordato l’ex prima cittadina ai media locali, “nell’agosto 2025, tramite l’ambasciata italiana, ho inoltrato la denuncia penale alla Procura di Milano, che ha avviato un’indagine e mi sono resa disponibile a testimoniare”.

“Un intero team di persone instancabili sta lottando affinché la denuncia non rimanga solo una lettera sulla carta”, ha aggiunto. “Non farò i loro nomi, ma grazie a ciascuno di loro individualmente! Non ci arrendiamo“. Nel 2022 la politica bosniaca aveva deciso di sporgere denuncia dopo l’uscita del documentario ‘Sarajevo Safari’ del regista sloveno Miran Zupanic.

“Ritengo giusto e doveroso reagire in questo modo ai fatti presentati nel documentario ‘Sarajevo Safari’ del regista Miran Zupanic, secondo cui cittadini stranieri, ‘cacciatori di taglie‘, hanno pagato per sparare a civili innocenti durante l’assedio della città”, affermò all’epoca Karic, come si legge in una nota sul sito del Comune della capitale bosniaca.

Nel documentario del 2022 emergono le figure dei cosiddetti ‘turisti cecchini’, tra cui anche italiani, su cui ora sta indagando la procura di Milano. Secondo le prove raccolte da Zupanic, i cecchini stranieri atterravano a Belgrado, spesso in elicottero, e sotto scorta organizzata dagli eserciti jugoslavo e serbo venivano trasportati in bunker, da dove i soldati serbi uccidevano gli abitanti di Sarajevo. Il prezzo che i ‘turisti’ pagavano era alto e aumentava nel caso fossero riusciti a uccidere dei bambini.

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