L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che nel 2025 400 palestinesi sono morti di fame, tra cui 101 bambini, 80 con età inferiore ai cinque anni. La situazione è sempre più tragica così come testimonia Amneh Abu Autawy, madre del piccolo Shaher, ricoverato nell’ospedale Al-Awda, nel nord di Gaza. “Durante la gravidanza, il parto e il post-parto, la situazione era estremamente grave a causa della malnutrizione. Ho perso molto peso per via della mancanza di cibo. Da 70 kg sono passata a pesare 46-47 kg, quindi ho avuto un parto molto difficile. Il mio bambino è nato debole e malnutrito”, ha spiegato la donna. “Il suo peso non sta aumentando. La situazione è molto difficile, non c’è cibo, quindi non ho latte per allattarlo. E dato che non lo allatto al seno, non ha nemmeno difese immunitarie, prende infezioni molto rapidamente”.
“Abbiamo costantemente bisogno di grandi quantità di integratori alimentari specializzati per i bambini piccoli, le donne incinte e le donne che allattano”, ha denunciato la dottoressa Rana Abu Zaatir, responsabile del reparto di nutrizione terapeutica dell’ospedale Al-Awda. “Se una donna incinta soffre di malnutrizione, c’è un’alta probabilità di aborto spontaneo. Non è in grado di espellere il feto e quindi non è in grado di affrontare il travaglio e le sue complicazioni. Questo porta anche alla nascita di bambini con un peso inferiore al normale. Inoltre, durante l’allattamento, la madre potrebbe non essere in grado di fornire al bambino la quantità ottimale di latte materno, il che fa sì che il bambino rimanga sottopeso”.
