Flotilla, liberi i quattro parlamentari italiani fermati da Israele – La diretta

Flotilla, liberi i quattro parlamentari italiani fermati da Israele – La diretta
I parlamentari del Pd che erano a bordo della Flotilla accolti a Fiumicino da Elly Schlein (Foto LaPresse/Mauro Scrobogna)

Altro gruppo di barche in viaggio verso Gaza. Israele: “Non consentiremo di superare il blocco”. Ben Gvir: “Trattenere attivisti in prigione per qualche mese”

Quattro parlamentari italiani, fermati da Israele a bordo della Global Sumud Flotilla, sono stati rilasciati e trasferiti all’aeroporto di Tel Aviv dove prenderanno un volo di linea assistiti dal personale dell’ambasciata. Partiranno per Roma con il volo IZ 335 alle 10 (ora locale). Lo informa la Farnesina. Si tratta del senatore Marco Croatti, il deputato Arturo Scotto e le eurodeputate Benedetta Scuderi e Annalisa Corrado. Erano stati bloccati dalle forze dello Stato ebraico, la sera di mercoledì 1° ottobre, mentre si avvicinavano alla costa di Gaza. Il vicepremier Antonio Tajani aveva avuto più contatti con il ministro israeliano degli Esteri Gideon Sa’ar chiedendo la liberazione immediata.

Intanto una delle imbarcazioni della Flotilla sta ancora navigando, secondo i dati di tracciamento e una diretta streaming. Lo riporta Times of Israel. La ‘Marinette‘ avrebbe avuto problemi meccanici ed è rimasta indietro rispetto all’armata principale di oltre 40 navi, tutte intercettate e prese in consegna dalla Marina israeliana. La barca si trova attualmente a circa 80 miglia nautiche da Gaza. Il ministero degli Esteri di Tel Aviv ha avvertito in precedenza che, se l’ultima nave si avvicinerà alla Striscia, “anche il suo tentativo di entrare in una zona di combattimento attiva e di violare il blocco sarà impedito”. 

In Italia, invece, non si placano le manifestazioni. Migliaia di persone sono attese oggi nelle piazze di tante città, da Nord a Sud, per protestare in solidarietà con Gaza e la Flotilla, in occasione dello sciopero generale.

La missione umanitaria della Flotilla per Gaza: le ultime notizie
Inizio diretta: 03/10/25 07:00
Fine diretta: 03/10/25 23:00
Farnesina chiede di migliorare condizioni detenzione attivisti

Il team consolare dell’ambasciata d’Italia in Israele ha segnalato che nel carcere le condizioni detentive degli attivisti fermati della Global Sumud Flotilla sono particolarmente disagevoli. È quanto fa sapere la Farnesina in una nota. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dato quindi istruzioni all’ambasciata di chiedere tramite il ministero degli Esteri israeliano una verifica e un miglioramento delle condizioni di detenzione. L’ambasciata d’Italia inoltre sta operando per accelerare le pratiche di espulsione, che saranno particolarmente veloci soprattutto per i connazionali che hanno deciso di firmare il foglio di via proposto dalle autorità israeliane.

Farnesina: "Terminata visita a italiani fermati, stanno bene"

È terminata dopo molte ore la visita consolare dell’ambasciata d’Italia in Israele ai cittadini italiani fermati sulla Global Sumud Flotilla. È quanto fa sapere la Farnesina in una nota. “Il team consolare ha potuto incontrare tutti i fermati, che stanno bene anche se sono provati da un mese trascorso in mare e dai due giorni di profondo stress in coincidenza con l’operazione militare contro le barche”, si legge nella nota.

Attivisti genovesi saranno rimpatriati in prossime 72 ore

La notizia più attesa è arrivata alla fine di una lunga giornata di mobilitazioni che a Genova ha portato in piazza in mattinata almeno 40mila persone, e nel pomeriggio altre migliaia. Jose Nivoi e Queirolo Palmas, i due attivisti genovesi arrestati da Israele a bordo della Global Flotilla stanno bene e “saranno rimpatriati nelle prossime 72 ore”, messaggio scandito ai megafoni nel corso dell’occupazione della stazione ferroviaria di Genova Principe, che riassume l’esito del colloquio tra la sindaca di Genova Silvia Salis e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sulle condizioni dei fermati e dei due genovesi. Una notizia che fa tirare il fiato dopo una lunga giornata in piazza, tra cortei e presidi per esprimere vicinanza alla popolazione di Gaza e ai partecipanti alla missione internazionale fermati e arrestati due giorni fa. I binari della ferrovia sono stati liberati e resta l’esito di una mobilitazione record in termini di partecipazione. Iniziata con un corteo indetto dalla Cgil che ha attraversato questa mattina la città, da 40mila persone che hanno sfilato dal porto alla Sopraelevata fino al centro di Genova. E poi nel pomeriggio con un secondo corteo, di Usb, con portuali, studenti, cittadini. “Oggi abbiamo assistito ad una risposta straordinaria della piazza. Tutte le province liguri sono state attraversate da cortei e manifestazioni con una richiesta comune: solidarietà per Gaza e per gli equipaggi della Flotilla, rispetto dello sciopero e dei valori costituzionali”, ha commentato Maurizio Calà segretario generale della Cgil Liguria a margine della mattinata di mobilitazione. “Genova con 40 mila manifestanti, ma anche Spezia con 10 mila e oltre 5 mila Savona e più di 3 mila a Imperia con migliaia di persone in piazza dovrebbero far capire al Governo che è il Paese che chiede di porre fine al genocidio, alla fame e alla deportazione in Palestina”, aggiunge Calà. 

Croatti (M5S): "Noi trattati come criminali, ho avuto tanta paura"

“Tutti avevano un unico obiettivo, quello che la politica non vuole vedere. Mi sono imbarcato con queste persone per aggiungere una cosa in più, per dare una immunità col mio ruolo, una protezione. Ma non c’è stata. Siamo stati attaccati con droni due volte. Poi le nostre barche sono state fermate, siamo stati deportati da acque internazionali a Israele, e siamo stati rinchiusi in un hub come criminali. Sono stato schedato e messo in circuiti di controllo, come tutti gli altri”. Così il senatore del M5S Marco Croatti, appena rientrato in Italia dopo il fermo della Flotilla su cui era imbarcato, in collegamento con il palco di chiusura della campagna elettorale di Pasquale Tridico in Calabria. “Ho avuto tanta paura, – ha aggiunto – in tante occasioni. Anche l’altra sera, quando sono arrivate le imbarcazioni. Ma non ci possiamo girare dall’altra parte”. “Le persone che scendono in piazza sono importanti come quelle delle imbarcazioni”, ha concluso. 

Scotto (Pd): "Governo ha sbagliato a criminalizzarci"

“Abbiamo avuto interlocuzione continua col governo, soprattutto col ministro Crosetto. anche nella notte dell’abbordaggio, e vorrei ringraziarlo per questo. Avevamo naturalmente un rapporto continuo con la Farnesina. Ciò non toglie che il governo ha sbagliato a criminalizzare la Flotilla e a non dire che stavamo agendo nella legalità internazionale. L’abbordaggio è avvenuto in acque internazionali, ed è un atto di pirateria secondo il codice del mare, la convenzione di Ginevra e ogni forma di diritto internazionale. Mi aspettavo che il governo dicesse ‘togliete il blocco e fateli passare’, ma non è accaduto. Siamo arrivati a 35 miglia da Gaza, la cosa che mi fa più rabbia. Non davo per scontato che arrivassimo così lontani”. Così il deputato Pd Arturo Scotto a Otto e mezzo su La7.

Scotto (Pd): "Da Meloni attacco senza precedenti verso parlamentari"

“Francamente non mi sento irresponsabile. Credo lo sia chi in questi due anni non ha mosso un dito per fermare quanto sta accadendo a Gaza. Irresponsabile è chi invece che fermare Netanyahu ha cercato di fermare attiviste e attivisti che si sono messi in campo per provare a portare aiuti umanitari e superare il blocco illegale. Non credo che la presidente del Consiglio sia stata molto lucida in questo passaggio. L’attacco che ha fatto verso parlamentari della Repubblica è senza precedenti. Dovrebbe ricordarsi che sono i Parlamenti a stare sopra i governi e non viceversa. Non siamo una repubblica presidenziale, la premier non può permettersi di intimare alcunché a parlamentari che provano a svolgere il proprio mandato anche su anche su quelle barche, nel solco dei valori costituzionali”. Così il deputato Pd Arturo Scotto a Otto e mezzo su La7. 

Legali: "Attivisti in ginocchio con mani legate per ore"

“Dopo il loro rapimento in acque internazionali, i partecipanti (alla missione della Global Sumud Flotilla, ndr) sono stati costretti a inginocchiarsi con le mani legate con delle fascette per almeno cinque ore, dopo che alcuni di loro avevano intonato slogan a favore della liberazione della Palestina”. È quanto denuncia la ong Adalah, che si occupa della rappresentanza legale degli attivisti fermati da Israele. “Durante le visite degli avvocati, il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir è arrivato con l’evidente intento di umiliarli e intimidirli”, si legge in una nota, “i partecipanti alla flottiglia sono stati filmati e sfruttati in una dimostrazione degradante di controllo. Questa umiliazione è avvenuta parallelamente alla campagna diffamatoria condotta dai funzionari israeliani, che hanno falsamente etichettato i membri della flottiglia come ‘terroristi’ nel tentativo di screditare la loro missione pacifica e legittimare le tattiche repressive utilizzate contro di loro”.

 

Legali: "Lasciati ad aspettare 9 ore prima di vedere attivisti"

“Ieri, mentre non si sapeva dove fossero gli equipaggi della flottiglia, gli avvocati sono stati lasciati ad aspettare per circa 9 ore fuori dal porto di Ashdod e non sono stati informati quando le autorità israeliane dell’immigrazione hanno iniziato a trattare i casi e a condurre le udienze, venendo a conoscenza di questi processi illegali solo dopo che i detenuti li hanno chiamati direttamente”. È quanto denuncia la ong Adalah, che si occupa della rappresentanza legale degli attivisti fermati da Israele. “Nonostante i ripetuti rifiuti di ingresso da parte della polizia israeliana, gli avvocati di Adalah sono riusciti alla fine ad accedere al porto e a fornire consulenza ai 331 partecipanti”, si legge nella nota, “diversi partecipanti hanno riferito di essere stati oggetto di aggressioni, minacce e molestie, compreso il fatto di essere stati svegliati con violenza ogni volta che cercavano di dormire”.

Legali: "Attivisti privati di acqua, farmaci e servizi igienici"

“I diritti dei partecipanti (alla missione della Global Sumud Flotilla, ndr) sono stati sistematicamente violati”. È quanto denuncia la ong Adalah, che si occupa della rappresentanza legale degli attivisti fermati da Israele. “Oltre a essere stati privati dell’accesso all’acqua, ai servizi igienici e ai farmaci, è stato loro negato l’accesso agli avvocati, violando i loro diritti fondamentali a un processo equo, a un giudizio imparziale e alla rappresentanza legale”, si legge in una nota.

Ambasciatore Israele: "Presenza parlamentari italiani grave, legittima Hamas"

“È grave che alcuni rappresentanti del parlamento italiano abbiano scelto di partecipare attivamente a questa operazione, ignorando gli appelli alla responsabilità provenienti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal primo Ministro Giorgia Meloni e dalle altre figure istituzionali del governo italiano, e da alte personalità dalla Santa Sede. L’inosservanza degli appelli alla prudenza e alla responsabilità, da parte di parlamentari e attivisti, non solo ha messo a rischio la loro sicurezza, ma ha contribuito a legittimare un’azione che presenta legami diretti con Hamas”. Lo scrive su X l’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, in merito alla vicenda Flotilla. “Questa narrativa falsata e ideologizzata mossa a livello politico e propagandistico ha avuto conseguenze concrete e pericolose nelle città italiane con episodi di tensione durante manifestazioni e scioperi, e in alcuni casi con iniziative che hanno anche assunto connotazioni apertamente antisemite”, spiega. “Tali derive non possono essere sottovalutate né normalizzate: alimentare una narrazione ostile e infondata contro Israele contribuisce a creare un clima di odio che mette a rischio la convivenza civile e i valori democratici su cui si fondano le istituzioni italiane ed europee.
Israele ha agito nel pieno rispetto del diritto internazionale, esercitando il legittimo blocco navale in una zona di guerra attiva, come previsto dalle convenzioni internazionali. Tutti i partecipanti sono stati trattati con rispetto e assistiti dalle autorità competenti, come confermato anche dall’Ambasciata italiana in Israele”, prosegue. “Ribadiamo il nostro impegno per la sicurezza dei civili, il rispetto del diritto umanitario e la cooperazione con tutti i Paesi che condividono la lotta contro il terrorismo. Israele continuerà a difendere il proprio diritto all’esistenza e a contrastare ogni tentativo di strumentalizzazione politica che metta a rischio la pace e la stabilità nella regione”, conclude.

Ambasciatore Israele: "Provocazione politica contro il nostro Paese"

“In merito agli sviluppi recenti relativi alla cosiddetta ‘Global Sumud Flotilla’, desidero esprimere con fermezza la profonda indignazione dello Stato di Israele per la narrazione distorta e strumentale che ha accompagnato questa iniziativa. Presentata come missione umanitaria, si è rivelata nei fatti una provocazione politica deliberata, orchestrata con l’obiettivo di minare la legittimità di Israele e di favorire la propaganda di gruppi estremisti”. Lo scrive su X l’ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled. “Allo stato attuale le imbarcazioni fermate e controllate trasportavano una quantità di aiuti umanitari inferiore a quella contenuta in un singolo camion. Un numero irrisorio rispetto agli oltre mille cinquecento convogli entrati solo nell’ultima settimana a Gaza attraverso i canali ufficiali”, spiega. “Israele ha offerto canali sicuri e legittimi per la consegna degli aiuti, tra cui il porto di Ashkelon e la mediazione del Patriarcato Latino di Gerusalemme, ma tali proposte sono state volutamente ignorate dagli organizzatori della Flotilla”, aggiunge.

 

Hamas: "Da Ben Gvir arroganza e decadenza morale"

Hamas ha affermato in una dichiarazione su Telegram che l’irruzione del ministro israeliano di estrema destra Itamar Ben Gvir nel centro di detenzione e il suo tentativo di minacciare e umiliare gli attivisti della Global Sumud Flotilla presenti riflettono “la portata dell’arroganza e della decadenza morale e politica” dei leader israeliani. Lo riporta Al Jazeera. “Ciò richiede una condanna globale e internazionale del suo comportamento e di quello del suo esercito fascista contro il nostro popolo indifeso, e una pressione sull’entità affinché li rilasci immediatamente”, ha aggiunto il gruppo palestinese, esprimendo “orgoglio e ammirazione per la posizione eroica dimostrata dagli attivisti”.

Ben Gvir: "Trattenere attivisti in prigione per qualche mese"

Il ministro israeliano di estrema destra per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, afferma che Israele dovrebbe incarcerare per diversi mesi gli attivisti della Flotilla detenuti, invece di deportarli nei loro Paesi d’origine. Lo riporta il Times of Israel. Oltre 470 attivisti sono stati trattenuti dalla Marina israeliana a bordo delle 42 imbarcazioni che componevano la Global Sumud Flotilla mercoledì sera, e il ministero degli Esteri ha fatto sapere che quattro sono già stati deportati, mentre i restanti sono in fase di espulsione. Ben Gvir, leader del partito ultranazionalista Otzma Yehudit, afferma in una dichiarazione video che il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha commesso un “errore” facendoli espellere. “Penso che debbano essere tenuti qui per alcuni mesi in una prigione israeliana, in modo che si abituino all’odore dell’ala terroristica”, afferma. Secondo Ben Gvir, Netanyahu non può continuare a rimandarli nei loro Paesi d’origine, “perché questo li fa tornare ancora e ancora e ancora”. 

Manifestanti Ancona: "Attivista arrestata interrogata per ore"

“Silvia Severini e le altre persone arrestate sono state interrogate per ore. Non hanno firmato il foglio che le autorità sioniste gli hanno proposto. Li porteranno in carcere e potranno vedere i diplomatici. Silvia è una vera resistente”. Lo hanno detto i manifestanti al corteo di Ancona parlando dell’attivista di Ancona che è tra i 22 italiani fermati sulla Global Sumud Flotilla. Il corteo è proseguito con cori per la Palestina libera. Il corteo lungo quasi un chilometro sta arrivando alla banchina Da Chio. “Siamo in migliaia”, hanno detto gli organizzatori. 

Conte telefona a Croatti: "Fieri di te, ora tornino tutti"

Il leader del M5S Giuseppe Conte ha sentito al telefono il senatore pentastellato Marco Croatti, appena atterrato a Fiumicino. “Bentornato Marco”, ha esordito il presidente 5S che ha poi ricordato al senatore che “siamo tutti fieri di te e non vediamo l’ora di abbracciarti”. Subito dopo ha condiviso con Croatti il pensiero che per cui “devono tornare al più presto anche tutti gli altri cittadini, italiani e non solo”. In chiusura di telefonata Conte ha salutato Croatti ricordando che “con il vostro gesto avete lanciato un segnale forte” che ha squarciato “l’ipocrisia di chi copre il genocidio in corso a Gaza”.

Attivista: "Nostro arrivo previsto nei prossimi giorni"

“Sulla mia barca ‘Adb Elkarin Eid’, siamo in 9 persone, di cui 5 francesi, 2 britanniche e 2 italiane. Siamo partiti il 27 settembre da Catania e dovremmo arrivare nei prossimi giorni”. Lo racconta a LaPresse Lorenzo Mollicone, 26 anni, inviato come reporter ufficiale per la rivista indipendente ‘Scomodo’ per la copertura mediatica della missione di Freedom Flotilla e Thousands Madleen coalition. “Gli aiuti umanitari che stiamo trasportando – spiega – ci sono stati specificatamente richiesti da associazioni che ancora riescono ad operare nella striscia di Gaza a sostegno dei suoi abitanti. Qualora venissimo abbordati sarebbero sicuramente posti a sequestro e bloccati nella loro consegna, come le decine di migliaia di tonnellate di aiuti umanitari ferme ai valici di frontiera palestinese”.

Attivista: "Supporto da proteste, popolazione mondiale al limite"

“Le mobilitazioni in Italia, Europa e nell’intera area mediterranea ci stanno dando un supporto incredibile, sentiamo una profondissima connessione tra noi in mare e la gente a terra verso ciò che sta succedendo a Gaza e in Palestina”. Lo dice a LaPresse Lorenzo Mollicone, 26 anni, inviato come reporter ufficiale per la rivista indipendente ‘Scomodo’, per la copertura mediatica della missione di Freedom Flotilla e Thousands Madleen coalition, che ha organizzato una seconda flotta per dare continuità alla Sumud. “La popolazione mondiale – aggiunge – è arrivata al limite, da padri e madri di famiglia o semplicemente da persone con un minimo di coscienza sensibile non si può più sopportare uno sterminio simile di un’intera popolazione civile. Ho avuto conferma di questo sentimento popolare anche dalle stesse forze dell’ordine italiane che hanno autorizzato la nostra missione”.

Attivista: "Sconforto per abbordaggi ma vogliamo credere in Ue"

“Per gli abbordaggi alla Sumud e l’arresto dei membri degli equipaggi, c’è chiaramente sdegno e sconforto. Si tratta dell’ennesimo atto illegale e di prevaricazione violenta da parte di Israele avvenuto sotto gli occhi del mondo e rimasto impunito. Vogliamo ancora credere però che qualcuno nel mondo istituzionale e governativo europeo si muova in difesa del diritto internazionale e marittimo e garantisca un passaggio sicuro alle nostre barche”. Lo dice a LaPresse Lorenzo Mollicone, 26 anni, romano con esperienze di vita all’estero, inviato come reporter ufficiale per la rivista indipendente ‘Scomodo’, per la copertura mediatica della missione di Freedom Flotilla e Thousands Madleen coalition, che ha organizzato una seconda flotta per dare continuità alla Sumud.

Schlein: "Liberare subito tutti gli attivisti, detenzione illegittima"

“Annalisa e Arturo sono arrivati a Roma. Tutte le attiviste e tutti gli attivisti della Flotilla devono essere subito liberati e messi in condizione di rientrare perché la loro detenzione da parte del governo israeliano è illegittima, come illegale è stato l’intercetto in acque internazionali. Chiediamo ai governi di fare tutto il possibile per accelerare la liberazione e il rientro degli attivisti”. Lo scrive sui social la segretaria dem Elly Schlein pubblicando un video che mostra l’abbraccio all’aeroporto di Fiumicino con l’eurodeputata Annalisa Corrado e il deputato Arturo Scotto, rientrati in Italia con un volo da Tel Aviv.

Legali: "Alcuni attivisti hanno iniziato uno sciopero della fame"

Gli attivisti della Global Sumud Flotilla “sono in fase di trasferimento alla prigione di Saharonim, vicino alla prigione di Ketsiot, a eccezione di quelli della nave Marinette, intercettata oggi. Diversi attivisti, tra cui il nostro vicepresidente Alexis Deswaef, si sono rifiutati di firmare documenti che riconoscono falsamente un ‘ingresso illegale’ nel territorio israeliano e hanno iniziato uno sciopero della fame. È prevista un’udienza nella prigione”. È quanto fa sapere l’International Federation for Human Rights (Fidh), di cui fa parte la ong Adalah, che si occuperà della rappresentanza legale degli attivisti della Global Sumud Flotilla. “La Fidh denuncia con forza le condizioni di detenzione degli attivisti e gli ostacoli incontrati dagli avvocati della nostra organizzazione membro Adalah – The Legal Center For Arab Minority Rights In Israel, che hanno avuto difficoltà a fornire assistenza legale agli attivisti”, aggiunge la nota. 

Familiari e colleghi riabbracciano a Fiumicino i parlamentari italiani

Sono stati accolti da calorosi abbracci i quattro parlamentari italiani rientrati all’aeroporto di Fiumicino dopo aver partecipato alla missione della Global Sumud Flotilla. Ad attenderli i più stretti familiari, amici e colleghi di partito. Arturo Scotto, parlamentare del Pd, Marco Croatti, senatore del Movimento 5 Stelle, Annalisa Corrado, europarlamentare dem, e Benedetta Scuderi, europarlamentare Avs, sono atterrati da poco a Roma con il volo di rimpatrio da Tel Aviv dopo il fermo da parte dell’esercito israeliano della missione umanitaria. Dopo aver lasciato brevi dichiarazioni, hanno fissato a domani l’appuntamento per raccontare le ore trascorse in Israele, dall’abbordaggio al rimpatrio. Hanno aspettato l’arrivo dei parlamentari in aeroporto la leader del Pd Elly Schlein, il leader di Avs Angelo Bonelli, diversi parlamentari del M5S, tra cui il capogruppo al Senato Stefano Patuanelli, e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri.

Croatti (M5S): "Prelevati e schedati, detenzione umanamente difficile"

“Abbiamo passato una nottata, che poi racconteremo, molto complessa, molto difficile, anche umanamente. Abbiamo visto solo il viceambasciatore questa mattina poco prima di partire con l’aereo”. Così il senatore M5S Marco Croatti parlando all’aeroporto di Fiumicino al rientro in Italia dopo l’abbordaggio della missione Flotilla su cui era imbarcato. “Noi siamo stati tutto il tempo insieme a tutta la componente della Flotilla, siamo stati dentro questo centro” di detenzione “in cui ci hanno schedato, monitorato, controllato. Siamo montati su dei furgoni per andare al carcere, poi siamo stati prelevati da questi furgoni, siamo dovuti uscire, ci hanno fatto una fotografia, ci hanno rimesso su questi furgoni. Io ero con 22 persone, nessuna di nazionalità italiana, ci hanno riprelevato per fare una dichiarazione che stavamo bene, perché stavamo bene, poi ci hanno rimesso in un altro furgone e siamo andati via”, ha raccontato l’esponente del Movimento.

Croatti (M5S): "Preoccupati per italiani detenuti, riportarli a casa"

“Siamo tremendamente preoccupati per tutti gli italiani che sono rimasti in questo momento nei centri di detenzione. Dobbiamo essere tutti quanti bravi a mantenere l’attenzione e portare a casa tutti gli italiani che sono in detenzione. È importante che ci sia l’attenzione di tutti i media in questo momento per avere il focus su queste persone, è fondamentale”. Così il senatore M5s Marco Croatti parlando all’aeroporto di Fiumicino al rientro in Italia dopo l’abbordaggio della missione Flotilla su cui era imbarcato. 

Scuderi (Avs): "Siamo provati, ci sono state violazioni"

“Siamo un po’ provati, noi siamo tornati. Il nostro pensiero continua a essere a Gaza e a tutte le persone che non sono tornate”. Così l’europarlamentare di Avs Benedetta Scuderi al rientro all’aeroporto di Fiumicino dopo l’abbordaggio della missione Flotilla su cui era imbarcata. A chi chiedeva se ci fossero state violenze da parte delle forze israeliane, ha risposto: “Ci sono state delle violazioni, sono successe molte cose ma ne parleremo domani con calma”. 

Sindaco di Roma a Fiumicino per accogliere i quattro parlamentari

C’è anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri tra i politici arrivati all’aeroporto di Fiumicino per accogliere i quattro parlamentari, due nazionali e due europei, atterrati poco fa con un aereo proveniente da Tel Aviv. 

Astra Taylor: "Attivisti lottano anche quando le percentuali sono contro"

“Da attivista esprimo il mio supporto alla Flotilla e a un mio caro amico, al momento detenuto ma al quale voglio esprimere apprezzamento per impegno e coraggio. Ci sarà sempre qualcuno che criticherà le decisioni di chi vuole cambiare le cose. Ma essere attivisti vuol dire lottare per il cambiamento anche quando le percentuali sono contro di te. E questo non sarebbe possibile senza una vera e propria disciplina dell’ottimismo”. Lo ha detto Astra Taylor, scrittrice, regista e attivista politica canadese-statunitense e co-fondatrice di Debt Collective, il movimento sociale che mira alla cancellazione del debito attraverso azioni collettive e pratiche di solidarietà economica, intervenendo a Wired Next Fest in corso a Rovereto, in Trentino.

Atterrato a Fiumicino aereo da Tel Aviv con 4 parlamentari

E’ atterrato alle 13.45 all’aeroporto di Fiumicino l’aereo partito da Tel Aviv con a bordo i quattro parlamentari che hanno preso parte alla spedizione della Global Flotilla. Si tratta del senatore Marco Croatti, dell’eurodeputata Annalisa Corrado, del deputato Arturo Scotto e dell’eurodeputata Benedetta Scuderi, i quali erano stati fermati dalle autorità israeliane mentre si avvicinavano alla costa di Gaza.

Schlein e Bonelli a Fiumicino per arrivo parlamentari

La segretaria del Pd Elly Schlein e il deputato di Avs Angelo Bonelli sono arrivati a Fiumicino dove a breve atterreranno i parlamentari che stanno rientrando in Italia dopo aver preso parte alla Global Sumud Flotilla. Presente anche una delegazione del Movimento 5 Stelle composta da Stefano Patuanelli, Barbara Floridia, Alessandra Maiorino e Francesco Silvestri. 

 I 4 parlamentari italiani in volo verso Roma

 I quattro parlamentari italiani fermati nell’ambito del blocco della Global Sumud Flotilla da parte della Marina di Israele sono in volo per arrivare a Roma. È quanto si apprende da fonti della Farnesina. Il senatore Marco Croatti, l’eurodeputata Annalisa Corrado, il deputato Arturo Scotto e l’eurodeputata Benedetta Scuderi rientrano con il volo IZ 335. 

Israele: "Quattro italiani già espulsi, altri il prima possibile"

“Quattro cittadini italiani sono già stati espulsi. Gli altri sono in fase di espulsione. Israele è intenzionato a concludere questa procedura il più rapidamente possibile”. Lo scrive il ministero degli Esteri israeliano in un post su X. Il ministero ha ribadito l’accusa alla Global Sumud Flotilla di essere legata a Hamas e avere voluto compiere una “provocazione”.

“Come Israele, Italia, Grecia e il Patriarcato Latino di Gerusalemme hanno ripetutamente affermato, qualsiasi aiuto queste imbarcazioni potessero trasportare, per quanto esiguo, avrebbe potuto essere trasferito pacificamente a Gaza”, scrive il dicastero. E ancora: “In allegato sono presenti le foto di Greta Thunberg e di altri membri di questa provocazione al loro arrivo in Israele. Tutti sono al sicuro e in buona salute”. 

Metsola in contatto con gli eurodeputati: "Siano tutelati"

Per quanto riguarda la Flotilla e gli eurodeputati che si trovavano a bordo “la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola è in contatto con i membri dell’Eurocamera, con i gruppi politici e con i loro uffici e, naturalmente, la tutela del benessere dei membri, ovunque nel mondo, è sempre la priorità assoluta del Parlamento”.

“Il Parlamento e la presidente hanno insistito affinché i membri siano tutelati e trattati con rispetto, in quanto rappresentanti eletti del popolo europeo e questo è ovviamente il caso anche in questa situazione, quindi sono stati presi dei contatti. E sappiamo anche dalle notizie che ci arrivano che molti di questi sono già stati rilasciati. Posso assicurarvi che i contatti sono costanti”. Lo dice la portavoce del Parlamento europeo, Delphine Colard.

Altro gruppo barche verso Gaza per rompere il blocco navale

Una nuova flottiglia, composta da 9 imbarcazioni, si sta dirigendo verso le coste di Gaza nel tentativo di rompere il blocco navale di Israele sulla Striscia. Su un tracker che mostra live gli spostamenti della nuova Flotilla, condiviso dalla Freedom Flotilla Coalition sui suoi social, si vede che le barche si trovano al momento a sud di Creta.

L’ultima di queste a essere partita è la Conscience, che è partita da Otranto il 30 settembre con a bordo medici attivisti e attivisti provenienti da 25 Paesi. Le altre imbarcazioni erano partite fra 25 e 27 settembre, sempre dall’Italia. Il Times of Israel scrive che è atteso che le barche verranno intercettate dalla Marina di Israele se dovessero continuare ad avvicinarsi a Gaza. 

“La Conscience è l’ultima e la più grande imbarcazione di questa storica flottiglia e il suo nome rappresenta non solo la ferma resistenza al blocco illegale di Israele, ma anche un appello a risvegliare la coscienza del mondo”, ha affermato Huwaida Arraf, membro del comitato direttivo della Freedom Flotilla Coalition a bordo della Conscience.

“Come giornalisti e professionisti del settore medico, abbiamo la responsabilità di dire la verità e preservare la vita. Questa missione è un appello ai nostri colleghi – e alle istituzioni che ci rappresentano a livello globale – affinché rompano il loro silenzio, difendano la loro etica e si schierino dalla parte giusta della storia”, ha affermato invece il medico Riccardo Corradini. 

La nuova flottiglia è organizzata congiuntamente dalla Freedom Flotilla Coalition (FFC) e da Thousand Madleens. “Per quasi due anni, Israele ha impedito ai giornalisti stranieri di entrare a Gaza, creando uno dei blackout mediatici più severi e prolungati della storia moderna. Durante questo periodo, le forze israeliane hanno preso di mira i giornalisti palestinesi, uccidendone oltre 270 e imprigionandone innumerevoli altri dall’ottobre 2023”, scrive FFC.

“Contemporaneamente, Israele ha sistematicamente smantellato il sistema sanitario di Gaza attraverso un assedio e bombardamenti incessanti. Ospedali e cliniche sono stati distrutti, mentre gli operatori sanitari palestinesi sono stati affamati, rapiti, torturati e uccisi. Alle équipe mediche internazionali è sistematicamente vietato l’ingresso e ai pochi che sono autorizzati ad entrare è proibito portare attrezzature e forniture salvavita”, aggiunge.

Ruggero Zeni: "Premete sul governo per la nostra liberazione"

“Fate pressione sul governo italiano per la mia, per la nostra liberazione”. Così Ruggero Zeni, trentino di 69 anni, imbarcato sulla Seulle in un video diffuso da Global Sumund Flotilla. Assieme a Zeni, da anni residente a Malaga, in Spagna, c’è un altro trentino che era diretto a Gaza: il medico roveretano Riccardo Corradini, 32 anni, nel 2019 primo studente occidentale ad avere effettuato l’Erasmus negli ospedali di Gaza City. Corradini è imbarcato sulla Conscience e risulta tra i fermati dell’esercito israeliano. 

Crosetto: "Nave della Marina senza avvertire Meloni? Falso"

“Oggi ho scoperto che uno dei principali quotidiani italiani pubblica un retroscena firmato da Gio.Vi. totalmente falso. È uno di quei retroscena fatti per riempire un buco in pagina o un’assenza di notizie o per pungolare citando un gossip. Capita spesso. Ma normalmente sono verosimili e contengono, magari deformate, pezzi di informazioni reali. In questo caso no, è tutto falso, non vero, inventato. Tutto”. Lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto, postando un articolo di Repubblica secondo cui Crosetto avrebbe deciso di inviare la fregata della Marina ‘Fasan’ a dare assistenza agli italiani della Global Sumud Flotilla senza prima avvisare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Bastava che questo signor Gio.Vi. avesse avuto il buonsenso di chiedere a qualcuno, di provare ad informarsi da persone vicine alle fonti, prima di scrivere una cosa totalmente falsa (e smontabile in un secondo) che riguarda il Presidente del Consiglio ed il Ministro della Difesa. Ancor di più in un momento così delicato e su un argomento così sensibile. Così non è stato. Il risultato sono due trafiletti pieni di gravi bugie. Perché? Con che logica? Con quale obiettivo? Non capisco. Immagino però che non se lo sia inventato di sana pianta ma esista una ‘fonte’ che l’ha usato”, prosegue.

“Ciò detto – aggiunge Crosetto – sul mio telefono il dialogo con il Presidente Meloni inizia mercoledì 24 settembre poco dopo le 3 del mattino (ora di Tallin) con dei messaggi via Whatsapp. C’era stato un attacco con droni ad alcune imbarcazioni della Sumud Flotilla, sulla quale c’erano cittadini italiani. Alle 3,59 le giro l’analisi del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Portolano. Alle 4,24 le invio l’analisi giuridico-legale fatta dalla Marina Militare che mi fornisce il Capo di Stato Maggiore della Marina, Amm. Credendino”.

“Nel prosieguo del confronto abbiamo addirittura concordato come comunicare la decisione, che sapevamo essere *rilevante* Dopo quel momento sono centinaia i messaggi tra me e lei per seguire evoluzioni, prevenire problemi, confrontarci sulle preoccupazioni. Inframezzati a tanti altri su altri temi, come accade ogni giorno. Ah, dimenticavo! Un’altra stranezza dell’articolo è la citazione dei vertici di Fdi che non sarebbero stati informati. Come se i ministri fossero tenuti ad informare i vertici di un partito delle scelte istituzionali. No comment.Comunque, come spesso accade, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”, conclude.

La portavoce della Flotilla Maria Elena Delia: "Finché i parlamentari non rientrano non siamo tranquilli"

“Da quello che ci dice la Farnesina”, i parlamentari arrestati “stanno tutti bene”, “solo che le pratiche per l’espulsione saranno un po’ lente. Ad oggi ci risulta che stanno bene. Sono detenuti per non aver fatto nulla, questo lo dobbiamo ricordare. Sono in carcere per aver navigato in acque internazionali. Abbiamo saputo dal nostro ministro degli Esteri che il diritto internazionale conta, ma fino a un certo punto”. Lo ha detto la portavoce di Global Flotilla Italia, Maria Elena Delia stamani in piazza a Roma.

“Finché non tornano in Italia, considerate le mani in cui si trovano, non siamo per niente tranquilli – ha aggiunto -. Quando saranno qui tireremo un sospiro di sollievo per la loro incolumità, ma non per quello che abbiamo visto accadere”. Sulla possibilità di incontrare già oggi i parlamentari che rientrano in Italia, Delia ha detto “non so se logisticamente ce la faremo”. 

Salvini: "Chi va in zona di guerra è responsabile dei costi per la collettività"
(photo by Cecilia Fabiano/LaPresse)

Gli italiani a bordo della Flotilla “li abbiamo tutelati fino in fondo” ma “se uno mette a rischio la sua vita e va in zona di guerra, dovrebbe anche essere responsabile di quello che fa e di quello che costa alla collettività italiana. Quanto è costata e sta costando questa spedizione in barca a vela, mentre gli aiuti arrivano a tonnellate per vie normali?”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, a ‘Mattino Cinque’.

“Ecco, questa spedizione nel Mediterraneo quanto è costata all’Italia oggi e quanto costerà domani? Quanto avvicina la pace? La allontana, perché nel momento in cui fra Trump, il Papa, Netanyahu, Hamas, i paesi arabi, si avvicina un percorso di pace, questi cercano uno scontro. Non è corretto, non è accettabile, non è responsabile”, ha concluso il vicepremier. 

Media: nave Marinette intercettata dalla Marina israeliana

Secondo una diretta streaming, l’ultima nave della Global Sumud Flotilla che ha tentato di rompere il blocco marittimo israeliano sulla Striscia di Gaza è stata intercettata dalla Marina israeliana. Lo riferisce il Times of Israel, aggiungendo che la Marinette ha avuto problemi meccanici ed è rimasta indietro rispetto alla flotta principale di 41 navi, tutte intercettate e prese in consegna ieri dalla Marina israeliana. Le riprese mostrano le truppe dell’unità commando navale Shayetet 13 salire a bordo dell’imbarcazione.

Global Movement Flotilla: "Pressiamo il governo per cambiare le cose in Palestina"

“Si scende in piazza perché finalmente oggi c’è uno sciopero generale indetto dalla maggior parte dei sindacati, dalla Cgil, dalla Usb e da tutti i sindacati minori, per protestare e mobilitarsi a seguito della missione della Global Sumud Flotilla. Per noi è estremamente importante il fatto che tutti si siano mobilitati e che cerchino di fare pressione sul governo perché le cose in Palestina cambino”. Lo ha detto a LaPresse Giorgina Levi, portavoce del Global Movement Gaza Italia stamani in piazza a Roma.

“Oggi sarà una grande giornata. Roma già dalla mattina è tutta bloccata. Ci sono tantissimi sindacati, cittadine e cittadini che stanno preconvergendo nei loro presidi e ci vedremo tutti quanti a piazza dei Cinquecento intorno alle 11. Da lì bloccheremo il principale snodo ferroviario italiano, la stazione Termini dall’esterno, e questo creerà dei problemi a parte lo sciopero alla mobilità urbana, e da lì vedremo quale sarà il percorso che il corteo vorrà fare”.

ulla spedizione umanitaria della Flotilla ha aggiunto: “Noi abbiamo sempre navigato in acque internazionali, non abbiamo fatto nulla d’illegale. Il diritto è dalla nostra parte. Siamo semplicemente cittadine e cittadine che vogliono far sentire la loro voce in maniera assolutamente legale. Non ci sentiamo in nessuna maniera irresponsabili. Sono irresponsabili i governi che non fanno nulla per far cambiare le cose”.

Anche due trentini tra i fermati: Riccardo Corradini e Ruggero Zeni

Oltre al medico roveretano Riccardo Corradini di 32 anni c’è un altro trentino tra i volontari imbarcati sulla Flotilla fermata dall’esercito israeliano. Ruggero Zeni, 69 anni, risulta a bordo della Seulle, che secondo quanto riporta la stampa locale ha avuto contatti con il fratello fino a pochi minuti prima del blocco. Come riporta il T quotidiano il fratello ha detto che “lo ha sentito tutti i giorni con foto, video e messaggi. Diceva che sarebbe stato fermato in acque internazionali e così è stato”. 

Media: la barca Marinette naviga ancora verso Gaza

Una barca della Global Sumud Flotilla, la Marinette sta continuando la sua navigazione verso Gaza e intorno alle 6 di stamattina ora italiana un feed video live mostrava l’equipaggio con il sole che sorgeva alle loro spalle nelle acque internazionali del Mar Mediterraneo e un live tracker indicava che si trovava a 43 miglia nautiche dalle acque di Gaza, cioè a circa 80 chilometri. Lo riporta Al-Jazeera.

Secondo quanto riferisce l’emittente, giovedì sera durante una videochiamata con gli organizzatori della Flotilla il capitano australiano, che si è identificato solo come Cameron, ha spiegato che inizialmente la barca aveva avuto problemi al motore e quindi era rimasta indietro rispetto al gruppo principale. Ora la nave sta “navigando” verso Gaza, ha aggiunto Cameron. “Abbiamo a bordo un gruppo di turchi molto determinati… abbiamo una signora dell’Oman e me, e continueremo semplicemente nella direzione intrapresa”, ha detto.

Al-Jazeera riporta che la Marinette, battente bandiera polacca, ha un equipaggio di 6 persone. È l’ultima nave operativa rimasta della Global Sumud Flotilla, che era composta da 44 imbarcazioni. Il ministero degli Esteri israeliano ha già avvertito la Marinette che “anche il suo tentativo di entrare in una zona di combattimento attiva e violare il blocco sarà impedito”.

Israele: "470 attivisti processati prima dell'espulsione"

La polizia israeliana riferisce che 470 attivisti arrestati dalla Marina di Israele nell’ambito del blocco della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza sono stati processati. Lo riporta il Times of Israel. La polizia fa sapere di avere sottoposto gli attivisti a un “processo di ispezione approfondito”, aggiungendo che sono stati consegnati all’Autorità per la popolazione e l’immigrazione e al Servizio penitenziario israeliano per ulteriori procedimenti prima dell’espulsione. Secondo la polizia, sono più di 600 gli agenti, funzionari penitenziari e rappresentanti dell’immigrazione che erano stati dispiegati al porto di Ashdod per l’arrivo degli attivisti fermati. 

Farnesina: "Personale del consolato ad Ashdod per dare supporto agli italiani"

L’ambasciata italiana ha schierato personale del consolato al porto di Ashdod per effettuare visite consolari e richiedere la liberazione immediata di tutti italiani detenuti a seguito dell’iniziativa della Global Sumud Flotilla. Lo fa sapere la Farnesina in una nota con la quale si comunica anche che sono stati liberati e torneranno oggi in Italia i quattro parlamentari che erano a bordo della Flotilla. 

Farnesina: "Liberi i quattro parlamentari italiani fermati in Israele"

La Farnesina informa che sono stati liberati dalle autorità di Israele i quattro parlamentari italiani che facevano parte della Flotilla. Il senatore Marco Croatti, l’eurodeputata Annalisa Corrado, il deputato Arturo Scotto e l’eurodeputata Benedetta Scuderi erano stati fermati mentre si avvicinavano alla costa di Gaza. Il ministro Tajani aveva avuto più contatti con il ministro israeliano Saar chiedendo la liberazione immediata. I parlamentari italiani sono stati trasferiti all’aeroporto di Tel Aviv e prenderanno un volo di linea assistiti dal personale dell’ambasciata. Partiranno per Roma con il volo IZ 335 dll 10 locali. 

Media Israele: "Contatti tra Roma e Mossad sulle condizioni degli italiani"

Le autorità italiane hanno avuto una conversazione con il capo del Mossad, Dadi Barnea, chiedendogli di fornire immagini degli attivisti della Flotilla detenuti, per verificare le loro condizioni dopo le voci secondo cui alcuni sarebbero stati maltrattati. Lo riporta l’emittente israeliana Channel 12 secondo cui a fronte della richiesta Barnea ha parlato con la ministra Miri Regev, responsabile del porto di Ashdod, chiedendole di trasmettere con urgenza documenti, filmati e fotografie dei detenuti. Il materiale, spiega l’emittente, è stato trasmesso direttamente dal capo del Mossad alle autorità italiane, “con l’obiettivo di rassicurare sulle condizioni dei fermati e chiudere la polemica diplomatica”. 

Una barca ancora in navigazione, Israele: "Impediremo la violazione del blocco"

Una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla che ha tentato di rompere il blocco navale israeliano sulla Striscia di Gaza sta ancora navigando, secondo i dati di tracciamento e una diretta streaming. Lo riporta Times of Israel. La Marinette avrebbe avuto problemi meccanici ed è rimasta indietro rispetto all’armata principale di oltre 40 navi, tutte intercettate e prese in consegna dalla Marina israeliana. Secondo la Flotilla, la Marinette si trova attualmente a circa 80 miglia nautiche da Gaza. Il ministero degli Esteri israeliano ha avvertito in precedenza che, se l’ultima nave si avvicinerà a Gaza, “anche il suo tentativo di entrare in una zona di combattimento attiva e di violare il blocco sarà impedito”. 

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