Mentre non si ferma l’offensiva israeliana a Gaza, il segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato in Israele per una visita ufficiale, meno di una settimana dopo che le forze di difesa israeliane hanno attaccato i leader di Hamas nella capitale del Qatar, Doha. Secondo l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu – riporta il Times of Israel – oggi il premier israeliano e Rubio visiteranno insieme il Muro Occidentale a Gerusalemme.
Secondo quanto riporta Axios, Rubio dovrebbe discutere, nel corso del suo viaggio in Israele, la possibilità di un’annessione israeliana di parti della Cisgiordania occupata. Questo in risposta al previsto riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di numerosi Paesi occidentali alla fine di questo mese. Axios cita funzionari israeliani e statunitensi. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non ha ancora preso una decisione in merito all’annessione e alla portata di tale mossa. Secondo un funzionario israeliano, durante l’incontro con Rubio Netanyahu vorrebbe capire se il presidente Usa Trump sosterrebbe l’annessione.
Rubio visita Muro del Pianto a Gerusalemme con Netanyahu
Rubio è arrivato al Muro Occidentale, noto anche come Muro del Pianto, nella Città Vecchia di Gerusalemme insieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e all’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee, in occasione della prima tappa ufficiale del suo viaggio in Israele. Sul lato del Muro Occidentale riservato alle donne in preghiera, le mogli dei tre funzionari hanno pregato e firmato il libro dei visitatori ufficiali del luogo sacro ebraico. Il gruppo ha poi proseguito per un tour dei tunnel del Muro Occidentale, che si trovano sotto il quartiere musulmano della Città Vecchia.
Netanyahu: “Visita Rubio dimostra forza alleanza Israele-Usa”
“Penso che la visita di Rubio qui sia una testimonianza della continuità e della forza dell’alleanza israelo-americana, che è forte e durevole quanto le pietre del Muro Occidentale che abbiamo appena toccato”. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ai giornalisti, dopo la visita con il segretario di Stato americano Marco Rubio al Muro Occidentale di Gerusalemme. “Sotto la presidenza di Donald Trump e del segretario Rubio, questa alleanza non è mai stata così forte e lo apprezziamo profondamente”, ha aggiunto Netanyahu.
Alti funzionari Hamas tentano di lasciare Gaza
Intanto il Coordinatore israeliano delle attività governative nei Territori palestinesi rivela che diversi funzionari di Hamas a Gaza hanno presentato richieste affinché i loro familiari lasciassero la Striscia, e in alcuni casi hanno chiesto di andarsene loro stessi. Lo riporta ‘The Times of Israel’. I “tentativi ipocriti di alti funzionari di Gaza City e dell’organizzazione terroristica di Hamas di evacuare i loro familiari in un Paese terzo attraverso il meccanismo israeliano per l’evacuazione dei residenti di Gaza” sono stati pubblicati dal capo del Cogat, il maggiore generale Ghassan Alian, sulla sua pagina Facebook in lingua araba. “Nelle ultime settimane, diversi funzionari di alto livello hanno presentato richieste affinché i loro familiari lasciassero la Striscia di Gaza, alcuni dei quali hanno persino chiesto di andarsene loro stessi, ma le loro richieste sono state respinte da Israele”, afferma il Cogat. Tra questi – specifica ‘The Times of Israel’ – vi sono Muhammad Madhoun, ministro del governo di Hamas, insieme ai suoi familiari; la famiglia di Isma’il al-Ashqar, capo del Comitato per gli affari esteri e la sicurezza di Hamas; e la famiglia di Alaa a-Din Bata, capo di un comitato governativo di Hamas.
Proseguono gli attacchi israeliani a Gaza City
Intanto oggi un attacco dell’aeronautica militare israeliana (Idf) ha raso al suolo un edificio a Gaza City. Poco prima, l’esercito di Israele aveva diffuso un avviso di evacuazione per i palestinesi residenti nelle vicinanze di un grattacielo nel quartiere Rimal. “Le Idf colpiranno presto l’edificio a causa della presenza di infrastrutture terroristiche di Hamas al suo interno o nelle vicinanze”, aveva affermato il portavoce in lingua araba delle Idf, il colonnello Avichay Adraee. Al Jazeera riporta che le forze israeliane hanno distrutto la torre residenziale al-Kawthar nel quartiere meridionale di Rimal a Gaza City con diversi missili.
Fonti negli ospedali di Gaza hanno inoltre riferito ad Al Jazeera che 25 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani nella Striscia lanciati dall’alba. Hani Mahmoud di Al Jazeera, in un servizio da Gaza City, ha affermato di aver assistito a un “ritmo crescente” di attacchi israeliani durante la notte e questa mattina.
Sul fronte opposto, un drone lanciato dai ribelli Houthi dello Yemen è stato intercettato dalle difese aeree dell’esercito israeliano nei pressi dell’aeroporto di Ramon, nel sud di Israele. Lo afferma l’Idf. Le sirene di allarme aereo sono suonate nella vicina città di Be’er Ora a causa del drone e per il timore della caduta di frammenti dopo che i missili intercettori Iron Dome hanno abbattuto il drone.
Idf, 300mila palestinesi evacuati da Gaza City
Secondo le nuove stime dell’esercito israeliano (Idf), finora oltre 300.000 palestinesi hanno evacuato Gaza City verso altre zone della Striscia. Decine di migliaia di persone hanno abbandonato la zona nei giorni scorsi. Lo riporta il Times of Israel. Si stima che circa un milione di palestinesi risiedessero nella città di Gaza prima che le Idf iniziassero a preparare una grande offensiva contro Hamas.
Qatar: “Basta doppi standard, punire Israele per suoi crimini”
“È ora che la comunità internazionale smetta di applicare due pesi e due misure e punisca Israele per tutti i crimini che ha commesso”. Lo ha affermato lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ministro degli Esteri del Qatar, in un filmato diffuso dal governo del Qatar dopo l’incontro a porte chiuse dei ministri degli Esteri delle nazioni arabe e musulmane che si sono riuniti a Doha per discutere una possibile risposta unitaria all’attacco israeliano a Doha contro la leadership del gruppo militante Hamas. Domani si terrà un incontro tra i leader dei Paesi presenti oggi. Lo sceicco Mohammed ha affermato che il Qatar rimane impegnato a collaborare con l’Egitto e gli Stati Uniti per raggiungere un cessate il fuoco. Tuttavia, ha sottolineato che è giunto il momento di affrontare le conseguenze degli attacchi di Israele in tutto il Medio Oriente nel contesto del conflitto.

