Gaza City, Katz: “Si apriranno le porte dell’inferno”. Confermata carestia di livello 5

Gaza City, Katz: “Si apriranno le porte dell’inferno”. Confermata carestia di livello 5
Parenti e sostenitori degli ostaggi israeliani detenuti nella Striscia di Gaza protestano a Tel Aviv

Il ministro: “Gaza sarà distrutta se Hamas non accetta le nostre condizioni”

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato di aver approvato i piani dell’esercito (Idf) per “sconfiggere Hamas a Gaza“, che comprendono l’invasione di Gaza City con una nuova offensiva. “Le porte dell’inferno si apriranno presto sugli assassini e gli stupratori di Hamas a Gaza”, ha scritto Katz in un post su X. 

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato in un post su X che l’offensiva a Gaza continuerà finché Hamas “non accetterà le condizioni israeliane per porre fine alla guerra, in primo luogo il rilascio di tutti gli ostaggi e il disarmo”. “Se non accetteranno”, ha aggiunto, “Gaza City, la capitale di Hamas, diventerà Rafah e Beit Hanoun. Esattamente come ho promesso, così sarà”. Rafah e Beit Hanoun sono state ridotte in macerie nelle precedenti offensive dell’esercito israeliano (Idf).

Secondo fonti mediche degli ospedali di Gaza contattate da Al Jazeera Arabic, gli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza hanno ucciso almeno 25 palestinesi dall’alba. Tra le vittime ci sono tre bambini uccisi durante un bombardamento israeliano su una tenda in Jalaa Street, a ovest di Gaza City.

Confermata per la prima volta la carestia a Gaza City

Per la prima volta è stata confermata la carestia a Gaza City. Lo afferma l’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), un organismo sostenuto dalle Nazioni Unite responsabile del monitoraggio della sicurezza alimentare. L’Ipc ha elevato la sua classificazione alla Fase 5, il livello più alto e peggiore della sua scala di insicurezza alimentare acuta. La carestia è confermata nel governatorato di Gaza, che comprende Gaza City e l’area circostante, e che si prevede che “condizioni catastrofiche” si estenderanno a Deir al-Balah e Khan Younis entro la fine di settembre. Lo riporta Bbc. 

Israele respinge le conclusioni e dice: “Basato su informazioni di Hamas”

Israele afferma di “respingere fermamente” le conclusioni dell’ultimo rapporto dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), un organismo sostenuto dalle Nazioni Unite responsabile del monitoraggio della sicurezza alimentare, “in particolare l’affermazione che ci sia carestia a Gaza City”. La risposta del Coordinamento delle attività governative nei territori (Cogat), l’organismo militare israeliano responsabile degli aiuti, afferma che “il rapporto è falso e si basa su dati parziali e di parte e su informazioni superficiali provenienti da Hamas, un’organizzazione terroristica”. Lo riporta la Bbc. Il Cogat accusa l’Ipc di aver fondato la definizione di “carestia” su un “sondaggio telefonico non pubblicato e su valutazioni discutibili da parte dell’Unrwa, un’agenzia delle Nazioni Unite nota per i suoi operatori che sono parte integrante di Hamas, e di ong locali, che speculano ampiamente sui tassi di mortalità che nemmeno il ministero della Salute di Hamas riporta”, il che ne mina la credibilità. Israele accusa inoltre l’ente di non aver tenuto conto delle misure adottate da Israele per stabilizzare la situazione e dei notevoli sforzi umanitari.

Netanyahu: “È una bugia assoluta”

“Il rapporto dell’IPC è una bugia assoluta. Israele non ha una politica di fame. Israele ha una politica di prevenzione della fame”. Lo ha affermato in un post su X il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. “Dall’inizio della guerra, Israele ha consentito l’ingresso di 2 milioni di tonnellate di aiuti nella Striscia di Gaza, oltre una tonnellata di aiuti a persona”, ha aggiunto affermando che lo Stato ebraico “continuerà ad agire responsabilmente, assicurando che gli aiuti raggiungano i civili di Gaza e distruggendo al contempo la macchina del terrore di Hamas”. La ‘campagna di fame’ orchestrata da Hamas non ci impedirà di liberare i nostri ostaggi ed eliminare Hamas”, ha detto ancora Netanyahu secondo cui il “mondo civile” deve “esigere” due cose ovvero “il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi e la verità”.

Ipc: “Carestia causata da combattimenti e blocco aiuti”

Il rapporto dell’IPC, l’Integrated Food Security Phase Classification (IPC), un organismo sostenuto dalle Nazioni Unite responsabile del monitoraggio della sicurezza alimentare, afferma che la carestia a Gaza è stata causata dai combattimenti e dal blocco degli aiuti, e amplificata dagli sfollamenti diffusi e dal collasso della produzione alimentare, portando la fame a livelli pericolosi per la vita in tutto il territorio dopo 22 mesi di guerra. È la prima volta che l’IPC conferma una carestia in Medio Oriente. In passato ha dichiarato lo stato di carestia in Somalia nel 2011, nel Sud Sudan nel 2017 e nel 2020 e in alcune zone della regione occidentale del Darfur, in Sudan, lo scorso anno.

Guterres: “Carestia a Gaza è fallimento dell’umanità”

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha commentato il rapporto dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC). “Proprio quando sembra che non ci siano più parole per descrivere l’inferno di Gaza, ne è stata aggiunta una nuova: ‘carestia’”, ha scritto in un post sul social X, “non si tratta di un mistero ma di un disastro provocato dall’uomo, un’accusa morale e un fallimento dell’umanità stessa”. “La carestia non riguarda solo il cibo, ma è il crollo deliberato dei sistemi necessari alla sopravvivenza umana. La gente muore di fame. I bambini muoiono. E chi ha il dovere di agire sta fallendo“, ha aggiunto, “in quanto potenza occupante, Israele ha obblighi inequivocabili ai sensi del diritto internazionale, compreso il dovere di garantire il cibo e le forniture mediche alla popolazione. Non possiamo permettere che questa situazione continui impunemente”. “Basta scuse. Il momento di agire non è domani, è adesso. Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco immediato, del rilascio immediato di tutti gli ostaggi e di un accesso umanitario completo e senza restrizioni”, ha concluso Guterres.

Onu: “Carestia a Gaza per ostruzione sistematica di Israele”

La carestia a Gaza dovrebbe “perseguitarci tutti” e sarebbe stata del tutto evitabile se alle Nazioni Unite non fosse stato sistematicamente impedito di portare cibo. Lo afferma il responsabile degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite Tom Fletcher, parlando ai giornalisti a Ginevra e commentando il rapporto dell’Integrated Food Security Phase Classification (IPC). “È una carestia che avremmo potuto evitare se ci fosse stato permesso, eppure il cibo si accumula alle frontiere a causa dell’ostruzionismo sistematico da parte di Israele”, ha aggiunto. Lo riporta Al Jazeera.

Gb: “Carestia a Gaza causata da Israele è oltraggio morale”

Il ministro degli Esteri del Regno Unito David Lammy ha condannato la carestia “totalmente evitabile” di Gaza City definendola “assolutamente orribile”. In una dichiarazione, Lammy afferma: “Il rifiuto del governo israeliano di consentire l’ingresso di aiuti sufficienti a Gaza ha causato questa catastrofe provocata dall’uomo. Si tratta di un oltraggio morale”. Lo riporta la Bbc. Il ministro britannico esorta poi Israele a consentire “immediatamente e in modo sostenibile” l’accesso illimitato al cibo, alle forniture mediche, al carburante e agli aiuti umanitari, e a lasciare che le Nazioni Unite e le agenzie umanitarie “operino senza ostacoli”. “Abbiamo disperatamente bisogno di un cessate il fuoco immediato, per consentire la distribuzione degli aiuti alla massima velocità e nella misura richiesta”, aggiunge, “il Regno Unito ribadisce la sua condanna per questa azione militare, che non farà che peggiorare la già catastrofica situazione umanitaria e mettere in pericolo la vita degli ostaggi tenuti prigionieri da Hamas. Esortiamo il governo israeliano a cambiare rotta e a sospendere i suoi piani”.

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