Gaza City, Israele ha iniziato il piano di occupazione

Gaza City, Israele ha iniziato il piano di occupazione

Meloni: “Preoccupati per l’escalation, serve cessate il fuoco. Italia condanna nuovi insediamenti in Cisgiordania”

Le Forze di difesa israeliane hanno avviato i primi passi per l’invasione di Gaza City. Lo ha confermato il portavoce dell’Idf, Effie Defrin, citato da Jerusalem Post. “Le nostre forze controllano già la periferia della città”, ha affermato. Defrin ha inoltre confermato che questa settimana saranno spedite circa 60mila lettere di coscrizione, alle quali se ne aggiungeranno altre 20mila entro la fine del mese. Il portavoce ha precisato che l’Idf sta lavorando per garantire spazi sufficienti ai civili di Gaza per evacuare in sicurezza e ricevere aiuti e cure mediche. 

Israele approva un nuovo insediamento in Cisgiordania che dividerebbe il territorio palestinese, ostacolando la soluzione dei due Stati. Il ministro Bezalel Smotrich definisce la decisione “storica” e una risposta ai Paesi che vogliono riconoscere lo Stato palestinese. Secondo lui, questa scelta cancella “l’illusione” di due popoli, due Stati. La mossa rafforza la linea dell’estrema destra israeliana contro la nascita di uno Stato palestinese.

Gaza City, Israele ha iniziato il piano di occupazione – live
Inizio diretta: 21/08/25 07:30
Fine diretta: 21/08/25 20:00
Netanyahu: "Negoziati immediati per rilascio di tutti gli ostaggi"

“Sono venuto per approvare i piani dell’Idf per prendere il controllo di Gaza City e sconfiggere Hamas. Allo stesso tempo, ho dato disposizioni per avviare immediatamente i negoziati per il rilascio di tutti i nostri ostaggi e porre fine alla guerra a condizioni accettabili per Israele”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, arrivato oggi nell’area della Divisione di Gaza, citato da Ynet. “Siamo nella fase decisiva. Queste due cose, sconfiggere Hamas e rilasciare tutti i nostri ostaggi, vanno di pari passo”, ha aggiunto.

Tajani: "Piano Cisgiordania compromette soluzione a due Stati"

Il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha firmato oggi una Dichiarazione congiunta con i ministri degli Esteri di altri 20 Paesi e l’Unione europea, per condannare fermamente la decisione israeliana di procedere con nuovi insediamenti in Cisgiordania chiedendone la revoca immediata. Lo riporta la Farnesina. Nella Dichiarazione si ribadisce come tale decisione costituisca una violazione del diritto internazionale, minando l’obiettivo comune di garantire sicurezza e prosperità in Medioriente. Il ministro Tajani ha sottolineato al proposito come “questo piano compromette irrimediabilmente la soluzione a due Stati, dividendo il futuro Stato palestinese e limitando l’accesso dei palestinesi a Gerusalemme”.

Idf: "Dati inchiesta Guardian sono errati"

“I dati presentati nell’articolo sono errati”. E’ quanto commenta l’esercito israeliano al Guardian, in merito all’inchiesta del quotidiano britannico, secondo cui i dati provenienti da un database riservato dell’intelligence militare israeliana indicano che l’83% delle persone uccise a Gaza sono civili.
I numeri “non riflettono i dati disponibili nei sistemi dell’Idf”, ha dichiarato l’esercito israeliano.

Capo Idf: "Portiamo avanti piani per conquistare Gaza City"

Il capo di stato maggiore dell’Idf, tenente generale Eyal Zamir, ha dichiarato che l’esercito sta portando avanti i suoi piani per conquistare Gaza City durante una visita alle truppe dislocate a Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, avvenuta questa mattina. “Stiamo avanzando con gli sforzi per l’azione a Gaza City. Abbiamo già forze operative alla periferia della città, e altre forze si uniranno a loro in seguito”, ha detto Zamir, citato da Times of Israel. “Le nostre missioni rimangono la liberazione degli ostaggi e la sconfitta di Hamas; non ci fermeremo e non ci fermeremo finché non le avremo completate. Realizzare queste missioni è essenziale per il nostro futuro e per i nostri valori come società”, ha aggiunto. Zamir ha spiegato che le I’Idf ha inferto ad Hamas un “duro colpo”. “Continueremo a colpire Hamas ovunque, a perseguitarlo finché sarà necessario e ovunque sarà necessario”, ha detto. Parlando dei 60.000 riservisti che l’esercito ha richiamato per l’offensiva di Gaza City, Zamir ha chiarito: “Li chiamiamo solo quando necessario. Sono certo che si faranno vedere fino al completamento della missione”. “Stiamo discutendo con i vertici politici i piani per il futuro e per realizzare i migliori risultati operativi sul campo di battaglia, per offrire loro la più ampia gamma di opzioni”, ha concluso.

Guardian rivela dati Idf, 83% morti a Gaza sono civili

I dati provenienti da un database riservato dell’intelligence militare israeliana indicano che l’83% delle persone uccise a Gaza sono civili. È quanto rivela il Guardian riferendo l’esito di un’inchiesta congiunta condotta con +972 Magazine e il giornale Local Call. Secondo quanto risulta alle testate a maggio, cioè a 19 mesi dall’inizio della guerra, i funzionari dell’intelligence israeliana avevano registrato 8.900 combattenti di Hamas e della Jihad Islamica Palestinese come morti o “probabilmente morti”. Allora, secondo i dati delle autorità sanitarie di Gaza, il bilancio era di 53mila palestinesi uccisi negli attacchi israeliani, bilancio che includeva sia combattenti sia civili. “I combattenti identificati nel database dell’intelligence militare israeliana rappresentavano solo il 17% del totale, il che indica che l’83% dei morti erano civili”, scrive il Guardian, sottolineando che “questo rapporto tra civili e combattenti” nel numero dei morti “è estremamente elevato per la guerra moderna, anche se confrontato con conflitti noti per uccisioni indiscriminate, come le guerre civili in Siria e Sudan”.

21 Paesi fra cui l'Italia condannano il piano per l'insediamento in Cisgiordania

Ventuno Paesi, fra cui l’Italia, hanno scritto una lettera per condannare la decisione del Comitato superiore di pianificazione israeliano di approvare i piani per la costruzione di insediamenti nell’area E1 in Cisgiordania. La dichiarazione congiunta è stata diffusa dal Foreign Office del Regno Unito, che riferisce di essere firmatario insieme ai ministri degli Esteri di Australia, Belgio, Canada, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Italia, Giappone, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Norvegia, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia, nonché all’Alta rappresentante della politica estera Ue Kaja Kallas. La decisione “è inaccettabile e costituisce una violazione del diritto internazionale”, si legge nella dichiarazione congiunta. “Condanniamo questa decisione e chiediamo con la massima fermezza che venga immediatamente revocata”, aggiungono i 21 Paesi. “Il ministro Smotrich afferma che questo piano renderà impossibile la soluzione dei due Stati, dividendo qualsiasi Stato palestinese e limitando l’accesso dei palestinesi a Gerusalemme. Ciò non apporta alcun beneficio al popolo israeliano. Al contrario, rischia di minare la sicurezza e di alimentare ulteriori violenze e instabilità, allontanandoci ancora di più dalla pace”, si legge.

“Il governo israeliano ha ancora la possibilità di fermare il piano E1. Lo esortiamo a ritirare urgentemente questo piano”, proseguono i 21 Paesi nella dichiarazione congiunta. “L’azione unilaterale del governo israeliano mina il nostro desiderio collettivo di sicurezza e prosperità in Medioriente. Il governo israeliano deve fermare la costruzione di insediamenti in linea con la risoluzione 2334 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e rimuovere le restrizioni finanziarie imposte all’Autorità palestinese”, conclude.

Londra convoca ambasciatore Israele per piano Cisgiordania

Il Foreign Office britannico ha convocato l’ambasciatore israeliano nel Regno Unito dopo che Israele ha approvato mercoledì il progetto per un insediamento in Cisgiordania che taglierebbe il territorio in due. Lo riferisce lo stesso ministero degli Esteri del Regno Unito. “Oggi l’ambasciatrice di Israele nel Regno Unito è stata convocata dal Ministero degli Esteri, del Commonwealth e dello Sviluppo. Sua Eccellenza Tzipi Hotovely è stata convocata in risposta alla decisione del Comitato superiore di pianificazione israeliano di approvare i piani per la costruzione di insediamenti nell’area E1, a est di Gerusalemme”, ha riferito il Foreign Office.

Meloni: "Preoccupati per l'escalation, serve cessate il fuoco"

“L’Italia segue con profonda preoccupazione gli sviluppi recenti relativi alle decisioni assunte dal Governo israeliano in merito alla situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania e riafferma con fermezza il proprio impegno a favore della pace, della sicurezza e del rispetto del diritto internazionale”. Così la premier, Giorgia Meloni, in una nota. “In particolare, la decisione di procedere con l’occupazione di Gaza, in risposta al disumano attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, costituisce un’ulteriore escalation militare che non potrà che aggravare la già drammatica situazione umanitaria”, aggiunge.

“Al contrario, sarebbe invece necessario un impegno collettivo per giungere a un cessate il fuoco e al rilascio degli ostaggi, rafforzando lo sforzo internazionale per assicurare l’assistenza umanitaria che è urgentemente necessaria alla popolazione civile della Striscia. L’Italia continuerà a sostenere gli sforzi dei mediatori in questa direzione ed è pronta a fare la sua parte in uno scenario post-conflitto.

L’Italia condanna inoltre la decisione israeliana di autorizzare nuovi insediamenti in Cisgiordania. Tale decisione è contraria al diritto internazionale e rischia di compromettere definitivamente la soluzione dei due Stati e, in generale, una prospettiva politica per giungere a una pace giusta e duratura”, conclude Meloni.

Netanyahu: "Prenderemo Gaza anche con accordo tregua con Hamas"

In un’intervista a Sky News Australia, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha assicurato di voler prendere il controllo completo della Striscia di Gaza, anche se Hamas dovesse accettare un accordo di cessate il fuoco all’ultimo minuto. “Lo faremo comunque. Non c’è mai stato alcun dubbio sul fatto che non lasceremo Hamas lì”, ha detto Netanyahu, “credo che il presidente Trump l’abbia espresso al meglio, dicendo che Hamas deve scomparire da Gaza. È come lasciare le SS in Germania”. “Ma ho detto che questa guerra potrebbe finire oggi”, ha aggiunto, “può finire se Hamas depone le armi e libera i restanti 50 ostaggi, almeno 20 dei quali sono vivi, e questo è il nostro obiettivo: liberare tutti gli ostaggi, disarmare Hamas, smilitarizzare Gaza e dare un futuro diverso ai suoi abitanti”.

Idf: "Autorità mediche e ong si preparino a evacuazioni da nord Gaza"

L’esercito israeliano (Idf) afferma di aver iniziato a dare “primi avvertimenti” alle autorità mediche e alle organizzazioni internazionali nella Striscia di Gaza settentrionale, in vista dell’offensiva pianificata a Gaza City. I funzionari dell’amministrazione di coordinamento e collegamento del Cogat a Gaza hanno detto ai funzionari medici e alle ong nella parte settentrionale dell’enclave “di prepararsi allo spostamento della popolazione verso la parte meridionale della Striscia di Gaza”. Lo riporta il Times of Israel. “Vi parlo della possibilità che l’esercito entri a Gaza City. Ci sarà un’evacuazione completa da Gaza alla Striscia meridionale”, si sente dire da un ufficiale del Cogat in una chiamata con un funzionario sanitario a Gaza, secondo una trascrizione fornita dall’Idf, “per noi è importante che riceviate queste informazioni da una fonte ufficiale. Vi forniremo un posto dove stare, che si tratti di un ospedale da campo o di qualsiasi altro ospedale”.

L’Idf afferma che gli ufficiali hanno sottolineato ai funzionari medici che “le infrastrutture ospedaliere nella Striscia di Gaza meridionale vengono adattate per accogliere malati e feriti, insieme a un aumento dell’afflusso di attrezzature mediche necessarie in conformità con le richieste delle organizzazioni umanitarie internazionali”.

20 morti a Gaza in attacchi Israele dall'alba

È di almeno 20 morti nella Striscia di Gaza il bilancio degli attacchi israeliani dall’alba. È quanto riporta Al-Jazeera citando fonti mediche, secondo cui 8 delle persone uccise erano in cerca di aiuti umanitari. 

Gaza, 70 morti e 356 feriti in attacchi Israele in ultime 24 ore

Nella Striscia di Gaza è di almeno 70 morti, fra cui 18 persone che erano in cerca di aiuti, e 356 feriti il bilancio degli attacchi israeliani nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il ministero della Sanità di Gaza, precisando che questo porta il bilancio complessivo dall’inizio della guerra a 62.192 palestinesi morti e 157.114 feriti. Sempre secondo il ministero, il numero totale di persone in cerca di aiuto uccise dal 27 maggio, quando Israele ha introdotto il nuovo meccanismo di distribuzione degli aiuti attraverso la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), è salito a 2.036 morti e 15.064 feriti.

Boldrini (Pd): "Palestinesi in una morsa letale, Ue resta immobile"

“La Cisgiordania spaccata in due da una gigantesca colonia e Gaza City sotto attacco con migliaia di persone deportate. Così il governo Netanyahu vuole mettere una pietra tombale sullo Stato di Palestina e sul diritto dei palestinesi all’autodeterminazione. Un intero popolo stretto in una morsa letale come non si era mai visto dalla Seconda guerra mondiale in poi. E mentre milioni di persone in tutto il mondo continuano a mobilitarsi in difesa della Palestina e del suo popolo, l’Ue rimane a guardare il governo israeliano che, con il sostegno del presidente americano Donald Trump, compie orrendi crimini e mette in atto il suo scellerato disegno messianico di ‘grande Israele’ a discapito di milioni di persone che abitano da sempre quelle terre”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

“Allo stesso modo – prosegue – il governo Meloni si limita a pronunciare qualche parola di disappunto e null’altro. L’Ue non sta mettendo in atto nessuna iniziativa politica, nessuna sanzione, nessuna sospensione dell’accordo Ue-Israele, nessun embargo sulle armi usate per massacrare il popolo palestinese. Non basta dire che la nuova colonia in Cisgiordania è illegale: bisogna impedire che nasca, bisogna fermare il massacro. Bruxelles si sta macchiando di un immobilismo inaccettabile che la rende complice dei crimini commessi dal governo Netanyahu”.

Madrid condanna nuovi insediamenti a Gerusalemme Est

 “Condanno fermamente la decisione di Israele di costruire nuovi insediamenti a Gerusalemme Est. È contraria al diritto internazionale, dividerà il territorio della Palestina e vuole rendere impraticabile la soluzione dei due Stati per cui la Spagna sta lavorando”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares. “A Gaza, l’escalation dell’occupazione militare israeliana deve finire. Porterà ancora più morti e sofferenze ingiustificate. La via per la pace e la sicurezza è: un cessate il fuoco permanente, il rilascio degli ostaggi, un massiccio afflusso di aiuti umanitari e una soluzione a due Stati”, ha aggiunto. 

Guterres: "Raggiungere immediatamente cessate il fuoco a Gaza"

 “È fondamentale raggiungere immediatamente un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio incondizionato di tutti gli ostaggi, evitando le massicce perdite di vite umane e la distruzione che un’operazione militare contro Gaza causerebbe inevitabilmente”. Lo afferma il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, in un post su X. “Allo stesso tempo, la decisione delle autorità israeliane di espandere la costruzione di insediamenti illegali, che dividerebbe la Cisgiordania, deve essere revocata. Qualsiasi costruzione di insediamenti costituisce una violazione del diritto internazionale”, aggiunge. 

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